L’AGIRE DIDATTICO. MANUALE PER L’INSEGNANTE
1 Una scelta di campo
Nel primo decennio del nuovo millennio sono emerse alcune linee di indagine destinate a
modificare il volto della Un rinnovato interesse per il
ricerca didattica. teacher's thinking
(Shulman) ha spostato l'attenzione sulla e sulla
dialettica insegnamento-apprendimento
valorizzando l'analisi delle pratiche didattiche come strumento di
professionalità docente,
ricerca e di formazione. Contemporaneamente gli approfondimenti condotti nel settore
delle teorie dell'azione e delle neuroscienze hanno alimentato traiettorie che garantiscono
una diversa circolarità tra e da un lato, tra e dall'altro, e
teoria pratica, mente, corpo ambiente,
hanno assegnato al un ruolo attivo nei processi di conoscenza.
corpo
Le inoltre, stanno interagendo in modo sempre più integrato con i
nuove tecnologie,
processi formativi. Ciò è determinato dall'impatto che il loro uso nella vita quotidiana ha
sui processi di concettualizzazione e sulle pratiche, sia degli studenti sia dei docenti.
Non ultima, l'attivazione in Italia della ha alimentato
Facoltà di Scienze della Formazione
di nuova linfa la ricerca nel settore.
Tali processi hanno fatto sì che la didattica divenisse una scienza matura, la scienza
dell'insegnamento.
1 Oltre il costruttivismo
Nel 2002 in un saggio sull'enattivismo, evidenziava alcuni limiti del
Begg, costruttivismo:
• l'impossibilità di evitare risultati indesiderati nella costruzione di conoscenza;
• l'infuenza della cultura dominante nel settore dell'istruzione e sulla struttura della
conoscenza;
• la sottovalutazione dell'accoppiamento strutturale tra insegnanti e studenti;
• l'assenza di collegamenti espliciti con le teorie dell'apprendimento proposte dalle
scienze cognitive e dalla neurobiologia.
Nel 2003 e avevano evidenziato altre criticità del costruttivismo, riferendosi
Lesh Doerr
principalmente alla Il loro ragionamento si fondava su tre
didattica della matematica.
elementi:
• non tutto può essere costruito;
• nell'apprendimento il processo e il prodotto, l'azione e il risultato dell'azione o modello
e modellizzare, debbono procedere parallelamente;
• la modellizzazione e la successiva verifica possono essere strategie utili alla didattica
e nella formazione degli insegnanti.
In sintesi: non è sufficiente indicare come dovrebbe essere l'insegnamento. Occorre
comprendere perchè le pratiche degli insegnanti non procedono coerenti rispetto alle
intenzioni e quali processi di regolazione sono messi in atto dagli insegnanti quando si
scontrano con l'attrito del reale. La pedagogia è sempre profetica e analizza le pratiche
educative per modificarle. La complessità del contesto va gestita indiv iduando alcuni
indicatori che a un tempo siano gestibili e forniscano una visione sistemica. In tale
direzione un supporto piò essere fornito dal concetto di semplessità.
Riprendendo le analisi di e emergono alcuni spunti comuni:
Begg, Wilson, Lesh Doerr,
• riequilibrare la relazione fra insegnamento e apprendimento;
• valorizzare sia il prodotto sia il processo;
• partire dalle pratiche dei docenti, dall'azione didattica, dall'interazione mente -corpo.
Il punto è forse il più significativo. L'attenzione alla centralità dello studente e al
primo
processo ha collocato in secondo piano il ruolo dell'insegnamento nei processi formali.
Alcuni docenti evidenziano che non tutto può essere costruito o che il costruttivismo non
permette di evitare risultati indesiderabili nei processi. Riequilibrare il rapporto tra
insegnamento e apprendimento propone la didattica come valorizza la
mediazione,
didattizzazione delle discipline, evidenzia la regolazione in azione. Significa cogliere
l'azione didattica come interazione continua tra docente e studente, uno spazio -tempo in
cui coemergono significati e apprendimenti.
Il elemento individua la come base per la ricerca didattica. Tale
terzo pratica dei docenti
riferimento ha diversi risvolti:
• una maggiore attenzione al ovvero la filosofia educativa dei
teacher's thinking,
docenti;
• una nuova concezione della professionalità docente, figura assimilabile a quella del
professionista riflessivo;
• una differente modellizzazione della progettazione.
