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Riassunto esame Economia delle Aziende di Credito, prof. Poli, Chiaramonte, Oriani e Migliavacca, libro consigliato Le Operazioni Bancarie, Borroni, Oriani più esercizi Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Economia delle aziende di credito, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dai docenti Poli, Oriani, Chiaramonte e Migliavacca: "Le operazioni bancarie", Borroni e Oriani. Tutto ciò che serve per la preparazione del parziale di Economia delle aziende di credito, compresa la parte pratica relativa agli esercizi.

Esame di Economia delle aziende di credito docente Prof. F. Poli

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ESTRATTO DOCUMENTO

Il riporto finanziario: si tratta di un contratto nel quale il riportato trasferisce in

proprietà al riportatore titoli di credito di una data specie per un determinato prezzo;

alla scadenza pattuita, il riportatore dovrà trasferire al riportato la proprietà di

altrettanti titoli della stessa specie, dietro rimborso del prezzo, che può essere

aumentato o diminuito nella misura convenuta alla stipulazione del contratto. Nel

contratto di riporto di banca la veste di riportatore è assunta da un ente creditizio,

mentre il riportato è rappresentato da un cliente che è disposto a privarsi

temporaneamente di titoli di sua proprietà per procurarsi delle disponibilità liquide.

Al riportato spettano i diritti accessori e gli obblighi (interessi o dividendi, diritto

d’opzione, premi o rimborsi derivanti dall’estrazione di titoli) inerenti ai titoli dati a

riporto. Il ricorso a tale contratto è in genere effettuato da società finanziarie e

assicurative che dispongono di elevanti quantitativi di valori mobiliari tali da poter

essere temporaneamente alienati senza che l’attività di impresa possa averne

pregiudizio.

La sovvenzione cambiaria: consiste nell’accredito del netto ricavo ottenuto dallo

sconto di una cambiale pagherò emessa direttamente dal cliente a favore della banca

finanziatrice; tale operazione non offre garanzie di nessun genere in relazione al buon

fine dell’operazione stessa: l’unico vantaggio per l’istituto finanziatore deriva dal

fatto di disporre di un titolo sulla base del quale porre in essere un processo di

esecuzione coattiva per il recupero del credito, qualora alla scadenza il titolo non

venisse onorato. Gli elementi di costo della sovvenzione cambiaria sono: gli interessi,

la commissione d’incasso, eventuali commissioni, che variano a seconda della

scadenza e sono calcolate sull’importo nominale della cambiale e l’imposta di bollo

sull’effetto.

Lo smobilizzo di crediti commerciali a breve termine: consistono in un anticipo

effettuato da un ente creditizio a favore di imprese che detengono crediti mercantili

nel proprio portafoglio; le operazioni ascrivibili a tale tipologia sono solitamente del

tipo auto liquidabili, ovvero i mezzi necessari al rimborso del prestito non

provengono direttamente dal finanziato ma da un terzo soggetto (nella maggior parte

dei casi debitore del sovvenuto stesso). Per usufruire di tali operazioni di

finanziamento l’impresa richiedente deve aver superato con esito positivo l’istruttoria

di fido e avere ottenuto una linea di credito da utilizzarsi come strumento di anticipo

dei crediti commerciali in suo possesso. La cessione del credito commerciale alla

banca può avvenire pro solvendo o pro soluto: nel primo caso, qualora alla scadenza

il terzo destinato al pagamento non assolva il suo obbligo, la banca si rivale sul

proprio sovvenuto, addebitandogli l’importo del credito stesso incrementato delle

spese sostenute per ottenere il rimborso; nel secondo caso invece l’affidato viene

completamente sollevato da ogni responsabilità circa il buon esito dell’operazione,

poiché la banca rinuncia ad ogni azione di rivalsa nei suoi confronti in caso di

mancato pagamento. Le operazioni che rientrano in questa fattispecie sono:

lo sconto bancario: è il contratto col quale la banca anticipa al cliente l’importo

- di un credito verso terzi non ancora scaduto mediante la cessione, salvo buon

fine, del credito stesso; tratto caratteristico dello sconto bancario è la cessione

11 pro solvendo o salvo buon fine del credito, cioè il sovvenuto ha l’obbligo di

rispondere nel caso di inadempienza da parte del debitore alla scadenza.

L’operazione di sconto può avvenire tramite l’utilizzo di un castelletto o in

forma isolata; nel primo caso la banca predefinisce l’ammontare massimo degli

effetti presentabili (“cifra di castelletto”), che coincide con il credito accordato;

nel secondo caso l’operazione di sconto assume carattere occasionale, si

verifica ovvero nell’ipotesi in cui l’affidato, che dispone di un castelletto di

sconto, lo abbia già completamente utilizzato, si trovi a dover far fronte a

esigenze finanziarie di natura eccezionale e disponga comunque di effetti

cambiari: in questo caso la banca procede ugualmente all’operazione di sconto,

senza però incrementare durevolmente l’entità del castelletto in essere

l’anticipo Ri.Ba. salvo buon fine: si concretizza nell’accredito su un conto

- transitorio (detto conto anticipi) di un importo corrispondente al valore

nominale degli effetti che vengono presentati per l’incasso, con valuta

postergata alla data di scadenza degli effetti medesimi; il cliente affidato ha la

possibilità di utilizzare subito le somme resesi disponibili anche se, facendo

questo, si verrà a determinare uno “scoperto di valuta”. Ci sono tre modalità

attraverso le quali la banca può concedere credito all’impresa che dispone di

Ri.Ba: 1) accredito diretto sul conto corrente di corrispondenza; 2) utilizzo di

conto transitorio fruttifero (conto anticipo s.b.f.); 3) utilizzo di conto transitorio

infruttifero (conto evidenza s.b.f.)

