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Economia delle aziende di credito

La banca interviene nel mercato finanziario; in finanza ci sono molti altri attori in gioco tra i quali la borsa valori, la Banca d'Italia, le assicurazioni, gli alternatives, ecc. All'interno di queste categorie di soggetti, noi ci occuperemo delle banche. Analizziamo le loro funzioni.

Le principali funzioni della banca

Fino a 20 anni fa (fine anni '80) le banche erano molto specializzate: esse non potevano fare tutte le operazioni che possono fare oggi, ma solo peculiari attività destinate a precisi soggetti. Alla fine degli anni '80 c'è stata la c.d. despecializzazione; grazie ad essa le banche hanno ampliato il loro raggio d’azione. Oggi infatti, possono porre in essere innumerevoli operazioni e le sue principali funzioni sono: funzione creditizia, monetaria e di trasmissione degli impulsi di politica monetaria ed economica.

Funzione di allocazione delle risorse (funzione creditizia)

Essa era l’attività principale durante il periodo di specializzazione. Questa funzione consiste nel fatto che la banca, come intermediario, raccoglie la liquidità in surplus di alcuni soggetti e, attraverso essa, concede dei prestiti a coloro che necessitano di liquidità.

Funzione monetaria

(bonifici, assegni, cambiali, prelievi...): la banca ha la funzione di far circolare la moneta nel sistema.

Funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria ed economica

Le banche riescono, e devono, segnalare quello che è l’andamento della base monetaria nel sistema. Se una filiale, per esempio, movimenta in un mese 20 milioni di euro e il mese dopo la metà, ciò significa che c’è stata una riduzione del movimento di moneta e questa informazione, di norma, deve essere comunicata alla Banca d'Italia.

La dottrina annovera poi un’altra funzione, la funzione di servizio. Le banche infatti, oggigiorno svolgono anche una serie sempre più ampia di servizi che non rientrano nelle normali funzioni bancarie; un esempio è il fondo pensione. Noi considereremo però i servizi come operazioni bancarie.

Capitolo 1: I contratti bancari

Tassonomia dei contratti bancari

  • Contratti finanziari – contratti bancari
  • Contratti bilaterali – contratti di mercato
  • Operazioni al dettaglio – operazioni all’ingrosso
  • Operazioni a breve termine – operazioni a medio/lungo termine

I contratti bancari fanno parte della più ampia categoria dei contratti finanziari, cioè di quelli che si caratterizzano per la funzione di trasferire moneta tra i diversi agenti economici all'interno di un rapporto di tipo creditizio e di attuare una distribuzione del rischio tra i diversi operatori. I tre tipici archetipi dei contratti finanziari sono il contratto assicurativo, il contratto di debito e il contratto azionario. I contratti bancari rientrano all'interno dei contratti di debito e, in certa misura, dei contratti assicurativi.

In relazione alle modalità di stipulazione i contratti in questione possono essere distinti in contratti bilaterali e contratti di mercato. I primi discendono da un rapporto diretto tra le parti che ne convengono il contenuto e le condizioni di base; i secondi, invece, risultano fortemente tipizzati in quanto contenuti, scadenza e contenuto sono standardizzati. Nel nostro paese i contratti bancari sono prevalentemente di tipo bilaterale.

Le attività che le banche sono abilitate a porre in essere con le loro controparti, e che si sostanziano in specifiche fattispecie contrattuali, sono esplicitate nel Testo Unico Bancario (TUB) che regolamenta l’attività svolta dalle banche.

L'attività bancaria ai sensi del TUB

Articolo 10 (Attività bancaria)

  • La raccolta di risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito costituiscono l'attività bancaria. Essa ha carattere d'impresa. Il contenuto dell’attività bancaria risulta quindi dall’esercizio congiunto di due funzioni: la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito che insieme diventano il fulcro dell’attività bancaria, rappresentato dalle operazioni di intermediazione bancaria.
  • L'esercizio dell'attività bancaria è riservato alle banche.
  • Le banche esercitano, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge (gestione fondi pensione, attività sui cambi...).

