Capitolo 4: La comprensione del testo
Lettura e comprensione del testo
L'abilità di leggere e comprendere un testo rappresenta un'acquisizione fondamentale nella vita di ogni individuo, poiché molti apprendimenti passano attraverso queste due capacità. La lettura è un'abilità centrale in tutto il primo ciclo e riguarda tutte le discipline, quindi essa è un'abilità trasversale. Le Indicazioni Nazionali affermano che a scuola si apprende la strumentalità del leggere e si attivano i numerosi processi cognitivi necessari alla comprensione. La lettura va costantemente praticata su un'ampia gamma di testi per scopi diversi e con strategie funzionali al compito. La lettura richiama tecniche, strategie, scopi e una pluralità di testi diversi e grazie alla lettura si lavora su testi scritti su supporto cartaceo oppure su supporto elettronico.
- Aiuta ad avvicinarsi alla lingua scritta e alla strumentalità e alle tecniche di lettura.
- Crea una forte interazione tra lettore e testo, inoltre mette in atto delle operazioni cognitive diverse e non solo percettive.
- Per fare tutto questo però, bisogna avere un'ampia gamma di testi, scopi e strategie.
- È centrale nell'apprendimento ed è trasversale nel curricolo.
Lettura efferente e lettura estetica
Nella fruizione del testo, comprensione e interpretazione sono processi che sottendono due diversi orientamenti definiti rispettivamente come efferente ed estetico.
- La lettura efferente (per comprensione): si rivolge alla mente del lettore ed è un approccio scolastico basato sulla competenza, ossia sui processi cognitivi con cui la persona ricava le informazioni del testo per costruirne il significato. La lettura efferente conduce a significati univoci. Obiettivo in questo approccio è: sollecitare nella ricerca di legami significativi con esperienze di vita; favorire interazione tra testi e confronto tra compagni. In questo modo la lettura assume la dimensione sociale; insegnare una “lettura comparata” (studio sincrono di una pluralità di letture).
- Lettura estetica (per interpretazione): approccio che avvalora il coinvolgimento emotivo, esalta ciò che il lettore vive durante la sua relazione con il testo e intende il significato non secondo l'accezione letterale di contenuto semantico, ma come qualcosa di potenziale che si concretizza nell'incontro di ciascun lettore con il testo. La lettura estetica amplia le possibilità interpretative, poiché interpretazioni diverse possono coesistere e essere poste a confronto tramite la riflessione narrativa.
Il docente per far confluire questi due approcci deve guidare gli allievi verso una letteratura intesa come strumento per ampliare le proprie visioni del mondo, al fine di attivare una lettura adatta alla life long learning, cioè orientata a tutta la vita.
Competenza di lettura e sue fasi
La competenza di lettura comprende un'ampia gamma di competenze cognitive, che vanno da quella di base, della decodifica, alla conoscenza delle parole, della grammatica e di strutture e caratteristiche linguistiche e testuali più estese, alle conoscenze enciclopediche. Inoltre, la competenza di lettura comprende anche competenze metacognitive, come ad esempio la capacità di ricorrere ad una pluralità di strategie appropriate nell'elaborazione dei testi e il farlo in modo consapevole.
- L'alunno è soprattutto impegnato a padroneggiare le operazioni di decodifica dei segni grafici fino al raggiungimento dell'automatismo in quella che viene chiamata “lettura decifrativa o strumentale” e della capacità di leggere ad alta voce in maniera fluente ed espressiva.
- L'alunno matura le abilità cognitive e metacognitive sottese alla piena comprensione di un testo nel suo significato letterale, fino a divenire capace di leggere per interesse personale e, per così dire, di “immergersi” in ciò che legge, ad esempio immedesimandosi nelle vicende e nei personaggi di un racconto.
