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I (Certificati del Tesoro Zero-coupon) sono titoli a tasso fisso con durata all'emissione di 24 mesi, soggetti a

CTZ

riapertura che possono ridurne la durata originaria. SI tratta di titoli emessi a sconto (sotto la pari) che non producono

cedole nel corso della loro vita (zero-coupon); il rendimento è dato dallo scarto di emissione pari alla differenza tra il

valore di rimborso (valore nominale) e il prezzo di emissione. Essi sono soggetti ad una ritenuta fiscale del 12,5% sullo

scarto di emissione, applicata al momento del rimborso. Sul mercato secondario i CTZ sono negoziati al prezzo tel quel

(prezzo di negoziazione di un titolo comprensivo del rateo di interesse maturato). Sono collocati attraverso un'asta

marginale sul prezzo, cui partecipano banche e gli altri operatori autorizzati. I CTZ possono essere sottoscritti per un

importo minimo di 1000€ o multipli di tale cifra.

I (Certificati di Credito del Tesoro) sono titoli a tasso variabile con durata di 7 anni. Fatta eccezione per la prima

CCT

cedola (l'importo della quale è fissato al momento dell'emissione), gli interessi sono corrisposti con cedole posticipate

semestrali indicizzate al rendimento lordo all'emissione dei BOT a 6 mesi relativo all'asta precedente la data di

godimento della cedola, maggiorato di uno spread. I CCT sono emessi alla pari o sotto la pari, con quotazioni a corso

secco (corso di un titolo che non include il rateo di interesse maturato), e sono rimborsati in un'unica soluzione, alla

pari. Sulla remunerazione incide anche lo scarto d'emissione, pari alla differenza tra il valore nominale e il prezzo

pagato. Dal punto di vista fiscale, gli interessi sono soggetti ad aliquota del 12,5%: l'imposta è applicata sotto forma di

ritenuta alla fonte, sul valore delle cedole e, al momento del rimborso, sullo scarto d'emissione (differenza tra il valore

nominale di rimborso di un titolo e il suo prezzo di emissione). L'emissione dei CCT avviene attraverso un'asta

marginale sul prezzo, in genere con frequenza mensile. L'operazione di collocamento è affidata alla Banca d'Italia. I

CCT possono essere sottoscritti per un importo minimo di 1000€ o multipli di tale cifra.

I (Buoni del Tesoro Poliennali) sono titoli a tasso fisso con cedola semestrale prestabilita al momento

BTP

dell'emissione e durata pari a 3,5,10,15,30 anni. Possono essere coccolati alla pari, sotto la pari o sopra la pari, e sono

negoziati sul mercato secondario a corso sesso. Il rimborso avviene in un'unica soluzione alla scadenza. Gli interessi e

lo scarto di emissione sono soggetti ad un aliquota fiscale del 12,5%. I BTP possono essere sottoscritti per un valore

nominale minimo di 1000€ o multipli di tale cifra.

I (BTP indicizzati all'inflazione europea) sono titoli di Stato indicizzati all'inflazione: sia il capitale rimborsato

BTP€i

sia le cedole pagate semestralmente sono rivalutati sulla base dell'inflazione dell'area euro, misurata dall'IAPC (Indice

Armonizzato dei Prezzi al Consumo) con esclusione del tabacco. Si tratta dunque di titoli che consentono all'investitore

il recupero della perita del potere di acquisto realizzatosi nel corso della vita del titolo stesso. I BTP€i hanno durata

all'emissione pari a 5,10 e 30 anni, e sono collocati mediante asta marginale oppure mediante sindacato di

collocamento.

I titoli di Stato, una volta emessi, sono negoziati sul MOT (Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato)

per quantitativi limitati (lotti da 1000€ e multipli) e sull'MTS (Mercato telematico dei Titoli di Stato) per scambi non

inferiori a 2,5 milioni di €.

Il è il mercato gestito da Borsa Italiana Spa nel quale si negoziano obbligazioni non convertibili e titoli di Stato.

MOT

Si tratta di un mercato ad asta, nel quale il sistema di negoziazione accoppia gli ordini in base al prezzo (price priority)

e, a parità di prezzo, in base alla priorità temporale di immissione dell'ordine (time priority). La liquidazione dei

contratti viene effettuata il terzo giorno di Borsa aperta successivo alla stipulazione (a esclusione dei BOT, per i quali il

termine è di 2 giorni).

Dopo la fase di asta definitiva, i titoli per i quali sono stati conclusi contratti e quelli per i quali non è stato determinato

il prezzo di asta, ma presentano almeno una proposta eseguibile, sono trasferiti alla negoziazione continua, durante la

quale i contratti sono conclusi appena risultano condizioni compatibili sul lato della domanda e su quello dell'offerta.

La principale differenza tra asta di apertura e negoziazione continua consiste nel fatto che nella prima forma di mercato

gli ordini di acquisto e vendita, immessi in un determinato intervallo di tempo, sono tutti eseguiti al prezzo d'asta, che è

il prezzo al quale può essere scambiato il maggior volume di contratti; mentre durante la negoziazione continua i

contratti sono conclusi non appena posso essere incrociate proposte di acquisto e di vendita compatibili per condizioni

di prezzo e di quantità.

Il è l'operazione di separazione delle componenti cedolari dal valore di rimborso del titolo. Si creano

coupon stripping

così due gruppi di titoli: uno costituito dal valore di rimborso del titolo al netto delle cedole (mantello), l'altro

rappresentato dalle varie componendi cedolari (STRIP, Separate Trading of Registered Interest and Principal).

Uno STRIP è un titolo zero-coupon derivante da un operazione di coupon stripping, mediante la quale si realizza la

separazione dalle componenti cedolari dal valore di rimborso di un titolo: si trasforma un titolo sul quale maturano

periodicamente cedole di interessi in tanti titoli zero-coupon.

I principali vantaggi offerti agli investitori riguardano:certezza dei rendimenti (gli STRIP presentano certezza del

rendimento a scadenza), maggiore flessibilità (si può creare un ampio ventaglio di scadenze), semplicità.

I principali svantaggi, invece, sono: maggiore rischio (per una duration più elevata) e minore liquidità (il mercato del

coupon stripping presenta ancora un basso volume di negoziazione).

Un operatore per immunizzarsi o proteggersi conto il rischio di interesse può investire nei titoli derivanti da operazioni

di zero-coupon stripping.

Gli operatori che necessitano di un pagamento in un unica soluzione lontana nel tempo preferiscono investire nel

mantello del titolo; mentre quelli interessati a ricevere flussi di cassa a più breve termine investono nelle componenti

cedolari.

Le operazioni di stripping possono essere richieste a Monte Titoli Spa da tutti i soggetti che hanno un conto presso la

gestione centralizzata titoli. Le operazioni di coupon stripping e di ricostruzione avvengono mediante annotazioni

contabili, su richiesta dei soggetti aderenti al sistema di gestione centralizzata dei titoli di Stato. Ciascuna operazione di

coupon stripping e di ricostruzione è ammessa per un importo pari o multiplo di 1000€. Il taglio minimo e valore

nominale unitario delle singole componenti è pari a 0,01€.

La valutazione dei titoli di Stato si concretizza nel calcolo del valore attuale di tutti i flussi di cassa generati dallo

strumento finanziario. Questo è il caso in cui l'acquisto del titolo avviene al momento dell'emissione o il giorno di

stacco della cedola.