Per descrivere l'apprendimento in ambio formale sembra utile prendere in esame una
traiettoria complessa fondata sulla dialogicità ricorsiva tra docente, studente, classe.
I processi di conoscenza sono attivati da situazioni di criticità che nascono nei contesti
reali.
Vi è innanzitutto una e l'identificazione poi
percezione del disagio del problema,
l'individuazione delle possibili infine la dell'efficacia delle stesse.
soluzioni, validazione
In questa sede si deve sottolineare il ruolo del docente in ciascuna fase.
Nella per identificare il problema, il ruolo di
percezione del disagio mediazione
dell'insegnante è essenziale in quanto il passaggio si basa su una polarità che solo egli
padroneggia: le conoscenze ingenue dello studente le conoscenze della comunità
vs
scientifica.
Successivamente gli studenti producono ipotesi ed elaborano concetti, grazie ai
suggerimenti e ai materiali proposti dal docente, elaborazione che continua nel confronto
sociale e culturale durante il quale le assunzioni vengono perferzionate.
La traiettoria del disagio alla è ciclica e ricorsiva. Spetta all'insegnante far
validazione
emergere il problema dal disagio, proporre conflitti cognitivi, accompagnare i singoli
studenti nelle loro riflessioni, costruire procesi di validazione che tengano conto del
contesto, dei saperi disciplinari, dei valori sociali e culturali della collettività scientifica e
sociale.
Tutto ciò è possibile se studenti e docenti sono delle Come ha
unità di dialogo. Shulman
evidenziato, il pensiero degli insegnanti si costituisce in base a una serie di elementi, quali
le conoscenze disciplinari, i valori sociali e civili, i contesti di lavoro, che costituiscono la
filosofia educativa dell'insegnante, insieme a una propria visione dell'apprendimento.
Al docente è richiesto di costruire, in contesto e in base a un ampio repertorio di dispositivi
e attività, il percorso didattico e di regolare in azione il processo stesso. In tal senso egli è
un professionista.
1 Le prime risposte
L'apprendimento richiede una dello studente.
partecipazione attiva
Se utilizziamo lo stesso linguaggio per i processi formativi, insegnamento e apprendimento
sono due sistemi che si confrontano e interagiscono. Solo se riescono a divenire unità in
dialogo, si attivano dei e in tal caso un sistema offre all'altro degli input che poi
trigger
l'altro accetta e rielabora, ovvero apprende.
L'enattivismo evidenza quel continuum mente-corpo-artefatto-mondo che non solo
connette il sistema all'ambiente, ma recupera concetti cari all'emodied cognition,
all'augmented alla
reality, distributed cognition.
Un altro aspetto qualificante è il rapporto tra le neuroscienze cognitive e il proces so di
insegnamento-apprendimento. In tale prospettiva, che possiamo definire si
neurodidattica,
tratta di mantenersi distanti dalle opposte tentazioni che caratterizzano le prassi degli
insegnanti e della ricerca.
Il primo di questi atteggiamenti è il di chi assolutizza le evidenze
programma forte
neuroscientifiche pensando che una didattica efficace sia solo quella che si concepisca
come applicazione deterministica di quanto sulla base di quelle evidenze emerge.
L'altro atteggiamento, chiamato è quello di chi si appropria in maniera
programma debole,
superficiale del lessico neuroscientifico, si sostituisce al neuroscienziato e ritene di dare
consistenza alle proprie affermazioni.
È importante che chi si occupa di didattica continui a farlo dialogando co n le neuroscienze
in funzione di alcuni punti fermi, gravidi di sviluppi sul piano didattico.
Sul l'invito è ad avere estrema cautela nel generalizzare o nel ricavare
piano del metodo
inferenze quando si tratta di apprendimento e di insegnamento. Sul piano del contenuto
quel che di più interessante dalla ricerca neuroscientifica proviene è l'idea
dell'insegnamento come di una situazione intersoggettiva in cui il sistema corpo-cervello è
protagonista di un'azione che richiede sapienza performativa, un raffinato sistema di
regolazione, la capacità di testimoniare in maniera suggestiva ciò che può essere appreso.
1 Didattica come scienza dell'insegnamento
Progettare oggi richiede la costruzione di un percorso didattico su misura per il contesto.
