L'ordinamento comunitario
Complesso di norme ed istituzioni mediante le quali viene regolato e diretto lo svolgimento della vita sociale e rapporti tra i singoli. Collettività (chiese, partiti politici, sindacati) = gruppo organizzato solo se vi sono 3 condizioni:
- Rapporto disciplinato da regole di condotta,
- Regole di competenze/struttura/organizzazione che disciplinano appositi organi,
- Regole effettivamente osservate.
Nozione di ordinamento: il sistema di regole, modelli e schemi con i quali viene organizzata una collettività. La sua finalità è: ordinare e disciplinare la realtà sociale.
Regola dell'ordinamento
Norma giuridica: unità elementare del sistema del diritto, che viene consacrata in un documento normativo. Caratteri fondamentali:
- Generalità: la legge non è diretta ad un singolo individuo ma a tutti i consociati,
- Astrattezza: la legge non riguarda fatti concreti ma una serie ipotetica di fatti.
Sono regole precostituite per la risoluzione dei conflitti. Nell'ipotesi di trasgressione, opera la sanzione, la cui minaccia favorisce l'osservanza della norma. Opera in due modi:
- Diretto: concretizzando ciò che la legge prescrive,
- Indiretto: utilizzando altri mezzi per l'osservanza della legge.
Nel diritto privato la sanzione non opera di regola direttamente.
Fondamentale è il rispetto del principio di eguaglianza (art. 3 Cost.):
- Formale: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge.
- Sostanziale: indirizzato al legislatore. Si assumono tutte le misure necessarie affinché non vi siano discriminazioni e differenze di fatto.
La legge ordinaria non può quindi, senza un ragionevole motivo, dare un trattamento diverso a cittadini che si trovano in una uguale situazione.
Norma morale: è assoluta, trova solo nel suo contenuto la sua validità VS Norma giuridica: trova la propria forza dal fatto di essere prevista da un atto dotato di autorità.
Il diritto privato
Diritto che regola i rapporti fra privati ed attiene alla protezione di interessi particolari (l'utilità del singolo). Il diritto pubblico equivale a diritto che regola i rapporti ai quali partecipa lo Stato o altro ente pubblico e protegge l'interesse generale della collettività. Tuttavia, non si può dire che questi rapporti siano disciplinati esclusivamente dal diritto pubblico.
Regola i rapporti fra soggetti di eguaglianza reciproca ed è un diritto comune: si applica sia per i rapporti tra soggetti privati, sia per i rapporti ai quali partecipa lo Stato o altro ente pubblico. Spesso gli interessi dei privati hanno contenuto pubblicistico.
Le norme di diritto privato
Si distinguono in:
- Inderogabili, imperative: a prescindere dalla volontà dei singoli, l'applicazione è imposta dall'ordinamento.
- Derogabili, dispositive: mediante accordo tra gli interessati, la norma può essere derogata. Per la maggior parte, le norme di diritto privato sono connotate da questo carattere.
Di fonti del diritto si può parlare in 2 modi:
- Fonti di produzione: sono i modi di formazione delle norme giuridiche,
- Fonti di cognizione: sono i testi che contengono le norme giuridiche già formate (ad esempio il nostro codice civile).
Il sistema delle fonti viene così completato:
- Trattato della Comunità europea e i regolamenti comunitari,
- Costituzione e leggi costituzionali: legge fondamentale della Repubblica, natura sovraordinata rispetto alle altre leggi e carattere rigido. Il procedimento di revisione costituzionale è disciplinato dall'art. 138,
- Leggi ordinarie dello Stato: fonti di produzione del diritto art. 70 (iniziativa del governo o ciascun membro del parlamento o dei consigli regionali o iniziativa popolare, approvazione separata da parte dei due rami del parlamento, promulgazione da parte del presidente della repubblica). Sono fonti di cognizione.
- Leggi regionali: sono il prodotto dell'autonomia legislativa regionale disciplinata dall'art 117,
- Regolamenti: non possono contenere norme contrarie alle disposizioni di legge e sono emanati dal governo o da altre autorità ossia regioni, province, comuni,
- Usi: fonte non scritta e non statuale di produzione delle norme giuridiche, consistono nella pratica uniforme e costante di dati comportamentali (usus) seguita dalla convinzione che quei comportamenti siano giuridicamente obbligatori (opinio iuris atque necessitatis).
