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Bene: sono definiti beni le cose suscettibili di appropriazione ed utilizzo, deve

possedere un valore. Una cosa ha valore quando esiste in quantità limitata.

Bene giuridico: le cose che possono formare oggetto di diritti, ossia le cose

che l’uomo aspira a fare proprie, a fare oggetto di un proprio diritto, che

escluda gli altri dalla loro utilizzazione.

Non sono beni giuridicamente rilevanti le cose comuni di tutti, perché

nessuno ha interesse a farle proprie. Art. 810

Varie classificazioni:

Materiali / Immateriali

- Immobili: tutto ciò che è incorporato al suolo: sorgenti, corsi d’acqua. /

- Mobili: tutti gli altri beni, comprese le energie naturali. Vengono

registrati.

Fungibili: sono beni di genere ed ogni bene è indifferentemente

- sostituibile con altri come il denaro / Infungibili: sono beni di specie ed

esistono in un unico esemplare, presentando caratteristiche distintive

come il quadro di un pittore.

Consumabili: si estinguono per l’uso come gli alimenti /

- Inconsumabili: consentono un uso ripetuto nel tempo come le auto.

Divisibili: le cose suscettibili di essere ridotte in parti omogenee senza

- che se ne alteri la destinazione economica come un fondo / Indivisibili:

caso contrario.

Presenti: in natura, possono formare oggetto di proprietà ecc, / Futuri:

- possono formare oggetto di rapporti obbligatori salvo nei casi in cui è

vietato dalla legge.

Frutti:

Naturali: provengono direttamente dall’altro bene, vi concorra o meno

- l’opera dell’uomo come i prodotti agricoli. Sono pendenti fino a quando

non vengono separati dal bene che li produce.

Civili: sono i redditi che si conseguono da un bene, come correspettivo

- del godimento che viene concesso ad altri come gli interessi di capitale.

Combinazione dei beni:

Cosa semplice: gli elementi sono così compenetrati che non possono

- staccarsi senza distruggere o alterare tutto

Cosa composta: connessione, materiale o fisica, di più cose, ciascuna

- delle quali potrebbe essere staccata dal tutto ed avere autonoma

rilevanza economica.

Pertinenze: quando una cosa è posta a servizio o ad ornamento di un’altra

cosa, senza costituire parte integrante e senza che rappresenti un elemento

indispensabile per la sua esistenza, ma ne accresce solo l’uso o il pregio. Ad

esempio box

Universalità di mobili: pluralità di cose che appartengono alla stessa

persona ed hanno la medesima destinazione come i libri di una biblioteca.

Non è una cosa composta perché non vi è l’unione fisica delle cose e non è

nemmeno una pertinenza. Il considerarli come cosa unica o cose distinte

dipenderà dalla volontà delle parti.

Azienda: è un complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio

dell’impresa. È diretta:

Alla produzione di nuovi beni,

- Allo scambio di beni,

- Alla produzione di servizi.

-

Impresa: attività economica svolta dall’imprenditore VS Azienda: complesso

di beni di cui l’imprenditore si avvale per svolgere l’attività economica.

Patrimonio: bene unico suscettibile di valutazione economica. Si ha:

Patrimonio separato: distacco di una parte del patrimonio che

- continua ad essere dello stesso soggetto,

Patrimonio autonomo: viene attribuito ad un altro soggetto.

-

Beni pubblici: appartenenti ad un soggetto pubblico, soggetti ad un regime

particolare il Demanio: i beni demaniali che non possono formare oggetto di

diritto privato, sono inalienabili e possono appartenere solo ad enti pubblici

territoriali. IL FATTO, L’ATTO ED IL NEGOZIO GIURIDICO

Fatti giuridici: accadimenti (di qualsiasi tipo essi siano) ai quali la norma

riconnette la produzione di effetti giuridici, prescindendo dalla volontà e dalla

consapevolezza del comportamento stesso da parte del soggetto che lo pone

in essere si parla di fatti giuridici in senso stretto o naturali che

Si distinguono: fatti umani: fatto giuridico posto in essere da un soggetto

giuridico come frutto di un’attività consapevole e volontaria e dichiarazione

di scienza: si dichiara di essere a conoscenza di un fatto giuridico.

Atti giuridici: atti umani destinati a produrre effetti giuridici in quanto

volontari e consapevoli, si distinguono in:

Leciti: conformi alle prescrizioni dell’ordinamento

- Illeciti: compiuti in violazione di doveri giuridici e che producono la

- lesioni di diritti soggettivi.

Negozio giuridico: atti posti in essere dall’uomo che producono effetti

rilevanti per il diritto, in forza del fatto che tali effetti sono stati voluti. Si ha

quando per la norma rileva tanto la volontà del comportamento quanto

quella degli effetti giuridici, sicché l’atto produce gli effetti voluti dal suo

autore. È quindi una dichiarazione di volontà con la quale si intende produrre

un effetto. È una categoria che il codice non menziona ma a cui la dottrina fa

riferimento. ( non è un istituto normativo, non vi è una nozione né una

disciplina)

Si distinguono in base:

Alla struttura soggettiva:

Negozi unilaterali: manifestazione di volontà di una sola parte

- (testamento)

Bilaterali: manifestazione di volontà di due parti (contratto)

- Plurilaterali: manifestazione di volontà di più parti. Tra questi: atto

- collettivo (le dichiarazioni di volontà con fine comune come delibera

condominiale), atto collegiale (le dichiarazioni formano la volontà di un

soggetto diverso come assemblea di una società per azioni), atto

complesso (le dichiarazioni si fondono in un’unica volontà per un

interesse solo come curatore che integra la sua volontà con quella

dell’incapace)

Alla funzione:

Negozi mortis causa: destinati a regolamentare la vita successoria o a

- disporre per il tempo successivo alla morte del soggetto,

Negozi inter vivos: destinati ad avere effetto durante la vita dei

- soggetti,

Negozi di diritti familiare: prevale l’interesse superiore della famiglia

- su quello del singolo,

Negozi patrimoniali: come: negozi di attribuzione (vendita,

- spostamento di diritti patrimoniali da un soggetto ad un altro), negozi di

accertamento (eliminano dubbi e controversie sulla vicenda).

I negozi di attribuzione si dividono in: negozi di disposizione

(mediante alienazione o rinuncia comportano un’immediata diminuzione

del patrimonio), negozi di obbligazione (nascita di un’obbligazione per il

trasferimento di un bene)

Negozi patrimoniali si possono distinguere in negozi a :

Titolo oneroso: un soggetto, per acquistare qualsiasi tipo di diritto, accetta

un sacrificio.

Titolo gratuito: un soggetto acquista un vantaggio senza alcun sacrificio.

Donazione.

Rinunzia: è un negozio abdicativo, è la dichiarazione unilaterale del titolare

di un diritto soggettivo diretta a dismettere il diritto stesso senza trasferirlo ad

altri. ( diritto usufrutto importa la consolidazione di esso con la nuda proprietà,

cioè il potere di godere la cosa ritorna al proprietario).Si chiama remissione

quando si ha per oggetto un diritto di credito.

Elementi del negozio:

Essenziali: senza i quali il negozio è nullo. Art 1325 cod. definiti

- requisiti.

Accidentali: le parti sono libere di apporle o meno.

- Quelli essenziali si dicono:

- Generali: come l’accordo delle parti e la causa del negozio ovvero la

- funzione economico-sociale del contratto.

Particolari: l’oggetto( lecito possibile e determinato, la forma ( quando è

- prescritta sotto pena di nullità), le clausole.

Dichiarazione: può essere tacita oppure espressa. Per evitare incertezze, in

alcuni casi l’ordinamento richiede una dichiarazione espressa.

Forma: può essere solenne come nel caso del matrimonio, forma scritta o

mediante atto pubblico.

Bollo: per ragioni fiscali lo Stato ha imposto la carta bollata ma

l’inosservanza di ciò non provoca la nullità del negozio bensì una sanzione

pecuniaria. Solo la cambiale e gli assegni, se non sono stati regolarmente

bollati, pur essendo validi perdono efficacia.

Registrazione: è il mezzo di prova comune per rendere certa la data di una

scrittura privata di fronte ai terzi.

Pubblicità: nei registri della pubblica amministrazione che possono essere

consultati da chiunque. Serve per dare ai terzi la possibilità di conoscere

l’esistenza ed il contenuto di un negozio giuridico.

Si distingue in:

Pubblicità-notizia: irrilevante per la validità dell’atto, la sua omissione

- dà luogo ad una sanzione pecuniaria o penale,

Pubblicità dichiarativa: serve a rendere il negozio opponibile ai terzi.

- La sua omissione non dà luogo all’invalidità dell’atto che produce i suoi

effetti,

Pubblicità costitutiva: senza di essa il negozio non si può opporre a

- terzi e non produce effetti nemmeno tra le parti.

L’INFLUENZA DEL TEMPO SULLE VICENDE GIURIDICHE

Prescrizione : art. 2934: estinzione dei diritti a causa del loro mancato

esercizio per un tempo prolungato determinato dalla legge

Termine ordinario: 10 anni ma: per i diritti reali su cosa altrui 20 anni.

La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto poteva essere

fatto valere, se a partire da quel giorno il titolare si è astenuto per 10 anni

dall’esercitarlo, il diritto si estingue.

Ragione della prescrizione: il mancato esercizio del diritto determina un

contrasto tra situazione di diritto (B deve una somma tot ad A) e situazione

di fatto (A non pretende da B la somma di cui è creditore): controproducente

economicamente, inutilizzazione delle risorse.

Non può essere rilevata dal giudice.

Prescrizione estintiva: art 2934: estinzione del diritto soggettivo per effetto

dell’inerzia del titolare del diritto, che non lo esercita per un lasso di tempo.

Eccezione: ne sono esclusi i diritti indisponibili (che derivano dagli status, es.

genitore), diritto di proprietà.

Distinzione fondamentale tra 2 istituti:

Interruzione: avviene se il titolare del diritto compie un atto formale di

- esercizio dello stesso o se il soggetto passivo riconosce l’esistenza del

diritto, l’inerzia viene quindi meno,

Sospensione: il decorso della prescrizione si arresta con il verificarsi

- della causa di sospensione e riprende quando quest’ultima è cessata.

ad esempio se il creditore sposa il debitore, fra società e loro

amministratori.

Prescrizioni presuntive: trascorsi 6 mesi o 1 anno a seconda del caso , si

presume che il debito sia già estinto. (si fondano sulla presunzione che un

credito sia stato pagato, corrispettivo della cena al ristorante)

Decadenza: art. 2964: estinzione di un diritto per mancato esercizio entro un

dato tempo previsto dal legislatore o clausola del contratto. Essa implica

l’onere di esercitare il diritto entro un lasso di tempo. A differenza della

prescrizione Non ammette né interruzione né sospensione. Può essere

impedita solo dal compimento dell’atto. (la legge concede alla parte

soccombente in giudizio il potere di impugnare la sentenza entro breve

termine). LA PROVA DEI FATTI GIURIDICI

Onere della prova: art. 2697: si esercita quando sono del tutto mancanti

mezzi di prova. Grava su una sola delle parti l’onere di persuadere il giudice.

Se quest’ultimo non considera convincente la versione di colui sul quale

grave l’onere, darà ragione all’altra parte. Si applica al termine del giudizio ed

è un rischio per la parte su cui grava l’onere nel caso in cui non riesca ad

offrire al giudice elementi di prova sufficienti e convincenti.

Mezzi di prova: qualsiasi elemento capace di influenzare la scelta del giudice

per stabilire quale tra le versioni delle parti di un fatto può essere o meno

convincente. Libera valutazione da parte del giudice.

I mezzi di prova a disposizione del giudice devono essere ammissibili e

rilevanti.

Due sono i mezzi:

Prova documentale: detta anche precostituita: è una

- rappresentazione di un fatto su una base materiale ovvero un

documento, analogico o digitale. 4 sono gli elementi fondamentali: il

fatto rappresentato, la rappresentazione, l’incorporamento, la base

materiale. Si distinguono: lo scritto: il pensiero viene espresso con

parole in un documento; l’atto pubblico: art. 2699 è un documento

redatto da un notaio o pubblico ufficiale autorizzato pena la querela di

falso; la scrittura privata: si fa fede alle dichiarazioni del soggetto che

l’ha sottoscritta.

Prova testimoniale: detta anche costituenda, può essere la

- testimonianza, presunzione, confessione o giuramento.

Testimonianza: è la dichiarazione che un terzo imparziale ed estraneo alla

causa rende dinanzi al giudice sui fatti di causa. È una prova libera, non

legale a differenza del giuramento e confessione. Limiti: patti aggiunti o

contrari ad un documento, atti per i quali è richiesta la forma scritta.

Presunzioni: ogni argomento, congettura, ipotesi attraverso cui, essendo già

nota e provata una determinata circostanza, si arriva a considerare provata

anche un’altra circostanza, prova diretta. Possono essere legali quando è la

legge ad attribuire il nesso, assolute quando non ci sono prove contrarie,

relative quando si ammettono prove contrarie.

Confessione: è una prova legale, è la dichiarazione di verità che una parte

esprime su fatti a sé sfavorevoli o favorevoli all’altra parte. Può essere

giudiziale quando è resa in giudizio e può essere spontanea o provocata,

stragiudiziale quando è resa fuori dal giudizio. È una dichiarazione di

scienza (non negozio giuridico) perché non si dispone direttamente del

diritto, sarà necessaria la sentenza del giudice ma il soggetto dichiara solo di

essere a conoscenza del fatto.

Giuramento: è un mezzo di prova legale che si può chiedere nel corso di un

giudizio civile. È una dichiarazione a sé favorevole che una parte rende sui

fatti in causa. Può essere decisorio se preclude ogni accertamento al

riguardo ed è richiesto dalla parte che intende far giurare l’altra, suppletorio

se viene deferito ad un potere discrezionale del giudice (non vi è quindi

richiesta della parte) quando ci troviamo in una situazione in cui chi aveva

l’onere della prova ha fornito elementi rilevanti ma non del tutto persuasivi.

I DIRITTI REALI

Nozione di diritto reale: i diritti sulle cose: ius in re. Questa categoria è stata

elaborata successivamente per raggruppare i diritti su cosa materiale

determinata.

Caratteristiche diritti reali:

Tipicità: sono previsti dalla legge e costituiscono una categoria di diritti

- composta da un numero chiuso (per la precisione 7),

Assolutezza: possono essere fatti valere nei confronti di tutti i

- consociati sui quali incombe un solo generico dovere di astensione,

Immediatezza: il titolare realizza il diritto direttamente, senza la

- collaborazione di altri soggetti,

Inerenza: ossia dall’opponibilità del diritto a chiunque possieda o vanti

- diritti sulla cosa.

