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ESTRATTO DOCUMENTO

Il circuito della gestione appena esaminato, comprende una dimensione temporale, in quanto è presente una

sequenza di operazioni ben definita che caratterizza un PRIMA e un DOPO al suo interno. Però non risulta

vocalizzata sulla velocità, intesa come rapidità nello svolgimento, ovvero la frequenza con cui le operazioni si

svolgono nell’unità di tempo presa in considerazione.

Maggiormente orientato all’osservazione della velocità è il CICLO DELLA GESTIONE.

Esso è inteso come periodo di tempo intercorrente tra due eventi economico-finanziari.

1. CICLO ECONOMICO

Costituisce il ciclo fondamentale della gestione, nei cui momenti iniziali e finali avvengono gli scambi di mercato

da cui si formano costi e ricavi.

Il ciclo economico può essere considerato:

Tenendo conto della GESTIONE GLOBALE, quindi al periodo di tempo intercorrente tra la costituzione

- dell’impresa e la sua liquidazione

Considerando l’impresa in funzionamento e il realizzarsi dei processi produttivi. Si parla così di CICLO

- PRODUTTIVO DELLA GESTIONE.

2. CICLO PRODUTTIVO

Costituisce un insieme coordinato di operazioni dalle quali scaturisce il risultato economico rispetto a un

determinato periodo di tempo, presentando sempre caratteri di unitarietà.

Molteplici definizioni:

Ciclo produttivo in senso fisico-tecnico di breve durata

- Comprende solamente i costi dei fattori produttivi a fecondità semplice, ossia che esauriscono la loro

utilità in un unico atto produttivo.

È denominato anche ciclo operativo aziendale, suddiviso in:

 Durata del ciclo economico nel tempo, dal momento si sostenimento dei costi di acquisizione dei

fattori produttivi a veloce ciclo di utilizzo, a quello di vendita sul mercato del prodotto finito

 Ciclo monetario, ossia il tempo intercorrente tra l’esborso di moneta dovuto alle uscite per i

costi sostenuti e le entrate relative ai ricavi di vendita.

Ciclo produttivo in senso fisico-tecnico di lunga durata

- Comprende, oltre ai costi dei fattori produttivi a fecondità semplice, anche i costi dei fattori produttivi a

fecondità ripetuta

Ciclo produttivo in senso economico

- Comprende tutti i costi dei fattori che partecipano all’ottenimento dei prodotti, compresi quelli

costituenti risorse immateriali acquisite da terze economie

RIASSUMENDO:

Dal modello dei circuiti si traggono i presupposti per la classificazione delle operazioni e delle

- variazioni dei valori su cui si basano le RILEVAZIONI DI CONTABILITÀ GENERALE

Dal modello dei cicli, si trae la consapevolezza che:

-  L’andamento monetario non è necessariamente sincronizzato con quello economico e che una

ricongiunzione dei due andamenti si determina solamente nel lungo periodo

 Dato il continuo fluire della gestione, ogni tentativo di isolamento di un arco temporale della

medesima, risulta una operazione in qualche modo arbitraria, che comporta l’esigenza di

considerare degli aspetti gestionali incompiuti

Variazioni finanziarie

Variazioni finanziarie negative

-  Riduzioni di denaro, abbassamento cioè delle risorse disponibili, riduzione del conto corrente

 Aumento di uscita assimilata, debito di funzionamento

 Aumento di debito di finanziamento

 Diminuzione di entrate assimilate, credito di funzionamento

 Diminuzione di crediti di finanziamento

Incremento di debiti e riduzione di crediti sono collegati alla variazione finanziaria negativa.

Variazioni finanziarie positive

-  Aumento di denaro

 Aumento di entrata assimilata, credito di funzionamento

 Aumento di crediti di finanziamento

 Diminuzione di uscite assimilate, debito di funzionamento

 Diminuzione di debiti di finanziamento

Riduzione di debiti e rilevazione di crediti sono collegati alla variazione finanziaria positiva

Variazioni economiche

Variazioni economiche positive

-  Ricavi

 Rettifiche di costi

 Aumento di capitale proprio

Variazioni economiche negative

-  Costi

 Rettifiche di ricavi

 Riduzione di capitale proprio

Tabella classificazione delle operazioni e delle variazioni di valore

MODELLO DI BILANCIO

Ha lo scopo di determinare e di rappresentare le condizioni di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale

dell’azienda.

Risultato economico di periodo

È l’indicatore di maggiore rilevanza per esprimere la situazione sotto il profilo economico.

Può essere considerato come l’incremento della ricchezza che si è avuto nel corso del periodo oggetto di

osservazione per effetto delle operazioni di gestione. Può quindi essere:

- POSITIVO, in caso di utile

- NEGATIVO, in caso di perdita

È necessario disporre di un sistema di rilevazioni che, omogeneizzando tutte le operazioni secondo un’unica

unità di misura, la MONETA, le classifichi, le tratti in modo opportuno secondo le proprie finalità e le

rappresenti in relazione agli effetti che queste hanno avuto sulle condizioni di equilibrio del sistema aziendale.

I componenti elementari del risultato di periodo saranno pertanto costi e ricavi che si originano a seguito delle

operazioni aziendali, delle attività di investimento e disinvestimento.

Determinazione del risultato economico globale

Il risultato globale è il risultato dell’attività aziendale durante tutto l’arco di vita dell’azienda in ipotesi di:

Assenza di operazioni in corso al termine

- Disinvestimento di tutti i fattori produttivi impiegati

- Avvenuto regolamento di tutte le posizioni (operazioni) di credito/debito

- Assenza di rischi a carico della gestione

- Metodo utilizzabile Confronto tra

Finanziario Entrate Senza considerare conferimenti e

rimborsi ai conferenti di capitale di

Uscite rischio (dal momento della

costituzione alla chiusura

(Di denaro, dal punto di vista dell’attività)

monetario)

Patrimoniale Valore conferito Il valore di rimborso comprende i

dividendi e il rimborso finale

Valore di rimborso

Reddituale Ricavi Per tutta la durata della vita

dell’azienda

Costi

Ha senso la determinazione del risultato soltanto al termine di vita dell’azienda?