l’anticipo su fatture: la banca mette a disposizione del proprio affidato parte

- dell’importo (pari al 70-80%) risultante dalle fatture da questi emesse nei

confronti dei suoi clienti, riservandosi di richiederne la restituzione qualora,

alla scadenza prevista per il regolamento delle fatture, non sia ancora avvenuto

il pagamento; anche in questo caso la banca fa ricorso all’utilizzo di un conto

transitorio fruttifero (conto anticipo su fatture), che produce interessi debitori

calcolati, per tutta la durata dell’anticipo, sull’intera somma messa a

disposizione, accreditata sul conto transitorio con valuta postergata e

contemporaneamente girata sul conto corrente con valuta immediata.

Attraverso questa operazione l’impresa ha la possibilità di smobilizzare crediti

non ancora scaduti per fronteggiare esigenze di liquidità

il factoring: è una tipologia contrattuale mediante la quale un imprenditore

- (cedente) si impegna a cedere i propri crediti di natura commerciale a breve

termine ad un operatore specializzato (cessionario o factor), che può essere una

banca o una società di factoring, il quale a fronte di un compenso si assume

l’impegno di curarne la gestione e l’incasso, garantendone il buon fine anche in

caso di insolvenza del debitore e di finanziare il cedente mediante lo

smobilizzo anticipato delle partite creditorie; questa definizione descrive il

conventional factoring, cui si contrappone il maturity factoring, nel quale

l’intermediario svolge unicamente le funzioni di gestione dei crediti e di

garanzia, ma non quella di erogazione di risorse finanziarie, limitandosi a

mettere a disposizione le somme di denaro alla loro naturale scadenza

12 contrattuale. Il factor ha la possibilità di escludere completamente la garanzia

contro il rischio di insolvenza del debitore ceduto: ciò determina la distinzione

tra factoring pro solvendo (il cessionario chiede al cedente la restituzione delle

somme anticipate qualora alla scadenza il debitore non adempia alla sua

obbligazione) e pro soluto (il factor non può più richiedere nulla al cedente in

caso di insolvenza del ceduto). Vi è anche la possibilità di esclusione della

notifica (non notification factoring) dell’avvenuta cessione del credito al

debitore ceduto che continuerà ad effettuare i suoi pagamenti al cedente, cui

competerà l’obbligo di versare prontamente i crediti riscossi al factor. I crediti

oggetto di cessione devono essere liquidi, cedibili e disponibili; con liquidità si

intende che si tratta di crediti commerciali a breve termine, per cui la scadenza

è tipicamente compresa tra i 30 e i 180 giorni; la disponibilità attiene

all’effettiva esistenza del credito e dunque alla possibilità per il factor di

procedere regolarmente alla sua riscossione; infine la cedibilità comporta che il

credito non sia sottoposto a particolari condizioni o vincoli che ne possono

ostacolare il trasferimento al factor

Prestiti per cassa a medio e lungo termine: sono contraddistinti da una durata

contrattuale superiore a 18 mesi e tra questi rientrano:

- il mutuo

- il leasing

Il mutuo: è un’operazione che prevede l’erogazione di una somma di denaro la cui

restituzione da parte del beneficiario avverrà secondo un piano di rimborso che

stabilisce la periodicità e l’ammontare delle rate. Esistono cinque modelli di piani di

rimborso: 1) ammortamento a rata costante (“alla francese”), che prevede una quota

capitale crescente e una quota interessi decrescente e perciò risulta essere di importo

fisso per tutta la durata del finanziamento; 2) ammortamento a capitale costante

(“all’italiana”), in cui la rata si compone di una quota capitale che rimane invariata

per tutta la durata del prestito e da una quota interessi decrescente, in quanto calcolata

sul debito residuo che risulta essere decrescente; 3) ammortamento a rate crescenti,

che prevede che le rate di rimborso non siano di importo fisso ma aumentino ad ogni

scadenza secondo un piano predeterminato; 4) ammortamento balloon, in cui le rate

sono formate dai soli interessi, mentre il rimborso del capitale scatta a scadenze fisse;

5) ammortamento a rata fissa e durata variabile, in cui la rata rimane fissa per tutta la

durata del piano di rimborso mentre le variazioni del tasso determinano

l’accorciamento o l’allungamento del piano di rimborso. Esistono poi vari tipi di

mutuo:

mutuo a tasso fisso: quando il tasso di interesse rimane invariato per tutta la

- durata del finanziamento;

mutuo a tasso variabile: quando il tasso di interesse è variabile, legato di solito

- a parametri oggettivi di mercato;

13 mutuo a tasso variabile con cap: il tasso di interesse è variabile ma se durante