- L'alunno impara a “prendere le distanze” dal testo per considerarlo criticamente: è in questa fase che lo studente diviene capace di differenziare il proprio punto di vista rispetto a quello dell'autore e di confrontare tra loro punti di vista diversi, di analizzare consapevolmente il testo e valutarlo nei suoi contenuti e nella sua forma.
Leggere è: imparare a comprendere significati attraverso la lingua scritta (IN).
Processi di comprensione del testo
Nella fase di passaggio tra scuola dell'infanzia e primaria bisogna:
- Tener conto che i bambini hanno consapevolezza della corrispondenza tra segni grafici e referenti reali, ma non sanno come si realizza.
- Dare la priorità alla lettura come coinvolgimento.
La lettura è uno scambio dialogico a tre:
- Il lettore, i cui occhi rilevano parole che la mente riconosce e a cui dà significato e valore.
- Il testo, prodotto fisso.
- Lo scrittore: presente nella pagina con il suo pensiero, le intenzioni e gli artefici linguistici scelti.
Nell'interpretazione intervengono componenti di tipo affettivo ed emotivo, che rendono il testo personalizzato.
Comprendere: attività complessa di elaborazione cognitiva per la costruzione del significato del testo ed è un processo dinamico che richiede la produzione di rappresentazioni coerenti e di inferenze a molteplici livelli.
La comprensione del testo è un'attività complessa, cui concorrono aspetti linguistici e attività di pensiero (memoria, attenzione, ragionamento). Questo processo consiste in:
- La memoria prende il materiale linguistico e lo elabora.
- Le informazioni vengono rielaborate in forma adatta ad essere conservate (linguaggio della mente).
- La mente del lettore utilizza le strutture di conoscenza disponibili in memoria per riconoscere il significato delle informazioni linguistiche.
- Queste strutture sono continuamente aggiornate e create mediante l'interazione con informazioni nuove.
La comprensione si svolge a più livelli:
- Analisi di superficie: vengono elaborate singole parole e frasi del testo.
- Coerenza locale: risultato della costruzione del significato di brevi sequenze tra salì.
- Coerenza globale: costruzione della rappresentazione semantica, con cui si ricava e si conserva il significato generale del testo.
Schemi, script e processi inferenziali
Le conoscenze di base nella comprensione del testo costituiscono dei nuclei significativi di aggregazione delle informazioni del testo.
- Schema: introdotto da Bartlett nel 1932, indica il carattere organizzato con cui l'individuo mantiene le conoscenze in memoria. Esso viene ricavato per astrazione, grazie al presentarsi ripetuto di situazioni che presentano delle analogie.
Di seguito riporto le sue funzioni:
- Fungono da riferimento per discriminare il grado di importanza delle informazioni.
- Forniscono una struttura ordinata.
- Hanno funzione predittiva e permettono di trarre inferenze dal testo.
- Facilitano la memorizzazione e il recupero del contenuto del testo.
La mancanza degli schemi compromette la comprensione. Un particolare tipo di schema è lo script: struttura di conoscenza possedute dalle persone adulte su situazioni o attività quotidiane molto comuni e stereotipiche. Gli script sono contenuti della memoria autobiografica, in cui azioni ed eventi sono organizzati secondo relazioni spazio-temporali, mentre gli schemi lo sono della memoria semantica, che mantiene concetti organizzati secondo una struttura gerarchica e collegati da relazioni logiche. Schemi e script hanno due funzioni principali:
- Predittiva: consentono di anticipare quello che il testo dirà più avanti.
- Connettiva: dirigono il collegamento delle informazioni del testo in forma coerente. Essi stanno alla base della produzione di inferenze: informazioni attivate durante la lettura e non esplicitamente affermate nel testo, che concorrono alla costruzione di una rappresentazione semantica coerente.