Quale utilità può avere dal punto di vista operativo?

Occorre procedere alla determinazione del risultato a cadenze più ravvicinate nel tempo, quindi riferirlo ad un

periodo più breve rispetto all’intera durata aziendale. È chiaro che il frazionamento della vita aziendale in tanti

sotto periodi, si rivela una vera e propria necessità.

Questo per:

Conoscere l’andamento aziendale

- Verificare la validità delle scelte operate

- Disporre di una base per rimunerare i conferenti il capitale di proprietà

-

Quanto spesso dobbiamo attivare questo procedimento di informazione e di verifica?

Tendenzialmente, la scelta del periodo al quale riferire la determinazione del risultato dovrebbe ricadere sul

momento in cui le operazioni in corso sono di entità minima.

Si può parlare di periodo AMMINISTRATIVO, che coincide generalmente con l’anno solare (1 gennaio-31

dicembre). A fine esercizio si determina il risultato complessivo.

Però nell’ambito di un singolo periodo, bisogna attendersi che l’entità delle entrate e delle uscite non coincida

più con quella dei costi e dei ricavi riferibili all’esercizio.

Si parla di GESTIONE INCOMPIUTA. Essa riguarda quelle operazioni che non trovano compimento alla fine

dell’anno. Sono processi produttivi che non terminano quindi alla fine dell’esercizio, ma che sono collegati agli

esercizi successivi. Al termine di un qualsiasi periodo esisteranno:

Fattori produttivi inutilizzati

- Operazioni in corso di compimento

-

Il valore di questa gestione incompiuta va a formare il CAPITALE DI FUNZIONAMENTO dell’azienda.

È importante quindi distinguere costo di acquisizione e costo di utilizzazione:

COSTO DI ACQUISIZIONE: corrisponde all’uscita sostenuta per ottenere la disponibilità del fattore

- produttivo. È collegato alla dimensione finanziaria dell’operazione.

COSTO DI UTILIZZAZIONE: è il valore dei fattori produttivi impiegati per la realizzazione dei prodotti

- e dei servizi che hanno generato ricavi.

Occorre quindi determinare la quota di ammortamento, cioè il valore che può essere fatto partecipare

come componente negativo, alla formazione del risultato di periodo.

LA DIFFERENZA tra costo di acquisizione e costo di utilizzazione prende il nome di valore residuo e

rappresenta una quota di utilità futura del fattore produttivo acquistato ed ancora a disposizione, e parteciperà

ai processi produttivi futuri. Rappresenta quindi il valore delle operazioni in corso di svolgimento che

troveranno compimento in epoche successive.

Fattori produttivi a fecondità ripetuta, ad utilità pluriennale

- L’impatto contabile è sia a STATO PATRIMONIALE, sia a CONTO ECONOMICO (Esempio: computer).

Compare infatti nella voce delle immobilizzazioni materiali. All’interno di questo aggregato si trovano

gli arredi, impianti, macchinari, fabbricati, terreni, autovetture e macchine di ufficio.

Dal punto di vista contabile, il decreto ministeriale stabilisce per ogni bene la sua durata all’interno

dell’esercizio. La voce ammortamento permette di ripartire il bene in più annualità.

Fattori produttivi a fecondità semplice, fattori che vengono impiegati una sola volta nel processo

- produttivo, non hanno utilità pluriennale.

Hanno un impatto contabile solo a CONTO ECONOMICO, nella sezione dei costi di esercizio. (Esempio:

cancelleria)

Modello di bilancio:

Conto economico

- Componenti negativi o COSTI Componenti positivi o RICAVI

Acquisizione di FP (fattori produttivi) che cedono la Ricavi conseguiti nell’esercizio, sono legati alla

loro utilità nel periodo, ovvero acquisto dei fattori cessione di beni o servizi per i quali si ha avuto un

produttivi a fecondità semplice. corrispondente acquisto di fattori produttivi.

Rettifiche di ricavi realizzati finanziariamente ma Valore residuo dei FP non utilizzati, valore dei

non di competenza semilavorati e prodotti finiti

Costi dei FP che provengono da passati esercizi, Ricavi che provengono da passati esercizi

ovvero rimanenze iniziali, contabilmente uguali alle

rimanenze finali dell’esercizio precedente.

Quote di ammortamento Perdita

Quote per rischi e oneri futuri

Utile Stato patrimoniale

- È il prospetto che contiene i valori economici sospesi e trasferiti ai periodi successivi nonché i valori

finanziari al termine del periodo amministrativo

ALCUNE PRECISAZIONI:

 È importante rettificare il costo di acquisizione dei fattori per ottenere il costo di utilizzazione, oppure

rettificare l’ammontare dei ricavi e determinare i ricavi di competenza del periodo.

Il costo di utilizzazione del periodo sarà dato da: (rimanenze iniziali + acquisti) – rimanenze finali

Rimanenze finali: valuto e attribuisco un valore a quello che ho acquisito e non ho venduto. La valutazione più

semplice è quella del prezzo di acquisto. La rimanenza finale, diventa rimanenza iniziale nell’esercizio

successivo.

 Utile e perdita

Utile se: componenti positivi > componenti negativi

- Perdita se: componenti negativi > componenti positivi

-

 Molti valori riepilogati nel conto economico, generano corrispondenti poste nello stato patrimoniale:

Le rettifiche dei valori dei ricavi finanziariamente realizzati ma non di competenza del periodo,

- generano un corrispondente valore in passività, SP

Le quote di ammortamento in ogni esercizio, riducono il costo originario dei fattori pluriennali,

- valore dei fattori riepilogati nello SP

Le quote di rischio o per oneri futuri generano passività presunte nello SP

- Il valore residuo dei fattori produttivi acquisiti ma non utilizzati, genera un corrispondente

- valore in attività SP

Il risultato di periodo esprime anche l’incremento o il decremento che il capitale dell’azienda ha

- subito per effetto della gestione, verrà quindi riepilogato nello SP con segno positivo o negativo

 Costi e ricavi che provengono da passati esercizi, rappresentano valori che erano stati sospesi in

precedenti esercizi e che sono stati rinviati al periodo in cui adesso si procede alla determinazione del

risultato

PRINCIPIO DI COMPETENZA

Correlazione costi – ricavi

Nell’ambito del conto economico, costi e ricavi che devono essere imputati a fine del bilancio di esercizio, sono

determinati dal principio di competenza.