- la vita del finanziamento dovesse superare una soglia massima predefinita, il

cliente si limiterebbe a pagare un interesse pari a tale soglia “tetto”;

mutuo a tasso variabile con rata costante: la rata rimane costante e di

- conseguenza l’incremento del tasso di interesse porterà ad un allungamento del

periodo di pagamento (e viceversa);

mutuo offset: si caratterizza per un importo della rata che varia al variare del

- denaro detenuto in giacenza sul conto corrente; maggiore è la giacenza media

sul conto corrente e meno si paga di interessi per il mutuo;

mutuo misto: quando è prevista l’applicazione in tempi determinati e

- successivi, sia del tasso fisso che del tasso variabile;

mutuo con tasso d’ingresso: quando, per i primi mesi, viene applicato un tasso

- ridotto; alla scadenza di tale periodo è prevista l’applicazione dell’usuale tasso

fisso e/o variabile corrente al momento della scadenza

La scadenza del mutuo è in genere compresa tra i cinque e i trenta anni, e tale

potenziale lunga durata contrattuale giustifica la presenza di garanzie di tipo reale al

fine di assicurare la restituzione del prestito residuo e dei relativi interessi; le garanzie

reali sono di regola costituite da ipoteca di primo grado sul bene oggetto

dell’operazione. L’importo massimo erogabile è pari all’80% del valore dei beni

ipotecati o del costo delle operazioni da eseguire sugli stessi; tale limite può essere

elevato fino al 100% nel caso in cui vengano prestate garanzie integrative.

Il leasing: è una forma di finanziamento in cui, in cambio di un canone periodico, il

cliente ottiene la disponibilità di un bene strumentale alla propria attività, potendone

acquisire la proprietà al termine del contratto dietro pagamento di una quota

prefissata, inferiore al valore di mercato del bene (riscatto). Esistono tre forme

contrattuali di leasing:

leasing finanziario: è un contratto attraverso il quale una società finanziaria

1) (concedente o locatore) acquista da fornitori terzi dei beni di qualsiasi natura

per concederli in uso a un soggetto (utilizzatore o locatario) per un periodo di

tempo prefissato e mediante il pagamento di un canone periodico di leasing; si

configura perciò come un rapporto trilaterale e al termine del contratto il

soggetto utilizzatore può decidere fra tre diverse alternative: restituire il bene,

rinnovare il contratto, acquistare il bene stesso mediante il pagamento di un

prezzo prefissato. La struttura delle operazioni di leasing prevede un maxi

canone, cioè un primo pagamento alla stipula del contratto di norma superiore

all’importo del canone periodico, un canone periodico, solitamente mensile o

trimestrale e un riscatto, ovvero il prezzo che l’utilizzatore deve pagare nel

caso intenda acquistare il bene alla scadenza del contratto

leasing operativo: si caratterizza per la bilateralità del rapporto, che vede

2) contrattualmente impegnati l’utilizzatore e il produttore del bene che risulterà

pertanto anche concedente; a differenza del leasing finanziario il riscatto del

bene locato rappresenta una conclusione poco frequente rispetto alla

14 restituzione del bene, che costituisce la modalità più diffusa di cessazione del

rapporto

lease back: il cliente si presenta nella doppia veste di fornitore e utilizzatore del

3) bene concesso in leasing; operativamente è lo stesso cliente a vendere a una

società finanziaria il bene, che gli verrà contestualmente concesso in leasing

secondo le consuete modalità, con il diritto di tornare in possesso del bene una

volta terminato il periodo di locazione. Per il cliente si tratta di un’operazione

di autofinanziamento ricavandone la liquidità necessaria per realizzare un

progetto di sviluppo aziendale senza perdere l’utilizzo di un bene strumentale

al sostegno del proprio business

Si parla poi genericamente di leasing strumentale con riferimento a tutti quei contratti

di leasing aventi ad oggetto beni strumentali per l’attività d’impresa (es. leasing

immobiliare, automobilistico, ecc.).

Il credito al consumo: si intende l’insieme di tutti quei crediti accordati a soggetti

diversi dalle imprese (famiglie o consumatori) per acquistare beni mobili e servizi

destinati al soddisfacimento di bisogni personali o famigliari eccedenti le

disponibilità monetarie immediate. Il credito al consumo può essere finalizzato o non

finalizzato; nel primo caso viene erogato con lo scopo di finanziare l’acquisto di

specifiche categorie di beni ed è contraddistinto dal fatto che il finanziatore verifica

che la somma prestata venga effettivamente utilizzata per il fine dichiarato, nel

secondo caso non vi è invece alcuna verifica sulla destinazione del credito da parte

del finanziatore, il quale si preoccupa solamente che la restituzione avvenga secondo

le modalità e nei tempi prestabiliti. Il credito al consumo presenta diverse tipologie di

prestiti:

personali (finalizzati e non)

- rotativi

- contro cessione del quinto dello stipendio

- con carte di credito (descritte più avanti)

-

Nella prima categoria si è soliti distinguere tra prestiti personali veri e propri, senza

vincolo di destinazione, dai finanziamenti alle vendite rateali, tecnicamente congiunti

all’acquisto di specifici beni o servizi a carattere durevole. In entrambe le tipologie di

prestiti il versamento iniziale avviene in un’unica soluzione, mentre il rimborso segue

un piano di ammortamento con rate mensili costanti, determinate sulla base di un

tasso di interesse fisso o variabile. Nei prestiti rotativi invece si riscontrano due forme

tecniche di utilizzo prevalenti: la prima, più tradizionale, è rappresentata dallo