Articolo 11 (Raccolta del risparmio)

  • Ai fini del presente decreto legislativo è raccolta del risparmio l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma.
  • La raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche.

Articolo 16 (Libera prestazione di servizi)

Le banche italiane possono esercitare le attività ammesse al mutuo riconoscimento in uno Stato comunitario senza stabilirvi succursali, nel rispetto delle procedure fissate dalla Banca d'Italia. Le banche comunitarie possono esercitare le attività ammesse al mutuo riconoscimento nel territorio della Repubblica senza stabilirvi succursali dopo che la Banca d'Italia sia stata informata dall'autorità competente dello Stato di appartenenza. Tali attività rappresentano l’ambito di operatività riconosciuto agli intermediari nei diversi paesi dell’Unione Europea. Ma quali sono queste attività? Vediamole:

Le attività ammesse al mutuo riconoscimento (TUB)

  • Raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione
  • Operazioni di prestito (compreso in particolare il credito al consumo, il credito con garanzia ipotecaria, il factoring, le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, il credito commerciale incluso il «forfaiting»)
  • Leasing finanziario
  • Servizi di pagamento
  • Emissione e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, «travellers cheques», lettere di credito)
  • Rilascio di garanzie e di impegni di firma
  • Operazioni per proprio conto o per conto della clientela in:
    • Strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.)
    • Cambi
    • Strumenti finanziari a termine e opzioni
    • Contratti su tassi di cambio e tassi d'interesse
    • Valori mobiliari
  • Partecipazione alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi
  • Consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonché consulenza e servizi nel campo delle concentrazioni e del rilievo di imprese
  • Servizi di intermediazione finanziaria del tipo «money broking»
  • Gestione o consulenza nella gestione di patrimoni
  • Custodia e amministrazione di valori mobiliari
  • Servizi di informazione commerciale
  • Locazione di cassette di sicurezza

Tra le attività del mutuo riconoscimento rientrano anche le attività che non rientrano nel TUB, ma nel TUF (Testo Unico Finanziario). In questo testo vengono elencate tutta una serie di operazioni che le banche possono comunque porre in essere. Vediamoli:

I servizi di investimento (TUF)

  • Negoziazione per conto proprio
  • Esecuzione di ordini per conto dei clienti
  • Sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente
  • Collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente
  • Gestione di portafogli
  • Ricezione e trasmissione di ordini
  • Consulenza in materia di investimenti
  • Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione

Tale elenco è utile al fine di individuare nel complesso le tre aree di operatività delle banche, vale a dire:

  • Operazioni di raccolta: determina un costo per la banca e cioè l’interesse che esse devono dare ai propri clienti. (INTERESSI PASSIVI)
  • Operazioni di impiego: determina un ricavo per ragioni speculari alle operazioni di raccolta (INTERESSI ATTIVI).
  • Operazioni di servizio: la banca guadagna anche su altre operazioni per esempio con le COMMISSIONI.

Le operazioni bancarie possono essere classificate come operazioni al dettaglio e operazioni all’ingrosso. Le prime sono attuate dalla banca in contropartita con un numero estremamente ampio di operatori, normalmente per importi unitari contenuti. Le seconde riguardano, invece, le transazioni, aventi solitamente importi considerevoli, poste in essere con grandi clienti e con operatori professionali e istituzionali. Un requisito che agevola lo svolgimento dell’operatività al dettaglio è rappresentato dalla disponibilità di una rete di sportelli capillare in grado di raggiungere i differenti segmenti della clientela. Tale requisito non è richiesto per le operazioni all’ingrosso.

Le operazioni passive

(raccolta) e le operazioni attive (impieghi) delle banche, presentano, poi, ulteriori classificazioni. Analizziamole.