Se prima i modelli erano relativi alle tipologie e alle caratteristiche dei percorsi, oggi essi
indicano al docente il processo che egli compie per elaborare il progetto.
I modelli attualii sono molto diversi da quelli proposti agli albori dell'Instructional Design.
Dagli schemi degli anni 60 e '70 del secolo scorso si è passati a modelli ciclici e ricorsivi
che ben descrivono il modo con cui il docente opera realmente nella progettazione .
Un insegnante deve disporre di un ampio catalogo di strategie, conoscenze e modell i.
Ma questo non è sufficiente perchè disponga della ovvero della
phronesis aristotelica,
in azione.
saggezza
Oggi non è più pensabile esaminare l'insegnamento senza l'insegnante con il suo
patrimonio professionale e personale, come non è possibile parlare dell'osservato senza
tener conto della prospettiva dell'osservatore.
1 Struttura del testo costituisce il primo risultato tangibile del lavoro di
L'agire didattico. Manuale per l'insegnante
una comunità professionale di docenti universitari che si è raccolta immaginando di
funzionare come un permanente di ricerca e riflessione sulle pratiche di
laboratorio
insegnamento e i problemi dell'apprendimento.
è un prodotto editoriale transmediale, composta
L'agire didattico. Manuale per l'insegnante
da una parte e una perfettamente integrate tra loro. L'obiettivo della
cartacea digitale parte
è di fornire al lettore delle agili sui temi di cui gli
cartacea trattazioni monografiche
estensori, nel campo didattico, sono portatori di competenze riconosciute. La strutt ura di
alcuni capitoli prevede una mappa concettuale che favorisca l'esplicitazione retrospettiva
del suo percorso argomentativo.
La va pensata come un'estensione e un'integrazione della trattazione
parte digitale
cartacea. In essa si possono distinguere differenti in cui vengono
strumenti: schede,
inquadrati autori, teorie, approfondimenti; che presentano studi di caso, strumenti
attività,
di ricerca e intervento; materiali audio e video; risorse biliografiche e sitografiche; un lessico
dei termini tecnici.
L'architettura degli argomenti prevede una macrotripartizione.
La si muove entro i confini dell'epistemologia e della teoria generale della
Parte prima
didattica lungo due principali assi:
• l'asse lungo il quale si organizzano i problemi della definizione della
criteriologico,
didattica, della ricostruzione delle sue linee di filiazione teorica, dell'analisi prospettica
di modelli;
• l'asse lungo il quale vengono esplicitati gli snodi della didattica
tassonomico,
generale nei suoi rapporti con le didattiche disciplinari e con i diversi contesti della
sua applicazione, e si individua, nella dimensione tecnologica, una dimensione
trasversale alle sue diverse manifestazioni.
La rappresenta la dell'insegnante/formatore.
Parte seconda cassetta degli attrezzi
In esa viene definito il dell'agire didattico nella circolarità delle sue componenti
framework
che vengono poi analizzate contestualmente: progettazione, comunicazione e gestione
dell'aula, valutazione. Un rilievo particolare viene poi garanti to a dispositivi, ambienti e
artefatti, elementi che entrano a tutti gli effetti a far parte della progettazione e della
regolazione.
La del libro costrisce un ponte tra l'attività e l'attività
Parte terza produttiva costruttiva.
La è relativa alla la alla trasformazione
prima trasformazione del mondo reale; seconda
in riferimento alla sua traiettoria personale e professionale.
della persona
Vengono successivamente messi a fuoco alcuni saperi che contribuiscono a definire il
profilo professionale dell'insegnante, come la dimensione riflessiva, l'apertura
inteculturale, una
visione sintetica dei problemi e delle metodiche della formazione e dei professionisti.
PARTE PRIMA
SFONDI E PROBLEMI
CAPITOLO 1: ENAZIONE, ATTIVITA' UMANA E AMBIENTI DI
FORMAZIONE
Nelle scuole di sci di tutto il mondo vi è una pratica abituale: una fiaccolata notturna
durante la quale gli allievi della scuola seguono in fila indiana i loro istruttori che
disegnano delle traiettorie sinusoidali sulla neve. L'istruttore diceva ai ragazzi di fare un
serpente. Richiesti alla fine della discesa di spiegare cosa avessero fatto, i ragazzi hanno
risposto che erano stati attenti a seguire la traccia lasciata dal loro compagno davanti, di
tenersi a distanza costante e di sicurezza rispetto alle corde dei suoi sci e di andare nella
stessa direzione.
