Economia degli intermediari finanziari
Introduzione
In passato erano le banche a fornire i servizi di intermediazione, poi dopo il crollo economico e industriale degli anni Trenta ci fu la scissione di alcune di queste attività e al loro esercizio da parte di soggetti indipendenti. Un’ulteriore specializzazione si è avuta poi con la nascita di vere e proprie società di intermediazione, più o meno regolamentate.
Modalità organizzative di trasferimento delle risorse finanziarie
Il sistema finanziario è inteso come sistema integrato di:
- Mercati, come luoghi di contrattazione dove avvengono gli scambi
- Strumenti, ovvero ciò che viene scambiato sul mercato
- Intermediari, operanti nel mercato
Assolve tre funzioni fondamentali:
- Creditizia o allocativa: Trasferire le risorse finanziare dai soggetti risparmiatori ai soggetti investitori
- Monetaria in senso stretto: Garantire l’efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti
- Monetaria in senso ampio: Trasmettere gli impulsi di politica monetaria al sistema economico
La funzione creditizia e allocativa consiste nel fatto che ci sono dei soggetti in deficit e le risorse finanziarie sono trasferite da chi è in surplus a chi è in deficit. Attraverso il sistema finanziario andiamo a verificare quello che è il funzionamento del sistema dei pagamenti, la cui evoluzione in questo periodo può essere rappresentata dalle criptovalute, che stanno avendo una notevole inflessione nell’ultimo periodo e possono essere considerate le nuove bolle speculative (in passato abbiamo avuto quella dei mutui subprime). Si devono trasmettere gli impulsi dell’economia monetaria al sistema economico.
Il trasferimento delle risorse finanziarie
Il trasferimento delle risorse finanziarie può avvenire attraverso tre modalità:
- Scambio diretto autonomo: Gli intermediari dovrebbero agevolare attraverso la remunerazione quelli che sono gli scambi. Se ci troviamo in un'economia semplice il soggetto surplus riesce ad individuare facilmente il soggetto in deficit, effettuando una scelta diretta e trasferendo le sue risorse, ma accollandosi anche di fatto tutti i rischi, quindi sono in grado di capire se poi la restituzione da parte del soggetto in deficit scelto sarà garantita, quindi in un mercato semplice non c’è intermediario.
- Scambio diretto assistito: La funzione dell’intermediario è importante perché se un soggetto in surplus ha un'eccedenza di liquidità, non tutto viene consumato, ma una parte sarà investita per poi avere anche un guadagno. Ci si affida dunque a un intermediario che sul mercato va ad individuare quei soggetti in deficit che non solo saranno in grado di restituire il capitale, ma a che di garantire un ulteriore guadagno. Il fine è quello di ottenere una remunerazione, egli non prende nessun tipo di rischio, svolge una funzione di ricerca nel mercato e una volta individuato il giusto soggetto in deficit viene chiusa l’operazione e beneficia di una commissione. ->broker
- Scambio indiretto o intermediato: I soggetti di domanda e di offerta non divengono controparti dirette dello scambio. Quando l’intermediario si interpone tra le due categorie di soggetti assumendo una vera e propria posizione, a debito verso il datore dei fondi e a credito verso il prenditore di fondi. Entrambe le parti si assumono il rischio di controparte, ovvero la possibilità dell’insolvenza dell’altro. In questo caso gli strumenti finanziari sono costruiti dagli intermediari, che sono in grado di modulare le caratteristiche in base alle preferenze dei soggetti di domanda e di offerta. ->dealer
La commissione dovuta all’intermediario mi dà la garanzia che egli garantisce la solvibilità, nel terzo caso le due unità interfacciano attraverso un intermediario che si contrappone tra le parti e non sono in contatto tra di loro. Nello stato patrimoniale troverò una voce tra gli impieghi quando sto prestando liquidità (SP passivo dell’intermediario).