Elasticità: possibilità di un diritto reale di espandersi o contrarsi.

-

La proprietà è il diritto che consente la più ampia sfera di facoltà che un

soggetto può esercitare su una cosa.

Gli altri 6 diritti (diritti di superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione,

servitù) sono:

Diritti limitati o parziari o minori: contenuto limitato, si esaurisce in

- una sola facoltà,

Diritti su cosa altrui: si esercitano su cose di cui altri è proprietario.

-

I diritti reali minori si suddividono in:

Diritti di garanzia su cosa altrui: pegno e ipoteca,

- Diritti di godimento su cosa altrui: usufrutto, enfiteusi, uso e

- abitazione.

LA PROPRIETA’

Art. 832: il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo,

entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento

giuridico.

Facoltà che spettano al proprietario:

Diritto di godere delle cose: facoltà del proprietario di utilizzare la

- cosa, implica la possibilità di usarla o non usarla, di decidere come

usarla, trasformarla e al limite distruggerla. (abitare o concedere in

locazione )

Diritto di disporre: oltre al valore d’uso, al proprietario spetta il valore

- di scambio della cosa: il potere di realizzare dei corrispettivi cedendo ad

altri, in tutto o in parte, i diritti sulla cosa. Il proprietario, vendendole, ne

realizza il controvalore in denaro. Il consumatore aspira alla proprietà

delle cose per il loro valore d’uso.

Il diritto di proprietà è:

Pieno: il proprietario può godere e disporre delle cose in modo pieno,

- può farne tutto ciò che non è espressamente vietato,

Esclusivo: il proprietario può godere e disporre delle cose in modo

- esclusivo, può escludere quindi chiunque altro dal godimento e dalla

disposizione della proprietà.

Limiti alla facoltà di godere e disporre:

Divieto di atti emulativi art. 833: il proprietario non può giovarsi della

- sua cosa per compiere atti che non abbiano altro scopo se non quello di

nuocere o recare molestia ad altri. Ad esempio innalzare un muro privo

di utilità per il proprietario del fondo, al solo scopo di togliere al vicino la

vista panoramica.

Proprietà edilizia: il testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia edilizia dispone che l’attività edilizia :

Da un lato: si subordina qualsiasi costruzione ad una previa

- concessione comunale, rilasciata se la costruzione è conforme alle

previsioni del piano regolatore che stabilisce quali aree del territorio

comunale sono destinate all’agricoltura, quali ad insediamenti industriali

o commerciali, quali all’edilizia residenziale,

Dall’altro lato: si subordina il rilascio della concessione al pagamento

- di un contributo (oneri di urbanizzazione) che deve servire ai comuni

per provvedere alle indispensabili opere di urbanizzazione primaria

(strade, parcheggi) e secondaria (asili nido, scuole), che accrescono il

valore anche delle costruzioni.

Di ciò se ne occupano le Regioni.

Proprietà fondiaria: una delle principali tipologie di proprietà.

Fondo: sia rustico che urbano, delimitato nello spazio, in senso verticale ed

orizzontale.

La proprietà del suolo si estende al sottosuolo e a ciò che contiene e si

estende allo spazio sovrastante: il proprietario può eseguire scavi,

innalzare costruzioni, piantare alberi ecc.

Ma il diritto non è illimitato: limiti della proprietà fondiaria: il proprietario

non può opporsi ad attività altrui, che si svolgono ad un’altezza dello spazio

sovrastante o ad una profondità del sottosuolo che non abbia interesse ad

escludere. La proprietà si estende fin dove il proprietario dimostra di avere un

interesse ad esercitare il suo diritto esclusivo. Oltre questo limite, il sottosuolo

e lo spazio aereo sono cose comuni a tutti.

Rapporti di vicinato: l’attività di godimento del proprietario deve essere

contenuta nei propri confini. I confini del fondo segnano, in senso orizzontale,

il limite entro il quale ciascun proprietario esercita la facoltà di godimento

insita nel suo diritto di proprietà.

Il proprietario deve astenersi dal compiere sul proprio fondo opere che

possono recare danno al vicino.

Esempio: norma in materia di stillicidio.

Proprietà confinanti: distanze legali:

Le costruzioni su fondi confinanti, se non sono unite, devono essere

- tenute ad una distanza di almeno 3 metri: per non togliersi

reciprocamente aria e luce,

Principio della prevenzione temporale: tra proprietari confinanti, risulta

- favorito chi costruisce per primo.

L’interesse di ciascun proprietario a ricevere aria e luce è in contrasto con

l’interesse del vicino a non trovarsi esposto a sguardi indiscreti. La legge

distingue fra:

Luci: aperture nel muro che non consentono di affacciarsi sul fondo

- vicino, in caso contrario non sono prescritte distanze minime ma

devono essere munite di inferriate,

Vedute: sono le aperture che consentono di affacciarsi e devono

- essere ad una distanza di almeno 1,5 metri dal confine.

L’interferenza del godimento di un fondo con il godimento di un altro fondo

trova un ulteriore criterio legale di regolazione nel caso delle Immissioni di

fumo, calore, rumori, sostanze inquinanti ecc.

Criterio della normale tollerabilità: si possono impedire solo quando le

immissioni superano la capacità di sopportazione dell’uomo medio. In tal

caso saranno applicate le disposizioni anti-inquinamento.

La proprietà può essere:

Privata: appartenente a persone fisiche o enti privati,

- Pubblica: appartenente allo Stato o ad altri enti pubblici. Art. 42 Cost.

-

I beni pubblici si dividono in:

Beni demaniali dello Stato, regioni, province, comuni. Sono naturali:

- spiagge, laghi, fiumi. Sono artificiali: strade, aeroporti.

Beni patrimoniali indisponibili dello Stato. Sono: foreste, miniere.

-

Sono entrambe categorie di cose fuori commercio.

Azioni a difesa della proprietà: c.d. azioni petitorie : ( protezione

giurisdizionale)

Azione di rivendicazione: art. 948: spetta a chi si dichiara proprietario

- di una cosa della quale altri abbia il possesso o la detenzione. Mira ad

ottenere dal giudice l’accertamento del diritto di proprietà e la condanna

del possessore o detentore alla restituzione della cosa. All’attore spetta

di dare la prova del suo diritto di proprietà.

Azione di restituzione: che a differenza dell’azione di rivendicazione a

- carattere reale, essa è di natura personale e presuppone che l’attore

agisca in giudizio vantando un diritto alla restituzione nascente da un

rapporto contrattuale, ovvero dalla sua risoluzione ( diritto della

restituzione della macchina portata dal meccanico per una riparazione)

Azione negatoria: art. 949: spetta al proprietario contro chi pretende di

- avere diritti reali minori sulla cosa (usufrutto ecc.). Mira ad ottenere dal

giudice l’accertamento dell’inesistenza del diritto altrui e l’ordine di

cessare le eventuali turbative o molestie della proprietà, ossia i

comportamenti che costituiscono esercizio del suo preteso diritto sulla

cosa. L’attore dà prova del proprio diritto. Il convenuto ha l’onere di

provare l’esistenza del suo preteso diritto reale minore sulla cosa.

Azione di regolamento di confini: art. 950: spetta a ciascuno dei

- proprietari immobiliari confinanti, quando è incerto il confine che separa

i due fondi. Mira alla determinazione del confine, per l’accertamento del

quale è ammesso qualsiasi mezzo di prova. Altrimenti il giudice

utilizzerà le mappe catastali.

Azione per apposizione di termini: art. 951: presuppone un confine

- certo e incontroverso. Spetta a ciascun confinante per ottenere che, a

spese comuni, siano apposti i segni o termini del confine che siano

divenuti irriconoscibili o manchino.

Il diritto di proprietà non si prescrive: non si estingue per il solo fatto che il

suo titolare si astenga dall’esercitarlo, permane in capo ad esso.

Acquisto della proprietà da parte dello Stato:

Espropriazione: è un istituto giuridico italiano in virtù del quale la P. A.

- può con un provvedimento acquisire per sé o far acquisire ad un altro

soggetto, per esigenze di interesse pubblico, la proprietà o altro diritto

reale su di un bene, indipendentemente dalla volontà del suo

proprietario, previo pagamento di un indennizzo: lo Stato deve

corrispondere al proprietario una somma di denaro, determinata

secondo criteri di legge, che compensi la perdita subita,

Nazionalizzazione: è un intervento con cui lo Stato, mediante un

- provvedimento legislativo, acquisisce la proprietà, piena o parziale, o

almeno il controllo di determinate industrie private. Lo scopo è il

controllo statale di specifici settori produttivi, rivolto al perseguimento di

finalità sociali e non al perseguimento di profitti,

Requisizione: è un provvedimento con il quale la P. A. sottrae al

- privato in via temporanea il godimento di un bene per un interesse

pubblico. Giusta indennità anche in questo caso.

Modi di acquisto della proprietà, distinguiamo:

A titolo derivativo: quando si acquista sulla cosa il diritto di proprietà

- già spettante ad un precedente proprietario. Quando la cosa è dal suo

precedente proprietario trasferita ad un nuovo proprietario in forza di un

contratto. Effetto traslativo della proprietà. ( successione per causa

di morte)

Chi trasferisce il diritto: dante causa

Chi acquista il diritto: avente causa, che acquista la proprietà solo se

e solo come il dante causa ne era proprietario.

A titolo originario: quando il diritto di proprietà che si acquista sulla

- cosa è indipendente dal diritto di un precedente proprietario. Ciò

accade quando non c’è un precedente proprietario o quando il

precedente proprietario l’ha abbandonata. Si acquista la proprietà

libera. Determina la nascita di un nuovo diritto. Es: occupazione,

invenzione, accessione, specificazione, unione, commistione,

usucapione.

Occupazione art. 923: è il modo con il quale si acquista la proprietà delle

res nullius, ossia delle cose mobili che non appartengono a nessuno. ( non

vale per i beni immobili perché se vacanti, appartengono allo stato)

2 elementi:

Materiale-oggettivo: l’impossessamento della cosa,

- Psicologico-soggettivo: animus, l’intenzione di fare propria la cosa.

-

Sono cose di nessuno solo le cose mobili e sono:

le cose abbandonate e

1) gli animali che formano oggetto di caccia e pesca.

2)

I beni immobili che non appartengono a nessun privato sono di proprietà dello

Stato.

Cose smarrite: di queste il proprietario ha perduto il possesso senza

rinunciare alla proprietà. Hanno quindi ancora un proprietario e non possono

formare oggetto di occupazione. Chi ritrova una cosa mobile deve restituirla

al proprietario e se non lo conosce, deve consegnarlo al sindaco che darà

notizia del ritrovamento nell’albo pretorio. Al ritrovatore sarà dato un premio

dal proprietario pari ad un decimo del valore della cosa.

Invenzione art. 929: trascorso 1 anno dalla pubblicazione senza che lo

smarrito si presenti, questi perde la proprietà della cosa e ne diventa

proprietario il ritrovatore. Il tesoro è una forma particolare di invenzione ed è

ogni cosa mobile di pregio di cui nessuno può dimostrare la proprietà , il

ritrovatore diventa immediatamente il proprietario .

Accessione: essa opera in caso di stabile incorporazione di beni di

proprietari diversi, il proprietario di una cosa qualificabile come principale

acquista la proprietà delle cose qualificabili come accessorie. 3 forme:

Accessione di cosa mobile a cosa immobile: preminenza della

1) proprietà immobiliare: ogni bene che venga materialmente unito ad

un bene immobile accede a questo, diventa proprietà del proprietario

del bene immobile. Ad es il proprietario del suolo diventa proprietario

dell’edificio che vi costruisce.

Accessione di cosa immobile a cosa immobile: di limitata

2) importanza. È il caso dell’alluvione che trasporta fondi e terreni altrove.

Ne diventano proprietari chi l’ha ricevuto, indennizzando chi l’ha perso.

È il caso del corso d’acqua che si ritira da una riva portandosi sull’altra.

-avulsione, la porzione di terreno si stacca da un fondo e va a finire su

un altro che diventa il proprietario pagando un indennizzo all’altro.

Accessione di cosa mobile a cosa mobile: se sono unite (unione) o

3) sono mescolate (commistione) consiste nella congiunzione di beni

mobili di proprietari diversi che si uniscono in modo da formare un

tutt’uno inseparabile. (la proprietà diventa comune, non formano una

cosa nuova)

Specificazione art. 940: acquisto della proprietà della materia altrui da parte

di chi la adopera per formare una nuova cosa: ad esempio lo scultore che

compra il marmo altrui per la sua statua.

I DIRITTI REALI DI GODIMENTO

Possono coesistere, sulla medesima cosa, altri diritti, appartenenti a soggetti

diversi dal proprietario. Tali diritti hanno il carattere di diritti reali sulla cosa,

assumono però il nome di diritti reali su cosa altrui perché

presuppongono, necessariamente, che altri sia il proprietario della

cosa, sulla quale si esercitano. Permangono anche se cambia il

proprietario, hanno il cosiddetto diritto di seguito (o sequela): è un diritto

sulla cosa opponibile a tutti i suoi successivi proprietari, ossia un diritto che

tutti i successivi proprietari della cosa sono tenuti a rispettare. Sono una

limitazione del diritto di proprietà.

Si estinguono per non uso: prescrizione di 20 anni.

Azione confessoria: l’azione a difesa dei diritti reali su cosa altrui. Si

mira ad ottenere il riconoscimento in giudizio del proprio diritto reale su cosa

altrui, contro chiunque, proprietario o terzo, ne contesti l’esercizio. Si mira ad

ottenere la cessazione di eventuali molestie o turbative.

Consolidazione: quando il diritto reale su cosa altrui si estingue: il diritto

del proprietario si ri-espande, assumendo il carattere della piena proprietà.

Superficie

Art. 952. È il diritto di edificare e di mantenere sul suolo altrui e al di sopra , o

nel sottosuolo altrui, una propria costruzione.

Il proprietario della costruzione: che ha la proprietà della costruzione detta

anche proprietà superficiaria, esercita il diritto di superficie sul suolo come

diritto reale su cosa altrui, è quindi soggetto diverso dal proprietario del suolo.

