“LE OPERAZIONI BANCARIE”
Edizione 2014
1 – I CONTRATTI BANCARI
I contratti finanziari si dividono in:
Assicurativi
♦ Azionari
♦ Di debito
♦
I contratti bancari fanno parte dei contratti di debito e, in certa misura, di quelli azionari. Tali contratti
possono essere distinti in:
Contratti bilateralià rapporto diretto tra le parti; elevata personalizzazione e limitata
o negoziabilità.
Contratti di mercatoà fortemente tipizzati
o
L’ATTIVITA’ BANCARIA è regolamentata dall’art.10 del TUB, che la definisce come “attività di raccolta del
risparmio tra il pubblico e di esercizio del credito”, precisando che deve avere carattere di impresa. In
particolare la raccolta del risparmio è definita come “acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia
sotto forma di deposito sia sotto altra forma”.
Vi sono tre grandi aree di operatività:
1) Operazioni di approvvigionamento di risorse finanziarie (operazioni di raccolta o passive). In tali
operazioni si individuano poi i depositi con funzione monetaria che mettono a disposizione del cliente una
pluralità di servizi di pagamento e consentono l’accesso ai servizi bancari; e i
depositi tempo accesi dal
cliente che vincola una certa somma destinandola alla banca per un determinato periodo di tempo, con
finalità remunerative.
2) Operazioni di prestito e investimento (operazioni di impiego o attive). Per queste operazioni si
distingue tra prestiti per cassa, in cui la banca, una volta terminata l’istruttoria di fido, è soggetta ad un
esborso monetario certo e spesso immediato (es: mutuo, credito…); prestiti di firma, in cui l’esborso
avviene solo nell’eventualità che il cliente risulti insolvente. I prestiti bancari sono spesso assistiti da
garanzie personali o reali che consentono alla banca, in caso di insolvenza del finanziato, il rientro totale o
parziale della somma. Esistono altri due tipi di prestiti: i prestiti autoliquidabili, ovvero quelli che non
vengono rimborsati dall’affidato ma da un altro soggetto; e i prestiti scadenziati (a breve termine = entro
18 mesi e a medio-‐lungo termine = oltre 18 mesi), per cui è previsto un piano di rientro composto da più
scadenze entro le quali rimborsare il capitale e gli interessi; o prestiti validi fino a revoca.
3) Operazioni di trasferimento e gestione delle risorse finanziarie per conto della clientela (operazioni di
servizio).
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Le operazioni bancarie possono poi essere divise in:
Operazioni al dettaglio, attuate dalla banca con un ampio numero di operatori, in genere per
o importi unitari contenuti.
Operazioni all’ingrosso, attuate con grandi clienti, aventi importi unitari rimarchevoli.
o
IL BILANCIO BANCARIO. Il bilancio di impresa bancaria è costituito da: Stato Patrimoniale, Conto
Economico, prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario e dalla nota
integrativa. Tali prospetti sono realizzati secondo quanto previsto dagli amministratori.
Nello SP-‐Attivo sono contabilizzati i prestiti per cassa e nello SP-‐Passivo le operazioni di raccolta.
RISCHI ASSOCIATI AI CONTRATTI BANCARI
Rischio di liquidità: sorge quando la banca non riesce a far fronte prontamente ed economicamente ai
Ø suoi impegni. Le operazioni che accentuano tale rischio sono quelle a vista, a scadenza indeterminata,
per le quali è incerto in cui verranno prelevate le somme.
Rischio di trasformazione delle scadenze: si manifesta quando le banche presentano un marcato
Ø sfasamento tra la scadenza media dell’attività e quella delle passività. Si può incorrere in un rischio di
liquidità o di interesse.
Rischio di tasso di interesse: sorge quando variazioni nei tassi di mercato inducono effetti sfavorevoli
Ø sul rendimento delle attività e delle passività finanziarie che scadono in un orizzonte d investimento, da
cui promanano flussi finanziari oggetto di riprezzamento. Per contenere tale rischio ci si può avvalere di
attività e passività a tasso variabile, oppure utilizzare determinati derivati.
Rischi di cambio: sorge quando la banca presenta posizioni in valuta non di conto, influenzate
Ø negativamente da sfavorevoli modifiche nel rapporto di cambio con l’euro.
