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Riassunto esame Didattica della lettura e della scrittura, prof. De Rossi, libro consigliato Le narrazioni digitali per l'educazione e la formazione, De Rossi, Petrucco.

Riassunto esame "Didattica della lettura e della scrittura", M. De Rossi. Libro consigliato "Le narrazioni digitali per l'educazione e la formazione" di M. De Rossi E C. Petrucco. Riassunto basato su appunti personali e studio individuale dei capitoli 1-3-6-13-14-15. Capitoli necessari per l'esame.

Esame di Didattica della lettura e della scrittura docente Prof. M. De Rossi

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Alcune sfide dell'insegnamento scolastico:

Considerare il sapere come risorsa da mobilitare. La conoscenza non è materia inerte,

o incapsulata, bensì materia viva da mettere in relazione con l'esperienza di vita.

Lavorare per situazioni problema. Appoggiare il lavoro didattico sua attività che integrino

o diversi saperi significativi, proponendo situazioni problematiche in contesti reali.

Condividere progetti formativi con i propri allievi. Ruolo di protagonista del proprio

o apprendimento è affidato agli studenti. Pratica della contrattualità formativa, ricerca di

significato per il lavoro scolastico promuovendo impegno e risultati.

Adottare una pianificazione flessibile. L'aggancio con problemi di realtà richiede un

o approccio strategico alla progettazione flessibile, non riconducibile a un algoritmo da

preordinare.

Praticare una valutazione per l'apprendimento, la valutazione non è pensata come

o momento terminale ma come strumento attraverso cui promuovere e consolidare

l'apprendimento.

Andare verso una minore chiusura disciplinare. Insegnamento ponte per un superamento

o dei confini disciplinari, connettere la scuola con la vita.

Convincere gli alieni a cambiare mestiere. Approccio per competenze che chiede allo

o studente di porsi non come ricettore passivo ma co-produttore di una conoscenza da

costruire e condividere.

Nel DST si possono trovare risposte convincenti a molte sfide: la rielaborazione dei saperi, la

gestione dei processi di problem solving, l'attivazione dei soggetti in apprendimento.

3.2.2. Strumenti di analisi. Capacità implicate nell’esercizio di un apprendimento profondo:

• Prestare attenzione e memorizzare (ricevere)

• Precisare, trasporre e applicare (riprodurre)

• Analizzare, applicare e sintetizzare (produrre)

• Valutare e autocontrollarsi (autogestirsi)

Si propone uno strumento di autovalutazione delle pratiche didattiche centrato sulla

corrispondenza tra attività messe in campo e le azioni di insegnamento che le promuovono. Nello

strumento vengono richiamate un insieme di attività dell'allievo che qualificano un approccio per

competenze. Diviene fondamentale considerare la relazione tra l'azione e le metodologie per una

dimensione di qualità nella circolarità dell'insegnamento/apprendimento. Focus centrato sulla

qualità dell'azione didattica, si richiamano ≠ dimensioni dell'azione di insegnamento:

il momento di anticipazione dell'azione di insegnamento (progettazione);

o la gestione della relazione comunicativa docenti allievi (dimensione relazionale);

o la gestione della mediazione didattica tra soggetti in apprendimento e oggetto di

o apprendimento (dimensione metodologica);

la gestione del setting informativo (dimensione organizzativa).

o Il momento del controllo dell'azione di insegnamento e risultati (valutazione).

o 6

Per ciascuna dimensione si propongono alcuni criteri di qualità. Si compone così uno strumento

per l'autovalutazione dell'insegnamento orientato verso una prospettiva didattica per competenze.

Tali strumenti possono essere impiegati per l'analisi dell'esperienza di Digital Storytelling.

6. Digital Storytelling come integrazione tra formale e informale per motivare

all'apprendimento [C. Petrucco]

6.1. Storytelling e didattica.

Narrazione= attività presente da sempre nella storia umana, il nostro cervello si è evoluto in modo

tale da strutturare le informazioni sottoforma di storie, storie che usiamo spontaneamente per

interpretare le esperienze della vita quotidiana. Importanza delle strategie di tipo narrativo anche

nei processi di insegnamento/apprendimento. Bruner: ha proposto spunti di riflessione a livello

pedagogico sulla pratica narrativa (storytelling). La narrazione è il primo dispositivo interpretativo

e conoscitivo di cui l’uomo in quanto soggetto socio- culturalmente situato fa uso nella sua

esperienza di vita e permette di dare senso e significato alle proprie azioni e a quelli degli altri.