Il diritto di superficie può essere costruito:

In perpetuo

- A tempo determinato: una volta scaduto il termine, il diritto di superficie

- si estingue ed il proprietario del suolo acquista la proprietà della

costruzione (gratuitamente salvo patto contrario)

Il superficiario ha la libera disponibilità della costruzione ma se il diritto

- di superficie è temporaneo ,alla scadenza viene meno il diritto del

superficiario

Si fa ricorso per: costruire edifici, installare stazioni di distribuzione di

carburante, chioschi etc., nel sottosuolo è utilizzato per autorimesse e simili.

Può anche riguardare la sopraelevazione di un preesistente edificio ed in

questo caso la proprietà superficiaria riguarda solo la parte superiore della

costruzione.

Diritto di superficie temporaneo: per eseguire opere destinate a durare per

breve tempo. Strumento di politica urbanistica.

Prescrizione: per non uso ventennale ma, una volta che il superficiario abbia

costruito, non si potrà parlare più di prescrizione. Se la costruzione perisce, il

superficiario ha diritto di ricostruire e da qui ricomincerà il termine della

prescrizione.

Non è più consentito il diritto di superficie per le piantagioni: queste

appartengono necessariamente al proprietario del suolo.

Enfiteusi

Art. 958, 959…

È quello di più esteso contenuto, al punto di essere considerato come una

forma di proprietà detta forma di dominio utile. Attribuisce alla persona a cui

favore è costituita quasi lo stesso potere di godimento che spetta al

proprietario.

È un diritto perpetuo o, se previsto un termine, di durata non inferiore a 20

anni. Può essere ceduto o trasmesso agli eredi.

Ha per oggetto:

Fondi rustici

- Fondi urbani.

-

Sul fondo ha la stessa facoltà di godimento di un normale proprietario, salvo i

seguenti obblighi:

Migliorare il fondo,

- Corrispondere al nudo proprietario concedente un periodico canone, è

- prevista una revisione periodica del canone.

Vige il divieto di subenfiteusi.

Tradizionale funzione economica: consentire ai proprietari terrieri di

ricavare una rendita.

L’incentivo dell’enfiteuta: la legge attribuisce all’enfiteuta il diritto di

affrancazione: egli ha la facoltà di acquistare la proprietà del fondo pagando

al concedente, che non può rifiutarsi di prestare il proprio consenso, una

somma pari alla capitalizzazione del canone annuo (canone annuo

moltiplicato per 15).

Al concedente spetta il diritto di domandare al giudice la devoluzione del

fondo, ovvero l’estinzione del diritto quando:

L’enfiteuta non adempie l’obbligo di migliorare il fondo,

- Se non paga 2 annualità di canone.

-

Estinzione:

Decorso del termine se temporanea,

- Perimento del fondo,

- Effetto affrancazione,

- Prescrizione estintiva.

-

Usufrutto

Art. 981. È il diritto di godere della cosa altrui con l’obbligo di rispettarne la

destinazione economica.

Diritti dell’usufruttuario:

Facoltà di godere della cosa, di utilizzarla per il proprio vantaggio, nel

- rispetto della destinazione economica,

Facoltà di fare propri i frutti, naturali o civili.

-

Non sono le stesse facoltà del proprietario perché: l’usufruttuario non ha la

facoltà di modificare la destinazione economica della cosa.

Chi ha la facoltà di disporre della cosa è e resta il nudo proprietario.

Spese ed imposte: ripartite. Nudo proprietario: straordinarie riparazioni e

pagamento delle imposte che gravano sulla proprietà, Usufruttuario:

ordinaria amministrazione e pagamento imposte che gravano sul reddito.

Durata:

se è una persona fisica, l’usufrutto non può durare oltre la vita

- dell’usufruttuario, non passa ai suoi eredi. Può cederlo ad altri per atto

fra vivi ma il diritto del nuovo usufruttuario si estingue alla morte del

primo titolare,

se è una persona giuridica, non può durare oltre il termine di 30 anni.

-

Può essere: (modi di acquisto dell’usufrutto)

volontario: per contratto, testamento , promessa (volontà dell’uomo)

- legale: costituito direttamente dalla legge, indipendentemente dalla

- volontà degli interessati (ad esempio quello che spetta ai genitori sui

beni dei figli minori).

Per usucapione

- Provvedimento del giudice che può in relazione alle necessità della

- prole costituire a uno dei coniugi l’usufrutto su parte dei beni spettanti

all’altro coniuge a seguito della divisione dei cespiti già in comunione

legale

Restituzione della cosa: (obblighi) al termine dell’usufrutto, la si restituisce

nello stato in cui si trovava quando l’ha ricevuta. Usare la diligenza del buon

padre di famiglia nel godimento della cosa senza modificarne la destinazione,

fare l’inventario e prestare garanzia.

Può avere ad oggetto qualsiasi specie di bene, anche cose consumabili o

fungibili come somme di denaro e cose deteriorabili se usate secondo l’uso al

quale sono destinate. Si ha quindi il quasi-usufrutto (per le cose

consumabili): l’usufruttuario non dovrà restituire al termine del rapporto le

stesse cose a suo tempo ricevute dal proprietario ma il loro equivalente in

quantità e qualità.

Estinzione:

scadenza del termine o morte usufruttuario,

- prescrizione ventennale,

- consolidazione (riunione dell’usufrutto e nuda proprietà nella stessa

- persona),

totale perimento della cosa,

- abuso dell’usufruttuario del suo diritto, alienando i beni o deteriorandoli.

-

Uso (l’uso e l’abitazione sono tipi limitati di usufrutto)

Art. 1012. Diritto di servirsi di un bene e se è fruttifero, di raccogliere i frutti

limitatamente ai bisogni propri e della propria famiglia.

Abitazione

Art. 1022. Diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della

propria famiglia.

Né l’uso né l’abitazione consentono di cedere il diritto o di dare in locazione la

cosa.

Entrambi si estinguono per morte del titolare e non possono formare oggetto

di disposizione testamentaria.

Servitù prediali

Art. 1027. Consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per

l’utilità di un altro fondo (fondo dominante), appartenente a diverso

proprietario.

Elementi essenziali della servitù:

-utilità che il fondo trae dalla servitù

-le servitù possono avere ad oggetto soltanto beni immobili

-unilateralità, asservimento da una sola parte

-atipicità, (servitù volontarie) perché consiste un’utilità del fondo

dominante

-specialità, assicura al titolare un godimento specificatamente

individuato

Principi fondamentali:

la servitù può imporre al proprietario del fondo servente un dovere

- negativo di non fare o sopportare che altri faccia,

si presuppongo proprietari diversi,

- i fondi devono trovarsi in una situazione topografica tale che l’uno

- possa arrecare utilità all’altro.

Costituzione della servitù:

coattivamente: per imposizione della legge, il legislatore considera la

- situazione sfavorevole in cui un fondo si trova ed in vista dell’utilità di

questo fondo, impone all’altro il peso in cui si sostanzia la servitù. Le

figure di servitù legale sono: acquedotto coattivo, passaggio coattivo,

per volontà dell’uomo: il contratto deve farsi per iscritto ed è soggetto

- a trascrizione.

Modi di acquisto a titolo originario: le servitù apparenti possono

sorgere per :

usucapione,

- destinazione del padre di famiglia: è il rapporto di servizio stabilito fra

- due fondi appartenenti allo stesso proprietario. Se i due fondi cessano

di appartenere al medesimo proprietario, il preesistente rapporto di

servizio si trasforma in una servitù di un fondo a favore dell’altro.

Si dividono in:

positive: sono quelle che permettono al proprietario del fondo

- dominante forme di diretta utilizzazione del fondo servente (servitù di

passaggio) e l’obbligo del proprietario del fondo servente consiste in un

lasciar fare, sopportando l’altrui attività / negative: consistono in un

obbligo di non fare del proprietario del fondo servente, come la servitù

di non edificare, di non sopraelevare,

continue: per il loro esercizio non è necessario l’azione dell’uomo (si

- gode della servitù di non edificare senza necessità di fare qualcosa) /

discontinue: è necessario il comportamento attivo del titolare alla

servitù (come nella servitù di attingere acqua)

apparenti: sul fondo servente devono esistere opere visibili e

- permanenti al servizio del fondo dominante, come servitù di acquedotto

/ non apparenti: sul fondo servente non devono esserci opere visibili e

permanenti al servizio del fondo dominante, come servitù di attingere

acqua o di passaggio,

volontarie: per contratto / coattive: es. un fondo che non abbia

- accesso alla via pubblica, la legge attribuisce al suo proprietario il

diritto di ottenere l’imposizione della servitù sul fondo altrui dando

un’indennità a questo ultimo proprietario. Si estinguono quando

vengono meno i presupposti e si costituiscono per contratto e con

sentenza costitutiva da parte del giudice.

Pubbliche: su un bene privato viene costituita una servitù a favore

- di un bene demaniale

Private: entrambi i beni appartengono ai privati.

-

Estinzione:

per rinuncia da parte del titolare, fatta per iscritto

- per confusione (fondo dominante e fondo servente sono della stessa

- persona),

per prescrizione di 20 anni. Per le positive: comincia a decorrere dal

- momento in cui cessa l’attività di godimento del fondo altrui. Per le

negative: dal momento in cui si verifica un fatto che ne impedisce

l’esercizio.

Prescrizione estintiva ventennale

-

Sospensione o quiescenza della servitù: l’impossibilità di usare la servitù e

la cessazione dell’utilità non fanno estinguere la servitù, lo stato dei luoghi

può nuovamente mutare e la servitù può risorgere. (crolla l’edificio)

Azione confessoria: il titolare della servitù chiede che sia accertata

l’esistenza del suo diritto e che pertanto siano fatti cessare gli eventuali

impedimenti o le eventuali turbative all’esercizio della servitù. È un’azione a

tutela delle servitù.

IL POSSESSO

Proprietà: situazione di diritto: titolarità del diritto

Possesso: art. 1140. situazione di fatto: esercizio del diritto. È il potere

sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio del diritto

di proprietà.

Di regola il proprietario è anche possessore, ha il diritto sulla cosa e di fatto lo

esercita. Ma può accadere che il proprietario non possieda la cosa e che altri,

non proprietario, ne abbia il possesso.

Protezione giuridica autonoma: se ne può valere anche il proprietario che

sia possessore agendo però in veste di possessore oppure il possessore non

proprietario della cosa, anche nei confronti del proprietario stesso.

Il legislatore non attribuisce identica rilevanza a tutte le situazioni di

fatto che comportano l’esercizio di un potere su un bene. Occorre

distinguere tra:

Possesso pieno: caratterizzato da due elementi , corpus (oggettivo) ,

corrispondente al diritto di proprietà, al potere di poter disporre di fatto della

cosa, e l’animus possidendi (soggettivo), ossia l’elemento psicologico che

consiste nella volontà del soggetto di comportarsi come proprietario

disconoscendo qualsiasi diritto di terzi sul bene, es. ladro della mia auto

Possesso minore: possesso corrispondente al contenuto di altri diritti reali

(usufrutto ecc..)

Detenzione: consiste nell’avere la cosa nella propria materiale disponibilità,

senza bisogno di superare ostacoli seri e duraturi, pur riconoscendo che essa

è di altri, cui si deve rendere conto dell’uso del bene. Non è possessore chi

detiene la cosa per un titolo (contratto di locazione) che implica il

riconoscimento dell’altruità della cosa. Si può detenere la cosa nel proprio

interesse oppure nell’interesse altrui, per ragioni di servizio. Il proprietario, pur

non essendo detentore della cosa, ne resta possessore. A differenza del

possesso, si riconosce che la cosa è di altri. Si distinguono in base

all’elemento soggettivo: animus detinendi per la detenzione, possidendi per il

possesso (presto la macchina ad un amico, è detentore, se la guida un ladro

è possessore)

Possesso: occorre l’animo o intenzione di possedere, ossia l’intenzione di

comportarsi come proprietario della cosa. Può accadere che il possessore sia

proprietario oppure può accadere che il proprietario trascura di esercitare il

proprio diritto ed altri, possessore non proprietario, lo esercita in suo luogo. Ai

fini di qualificare una situazione di fatto come possessoria o detentoria

occorre far riferimento non allo stato psicologico che il soggetto nutre al

proprio interno nel momento in cui acquista disponibilità del bene ,bensì a

quello che si manifesta all’esterno, cioè dal titolo in forza del quale avviene

siffatta acquisizione(l’ impegno dello studente di voler restituire il libro senza

danneggiamenti).

Mutamento della detenzione in possesso: interversione del possesso:

può avvenire per:

causa proveniente da un terzo, che afferma di essere il proprietario

- della cosa o titolare di un diritto reale e trasferisce il diritto di proprietà o

diritto reale al detentore. Ad esempio un terzo arrogandosi i diritti del

proprietario mi vende la cosa che ho in locazione,

opposizione al detentore, che consiste nel rendere nota al

- possessore l’intenzione di continuare a tenere la cosa, con

dichiarazione o atti concreti, non più come detentore e quindi in nome

del proprietario ma, in nome e per conto proprio.

Si può possedere:

direttamente: possedendo la cosa con l’animo di considerarla propria,

- indirettamente: per mezzo di altri che ne abbia la detenzione.

-

Acquisto del possesso:

in modo originario: se la detenzione muta in possesso, con

- l’apprensione della cosa o con l’esercizio su di essa di poteri di fatto

corrispondenti a quelli che spettano al titolare di un diritto reale di

godimento. Quest’esercizio di fatto non fanno acquistare il possesso se

ciò si verifica per mera tolleranza altrui. (la tolleranza altrui esclude

l’intenzione di possedere) ( un amico nella mia villa quando non ci

sono non è possessore)

in modo derivativo: per trasmissione del possesso dal precedente al

- nuovo. Per cose mobili: traditio, consegna materiale della cosa

eseguita con volontà di trasmettere il possesso. Per cose immobili:

traditio facta, consegna simbolica che si esegue ad esempio con la

consegna delle chiavi.

Perdita del possesso:

venir meno della signoria sulla cosa,

- della volontà di tenere la cosa per sé. ( perdita avviene per il venir

- meno di uno o entrambi questi elementi )

Non sempre chi ha il possesso della cosa è anche proprietario della

stessa.

Possesso in buona fede: fruisce di una protezione giuridica maggiore. È in

buona fede chi possiede la cosa ignorando di ledere l’altrui diritto, ignorando

l’altruità della cosa. La si presume. ( compro un quadro rubato senza saperlo)

Possesso in mala fede: chi sa di possedere la cosa altrui oppure chi, pur

ignorando l’altruità della cosa, poteva venirne a conoscenza usando un

minimo di diligenza. (occupo abusivamente un terreno che mi è noto

appartenere a un terzo)

Possesso vizioso: si ha quando non solo si acquista la disponibilità del

bene in mala fede ma anche con violenza(rapina).