“scoperto di doppia mensilità” che attribuisce al beneficiario la possibilità di ottenere

credito per un importo massimo pari al doppio della sua retribuzione mensile; la

seconda prevede l’erogazione del prestito in un’unica soluzione, con rimborso

determinato in base ad un piano di ammortamento prestabilito, e la possibilità di

riutilizzare i fondi rimborsati dopo un certo numero di versamenti. I prestiti contro

cessione del quinto dello stipendio possono essere concessi a lavoratori dipendenti

unicamente da banche e da enti finanziari e assicurativi a ciò autorizzati; l’erogazione

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avviene in un’unica soluzione mentre le rate mensili di rimborso vengono versate

direttamente dal datore di lavoro all’istituto finanziatore in misura non superiore ad

un quinto della retribuzione, fino a completa copertura del prestito ottenuto. L’offerta

di credito al consumo di matrice strettamente bancaria, infine, presenta spesso una

molteplicità di costi (tasso di interesse, spese di istruttoria, commissioni per l’incasso

delle rate) che determinano una differenza tra l’ammontare percentuale del tasso

annuo nominale (TAN) e del tasso annuo effettivo globale (TAEG): il primo è il tasso

espresso sul credito concesso senza tener conto di eventuali oneri accessori pagati dal

cliente, il secondo esprime l’effettivo costo del finanziamento a carico del cliente in

quanto considera eventuali oneri accessori.

Il finanziamento delle operazioni commerciali con l’estero: in base alla scelta della

moneta si distingue tra finanziamenti in euro e finanziamenti in valuta estera, mentre

in relazione al soggetto della transazione commerciale che beneficia del prestito si

distingue tra finanziamenti all’esportatore e finziamenti all’importatore: il

finanziamento può venire erogato all’esportatore per fornigli i mezzi necessari alla

produzione, oppure può essere concesso all’importatore permettendo al beneficiario

di sostenere finanziariamente l’esportatore nella fase di approntamento dell’ordine.

I prestiti in pool: il fabbisogno finanziario delle imprese di grandi dimensioni hanno

indotto le banche a consorziarsi nella concessione di finanziamenti secondo uno

schema associativo definito “pool bancario” o prestito sindacato. I finanziamenti in

pool non prevedono il rilascio di garanzie reali da parte del mutuatario; è però

previsto l’inserimento di talune clausole contrattuali (covenants) che comportano la

revoca del credito in caso di non osservanza degli obblighi fissati. Esempi di

covenants sono l’obbligo dell’affidato di comunicare alla capofila tutte le

informazioni che possano fornire elementi di valutazione sulle condizioni

economiche e patrimoniali del borrower (come bilanci periodici, verbali delle

assemblee straordinarie); vi sono poi i negative pledges, che configurano l’obbligo di

non compiere determinate azioni che potrebbero danneggiare i finanziatori (esempio

non innalzare il proprio livello di indebitamento). I prestiti in pool possono assumere

diverse forme tecniche:

stand by: il cliente ha a disposizione una linea di credito scadenzata con facoltà

- di poterla utilizzare in maniera ripetuta nel tempo, anche per importi parziali

rispetto al credito complessivo; ciascun utilizzo avviene per un importo

prefissato e per un periodo determinato (variabile tra uno e tre mesi) senza

possibilità di versamenti a decurtazione. Al termine dell’intervallo temporale

prefissato il debitore può rinnovare l’utilizzo per il medesimo ammontare o per

un importo diverso oppure rimborsare il prestito, senza ulteriori prelievi. Della

linea stand by esistono due varianti rispetto alla formula originaria in relazione

all’effettivo utilizzatore delle somme di denaro, alla moneta di denominazione

con la quale viene erogato il finanziamento, e agli strumenti attraverso i quali

utilizzare la linea di credito: 1) umbrella facility, quando si riconosce la facoltà

16 di usufruire della linea di credito, nell’ambito dell’importo massimo stabilito,

non ad una singola impresa bensì alle società appartenenti ad un medesimo

gruppo, sulla base delle loro specifiche esigenze di finanziamento; 2) stand by

ad utilizzo misto, che prevede la facoltà per il debitore di usufruire della linea

di credito sia mediante prelievi sia attraverso l’emissione di cambiali

finanziarie o titoli a breve delle banche partecipanti al pool che si impegnano a

garantirne il buon fine

evergreen: è una linea di credito a revoca, priva cioè di una precisa indicazione