Bruner inoltre fa una distinzione tra pensiero narrativo (tipico della comunicazione delle

esperienze) ≠ pensiero paradigmatico astratto, tipico della logica e dell'analisi. Entrambe le

modalità di pensiero sono complementari e integrate efficacemente nelle pratiche didattiche.

Storytelling strategia didattica usata per stimolare l'apprendimento di contenuti complessi e dallo

scarso appeal.

6.2 Storytelling e motivazione all'apprendimento. Psicologo Jaynes: la coscienza è costruita su

processi innati di narrazione che motivano le azioni. Es. Bimbo che piange in strada, noi

narratizziamo e pensiamo che si è perso. Se accettiamo lo storytelling come una componente

fondamentale dei processi di motivazione e interpretazione del mondo, si può proporne l'uso

anche come struttura fondante dell'approccio didattico. La motivazione ad apprendere nel setting

scolastico è la risultante di più forze, motivazioni intrinseche (legate all'interesse personale) ed

estrinseche (imposte dall'esterno). Spesso l'esperienza scolastica trasforma la motivazione

intrinseca in estrinseca, soprattutto a causa delle finalità valutative percepite come unico elemento

di stimolo gratificante. La dimensione narrativa può aiutare gli studenti a costruire la motivazione

intrinseca, l’insegnante però deve stimolare il piacere e l’interesse delle singole discipline. Esse

però devono essere condivise e dotate di senso. Le narrazioni devono uscire dal setting chiuso e

possedere riferimenti ai contesti dell'informale del sociale, capace di coinvolgerli

nell'identificazione. Un approccio didattico con lo Storytelling e la produzione di narrazioni

multimediali (digital storytslling) aggiunge alla comunicazione didattica la dimensione

dell'emozionalità. L’ottica narrativa si innesta bene si innesta bene in quella del Problem Based

Learning che cerca di ancorare la didattica a problemi concreti. L'apprendimento si trasforma da

uno Storytelling a uno story living. Gli elementi emozionali e intenzionali di ogni storia non sono in

contrasto con quelli logico-paradigmatica, bensì interagenti. Errore di voler continuare a separare

la ragione dell'emozionalità, le emozioni sono biologicamente necessari per prendere decisioni

nella vita quotidiana. La motivazione ad apprendere che viene stimolata con la narrazione è quindi

di tipo sia intrinseco che estrinseco e si riferisce ad entrambe le componenti, emozionale e

cognitiva.

6.3 Digital Storytelling come strumento di integrazione. L'approccio in grado di evidenziare

quanto sia diverso l'apprendimento nei contesti scolastici da quello che avviene nei contesti reali.

La maggior parte dei contenuti didattici manca della "cornice di realtà". Un approccio didattico

basato su problemi reali --> apprendistato cognitivo per definire i ruoli assunti da studenti

insegnanti quando l'apprendimento avviene nei contesti reali. Potenza comunicativa dei video che

diviene uno strumento efficace. Pg73

Dimensioni attivabili nell'attività di produzione di un Digital Storytelling che, grazie all'inclusione

della dimensione emotiva e intenzionale, stimola gli apprendimenti. Jonassen = un apprendimento

significativo è un processo che -attivo, studenti attivamente coinvolti nella realizzazione

7

dell'artefatto digitale sia livello tecnico che nella stesura dello story board + protagonisti interpreti

dei video create; -intenzionale, con targhette e finalità chiare; -cooperativo, permette agli studenti

di contribuire alla realizzazione dell'artefatto valorizzando i propri talenti, le proprie abilità e

intelligenze specifiche -autentico, I contenuti disciplinari non sono decontestualizzati mai inseriti in

un processo di problem solving che coinvolge il sociale; -costruttivo, gli studenti devono ri-

elaborare le conoscenze precedenti sull'argomento. Da protocollo formale a processo

responsabilizzante, collettivo. Deve verificare lo studente in compiti che non richiedono di ri-dire

una conoscenza, ma invitano ad applicarla problemi ma strutturati in contesti simili al reale.