Se l'acquisto ha luogo in un momento successivo, in cui la cedola è già in parte maturata, il calcolo del rendimento

effettivo va eseguito considerando il rateo della cedola incorso. In questo modo, nella formula del rendimento effettivo

sarà necessario tenere conto del prezzo tel quel (dato dal corso secco, ovvero il prezzo di mercato non comprensivo del

rateo di interesse maturato, e dal rateo) del titolo. Il rateo di interessi è la quota di interessi maturati tra la data di stacco

dall'ultima cedola e la data di valuta dell'operazione di compravendita.

Ad eccezione dei BOT, il collocamento dei quali avviene mediante asta competitiva, gli altri titoli di Stato sono emessi

tramite sul prezzo. Con il sistema dell'asta marginale i soggetti richiedenti rimangono aggiudicati allo

asta marginale

stesso prezzo, detto prezzo marginale. Da parte di ogni operatore possono essere effettuate massimo 3 richieste

differenziate nel prezzo di almeno 1 centesimo di punto. La richiesta minima è di 500000€, mentre l'importo massimo è

pari al quantitativo offerto dal Tesoro in asta. Il prezzo marginale è individuato partendo dal prezzo più alto fino a

quando la quantità richiesta non è pari a quella offerta (o maggiore di essa). Il prezzo dell'ultima domanda

aggiudicataria determina il prezzo marginale.

Per evitare domande speculative, è calcolato un prezzo di esclusione al di sotto del quale le richieste di sottoscrizione

non sono prese in considerazione (si sottraggono 200 punti base al prezzo medio ponderato); inoltre è calcolato anche

un prezzo massimo accoglibile (aggiungendo due punti percentuali al prezzo medio ponderato).

Le (regioni, province, comuni, città e consorzi tra enti territoriali) devono

obbligazioni degli enti pubblici territoriali

avere una durata all'emissione non inferiore a 5 anni e devono essere collocati alla pari. Inoltre, possono essere emessi

per finanziare investimenti di pubblica utilità e non per finanziare la spesa corrente.

Le (corporate bond) sono titoli di credito rappresentativi di prestiti a medio-lungo termine

obbligazioni societarie

emessi da società per azioni o da società in accomandita per azioni.

Sono costituite da un certificato che rappresenta una frazione, di uguale valore nominale e con uguali diritti, di

un'operazione di finanziamento. Chi sottoscrive un'obbligazione diventa creditore della società emittente e ha diritto alla

riscossione di un interesse e al rimborso del capitale a scadenza.

Le obbligazioni possono essere di due tipi:

obbligazioni non intestate ad alcuna persona, fisica o giuridica; il trasferimento

obbligazioni al portatore:

• della proprietà e dei relativi diritti avviene con la consegna materiale del titolo;

obbligazioni intestate ad una persona fisica o giuridica; il trasferimento avviene

obbligazioni nominative:

• mediante transfert (il nominativo dell'acquirente è iscritto, a carico dell'emittente, sul tutolo e nel libro

societario dell'obbligazione) o girata (il nome dell'acquirente è iscritto, a carico dell'alienante, sul titolo e poi il

nuovo proprietario, per esercitare i propri diritti societari, dovrà farsi carico di chiedere presso l'emittente

l'iscrizione del proprio nominativo nel libro delle obbligazioni).

Il è un documento obbligatorio che affianca il collocamento dei valori mobiliari, nel quale sono

prospetto informativo

riportate le caratteristiche dello strumento proposto.

Contrariamente all'azionista, l'obbligazionista non partecipa all'attività gestionale dell'emittente, non avendo diritto di

voto nelle assemblee dei soci (vita amministrativa delle imprese emittenti).

Le può essere:

modalità dei pagamenti periodici

l'emittente si impegna a versare una serie di cedole ad un tasso prefissato moltiplicativo per il

a tasso fisso:

• valore nominale del prestito (obbligazioni straight bond o a tasso fisso), oppure i tassi cedolari prefissati

crescono nel tempo (obbligazioni step-up), o ancora i tassi cedolari decrescono al crescere del tempo

(obbligazioni step-down); in ogni caso, il tasso di interesse e il relativo flusso di cedole sono noti a priori;

(floating rate note): sono titoli il cui pagamento cedolare non è conosciuto a priori:

a tasso variabile

• cioè aventi tassi cedolari collegati ad un parametro e tali

obbligazioni indicizzate,

indicizzazione può essere finanziaria (legata ad un tasso di mercato, come il LIBOR e

l'EURIBOR, o i CCT), reale (legata all'andamento dell'indice generale dei prezzi o del

prezzo di un determinato bene), valutaria (collegata all'andamento del rapporto di cambio tra

due valute); cioè nell'obbligazione a tasso variabile possono essere posti

obbligazioni con limitazioni,

dei limiti alla variabilità delle cedole: l'entità di variazione rispetto all'indice di riferimento

può avere un limite massimo (cap), minimo (floor) o entrambi (collar); per alcuni prestiti

obbligazioni vale la clausola drop-lock: il meccanismo di indicizzazione funziona nel modo

consueto a meno che il parametro di riferimento non scenda al di sotto di una certa soglia

(trigger rate); se questo accade il titolo si trasforma automaticamente in un'obbligazione a

tasso fisso e paga cedole di entità prefissata al momento dell'emissione (protezione da

eccessi di ribasso, ma una volta superata la soglia non potrà più beneficiare di eventuali rialzi

futuri dell'indice di riferimento);

che prevedono che il flusso cedolare possa essere modificato

obbligazioni legate ad eventi,

al verificarsi di determinati eventi: non si tratta di un indicizzazione vera e propria, ma di un

legame ad un evento particolarmente significativo per la vita della società emittente, come i

credit-linked note, in cui l'emittente si riserva di poter interrompere il pagamento delle cedole

se un terzo soggetto dovesse incorrere in forti difficoltà finanziarie, o i CAT bond o i risk

bond, in cui la modifica o l'annullamento dei flussi cedolari è legata al verificarsi di una

catastrofe naturale in una determinata zona.

il legame delle obbligazioni a tasso variabile può essere diretto o indiretto con il parametro

prescelto: nel caso di legame indiretto le cedole aumentano al diminuire del parametro di

riferimento o viceversa (obbligazioni reverse floater).

i tempi della rilevazione dei parametri di riferimento può essere puntuale, ad una data

prefissata, oppure media, di più rilevazioni effettuate in un intervallo stabilito, o continue

(obbligazioni corridor o range floater).

Il è l'ammontare pagato dal primo obbligazionista all'emittente per acquistare i titoli e viene di

prezzo di emissione

solito espresso in percentuale rispetto al valore nominale. Il prezzo di emissione può essere alla pari, sotto la pari o

sopra la pari, se il prezzo è al di sotto o al di sopra del valore nominale del titolo. Comunemente il prezzo il prezzo di

emissione è alla pari o sotto la pari:

lo scarto è molto ridotto, per cui il valore finale di rimborso è molto vicino al prezzo pagato al momento

• dell'emissione e non rappresenta una componente significativa del rendimento;

lo scarto è rilevante, per cui diventa una componente significativa del rendimento per gli investitori (deep

• discount bond);

lo scarto è l'unica componente della remunerazione: è il caso in cui lo scarto è l'unico compenso a favore

• dell'investitore (zero-coupon bond).

Anche il valore o può essere di entità prefissata, di solito alla pari, oppure indicizzato su base

prezzo di rimborso

finanziaria, reale o valutaria. Le obbligazioni reverse convertible sono obbligazioni il cui valore di rimborso è collegato

all'andamento del prezzo di un titolo azionario; mentre le obbligazioni bull-and-bear sono obbligazioni collegate

direttamente ad un parametro (componente bull) e inversamente allo stesso parametro (componente bear), divise in due

trache di rimborso.