Sono di competenza di un periodo i costi ed i ricavi dei processi compiuti

Conclusi con il conseguimento dei ricavi

- Con la condizione che nello stesso periodo si sia effettuata anche la prestazione

-  Principio della realizzazione dei ricavi:

Sono di competenza del periodo i ricavi finanziariamente conseguiti e per i quali è stata

effettuata la prestazione

 Principio della correlazione dei costi:

Sono di competenza i costi relativi a fattori utilizzati per le prestazioni effettuate, quindi per

conseguire i ricavi

PRINCIPIO DI PRUDENZA

Questo principio impone di:

Non considerare, ai fini della determinazione del risultato, i ricavi se non sono effettivamente conseguiti

- Includere i costi anche se soltanto temuti

-

Al termine di un periodo rimangono a disposizioni fattori produttivi:

Generici (denaro, risorse finanziarie)

- Specifici (fattori produttivi da utilizzare, cicli produttivi da completare, prodotti da vendere)

-

Tali condizioni hanno utilità economica (quindi significato e valore) perché finalizzate all’attività produttiva

(legate da un rapporto di strumentalità)

Determinazione del capitale di funzionamento

Il capitale di funzionamento è, inteso nell’aspetto qualitativo, un complesso di beni o servizi a disposizione, di

diritto o di fatto, del soggetto economico in un determinato momento.

Sotto il profilo dei finanziamenti si distinguono:

MEZZI DI TERZI

- Sono costituiti da debiti, di funzionamento o di finanziamento, verso soggetti esterni all’azienda

MEZZI PROPRI

- Sono rappresentati dal valore dei conferimenti effettuati dall’imprenditore o dai soci. I mezzi propri

sono quindi rappresentati dall’entità delle somme o dal valore di utilità che il soggetto fondatore mette

a disposizione dell’unità produttiva nel momento della costituzione o in quelli successivi

L’analisi del capitale aziendale ha lo scopo di consentire giudizi sull’andamento gestionale.

Capitale, analizzato da un punto di vista:

Qualitativo

- Significa concentrare l’attenzione sulla sua struttura, sulle relazioni e sulle correlazioni tra le differenti

classi che lo compongono e tra gli elementi attivi e passivi

Quantitativo

- Viene considerato come fondo astratto di valori che in un dato momento indicano l’effettiva dotazione

dei detentori dei mezzi propri

Investimenti in essere in attesa di rientro, ATTIVITÀ

Valori finanziari: mezzi liquidi, credi di

 funzionamento e finanziamento

Valori economici: valori relativi a costi pluriennali,

 costi sospesi e valore che si riferiscono alla gestione

incompiuta

Fonti dei mezzi monetari investiti, PASSIVITÀ

Valori finanziari: debiti di funzionamento,

 finanziamento e le passività presunte

Valori economici: ricavi anticipati

La differenza tra attività e passività esprime il valore del CAPITALE NETTO

Capitale netto di funzionamento (proprio)

La determinazione del capitale netto conduce a un FONDO DI VALORI ASTRATTO, DERIVATO, INCERTO.

È un fondo di valori in quanto è determinato dalla differenza tra attività e passività nel loro complesso

- È astratto perché non si identifica con specifici elementi del capitale di funzionamento

- È derivato perché non si identifica con i singoli elementi dell’attivo e del passivo, ma come differenza

- È incerto in quanto deriva da valori incerti relativamente ad attività e passività

-

Nel capitale di funzionamento:

Si valutano i singoli elementi in funzione del contributo all’andamento dell’azienda in funzionamento

- La partecipazione alla formazione del risultato degli elementi che costituiscono il capitale

-

È importante quindi distinguere il capitale netto di funzionamento dal capitale di liquidazione e dal capitale

economico.

Il capitale di liquidazione

Il capitale di liquidazione rappresenta il valore della ricchezza che otterrebbero i soci in caso di cessazione

dell’attività.

Il capitale economico

Il valore del capitale economico viene determinato in funzione della redditività futura e dei rischi associati alla

realizzazione di tale redditività

Il prospetto mediante il quale si rappresenta la struttura e la situazione del capitale è lo

STATO PATRIMONIALE. Lo stato patrimoniale rappresenta gli stock che compongono la struttura in un

determinato istante.

Ci sono differenze notevoli fra andamenti economici e andamenti finanziari, ma la connessione tra i due è anche

molto forte.

BILANCIO DI ESERCIZIO: cenni introduttivi

Il bilancio di esercizio è il documento mediante il quale l’azienda fornisce all’esterno informazioni sulla

situazione economica, finanziaria e patrimoniale in cui si trova.

La tematica del bilancio di esercizio è affrontata dal Codice Civile, che si esprime riguardo allo stato

patrimoniale, al conto economico e nota integrativa.

Viene anche denominato SISTEMA DI VALORI perché le informazioni che contiene rappresentano la traduzione,

in termini quantitativi, delle politiche attuate dall’azienda.

Il bilancio di esercizio è quindi uno strumento di:

Informazione per i soggetti che, direttamente o indirettamente, hanno interessi nell’impresa

- Comportamento, da parte del soggetto che governa l’impresa

- Comunicazione, per le persone estranee all’impresa.

-

Tuttavia, essendo uno strumento quantitativo, il bilancio di esercizio non racchiude tutte le informazioni che

servirebbero per conoscere integralmente la situazione aziendale.