Sistemi finanziari e corporate governance
I sistemi finanziari possono essere:
- Finanziari anglosassoni: Sono orientati al mercato, scambi diretti
- Sistemi finanziari europei: Sono orientati agli intermediari, scambi indiretti
Questa configurazione produce delle conseguenze sulle delle imprese: infatti nei sistemi maggiormente market oriented agli intermediari si sono diffuse le imprese di tipo familiare o a controllo statale. Le start-up nascono da processi di “finanziamento dell’idea”, investo in soggetti che credo possano avere successo e una buona idea. (->incubatore). In questo caso ho uno scambio diretto, se invece ho la presenza di intermediari l’azienda italiana deve passare attraverso i canali standard di finanziamento (banche …)
Panoramica dei mercati finanziari
I mercati finanziari possono essere suddivisi in:
- Primari e secondari: La differenza sta nelle fasi della vita di uno strumento finanziario, il primario non è più importante ma riguarda la prima fase della vita di un prodotto (emissione di nuove azioni, titoli di stato) ovvero la fase iniziale in cui lo strumento appare sul mercato, che può avvenire in forme diverse. Mercati in cui imprenditori di fondi raccolgono fondi, emettendo nuovi strumenti finanziari. Come sappiamo dalla finanza aziendale, la nuova emissione può essere fatta con OPV, OPS (o OPVS). I mercati secondari costituiscono un mercato centralizzato nel quale gli operatori economici sanno di poter negoziare in modo veloce ed efficiente: infatti non devono sopportare costi diversi connessi alla ricerca diretta di acquirenti o venditori. Deve essere sicura la possibilità di scambiarlo in qualsiasi momento e renderlo quindi liquidabile, più il titolo gira più il prezzo ha meno oscillazioni. Può iter procedurale avvenire su mercati regolamentati (MTA, MOT), con un da rispettare per effettuare la transazione e con un prezzo ufficiale che rispetta le regole di mercato; in quelli non regolamentati invece non ho certezza del prezzo, che è determinato con un accordo diretto tra le parti e quindi non è un prezzo ufficiale, e non ho nemmeno la certezza dell’esecuzione dell’operazione. Nei mercati secondari oltre ad azioni e obbligazioni, sono negoziati anche tassi di cambio, strumenti futures, derivati come opzioni e titoli ibridi. Lo sviluppo dei mercati di strumenti derivati si è avuto negli ultimi decenni. Beneficiano sia gli investitori sia le società emittenti.
- Monetari e finanziari: Monetario in cui vengono emessi e scambiati strumenti finanziari a breve scadenza, in genere inferiore all’anno, come per esempio i BOT. Non parliamo di strumento all’emissione, ma di strumento con vita residua inferiore ai 12 mesi (per esempio se nel momento della valutazione oggi prendo un BTP con scadenza 2018 lo considero mercato monetario), la natura a breve termine della contrattazione implica che le fluttuazioni dei prezzi nei mercati secondari siano piuttosto contenute. I mercati monetari non hanno una sede specifica, in quanto le transazioni sono effettuate per via telematica o telefonica, per questo motivo molti mercati OTC (over the counter); sono definiti finanziari (o dei capitali) in cui vengono emessi e scambiati capitali (azione) e debito (obbligazioni) con vita residua superiore ai 12 mesi. Per le obbligazioni è chiaro andando a vedere la maturity del titolo, per le azioni invece la durata delle azioni dipende dalla durata della società, suscettibile facilmente a variazioni e proroghe. I principali emittenti sono società ed enti statali, mentre principali acquirenti sono famiglie. Le fluttuazioni di prezzo a parità di condizioni, sono maggiori rispetto a quelle nel breve termine.
- Mercati valutari: Vengono scambiate le valute; le transazioni a pronti prevedono un cambio di valuta immediato all’attuale tasso di cambio; le transazioni a termine prevedono un cambio di valuta nel futuro ad un tasso di cambio e ad una data prestabiliti. Questo mercato si connette a quello degli strumenti derivati, che hanno sottostante la valuta di riferimento. I flussi di cassa che provengono dalla vendita dei titoli denominati in valuta estera espongono società al e investitori nazionali ad un rischio derivante dal valore al quale essi possono essere convertiti in valuta nazionale. La quantità effettiva in euro ricevuti da un investimento estero dipende dal tasso di cambio fra euro e valuta estera al momento della conversione. Se per esempio una valuta estera subisce un deprezzamento rispetto all’euro nel corso del periodo di investimento, anche il valore in euro dei flussi di cassa diminuisce. La sensibilità del valore dei flussi di cassa derivanti dagli investimenti all’estero alle fluttuazioni della valuta estera è definita rischio di cambio.