Possesso intermedio: chi prova di essere possessore attuale e al tempo

stesso prova di avere posseduto anche in tempo più remoto, si presume

abbia posseduto anche nel tempo intermedio.

Successione: il possesso dell’erede continua quello del defunto, i due

periodi si sommano, conservandone l’originaria qualificazione. Se il possesso

del defunto era in buona fede, resta tale anche quello dell’erede, anche se

questi sia personalmente in mala fede. Se era di mala fede del defunto,

continua ad esserlo nell’erede. (successori a titolo universale)

Accessione del possesso: (vale per chi acquista il possesso in forza di

un titolo) non c’è automatica continuazione del possesso nella successione

a titolo particolare ma solo una facoltà in tal senso attribuita al successore.

L’acquirente può, se gli giova, sommare al proprio, il possesso dell’alienante

e può non giovargli se l’alienante era possessore di mala fede.

Effetti

Il possessore può non essere proprietario: nei suoi confronti il proprietario

può esercitare l’azione di rivendicazione e, data la prova del diritto di

proprietà, ottenere la restituzione della cosa.

Nel frattempo, la cosa ha prodotto frutti e il possessore li ha percepiti.

Spetterebbero al proprietario della cosa ma ciò appare ingiusto nei confronti

del possessore di buona fede, che ha utilizzato la cosa nella convinzione di

essere proprietario della cosa.

Allora:

il possessore in buona fede fa propri i frutti, quelli maturati fino al

- momento della domanda giudiziale di restituzione,

il possessore in mala fede deve restituirli o restituire l’equivalente

- in denaro. Il proprietario non deve però trarre profitto dagli investimenti

finanziari altrui: al possessore di mala fede è dovuto comunque il

rimborso delle spese effettuate.

Il possessore può inoltre avere eseguito riparazioni della cosa o averle

apportato miglioramenti. Ogni possessore, anche di mala fede, ha diritto al

rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie.

Diritto di ritenzione: spetta al possessore di buona fede a tutela delle

proprie ragioni. Egli può rifiutarsi di restituire la cosa al proprietario fino a

quando questi non gli abbia corrisposto le indennità dovutegli.

Azione possessorie: al possesso è riconosciuta protezione giurisdizionale,

sono azioni a difesa del possesso.

Reintegrazione o spoglio: art. 1168. Spetta al possessore che sia stato

violentemente od occultamente spossessato di una cosa mobile o immobile.

Può essere esercitata entro 1 anno dallo spoglio o, quando questo è stato

clandestino di nascosto dal possessore, dalla sua scoperta. Consente al

possessore spogliato di ottenere la reintegrazione del possesso, ossia

l’ordine rivolto dal giudice all’autore dello spoglio di restituire la cosa al

possessore. Trascorso l’anno, il possesso si consolida nella mani dell’autore

dello spoglio e la restituzione della cosa potrà essere ottenuta con l’azione di

rivendicazione, solo da chi si dimostri proprietario.

Se l’azione dello spoglio non è stata né violento né clandestino, chi l’abbia

subito può reagire con l’azione di manutenzione se ricorrono le condizioni

previste dalla legge.

Legalità dell’azione: tale azione è data a qualsiasi possessore,

indipendentemente dalla durata del suo possesso e dal modo con il quale se

lo era procurato.

Manutenzione: art. 1170. Riguarda solo i beni immobili e le universalità di

mobili e ha un doppio campo di applicazione:

spetta al possessore che sia molestato nel godimento della cosa, che

1) abbia subito turbative del possesso,

spetta al possessore che abbia subito uno spoglio non violento o

2) clandestino.

Può essere esercitata entro 1 anno dalle turbative o spoglio e mira ad

ottenere, nel primo caso, un provvedimento che ordini la cessazione delle

molestie, nel secondo caso la restituzione della cosa.

Legalità dell’azione: tale azione è data solo se il possesso durava, in modo

continuo e ininterrotto, da oltre 1 anno e non è stato conseguito in modo

violento o clandestino oppure, se conseguito in questo modo, trascorso

almeno 1 anno da quando la violenza o clandestinità è terminata.

Tutela della detenzione: spetta a chi detiene nel proprio interesse o detenga

sulla base di un rapporto stabile. Il detentore può agire egli stesso per

l’azione di reintegrazione mentre dovrà rivolgersi al possessore per l’azione di

manutenzione.

Se acquisto un bene da chi non ne è proprietario non ne divento di norma il

proprietario. Per non ostacolare la circolazione di ricchezza , il legislatore per

i beni mobili registrati e immobili ha ovviato a questo problema mediante

l’istituzione di pubblici registri , per i beni mobili ha dettato la regola il

possesso vale titolo in forza del quale si diventa proprietari di un bene non

acquistato dal proprietario se :

l’acquisto riguarda beni mobili ed universalità di mobili, se l’acquirente può

vantare un titolo idoneo al trasferimento della proprietà , se ha acquistato il

possesso col trasferimento fisico della cosa, che gli sia in buona fede in quel

momento della consegna. In caso di più acquirenti vale il possesso in buona

fede vale titolo.

Usucapione: è il mezzo in virtù del quale, per effetto del possesso protratto

per un certo tempo, si produce l’acquisto della proprietà e dei diritti reali di

godimento.

Requisiti: possesso e tempo. ( a diff. Della prescrizione estintiva riguarda

solo la proprietà e i diritti reali minori)

Il possesso non deve essere vizioso, non deve subire interruzioni.

Ordinaria: - beni immobili ed universalità di beni: 20 anni

- beni mobili registrati: 10 anni

Ma: quando si acquista in buona fede da chi non è proprietario, in forza di un

titolo idoneo a trasferire la proprietà, trascritto, allora si ha quella abbreviata:

immobili: 10 anni mobili registrati: 3 anni.

Azioni di nunciazione: sono azioni che spettano:

al possessore, indipendentemente dalla prova della proprietà,

- al proprietario non possessore,

- al titolare di altro diritto reale

-

Hanno la funzione di prevenire un danno che minaccia la cosa.

Denuncia di nuova opera: è la denuncia dell’autorità giudiziaria di una

nuova opera, da altri intrapresa, dalla quale si ha motivo di temere che possa

derivare un danno alla cosa di cui si è possessori, proprietari non possessori.

L’azione può essere esercitata fino a quando l’opera non sia terminata e

purché non sia trascorso 1 anno dal suo inizio.(costruzione , scavi )

Denuncia di danno temuto: è la denuncia all’autorità giudiziaria di un danno

grave e imminente( che non deriva da persona) che si teme possa derivare

alla cosa di cui si è possessori o proprietari.

Giudizio in 2 fasi:

provvedimenti provvisori ed urgenti

1) giudizio di merito, decisione definitiva.

2) DIRITTI DI CREDITO

Rapporto obbligatorio art. 1173: l’obbligazione si presenta come un

rapporto o un vincolo che lega un soggetto ad un altro soggetto per

l’esecuzione di una data prestazione.

L’obbligazione consiste quindi in un rapporto tra 2 parti in virtù del quale una

di esse (debitore) è obbligata, ha il dovere giuridico di tenere un certo

comportamento, di eseguire una prestazione, a favore dell’altra parte

(creditore).

Il creditore, per conseguire l’utilità a cui ha diritto, ha bisogno quindi

dell’indispensabile cooperazione del debitore, il rapporto obbligatorio è per

questo sempre relativo. (O PERSONALE)

La giuridicità del vincolo del debitore: è sanzionata soltanto con una

responsabilità patrimoniale del debitore stesso.

Obbligazione naturale: qualunque dovere morale o sociale (non in forza

delle fonti), in forza del quale un soggetto determinato è tenuto, in base a

particolari circostanze, a eseguire un’attribuzione patrimoniale a favore di un

altro soggetto. Il creditore naturale benché non abbia il diritto di agire in

giudizio per pretendere l’adempimento dell’obbligo, ha il diritto di trattenere la

prestazione che sia stata spontaneamente adempiuta dal debitore.

Quest’ultimo non può quindi ottenerne la restituzione (esempio il debito di

gioco). Produce l’effetto dell’’irrepetibilità di ciò che è stato pagato.

Fonti delle obbligazioni: possono sorgere da:

contratto art. 1321: l’accordo di due o più parti, fonte volontaria:

- l’obbligazione sorge per contratto con il concorso della volontà del

debitore,

fatto illecito art. 2043: ogni fatto che cagiona ad altri un danno

- ingiusto, fonte dell’obbligazione di risarcire il danno, sorge come

conseguenza del compimento del fatto illecito,

altri atti o fatti: si tratta di ipotesi residuali, diverse dalle precedenti,

- che si fondano su norme di legge.

Elementi del rapporto obbligatorio.

Soggetti: distinguiamo

soggetto attivo: creditore, al quale spetta il diritto di esigere una data

- prestazione,

soggetto passivo: debitore, il quale è tenuto ad eseguire la

- prestazione.

Oggetto: la prestazione, che deve avere carattere patrimoniale, deve

essere quindi suscettibile di valutazione economica: consiste nel pagamento

di una somma di denaro o in un diverso comportamento del debitore che sia

traducibile in una somma di denaro che ne rappresenti il valore economico.

La prestazione deve essere:

lecita: l’obbligazione non deve urtare contro norme imperative, ordine

- pubblico e buon costume,

possibile: un debitore medio deve essere in grado di eseguire quella

- prestazione,

determinata: quando sono fissati gli aspetti quantitativi e qualitativi,

- determinabile: quando sono dedotti i criteri attraverso cui determinare

- la prestazione.

Sono prestazioni:

fungibili: per il creditore è irrilevante chi gli procura il diritto che può

- esigere.

infungibili: quando assumono rilievo le qualità personali del debitore.

-

La prestazione che forma oggetto dell’obbligazione può essere:

una prestazione di dare o consegnare: consegna di un bene o

- trasferimento di un diritto, pagamento di una somma di denaro.

Si distinguono: obbligazioni di genere: consistono nella consegna di

una cosa, di qualità non inferiore alla media, determinata solo dal

genere come il denaro / obbligazioni di specie: consistono nella

consegna di una cosa, da custodire fino alla consegna, determinata

nella sua identità come un determinato appartamento.

una prestazione di fare: si ha: obbligazione di mezzi: quando il

- debitore è obbligato a svolgere a favore del creditore una determinata

attività senza garantire il risultato che da questa attività il creditore si

attende. Il rischio della mancata realizzazione del risultato grava

sul creditore. / obbligazione di risultati: il debitore è obbligato

verso il creditore a realizzare anche il risultato. Il rischio grava sul

debitore.

una prestazione di non fare, detta anche negativa, ad esempio un

- imprenditore che si obbliga a non fare concorrenza.

Solidarietà o parziarietà: quando in un rapporto obbligatorio ci sono più

creditori di un medesimo debitore o più debitori di un medesimo creditore.

Quando si parla di solidarietà, si fa però riferimento a quella attiva

disciplinata dall’art. 1294, mentre quella passiva no.

Di conseguenza, più debitori obbligati per una medesima prestazione

saranno debitori in solido, se non si è previsto diversamente.

Nei rapporti interni fra concreditori e condebitori, l’obbligazione si

divide: il concreditore che ha riscosso dovrà corrispondere agli altri la parte

della prestazione che gli spetta, il condebitore che ha adempiuto potrà

ottenere il rimborso della parte da ciascuno dovuta (azione di regresso).

Schema dei vari tipi di obbligazioni:

Obbligazione solidale:

- Attiva: quando ciascuno dei creditori di un medesimo debitore può

rivolgersi a questo ed esigere da lui l’intera prestazione. In questo modo

il debitore è libero dall’obbligazione nei confronti di tutti i creditori. Il

concreditore che ha riscosso dovrà poi corrispondere agli altri la parte

della prestazione che gli spetta.

Passiva: quando ciascuno dei debitori di un medesimo creditore può

essere costretto da questo ad eseguire l’intera prestazione, con la

conseguenza di liberare dall’obbligazione anche gli altri debitori. Il

condebitore che ha adempiuto avrà azione di regresso verso gli altri per

ottenere da essi il rimborso della parte dovuta da ciascuno. Se uno di

essi è insolvente, perché non è in grado di versare la sua parte, la

perdita si ripartisce fra gli altri che pagheranno più di quanto sarebbe

loro aspettato.

Obbligazione parziaria:

- Attiva: quando ciascuno dei creditori di un medesimo debitore può

esigere da questo solo la sua parte della prestazione.

Passiva: quando ciascuno dei debitori di un medesimo creditore può

essere costretto a pagare solo la sua parte. Il creditore, per ottenere

l’intero, dovrà agire nei confronti di tutti.

PIU’ DEBITORI: LA SOLIDARIETA’ è LA REGOLA (parziarietà

eccezione)

PIU’ CREDITORI: LA PARZIARIETA’ è LA REGOLA (solidarietà deve

essere pattuita)

SI EVINCE SEMPRE UN FAVORE PER IL CREDITORE sia: nella

solidarietà attiva perché il creditore è esonerato dal rischio

dell’insolvenza dei singoli condebitori e può esigere l’intero da quello

che fra i condebitori gli appare più solvibile / sia nella parziarietà

attiva che permette a ciascuno concreditore di realizzare direttamente

quanto gli spetta.

Obbligazione indivisibile: la prestazione consiste nella consegna di

- una cosa indivisibile o in una prestazione di fare indivisibile.

L’obbligazione sarà necessariamente solidale. Può essere assoluta

quando la cosa è indivisibile per natura (cavallo) oppure relativa

quando la cosa è divisibile ma le parti la considerano indivisibile.

(obbligazione di vendere appartamento assunta da 2 comproprietari)

c.d. indivisibilità soggettiva

Obbligazione divisibile: quando, in ipotesi di una pluralità di creditori o

- debitori, è possibile l’adempimento parziario. (somma di denaro)

Obbligazione semplice: ha per oggetto una sola prestazione che il

- debitore deve eseguire per liberarsi.

Obbligazione alternativa: può avere ad oggetto due o più prestazioni,

- in alternativa fra loro. Il debitore si libera eseguendo una delle due

prestazioni dedotte in obbligazione ma, sebbene la facoltà di scelta

spetta a lui, non può costringere il creditore a ricevere parte di una e

parte dell’altra. (concorso a premi con 2 premi in palio tra cui scegliere).

Se prima della scelta, una delle due prestazioni diventa impossibile,

l’obbligazione si concreta nell’altra. Se la prestazione diventa

impossibile dopo la scelta, il debitore è liberato dall’obbligazione.