IL METODO APPLICATO AL SISTEMA: LA PARTITA DOPPIA

Se si vogliono osservare in modo sistematico tutte le operazione che hanno a che vedere con l’azienda in un

dato periodo, è necessario disporre di una tecnica in grado di raccogliere, classificare, elaborare e isolare i

fenomeni e le operazioni e che permetta successivamente la loro rappresentazione sulla base di criteri idonei.

Il metodo che si utilizza fin dal Medioevo è quello della partita doppia.

LA PARTITA DOPPIA

Come insieme di regole (metodo)in base alle quali è possibile registrare le operazioni aziendali e analizzare i

loro effetti.

È importante distinguere il metodo di registrazione dal sistema di scritture:

- Il metodo rappresenta l’insieme di regole affinché le scritture siano correttamente tenute

- Il sistema di scritture fa riferimento all’oggetto (complesso) che si vuole conoscere (capitale di

funzionamento e risultato d’esercizio

Quindi la partita doppia è un metodo contabile in quanto si avvale del conto come strumento di rilevazione.

IL CONTO

Insieme di scritture relative ad un determinato oggetto (semplice) con lo scopo di seguirne l’ammontare e le

variazioni.

È un prospetto formato da due sezioni:

- Sezione di sinistra, DARE, variazioni positive

- Sezione di destra, AVERE, variazioni negative

La somma algebrica delle due sezioni permette di ottenere il saldo del conto.

Terminologia

- Istituire: fissare l’oggetto e la denominazione di un conto

- Aprire o accendere: effettuare la prima registrazione

- Chiudere: determinare i totali delle due sezioni, farne la differenza, evidenziare il saldo e iscriverlo nella

sezione con totale minore per portare il conto a pareggio

- Addebitare: iscrivere una variazione di conto in dare

- Accreditare: iscrivere una variazione di conto in avere

- Stornare: eliminare da un conto una quantità e trasferirla in un altro conto

- Riepilogare: trasportare il contenuto di più conti in uno di sintesi o di riepilogo

CLASSIFICAZIONE DEI CONTI:

- In relazione all’estensione dell’oggetto e alla possibilità di essere scissi o riepilogati in altri conti:

 Analitici

 Sintetici

- In relazione alla possibilità di accogliere scritture nelle due sezioni:

 Unilaterali (unifase)

 Bilaterali (bifase)

REGOLE DEL METODO DELLA PARTITA DOPPIA

1. Funzionamento antitetico delle sezioni dei conti

I conti accolgono nelle sezioni opposte variazioni di segno opposto relative al medesimo oggetto.

2. Duplicità dell’aspetto di osservazione

Ogni fatto deve poter essere osservato secondo un duplice aspetto:

Aspetto originario, rappresenta l’aspetto immediatamente percepibile e misura ciò che avviene

o nell’aspetto derivato

Aspetto derivato, viene misurato per effetto della variazione originaria

o

3. Funzionamento antitetico delle classi di conti

Ogni operazione dà luogo a una doppia registrazione, una volta in dare e una volta in avere.

Da queste regole deriva che:

- In ogni momento, il totale degli importi in dare, è uguale al totale degli importi in avere.

- La somma algebrica dei saldi in una parte qualsiasi dei conti del mastro è uguale e di segno opposto alla

somma algebrica dei saldi della rimanente parte dei conti

Si hanno

- Valori finanziari, si riferiscono all’ASPETTO ORIGINARIO

 Denaro e valori assimilati

 Crediti e debiti di funzionamento

 Crediti e debiti di finanziamento

- Valori economici, si riferiscono all’ASPETTO DERIVATO

 Di reddito

Costi

 Ricavi

 Rettifiche di costi -ricavi

 Di capitale

E DI CONSEGUENZA, vi sono due classi di conti

1. I conti di natura finanziaria (conti finanziari)

Aspetto originario

DARE: variazioni positive

AVERE: variazioni negative

2. I conti di natura economica (conti economici)

Aspetto derivato

DARE: variazioni negative

AVERE: variazioni positive

LIBRI CONTABILI

In riferimento alla funzione di accertamento e garanzia, il legislatore detta le regole di tenuta dei libri e

prescrive che non vengano fatte cancellature. Il legislatore impone la tenuta di scritture fondamentalmente

sulla base di due tipi di disposizioni

1. NORME CIVILISTICHE

L’azienda è tenuta a comunicare periodicamente le posizioni economiche, finanziarie e patrimoniali,

mediante il bilancio di esercizio sulla base di corrette scritture contabili.

 Art. 2214Libri contabili

 Art. 2215Modalità di tenuta delle scritture contabili

 Art. 2216 Contenuto del libro giornale

 Art. 2217Redazione del bilancio

 Art. 2219Tenuta della contabilità

2. NORME FISCALI

Il bilancio di esercizio è infatti la base di partenza per la determinazione dell’imponibile fiscale. Inoltre

la corresponsione dell’imposta sul valore aggiunto IVA viene operata sulla base di operazioni che

devono essere idoneamente rilevate.

 DPR n. 600/1973

 Art. 14 Scritture contabili

 Art. 15 Inventario e bilancio

 Art. 22 Tenuta e conservazione delle scritture contabili

È necessario utilizzare una serie di libri contabili allo scopo di:

- Determinare correttamente il risultato di periodo e il capitale di funzionamento e provvedere alla

redazione di un bilancio economicamente corretto

- Assolvere agli obblighi tributari e consentire l’accertamento da parte degli uffici competenti sulla

regolarità delle operazioni effettuate

- Regolare i rapporti tra terzi

Una rilevazione può essere operata quando si compiono due classi di operazioni fondamentali:

1. Descrizione dell’operazione effettuata. Associata all’operazione si ha quasi sempre la presenza di un

documento giustificativo.

2. Descrizione dei conti interessati dall’operazione e addebitamento/accreditamento dell’importo

corrispondente

I libri contabili fondamentali per le scritture di contabilità generale sono il libro giornale e il libro mastro.