Il è il procedimento con il quale l'emittente si impegna a rimborsare il prestito ottenuto

metodo di ammortamento

dagli obbligazionisti. Esso può avere un gran numero di varianti:

unica soluzione: il prestito viene rimborsato in un'unica soluzione a scadenza (bullet bond);

• piano di rimborso: può essere prevista una distribuzione graduale del rimborso attraverso una serie di rate;

• facoltà di rimborso anticipato dell'emittente: questa tipologia di obbligazioni consente alle imprese di

• rimborsare anticipatamente il prestito prima della scadenza prefissata (come le obbligazioni callable, che sono

obbligazioni a tasso fisso nelle quali l'emittente si riserva la facoltà di rimborsare in anticipo il capitale), esse

rappresentano una facoltà a favore dell'emittente;

offerta pubblica di acquisto da parte dell'emittente: laddove non sia prevista la facoltà di rimborso anticipato,

• l'emittente può decidere di lanciare un'offerta pubblica di acquisto delle proprie obbligazioni (buy-back).

Vi sono dei titoli che presentano facoltà a favore dell'obbligazionista:

obbligazioni puttable, obbligazioni che possono essere rimborsate anticipatamente su iniziativa dell'investitore;

• obbligazioni convertibili, obbligazioni che possono essere convertite con altri titoli della stessa impresa

• emittente (metodo diretto con azioni di compendio) o di altra società (metodo indiretto), a discrezione

dell'obbligazionista;

obbligazioni;

• obbligazioni cum warrant, obbligazioni emesse con allegati dei certificati di diritto di opzione (detti warrant)

• che conferiscono all'obbligazionista l'opportunità di acquistare azioni ordinarie ad un prezzo fissato ed entro

una data prestabilita.

Qualora l'emittente risultasse insolvente, la presenza di (il ranking) rappresentano

garanzie collaterali e subordinate

una modalità di tutela dell'obbligazionista, che può rivalersi su determinati beni della società o essere privilegiato nella

graduatoria relativa ai creditori insoddisfatti dall'emittente. Le principali categorie sono:

obbligazioni garantite (secured bond): obbligazioni che godono di un diritto di prelazione su una determinata

• quota delle attività del bilancio dell'emittente;

obbligazioni ABS (Asset-Backed Security) e MBS (Mortagage-Backed Security), che rientrano nelle

• procedure di cartolarizzazione, con la quale gli intermediari finanziari cercano di smobilizzare attività non

liquide attraverso la creazione di un titolo negoziabile sul mercato;

obbligazioni subordinate: i titolari di obbligazioni subordinate vedono i loro diritti soddisfatti in maniera

• residuale in caso di fallimento dell'emittente (vengono soddisfatte successivamente agli altri creditori in caso di

liquidazione dell'emittente).

Il è il giudizio, assegnato da agenzie indipendenti specializzate ed espresso sinteticamente

rating delle obbligazioni

con un codice, circa il rischio di credito di una società emittente obbligazioni.

Si definiscono obbligazioni spazzatura (junk bond) o obbligazioni ad alto rendimento (high yield bond), sono

obbligazioni alle quali le agenzie specializzate assegnano rating di grado speculativo o inferiore all'investment grade

(rating inferiore a Baa per Moody's e BBB per Standard&Poor's). Si tratta di obbligazioni con alti rendimenti attesi,

essendo emesse da società ad alto rischio di default.

I mercati obbligazioni internazionali rendono possibile la negoziazione delle obbligazioni sottoscritte da un consorzio di

garanzia e collocamento titoli internazionali, offrono obbligazioni agli investitori di diversi Paesi, emettono

obbligazioni al di fuori della giurisdizione di un singolo Paese e offrono titoli di debito non nominativi.

La crescita di tali mercati è stata determinata principalmente dalla richiesta degli investitori di titoli internazionali.

Le obbligazioni internazionali possono essere suddivise in due grandi gruppi: eurobond e obbligazioni estere.

Gli sono obbligazioni a lungo termine emesse nel mercato finanziario di uno Stato diverso dal Paese

eurobond

d'origine dell'emittente, in una valuta differente da quella di tale piazza (quindi tali obbligazioni sono emessi anche in

paesi al di fuori dell'Europa e in valute diverse dall'euro; infatti ancora oggi la maggior parte delle emissioni è

denominata in dollari USA).

Le (foreign bond) sono obbligazioni a lungo termine emesse da imprese e Stati al di fuori del Paese

obbligazioni estere

dell'emittente, di solito denominate nella valuta del Paese nel quale sono emesso piuttosto che nella valuta nazionale.

7.Mercati azionari

I mercati azionari consentono ai soggetti in surplus finanziario (fornitori di fondi) di offrire in modo efficiente ed

economico risorse finanziarie a titolo di capitale di rischio alle società (soggetti in deficit finanziario, cioè utilizzatori di

fondi). In contropartita, i soggetti che domandano fondi (le imprese) concedono a coloro che li offrono diritti di

partecipazione al capitale dell'impresa, oltre a cash flow sotto forma di dividenti e di capitale di liquidazione.

Quindi i titoli sono una fonte di finanziamento per le imprese.

Sul piano giudico, i possessori di azioni ordinarie sono titolari di una partecipazione al capitale di un'impresa, che

riflette la percentuale dei titoli che essi detengono. Più esattamente, gli azionisti di una società hanno diritto ad una

percentuale di profitti realizzati dall'impresa, sotto forma di dividendi e in proporzione alla quota di partecipazione

posseduta, una volta che è avvenuto il pagamento degli interessi agli obbligazionisti e delle tasse. Essi inoltre hanno il

diritto (residuale) di partecipare alla ripartizione delle attività dell'impresa, qualora la società fallisca, dopo che tutte le

esposizioni in debiti e tasse sono state soddisfatte: per esempio, gli obbligazionisti sono invece creditori nei confronti

dell'impresa emittente, e quindi non godono di nessun altro diritto di partecipazione sul capitale della società, ma sono

titolari di un diritto sui ricavi e sulle attività dell'impresa, con diritto di precedenza sugli azionisti.

Gli azionisti ordinari hanno diritto di voto nella maggior parte delle questioni attinenti alla gestione della società, come

per esempio l'elezione del CdA (Consiglio di Amministrazione), organo che sovrintende a tutte le operazioni di gestione

che caratterizzano la vita della società: nonostante gli azionisti non abbiano il controllo diretto sulle operazioni di

gestione, decidono comunque quali soggetti (CdA) saranno preposti alla direzione delle operazioni di gestione, con la

facoltà di rimuovere e sostituire i componenti dello stesso CdA. Il CdA ha la responsabilità di assicurare che la società

persegue l'obiettivo della massimizzazione del suo valore (il valor e dei titoli rappresentativi del capitale e dei debiti

dell'impresa).

Il mercato secondario delle azioni è uno dei mercati più regolati e vigilati; è anche quello sul quale si riscontra la

maggiore disponibilità e circolazione di informazioni.

A seguito della riforma varata con il d.lgs. 6/2003, le azioni ricadono principalmente all'interno di due categorie: le

azioni ordinarie e le azioni appartenenti a categorie speciali (l'ordinamento attribuisce una vasta autonomia alle società

nella definizione del contenuto delle azioni speciali). Mentre tutte le società quotate emettono azioni ordinarie, molte di

queste offrono sul mercato azioni del secondo tipo.

