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Riassunto per esame di Didattica del Testo e Didattica della Lettura e della Scrittura, Prof. Ferraro e De Rossi, libro consigliato Didattica del testo, Cisotto

Riassunto per l'esame di didattica del testo e per l'esame di didattica della lettura e della scrittura, basato su appunti personali e studio autonomo dei capitoli 4 e 6 del testo consigliato "Didattica del testo" di Cisotto. Scarica il file in PDF!

Esame di Linguistica e didattica dell'italiano docente Prof. L. Cisotto

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Si intende l'applicazione di un approccio scientifico al "disegno del testo", cioè l'insieme strutturato

delle forme e segnali con cui il discorso scritto viene presentato in funzione della comprensione o

del ricordo.

I congegni tecnologici che richiamano l’attenzione sulle informazioni importanti o

sull’organizzazione concettuale delle parti del testo e che caratterizzano i libri di testo sono:

1. gli effetti delle domande, funzione di controllo e verifica servono per verificare ciò che gli

allievi hanno capito o ricordano dopo la lettura e funzione di facilitazione  facilitano la

comprensione e il ricordo del testo. Se poste all'inizio, hanno funzione anticipatrice e

attivano l'attenzione selettiva, se alla fine, implicano delle connessioni e organizzare le

informazioni e possono avere funzioni riepilogative;

2. le segnalazioni tipografiche e semantiche: per "segnalazione" si intendono quei

contrassegni o indicatori testuali che servono a segnalare in forma esplicita o implicita

l'impostazione del testo, quindi la struttura concettuale di un brano, i suoi temi e

l’impostazione del testo. Possono essere di due tipi: semantico (titoli, sottotitoli, sintesi

all'inizio di un brano o riassunti conclusivi) o di natura tipografica (sottolineature, box,

corsivi, maiuscole). Hanno funzioni di evidenziazione se hanno lo scopo di attirare

l’attenzione; di spiegazione se danno la definizione di un termine sconosciuto e i box con le

curiosità. I box o riquadri compaiono con funzioni e in posizioni diverse della pagina

scritta: funzione di evidenziazione, spiegazione è box con curiosità;

3. Illustrazioni decorative alleggeriscono l’impatto con il libro (cornicetta); le rappresentative

per fare prendere in considerazione determinati elementi (rappresenta il contenuto del

testo, es. parti di un frutto); organizzative creano una struttura per le informazioni (es.

corpo degli insetti); esplicative illustrano il funzionamento di un sistema.

- Valutare la comprensione: l’accertamento della comprensione può essere di prodotto e di

processo:

a) Il prodotto si riferisce alle prestazioni (quello che l’allievo ricorda dopo la lettura di un

brano), e alla qualità del ricordo. I compiti di comprensione, che verificano il prodotto,

possono essere strutturati (domande a scelta multipla, vero/falso, prove cloze) o aperti

(riassunto, domande a risposta aperta). Le domande possono essere: letterali, di tipo

fattuale, a parafrasi e di tipo concettuale. La procedura cloze consiste nel presentare un

testo familiare in cui, dopo un certo periodo di tempo, si cancella una parola su sei e

l’alunno dev’essere in grado di dimostrare di aver capito completando i “buchi”. Questa

procedura permette di stimare la competenza lessicale e la capacità di completare le

informazioni mancanti utilizzando i dati forniti dal testo.

b) La valutazione dei processi valorizza il diverso grado di profondità nell’elaborazione del

testo. Questa valutazione ha carattere dinamico perché si basa sulle operazioni cognitive

che l’allievo mette in atto per trasformare le proposizioni del testo in una rappresentazione

semantica coerente. Lo scopo è fornire all’insegnante e allo studente informazioni utili per

migliorare le strategie di comprensione e l’andamento generale del processo.

La comprensione va valutata tenendo conto di vari aspetti, essendoci vari livelli: lessico, coesione,

inferenza semplice, inferenza complessa o integrazione a livello locale e globale, interpretazione.

3-LIBRI DI TESTO: DA ABBECEDARI A STRUMENTO PER I DISCORSI SULLA CONOSCENZA

Storicamente il processo di scolarizzazione è stato identificato con l’acquisizione di capacità

implicate nella lettura di libri. Inizialmente era un semplice abbecedario, strumento per imparare a

leggere e scrivere; poi diventa lo strumento principale di trasmissione culturale e di accesso ai

saperi di base; successivamente è stato modificato in uno strumento per insegnare a pensare.

CAPITOLO 6: APPRENDERE DAL TEESTO E IMPARARE E STUDIARE 7

Per studiare non basta leggere, né ricordare, né aver capito l’argomento (anche se costituiscono il

corredo indispensabile per avviare lo studio dei testi), ma subentrano altri fattori strategici,

motivazionali, metacognitivi. Occorre essere consapevoli, ad esempio, delle risolse limitate della

memoria di lavoro e ricorrere a supporti (riassunti, schemi..) che facilitano il ricordo e la

comprensione. È necessario anche avere un atteggiamento vigile per cogliere i rimandi ad

argomenti trattati in precedenza ecc.. questa serie di operazioni finalizzate ad una prestazione

implicano sia la capacità di fruire ricorsivamente del testo variando le strategie della sua

elaborazione (rimanda a fattori cognitivi e strategici e sottende capacità di autoregolazione e

variabili motivazionali) sia la disponibilità a mantenere nel tempo che una simile attività comporta.