Libro Giornale

L’obbligatorietà del libro giornale è sancita dall’art. 2214 del Codice Civile.

Nel libro giornale vengono rilevate giornalmente le operazioni aziendali, secondo il metodo della partita

doppia, e vengono descritte analiticamente queste operazioni.

Libro Mastro

Il libro mastro rappresenta il libro che raccoglie tutti i conti.

In esso confluiscono, con logica sistematica, le rilevazioni dei valori delle operazioni di gestione registrate,

cronologicamente, nel libro giornale.

Non è obbligatoriamente previsto dalle norme del codice civile

L’obbligatorietà discende dalle disposizioni contenute nell’art. 14 del D.P.R. 29 settembre 1973, n.600.

Libro inventari

È obbligatorio redigerlo all’inizio dell’esercizio dell’attività d’impresa e, successivamente, ogni anno.

Consiste nell’elenco, con annessa valutazione economica, delle attività e delle passività relative all’impresa.

Si chiude con la trascrizione del bilancio, stato patrimoniale e conto economico, da cui si deve desumere il

reddito conseguito nell’esercizio.

Il piano dei conti

Rappresenta l’insieme dei conti utilizzati, delle regole concernenti il funzionamento dei conti e il loro

collegamento sistematico.

L’architettura del piano dei conti varia in funzione del tipo di azienda, della forma giuridica, delle sue specificità

ed esigenze informative interne ed esterne.

ARTICOLAZIONE DEL PIANO DEI CONTI:

- Raggruppamento di base

- Conti di mastro

- Conti

- Sottoconto SCRITTURA IN PARTITA DOPPIA

ACQUISTO DI BENI

Operazioni di gestione che consentono l’acquisto di un bene da un fornitore.

Le operazioni di acquisto assumono rilievo per la contabilità generale in quanto determinano variazioni di

grandezze finanziarie in conseguenza a rapporti economici sorti tra l’azienda e altri soggetti esterni (fornitori).

Nelle operazioni di acquisto, si attiva una speciale imposta indiretta: l’imposta sul valore aggiunto.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO I.V.A.

L’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) è stata istituita in Italia con il DPR 26 ottobre 1972, numero 633.

REGISTRI OBBLIGATORI

1. Registro delle fatture emesse

2. Registro dei corrispettivi

3. Registro delle fatture di acquisto

L’imposta sul valore aggiunto si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio

dello Stato nell’esercizio di imprese o di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate.

Il pagamento (acquisti) o l’incasso (vendite) dell’IVA configurano un RAPPORTO DI CREDITO/DEBITO nei

confronti dello stato, cui è dovuto il saldo qualora a debito.

È importante distinguere tra soggetto passivo e soggetto inciso:

- SOGGETTO PASSIVO: è l’operatore economico che opera come un vero e proprio intermediario a favore

dello stato nell’esazione dell’imposta

- SOGGETTO INCISO: colui su cui grava effettivamente l’imposta, è il consumatore finale, egli ne sostiene

l’onere effettivo.

ASPETTI IMPORTANTI DA CONSIDERARE:

- Presupposti per l’applicazione dell’imposta

Applico l’IVA su tutte le operazioni attive e passive che hanno tre presupposti:

 Presupposto oggettivo

Per applicare l’IVA devo avere la cessione di beni o la prestazione di servizi

 Presupposto soggettivo

Operazioni effettuate nell’esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo

 Presupposto territoriale

Operazioni effettuate nel territorio dello stato

- Rivalsa e detrazione

Il soggetto che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi, deve addebitare la relativa imposta

al cessionario o al committente

- Aliquote

Le aliquote di imposta si differenziano in funzione delle tipologie di beni o servizi e sono soggette a

variare in funzione degli interventi del legislatore. L’aliquota ordinaria dell’imposta in Italia è stabilita al

22%

- Documentazione

Gli imprenditori devono documentare analiticamente le operazioni poste in essere per consentire

l’accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

- Liquidazione dell’imposta

Periodicamente le imprese provvedono a liquidare la posizione nei confronti dell’erario per l’IVA.

La liquidazione dell’IVA rappresenta quell’operazione con cui si determina il saldo netto tra IVA a

debito e IVA a credito:

 Situazione debitoria se IVA a debito > IVA a credito

Liquidazione e versamento devono avvenire entro il 16 del mese successivo

 Situazione creditoria se IVA a credito > IVA a debito

Liquidazione deve avvenire entro il 16 del mese successivo

ESEMPIO

Cessione da produttore a grossista: 100 + IVA 22%

- Il grossista paga 122 al produttore. Il produttore incassa 22 e pagherà 22 allo stato.

Il grossista rivende il bene al dettagliante: 150 + IVA 22%

- Il grossista paga 22, incassa 33, pagherà 11 allo stato.

Il dettagliante vende il bene al consumatore finale: 300 + IVA 22%

- Il dettagliante paga 33, incassa 66, pagherà 33 allo stato.

Il consumatore finale è il soggetto inciso, in quanto non ha diritto al credito di imposta per l’IVA pagata.

In seguito ai tre passaggi, lo stato incassa 22+11+33= 66 che corrisponde esattamente a quanto pagato dal

consumatore finale. L’importo è indipendente dal numero di passaggi intermedi (dal produttore al

consumatore finale) ma è commisurato al valore aggiunto.

L’IVA è un valore:

FINANZIARIO, rappresenta le posizioni di credito o di debito nei confronti dell’erario

- ECONOMICO, rappresenta un costo per le imprese quando l’IVA non è detraibile

-

Il funzionamento dell’IVA è indipendente dalla tipologia di bene acquistato.

Si possono avere casi però di operazioni non imponibili o esenti, e IVA indetraibile.