Rischio di insolvenza: consiste nell’eventualità che le somme erogate a titolo finanziario non siano
Ø rimborsate in tutto o in parte. Tale rischio si accentua nelle operazioni di credito per cassa, in quanto la
banca procede immediatamente all’esborso. Sono meno rischiosi i crediti di firma, i crediti garantiti e i
crediti autoliquidabili.
Rischio operativo: è la possibilità di realizzare perdite al verificarsi di eventi esterni o mediante lo
Ø svolgimento di processi interni.
LA REMUNERAZIONE DEI CONTRATTI BANCARI. L’obbiettivo della banca è la massimizzazione del profitto.
Le banche quindi corrispondono ai depositi interessi passivi, percepiscono interessi attivi sui crediti di
cassa erogati e pongono commissioni per la prestazione dei servizi. I tassi di interesse sono fissati anche in
base alla rischiosità delle transazioni, mentre le commissioni possono essere attive o passive
rispettivamente ai ricavi incassati o ai costi sostenuti.
LE NORME SULLA TRASPARENZA DEI CONTRATTI BANCARI. Servono per impostare su basi più chiare ed
equilibrate il rapporto tra banca e cliente, al fine di tutelare il contraente più debole. La normativa di
riferimento è il titolo VI del Testo Unico Bancario. Le regole sono fissate in relazione a:
Pubblicità e informativa pre-‐contrattuale, al fine di fornire al cliente tutte le informazioni relative ai
o servizi offerti, compresi interessi, commissioni e valute. Ad essa viene infatti consegnato un avviso
contenente le principali norme di trasparenza, un foglio informativo, una copia completa dello schema
di contratto e un documento di sintesi delle condizioni contrattuali.
Forma, contenuto e caratteristiche dei contratti, che devono essere redatti per iscritto e consegnati al
o cliente.
Modifiche delle condizioni contrattuali, che vanno comunicate al cliente con congruo preavviso.
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2
Un notevole impulso alla trasparenza è offerto dall’iniziativa PATTICHIARI: consorzio di 167 banche italiane
promosso dall’ABI al fine di fornire ai clienti semplici strumenti di conoscenza e di confronto delle offerte
promosse dai diversi istituti.
2 – LE ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA
LA RACCOLTA BANCARIA AL DETTAGLIO
Con “raccolta” si indicano le forme tecniche di provvista bancaria che consentono all’intermediario di
dotarsi di risorse finanziarie a titolo di debito. Tali operazioni sono accomunate da alcune caratteristiche di
base: Assunzione di una posizione debitoria nei confronti della clientela
♦ Contabilizzazione nel passivo dello Stato Patrimoniale
♦ Remunerazione annunciata e resa nota al cliente
♦ Rischio di liquidità a carico della banca a fronte dell’impegno di restituire le somme
♦
Nella raccolta diretta le risorse finanziarie dell’investitore confluiscono direttamente nel patrimonio della
banca che le utilizza per effettuare operazioni attive. Nella raccolta indiretta la banca si limita a fornire un
servizio relativamente a risorse finanziarie che confluiscono nell’investimento in strumenti finanziari, non
ricevendo direttamente disponibilità liquide. La banca offre di fatto un servizio (di compravendita, di
gestione, ecc) risulta intermediaria tra il cliente e le molteplici forme di investimento in strumenti finanziari
(azioni, obbligazioni, ecc).
IL DEPOSITO A RISPARMIO (DEPOSITO TEMPO). È una forma tecnica di raccolta che dovrebbe accogliere
risorse sottratte durevolmente al consumo (solo in questa ipotesi è remunerativo per il risparmiatore).
La banca rilascia al cliente un libretto di risparmio, sul quale vanno annotate le operazioni di versamento e
prelevamento. I libretti possono essere al portatore, assimilati ad un titolo di credito al portatore che può
circolare con la semplice consegna, o nominativi, documenti di legittimazione che attribuiscono
all’intestatario la qualifica di originario titolare del deposito e lo legittimano ad ottenere prestazioni dalla
banca. I libretti nominativi non sono trasferibili. I depositi si identifica
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