Obbligazione facoltativa: ha ad oggetto una sola prestazione da

- eseguire ma il debitore può liberarsi eseguendone un’altra, già

individuata in precedenza dal creditore. È pertanto semplice.

(compravendita di un’area edificabile in cui è previsto un corrispettivo in

danaro ma con facoltà dell’acquirente di liberarsi trasferendo parte della

proprietà sull’immobile che verrà realizzato al venditore)

Obbligazioni pecuniarie

Il denaro è un bene, un mezzo di scambio. Lo si definisce anche moneta o

valuta. Sono obbligazioni pecuniarie o debiti di valuta: quelle che hanno per

oggetto la consegna di una certa quantità di denaro.

Principio nominalistico: la moneta è presa in considerazione per il suo

valore nominale, non per il suo potere d’acquisto. Tale principio giova al

debitore e nuoce al creditore in periodi di inflazione: il debitore si libera

pagando una somma di denaro che, in termini reali, risulta inferiore rispetto a

quella a cui era obbligato. Accade il contrario nei periodi di deflazione.

Bisogna distinguere:

Obbligazione di valuta: hanno ad oggetto una somma di denaro

- determinata solo in riferimento al suo valore nominale. Esempio il

pagamento di una cosa acquistata. In questo il denaro è un bene, un

mezzo di scambio

Obbligazione di valore: hanno ad oggetto una somma di denaro che

- deve essere determinata con riferimento ad un valore di un altro

bene. Esempio obbligazione di risarcimento del danno. Il denaro è

l’equivalente economico di un bene.

Obbligazione degli interessi

Gli interessi sono i frutti civili delle obbligazioni pecuniarie, dovuti da chi

utilizza un capitale non suo o da chi ne ritarda il pagamento.

Caratteristiche dell’interesse: è un:

Obbligazione pecuniaria accessoria ad un’obbligazione

- pecuniaria. Infatti è il pagamento di una somma di denaro per il

godimento di una somma di denaro altrui, bene fruttifero per eccellenza.

Si determina in misura percentuale rispetto alla somma oggetto

- dell’obbligazione principale,

È calcolata in ragione del tempo: essendo accessoria segue

- l’andamento dell’obbligazione pecuniaria principale. Se per esempio ne

trasferisco una, trasferisco anche l’altra. Tuttavia, rimanendo

un’obbligazione distinta può comunque seguire una disciplina diversa e

posso, per esempio, pagare gli interessi prima del trasferimento.

Gli interessi sono:

Convenzionali: quando le parti, nel titolo costitutivo dell’obbligazione,

- pattuiscono che il debitore sia tenuto a pagare al creditore degli

interessi. Se le parti non fissano il tasso di interesse, si applica quello

legale del 10%,

Corrispettivi: i crediti pecuniari liquidi ed esigibili producono interessi,

- nella misura legale, di pieno diritto, ossia automaticamente, anche se

non pattuiti e senza bisogno di domanda giudiziale o di costituzione in

mora del debitore, purché la legge o il titolo non stabiliscano

diversamente,

Compensativi: gli interessi decorrono anche se il credito non è ancora

- esigibile, sono dovuti a compenso del godimento del denaro altrui.

Moratori: quando il debitore di una somma di denaro è in mora, ossia

- in ritardo nel pagamento, deve al creditore gli interessi legali, anche se

non erano dovuti precedentemente e senza che il creditore provi di aver

sofferto realmente un danno. Hanno natura risarcitoria perché sono

dovuti in conseguenza del ritardo dell’adempimento.

MODIFICAZIONE DEI SOGGETTI DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO

Ai soggetti originari del rapporto obbligatorio possono sostituirsi od

aggiungersi altri soggetti

Di cessione del credito: la legge parla per indicare :

Da un lato, il contratto con il quale il creditore (cedente) pattuisce con

- un terzo (cessionario) il trasferimento in capo a quest'ultimo del suo

diritto verso il debitore (ceduto),

Dall’altro lato, l'effetto di tale contratto e cioè il trasferimento del

- credito in capo al cessionario, ovvero il terzo.

Non è necessario, perché il trasferimento del credito si attui, che il debitore

presti il suo consenso: affinché la cessione abbia efficacia nei confronti del

debitore ceduto, occorre che gli venga notificata, dal cedente o dal

cessionario, la cessione.

Qualunque credito può formare oggetto di cessione salvo che:

-abbia carattere strettamente personale, ovvero sia vietato il trasferimento

dalla legge, la cessione sia stata convenzionalmente esclusa dalle parti ma in

questo caso il patto di non trasferibilità non è opponibile al cessionario se non

si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione. Anche i crediti futuri

possono essere oggetto di cessione ma a titolo oneroso.

Efficacia di fronte ai terzi: con l'accettazione o la notificazione della

cessione.

Effetti: l'obbligazione rimane inalterata e il debitore ceduto può opporre al

cessionario le stesse eccezioni che poteva opporre al cedente, ma non può

opporre in compensazione al cessionario un controcredito verso il cedente

qualora abbia accettato la cessione, ovvero qualora si tratti di credito sorto

posteriormente alla cessione.

Il cedente (creditore) è tenuto a garantire l'esistenza del credito, ma non

risponde affatto se il debitore risulta insolvente; il cedente può peraltro

garantire la solvenza del debitore.

Quando la cessione sia stata effettuata per estinguere un debito del cedente

verso il cessionario (terzo), si presume che la cessione avvenga pro

solvendo (il cedente si libera solo quando il debitore salda il proprio

debito al cessionario).

Qualora risulti una diversa volontà delle parti, nel senso che il cessionario

liberi senz'altro il cedente dall'obbligo che quest'ultimo aveva nei suoi

confronti, accollandosi pertanto l'intero rischio della solvenza del debitore

ceduto, si parla di cessione pro soluto, ed il cedente si libera grazie al

cessionario. (il cedente rimborsa al cessionario gli interessi oltre il danno,

nel caso il debitore garantito adempiente non paghi )

Contratto di factoring: un'impresa specializzata (il factor) si impegna, contro

il pagamento di una commissione variabile a seconda dell'entità degli obblighi

assunti, a gestire, per conto di un'impresa cliente, l'amministrazione di tutti o

di parte dei crediti, di cui quest'ultima diventa titolare verso i propri clienti

nella gestione della sua attività imprenditoriale. La cessione può essere pro

solvendo o pro soluto.

Altre figure di successione nel lato attivo sono la delegazione attiva e la

surrogazione per pagamento.

Per il creditore non è affatto indifferente avere come debitore una persona

invece di un'altra, perché una può essere solvibile e l'altra no, perciò la

sostituzione del debitore non è possibile senza l'espressa volontà del

creditore.

Delegazione: quando una persona (delegante) ordina o invita un'altra

persona (delegato) ad eseguire (delegatio solvendi) o a promettere di

eseguire (delegatio promittendi) un determinato pagamento a favore di un

terzo soggetto (delegatario).

Nel primo caso (delegazione attiva): delegatio solvendi: il delegante invita

il delegato ad effettuare un determinato pagamento a favore del delegatario

(è il caso dell'assegno bancario).

Nel secondo caso (delegazione passiva): delegatio promittendi: il

delegante ordina al delegato di assumere l'obbligo di effettuare

successivamente un determinato pagamento al delegatario (è il caso della

cambiale).

Un terzo può assumere verso il creditore il debito di un altro soggetto,

promettendo che provvederà lui al pagamento; quest'obbligo può essere

assunto spontaneamente e il contratto con il quale il creditore e il terzo

convengono che il terzo si assuma il debito si chiama espromissione. Il

terzo espromittente subentra nella stessa posizione del debitore originario.

Differenza con la delegazione sta nel carattere della spontaneità.

Accollo: è un contratto tra il debitore (accollato) e un terzo (accollante), con

il quale quest'ultimo assume a proprio carico l'onere di procurare il

pagamento al creditore (accollatario).

Può essere:

Semplice (o interno): il creditore si impegna solo verso l'accollato,

- verso il debitore principale (il creditore non acquista un nuovo debitore),

esterno: si ha quando l'accordo tra accollante (il terzo) e accollato (il

- debitore) si presenta come un contratto a favore dell’accollatario, ossia

è destinato a favore del creditore, può essere:

cumulativo: se il debitore originario resta obbligato in solido con

l'accollante,

liberatorio o privativo: se il debitore originario resta liberato,

rimanendo obbligato in sua vece l'accollante ovvero il terzo.

Sono opponibili al creditore le eccezioni relative al rapporto tra l'accollante e il

debitore originario.

ESTINZIONE DELL’OBBLIGAZIONE

Adempimento art. 1218: il tipico fatto estintivo del rapporto obbligatorio, è

l’esatta estinzione da parte del debitore della prestazione che forma oggetto

dell’obbligazione. Consegue l’estinzione dell’obbligazione e la liberazione del

debitore.

L'adempimento o pagamento consiste nell’esatta realizzazione della

prestazione dovuta. Il debitore è tenuto ad adempiere esattamente la

prestazione dovuta, il creditore può, se vuole, rifiutare un pagamento

parziale.

Per valutare la regolarità dell'adempimento sono importanti:

destinatario del pagamento: il debitore, quando si tratti di

- un'obbligazione di dare, deve eseguire il pagamento nelle mani del

creditore, ma occorre che si accerti che questi abbia la capacità legale

di ricevere, perché altrimenti il debitore può essere obbligato a pagare

una seconda volta, il debitore può se vuole pagare una persona che il

creditore ha legittimato a ricevere il pagamento. Se paga una persona

non legittimata non si libera dall’obbligazione a meno che il creditore

non ratifichi il pagamento

luogo dell'adempimento: è di regola determinato nel titolo costitutivo

- del rapporto ovvero è determinato dagli usi o dalla natura stessa della

prestazione, (il legislatore ha dettato delle regole suppletive sempre in

conformità al titolo costitutivo)

tempo dell'adempimento: può essere immediato o a termine, quando

- per l'adempimento risulti fissato un termine, si presume che questo sia

a favore del debitore: ossia il creditore non può esigere la prestazione

prima della scadenza, mentre il debitore può pretendere di adempiere

anche prima del termine fissato (avviene l'inverso se il termine risulta

fissato a favore del creditore).

Adempimento del terzo:

-Se la prestazione è:

Prestazione infungibile: il creditore può legittimamente rifiutare la

prestazione che il debitore gli proponga di far eseguire da un suo sostituto,

(attore scritturato come protagonista di una pièce teatrale)

Prestazione fungibile: il creditore non può legittimamente rifiutare la

prestazione che gli venga offerta da un terzo. (la dazione di una somma di

denaro, è quindi indifferente chi sia ad adempiere)-l’adempimento dell’obbligo

altrui è diverso dalla promessa di adempiere un obbligo altrui (fatta mediante

figure come accollo espromissione)

Imputazione: una persona può avere più debiti dello stesso genere con

un'altra persona: può diventare importante stabilire quali debiti vengono

saldati se il debitore fa un pagamento inferiore al totale dei suoi debiti. La

legge riconosce al debitore la facoltà di dichiarare, quando paga, quale debito

intende soddisfare: in mancanza di ciò, il pagamento deve essere destinato

(imputato) al debito scaduto:

tra più debiti scaduti: imputato a quello meno garantito,

- tra più debiti ugualmente garantiti: imputato al più oneroso per il

- debitore,

tra più debiti ugualmente onerosi: al più antico.

-

Se tali criteri non soccorrono, l'imputazione va fatta proporzionalmente ai vari

debiti.

Surrogazione: il pagamento può dar luogo alla sostituzione del creditore con

un’altra persona. In tal caso l'obbligo non si estingue, ma muta direzione, in

quanto all'originario creditore si sostituisce un altro creditore. La

surrogazione suppone che l’obbligazione sia adempiuta mentre la cessione

del credito e la delegazione attiva suppongono che l’adempimento non si sia

ancora verificato. Essa può avvenire per volontà del debitore (quando

surroga il mutuante nella posizione di creditore), per volontà del creditore

(ricevendo il pagamento di un terzo decide di farlo subentrare nei propri diritti

verso il debitore), per volontà della legge art. 1203

Il creditore può legittimamente rifiutare di accettare una prestazione diversa

da quella dedotta in obbligazione, anche qualora si tratti di prestazione

avente valore eguale o addirittura maggiore.

Non sempre il creditore ha interesse a liberare il debitore per i motivi più

diversi (quando vuole dimostrare l’inadempienza del debitore per ottenere la

risoluzione del contratto o per divergenza tra le parti.

Mora del creditore (mora credendi): ha luogo quando il creditore senza

legittimo motivo rifiuta di ricevere il pagamento offertogli dal debitore, oppure

omette di compiere gli atti preparatori per il ricevimento della prestazione.

Perché si abbia mora credendi è necessario che il debitore faccia al

creditore un’offerta della prestazione secondo le seguenti modalità:

solenne o formale: compiuta da pubblico ufficiale. È reale se

- l’obbligazione ha per oggetto denaro, titoli di credito oppure cose mobili

da consegnare al domicilio del creditore;

secondo gli usi: fatta direttamente dal debitore. Se il creditore non

- dà seguito a ciò, il debitore deve attuare: il deposito: è in ogni caso

necessario perché il debitore ottenga la liberazione dall'obbligazione.

Deve depositare la somma dovuta in una banca o delle altre cose

mobili nel luogo indicato dal giudice o con la consegna degli immobili al

sequestratario nominato dal giudice (sequestro).

Modi di estinzione diversi dall’adempimento:

Compensazione: quando tra due persone intercorrono rapporti

obbligatori reciproci (il creditore è al tempo stesso debitore in un altro

rapporto nei confronti del medesimo soggetto). I due rapporti possono

estinguersi, in modo totale o parziale, senza bisogno di provvedere ai

rispettivi adempimenti. (tizio è creditore verso l’inps e debitore verso lo stesso

per somme percepite non dovute, si avrà solo un accertamento contabile di

dare ed avere.

Tre tipi:

Compensazione legale: richiede:

1) 1) l'omogeneità delle prestazioni dovute, (somma o quantità di cose

fungibili dello stesso genere)

2) la liquidità di entrambi i crediti ovvero si conosce il loro preciso

ammontare,

3) l'esigibilità dei crediti stessi. (suscettibili di richiesta di immediato

adempimento da parte del creditore)

Compensazione giudiziale: se nel corso di un giudizio è invocato un

2) credito liquido ed esigibile e l'altra parte oppone in compensazione un

controcredito omogeneo ed anch'esso esigibile, ma non ancora liquido,

il giudice può dichiarare l'estinzione dei due debiti fino alla quantità

corrispondente, a condizione che il credito opposto in compensazione

sia di facile e pronta liquidazione.