Interesse e frustrazione alimentano o indeboliscono l’energia psichica che contraddistingue

l’atteggiamento con cui lo studente si accinge ad imparare dal testo. Oltre a questi fattori ci sono

però anche: l’idea che lo studente si fa di sé come studente capace o no, la determinazione con

cui si impegna per raggiungere esiti positivi. Questi aspetti interagiscono anche con le

caratteristiche dei contesti di apprendimento. Quindi imparare dal testo include una serie di

capacità che compongono un pattern complesso, in cui accanto ai processi cognitivi e

metacognitivi, intervengono fattori motivazionali e di autoregolazione. Pertanto occuparsi dei

problemi incontrati dagli allievi nello studio significa non solo insegnare buono metodi e strategie,

ma anche prendersi cura degli atteggiamenti che essi sviluppano nel lavoro dei testi e delle

eventuali influenze esercitate dallo stile d’insegnamento.

1- LE ABILITA’ DI STUDIO

1.1. Attività, fasi e strategie dello studio

Nella comprensione l’attività cognitiva è rivolta alla costruzione del significato, invece imparare dal

testo è un processo più complicato, perché oltre al ricordo e all’elaborazione di rappresentazioni

coerenti richiede di saper usare le informazioni del testo in funzione di un determinato compito per

l’acquisizione di nuove conoscenze.

Le abilità di apprendimento del testo solitamente si qualificano come abilità di studio. Lo studio è

definito come un’attività di lettura attenta e selettiva finalizzata alla comprensione, memorizzazione

e uso di conoscenze nell’esecuzione di un compito. esso indica lo sforzo deliberato dall’allievo per

imparare, al fine di raggiungere un determinato obiettivo. Le strategie sono procedure consapevoli

e controllabili mirate a conseguire scopi specifici. Sono quindi operazioni che sovraintendono

l’esecuzione di un compito complesso, rinviando a processi di scelta e controllo. Imparare dal testo

implica l’attivazione di strategie di diverso tipo a seconda dell’attività. Nello studio esperto si

distinguono tre fasi:

fase di PRE-LETTURA: rapida ricognizione del materiale con cui lo studente cerca di

 orientarsi nel compito definendosi obiettivi e organizzare l’attività (ampiezza dei brani, titoli

e sottotitoli). Le strategie di pre-lettura sono dei fattori di mediazione che portano l’allievo

ad occuparsi degli aspetti cognitivi dello studio, sviluppando un approccio riflessivo al

compito.

fase di LETTURA: si focalizza sulla comprensione dei contenuti con lo scopo di trasformare

 le parole in un concetto con l’aiuto di strategie, come lettura ricorsiva per individuare la

diversa salienza al testo, attivazione di conoscenze retroattive, costruzione di schemi.

Durante questa fase lo studente:

1. raccolta di informazioni: seleziona i punti più importanti dal testo;

2. risponde a dubbi insorti;

3. valuta la risposta decidendo se è appropriata o se è meglio sostituirla; 8

decide cosa fare dopo (se cercare altre informazioni o no altre info in altri testi). fase di

 POST-LETTURA: si perfeziona l’apprendimento, creando collegamenti con le nuove

conoscenze apprese in precedenza. Per fissare le informazioni nuove usa parole chiave, si

informa sul tipo di prova.

I diversi modi di intendere l’insegnamento che influenzano i modi di padroneggiare le conoscenze

da parte degli studenti:

uso replicativo dell’istruzione (modo semplificato di conoscere e consiste nel riprodurre ciò

 che si è imparato rimanendo saldi al testo)

uso applicativo (ruolo attivo di chi impara, che richiede transfer per applicare le conoscenze

 apprese a nuovi contesti)

funzione interpretativa (riguarda un atteggiamento riflessivo che porta a comprendere

 qualcosa del proprio funzionamento cognitivo che fa migliorare la capacità di

apprendimento). Così lo studio può rappresentare la strada per imparare a imparare.

1.2. Aspetti metacognitivi dell’apprendimento dal testo

Imparare a imparare oltre a riferirsi all’acquisizione di conoscenze e il processo con cui si diventa

esperti in un campo, riferito allo studio indica la capacità di affinare l’attività personale di

apprendimento, potenziando le strategie, il monitoraggio, il controllo e l’autovalutazione. Lo studio

esperto è guidato dalla metacomprensione. I componenti fondamentali della metacomprensione

sono la CONOSCENZA METACOGNITIVA ( saperi che il lettore ha sui propri processi cognitivi, le

caratteristiche del compito, del testo. Alcuni studiosi distinguono tra “Dichiarativa” sapere che una

strategia esiste; “procedurale” come applicare la strategia; “condizionale” quale è meglio usare) e

CONTROLLO ESECUTIVO ( definito come autogestione del pensiero, i processi con cui il lettore

valuta e aggiusta la sua comprensione. Vengono individuate 4 componenti: Previsione: anticipare il

risultato dell’applicazione di una strategia; Pianificazione: capacità di scegliere le strategie o

organizzare l’attività per raggiungere un certo obiettivo; Monitoraggio: controllo esercitato sulle

attività; Valutazione dell’efficacia di una strategia).