Grazie a questo esempio è possibile richiamare alcuni punti essenziali di un approccio
enattivo dell'attività umana e alle sue trasformazioni:
• il è quel che l'osservatore esterno osserva;
serpentone
• gli sono capaci di descrivere una parte della loro attività reale: se glielo si
sciatori
chiede attraverso le loro risposte danno accesso alle loro intenzioni, preoccupazioni,
azioni, sensazioni, percezioni, pensieri ed emozioni;
• le non sono pertinenti, poiché confondono il punto di vista
indicazioni dell'istruttore
esterno, quello dei genitori su quel che i loro figli stanno facendo, e il punto di vista
interno, quello dei ragazzi su quel che loro stanno effettivamente facendo;
• nonostante l'assenza di pertinenza delle indicazioni dell'istruttore, i riescono
ragazzi
a realizzare questo compito collettivo complesso; guardano a quel che è più semplice
e funzionale e realizzano in azione quella semplicità efficace che viene spesso
denominata semplessità.
Per un quest'esempio consente di mettere a fuoco tre idee essenziali:
formatore
• per comprendere le pratiche umane è interessante considerarle come una dinamica,
ovvero come un'attività piuttosto che come un oggetto che ci si deve rappresentare
per agire;
• forme individuali e collettive complesse possono essere realizzate dagli individui con
i loro anche senza che si siano posti l'obiettivo di farlo e senza che ne abbiano
corpi,
una rappresentazione mentale previa;
• ogni azione prevede un e uno
punto di vista esterno interno.
1 L'attività umana e la sua analisi
Il postulato dell'enazione è alla base di una corrente scientifica pluridisciplinare entro cui si
iscrive il nostro approccio all'attività umana. Esso si definisce come quel che fanno e
vivono gli attori in un particolare ambiente quando sono coinvolti in una pratica sociale
(lavoro, piacere, studio). L'ipotesi principale in questo approccio è che l'attività si trasformi
continuamente sotto l'effetto della sua dinamica e in relazione con le perturbazioni che
provengono dall'ambiente.
1 L'attività come enazione
L'attività si può definire come un accoppiamento nella misura in cui l'attore e l'ambiente
stanno in un costante rapporto di co-definizione reciproca: l'attore definisce il suo
ambiente, che definisce l'attore, che definisce l'ambiente e così via.
Questa è asimmetrica, nel senso che è l'attore a spiegare cosa
co-definizione
dell'ambiente lo perturba.
L'attività di un attore è nel senso che essa esprime il vissuto
fenomenologicamente situata,
e il punto di vista di quest'attore nel suo ambiente, ovvero sulla sua situazione.
In tal senso la situazione concretizza il carattere autoreferenziale dell'accoppiamento e i
suo stretto legame con l'ambiente in cui l'attore opera. La situazione è un processo che
caratterizza l'attività di un attore.
L'attività emerge ogni giorno in un contribuisce alla sua definizione, lo specifica
ambiente,
in una situazione. Non la si può ridurre all'esecuzione di una prescrizione, di un'istruzione
attraverso fattori cognitivi e individuali e di una determinazione per mezzo di quadri
culturali o codici sociali.
Se gli ambienti e le cose hanno un significato potenziale consensuale o condiviso, essi
hanno soprattutto il significato che viene attribuito loro da ciascuno attore . Questo porta i
ricercatori a descrivere la ovvero l'attività umana, come una riproduzione
cognizione,
continua di significati. La reintroduzione del senso comune e dell'esperienza quotidiana
nella definizione e nello studio della cognizione è uno de contributi principali dell'approccio
enattivo.
1.1La coscienza pre-riflessiva
L'attività umana è sempre accompagnata da un Si tratta di una
sentimento di vissuto.
presenza continua a se stesso che definiamo coscienza pre-riflessiva ed esperienza.
La si differenzia dalla presa di coscienza che suppone un arresto
coscienza pre-riflessiva
dell'azione in corso, una nuova azione che assume a oggetto la precedente e una
ricostruzione sul piano della rappresentazione dei meccanismi intimi di questa prima
azione.
La è un'azione
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