Regolamentazione dei mercati: autorità di vigilanza
Le autorità di vigilanza sono:
- Banca d’Italia: Tendenzialmente vediamo che la BI ha compiti fondati sulla vigilanza e buon funzionamento, stabilità ed efficienza, da quando siamo nell’euro si fa riferimento alla BCE per la politica monetaria. È anche autorità antitrust.
- CONSOB: Controlla i mercati e tutto ciò che riguarda gli investitori, come per esempio verifica della chiarezza del prospetto informativo; controllo sulle società che gestiscono i mercati di strumenti finanziari; tutela degli investitori in caso di sollecitazione al pubblico risparmio.
- ISVAP (IVASS): Istituti di vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo. Vigila sul mercato assicurativo, autorizza le imprese, emana provvedimenti a tutela di imprese ed utenti, compie ispezioni presso imprese ed intermediari assicurativi e stabilisce le regole finalizzate a garantire la correttezza dei comportamenti degli operatori e il rispetto delle norme, adottando nel caso delle sanzioni.
L’eccezione del rischio
Il rischio è finanziario o assicurativo. All’assicurazione associo il premio, che pago perché ritengo che si possa verificare un determinato evento, vuol dire che oggi rinuncio a qualcosa per coprirmi se in futuro si verifichi l’evento negativo (concezione negativa di rischio in associazione ad un evento negativo), il rischio finanziario invece ha duplice percezione, sia quella negativa che rischiando di più guadagno di più, positiva -> percezione positiva che fa crescere la propensione al rischio combinato con l’aumento di rendimento. Si lavora dal lato upside se il rischio è positivo (a destra della distribuzione normale). Se il rischio downside finanziario è negativo si è preoccupati dal lato (sinistra della distribuzione). La semi deviazione standard prende in considerazione risultati al di sotto del rischio medio, misura collegata al rischio negativo. Invece l’arbitraggista è colui che si rende conto del disallineamento dei prezzi di uno stesso prodotto in due mercati diversi, a cui associa i costi che servono per portare il prodotto da un mercato ad un altro, la differenza è che lo speculatore è convinto di ciò che fa, ma comunque si assume il rischio dell’operazione, invece l’attività di arbitraggio garantisce l’assenza di rischio. In termini di rischio negativo compare l’edger, ha già qualcosa da difendere nel suo portafoglio, mentre lo speculatore non ha nulla nel portafoglio prima dell’investimento. In un’attività di edging presuppone che precedentemente ho acquistato qualcosa e ho la necessità di andare a coprire il rischio che questo prodotto possa generarmi una perdita. L’operatore ha un’accezione di rischio negativo, sostiene il costo di copertura perché ritiene che il valore del mio prodotto diminuisca, ma vuole mantenere il suo rendimento.
COVIP - Commissione vigilanza sui fondi pensione. Prende più rischio lo speculatore, convinto di ottenere maggiore rendimento se prende più rischio, essendo convinto che la sua previsione sia corretta. Il fondo pensione ha uscite di liquidità costanti nel tempo, non è a riscatti continui come il fondo di investimento.
Efficienza dei mercati e dei sistemi finanziari
Quando nel mercato di capitali si verifica un evento che modifica inaspettatamente i tassi di interesse, il valore corrente di mercato del titolo può divergere temporaneamente dal suo corrispondente valore attuale di equilibrio. Gli operatori appena si accorgono di andamenti ciclici del mercato, provvedono ad acquistarlo facendone aumentare il prezzo.
Informativa: Velocità in cui il prezzo riflette le informazioni disponibili.
- Aggiotaggio: Vado a diffondere sul mercato informazioni non veritiere, perché se parte del mercato ci crede è facile poi prendere posizione antitetica ed ottenere facili guadagni.
- Insider trading: In virtù della mia posizione con informazioni privilegiate prendo una certa posizione sul mercato, posizione lunga o corta a seconda dell’informazione appresa. Lunga si tratta di un acquisto, corta di vendita -> short selling (vendita allo scoperto). Se tutte le informazioni sono riflesse dal prezzo non c’è possibilità di capire se ci sono sottovalutazioni o sopravalutazione (efficienza in forma forte), non vado a fare nessuna attività valutativa per battere il mercato perché non mi conviene più di tanto.