Entrambe le tipologie offrono un rendimento che trae origine da due componenti: la prima è costituita dal guadagno in

conto capitale (capital gain), che si origina per effetto dell'incremento del valor dell'azione nel tempo; la seconda

componente è costituita dal periodico (generalmente annuale) pagamento dei dividendi agli azionisti.

I dividendi delle azioni variano nel tempo e il relativo tasso di rendimento è quindi incerto.

− +

+ A

[ [\& [

= +

[ + +

[\& [\&

L'azione rappresenta l'unità minima di partecipazione al capitale di una società. Ogni azione ha identico

ordinaria

valore nominale o, in mancanza di valore nominale, esprime un'identica frazione del capitale sociale. Le azioni devono

quindi essere di uguale valore e conferire ai loro possessori uguali diritti. Tali diritti possono distinguersi in diritti

amministrativi, che riguardano la cosiddetta voce all'interno della società, diritti patrimoniali, con riferimento all'utile e

alla quota di liquidazione in caso di scioglimento della società, e infine diritti misti, che hanno una doppia componente,

amministrativa e patrimoniale (diritti di opzione e assegnazione gratuita in caso di aumento del capitale).

Le azioni ordinarie manifestano molteplici caratteristiche che le differenziano da altri tipi di attività finanziaria.

Sebbene gli azionisti ordinari possano, nel caso di alta redditività dell'impresa, ricevere potenzialmente

dividenti

illimitati, essi non detengono alcun diritto speciale o garanzia in merito ad una regolare distribuzione di essi: la

decisione in ordine al pagamento e all'amministrazione dei dividendi è assunta su proposta dell'organo amministrativo

della società emittente (eletto dagli azionisti ordinari) e deliberata dall'assemblea ordinaria.

Le riforma italiana del 2004 ha comportato una doppia tassazione (con aliquota fiscale del 12,5%) sui dividendi, sia in

capo alle società e successivamente ai soci.

Il stabilisce che, in caso di liquidazione della società, gli azionisti ordinari partecipino alla

diritto residuale

suddivisione del capitale solo dopo che siano state soddisfatte tutte le altre categorie di soggetti. La caratteristica del

diritto residuale rende le azioni ordinarie maggiormente rischiose rispetto ai titoli di debito e a quelle categorie di azioni

dotate di particolari diritti patrimoniali.

La delle azioni ordinarie stabilisce che i creditori sociali non possano chiedere e ottenere dagli

responsabilità limitata

azionisti il soddisfacimento dei loro crediti. Ciò implica che le perdite degli azionisti siano limitate a quanto essi hanno

apportato originariamente nella società a titolo di conferimento.

Caratteristica fondamentale dell'azione azione ordinaria è rappresentata dall'attribuzione del diritto di voto

nell'assemblea generale degli azionisti. Sebbene questi ultimi non esercitino alcun controllo sulla gestione operativa,

essi mantengono un controllo indiretto sulle attività dell'impresa attraverso la nomina dei membri dell'organo

amministrativo (Amministratore Unico o Consiglio di Amministrazione).

In contropartita della limitazione dei diritti amministrativi (alcune azioni possono non concedere il diritto di voto

totalmente o parzialmente), la società potrà (ma non dovrà) offrire particolari vantaggi nell'ambito dei diritti

patrimoniali. Inoltre, allo scopo di evitare un'eccessiva concentrazione di potere nelle mani degli azionisti titolari di

pieno diritto di voto, il Legislatore ha imposto che la percentuale delle azioni prive del diritto di voto, a voto limitato o

condizionato possa giungere a rappresentare al massimo la metà del capitale della società.

Gli azionisti, esercitando il loro diritto di voto in sede assembleare personalmente o in via delegata, eleggono l'organo

amministrativo. Ma nella pratica si ricorrono maggiormente a due sistemi di voto o rappresentanza:

sistema di votazione nel quale i candidati si presentano attraverso delle liste; l'assegnazione dei

voto di lista:

• posti ai candidati avviene in base ai voti ricevuti da ciascuna lista, tenendo conto dell'ordine di preferenza dei

candidati presenti nella lista di appartenenza;

sistema di votazione nel quale gli azionisti hanno la facoltà di farsi rappresentare in sede

voto per delega:

• assembleare per l'esercizio del diritto di voto, delegando un altro soggetto secondo le modalità previste dalle

norme vigenti.

Le sono particolari categorie di azioni che hanno caratteristiche simili

azioni fornite di particolari diritti patrimoniali

alle azioni ordinarie e ai titoli di debito: rappresentano un unità del capitale della società, attribuiscono diritti

amministrativi e può stabilire il pagamento periodico di un dividendo fisso prestabilito (come le obbligazioni).

Le (che possono essere emesse solo da società quotate in mercati regolamentati, italiani o europei)

azioni di risparmio

sono particolari categorie di azioni che, a fronte della totale assenza del diritto di voto, offre vantaggi sul piano

patrimoniale.

Gli rendono possibile l'apporto di prestazioni d'opera o di servizi in una società

strumenti finanziari partecipativi

senza attribuire né lo status di azionista né il diritto di voto al possessore.

Sono inoltre state introdotte nel nostro regolamento le cosiddette cioè azioni fornite di diritti

azioni correlate,

patrimoniali correlati ai risultati dell'attività in un determinato settore o ramo d'azienda.

L'emissione di nuove azioni da parte di una società deve essere preventivamente approvata dal Consiglio di

Amministrazione e successivamente dalla maggioranza dei voti in sede assembleare. Una volta ottenuta

l'autorizzazione, le nuove azioni sono distribuite in opzione (cioè con priorità) agli azionisti esistenti e ai nuovi

investitori attraverso il mercato primario, attraverso l'ausilio di banche d'investimento che intervengono nel

collocamento dei titoli. Avvenuto il collocamento, i titoli sono negoziati nel mercato secondario.

Il mercato primario e secondario dei titoli azionari sono detti primari e secondari.

mercati mobiliari

Il è il mercato nel quale le imprese raccolgono risorse finanziarie attraverso l'emissione di nuovi

mercato primario

titoli (siano essi azioni quotate per la prima volta o rappresentative di aumenti di capitale azionario).

Un'offerta di azioni di nuova emissione nel mercato primario può configurare il caso dell'emissione di titoli da parte di

una società privata che intende quotarsi per la prima volta. Le emissioni di azioni appena richiamate sono denominate

"offerte pubbliche iniziali" (IPO) e in genere sono finalizzate a creare il flottante necessario per ottenere la quotazione

in un mercato regolamentato. L'offerta pubblica iniziale è denominata OPS (offerta pubblica di sottoscrizione) quando

riguarda titoli di nuova emissione e OPV (offerta pubblica di vendita) quando riguarda titoli già esistenti (seasoned

offering).

Un è un sistema multilaterale, amministrato e/o gestito dal gestore del mercato, che consente o

mercato regolamentato

facilita l'incontro, al suo interno e in base alle sue regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita

di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti relativi a strumenti finanziari ammessi alla

negoziazione conformemente alle sue regole e/o ai suoi sistemi, e che è autorizzato e funziona regolarmente.

Il è il diritto degli azionisti secondo il quale le azioni di nuova emissione devono essere

diritto di opzione

preventivamente offerte agli azionisti preesistenti, conferendo loro l'opportunità di mantenere invariata la percentuale di

partecipazione al capitale della società.

La CONSOB vigila sull'emissione delle nuove emissione di azioni.

Il è il mercato nel quale i titoli una volta emessi (già emessi) sono negoziati (cioè acquistati e

mercato secondario

venduti dagli investitori).