Feedback: effetti che il video genera nella comunità sociale di riferimento. L'insegnante è elemento

importante nel processo valutativo ma non più l'unico, diviene mediatore/interprete dei processi

sociali innescati dell'attività di produzione del Digital Storytelling.

6.4 Digital Storytelling e azione nell'informale.

Gli artefatti digitali dovrebbero collocarsi in una prospettiva costruttivo-sociale di tipo integrativo. Le

culture tradizionali offrivano narrazioni ben definite, oggi abbiamo troppa informazione e troppe

poche narrazioni capaci di integrarle. Lyotard: "Fine delle grandi narrazioni", è necessario cercare

di far emergere le narrazioni quotidiane. Digital Storytelling come strumento trasformativo che

riscopre l'importanza di riappropriarsi della dimensione narrativa, per esprimere, costruire e

ricostruire significati condivisi. La percezione di potenziale, del poter incidere nelle azioni della

comunità=feedback positivo.

9. La narrazione nei contesti sociali e territoriali [M. De Rossi] Ascoltare narrazioni influenza

l’esperienza umana. Le molteplici forme con cui si esplicita la narrazione costituiscono trame

connettive del pensiero e della cultura. Nelle storie ci sono saperti taciti e pratiche di azione

significative, che rappresentano un passaggio fondamentale per la costruzione dell’identità sociale.

Narrazione=attività umana per eccellenza. L’uomo pensa per storie. Per Bruner l’esperienza col

mondo viene percepita sottoforma narrativa. Narrazione, medium creato dalla mente per

inquadrare gli eventi e dare loro senso. Modalità per tracciare memorie collettive. Le storie dei

luoghi, delle persone, degli eventi sono processi di animazione socio-culturale se tradotti in un

sapiente lavoro educativo promuovendo partecipazione e consapevolezza. Uso delle narrazioni

digitali mediante l’uso del Digital Storytelling in percorsi educativi rivolti al singolo e alla comunità.

La pedagogia dell’animazione attraversa la dimensione socio-territoriale e psico-sociale perché si

designa come un’azione sociale e culturale di promozione umana, mettendo in primo piano il fine

trasformativo della persona. Promuove l’empowerment soggettivo.

13. Digital Storytelling per la matematica: il progetto pilota [C.Petrucco, M. De Rossi, F.

Personeni, A. Romano]

13.1 Cornice teorica. Studi sull'apprendimento confermano l'importanza delle modalità narrative

favoriscono l'uso integrato delle varie dimensioni dell'intelligenza, unendo il dominio cognitivo con

quello delle emozioni. In realtà lo storytelling è sempre parte della didattica ma in modo

inconsapevole. Ricerca pilota di Digital Storytelling per la matematica: approccio esplorativo, studio

dell'impatto del DST nei prossi di apprendimento e insegnamento.

13.2 Alcune riflessioni sull'educazione matematica Concetto di literacy matematica evidenzia la

necessità di saper impiegare le conoscenze matematiche in situazione di contesti differenti, tramite

l'uso di diversi approcci basati sia sul ragionamento matematico che sull'intuizione. Saper trovare,

formulare, risolvere, interpretare i problemi, servendosi della matematica sia nei contesti

puramente matematici, sia in quelli meno strutturati. Non è più sufficiente intendere l'educazione

matematica e la didattica in modo tradizionale: creare modalità innovative per sviluppare strumenti

di pensiero per interpretare la realtà con forme di pensiero flessibili e creative.

13.3 La ricerca. Scuola primaria di Mezzocorona.

13.3.1. Obiettivi: comparare metodologie didattiche differenti per valutare il loro impatto

sull'apprendimento. Metodologia tradizionale (lezione frontale); Con l'ausilio di materiale

multimediale (PowerPoint); Metodologie narrative col DST.

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13.3.2 Disegno della ricerca. Somministrazione del pre-questionario Scelta multipla su scala

Likert per valutare l'apprendimento, le percezioni sulle modalità di insegnamento, le migliorie.

Analisi voti dei bimbi sul 1° quadrimestre + creazione di gruppi omogenei Ǝ

Gruppi non casuali. Distribuzione secondo il genere e il rendimento scolastico. però altre variabili

che non possono essere tenute sotto controllo (qualità del docente, conoscenze pregresse,

alfabetizzazione tecnologica)

Allestimento del set di sperimentazione

Uso di una video-ripresa simultanea per monitorare le 3 lezioni. Telecamera fissa in aula.