- di scadenza, che consente al debitore di utilizzare i fondi più volte, per importi

anche parziali, senza necessità di rimborsare i prelievi effettuati in precedenza

prima di procedere ad ulteriori utilizzi. La revoca da parte delle banche

partecipanti prevede di norma un congruo preavviso (tra i 6 e i 15 mesi),

mentre al cliente è data facoltà di recedere dal contratto con un preavviso più

ridotto (dai 60 ai 90 giorni). L’utilizzo delle somme di denaro viene preceduto

da un preavviso scritto dell’affidato, che comunica alla banca capofila

l’importo che intende prelevare durante il periodo contrattualmente stabilito;

alla scadenza il debitore può attingere nuovamente alla linea di credito, anche

per un importo diverso, oppure non utilizzarla e dar luogo ad un rimborso

parziale o totale, senza che ciò pregiudichi la possibilità di accedere

nuovamente al finanziamento in un momento successivo

bid line: presuppone la presenza di due gruppi di istituti finanziatori: 1) le

- banche partecipanti, che costituiscono la prima linea del prestito e offrono i

fondi secondo un meccanismo di asta competitiva sui tassi di interesse, in

forma di anticipi con scadenza periodica rinnovabili; 2) le banche

sottoscrittrici, che rappresentano la linea di riserva e garantiscono comunque

all’impresa beneficiaria, a prescindere dal risultato dell’asta, la quota

dell’intera linea di credito sottoscritta a fermo. Anche la bid line si caratterizza

per una scadenza a revoca per la quale è previsto un preavviso di durata diversa

per le banche (12 mesi per quelle sottoscrittrici e 6 mesi per le partecipanti) e

per il cliente (non superiore a 3 mesi); questa linea di credito offre la possibilità

per l’impresa beneficiaria di ottenere un finanziamento a scadenza protratta a

condizioni decisamente competitive grazie alla concorrenza che si viene ad

instaurare tra le banche partecipanti

step up: la struttura contrattuale di questa forma tecnica prevede la distinzione

- tra due tranche di finanziamento, delle quali solo la prima prevede un utilizzo

certo e integrale; la seconda tranche verrà utilizzata solo su richiesta e nella

misura stabilita dall’impresa beneficiaria. La step up presenta generalmente

una scadenza inferiore a 18 mesi e consente, al termine del periodo di utilizzo,

di rimborsare la quota erogata in precedenza oppure di richiedere nuovamente

credito per un importo pari, superiore o anche inferiore. Il grado di elasticità di

questa linea di credito è minore se confrontato con quello dell’evergreen, a

causa della tranche che deve essere utilizzata in misura completa, ma al pari di

questa consente all’impresa di avere a disposizione uno strumento facilmente

17 adattabile ai rapidi mutamenti che possono verificarsi nelle esigenze di

liquidità dell’azienda stessa

Capitolo IV – I servizi bancari

Tra i servizi e gli strumenti offerti dalle banche alla clientela rientrano quelli di

pagamento e di incasso e quelli che costituiscono la cosiddetta raccolta bancaria

indiretta (servizi di negoziazione, di custodia e amministrazione, di consulenza e di

gestione del risparmio).

Gli strumenti cartacei di pagamento: comprendono gli assegni bancari e quelli

circolari. L’assegno circolare (A/C) è un titolo di credito all’ordine che viene emesso

da una banca (emittente) su richiesta di un soggetto (richiedente) e che incorpora la

promessa a pagare a vista una determinata somma di denaro a favore di un terzo o a

se stessi (beneficiario). L’A/C prevede quindi generalmente tre soggetti: un primo

soggetto è il richiedente, il quale per effettuare un pagamento tramite tale strumento

deve richiederne l’emissione presso uno degli sportelli di una banca autorizzata;

l’emissione dell’A/C non presuppone l’esistenza di un rapporto di conto corrente con

la banca. Il soggetto richiedente deve poi precostituire la provvista, l’A/C infatti è

rilasciato solo dietro versamento di una somma corrispondente al valore nominale

dell’assegno; quest’ultimo, poiché contenente una promessa di pagamento firmata da

una banca, è di sicuro buon fine e viene accettato da tutti come se si trattasse di

denaro contante. Un secondo soggetto è la banca emittente che rilascia l’A/C solo

dopo aver ottenuto l’autorizzazione da Banca d’Italia. Infine un terzo e ultimo

soggetto è il beneficiario, che una volta ottenuto in pagamento l’assegno, può

incassarlo a vista presentandolo anche presso banche diverse da quella emittente

entro 30 giorni dalla data di emissione. L’assegno bancario (A/B) è un titolo di

credito mediante il quale un soggetto emettendo l’assegno

(emittente/traente/correntista) ordina alla banca presso la quale detiene il conto

corrente (banca trattaria) di pagare a vista una certa somma di denaro a terzi o a se

stessi (beneficiario), prelevandola dal proprio conto. Un primo soggetto è quindi il

traente che per effettuare un pagamento tramite tale strumento, a differenza dell’A/C,

deve provvedere a emettere l’assegno; l’emittente dell’assegno è quindi il traente e

non la banca nel caso dell’A/B. I presupposti per l’emissione di un A/B da parte del

traente sono: 1) che sia correntista; 2) che depositi presso il soggetto trattario la

propria firma; 3) che abbia stipulato con la banca trattaria una “convenzione di

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assegno” in forza della quale il traente ottiene il rilascio di un libretto di A/B. Un

secondo soggetto è il beneficiario, ovvero colui al quale viene pagato l’assegno

consegnatogli dal traente; per il beneficiario l’A/B è pagabile a vista, cioè all’atto

della presentazione per l’incasso presso la propria banca, se la banca del traente e

quella del beneficiario coincidono; altrimenti, l’accredito del relativo importo sul

conto corrente è salvo buon fine: la banca del beneficiario renderà disponibili i fondi

solo quando avrà avuto conferma dalla banca trattaria della disponibilità dei fondi del