L'MTA (Mercato Telematico Azionario), gestito da Borsa Italiana Spa, è il principale mercato secondario italiano, ed è

definito "mercato a contante", in quanto l'oggetto di negoziazione è costituito da strumenti finanziari primari.

Quando si verifica una transazione nel mercato secondario, i fondi sono solitamente scambiati grazie all'intervento di un

intermediario che si frappone tra il venditore e l'acquirente del titolo oggetto di scambio. L'emittente originario non è

invece coinvolto in questo processo di scambio di titoli e risorse finanziarie.

Inoltre, le autorità di regolamentazione hanno sempre incoraggiato la concorrenza dei mercati regolamentati: la

elimina gli obblighi di concentrazione degli scambi sul mercato regolamentato, ampliando

normativa europea MIFID

il concetto di membership di mercato; inoltre, le banche hanno la possibilità di organizzare mercato non regolamentati

(MTF - sistemi multilaterali di negoziazione) o di porsi in contropartita diretta con il cliente per tutte le tipologie di

titoli (IS - internalizzazione degli ordini); infine al mercato regolamentato è data la possibilità di ammettere alle

negoziazioni strumenti finanziari già quotati in un altro mercato regolamentato europeo e quindi anche in assenza di

autorizzazione da parte dell'emittente.

Un (mercato non regolamentato) è un sistema multilaterale gestito da

sistema multilaterale di negoziazione

un'impresa di investimento o da un gestore del mercato che consente l'incontro, al suo interno e in base a regole non

discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dare luogo a

contratti.

Il sistema multilaterale di negoziazione presenta importanti caratteristiche comuni con il mercato regolamentato:

entrambi i soggetti devono essere autorizzati dalla CONSOB, la CONSOB vigila sul regolamento del mercato che deve

possedere requisiti minimi di funzionamento e obblighi di trasparenza.

Le principali differenze tra MTF e mercati regolamentati sono essenzialmente due: mentre il mercato regolamentato

deve avere come oggetto sociale esclusivo la gestione dei servizi di investimento e negoziazione, l'MTF è un servizio di

investimento erogabile da un soggetto polifunzionale oppure un'attività alternativa esercitabile da un gestore di mercato

regolamentato; nell'MTF possono essere negoziate sia azioni quotate sui mercati regolamentati sia azioni non quotate.

L'internalizzatore è un sistema bilaterale che pone il soggetto (impresa d'investimento) come controparte

sistematico

necessaria ad ogni transazione, assumendo quindi posizioni di rischio. L'internalizzatore sistemico ha l'obbligo di

eseguire gli ordini in modo organizzato, frequente e sistematico. In altre parole l'IS è un impresa di investimento che, in

modo organizzato, frequente e sistematico, negozia per conto proprio, eseguendo gli ordini del cliente al di fuori di un

mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione.

Mercati regolamentati, sistemi multilaterali di negoziazione e internalizzatori sistematici devono pubblicare le

informazioni pre e post trading a prezzi ragionevoli e in via continuativa (quando aperti), possibilmente in tempo reale e

comunque entro 3 minuti.

Attualmente tutti i mercati italiani non prevedono più alcuna forma di interazione fisica tra i partecipanti nella

procedura di negoziazione: dal 96 è entrata in funziona la completa telematizzazione di tutti gli strumenti finanziari

quotati, che permettono la trasmissione tramite terminali dei vari ordini di negoziazione. Il sistema raccoglie gli ordini

(proposte di negoziazione) e consente mediante algoritmi l'abbinamento degli ordini e la loro trasformazione in contratti

nel pieno rispetto delle regole vigenti.

Nel sistema telematico di Borsa (Mercato di Borsa) possono operare solo soggetti autorizzati, come banche, SIM e

imprese di investimento, e gli investitori privati devono quindi rivolgersi a tali soggetti autorizzati per accedere al

mercato.

Il (MTA) è gestito da Borsa Italiana Spa e in esso sono negoziati azioni, obbligazioni

Mercato Telematico Azionario

convertibili, diritti di opzione, warrant e quote di OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio).

Per essere ammesse alla negoziazione le azioni devono essere emesse nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e di ogni

altra disposizione applicabile; devono essere liberamente trasferibili e idonee a essere oggetto di liquidazione mediante

il servizio di liquidazione di Borsa. Le azioni devono essere emesse da emittenti che abbiano pubblicato e depositato i

bilanci degli ultimi tre esercizi annuali. L'emittente deve in autonomia gestionale esercitare un'attività capace di

generare ricavi, non provenienti in misura preponderante dall'investimento o dai risultati dell'investimento in una

società avente azioni ammesse alle negoziazioni in un mercato regolamentato.

All'interno dell'MTA sono previsti tre segmenti, nei quali gli strumenti finanziari negoziati sono ripartiti in base alla

soglia di capitalizzazione: Blue Chip, STAR, Standard. Inoltre è previsto anche un segmento dedicato alla negoziazione

di azioni di emittenti esteri (MTA International).

Le negoziazioni sull'MTA si possono svolgere secondo le modalità di o secondo le modalità di

asta a chiamata asta

Nel primo caso, le transazioni avvengono solo durante la fase di chiamata, a intervalli di tempo prestabiliti,

continua.

dando luogo ad un solo prezzo per il titolo. Nel secondo caso, gli scambi avvengono continuativamente per tutta la

durata di apertura del mercato, generando una pluralità di prezzi.

L'MTA è organizzato in fasi di negoziazioni distinte: la prima è rappresentata dall'asta di apertura (nella quale si ha la

determinazione del prezzo teorico d'asta) e un'asta di chiusura (nella quale c'è la conclusione dei contratti). Nella fase

intermedia troviamo una negoziazione continua del prezzo del titolo.

In un invece, è l'investitore che stabilisce il prezzo massimo (in caso di acquisto) o minimo

ordine a prezzo limitato,

(in caso di vendita) al quale è disposto a scambiare; mentre nelle proposte senza limite di prezzo il contratto è concluso

al prezzo di apertura (se la proposta è stata immessa nella fase di apertura), ovvero alle migliori condizioni presenti nel

mercato al momento in cui la proposta giunge sul mercato (se la proposta è immessa nella fase di negoziazione

continua).

Il prezzo di riferimento è pari alla media ponderata dell'ultimo 10% delle quantità negoziate. Il prezzo ufficiale

giornaliero di ciascun strumento finanziario è dato, invece, dal prezzo medio ponderato dell'intera quantità dello

strumento medesimo negoziato nel mercato durante la sedura.

Un è il valore composto di un gruppo di titoli negoziati in un mercato secondario. Le

indice di mercato azionario

fluttuazioni dell'indice di mercato offrono agli investitori informazioni sull'andamento di prezzo dei titoli quotati nel

mercato secondario.

Esistono differenti metodologie di calcolo degli indici, a secondo della ponderazione che è attribuita alle azioni del

paniere: equally-weighted: i fattori di ponderazioni per tutti i titoli che compongono l'indice sono uguali;

• price- weighted: il peso associato di ogni titolo è funzione del suo prezzo;

• value- weighted: il peso di ciascun titolo è proporzionale alla sua capitalizzazione di Borsa.

La formula di base per la determinazione dell'indice FTSE MIB è la seguente:

] = ?/A

dove: D è il valore del divisore ovvero il valore che l'indice ha assunto nel periodo base, aggiornato per tenere conto

dell'evoluzione della composizione dell'indice, ed M è la capitalizzazione totale così calcolata:

? = ^ G × S × ]_

dove: p è il prezzo dell'azione, q è il numero delle azioni utilizzate e IWF è la percentuale delle partecipazioni dei

principali azionisti di lungo termine che possiedono più del 5%.