Realizzazione del disegno sperimentale basato sulle 3 metodologie

Bimbi a lezione frontale = gruppo di controllo. 3 Lezioni di 45 minuti svolta in ambiente naturale. Il

concetto matematico (le frazioni) era già stato affrontato… quindi operazione di ripasso e rinforzo

Test di verifica finale sui contenuti

Test identico per tutti. Punteggi da 0 a 18, 5 fasce di valutazione secondo i voti del primo

quadrimestre.

Post-questionario Analogo al pre-questionario ma relativo alla specifica tipologia di lezione

sperimentata.

13.4 Risultati della ricerca

Analisi dei pre-questionari: esame del rapporto tra i bimbi e la matematica. Grado di appeal,

difficoltà, livello di comprensibilità.

Matematica risulta una materia poco gradita (41,8%) ma a più della metà piace. Non viene

percepita come difficile nello svolgimento di esercizi. Gli argomenti sono comprensibili.

Problematicità: mantenere l’attenzione. Non emergono differenze di genere. Percezione sugli

approcci di apprendimento: uso di una strumentazione standard (lavagna), poco ricorso a

oggetti/materiali didattici; le strumentazioni “sognate” dai bimbi sono agli antipodi rispetto a quelle

usate dagli insegnanti. Gli scolari apprezzano il ricorso a storie per spiegare i concetti matematici,

appeal anche attraverso giochi in classe. Si apprende anche con l’interazione coi propri pari.

Analisi post-questionari: La metodologia del DST ha dimostrato un alto grado di appeal. Ha la più

alte percentuali nella percezione di utilità, però si nota che il 6% non l’ha trovato per niente utile,

mentre nelle altre modalità non si è rilevato nessun parere così negativo. Maggiore difficoltà a

concentrarsi e a memorizzare con la lezione tradizionale. Un parere generico sull’efficacia della

modalità di lezione: metodologia tradizionale, livello limitato; alto nel DST. Parte del risultato si può

attribuire al fattore novità del DST, ma i risultati sono incoraggianti per far considerare le modalità

narrative come utile supporto all’insegnamento apprendimento.

Analisi del materiale di video documentazione: si riscontrano gradi ≠ di partecipazione alle

lezioni imputabili alla metodologia adottata. Nella lezione tradizionale i bimbi sono più difficilmente

gestibili, si distraggono e disturbano. Se partecipano è più per attirare l’attenzione di compagni. Col

PowerPoint, clima più rilassato e sottocontrollo. Col DST, il ruolo del docente è marginale e solo di

accompagnamento. Bimbi completamente coinvolti e concentrati. Atmosfera di forte pathos. Anche

alla fine i bimbi hanno continuato in autonomia a rivedere il DST come se fosse un gioco.

Risultati test: nessuna differenza significativa nelle performance, solo un grado leggermente più

alto col DST.

Considerazioni finali: ottimismo sull’applicabilità del DST nella didattica matematica. Le difficoltà

di apprendimento possono diminuire ricorrendo a materiali didattici multimediali per aumentare la

comprensione, l’attenzione, l’appeal. La narrativa permette più coinvolgimento e di immedesimarsi

in problemi concreti. Conoscenza peer to peer attraverso modalità percepite come ludiche. Aiuto

anche per i bimbi con difficoltà di apprendimento e stranieri. Il DST non si può sostituire alla

didattica tradizionale, ma la rinforza: efficace strumento di ripasso o organizzatore anticipato di

contenuti disciplinari. Bisogna anche capire se, cambiando la metodologia di insegnamento, deve

essere anche cambiata la modalità di verifica. Da considerare inoltre i limiti relativi

all’alfabetizzazione digitale e il dilatarsi delle tempistiche.

14. Digital Storytelling per l’insegnamento della sicurezza alimentare [L. Ravarotto, G.

Mascarello, C. Petrucco]

14.1 Introduzione. Comportamento alimentare dei giovani influenzato soprattutto dai modelli

alimentari veicolati dai media. Numerosi progetti educativi con uso di video per comunicare

comportamenti salutari e abitudini alimentari corrette. Teoria sociale cognitiva= si impara a livello

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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emadicarlo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica della lettura e della scrittura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof De Rossi Marina.

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