traente. Un terzo e ultimo soggetto è la banca trattaria che può rifiutarsi di pagare

l’A/B nel caso in cui questo risulti emesso senza provvista, quando l’A/B non riporta

le informazioni richieste dalla legge, oppure quando presenta alterazioni o irregolarità

che ne rendono dubbia la veridicità. Le principali differenze tra A/B e A/C perciò

riguardano:

il contenuto del titolo: l’A/B è un ordine di pagamento, l’A/C una promessa di

- pagamento

l’emittente: solo chi è correntista di una banca (traente) può emettere A/B,

- mentre emittente di un A/C sono solo le banche, autorizzate da Banca d’Italia

il buon fine: l’A/B non è considerato di sicuro buon fine perché può essere

- emesso a vuoto, cioè senza sufficiente copertura di soldi, mentre l’A/C è di

sicuro buon fine perché è firmato dalla banca che lo emette solo dopo aver

avuto la relativa provvista

Gli strumenti e i servizi non cartacei di pagamento e di incasso: gli strumenti di

pagamento non cartacei comprendono le carte di pagamento e il bonifico; i servizi di

incasso non cartacei comprendono invece il servizio incassi Mediante Avviso (MAV),

il bollettino bancario Freccia, il servizio Ruoli mediante Avviso (RAV), il servizio

elettronico incassi di Ricevute Bancarie (Ri.Ba) e la procedura Rapporti Interbancari

Diretti (RID).

Le carte di pagamento: sono tessere plastificate emesse da una banca o da un altro

istituto finanziario che offrono la possibilità di usufruire di diversi servizi; i due

servizi primari per i quali esse vengono solitamente rilasciate ed usate sono il

prelievo presso sportelli automatici bancari chiamati ATM e il pagamento presso

punti vendita commerciali dotati di terminali POS. Altri servizi secondari disponibili

sono la consultazione dell’estratto conto, l’offerta di servizi di assicurazione e

assistenza e simili. Le carte di pagamento vengono distinte in: 1) carte di credito

(comprese quelle revolving); 2) carte di credito prepagate; 3) carte di debito; 4) carte

di pagamento ibride (ovvero le carte conto); 5) carte di credito innovative

(contactless, mobile payments e web payments). Tali carte di pagamento si

differenziano tra loro soprattutto in base al momento in cui al titolare della carta

vengono addebitati i fondi spesi o prelevati: si distingue infatti tra pay later, pay now

e pay before; le carte di credito sono pay later in quanto consentono al titolare di

addebitare la spesa effettuata sul conto corrente, di norma, a partire dal mese

successivo. Le carte di debito (Bancomat) sono invece pay now in quanto i fondi

spesi o prelevati vengono addebitati sul conto corrente bancario nel momento stesso

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in cui vengono spesi o prelevati. Le carte di credito prepagate sono invece pay before:

i fondi vengono addebitati nel momento in cui vengono “caricati” sul conto collegato

alla carta , quindi ancora prima di essere spesi.

le carte di credito e le revolving: il regolamento della compravendita avviene

1) solo in un secondo momento (pay later) e tale strumento nasce per il

regolamento delle transazioni commerciali e consente anche di prelevare

contanti tramite sportelli bancari convenzionati o ATM aderenti a un circuito

internazionale. La carta di credito assolve una duplice funzione: la prima di

natura monetaria si riconnette alla sua possibilità di utilizzo al posto della

moneta legale, e la seconda di natura creditizia che consente al titolare di

usufruire di un credito per il periodo di tempo compreso tra la data

dell’acquisto e quella in cui avviene l’effettivo addebito dello stesso. Le carte

di credito in base all’ente emittente si distinguono in: 1) carte non bancarie

(dette anche Travel and Entertainment, T&E), che rispondono alle esigenze di

chi viaggia molto per affari o per motivi personali e sono caratterizzate da un

limite di spesa mensile molto elevato; vengono suddivise in carte T&E

aziendali (rilasciate alle aziende per consentire l’uso della stessa ai propri

dipendenti durante i viaggi di lavoro o di affari e intestate ai dipendenti) e carte

T&E personali (rilasciate a chi viaggia per turismo o per piacere e intestate a

una persona fisica come mezzo di pagamento negli esercizi commerciali in

tutto il mondo); 2) carte bancarie, che prevedono una relazione trilaterale tra il

soggetto emittente, rappresentato da una società appositamente costituita per la

gestione della carta di credito, la banca e il titolare della carta stessa; alla

società emittente viene affidata la gestione tecnica del rapporto mentre alle

banche compete la fase distributiva vera e propria presso la clientela; a

differenza delle T&E le carte bancarie si rivolgono a target di clientela con

redditi medio-bassi; 3) carte commerciali, emesse per iniziativa di specifiche

aziende per fornire alla propria clientela una tessera che, nel caso di carte

commerciali fidelity (o fidelity cards) permettono di godere di particolari

vantaggi finalizzati solo a premiare e incentivare i consumi della clientela,

mentre nel caso di carte commerciali co-branded e affinity consentono anche di

poter acquistare a credito come una carta di credito. Negli ultimi anni accanto

alle tradizionali carte di credito si sono diffuse le carte di credito revolving che

offrono la possibilità di effettuare il rimborso rateale dell’importo complessivo

risultante a debito al termine di un determinato periodo

le carte di credito prepagate: incorporano un certo ammontare di denaro e sono

2) rilasciate a fronte di un versamento anticipato di fondi effettuato all’emittente