10.Banche

I prodotti offerti dai moderni intermediari finanziari e i rischi ai quali essi si espongono tendono sempre più a

uniformarsi, così come anche le tecniche usate per misurare e gestire tali rischi. Mentre le attività principali delle

banche sono costituite da prestiti (attività finanziarie) e la passività da depositi, nel caso delle imprese non finanziarie la

situazione è opposta, cioè negli stati patrimoniali di deposito figurano come attività e i prestiti come passività.

A differenza delle banche, le principali attività delle imprese non finanziarie sono attività non finanziarie (tangibili e

non) come edifici e impianti. Le banche effettuano prestiti alle imprese non finanziarie e ai singoli risparmiatori e da

esse accettano depositi, mentre le imprese non finanziarie effettuano depositi presso le banche e da esse ottengono

prestiti.

L'attività consiste nella raccolta di risparmio tra il pubblico con l'obbligo di restituzione, sotto forma di

bancaria

depositi o sotto qualsiasi altra forma, e congiuntamente nell'esercizio del credito. Tale attività ha carattere d'impresa e

può essere svolta solo dalle banche.

Le attività patrimoniali delle banche sono rappresentate prevalentemente dai prestiti verso la clientela e verso le altre

banche. Il passivo patrimoniale è composto sopratutto dai depositi della clientela e dalla raccolta interbancaria. Ne

consegue che i rischi tipici a cui sono esposte le imprese bancarie sono il rischio di credito e il rischio di liquidità. Da un

lato, infatti, le banche rischiano che i prenditori di fondi non siano in grado di restituire i prestiti ricevuti; dall'altro le

banche sono esposte al rischio di dover far fronte a richieste di rimborso da parte dei depositanti o al mancato rinnovo

delle linee di credito aperte dalle controparti bancarie, senza poter contare su un ammontare sufficiente di liquidità,

essendo gli attivi composti per lo più da prestiti illiquidi a lungo termine.

Il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (d.lgs. n.385 01/09/93, detto Testo Unico Bancario TUB)

definisce l'attività bancaria come raccolta del risparmio tra il pubblico ed esercizio del credito. Tale attività ha carattere

d'impresa e può essere esercitata solo dalle banche, l'attività caratteristica delle quali si realizza attraverso l'esercizio

congiunto dell'erogazione di prestiti e dell'acquisizione di fondi con obbligo di restituzione, sia sotto forma di deposito

sia sotto altra forma.

11.Regolamentazione delle banche

Il sistema finanziario è un sistema integrato di strumenti, istituzioni e mercati, che assolve (insieme a quella monetaria

in senso stretto, cioè il sistema dei pagamenti, e in senso ampio, cioè la politica monetaria) una fondamentale funzione

allocativa delle risorse finanziarie, consistente nel trasferimento da soggetti risparmiatori (che hanno un surplus di

fondi: il lato dell'offerta) a soggetti investitori/utilizzatori (che hanno un deficit di fondi: il lato della domanda). Tale

trasferimento può avvenire nell'ambito di un circuito diretto di investimenti delle famiglie nelle imprese (acquistando

azioni o partecipazioni in fondi comuni), o nell'ambito di un circuito indiretto attraverso un processo di intermediazione,

che consente di comporre le differenti esigenze della domanda e dell'offerta.

E' proprio la vitale importanza sistemica delle funzioni svolte dagli intermediari, in particolare bancari, ma anche

mobiliari e assicurativi, a giustificare, nel nostro come negli altri ordinamenti, una incisiva di

regolamentazione

settore: gli intermediari sono sì imprenditori, ma a differenza di tutti gli altri, non sono liberi di iniziare, organizzare ed

esercitare a propria discrezione l'attività economica.

La regolamentazione deve seguire obbiettivi, anche a volte tra loro parzialmente contrapposti:

delle istituzione e del sistema nel suo complesso (i controlli di stabilità mirano ad assicurare

stabilità

• l'equilibrio patrimoniale di lungo periodo di ciascun intermediario e pertanto dell'intero sistema);

ed degli intermediari e concorrenza all'interno dei mercati nei quali

efficienza allocativa efficienza operativa

• essi operano; e dei comportamenti degli intermediari per la tutela dei risparmiatori.

trasparenza correttezza

La vigilanza regolamentare regola l'attività e gli aspetti legati alla struttura degli intermediari vigilati e si esplica

attraverso strumenti di controllo strutturale, prudenziali e di trasparenza e correttezza: i controlli strumentali incidono

sulla morfologia del mercato, mentre i controlli prudenziali hanno l'obiettivo di salvaguardare la solvibilità e la liquidità

degli intermediari, limitando il grado di rischio da essi assunto; invece, i controlli di trasparenza e correttezza

comprendono norme orientate a garantire la trasparenza e la correttezza nei rapporti bancari e nelle attività di

investimento.

L'assetto della regolamentazione dell'attività bancaria è contenuto nel (d.lgs.385/1993).

Testo Unico Bancario

Esistono vari modelli di regolamentazione e vigilanza:

(o per soggetti), secondo il quale la vigilanza viene esercitata distintamente per ciascuna categoria di

sezionale

operatore e affidata per l'intero complesso dell'attività ad un solo organo di supervisione (quindi complessivamente tre

per i settori bancario, finanziario e assicurativo);

in modo che alle diverse funzioni esercitate dagli intermediari corrispondano altrettante forme e autorità

per attività,

competenti per la regolamentazione e la supervisione;

in base al quale ciascuna autorità dovrebbe presidiare un obiettivo (stabilità, trasparenza e correttezza)

per finalità,

indipendentemente dall'attività svolta dal soggetto coinvolto.

che ha come vantaggio la semplicità, in quanto una singola agenzia istituzionale competente vigila

schema accentrato,

su tutti i settori e le finalità.

L'ordinamento italiano ha adottato il modello per finalità, attribuendo le competenze per gli obiettivi di stabilità,

trasparenza e correttezza rispettivamente alla Banca d'Italia, alla CONSOB e all'AGCM, con l'eccezione di alcune

materie (in materia bancaria i controlli di trasparenza sono affidati alla Banca d'Italia, e in materia assicurativa l'organo

di vigilanza di settore, l'ISVAP, è competente per la stabilità e la trasparenza).

Le autorità creditizie sono il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR), il Ministro dell'Economia

e delle Finanze e la Banca d'Italia.

Al è attribuito l'alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio: nell'ambito delle sue competenze

CICR

rientrano sia atti amministrativi in senso stretto, sia provvedimenti amministrativi, aventi contenuto normativo.

Il ha il potere di convocare e presiedere il CICR, adottare in caso di urgenza

Ministro dell'Economia e delle Finanze

tutti i provvedimenti di competenza del CICR, determinare i requisiti di onorabilità dei soci e degli esponenti aziendali

delle banche e decretare l'avvio delle procedure di amministrazione straordinaria e liquidazione coatta delle banche.

La emana regolamenti, impartisce istruzioni e adotta i provvedimenti di carattere particolare di

Banca d'Italia

competenza. Essa determina e rende pubblici i principi e i criteri dell'attività di vigilanza.

L'attività bancaria consiste nella raccolta del risparmio tra il pubblico, sotto forma di depositi o altra tipologia, con

obbligo di restituzione e congiuntamente nell'esercizio del credito. L'attività bancaria è sottoposta a norme specifiche

concernenti l'autorizzazione allo svolgimento, vincoli all'attività svolta, requisiti minimi patrimoniali, obblighi

informativi verso la Banca d'Italia, obbligo di adesione a strumenti di vigilanza protettivi.