Tra le leggi ordinarie rileva il Codice Civile: raccolta di leggi. 2969 articoli divisi in 6 libri:
- Persone e famiglia,
- Successioni a causa di morte,
- Proprietà,
- Obbligazioni e contratti,
- Imprese e società,
- Tutela dei diritti.
Efficacia temporale delle leggi
Le leggi e i regolamenti diventano obbligatori sono se entrano in vigore ed è necessaria:
- La promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica (in seguito all'approvazione da parte delle due Camere),
- La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, e se non è diversamente disposto, entrano in vigore il 15 giorno successivo ad essa.
La loro obbligatorietà è subordinata ad un adempimento, come la pubblicazione, diretto a renderli conoscibili da parte di chi deve osservarli, ma si tratta di conoscibilità astratta. (NB: l'ignoranza della legge non scusa).
Le leggi o, singole norme contenute in essa, cessano di avere efficacia:
- O per espressa disposizione di una legge successiva, per referendum popolare art. 75, per sentenza di illegittimità costituzionale art.136: Abrogazione espressa,
- O per incompatibilità con una nuova disposizione di legge oppure perché una nuova legge regola l'intera materia: Abrogazione tacita.
Deroga: quando una nuova norma sostituisce solo per specifici casi la disciplina prevista dalla norma precedente, che continua ad essere applicabile ad altri casi.
La legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto irretroattivo. Questo principio ha valore di precetto costituzionale solo per le leggi penali. Rispetto al diritto privato, la irretroattività della legge risulta sancita solo da una norma generica di legge ordinaria e quindi può essere derogata da altre leggi ordinarie. Questa possibilità tuttavia non è illimitata. La retroattività è legittima solo in presenza di un ragionevole motivo e deve risultare in modo esplicito.
Il legislatore può regolare il passaggio tra la vecchia e la nuova legge con le cosiddette disposizioni transitorie ma:
- La legge nuova non può rivolgersi ai diritti quesiti, quelli che già fanno parte del patrimonio del soggetto (teoria del diritto quesito),
- La legge nuova non può estendersi ai fatti già perfezionati quando era in vigore la legge precedente (teoria del fatto compiuto).
Sitazioni giuridiche soggettive
Rapporto giuridico: relazione tra 2 soggetti, regolata dal diritto oggettivo. I soggetti sono le parti tra le quali intercorre il rapporto e sono titolari di disposizioni giuridiche soggettive. L'oggetto del rapporto è il contenuto ovvero il complesso delle situazioni giuridiche soggettive nelle quali il rapporto stesso si articola.
Situazione giuridica soggettiva: posizione giuridicamente rilevante di un soggetto di diritto nei confronti di un altro. Nozione formale, riconosciuta dall'ordinamento.
- Soggetto attivo: l'ordinamento gli attribuisce il potere (diritto soggettivo). Ad esempio pretendere il pagamento.
- Soggetto passivo: colui a carico del quale sta il dovere. Ad esempio dover pagare.
Le persone che instaurano un rapporto giuridico sono dette parti. Regola generale: il rapporto giuridico non produce effetti né a favore né a discapito di terzi.
Costituzione del rapporto giuridico
Il rapporto giuridico si costituisce quindi quando il soggetto attivo acquista il diritto soggettivo e può avvenire in 2 modi:
- A titolo originario: il diritto soggettivo sorge a favore di una persona senza essere trasmesso da qualcuno,
- A titolo derivato: il diritto soggettivo si trasmette da una persona all'altra, (ad esempio la successione).
A sua volta, l'acquisto a titolo derivato si può:
- Trasmettere proprio lo stesso diritto che aveva il precedente titolare: acquisto derivato-traslativo,
- Attribuirsi al nuovo titolare un diritto differente che scaturisce dal diritto del precedente titolare, in quanto ne assorbe il contenuto o lo limita: acquisto derivato-costitutivo o successione a titolo derivato.
Le conseguenze sono che: il nuovo titolare non può vantare un diritto di più ampia portata rispetto al precedente e l'acquisto del diritto del nuovo titolare dipende dall'effettiva esistenza del diritto del precedente titolare.