Operazioni non imponibili o esenti

- L’importo della fattura è identico a quello dell’imponibile, dato che non si ha l’applicazione dell’IVA

IVA indetraibile, l’IVA deve essere considerata un costo da parte dell’acquirente

- LA RILEVAZIONE DELLE FATTURE DI ACQUISTO

Gli aspetti che determinano l’attivazione delle basilari rilevazioni contabili durante l’esercizio relative agli

acquisti dei fattori produttivi sono:

Ricevimento della fattura, dove sono indicate le caratteristiche quali-quantitative dell’acquisto

- effettuato

Il pagamento della medesima con cui si chiude il CICLO PASSIVO DELL’ACQUISTO

-

FASI DELLE USCITE:

1. Liquidazione

Il documento base è la FATTURA. In essa viene definito l’ammontare preciso di quanto dovuto al

fornitore

2. Pagamento

Il pagamento delle fatture di acquisto può avvenire secondo diverse modalità. Gli importi pagati al

pagamento possono non coincidere con quelli della fattura, per esempio in caso di buoni o sconti.

Per cassa Si movimenta in AVERE il conto “Cassa”

Con emissione assegni bancari Si movimenta in AVERE il conto “Banca c/c”

Con girata di assegni bancari in portafoglio Si movimenta in AVERE il conto “Cassa”

Dato che si tratta di valori presenti in cassa

Con emissione di assegni circolari Si movimenta in AVERE il conto “Cassa” o “Banca c/c”

a seconda che l’assegno circolare sia emesso dalla

banca su presentazione di contanti e/o mediante

addebito nel c/c

Con bonifico bancario Si movimenta in AVERE il conto “Banca c/c”

Girando cambiali (effetti) attive Si movimenta in AVERE il conto “Cambiali attive”

Accettando cambiali “tratte” Si movimenta in AVERE il conto “Cambiali passive”

Emettendo cambiali “pagherò” Si movimenta in AVERE il conto “Cambiali passive”

COSTI DI TRASPORTO

Gli oneri di trasporto possono essere contrattualmente stabiliti:

Merce franco magazzino compratore FMC: trasporto a carico del venditore

- Merce franco magazzino venditore FMV: trasporto a carico del compratore

-

Nel caso di impiego di vettore indipendente, alle clausole sopra si possono affiancare:

Porto assegnato: pagamento all’arrivo, da parte dell’acquirente

- Porto affrancato: pagamento alla partenza, da parte del venditore

- Porto assegnato Porto affrancato

(Trasporto pagato alla consegna) (Trasporto pagato alla partenza)

FMC Il trasporto è a carico del Il trasporto è a carico del

venditore, ma il pagamento venditore e il pagamento avviene

Franco magazzino compratore avviene alla consegna. alla partenza. Per l’acquirente non

si determina nessuna operazione

L’acquirente non riceve fatture, di rilievo contabile

ma sostiene un esborso, di cui si

rivale nei confronti del fornitore

FMV Il trasporto è a carico Il trasporto è a carico

dell’acquirente e il pagamento dell’acquirente, ma il pagamento

Franco magazzino venditore avviene alla consegna. avviene alla partenza. L’acquirente

L’acquirente paga e riceve la riceve la fattura quietanzata del

fattura del vettore vettore, ma il debito nei confronti

del fornitore si incrementa di tale

importo

RESI SU ACQUISTI

L’eventuale merce difettosa, può essere rimandata indietro.

Questa operazione si manifesta con la NOTA DI ADDEBITO in cui vengono evidenziati l’importo del reso, che

costituisce anche l’imponibile per l’IVA da rettificare.

CONTO MOVIMENTATO: resi su acquisti SCONTI E ABBUONI

Successivamente all’acquisto, vengono riconosciuti abbuoni o sconti da parte del fornitore:

Gli abbuoni

- Si collegano generalmente a riduzioni di prezzo concesse dal fornitore in caso di difformità di bei

consegnati per quantità o qualità

Gli sconti

-  Condizionati o incondizionati

 Soggetti o meno a emissione di nota di variazione

CONTO MOVIMENTATO: abbuoni e sconti attivi

Se l’acquirente riceve una nota di variazione in essa vengono indicati l’importo dello sconto o abbuono, che

costituisce anche l’imponibile per IVA da rettificare.

CONTO MOVIMENTATO: iva ns credito GLI ACQUISTI DI SERVIZI

I principali servizi acquisibili:

Lavorazione o assemblaggio di parti, componenti o prodotti di un’azienda manifatturiera assegnati ad

- altra azienda;

Trasporto e consegna dei prodotti;

- Realizzazione di campagne pubblicitarie e ricerche di marketing;

- Prestazioni consulenziali di professionisti (es. avvocati, notai, dottori commercialisti, ma anche società

- di consulenza esperte in diversi ambiti gestionali e operativi);

Manutenzione di beni strumentali materiali e immateriali (impianti, hardware, software);

- Utilities (acqua, energia elettrica, gas, telefono);

- Stipula di contratti assicurativi (obbligatori e facoltativi);

- Altri servizi (pulizia locali, vigilanza ecc.)

-

Gli acquisti di servizi possono essere classificati in due categorie:

1. Acquisti di servizi da imprese

2. Acquisti di servizi da professionisti

Nel caso di professionisti consulenti del lavoro iscritti ad albi, all’azienda che riceve la prestazione

vengono addebitati:

 L’imponibile e l’IVA

 Un 2% dell’imponibile a titolo di rivalsa per i contributi alla cassa assistenza e previdenza

CAP cui tali professionisti sono tenuti a versare i contributi previdenziali. Per l’azienda che paga

il professionista, questo costituisce un incremento del costo della prestazione.

 L’azienda inoltre deve effettuare, in base alle leggi fiscali, una ritenuta del 20% dell’imponibile, a

titolo di acconto di imposta a carico del professionista che dovrà poi versare all’Erario in qualità

di sostituto d’imposta.

CONTO MOVIMENTATO: erario c/ritenute da versare

LE ASSICURAZIONI

Con il contratto di assicurazione un rischio eventuale e incerto viene trasferito a un terzo soggetto

(l’assicurazione) verso il pagamento di un corrispettivo (premio).