Il Nuovo (accordi che hanno introdotto requisiti specifici in termini di dotazione patrimoniale sulle

Accordo di Basilea

banche attraverso coefficienti patrimoniali) chiede che le banche detengano un livello di patrimonio di vigilanza

(aggregato patrimoniale che comprende tutte le poste contabili pienamente disponibili da parte della banca per essere

usate senza limitazioni ai fini della copertura dei rischi e delle perdite aziendali), cioè una dotazione patrimoniale

minima, almeno pari all'8% del totale dell'attivo (insieme delle attività iscritte in bilancio e

ponderato per il rischio

fuori bilancio, il cui valore è espresso in funzione del rischio di credito, cioè il rischio di perdita per inadempimenti dei

debiti). Le tipologie di rischio considerate ai fini della determinazione della dotazione minima patrimoniale sono il

rischio di credito, il rischio di mercato e il rischio operativo.

13.Compagnie di assicurazione e fondi pensione

La funzione principale delle è quella di risarcire singoli individui e società (assicurati) al

compagnie di assicurazione

verificarsi di un evento negativo prestabilito, a fronte del pagamento di un premio da parte dell'assicurato.

Le tipologie oggetto di copertura sono classificate in classi, alle quali è attribuita la denominazione di "rami

assicurativi"; questi ultimi sono distinti in due macrocategorie: il ramo vita e il ramo danni.

Le forniscono protezione, in forma di capitale o di rendita, al verificarsi di un evento attinente

assicurazioni sulla vita

alla vita umana ossia in caso di morte, malattia e ritiro dall'attività lavorativa.

Le svolgono una funzione di reintegrazione del patrimonio per i danni subiti o dei quali si

assicurazioni contro i danni

è responsabili e per le perdite derivanti da infortuni, furti, incendi e altre catastrofi.

Le principali caratteristiche delle compagnie assicurative sono:

le dimensioni e la composizione del settore;

• la struttura di bilancio e le recenti tendenze del mercato assicurativo;

• la regolamentazione.

Le comprendono: le polizze tradizionali di assicurazione ordinaria sulla

assicurazioni sulla durata della vita umana

vita, offerte su base individuale; le assicurazioni collettive sulla vita; le assicurazioni vita a copertura di un credito.

1) Le possono essere distinte a seconda del rischio

polizze tradizionali di assicurazione ordinaria sulla vita

assicurativo in: che corrisponde al beneficiario una prestazione, sotto forma di capitale, in

assicurazioni per il caso di morte:

• caso di morte dell'assistito, e si divide in due sottogruppi:

la (term life), che non presenta componenti di risparmio e

polizza temporanea caso morte

prevede che il beneficiario riceva un indennizzo assicurativo nel caso in cui il decesso

dell'assistito avvenga entro una data determinata, nell'ipotesi che quest'ultimo continui ad

effettuare i versamenti; se alla scadenza (tra 1 e 40 anni) l'assistito è ancora in vita la

compagnia non dovrà erogare nessuna prestazione;

la (whole life) protegge l'individuo durante tutta la vita, in quanto non

polizza a vita intera

prevede alcuna limitazione ad uno specifico periodo di copertura (quindi l'indennizzo è

certo): il beneficiario, a fronte di versamenti di premi periodici dell'assistito (che nei primi

anni sono maggiori, rispetto alle polizze temporanee caso morte, per creare un

accantonamento, o cash value, dal quale gli assicurati possono attingere in prestito,

indebitandosi ad un tasso da pagare alla compagnia di assicurazione), siano essi vitalizi e

temporanei, riceverà il valore nominale dell'assicurazione sulla vita.

che pagano una prestazione qualora l'assicurato sia in vita ad una data prestabilita;

assicurazione caso vita:

• tale prestazione può assumere la forma di capitale differito (comporta la corresponsione di un indennizzo in un

unica soluzione, o lump sum a una data certa, nel caso l'individuo sia ancora in vita) o di rendita (comporta

l'erogazione al beneficiario dei ricavi derivanti dal fondo per un lungo periodo di tempo, e possono decorrere

immediatamente o essere differiti; le prestazioni possono cessare con la morte dell'assistito o continuare ad

essere erogate ai beneficiari per un certo numero di anni dopo il decesso; si dividono in che a

rendite vitalizie,

fronte del pagamento di un unico premio, l'assicurato garantisce a se stesso o altro beneficiario una rendita

pagabile fino alla sua morte, e in che è pagabile solo entro una data prestabilita o fino

rendita temporanea,

alla morte dell'assicurato, laddove questa sopraggiunga prima di tale data).

assicurazione mista: include un elemento di assicurazione puro (temporaneo) e un elemento di risparmio,

• garantendo un indennizzo ai beneficiari della polizza nel caso in cui il decesso dell'assicurato si verifichi entro

una data prestabilita; l'assicurato che risulti ancora in vita alla data prestabilita riceve il valore nominale della

polizza.

2) Le coprono, in un'unica polizza, una pluralità di individui, che di solito sono

assicurazioni collettiva sulla vita

rivolte ai dipendenti delle società. Esse possono essere contributive (il datore di lavoro copre una quota del costo che il

dipendente paga per l'assicurazione) o non contributive (il datore di lavoro copre interamente il costo

dell'assicurazione). Il vantaggio di tali assicurazioni risiede nelle economie di costo, dovute all'amministrazione in

massa dei piani, ai costi inferiori per l'accertamento delle condizioni di saluta degli assistiti e ai costi ridotti di vendita e

di commissione.

3) Le (credito life insurance) proteggono i mutuati in caso di decesso

assicurazioni sulla vita a copertura di credito

del mutuatario prima del rimborso di un debito contratto per l'acquisto dell'abitazione o di un autoveicolo. Di solito, il

valore nominale della polizza riflette la quota capitale e l'interesse sul prestito.

Le prevedono polizze legate agli eventi matrimonio e nascita.

assicurazioni di nuzialità e di natalità

Le sono delle assicurazioni di cui ai rami sulla durata sulla vita, qualora le prestazioni

polizze unit link e index link

principali siano direttamente legate al valore di quota di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi

interni all'impresa di assicurazione (unit link) oppure a indici, ovvero ad alti valori di riferimento (index linked). Si

tratta di polizze in cui il rischio di investimento è a carico dell'assicurato, poiché il loro andamento varia in funzione del

valore di mercato dell'attività di riferimento.

Le sono polizze che garantiscono una prestazione

assicurazioni malattia e contro rischio di non autosufficienza

mediante contratti di lunga durata, non rescindibile, per il rischio di invalidità grave dovuta a malattia o ad infortunio o

a longevità. Tale ramo include le polizze dread discase, che tutela dal rischio di malattie particolarmente gravi, e le

polizze long term care, relative al rischio di perdita dell'autosufficienza.

Le comprendono le polizze rivalutabili, che prevedono la partecipazione dei soggetti

polizze di capitalizzazione

assicurati ai risultati prodotti dall'impresa di assicurazione, attraverso la gestione finanziaria dei premi incassati (totale

dei premi incassati sui contratti di polizze assicurative). L'impresa di assicurazione costituisce un fondo specifico (fondo

della gestione separata), che include gli investimenti a copertura degli impegni assunti nei confronti degli assicurati,

gestiti separatamente rispetto alle altre attività dell'impresa di assicurazione. Una percentuale del rendimento di tali

investimenti è corrisposta agli assicurati.