Il ruolo principale delle inferenze consiste nel creare connessioni tra frasi quando non sono esplicite e consente di attribuire il significato a parole polisemiche. Due tipi di inferenze causali:
- Retroattive: connettono un evento a quelli precedenti e concorrono a stabilire la coerenza globale della narrazione: sono quindi essenziali alla comprensione in quanto permettono di conservare la consequenzialità nella catena causale. (Es. “Gianni lasciò cadere la buccia di banana a terra” “la donna ruzzolò a terra” inferenze: la buccia cade per terra; una donna passava di lì e calpestò la buccia; sulla buccia la suola scivola)
- Proattive: non sono essenziali per la comprensione poiché generano aspettative che anticipano ciò che si dirà in parti successive del testo. (Es. “la donna si fece male” ci si può aspettare che la donna zoppicherà o che arriverà l'ambulanza)
Comprendere testi narrativi e espositivi
Le inferenze: ragionamenti che partono da alcuni dati del testo per arrivare ad una conclusione plausibile e congruente. La capacità, all'interno di un testo, di trarre inferenze (lessicali, semantiche, retrospettive, proattive, etc.) è un aspetto cruciale per la comprensione e uno dei tratti salienti che distingue i buoni dai cattivi lettori.
Inferenze lessicali: il significato di una parola sconosciuta è inferito attraverso il contesto in cui è inserita. Inferenze semantiche: riguardano il significato di informazioni non scritte, ovvero il recupero di informazioni collegate all'argomento, che mi aiutano a capire ciò che viene detto nel testo. Il ruolo degli schemi è quello di: fornire una struttura ordinata nella quale inserire nuove informazioni; permettere al lettore di distinguere tra informazioni marginali e centrali; permettere le inferenze; facilitare il ricordo in quanto creano una sorta di mappa mentale del testo.
Nel processo di comprensione del testo, un ruolo importante è svolto dalle inferenze che possono essere di tipo diverso:
- Inferenze lessicali: il significato di una parola sconosciuta è inferito attraverso il contesto in cui è inserita.
- Inferenze semantiche: riguardano il significato di informazioni non scritte, ovvero il recupero di informazioni collegate all’argomento, che mi aiutano a capire ciò che viene detto nel testo.
Le inferenze possono essere compiute a livelli diversi, ovvero a livello di referente (significa capire che due parole sono riferite ad una stessa persona, oggetto o evento; ad esempio “in un paese lontano viveva un re molto ricco, il sovrano era molto amato”); a livello di schema; a livello retrospettivo (si tratta di inferenze essenziali per poter capire e concatenare temporalmente due eventi non esplicitamente collegati, ad esempio “la tempesta infuriò tutta la notte. Al mattino la spiaggia era allagata”); a livello prospettico (si tratta di inferenze utili ma non indispensabili, servono a completare il testo ma non sono necessarie per la sua comprensione, ad esempio “quando iniziò a piovere realizzò che aveva lasciato a casa l’ombrello”, inferisco che il protagonista si bagnerà); in relazione al lettore (si tratta di inferenze relative alle proprie esperienze); in relazione al tipo di testo (sono inferenze basate sulle informazioni che il tipo di testo in quanto tale fornisce). Possiamo adesso facilmente dedurre, che chi non compie inferenze non riesce a capire un testo.
La “grammatica delle storie” è un sistema di regole in base al quale le storie vengono comprese e prodotte. Lo schema descrive le regolarità rilevabili nelle storie pur cambiando personaggi, intrecci, eventi ecc. i racconti presentano una scansione comune. Stein e Glenn hanno elaborato un modello di grammatica delle storie composto da sei categorie di informazioni:
- Sfondo: introduzione generale del racconto; contiene informazioni sul contesto spazio-temporale e sul protagonista.
- Evento iniziale: dà avvio alla concatenazione dei fatti. L'evento di inizio rappresenta l'avvio di un problema.
- Risposta interna: è una reazione emotiva che implica la decisione del protagonista di adottare un certo comportamento.
- Tentativo: è un'azione o una serie di azioni che vengono attivate per risolvere il problema.