Si controlla così l’effetto economico di un rischio, mediante la ripartizione nel tempo di un onere certo, il

premio, e il risarcimento, parziale o totale, del danno economico nel caso di verificazione dell’evento rischioso.

CONTO MOVIMENTATO: premi assicurativi. COSTO DEL LAVORO

Il compenso dovuto al fattore lavoro, ossia la retribuzione, consiste in una somma di denaro.

La retribuzione prende il nome di:

SALARIO per gli operai

- STIPENDIO per gli impiegati

-

Forma di retribuzione:

Salario o stipendio FISSO o PERIODICO.

- Retribuzione a cottimo, proporzionata alla produzione ottenuta

- Retribuzione a premio, una parte della retribuzione è commisurata al rendimento

-

1. RETRIBUZIONE DIRETTA (busta paga)

 Paga base, retribuzione prevista dall’azienda nei confronti del lavoratore

 Attribuzioni accessorie, incrementi sulla retribuzione

Retributive

o Di contingenza, legata all’aumento del costo della vita

 Di disagiata sede

 Per lavorazioni nocive, disagiate o pericolose

 Di maneggio denaro

 Di mensa

 Per lavori fuori zona

 Di reperibilità

 Di trasferta

Non retributive

o

 Gratifiche

Elargizioni corrisposte in modo non continuativo, quali la tredicesima o quattordicesima

mensilità.

2. ONERI SOCIALI

 Previdenza e assistenza (INPS, istituto nazionale della previdenza sociale)

Si tratta di assegni per il nucleo familiare che l’INPS eroga a quei lavoratori il cui reddito, in

relazione al numero dei componenti della famiglia, non supera una certa soglia

 Assicurazioni per infortuni sul lavoro (INAIL)

3. RETRIBUZIONE INDIRETTA

 Ferie

 Tfr 1. RETRIBUZIONE, comprensiva di tutte le sue componenti

La retribuzione si evidenzia direttamente nella busta paga del dipendente, così composta:

Retribuzione lorda (a carico dell’azienda)

+ Assegni familiari a favore dei dipendenti INPS

- Ritenute fiscali IRPEF

- Ritenute previdenziali a carico dei dipendenti INPS

= Netto in busta (retribuzione netta)

Il netto in busta è quindi collegato, per il dipendente a:

Presenza o meno di assegni familiari

- Carico fiscale che grava sulla retribuzione mensile

- Ammontare della quota di contributi previdenziali e assistenziali a carico del dipendente, proporzionali

- alla sua retribuzione

CONTI MOVIMENTATI

Denominazione del conto Natura Causale movimentazione Causale movimentazione

DARE AVERE

Salari e stipendi Economica Costo delle retribuzioni

in base alle sue

componenti

INPS o competenze Finanziaria Assegni familiari pagati a Ritenute previdenziali

favore di dipendenti per effettuate a carico dei

conto dell’INPS dipendenti per conto

dell’INPS

Erario c/trattenute da Finanziaria Ritenute fiscali effettuate

versare a carico dei dipendenti

per conto dell’erario

Dipendenti Finanziaria Debito verso i dipendenti

c/retribuzioni per il netto in busta da

pagare (liquidazione

retribuzioni)

2. ONERI SOCIALI, contributi previdenziali e rapporti con l’INPS

I contributi previdenziali gravano sia sul datore di lavoro sia sui dipendenti in percentuali differenziate,

dipendenti dal settore in cui opera l’azienda e dalla qualifica del dipendente.

La parte a carico dell’azienda genera un vero e proprio costo di esercizio, che graverà sul conto economico

come componente negativo di reddito.

3. RETRIBUZIONE INDIRETTA, trattamento di fine rapporto TFR

Consiste nel diritto che il dipendente matura nel tempo, ad avere una somma, al termine del rapporto di lavoro

con l’azienda, proporzionata al periodo di permanenza e al livello retributivo di cui il dipendente ha goduto.

È quindi un ulteriore forma di remunerazione del personale dipendente che si caratterizza per la differenza

temporale fra il momento di liquidazione e quello di pagamento.

Si determina in funzione della durata del rapporto di lavoro e viene contabilmente accantonato, per

competenza economica al termine di ogni esercizio, anche se sarà interamente corrisposto all’atto di fine

rapporto.

Dal 1 gennaio 2007, è stata introdotta una normativa che ha modificato le metodologie di accantonamento del

TFR.

Tale normativa ha effetti differenti in relazione alle aziende che hanno un numero di dipendenti:

Minore di 50

-  Accantonamento in azienda

 Versamento al Fondo di tesoreria dell’INPS

 Versamento a Fondi pensione

Maggiore di 50

-  Versamento al Fondo di tesoreria dell’INPS

 Versamento a Fondi pensione

LE IMMOBILIZZAZIONI

Le immobilizzazioni costituiscono fattori produttivi particolari nel funzionamento del circuito della produzione

aziendale.

Caratteri immobilizzazioni:

- Fattori a fecondità ripetuta, nel senso che partecipano a più cicli di produzione cedendo

gradualmente la loro utilità nel tempo

- Fattori pluriennali, ossia fattori la cui durata utile si estende oltre l’anno solare

Si possono distinguere due principali categorie di immobilizzazioni:

- Immobilizzazioni tecniche

Costituiscono la struttura operativa dell’azienda

Le tipiche immobilizzazioni tecniche sono costituite da:

 Beni materiali (terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature industriali o commerciali)

 Beni immateriali (brevetti, marchi, licenze e concessioni)

- Immobilizzazioni finanziarie

Hanno carattere finanziario

Possono essere investimenti in titoli che per natura sono destinati a permanere nell’azienda per un

tempo lungo, oppure crediti di durata pluriennale concessi ad altre aziende

Altre categorie:

- Oneri pluriennali (costi sostenuti per ricerca e sviluppo, per pubblicità, per impianto e ampliamento)

CICLO DI VITA DI UNA IMMOBILIZZAZIONE:

1. Acquisizione

Una immobilizzazione può entrare nella combinazione aziendale mediante tre modalità:

