Economia aziendale
L’azienda è un’impresa che produce/vende beni, o più propriamente svolge un’attività di produzione e/o di consumo. Lo Stato/comune + famiglia è un’impresa che eroga servizi e reinveste i profitti. Esistono anche le aziende private che erogano servizi. Ogni individuo ha dei bisogni (nutrirsi, coprirsi, bere, comunicare) di diversa natura ed intensità. Questi per essere soddisfatti hanno bisogno di strumenti o meglio beni (utilità) che non esistono in natura o, se esistono, solo in quantità limitata (abiti, autovetture, ecc).
I bisogni possono essere di tipo economico, in cui le aziende soddisfano determinati tipi di bisogni ed esigenze, e di tipo non economico (mare, respirare, guardare il sole). Un’azienda nasce proprio perché ci sono dei bisogni, che si evolvono, vengono stimolati da questa. I bisogni economici creano attività economiche, ovvero messe insieme per produrre beni economici disponibili per coloro che sono disposti a pagare. I beni economici comprendono sia beni materiali che servizi.
Scarsità delle risorse e principio del minimo mezzo
Vi è quindi un problema di bisogni illimitati da una parte e scarsità delle risorse dall’altra, per questo motivo si cerca di massimizzare queste ultime, così come anche stabilito dal principio del minimo mezzo, secondo cui nell’attività economica è necessario ottenere il risultato con il minor impiego di risorse.
Tipologie di aziende: produzione e consumo
L’attività economica prevede quindi 2 momenti: produzione e consumo. Per questo motivo si distingue tra aziende di produzione (o imprese) e aziende di consumo (o di erogazione). La prima produce beni e servizi e soddisfa in modo indiretto i bisogni degli imprenditori/proprietari o azionisti. Es.: compagnie assicurative, banche, ecc. Un’impresa può essere individuale o collettiva, nel secondo caso si ha una società.
L’azienda di consumo, invece, raccoglie risorse necessarie per l’acquisizione di beni e lo svolgimento di servizi destinati al diretto soddisfacimento dei bisogni. Esempio: famiglia (formula embrionale di azienda), associazioni, aziende non-profit, enti pubblici (ospedale, università), che comprano beni dalle aziende di produzione. Nelle associazioni/fondazioni e cooperative, tutto quello che si guadagna va obbligatoriamente investito.
Classificazione delle aziende di produzione
Le aziende di produzione, in base all’attività svolta, possono essere ulteriormente suddivise in: aziende di produzione originaria e aziende di produzione derivata. Le prime creano la materia prima utilizzata per creare il prodotto finito, quindi l’attività è una sorta di base delle altre attività. Un esempio è dato dalle aziende agricole e aziende minerarie. Queste costituiscono il cosiddetto settore primario.
Le aziende di produzione derivata, invece, trasformano la materia prima in prodotto finito e si distinguono in: aziende industriali (costituiscono il settore secondario, tutte le restanti settore terziario), mercantili (acquisiscono beni-merci dai produttori per rivenderli ad altre aziende), di servizi, finanziarie (Es.: banche o società finanziarie).
Aziende di erogazione
Le aziende di erogazione offrono denaro o lavoro alle imprese di produzione, per esempio le banche offrono alle aziende denaro e investimenti e in cambio ricevono conti correnti. Si suddividono ulteriormente in aziende di erogazione in senso stretto e aziende pubbliche di erogazione. Nelle prime si identificano associazioni o fondazioni, la differenza è che nelle associazioni si fissano prima gli obiettivi e, sulla base di questi, si apportano i necessari mezzi monetari. Nelle fondazioni si apportano prima i capitali e in seguito, sulla base di questi, si valuta quali possano essere gli obiettivi raggiungibili.
Aziende pubbliche e non profit
Delle aziende pubbliche di erogazione fa parte lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni. Lo Stato prende dalle imprese produttrici le tasse e le imposte, dà alle famiglie ospedali, difesa, giustizia, istruzione. Le famiglie danno allo Stato il lavoro + le tasse. Gli enti non profit sono organizzazioni private con finalità pubbliche (ONG, ONLUS, ecc.), il loro fine ultimo non è il profitto, ma ne hanno comunque bisogno per reinvestire.