Diritto soggettivo
È il potere di agire per il soddisfacimento del proprio interesse, protetto dall'ordinamento giuridico. Si realizza la più ampia protezione dell'interesse del singolo, senza l'intermediazione di soggetti pubblici o privati. È un interesse che la legge riconosce e protegge direttamente, in quanto interessi di per sé meritevoli di protezione.
In casi particolari, il potere non è attribuito al singolo nel proprio interesse ma per realizzare un interesse altrui. Questi poteri/doveri sono le potestà. (poteri genitori nell'interesse dei figli)
Facoltà: è la manifestazione del diritto soggettivo priva di carattere autonomo ma in esso comprese. Si estinguono solo se si estingue il diritto di cui fanno parte. (costituisce una delle estrinsecazioni del potere di escludere gli altri dal possesso o dal godimento della cosa- facoltà del proprietario di chiudere il fondo quando vuole)
Può succedere però che l'acquisto del diritto derivi dal concorso di più elementi successivi. Se alcuni di essi si sono verificati ed altri no, si ha l'aspettativa. Essa è perciò un interesse preliminare del soggetto, tutelato in via provvisoria e strumentale, quale mezzo per assicurare la possibilità del sorgere dei diritti. (eredità lasciata alla condizione della consegna della laurea)
Lo status è una qualità giuridica che si collega alla posizione dell'individuo nella collettività. Può essere di diritto pubblico (status di cittadino) o di diritto privato (status di padre).
L'esercizio del diritto soggettivo è cosa diversa dalla sua realizzazione, sebbene i due fenomeni possano coincidere. La realizzazione consiste nell'attuazione, nella soddisfazione dell'interesse protetto e può essere spontanea o coattiva- (quando occorre far ricorso ai mezzi dell'ordinamento per la tutela del diritto soggettivo)
Diritti soggettivi si distinguono:
- Diritti assoluti: che garantiscono al titolare un potere che egli può esercitare verso tutti. Ad esempio i diritti reali, ovvero i diritti su una cosa, o diritti della personalità.
- Diritti relativi: che garantiscono al titolare un potere che egli può esercitare solo nei confronti di una o più persone determinate. Ad esempio i diritti di credito.
Interesse legittimo: è una situazione giuridica di vantaggio della quale è titolare un soggetto nei confronti della pubblica amministrazione che esercita un potere autoritario, attribuitole dalla legge e consiste nella pretesa che tale potere sia esercitato in conformità alla legge. È un interesse del singolo che la legge protegge solo indirettamente, in quanto coincidono con l'interesse pubblico. (pubblico impiegato ha un diritto soggettivo perfetto al pagamento della retribuzione)
Situazioni soggettive passive:
- Dovere generico di astensione: rovescio del diritto soggettivo, il diritto di astenersi dal ledere il diritto assoluto di un'altra persona,
- Obbligo: a cui è tenuto il soggetto passivo di un rapporto,
- Soggezione: che corrisponde al diritto potestativo, ricorre quando una norma espone un soggetto a subire, passivamente, le conseguenze dell'atto altrui,
- Onere: è a carico di un soggetto per la realizzazione di un suo interesse. È il comportamento che il soggetto è libero di osservare o meno, ma che deve osservare se vuole realizzare un dato risultato. Art. 2697. È al confine tra un qualcosa che sono tenuto a fare (lato passivo) e un qualcosa che mi permette di pretendere (lato attivo).
Il soggetto del rapporto giuridico
La persona fisica. Per il diritto, l'uomo è una persona, un soggetto di diritto: centro di imputazione o punto di riferimento di diritti e doveri.
Capacità giuridica: l'attitudine dell'uomo ad essere titolare di diritti e doveri art. 1. Si acquista al momento stesso della nascita (prima respirazione polmonare) e la perde con la morte. Quindi per persona giuridica s'intende il soggetto di diritto, titolare di diritti ed obblighi.
Il già concepito non ancora nato è privo per il diritto della capacità giuridica: a lui è riservata la capacità di succedere e di ricevere donazioni a partire dalla nascita. Se la nascita non si verifica, la riserva a favore del concepito perde ogni efficacia e i diritti a lui riservati andranno ad altri.