 Conferimento

Da parte dell’imprenditore al momento della costituzione o durante la vita dell’azienda

VALORE DI APPORTO

 Acquisto

A titolo oneroso da fornitori esteri

VALORE DI MERCATO cui si sommano gli oneri accessori

 Costruzione interna

Mediante utilizzo di fattori produttivi aziendali

STIMA del valore delle risorse consumate per il suo ottenimento

2. Utilizzazione

Essa si caratterizza per:

 Cessione graduale di utilità al processo produttivo

 Quota di ammortamento: quota del valore originario da considerare come il valore

dell’immobilizzazione che partecipa alla formazione del risultato economico dell’esercizio

NB

Ammortamento: processo di ripartizione del costo pluriennale nel tempo di vita utile del fattore

3. Dismissione

Il bene può subire:

 Alienazione sul mercato

 Ritiro in permuta

 Rottamazione

AMMORTAMENTO

L’acquisizione di una immobilizzazione determina l’esigenza di predisporre un piano di ammortamento.

La definizione di un piano d’ammortamento, presuppone:

Il valore da ammortizzare

- Esso è costituito dal costo di acquisizione delle singole immobilizzazioni tecniche, aumentato delle

eventuali spese di installazione, montaggio e collaudo e diminuito dell’eventuale valore presunto di

recupero finale

La durata dell’ammortamento

- Occorre stimare la vita utile delle singole ammortizzazioni, dal punto di vista:

 Fisico-tecnico

Usura dell’immobilizzazione dovuta al suo impiego nella produzione

 Economico

Periodo per il quale l’impresa ritiene economicamente conveniente l’utilizzo della

immobilizzazione

Questa durata economica dipende anche dalle POLITICHE DI MANUTENZIONE effettuate

dall’azienda. Si distinguono:

Manutenzione ordinaria

 Manutenzioni straordinarie, migliorie

Criterio di ripartizione nel tempo del valore da ammortizzare

-  Criteri matematici o rigidi

Quote costanti: si suddivide il valore da ammortizzare per il presunto numero di anni di

 vita utile del bene

Quote decrescenti: l’utilità dei beni decresce nel tempo a causa dell’usura

 Quote crescenti (meno utilizzato)

 Criteri logici o elastici

Determinano la quota di ammortamento anno per anno in relazione all’effettiva utilità residua

del bene

Aliquota di ammortamento

Rispecchia la scelta di un criterio di ammortamento a quote costanti della durata di 10 anni.

Il valore ceduto dell’utilità ogni anno è 1/10 del valore originario.

CONTO MOVIMENTATO: fondo di ammortamento

In ogni momento di vita utile dell’immobilizzazione, la differenza tra coto originario di acquisizione e il totale

del fondo di ammortamento prende il nome di VALORE CONTABILE.

Dismissione di una immobilizzazione

L’operazione di dismissione di un bene strumentale comporta la su eliminazione dalla contabilità e può

determinare il conseguimento di un costo o di un ricavo da dismissione.

Esso si origina dal confronto tra:

Valore recuperato del bene

- Il recupero del valore del bene avviene in due modi:

1. Durante la gestione tramite l’ammortamento

2. Al momento della cessione tramite il valore recuperato della vendita, che corrisponde al prezzo

di cessione

Valore di acquisto del bene

- Corrisponde al costo di acquisizione, ossia al prezzo di acquisto incrementato di eventuali oneri

accessori connessi

Esso prende il nome di:

 Minusvalenza

Valore di acquisto > valore di recupero

 Plusvalenza

Valore di recupero > valore di acquisto

Nella scrittura di dismissione:

1. Eliminazione del cespite, chiusura dei conti ad esso relativi

2. Rilevazione plusvalenza o minusvalenza, attraverso due fasi:

 Confronto tra valore recuperato e costo di acquisizione

 Evidenziare il valore contabile e confrontarlo con il prezzo di cessione

3. Rilevazione vendita, se presente

Acquisto immobilizzazioni materiali dall’estero

Se si tratta di un fornitore estero extra UE, l’IVA non viene inserita nella sua fattura ma deve essere versata

direttamente agli uffici doganali italiani.

Se la consegna viene effettuata da un vettore, l’IVA viene anticipata dallo spedizioniere al momento dello

sdoganamento della merce e successivamente addebitata nella fattura che egli emette all’importatore per la

prestazione resa.

Manutenzione straordinaria ACQUISTO DI PARTECIPAZIONI

Quando si acquista un’azienda, mediante le quote rappresentative della sua proprietà, si acquista un

COMPLESSO OPERANTE e non un semplice aggregato di beni.

I fattori produttivi dell’azienda sono combinati e predisposti per produrre un certo reddito futuro ed è qui che

risiede il VALORE DELL’AZIENDA per chi la acquista e chi la vende.

Il quid differenziale tra valore così determinato e valore del capitale netto, configura il cosiddetto avviamento

o goodwill.

Riscossione di dividenti da partecipazione

I dividenti sono la parte di utile che una società può decidere di distribuire ai suoi azionisti alla fine di un

esercizio contabile come remunerazione del capitale investito. Essi corrispondono alla differenza tra:

Utile conseguito

- Parte di utile destinata alle riserve societarie

-

Essi possono essere erogati:

In contanti

- Mediante l’emissione di nuove azioni

- CAPITALIZZAZIONE

Rilevare un costo ad incremento di una immobilizzazione

Capitalizzazione diretta

- Stornare direttamente il costo di conto economico da capitalizzare

Capitalizzazione indiretta

- Utilizza una voce chiamata “Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni” che consente di rilevare

un ricavo di conto economico che storna indirettamente

Immobilizzazioni immateriali: le spese d’impianto e ampliamento

Finanziamenti:

A breve termine

- Destinati a finanziare investimenti che possono concludersi in tempi brevi

A lungo termine

- Volti a finanziare investimenti a lungo termine. Esempio: mutui.


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AUTORE

GioQueen

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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GioQueen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Caselli Paolo.

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