Inoltre, distinguiamo tra la gestione attiva: individuo con la mia capacità quali titoli sul mercato sono sopravvalutati o sottovalutati e la gestione passiva: vado a prendere lo strumento che ha come sottostante l’indice del mercato, che riflette tutte le informazioni. Ricordiamo i tre livelli di efficienza: debole, semi-forte e forte. Nelle prime due ci possono essere flussi informativi che consentono di poter beneficiare di vantaggi.
Allocativa: È la capacità dei prezzi di rispecchiare tutta l’informazione per valutare un titolo. Si verifica quando i prezzi che esso esprime sono adeguati per indirizzare gli impieghi delle risorse verso gli usi maggiormente desiderabili per la collettività. Per esempio se la collettività necessita di investimenti in infrastrutture, il rendimento di tali investimenti aumenterà e ciò sarà necessario per attrarre gli investitori a fornire risorse. Affinché un mercato sia efficiente in modo allocativo, è necessario che le informazioni sugli impieghi alternativi delle risorse scarse siano prontamente disponibili e che quindi il mercato sia efficiente anche dal punto di vista informativo. Chi è disposto a pagare rendimenti più elevati ottiene i capitali dei quali necessita e destina gli investimenti verso i quali è migliore il trade off risk/return.
Unità in deficit: Impresa, soggetta al rating. È chiaro che l’azienda es. AAA avrà un tasso di indebitamento molto basso e quindi così il suo rendimento sui titoli; invece un’azienda in difficoltà nell’ottenere finanziamenti dalle banche perché ha un alto indebitamento, offre dei titoli molto rischiosi, si rivolge al mercato assicurando un risk free + uno spread per cercare di attirare investitori.
Unità in surplus: Investitore, che fa un ragionamento trade off tra rischio e rendimento atteso, va a vedere quanto rischio è disposto a sopportare che corrisponde ad un determinato rendimento di partenza rappresentata dall’attività risk free, a cui si aggiunge più rischio per avere maggiore rendimento.
Tecnico-operativa: Capacità dei mercati di operare al minimo della curva dei costi in base all’output prodotto, costi di transazione minimi. Abbassare i costi, più il mercato è liquido più abbasso i costi di transazione, che son determinati dalla struttura del mercato, la cui performance può essere misurata in termini di ampiezza, spessore ed elasticità. Un mercato si definisce “spesso” se esistono molti ordini a prezzi superiori e inferiori rispetto a quello corrente, “ampio” se tali ordini sono di dimensioni cospicue, ed “elastico” se le variazioni di prezzo dovute ad asincronia nel flusso di ordini richiamano rapidamente nuovi ordini che riportano il prezzo del titolo su valori di equilibrio.
Risk free rate, concetto attualmente abbastanza anomalo sul mercato, perché hanno una dinamica negativa e in effetti va contro la sua definizione di tasso privo di rischio, in questo investimento infatti non ho cedole, la durata è limitata.
Premio al rischio, può essere dall’unità in surplus che chiede una remunerazione per l’investimento che fa, attraverso il quale posso ricavare la propensione al rischio, ovvero se l’unità in surplus sceglie di investire in attività più o meno rischiose (in base alla quale cambia però ovviamente anche il rendimento e quindi la remunerazione ottenibile). Quando c’è scambio indiretto troverò le commissioni per negoziazione nei ricavi del conto economico per l’intermediario e nelle attività per l’unità in surplus che sta impiegando denaro.
Dealer, negoziazione in contro proprio o in conto di terzi, nell’attivo troveremo degli impieghi, quindi l’intermediario non agisce solamente contro terzi (percepisce la commissione ma non prende posizione delle parti), ci si assume il rischio che l’unità in deficit possa essere insolvente.
NPL, non performing loans, prestiti non performanti che non possono essere più ripagati.
Holding period, periodo di detenzione dell’investimento che non coincide per forza con la sua maturity, ma dipende da quanto ciascuno ritiene di detenere quell’investimento nel suo portafoglio. Infatti se si effettuano transazioni intra day comunque il titolo ha un holding period, anche se per poche ore.
Globalizzazione dei mercati finanziari
Mentre i mercati statunitensi sono stati tradizionalmente molto più ampi rispetto agli altri in termini di valore e volume delle negoziazioni, una vera e propria...
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