Compensazione volontaria: se i debiti non hanno i requisiti per dar

3) luogo alla compensazione legale o giudiziale, la loro estinzione per

compensazione può verificarsi soltanto in forza di uno specifico

contratto, con il quale le parti rinunciano scambievolmente, in tutto o in

parte, ai rispettivi crediti.

La compensazione non è ammessa tra un'obbligazione civile e

un'obbligazione naturale.

Confusione: qualora le qualità di creditore e di debitore vengano a trovarsi

riunite nella stessa persona, l'obbligazione si estingue. (in caso di

successione ereditaria non si ha confusione se l’erede accetta con il beneficio

di inventario)

Novazione: è un contratto con il quale i soggetti di un rapporto obbligatorio

sostituiscono un nuovo rapporto a quello originario.

Può essere:

Soggettiva: il negozio estingue l’obbligazione d’origine e ne crea una

- nuova avente per soggetto passivo un nuovo debitore,

Oggettiva: quando si modifica o l’oggetto o il titolo

- dell’obbligazione.

Elementi caratterizzanti:

Animus novandi: la volontà, l’intento,

- Aliquid novi: l’indicazione del nuovo titolo od oggetto,

- Obligatio novanda: l’indicazione dell’obbligazione originale che si

- vuole mutare in quella nuova.

Remissione: è la rinuncia del creditore al credito. Essa consiste in un

negozio unilaterale recettizio, che produce effetto quando la dichiarazione è

comunicata al debitore che, peraltro, può dichiarare di non volerne profittare.

Impossibilità sopravvenuta: estingue l'obbligazione liberando il debitore, se

essa dipende da causa non imputabile al debitore, ossia se la prestazione

è diventata impossibile senza colpa del debitore ed ha carattere definitivo.

È importante che la situazione sopravvenuta sia tale da non poter

essere superata con lo sforzo diligente del debitore. Nel caso la

situazione sopravvenuta sia dovuta ad una causa imputabile al

debitore , egli è tenuto al risarcimento del danno.

L’INADEMPIMENTO E LA MORA

Il debitore è tenuto ad eseguire esattamente la prestazione dovuta e se a ciò

non provvede, egli è inadempiente.

Adempimento: l’attuazione della prestazione che forma oggetto

dell’obbligazione.

L’inadempimento può essere:

Inadempimento (totale): è imputabile al debitore, che ne risponde con

l'obbligo di risarcire i danni che la mancata esecuzione della prestazione

provoca al creditore. Art.1218 , se l’inadempimento è determinato da

impossibilità non imputabile al debitore, l’obbligazione si estingue ed il

debitore non è più tenuto ad adempiere.

Adempimento inesatto (o inadempimento parziale): la prestazione

eseguita differisce quantitativamente o qualitativamente da quella dovuta.

L’inadempimento può ancora distinguersi in:

Inadempimento assoluto: quando non soltanto la prestazione non è stata

ancora adempiuta, ma oramai l'adempimento non potrà più verificarsi, alla

prestazione originariamente dovuta si sostituisce il risarcimento dei danni

provocati al creditore.

Inadempimento relativo: quando il debitore non ha ancora eseguito la

prestazione dovuta, ma l'adempimento può ancora verificarsi. Il ritardo, o

l’inadempimento relativo, si chiama anche mora. (situazione transitoria

perché destinata a sfociare in un adempimento tardivo ovvero un

inadempimento definitivo).

Il ritardo va distinto dalla mora debendi che si ha quando concorrono 3

presupposti:

il ritardo nell’adempimento, l’imputabilità del ritardo al debitore, intimazione o

richiesta per iscritto fatta dal creditore;

Mora debendi, mora del debitore: presuppone l’imputabilità del ritardo al

debitore, può verificarsi:

ex re, automaticamente, per il fatto del solo ritardo,

- ex persona, mediante un atto di costituzione in mora, con cui il

- creditore richiede per iscritto l'adempimento.

Gli effetti della mora debendi sono:

l'obbligo di risarcire il danno per il ritardo nell'adempimento,

- il passaggio del rischio: se la prestazione diventa impossibile,

- l'obbligazione si estingue.

La conseguenza sanzionatoria principale dell'inadempimento imputabile al

debitore è l'obbligo, a suo carico, di risarcire al creditore il danno

arrecatogli.

In ogni caso il risarcimento del danno deve comprendere:

la perdita subita dal creditore,

- il mancato guadagno,

- è risarcibile solo il danno che sia conseguenza immediata e diretta

- dell'inadempimento.

È regola generale che gravi sul creditore, quando pretende il risarcimento,

l'onere di provare i singoli fattori lesivi per i quali pretende di essere

risarcito.

Nelle obbligazioni pecuniarie dal giorno della mora, il debitore che non

abbia pagato la somma dovuta è tenuto automaticamente a pagare anche,

oltre al capitale che avrebbe dovuto versare, gli interessi moratori.

L'entità di tali interessi può essere stata stabilita:

ex ante,

- può essere uguale al tasso legale del 10%,

- può essere uguale al tasso d'interesse precedentemente stabilito per

- l'obbligazione, se è maggiore di quello legale.

La liquidazione del danno viene diminuita se a determinare il danno ha

concorso un fatto colposo del creditore.

Se è il creditore ad essere in mora, il debitore non deve più gli interessi,

né i frutti della cosa e può pretendere il risarcimento dei danni che il

comportamento del creditore gli abbia procurato, oltre il rimborso delle

eventuali spese sostenute per la custodia e la conservazione della cosa

dovuta.

RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE DEL DEBITORE

Se il debitore non adempie la prestazione dovuta, il creditore può promuovere

il processo esecutivo sui beni del debitore, facendoli espropriare secondo

le regole di procedura civile, o attraverso l’esecuzione forzata del suo credito

in forma specifica. Il debitore risponde con tutti i suoi beni presenti e futuri.

(costituisce una sorta di garanzia del creditore).

Più creditori: tutti hanno uguale diritto di soddisfarsi con il ricavato della

vendita dei beni del debitore (par condicio creditorum), a meno che la

legge non attribuisca ad alcuni di questi una preferenza al soddisfacimento.

Cause legittime di prelazione: consistono nel diritto di preferenza che è

riconosciuto dalla legge a determinati crediti. Sono il pegno, l’ipoteca ed i

privilegi.

Quindi:

il debito ha per oggetto quella specifica prestazione che è stata dedotta

- in obbligazione. La responsabilità ha per oggetto l’intero patrimonio del

debitore,

il credito è il diritto ad una data prestazione, dedotta in obbligazione. La

- garanzia del credito è costituita dall’intero patrimonio del debitore.

PRIVILEGI: sono diritti di preferenza accordati dalla legge a determinati

crediti in considerazione della causa del credito, ossia dalla specifica natura

del rapporto.

Può essere:

generale: spetta su tutti i beni mobili del debitore,

- speciale: solo su determinati beni, mobili o immobili. (costituisce il

- diritto reale di garanzia)

Creditori chirografari: non sono muniti di cause di prelazione.

Creditori privilegiati: possono usufruire di cause di prelazione.

PEGNO ED IPOTECA sono come i privilegi ,cause legittime di prelazione

e: Sono diritti reali minori di garanzia su cose altrui,

- Sono inerenti ai beni su cui sono costituiti,

- Attribuiscono al creditore il diritto di sequela, cioè il potere di

- esercitare la garanzia, espropriando il bene e soddisfacendosi sul

prezzo ricavato dalla vendita, anche se la proprietà del bene è stata

passata ad altri.

Non hanno mai carattere generale, ma concernono sempre beni

determinati. Mentre il privilegio generale non ha carattere reale

Differenze con i privilegi:

i privilegi sono stabiliti dalla legge per la causa del credito e quindi il

- credito fin dal momento della nascita è privilegiato o no;

il pegno e l'ipoteca hanno bisogno di un proprio titolo costitutivo, infatti

- possono essere concessi anche da un terzo che risponde garantendo

solo con il bene su cui c’è il pegno e l’ipoteca mentre i privilegi cadono

sempre sul bene del debitore

-

Differenze tra pegno ed ipoteca:

pegno: il possesso della cosa passa al creditore

1) ipoteca: il possesso rimane al debitore

pegno: ha per oggetto beni mobili

2) ipoteca: ha per oggetto beni immobili o diritti reali immobiliari

La legge vieta il patto commissorio: il patto con il quale si conviene ex ante

che, in mancanza di pagamento del credito, la proprietà della cosa, data in

pegno o ipoteca, passerà automaticamente al creditore.

PEGNO art. 2784: è un diritto reale, che si costituisce per contratto, su una

cosa mobile del debitore o di un terzo, che il creditore può acquistare per

concessione del proprietario, a garanzia del suo credito.

Quando si tratta di una cosa mobile, si perfeziona con la consegna.

Quando si tratta di crediti, si perfeziona con la notificazione.

È vietato il suppegno ossia il pegno che abbia per oggetto un altro

diritto di pegno

Il pegno attribuisce al creditore dei diritti come:

Il diritto di prelazione che comporta che sul ricavato della vendita del

- bene costituito in pegno, il creditore possa soddisfarsi, con priorità

rispetto ai creditori chirografari e ad altri eventuali creditori. Ciò perfino

se nel frattempo la cosa sia stata trasferita in proprietà di terzi, purché

la cosa sia rimasta in suo possesso.

Il diritto di procedere ad esecuzione forzata sul bene, anche nei

- confronti del terzo acquirente per conseguire quanto gli è dovuto se il

debitore non adempie spontaneamente.

Pegno irregolare: quando a garanzia del credito vengono consegnate

- cose fungibili come somme di denaro, il creditore ne acquista la

disponibilità e diviene debitore della somma, si parla infatti di cauzione.

Effetti della costituzione del pegno:

il creditore ha diritto di trattenere il bene ma, ha anche l'obbligo di

- custodirla,

non si attribuiscono poteri che vanno al di là della funzione di

- garanzia,

il creditore può chiedere che il bene sia venduto da un mediatore,

- previa intimazione al debitore, e può anche domandare al giudice che

la cosa gli venga assegnata in proprietà, sempre che non abbia

valore superiore al credito.

IPOTECA art. 2810: è un diritto reale di garanzia, che attribuisce al creditore

il potere di espropriare il bene sul quale l'ipoteca è costituita e di essere

soddisfatto, con preferenza, sul prezzo ricavato dall'espropriazione.

Caratteristiche (in comune con il pegno):

specialità: non può cadere solo su beni determinati,

- indivisibilità: sussiste per intero sopra tutti i beni vincolati, sopra

- ciascuno di essi e sopra ogni loro parte.

Carattere principale dell'ipoteca è la sua pubblicità: non esistono ipoteche

occulte.

La pubblicità dell'ipoteca ha carattere costitutivo (a differenza della

trascrizione immobiliare): si costituisce mediante iscrizione nei pubblici

registri: questo è un elemento essenziale per il sorgere dell'ipoteca non solo

rispetto ai terzi, ma anche tra le parti.

Oggetto dell'ipoteca:

immobili con le loro pertinenze,

- i mobili registrati,

- le rendite dello Stato.

-

Poiché la cosa accessoria segue il destino della cosa principale, l'ipoteca si

estende ai miglioramenti, alle costruzioni e alle altre accessioni

dell'immobile ipotecato.

Ipoteca legale: in alcune ipotesi, previste espressamente dalla legge,

attribuisce a determinati creditori, in vista della causa del credito meritevole di

particolare protezione, il diritto di ottenere unilateralmente l'iscrizione

dell'ipoteca sui beni del debitore.

Spetta:

all'alienante sopra gli immobili alienati, che non sia stato pagato

- dall’acquirente

ai coeredi, ai soci e agli altri condividenti, a garanzia dei conguagli in

- denaro che gli spettano. Il conguaglio è, nelle operazioni contabili, il

ripristino del pareggio tra due partite di dare e avere.

allo Stato sui beni del condannato in giudizio penale, a garanzia del

- pagamento delle pene pecuniarie.

Ipoteca giudiziale: qualsiasi sentenza di condanna del debitore al

pagamento di una somma di denaro, costituisce titolo per iscrivere ipoteca sui

beni del debitore stesso.

Ipoteca volontaria: può essere iscritta in base a un contratto o anche ad una

dichiarazione unilaterale di volontà del concedente.

L'ipoteca prende grado dal momento della sua iscrizione: ogni iscrizione

riceve un numero d'ordine: questo numero d'ordine determina il grado

dell'ipoteca.

Non è vietato lo scambio del grado tra i creditori ipotecari, purché esso non

leda i creditori aventi gradi successivi.

Pubblicità ipotecaria si attua mediante:

Iscrizione: è l'atto con il quale l'ipoteca prende vita, si esegue

- nell'ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si trova l'immobile,

Annotazione: serve a rendere pubblico il trasferimento dell'ipoteca a

- favore di un’altra persona, anch'essa ha efficacia costitutiva. L'iscrizione

dell'ipoteca conserva il suo effetto per 20 anni dalla sua data,

Rinnovazione: serve appunto ad evitare che si verifichi l'estinzione

- dell'iscrizione: deve essere eseguita prima della scadenza dei 20 anni

altrimenti perde il grado,

Cancellazione: estingue l'ipoteca ed ha luogo di regola quando il

- credito è estinto o quando il creditore rinuncia all'ipoteca.

Terzo acquirente del bene ipotecato:

-

L'ipoteca ha efficacia anche nei confronti di chi acquista l'immobile dopo

l'iscrizione, costui però non è obbligato personalmente con tutti i suoi beni

verso i creditori che possono solo fare espropriare il bene ipotecato, anche

dopo il trasferimento.

Cause di estinzione dell'ipoteca: prescrizione dell'ipoteca (se si estingue il

credito per prescrizione si estingue anche l'ipoteca) e la rinuncia all'ipoteca.

I MEZZI DI CONSERVAZIONE DELLA GARANZIA PATRIMONIALE

Il creditore può valersi di specifici mezzi di conservazione della sua garanzia

patrimoniale.

Azione revocatoria: è uno strumento di reintegrazione della garanzia. Se il

debitore compie atti di disposizione del suo patrimonio, a titolo gratuito o

oneroso, che rechino pregiudizio del creditore, questo può chiedere al giudice

che l’atto di disposizione sia dichiarato inefficace nei suoi confronti, che sia

revocato. Il creditore potrà così soddisfarsi sul bene che ne ha formato

l’oggetto.