- Conseguenza: è un evento-situazione che segna il raggiungimento o meno dell'obiettivo.
- Reazione: rappresenta una risposta che esprime i sentimenti del protagonista sul risultato delle proprie azioni.
I testi espositivi invece mirano a far apprendere ed hanno un elevato fattore di complessità in quanto mancano di una struttura forte, gli argomenti sono poco familiari; la comprensione richiede l'organizzazione degli eventi in una struttura significativa. La prosa organizzativa è caratterizzata da un'organizzazione gerarchica su 3 livelli: alla sommità c'è l'idea centrale, poi informazioni meno importanti.
La didattica per la comprensione
Negli anni '90 con il cognitivismo la lettura è vista come prodotto alla guida dei processi sottostanti la comprensione con lo scopo di migliorare le strategie per lavorare sul testo. Rinnovamento: spostamento focus dall'accertamento della lettura come prodotto, alla guida dei processi della comprensione. Ne risulta una modifica al concetto di testo, visto come oggetto da scomporre e investigare. Le attività didattiche devono consentire l'elaborazione del significato, per sviluppare negli allievi la capacità crescente di ragionare sul testo. Le dieci abilità del buon lettore:
- Individuare i nodi del testo (personaggi, luoghi, tempi, fatti).
- Ricostruire la sequenza degli eventi distinguendo la tipologia.
- Struttura sintattica dei periodi.
- Individuazione di collegamenti tra le parti del testo.
- Produzione di inferenze.
- Attivazione di modelli mentali.
- Rilevazione di errori del testo.
- Sensibilità al testo (capacità di valutare e gestire la complessità).
- Attenzione alla gerarchia interna al testo.
- Flessibilità (abilità metacognitiva).
La guida dei processi inferenziali
La guida dei processi inferenziali: verificare ciò che l'allievo ha compreso, tramite una serie di domande poste a conclusione dell'attività di lettura, non migliora il processo di comprensione. Si è appurato che i processi inferenziali, con cui i lettori colmano i vuoti semantici tramite il richiamo di informazioni presupposte, sono determinanti per orientare la comprensione. I lettori esperti e inesperti adottano due diversi orientamenti:
Lettore esperto ha un atteggiamento ispettivo nei confronti del testo: usa gli indizi, li usa per aggiustare le inferenze, mette a confronto le informazioni e vede se c'è coerenza. È disponibile a manipolare più volte i significati, quindi:
- Adotta un approccio ispettivo: quindi ispeziona il testo, entra nel testo e comincia a studiarlo, lo ispeziona (quindi in classe bisogna creare un momento apposito in cui si permette di fare ciò).
- Valuta la coerenza interna del testo, rileva incongruenze e contraddizioni.
- Formula inferenze e ne verifica la plausibilità.
- Aggiusta le inferenze prodotte (analisi, accostamento, analogie ..), quindi man mano che entra in possesso di nuove conoscenze amplifica i collegamenti.
- Distribuisce l'attenzione in modo selettivo concentrandosi sulle idee rilevanti e se necessario ricorre alla rilettura (Attenzione selettiva).
- Compie un monitoraggio progressivo dell'attività di lettura e ne regola le operazioni ricorrendo a molte strategie diversificate e autoregolative.
- Ricorre a strategie che incentivano l'elaborazione profonda, come la lettura ricorsiva per individuare la diversa salienza delle informazioni dal testo.
Lettore inesperto ha un approccio meccanico.
-
Riassunto esame Didattica della lettura e della scrittura, prof. De Rossi, libro consigliato Le narrazioni digitali…
-
Riassunto esame Didattica della lettura, prof. Teruggi, libro consigliato Percorsi di lingua scritta
-
Riassunto esame Didattica della lettura, prof. Teruggi, libro consigliato Il dettato nella scuola primaria, Farina
-
Riassunto esame Didattica Generale, prof. Milito, libro consigliato Didattica Generale, Castoldi