Le costituiti per l'erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita,

operazioni di gestione di fondi collettivi,

oppure in caso di cessione o riduzione dell'attività lavorativa, riguardato l'offerta da parte delle compagnie di

assicurazioni di numerosi piani di pensionamento alternativi ai datori di lavoro, nel tentativo di sottrarli alla concorrenza

delle altre società di servizi finanziari, come le banche commerciali e le società di intermediazione finanziari.

Alcuni di questi piani di pensionamento si basano su contratti di investimento garantiti (GIC): l'assicuratore garantisce

non soltanto il tasso di interesse accreditato ad un piano di pensionamento (documento che programma il

funzionamento di un fondo pensione) per un dato periodo, ma anche i tassi delle rendite sui contratti stipulati dai

beneficiari. Altri piani comportano la partecipazione immediata a piani di contabilità separata (programmi di rendite

promossi dalle compagnie di assicurazione del ramo vita in base ai quali il risarcimento della polizza è legato alle

attività nelle quali sono investiti i premi delle polizze) che prevedono l'investimenti dei premi in fondi comuni di

investimento azionario con scopo specifico.

La direttiva 1991/674/CEE, recepita in Italia dal d.lgs. 173/1997, ha introdotto uno schema specifico di bilancio per le

imprese di assicurazione, che ne riflette la peculiarità del processo produttivo

Le compagnie di assicurazione sulla vita, per la natura a lungo termine delle loro passività (derivante dalla

Attività

natura a lungo termine delle polizze) e per la necessità di generare rendimenti concorrenziali sulle componenti di

risparmio dei prodotti offerti, concentrano i propri investimenti nelle attività che figurano nella parte più lunga dello

spettro delle scadenze (come obbligazioni societarie, azioni e titoli di stato). La perdita del valore di mercato delle

partecipazioni azionarie (titoli di capitale) ha ridimensionato i risultati della gestione finanziaria, portando ad una

revisione delle decisioni di asset allocation.

Oltre agli investimenti in titoli, le voci più significative sono le (voci di passività nello stato

Passività riserve tecniche

patrimoniale delle compagnie di assicurazione che riflettono gli obblighi di pagamento attesi cui contratti di polizza in

essere). Per far fronte a perdite future impreviste, una compagnia di assicurazione sulla vita detiene un fondo di capitale

e accantonamento destinato a questo scopo.

Tradizionalmente, nell'esaminare il comparto assicurativo relativo al ramo danni, si procede ad una distinzione tra

assicurazioni sulla proprietà (property insurance) e assicurazioni contro gli incidenti (casually insurance). Le

assicurazioni sulla proprietà comprendono l'assicurazione contro il rischio di perdita di un bene mobile o immobile di

sua proprietà. Le assicurazioni contro incidenti offrono protezione per i danni dei quali si è civilmente responsabili.

Tuttavia oggi si preferisce utilizzare in generale l'espressione per questo tipo di

assicurazione del ramo danni

assicurazioni.

Le assicurazioni del ramo danni possono essere distinte in due macrocategorie:

che a loro volta si distinguono in:

rami auto,

• RCA (Responsabilità Civile Auto), finalizzata a reintegrare il patrimonio dell'assicurato a

seguito del pagamento di terzi dei danni da lui cagionati con il proprio autoveicolo; assume

natura obbligatoria;

CVT (Corpi Veicoli Terrestri), che copre l'assicurato dai danni subiti da veicoli terrestri,

esclusi quelli ferroviari.

rami non auto (rami elementari) che, in base alle tipologie di rischio oggetto di copertura, si distinguono in:

• infortuni;

malattie;

merci trasportate;

responsabilità civile generale;

credito;

cauzione;

tutela legale;

assistenza.

E' opportuno analizzare in dettaglio i rischi legati all'emissione di un'assicurazione contro i danni. In particolare il

rischio di assicurazione derivante da questo tipo di polizze si genera nel momento in cui i premi prodotti su una data

linea non sono sufficienti per coprire, da un lato, le richieste di risarcimento a cui ci si è sottoposti assicurando il rischio

e, dall'altro, le spese amministrative per la fornitura della copertura assicurative (spese legali, commissioni, imposte,

ecc.), tenendo conto del reddito da investimento maturato nel lasso di tempo tra l'incasso dei premi e la copertura dei

sinistri.

Perciò il rischio di assicurazione può derivare da aumenti imprevisti dei tassi di sinistri (rischio di sinistri), aumenti

imprevisti di spesa (rischio di spesa) e/o cali imprevisti del rendimento dell'investimento (rischio del rendimento da

investimento).

La caratteristica fondamentale del è la prevedibilità attuariale dei sinistri rispetto ai premi ottenuti.

rischio di sinistri

Tale prevedibilità dipende da diverse caratteristiche di rischio contro i quali la compagnia fornisce protezione, e in

particolare dalle seguenti considerazioni:

proprietà vs responsabilità: i livelli massimi dei sinistri sono più facilmente prevedibili per le linee di

• assicurazione di proprietà che non per quelle di responsabilità;

dimensione vs frequenza: i tassi di sinistri sono più prevedibili sulle linee a bassa gravità ed elevata frequenza

• che non sulle linee a elevata gravità e bassa frequenza; il potenziale di sinistri atteso su queste linee,

determinato dal prodotto tra le frequenza dei sinistri (probabilità con la quale i sinistri possono verificarsi) e

l'entità dei sinistri (gravità dei sinistri), può essere stimato entro margini di errore piuttosto bassi;

rischio a lungo o breve scadenza: alcune linee di responsabilità sono sottoposte al fenomeno del rischio long

• tail (sinistri denunciati molto tempo dopo), che rende difficile la stima dei sinistri;

inflazione del prodotto vs inflazione sociale: i tassi di sinistri su tutte le polizze di assicurazione danni sono

• influenzati in modo negativo dagli aumenti inattesi dell'inflazione.

Il (loss ratio) misura le perdite effettive maturate su una particolare linea di polizza, ed è dato

coefficiente di perdita

dal rapporto tra i premi guadagnati (i premi maturati e incassati) e i sinistri (perdite). Un coefficiente inferiore a 100

indica che i premi maturati sono stati sufficienti a coprire le perdite registrate sulla linea in questione.

Le fonti principali del per le compagnie assicurative contro i danni sono le spese di perizia di danno e

rischio di spesa

le commissioni e spese varie. Una misura comunemente usata per la valutazione della redditività complessiva di una

linea, che tiene conto della gravità del sinistro, delle spese di perizia di danni e dei coefficienti di spesa, è costituita dal

misura della redditività complessiva di una linea assicurativa, data dalla somma del coefficiente di

combined ratio:

perdita e dei rapporti tra premi incassi e spese per perizia di danno e tra premi incassati e somma di commissione e altre

spese, al netto di dividendi eventualmente corrisposti agli assicurati in proporzione ai premi versati.

Quando il combined ratio è superiore a 100, la redditività complessiva può essere assicurata soltanto da un sufficiente

rendimento proveniente dall'investimento dei premi guadagnati: le compagnie investono i premi in attività (tra il

momento di incasso del premio e il risarcimento della polizza): per questo si può incorrere in un rischio del

La redditività media generale (o misura la redditività

rendimento da investimento. coefficiente di gestione)

complessiva della compagnia di assicurazione del ramo danni, ed è dato dalla differenza tra il combined ratio e il

rendimento da investimento; se il coefficiente è inferiore a 100 allora la compagnia è redditizia.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bluephoenix di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Cerrone Rosaria.

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