Il creditore deve provare:

Il fatto oggettivo del pregiudizio che l’atto di disposizione del debitore

- ha arrecato alle sue ragioni, ossia l’impossibilità per lui di soddisfare sul

restante patrimonio del debitore,

Il fatto soggettivo della conoscenza di questo pregiudizio da parte

- del debitore e, se l’atto di disposizione è a titolo oneroso, anche da

parte del terzo acquirente, ossia deve provare che questi sapeva che,

acquistando dal suo dante causa, pregiudicava la garanzia patrimoniale

dei creditori.

Se poi l’atto di disposizione è anteriore al sorgere del credito, deve

- provare l’ulteriore fatto soggettivo della dolosa preordinazione

dell’atto da parte del debitore, e se l’atto è a titolo oneroso, anche da

parte del terzo acquirente.

L’azione revocatoria si prescrive in 5 anni.

Azione surrogatoria: ciascun creditore può surrogarsi cioè sostituirsi al

debitore e, per assicurare che siano soddisfatte o conservate integre le sue

ragioni, esercitare i diritti e le azioni che al debitore spettano verso i terzi,

esclusi solo i diritti e le azioni di carattere strettamente personale.

Differenza: con l’azione revocatoria il creditore agisce solo a proprio

vantaggio, gli atti del debitore dichiarati inefficaci lo sono solo nei confronti

del creditore che ha agito, mentre restano efficaci rispetto agli altri creditori.

Con l’azione surrogatoria, si reintegra il patrimonio del debitore a

vantaggio di tutti i creditori, una volta che il bene è entrato nel patrimonio

del debitore, ciascun altro creditore può concorrere su di esso secondo le

regole generali.

Altri mezzi:

Decadenza del beneficio del termine: può accadere che, nella fase

- intermedia tra il sorgere del rapporto obbligatorio e la scadenza del

termine pattuito per l’adempimento, il debitore diventi insolvente, ossia

non sia più in grado di fare fronte ai pagamenti. Per il creditore si

delinea la negativa prospettiva che, fino a quando non sia raggiunto il

termine di scadenza, gli altri creditori daranno fondo a tutto ciò che

resta del patrimonio del debitore. A ciò il codice civile pone rimedio

concedendo al creditore di esigere immediatamente la prestazione e di

concorrere sul patrimonio del debitore insieme a tutti gli altri.

Diritto di ritenzione: il creditore, che detenga una cosa del debitore,

- può rifiutarsi di restituirla fino a quando il suo credito non viene

soddisfatto. È un diritto opponibile a terzi.

Sequestro: se il creditore ha motivo di temere che, prima di ottenere

- una sentenza che accerti il suo diritto, il debitore disperda tutto il proprio

patrimonio, può domandare al giudice il sequestro dei beni.

IL CONTRATTO

Art. 1321: è l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere

tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. È la figura più importante di

negozio giuridico.

Art. 1325 Elementi fondamentali del contratto:

Accordo delle parti: cioè l’incontro delle volontà delle parti, è

- l’elemento caratterizzante ed ineliminabile di qualsiasi tipo di contratto.

Tra 2 o più parti perché non esiste contratto con una sola parte. Il

negozio giuridico, il contratto, non può essere unilaterale ma per forza

almeno bilaterale.

Il contratto è perfezionato solo se e solo quando si raggiunge piena

coincidenza fra le dichiarazioni di volontà provenienti dalle diverse parti

contraenti. Può essere concluso:

in modo espresso: quando la volontà delle parti viene dichiarata, per

iscritto o oralmente o con qualsiasi altro segno

in modo tacito: quando la volontà delle parti non viene dichiarata ma si

desume dal loro comportamento.

Le dichiarazioni di volontà delle parti sono:

proposta: è la dichiarazione di volontà di chi assume l’iniziativa del

contratto

accettazione: è la dichiarazione di volontà di chi è destinatario della

propria proposta che la rivolge al proponente. Il destinatario è

pienamente libero di accettarla o respingerla.

Se l’accettazione è in tutto e per tutto conforme alla proposta vale,

altrimenti ha valore di nuova proposta.

Causa: è la funzione economico-sociale dell’atto di volontà.

- È previsto un controllo giudiziario sull’uso che i privati fanno della

propria autonomia contrattuale: in senso negativo per accertare se si

tratta di interessi illeciti, in senso positivo per accertare se gli interessi

perseguiti dalle parti siano meritevoli di tutela.

Requisito fondamentale: expressio causae: l’enunciazione esplicita

della causa. Il motivo invece è lo scopo pratico che spinge un soggetto

a porre in essere un negozio giuridico, non esce dalla sfera del

soggetto, i motivi quindi, variano da negozio a negozio. Il motivo può

avere rilevanza se: affitto un camera in occasione del palio di Siena

senza includere nel contratto il motivo ma il palio non si tiene, il motivo

assume rilevanza e viene individuato nel fatto che magari ho affittato

quella camera per un solo giorno, quel giorno, se il motivo è scritto nel

contratto il problema non si pone.

Nei contratti tipici è impossibile individuare una causa illecita e non è

sempre possibile individuare una funzione economico-sociale nei

contratti atipici.

La giurisprudenza concede rilevanza al motivo se è oggetto di patti

contrattuali o condizioni cui si subordina l’efficacia dell’atto, per rendere

rilevante il motivo si ricorre alla figura della presupposizione, l’errore sul

motivo non rende annullabile il contratto ma nel caso di atti liberali

come testamento e donazione, l’errore sul motivo rende impugnabile

l’atto a condizione che il motivo risulti dall’atto e che è il solo motivo che

ha determinato la liberalità

Oggetto: è la cosa o più in generale il diritto che il contratto trasferisce

- da una parte all’altra oppure la prestazione che una parte si obbliga ad

eseguire a favore dell’altra.

Deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

Cose future: una cosa attualmente inesistente può formare oggetto di

contratto se è suscettibile di venire ad esistenza.

Cose fuori commercio: è un oggetto giuridicamente impossibile.

Forma: per forma si intende la modalità di espressione della volontà

- individuale, nel contratto è un requisito soltanto nell’ipotesi in cui sia

richiesta dalla legge a pena di nullità, il principio fondamentale è quello

della libertà delle forme il cui scopo è la circolazione e produzione della

ricchezza. Possiamo distinguere:

forma scritta: per i contratti immobiliari o le locazioni, la legge richiede

tale forma che può essere atto pubblico (documento redatto dal notaio

in quale attesta le volontà dichiarate alla sua presenza delle parti)

oppure scrittura privata (documento redatto e sottoscritto dalle stesse

parti, senza la partecipazione di un pubblico ufficiale).

I mezzi di prova sono: l’atto pubblico in sé e l’autenticazione della

scrittura privata. L’art. 1352 ammette che le parti possono con apposito

accordo scritto pattuire di adottare una determinata forma per la

conclusione del contratto.

Autonomia contrattuale art 1322: è la libertà di contrarre

In senso negativo: significa che nessuno può essere spogliato dei

- propri beni o essere costretto ad eseguire prestazioni a favore di altri

contro o indipendentemente dalla propria volontà.

In senso positivo: significa che i privati possono, con un proprio atto di

- volontà, costituire o regolare o estinguere rapporti patrimoniali.

In questo significato positivo significa dunque che esiste:

libertà di scelta: fra i diversi tipi di contratto previsti dalla legge

libertà di determinazione del contenuto

Classificazione contratti:

Contratti tipici (o nominati): previsti e regolati dalla legge, hanno tutti

- una causa e per essi non si pone il problema di accertare la ricorrenza

o no della funzione economico-sociale / Contratti atipici: o

innominati, non sono previsti dalla legge. Per essi il giudice dovrà

accertare che siano diretti a realizzare interri meritevoli di tutela

secondo l’ordinamento giuridico. Dovrà accertare il requisito della

causa.

Contratti bilaterali: tra due parti / Contratti plurilaterali: tra più

- parti (contratto costitutivo di una società)

Contratti a titolo oneroso: accordo nel quale al sacrificio patrimoniale

- che una parte compie eseguendo una prestazione, corrisponde un

vantaggio patrimoniale che la stessa parte consegue ricevendo la

contro-prestazione dalla controparte. Si basa su uno scambio di

prestazioni / Contratto a titolo gratuito: contratto nel quale una

parte, a fronte della propria prestazione, non ottiene dall’altra parte un

vantaggio economico o patrimoniale, non c’è contro-prestazione

dell’altra parte. Ad esempio la donazione.

Contratti a prestazioni corrispettive (in essi ricade la maggior parte

- dei contratti quotidiani in cui le attribuzioni patrimoniali a carico di

una parte e a vantaggio della controparte sono legate da un nesso

di reciprocità) / Contratti con obbligazioni a carico di una

parte sola. Ad esempio la fideiussione, il deposito gratuito.

Contratti di scambio: la prestazione di ciascuna parte è a vantaggio

- della controparte / Contratti associativi: la prestazione di

ciascuno è diretta al conseguimento di uno scopo comune.

Contratti commutativi: sono i contratti in cui i reciproci sacrifici sono

- certi / Contratti aleatori: sono i contratti nei quali vi è incertezza

sui reciproci sacrifici.

Contratti a forma libera / Contratti a forma vincolata ( o

- solenni)

Contratti consensuali: si perfezionano con il semplice consenso o

- accordo delle parti / Contratti reali: richiedono, oltre il consenso

delle parti, la consegna del bene. Ad esempio il mutuo e il pegno.

Contratti efficacia reale: realizzano automaticamente per effetto del

- solo consenso il risultato perseguito / Contratti a efficacia

obbligatoria: obbligano le parti ad attuare il risultato perseguito.

LE TRATTATIVE E LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO

Per stipulare un contratto potrebbe essere necessario un periodo di trattative,

sia

per negoziare il contenuto, sia per svolgere quegli eventuali accertamenti

tecnici e legali che possono servire ad una delle parti per valutare la

convenienza dell'affare.

Durante queste trattative le parti sono libere di concludere o meno il contratto,

ma

debbono comportarsi secondo buona fede. (violando questo dovere si incorre

in responsabilità precontrattuale o culpa)

Colpa in contraendo: è di natura aquilina o extra contrattuale.

Mentre nel caso di inadempimento ( viene leso l’interesse positivo

all’esecuzione della prestazione dovuta in forza del contratto) è risarcibile

l'intero danno derivante dall' inadempienza, il risarcimento dovuto in caso di

culpa in contraendo, di responsabilità precontrattuale(viene leso un interesse

negativo, che sarebbe divenuto giuridicamente rilevante e tutelato se il

contratto fosse stato concluso acquistando un diritto alla prestazione), è

limitato alle spese e alle perdite che siano strettamente dipendenti dalle

trattative e al vantaggio che la parte avrebbe potuto conseguire se, invece di

impiegare la sua attività nella trattativa fallita, si fosse dedicata ad altre

contrattazioni.

Modalità di conclusione di un contratto:

sottoscrivendo un unico documento, attraverso lo scambio di due

- dichiarazioni scritte identiche, firmate ciascuna da una parte sola,

verbalmente.

-

FORMAZIONE DEL CONTRATTO:

Nel procedimento di formazione del contratto due sono gli atti fondamentali:

la proposta (con il quale il procedimento medesimo s’inizia) è la

- dichiarazione di volontà mediante la quale un soggetto manifesta ad un

altro soggetto l’intenzione di concludere un contratto, deve essere seria

e avere un contenuto predeterminato, devono infatti essere indicati gli

elementi essenziali del negozio , deve avere la stessa forma del

contratto che si vuole concludere, è revocabile ma può essere prevista

nel negozio la irrevocabilità con un termine.

l'accettazione (con il quale si chiude il procedimento) , chi riceve

- una proposta mantiene un comportamento silente , chi tace non

acconsente in questo caso infatti il silenzio vale dissenso , il contratto

non si conclude a meno che il silenzio non sia accompagnato o

circostanziato da comportamenti per effetto dei quali il contraente

manifesti volontà di conclusione (es. si da esecuzione), l’accettazione

deve essere conforme alla proposta. È recettizio come la proposta

perché rilevante ai fini della produzione degli effetti del contratto.

Entrambe sono prenegoziali.

Proposta e accettazione costituiscono entrambe dichiarazioni di volontà

unilaterali: quando alla preposta segue l'accettazione allora si ha l'accordo:

proposta ed accettazione si fondono in una volontà unica, la volontà

contrattuale.

Il contratto si considera concluso nel momento e nel luogo in cui il proponente

ha conoscenza dell'accettazione della proposta, comunicatagli dalla

controparte.

Teoria della cognizione: stabilisce la presunzione che la dichiarazione

diretta ad una persona si reputa conosciuta da questa non appena giunta al

destinatario: quindi per dimostrare che il contratto si è perfezionato, è

sufficiente dimostrare che la dichiarazione di accettazione è pervenuta

all'indirizzo del proponente.

Revoca: la proposta e l'accettazione possono essere ritirate mediante un atto

uguale e contrario.

Proposta: può essere revocata finché il contratto non sia concluso, tuttavia

se

l'accettante ne ha intrapreso in buona fede l'esecuzione prima di avere notizia

della revoca, il promittente è tenuto a indennizzarlo delle spese e delle

perdite da lui subite per l'iniziata esecuzione del contratto.

Accettazione: può essere revocata, ma la revoca, per essere efficace deve

giungere a conoscenza del proponente prima che gli pervenga l'accettazione.

La proposta perde automaticamente efficacia se, prima che il contratto sia

perfezionato, il proponente muore o diventa incapace (NB: la proposta non

è trasmissibile).

Il proponente può anche precludersi la facoltà di revoca, dichiarando che la

proposta è irrevocabile: in tal caso una eventuale revoca sarebbe

inefficace.

Un particolare tipo di proposta è l'offerta al pubblico: è valida benché

indirizzata a destinatari indeterminati, purché contenga gli estremi essenziali

del contratto alla cui conclusione è diretta. (offerta di sottoscrizione di alloggio

in albergo).

L'offerta al pubblico è revocabile come ogni altra proposta contrattuale, la

revoca è efficace anche in confronto di chi, essendo in precedenza venuto a

conoscenza dell'offerta, non sia invece venuto a conoscenza della revoca.

Contratti per adesione: le imprese che hanno a che fare con moltissimi

clienti. Per semplificare l'organizzazione, predispongono moduli standard di

contratto o formulari contrattuali, che fanno sottoscrivere alle controparti, e

nei quali inseriscono clausole uniformi, che sono per loro vantaggiose e che il

cliente non può discutere: o aderisce accettandole in blocco o rifiuta.