Struttura aziendale
L’azienda è un sistema di forze fondamentali che devono interagire e comprendono: mezzi, ovvero beni destinati alla produzione o al consumo, persone, ovvero gli individui che partecipano all’attività aziendale (imprenditore, dirigente, impiegato) e organizzazione, componente che combina razionalmente le risorse (distribuzione mansioni, responsabilità, ecc.). In ultima analisi, l’azienda è un insieme combinato di persone e di mezzi razionalmente impiegati per il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi aziendali.
L'azienda come sistema aperto
Per spiegare la complessità dell’azienda, si ricorre ad analogie con altri sistemi, tra cui il sistema aperto. L’azienda è un’organizzazione che agisce attraverso continui scambi di materie, energia ed informazioni, inserita in un ambiente. È influenzata nella struttura e nei comportamenti dalla situazione che caratterizza l’ambiente. Quest’ultimo si divide poi in ambiente generale (macroambiente), ovvero il sistema naturale, politico, istituzionale, culturale ed economico nel quale è inserita l’azienda, e ambiente specifico (microambiente), ovvero gli operatori, agenti economici, organizzazioni con la quale interagisce.
Funzionamento del mercato
Il mercato è il luogo di scambio che consente all’impresa di svolgere la funzione produttiva, in cui si ha l’incontro tra domanda e offerta, determinato dal prezzo. Se si ha un eccesso di domanda rispetto all’offerta, il prezzo sale. Se la domanda è minore dell’offerta, il prezzo scende. Un mercato perfettamente concorrenziale è in equilibrio. Esistono diversi mercati tra cui quello delle materie prime, tecnologie, lavoro, capitali, ecc. Il settore comprende un aggregato di imprese similari in base ad uno o più criteri.
Rischio economico e responsabilità sociale
L’impresa nasce in virtù di un capitale investito in quell’attività, in attesa di adeguata remunerazione una volta creato valore. È connaturato all’attività d’impresa il rischio economico d’impresa, cioè la possibilità che i processi produttivi non si concludano con la creazione del valore sufficiente a remunerare i fattori produttivi. Questo non è riferito solo all’imprenditore ma è comune a tutti i soggetti variamente coinvolti. L’impresa è il soggetto attuatore dei processi produttivi e di distribuzione dei beni economici e favorisce così la generazione di redditi ai vari livelli. In tal senso, questa è una responsabilità sociale, vi è un’esigenza di richiamare comportamenti amministrativamente razionali e corretti volti alla ricerca degli equilibri, sia per lei stessa sia per l’economia in generale.
Soddisfacimento dei bisogni
Quindi, la funzione dell’impresa è quella di ottenere dei prodotti/servizi dalla combinazione di fattori produttivi e vi è un problema economico dato dal fatto che le risorse sono scarse e i bisogni illimitati, c’è un problema di scelta e di allocazione delle risorse produttive.
I bisogni possono essere di varia natura: bisogni primari, da cui non si può prescindere e comuni a tutti (mangiare, bere, dormire), bisogni secondari, riguardanti la sfera ludico-intellettuale della persona, e bisogni pubblici, ovvero giustizia, sicurezza, sanità, ecc.
La teoria classica dell’Economia aziendale considera il soddisfacimento dei bisogni umani quale finalità dell’azienda. Anzi, prima ancora che essere il fine ultimo dell’attività di produzione, rappresenta il motivo che origina l’attività economica. Nel tempo, però, sono andate sviluppandosi altre finalità tra cui: quelle di carattere sociale, lucrativo o personale e economico-sociale. Carattere sociale perché l’azienda agisce per il bene comune; inoltre, secondo l’aziendalista tedesco Heinrich Niklish, l’azienda è un insieme di persone che collaborano tra loro per raggiungere un fine comune.
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