La raccolta: operazioni passive

  • Depositi moneta – depositi tempo
  • A vista – a scadenza
  • In euro – in valuta
  • Raccolta diretta/raccolta indiretta

Per quanto riguarda le operazioni passive si è soliti distinguere i depositi con funzione monetaria, che mettono a disposizione del cliente una pluralità di strumenti di pagamento e consentono di accedere all'offerta di servizi bancari, e i depositi a tempo, accesi dal cliente con finalità di remunerazione delle sue disponibilità monetarie. (Solo negli anni '90 tale distinzione si è fatta più netta).

Il rimborso delle somme depositate, inoltre, in alcune forme tecniche può essere richiesto dalla clientela in qualsiasi momento, cioè “a vista”. Caratteristica del sistema italiano è quella di presentare una % molto elevata, all’incirca il 50%, di raccolta a vista sul totale dei mezzi di raccolta da clientela. La raccolta a scadenza per un certo periodo di tempo rimane immobilizzata e quindi non può essere toccata dalla clientela. Essa, a sua volta, può essere distinta nella componente a breve termine, avente scadenza fino a 18 mesi, e in quella a medio lungo termine. (Va segnalato che normalmente la raccolta a vista viene ricompresa nell’ambito di quella di breve termine).

La raccolta può anche essere denominata in valuta diversa dall’euro e tale facoltà si è tradotta nell’offerta, da parte di alcune banche, di strumenti di raccolta denominati nelle principali valute trattate sui mercati internazionali.

Tassonomia dei contratti bancari: gli impieghi

  • Prestiti per cassa – prestiti di firma
  • Prestiti autoliquidabili – finanziamenti diretti
  • Prestiti scadenziati – a revoca
  • Garantiti – in bianco
  • In euro – in valuta

La distinzione tra prestiti per cassa e prestiti di firma attiene alla certezza e al timing dell’esborso monetario della banca. I primi, infatti, sono quelli in cui la banca, una volta completata l’istruttoria e decisa la concessione del fido, è soggetta ad un esborso certo e spesso immediato (concessione di un mutuo o apertura di credito in conto corrente). I secondi, viceversa, sono quelli in cui l’esborso monetario della banca non assume carattere di certezza, ma unicamente di eventualità (caso tipico è la garanzia prestata dalla banca a favore di un suo cliente che deve adempiere a scadenza un’obbligazione di pagamento; la banca dovrà procedere all’esborso monetario nel caso in cui il suo cliente fosse inadempiente).

I prestiti autoliquidabili (o a rientro autonomo) sono quei prestiti che non vengono rimborsati direttamente dall’affidato, bensì da un altro soggetto, come avviene tipicamente nel caso di smobilizzo dei crediti commerciali (es. se io ho un credito nei confronti di Tizio che scadrà tra 3 mesi, ma io ho bisogno subito di denaro, posso andare in banca e cedere a questa i miei crediti nei confronti di Tizio e in cambio ricevere il denaro di cui ho bisogno). Questi prestiti si distinguono in prestiti autoliquidabili in senso lato, e in questo caso la banca potrà rifarsi sul finanziato qualora il creditore risultasse insolvente (operazioni PRO SOLVENDO), e in prestiti autoliquidabili in senso stretto, e in questo caso qualora il creditore risultasse insolvente la banca non potrà esigere alcunché dal finanziato (operazioni PRO SOLUTO). Tali operazioni si distinguono dai finanziamenti diretti in cui il rimborso del prestito è operato personalmente dal finanziato.

I finanziamenti, inoltre, possono essere scadenzati o validi fino a revoca. Nei primi è previsto un piano di rientro con la precisa individuazione di una o più scadenze alle quali deve essere rimborsato il capitale e/o gli interessi sul prestito (es. mutuo). Nei secondi, invece, non è prevista alcuna data contrattuale di scadenza, fatta salva la possibilità per entrambe le parti di uscire dal contratto mediante revoca. Anche i prestiti scadenzati possono essere ulteriormente suddivisi in breve, medio e lungo termine.

I prestiti bancari sono spesso assistiti da garanzie reali o personali che, in caso di insolvenza del finanziato, viene utilizzato consentendo alla banca un rientro dalla sua esposizione. I prestiti in bianco non sono invece assistiti da nessuna garanzia reale o personale se non dalla garanzia generica del patrimonio dell’affidato.