(pay before); le carte prepagate possono essere emesse da banche, Poste

italiane, Istituti di moneta elettronica e Istituti di pagamento oppure

direttamente da fornitori di beni e servizi. Nel primo caso esse sono spendibili

presso una molteplicità di esercenti e sono quindi dette carte a spendibilità

generalizzata o carte multiuso; le carte emesse da fornitori di beni e servizi

sono invece a “circuito chiuso” in quanto possono essere utilizzate

20 esclusivamente per il pagamento di acquisti effettuati presso i locali

dell’emittente, e sono quindi definite monouso (se consentono l’acquisto di un

singolo tipo di bene o servizio) o a uso limitato (se permettono di regolare

l’acquisto di una pluralità di servizi). A differenza delle altre carte di

pagamento, per il rilascio di una carta prepagata non è necessaria la titolarità di

un conto corrente dato che viene rilasciata solo dopo un versamento anticipato

di fondi all’emittente

le carte di debito: consentono al titolare di effettuare, in Italia e all’estero,

3) prelievi di contante da sportelli automatici (ATM) di qualunque banca aderente

al circuito e pagamenti presso gli esercenti dotati di apparecchiature

elettroniche (POS); tali operazioni sono addebitate sul conto corrente del

titolare contestualmente alle transazioni effettuate (pay now), e nel caso di

mancanza di fondi sul conto la carta di debito non permette di effettuare né

prelievi né pagamenti

le carte ibride (carte conto): sono carte di debito ricaricabili con IBAN e

4) abbinano alla praticità delle ricaricabili la funzionalità delle operazioni

bancarie; offrono infatti la funzionalità di base di un conto corrente

consentendo quindi l’accredito dello stipendio, l’esecuzione di prelievi e

pagamenti, il versamento di contante

le carte innovative (contactless, mobile payments e web payments): le carte

5) contactless non richiedono l’inserimento fisico della carta nel lettore ma la

transazione (purché di valore non superiore ai 15-25 euro) viene portata a

termine con il solo avvicinamento al terminale; per importi superiori la carte

viene utilizzata nelle modalità tradizionali e richiede quindi l’autenticazione

dell’utente mediante inserimento di PIN o firma. I mobile payments consistono

invece in transazioni di pagamento portate a termine in modalità contactless

attraverso l’utilizzo di telefoni cellulari. Infine, nell’ambito dei web payments

rientrano ad esempio PayPal e PayPal Mobile

Il bonifico: è un ordine di pagamento impartito ad una banca da un soggetto

(ordinante), mediante il quale richiede di trasferire un determinato importo a una

persona terza (beneficiario). Un bonifico può essere regolato tramite addebito del

conto o per cassa: il trasferimento di denaro con bonifico avviene normalmente dal

conto corrente dell’ordinante a quello del beneficiario, è però possibile disporre

anche di bonifici mediante versamento di contanti, che la banca trasferirà sul conto

corrente di destinazione. Un soggetto per ordinare un bonifico può procedere tramite

un ordine allo sportello della propria banca, tramite un ordine allo sportello di una

qualsiasi banca (versando il corrispondente del bonifico in contanti), con disposizione

via internet e con disposizione tramite lo sportello automatico della propria banca.

Il servizio incassi Mediante Avviso (MAV): è una procedura di incasso

completamente automatizzata che si presenta formalmente come un bollettino

prestampato contenente un avviso-richiesta di pagamento; tale servizio prevede che la

banca del creditore (banca assuntrice) emetta il bollettino prestampato (MAV),

21

provveda a inviarlo al domicilio del debitore, che quest’ultimo paghi il bollettino e

infine che la banca assuntrice comunichi l’esito positivo o negativo al creditore.

Il bollettino bancario Freccia: è un servizio di incasso crediti che prevede che: 1)

l’impresa-creditrice stampi e invii al proprio cliente-debitore il bollettino

precompilato; 2) il cliente debitore effettui il pagamento presso un qualsiasi sportello

bancario in contanti o tramite addebito in conto corrente; 3) la banca che riceve il

pagamento (banca esattrice) invii alla banca indicata dall’impresa i fondi e un

messaggio elettronico con gli estremi del pagamento; 4) la banca dell’impresa

beneficiaria comunichi l’avvenuto pagamento all’impresa stessa fornendole un

preciso rendiconto elettronico. Questo servizio consente alle imprese-creditrici di

incassare i crediti in maniera semplice, efficace e veloce.

Il servizio Ruoli Mediante Avviso (RAV): è utilizzato dai concessionari che trattano

la riscossione di somme iscritte a ruolo, come ad esempio le multe, le tasse sulle

concessioni governative, sulle nettezza urbana, ecc.