Stabilire se sia nato vivo può assumere decisiva importanza: se è nato vivo, anche se muore subito dopo, i diritti da lui acquistati andranno a chi per legge ne è suo erede e che può essere una persona diversa da quella che avrebbe ereditato se il concepito non fosse nato vivo.
Gli atti dello stato civile
Sono pubblici ed hanno forza probatoria, fanno fede, fino a prova contraria, della verità di ciò che è stato dichiarato. Art. 451.
- Atto di nascita: dichiarata da uno dei genitori o da un loro procuratore speciale oppure dal medico. È resa entro 10 giorni all'ufficiale dello stato civile del comune in cui è avvenuta la nascita oppure entro 3 giorni alla direzione sanitaria dell'ospedale.
- Atto di morte
- Atto di cittadinanza
- Atto di matrimonio
Nome: ogni persona è identificata con nome e cognome. Consente l'identificazione della persona ed è un diritto protetto dalla legge. Figli legittimi, il cognome è del padre. La persona maggiorenne può decidere di cambiare il cognome.
Domicilio: è il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari o interessi. Art. 43
Residenza: è il luogo della dimora abituale della persona. Art.43
Dimora: è il luogo in cui la persona attualmente soggiorna, anche se non corrisponde al luogo in cui soggiorna abitualmente.
Scomparsa: se una persona scompare dal luogo del suo ultimo domicilio o residenza, coloro che presumono essere i successori possono chiedere al tribunale di nominare un curatore dello scomparso (art. 48). Trascorsi 2 anni, il tribunale può:
- Dichiarare l'assenza della persona e procedere al possesso temporaneo dei beni in riferimento a coloro che sarebbero stati eredi se l'assente fosse morto.
Trascorsi 10 anni, il tribunale può:
- Dichiarare con una sentenza la morte presunta, e può farlo anche se non era stata dichiarata precedentemente l'assenza. Art. 58. Si apre la successione ereditaria: coloro che avevano avuto il possesso temporaneo, ne acquistano la piena disponibilità.
Se il presunto morto ricompare: vengono restituiti i beni, nello stato in cui si trovano. Se erano stati venduti, otterrà il ricavato. Se il coniuge si era risposato, il secondo matrimonio perde efficacia e riacquista valore il precedente vincolo matrimoniale.
Capacità di agire
L'attitudine del soggetto di compiere atti giuridici, mediante i quali acquistare diritti o assumere doveri. Essa si consegue con il raggiungimento della maggiore età, 18 anni. Art. 2.
Il minore acquista diritti ed assume doveri per mezzo di coloro che sono i suoi legali rappresentanti: egli è quindi sottoposto alla potestà dei genitori art. 316 (oggi si chiama responsabilità genitoriale). I genitori possono compiere atti di straordinaria amministrazione, come alienare o ipotecare un bene del minore, solo per evidente necessità ma non possono riscuotere capitali che spettano al minore.
In mancanza di quest'ultimi, alla cura di un tutore a cui spetta la legale rappresentanza del minore art. 343: acquistano bene di proprietà del minore, compiono in suo nome atti giuridici ma non possono comprare bene in nome del minore. Per gli atti di straordinaria amministrazione dovrà richiedere l'autorizzazione del tribunale.
Atti personali: come il matrimonio o il riconoscimento di un figlio, che non possono essere svolti né dal minore perché incapace di agire né chi ha la legale rappresentanza.
Eccezione: minore emancipato: il sedicenne autorizzato dal tribunale a contrarre matrimonio art. 390. La capacità di agire è limitata però solo agli atti di ordinaria amministrazione. Per quelli straordinari sarà assistito da un curatore. Art. 390. (incapacità relativa)
È incapace naturale la persona che, sebbene legalmente capace, sia tuttavia incapace di intendere e volere. Può essere permanente o transitoria
Istituiti residuali di incapacità assoluta:
- Interdizione giudiziale: il maggiore di età può essere in condizione di abituale infermità mentale che lo rendono incapace di provvedere ai propri interessi. È interdetto con sentenza e privato della capacità di agire. Viene nominato dal giudice un tutore dell'interdetto. Art. 417.
- Interdizione legale: è previsto dal codice penale art. 32 per c
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