La legge ha riconosciuto efficacia a questi contratti: ma ha voluto tutelare

anche l'altro contraente per le più gravi clausole (clausole vessatorie come la

facoltà di recedere dal contratto, che determinano un significativo squilibrio

dei diritti ed obblighi), richiedendone la specifica approvazione per iscritto da

parte del contraente gravato. La mancanza di questa approvazione dà luogo

a difetto di norma essenziale o costitutiva e produce quindi la nullità della

clausola vessatoria, rilevabile perciò anche di ufficio dal giudice.

Dal contratto per adesione si distingue il contratto aperto all'adesione di terzi

o contratto pluriennale aperto (se costituisco una società).

Trascrizione: negli appositi pubblici registri. È il mezzo necessario per dare

pubblicità al contratto e portarlo a conoscenza dei terzi ed è opponibile ad

essi. L’effetto prodotto del contratto esce dalla sfera soggettiva delle parti e

diventa un fatto giuridico che si considera noto a tutti, anche a chi

eventualmente lo ignorasse (principio della presunzione legale di

conoscenza).

VALIDITA’ E INVALIDITA’ DEL CONTRATTO

Il contratto è invalido quando è in contrasto con una norma imperativa di

legge. L’invalidità può essere di due specie:

Nullità: ha portata generale, non occorre perché un contratto sia nullo

- che la nullità sia prevista dalla legge. Basta che una norma imperativa

sia stata violata (nullità virtuale).

Annullabilità: ha carattere speciale, ricorre quando sia stata prevista

- dalla legge come conseguenza della violazione di una norma

imperativa (annullabilità testuale).

NULLITA’: art. 1418. È la conseguenza voluta dall’ordinamento in seguito ad

un vizio particolarmente grave che colpisce un negozio giuridico: tale vizio

può consistere nella mancanza di un elemento essenziale, nell’illiceità del

negozio, della causa o dei motivi o infine per mancanza di requisiti relativi

all’oggetto. La conseguenza è inefficacia del contratto. Essa può essere

proposta da chiunque vi abbia interesse: legittimazione assoluta. La

rilevabilità d’ufficio non si può fare nei casi di annullabilità, dopo la sentenza

del 2015 fatta dalla cassazione e le nazioni unite il giudice qualora dovesse

rilevare una causa di nullità prima di dichiararla in sentenza deve permettere

il contraddittorio delle parti cioè devono poter dire la loro. Può essere fatta

valere la legittimazione da chiunque nel caso di nullità di protezione, a del

consumatore se nel contratto vengono opposte clausole vessatorie (sono

quelle che attribuiscono facoltà di recedere dal contratto o limitazioni della

responsabilità a colui che le ha predisposte) la nullità può essere fatta valere

solo dal consumatore

La nullità si ha per violazione di norme imperative o mancanza dei requisiti.

Vediamo nel dettaglio.

1)Norme imperative: sono le norme non derogabili per volontà delle parti. Si

distinguono da quelle dispositive che invece ammettono una diversa volontà

delle parti.

Talvolta la legge, pur di rendere certo il carattere imperativo della norma,

prefigura anche le conseguenze della sua violazione.

Tra le norme imperative abbiamo:

Nazionali,

- Comunitarie,

- Penali.

-

2)Mancanza dei requisiti del contratto: si distingue:

Mancanza dell’accordo delle parti: l’accordo si compone di

- dichiarazioni di volontà, mediante le quali ciascun contraente partecipa

all’accordo. In ciascuna dichiarazione si distingue la volontà: che il

soggetto forma entro la propria mente e la dichiarazione: costituita

dallo scritto o dalle parole. La volontà interna del soggetto è irrilevante

per il diritto. L’esterna dichiarazione invece produce effetti giuridici.

Il contratto è nullo quando nonostante la dichiarazione contrattuale è

resa all’esterno, manca l’interna volontà delle parti di produrre effetti

giuridici.

Mancanza della causa: nei contratti atipici

- Mancanza dell’oggetto: quando non è lecito, possibile, etc.

- Mancanza della forma: se richiesta, pena di nullità.

-

Contratto illecito art. 1418: è nullo, per illiceità della causa, dell’oggetto o

dei motivi e lo sono quando sono contrari a:

Norme imperative: la formula legislativa esprime una esigenza di

- difesa dei valori fondamentali della società, sia dei valori collettivi che

individuali. La difesa di tali valori fondamentali è realizzata con tali

norme imperative, che vietano determinati atti o attività. Ma l’espressa

formulazione di un divieto non è necessaria, in sede penale, per

l’applicazione di una pena. Bisogna prendere in esame anche gli altri

due elementi successivi.

Ordine pubblico: è costituito da quelle norme imperative che

- salvaguardano i valori fondamentali e che tuttavia, non sono

esplicitamente formulate dalla legge ma che si ricavano per implicito dal

sistema legislativo.

Buon costume: è costituito da quelle norme imperative, non esplicite,

- ma ricavabili per implicito dal sistema legislativo che comportano una

valutazione del comportamento del singolo in termini di moralità ed

onestà.

Illiceità dell’oggetto: lo è quando la cosa dedotta in contratto è il prodotto o

è lo strumento di attività contrarie a norme imperative, all’ordine pubblico e

buon costume.

Illiceità della causa: investa la funzione del contratto. È evidente che solo i

contratti atipici possono avere una causa illecita, mentre per i contratti tipici

ciò non è possibile dal momento che la causa è prevista dal legislatore.

Esempio: contratto in frode alla legge: quando costituisce il mezzo per

eludere l’applicazione di una norma imperativa: le parti mirano a realizzare un

risultato che la legge vieta ma, per non incorrere nell’applicazione della

norma imperativa che vieta, esse utilizzano uno o più contratti in sé leciti in

modo da realizzare, in concreto, un risultato equivalente a quello vietato.

Illiceità del motivo: il motivo per il quale le parti hanno concluso un contratto

è, di regola, irrilevante per il diritto. Diventa rilevante quando è illecito: ossia

contrario a norme imperative, ordine pubblico e buon costume. Ma il motivo

illecito deve presentare 2 requisiti:

Essere il motivo esclusivo del contratto

- Essere il motivo comune ad entrambe le parti.

-

Occorre che l’altra parte ne sia partecipe e miri a trarre personale vantaggio

dall’attività illecita che la prima parte si propone di esercitare.

ANNULLABILITA’: solo nei casi in cui la legge espressamente ricollega alla

violazione di norme imperative la speciale conseguenza dell’annullabilità.

1)INCAPACITA’. Si distingue in:

- LEGALE art. 1425: sono legalmente incapaci di contrattare colo che non

hanno ancora acquistato la legale capacità di agire e coloro che, pur

avendola acquistata, l’hanno successivamente perduta.

Sono i minori di 18 anni oppure gli infermi totali, gli interdetti, i condannati

all’ergastolo.

Il contratto concluso dall’incapace legale di agire è annullabile e

l’annullamento può essere domandato al giudice:

Da chi esercita la potestà sul minore (genitore o tutore), sul minore

- emancipato (curatore), sull’interdetto (tutore), sull’inabilitato (curatore),

Dallo stesso minore o emancipato o interdetto o inabilitato, una volta

- raggiunta la maggior età o una volta revocato lo stato di interdizione ed

inabilitazione,

Dagli eredi

-

L’annullamento può essere domandato solo entro 5 anni dalla sua data, o

se chiesto dall’incapace, dalla cessazione dello stato di incapacità.

In nessun caso l’annullamento del contratto può essere chiesto, a causa

dell’incapacità di una parte, dall’altro contraente capace: l’annullabilità del

contratto è prevista a protezione dell’incapace e il contraente capace non ha

alcuna giustificabile ragione per invocarla.

-NATURALE art. 1425: lo è chi è giuridicamente dotato di capacità legale. Ad

esempio l’incapacità di intendere e volere del maggiorenne affetto da

infermità mentale ma non interdetto né inabilitato. Chi si trova quindi in uno

stato temporaneo di incapacità di intendere e volere.

La legge esige dei requisiti e bisogna distinguere tra:

Atti: inclusi quelli unilaterali, sono annullabili su istanza dell’incapace o

- dei suoi eredi, solo se si prova che dall’atto deriva un pregiudizio grave

all’incapace stesso,

Contratti: sono annullabili su istanza dell’incapace o degli eredi, solo

- se si prova, oltre al pregiudizio grave, anche la mala fede dell’altro

contraente, il quale conosceva lo stato di incapacità mentale e il grave

pregiudizio per l’incapace o avrebbe potuto accertarlo con l’ordinaria

diligenza.

Eccezione: nel caso della donazione, l’incapacità naturale del donante

comporta annullabilità del contratto, anche se ignota al donatario.

2)VIZI DEL CONSENSO: l’errore consiste in una falsa conoscenza della

realtà, ad esso è equiparata l’ignoranza.

Errore motivo: è l’errore che insorge nella formazione della volontà

- prima che questa venga dichiarata all’esterno. L’errore motivo, per

essere causa di annullabilità del contratto, deve essere un errore

essenziale: è essenziale l’errore determinante del volere, ossia tale per

cui il contraente, se non fosse incorso in errore, non avrebbe concluso il

contratto. Inoltre deve essere riconoscibile dall’altro contraente.

( cioè quando la controparte usando la normale diligenza, avrebbe

potuto accorgersene)

Distinguiamo 4 ipotesi previste dalla legge di errore essenziale:

1)sulla natura od oggetto del contratto (stipulo compravendita a rate ma

è un leasing)

2)sull’identità dell’oggetto (credo siano viti quelli che voglio comprare

ma in realtà sono chiodi)

3)sull’identità o qualità personali dell’altro contraente

4)sui motivi del contratto (questo errore non ha carattere di essenzialità,

es. compro una casa dove ritengo che dovrò trasferirmi, il mio errore è

irrilevante)

Errore ostativo: è l’errore che cade sull’esterna dichiarazione, oppure

- è l’errore commesso dalla persona o dall’ufficio incaricato di trasmettere

la dichiarazione. Equiparato all’errore motivo dal codice civile. (es.

dichiarazione trasmessa per telegrafo). È l’errore che osta alla

formazione del negozio, esso presuppone che la volontà del dichiarante

sia correttamente formata in maniera non viziata, e poi espressa o

trasmessa con un contenuto che non rispecchia la volontà, l’errore vizio

invece, si verifica quando il soggetto ha malamente accertato le

circostanze e i presupposti di fatto del negozio cosi che la volontà

espressa nella dichiarazione risulta viziata dall’errore in cui è caduto il

dichiarante.

Dolo art.1439: consiste in quel comportamento ingannevole che si

- sostanzia in artifizi e raggiri grazie ai quali un soggetto cade in errore

nel compimento del negozio.

Per l’annullabilità dell’atto devono concorrere:

- Il raggiro o l’artificio

- Dolo deve essere determinante: senza di esso, la parte non avrebbe

contrattato, e il contratto è annullabile.

Raggiro del terzo: se sono vittima di raggiri di terzi, che nulla hanno a

che fare con l’altro contraente, per comportare l’annullamento del

contratto, deve essere noto al contraente che ne ha tratto vantaggio. La

legge qui protegge il contraente che ha tratto inconsapevole vantaggio

dal raggiro del terzo.

Distinguiamo dal dolo determinante il:

Dolo incidente: si ha quando la parte avrebbe ugualmente contratto

ma a condizioni diverse senza essere caduta in errore, ma l’inganno ha

giocato un ruolo fondamentale sul regolamento del negozio, di

conseguenza il contratto è valido e non è annullabile, e l’altro

contraente deve risarcire il danno subito.

Non occorre che l’errore sia essenziale, basta dimostrare che il

comportamento ingannevole abbia provocato un errore.

Si ha il dolo extracontrattuale quando un fatto doloso o colposo cagiona

ad altri un danno ingiusto obbligando al risarcimento del danno colui

che è stato l’artefice del fatto. Esso non è un dolo negoziale

Dolo commissivo: se si fonda su un comportamento attivo, raggiri o

artifizi, con il quale si induce una parte a considerare vera una falsa

rappresentazione della realtà.

Dolo omissivo: se si fonda su silenzi e reticenze, ma si richiede

sempre il comportamento ingannevole.

Il dolo quale vizio della volontà consiste in un determinato fatto

ossia la condotta di chi inganna, il dolo come elemento

intenzionale dell’illecito consiste nell’intenzione soggettivo-

psicologica di realizzare un determinato risultato.

Violenza: morale: consiste nell’estorcere il consenso di un soggetto

- con la minaccia che, se il consenso non verrà prestato, verrà inferto un

male alla sua persona o ai suoi beni. È il mezzo con il quale si costringe

una persona a dichiarare una propria volontà, ponendola di fronte

all’alternativa se rifiutare il consenso e soggiacere al male minacciato

oppure sottrarsi al male e prestare il proprio consenso. Può determinare

l’annullamento del negozio.

Violenza fisica: esclude la volontà del dichiarante e l’atto fisico in cui

consiste la manifestazione di volontà non è altro che il comportamento

materiale di un terzo e comporta nullità radicale del negozio.

La violenza si distingue dallo stato di pericolo es. un incendio che

pone in pericolo la vita di una persona a me cara ed io accedo alla

richiesta esosa fatta da chi ha la possibilità di intervenire per cercare di

salvarla. Se per effetto dello stato di pericolo una persona ha assunto

obbligazioni il negozio non è annullabile ma rescindibile art. 1447. Lo

stato di pericolo influisce sulla volontà del soggetto ma la legge non lo

considera vizio di volontà.

Ricapitolando:

Nullità: 1)mancanza di requisiti essenziali

2)illiceità della causa, oggetto, motivi CONTRO norme

imperative, ordine pubblico e buon costume.

Annullabilità: 1)incapacità di contrattare: legale o naturale

2)volontà di una delle parti dichiarata per: errore, dolo,

violenza.

CONSEGUENZE:

NULLITA’:

La dichiarazione di nullità può essere legittimamente richiesta da

- chiunque, anche da un terzo rispetto le parti, purché dimostri d’avervi

interesse.

La nullità può essere rilevata d’ufficio dal giudice, che può dichiarare

- nullo un contratto che sia stato dedotto in giudizio, anche in assenza di

un’apposita domanda o eccezione dell’interessato.

L’azione di nullità è imprescrittibile.

- La sentenza che dichiara nullità opera retroattivamente, eliminando

- ogni effetto del contratto, sia fra le parti sia rispetto ai terzi, anche se

questi sono in buona fede ed ignoravano la causa di nullità.


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Sabbo795

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Corso di laurea: Corso di laurea in management delle imprese internazionali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sabbo795 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parthenope - Uniparthenope o del prof Cesaro Vincenzo.

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