Il servizio elettronico incassi di Ricevute Bancarie (Ri.Ba): la ricevuta bancaria è

una quietanza di pagamento, ovvero un documento che certifica che il creditore ha

ricevuto un pagamento a saldo di una determinata fattura. La Ri.Ba viene emessa dal

fornitore-creditore nell’ambito di una transazione commerciale a carico di un cliente-

debitore e riguarda un determinato credito, di cui riporta gli estremi. L’incasso delle

Ri.Ba viene curato dal sistema bancario sulla base del seguente iter: 1) il creditore

compila la ricevuta bancaria e la consegna alla propria banca, conferendole così il

mandato per l’incasso; 2) la banca assuntrice invia la ricevuta bancaria alla banca

d’appoggio del debitore; 3) quest’ultima procede ad inviare al debitore un avviso di

pagamento; 4) il debitore, ricevuto l’avviso, provvede a saldare il suo debito e all’atto

del pagamento ottiene la consegna della ricevuta bancaria che, essendo già firmata

dal creditore, funziona come documento di quietanza; 5) infine, la banca d’appoggio

del debitore, che ha riscosso l’importo, comunica all’altra banca (assuntrice)

l’avvenuta riscossione e accredita l’importo sul conto corrente del creditore

(beneficiario).

La procedura Rapporti Interbancari Diretti (RID): è una procedura automatizzata

di incasso dei crediti basata su un’autorizzazione continuativa conferita dal debitore

alla propria banca di accettare gli ordini di addebito provenienti da un creditore.

Nello specifico: 1) nella fase di attivazione il creditore e il debitore si accordano

preliminarmente per il ricorso a tale modalità di esecuzione; 2) il debitore sottoscrive

un apposito modulo con cui autorizza la propria banca (domiciliataria) ad addebitare

automaticamente sul proprio conto corrente gli importi da corrispondere al creditore;

3) il creditore trasmette alla propria banca (assuntrice) i documenti relativi ai crediti

da incassare attraverso supporti cartacei o magnetici; 4) alla scadenza, la banca

domiciliataria provvede ad addebitare sul conto l’importo dovuto. Dal 1 febbraio

2014 il RID è stato sostituito dal SEPA Direct Debit (SDD) o addebito diretto SEPA:

nel SDD Core (servizio ordinario o base) i creditori sono prevalentemente aziende

fornitrici di servizi (ad esempio utenze, bollette di telefono, luce, gas) e i debitori

sono consumatori; nel SDD B2B i debitori e i creditori sono esclusivamente aziende.

22

L’SDD è uno strumento che consente di effettuare addebiti diretti all’interno dell’area

SEPA in euro con le stesse modalità e gli stessi costi sia per operazioni domestiche

che per operazioni da/verso altri paesi dell’area SEPA.

La raccolta bancaria indiretta: i servizi bancari comprendono anche i servizi di

negoziazione, di custodia e amministrazione, di consulenza e di gestione degli

strumenti finanziari. Queste aree di attività costituiscono la raccolta indiretta, che

implicano un rapporto di servizio tra cliente e banca e non entrano nei rispettivi stati

patrimoniali ma vengono considerate fuori bilancio (a differenza della raccolta diretta

che dà luogo a un rapporto di debito/credito tra cliente e banca ed entra quindi nelle

attività e passività del bilancio dell’uno e dell’altra); danno luogo, per la banca, a

compensi misurati da commissioni di vario genere relative al servizio reso e per il

cliente a costi misurati dalla stessa commissione per il medesimo servizio e a ricavi

per il frutto dell’investimento del risparmio che esso ha affidato alla banca.

I servizi di negoziazione: si intendono le operazioni di compravendita di valori

mobiliari effettuate per conto della clientela. Queste transazioni possono risultare

dall’esecuzione di ordini per conto dei clienti (l’intermediario che svolge questo

servizio è denominato broker, che ricerca una controparte per conto del cliente-

investitore), dalla negoziazione per conto proprio (l’intermediario opera direttamente

come controparte dell’operazione e prende quindi il nome di dealer oppure opera

come controparte nei confronti del mercato in generale prendendo il nome di market

maker), dal collocamento (che si sostanzia nell’utilizzo della rete di distribuzione

dell’intermediario bancario al fine di proporre alla clientela la sottoscrizione o

l’acquisto di strumenti finanziari) e dalla ricezione e trasmissione di ordini (che

consiste nella ricezione degli ordini da parte della clientela e nella loro successiva

trasmissione ad un intermediario autorizzato alla loro esecuzione).

Il servizio di custodia e amministrazione: la banca si impegna o unicamente a

custodire gli strumenti finanziari avuti in consegna (deposito a semplice custodia)

oppure a custodirli e amministrarli (deposito in amministrazione); in quest’ultimo

deposito la banca effettua, per conto del cliente, diverse operazioni tra cui l’incasso di

cedole e dividendi, il ritiro dei titoli in occasione di aumenti gratuiti del capitale

sociale, ecc.

Il servizio di consulenza: si intende la prestazione di raccomandazioni

personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del

servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento

finanziario.

I servizi di gestione del risparmio: il cliente delega le decisioni di

investimento/disinvestimento alla banca, conferendo a questa un formale mandato ad

agire in suo nome e per suo conto, e ovviamente nel suo interesse; il mandato a

gestire può assumere forma individuale (gestione individuale) o collettiva (gestione

collettiva) e le banche possono svolgere direttamente solo quella di tipo individuale.

La gestione individuale di portafogli di investimento per conto terzi è un servizio e

attività di investimento che può essere effettuato anche dalle banche una volta

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

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