Un’ultima classificazione può essere fatta distinguendo i finanziamenti denominati in euro da quelli espressi in un’altra valuta; sotto questo profilo, quindi, possono diversificare per valuta il portafoglio di impieghi e soddisfare, per questa via, le richieste al riguardo provenienti dalla clientela.

Le operazioni attive e passive nel bilancio bancario

Le operazioni di raccolta, di impiego e di servizio poste in essere dalla banca sono oggetto di iscrizione contabile negli schemi di bilancio dell’impresa bancaria. In particolare, nello stato patrimoniale, la provvista bancaria è contabilizzata tra le passività; tra le attività compaiono, invece, i prestiti per cassa. I crediti di firma, invece, poiché rappresentano un’uscita solo eventuale della banca, vanno inseriti in nota integrativa. Stessa sorte spetta anche a molti dei servizi erogati. Esaminiamo ora nello specifico gli schemi di bilancio entrati in vigore con la circolare n.262 di Banca d'Italia del 22/12/2005. A tal fine ricordiamo che il bilancio dell’impresa bancaria è costituito da SP, CE, dal prospetto delle variazioni del PN, dal RF e dalla NI. Tali documenti sono redatti in conformità degli IAS/IFRS e sono corredati dalla relazione degli amministratori.

Passivo di stato patrimoniale

Espone i dati relativi alla raccolta diretta.

  • Debiti verso banche
  • Debiti verso la clientela
  • Titoli in circolazione (comprende la c.d. raccolta “cartolarizzata”, vale a dire attuata mediante emissione di titoli)

Attivo di stato patrimoniale

Espone i dati relativi ai crediti di cassa.

  • Crediti verso banche
  • Crediti verso clientela

Nota integrativa

Espone ulteriori informazioni circa i debiti e i crediti della banca. Per quanto riguarda i debiti, e precisamente la raccolta diretta, e i crediti di cassa nella parte B sono riportati:

  • I debiti/crediti verso le banche con distinzione fra i debiti/crediti verso le BC e verso le altre imprese bancarie e, per queste ultime la composizione merceologica
  • I debiti/crediti verso la clientela e le tipologie di operazioni in essere
  • I titoli in circolazione distinguendoli tra quotati e non quotati.

Per quanto riguarda i crediti per cassa, essi vengono inseriti anche nella parte E dove si trova l’articolazione delle disposizioni in base alle varie forme di garanzia che le assistono. Per quanto riguarda la raccolta indiretta essa, non trovando accoglimento nello SP, va in NI; stesso discorso per i crediti di firma che trovano accoglimento solo in NI nella parte B alla sezione “altre informazioni” nella voce “garanzie rilasciate e impegni”.

I rischi associati ai contratti bancari

I contratti finanziari presentano la caratteristica di attuare una ripartizione del rischio tra i soggetti che li pongono in essere. È quindi opportuno verificare gli effetti sulla rischiosità bancaria associati all’utilizzo delle principali fattispecie contrattuali identificate nelle precedenti classificazioni anche perché, il rischio assunto dalla banca è poi destinato a riflettersi sulle condizioni applicate alla clientela. Le tipiche tipologie di rischio sono:

  • Rischio di liquidità
  • Rischio di trasformazione delle scadenze
  • Rischio di tasso d’interesse
  • Rischio di insolvenza
  • Rischio operativo

Sorge qualora non abbia la capacità di far fronte prontamente ed economicamente ai suoi impegni a scadenza; le forme tecniche di raccolta e di impiego che determinano l’insorgere di un rischio di liquidità più elevato per la banca sono quelle a vista, a scadenza indeterminata, per le quali sussistono notevoli margini di incertezza circa il momento in cui verranno prelevate le somme depositate o utilizzate le linee di credito accordate. Queste forme devono essere attentamente monitorate in modo da predisporre idonee riserve di liquidità. Le forme tecniche a scadenza, viceversa, presentano incertezza minore.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Poli Federica.
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