Tra la comprensione e la metacomprensione c’è un rapporto circolare: l’aumentare dell’esperienza

nella lettura si accompagna ad un arricchimento delle competenze metacognitive, le quali a loro

volta fanno in modo di rendere più matura l’esperienza di lettura. Secondo molti studiosi, le abilità

di studio possono essere migliorate tramite programmi metacognitivi sulle strategie di lettura e

comprensione. Le caratteristiche che un programma deve avere per migliorare le abilità di

comprensione possono essere di tre tipologie:

- programma che insegnano strategie specifiche di lettura

- programmi che puntano a modificare lo stile attributivo dello studente

- programmi che associano all’insegnamento di strategie una riflessione metacognitiva

(danno i risultati migliori)

l’instaurarsi o il mantenersi di una positiva influenza tra lettura e metacognizione dovrebbe

rappresentare uno degli obiettivi prioritari di un curricolo. L’evoluzione delle abilità di

metacomprensione emergono fin dall’infanzia, quando il bambino formula le prime teorie sulla

lettura, intuendo il rapporto tra aspetti grafici e semantici. Quando si pone l’accento sui processi di

comprensione invece i giovani lettori sviluppano una più fine sensibilità al testo.

1.3. Metodi e programmi per imparare a studiare

Imparare dalla pagina scritta sottende una serie di operazioni che l’allievo deve prima conoscere,

poi apprendere, deve quindi riconoscerne l’importanza ed infine attivare in autonomia. Verso gli

9

anni 60/70 nacquero numerosi metodi per insegnare a studiare: alcuni propongono una serie di

tecniche per incentivare l’elaborazione profonda del materiale di studio o ottimizzare le operazioni

o addestramento strategico. Un metodo è un insieme organico di strategie per affrontare le varie

fasi dello studio.

Metodo SQ4R:

1. Il lettore fa una supervisione veloce del testo per farsi un’idea generale, questo gli

permette di porsi delle domande sull’argomento e crearsi delle aspettative che fungono da

organizzatori anticipati.

2. Prima lettura per familiarizzare con i contenuti

3. Rilettura attenta per il controllo della comprensione

4. Ripetizione dei contenuti appresi

5. Ripasso per il consolidamento

Metodo efficace perché semplice nell’applicazione, proponendosi come guida alla lettura attenta e

consapevole, che stimola gli studenti ad elaborare il materiale e a sviluppare un approccio

riflessivo. Si focalizza sul materiale di studio.

Metodo MURDER (Danserau):

1. Indurre un atteggiamento mentale ed emotivo positivo verso il compito

2. Lettura orientata alla comprensione

3. Riassunto per ricavare i contenuti principali e il ricorso

4. Adozione di strategie per controllare l’accuratezza del ricordo

5. Adozione di strategie per fissare meglio i contenuti

6. Adozione di strategie per incentivare il ripasso

Pone l’accento sul lettore e vengono messe in atto delle strategie rivolte sia al lettore che al testo.

REAP (importanza di avere uno schema anticipatorio sull’argomento da trattare); metodo

IMPARARE A STUDIARE (Cornoldi, De Beni, Gruppo MT) che si focalizza sul controllo esecutivo e

sui fattori motivazionali che concorrono a sostenere un atteggiamento positivo verso lo studio o lo

possono ostacolare.

Atteggiamento metacognitivo  propensione a riflettere sul proprio funzionamento mentale.

Conoscenze metacognitive specifiche  idee e informazioni che lo studente ha acquisito sul

funzionamento mentale.

Processi metacognitivi di controllo  hanno a che fare con l’atteggiamento vigile con cui l’allievo

sorveglia l’esecuzione dei propri processi cognitivi.

Generalizzazione delle strategie  attitudine a fare buon uso degli apprendimenti strategici,

trasferendoli con intelligenza alle situazioni e attività che li richiedano. Esse non vengono attuale

se l’allievo non riconosce analogie tra il compito nuovo e quello precedente o se non è in grado di

organizzare l’attività.

Strategie di apprendimento: secondo Cornoldi, l’insegnamento delle strategie deve essere

associato ad una serie di indicazioni utili per renderle efficaci. Ad esempio, si potrà ricorrere al

modeling per fornire un esempio concreto del funzionamento delle strategie e il processo in corso,

invitando i ragazzi ad automonitorarsi. Inoltre, la preferenza accordata a determinate strategie

nell’esecuzione di un compito, non esclude l’adozione di processi compatibili con uno stile

opposto, poiché è auspicabile che lo studente apprenda anche strategie che non gli sono

congeniali, poiché lo studio è un tipico compito che richiede un funzionamento versatile e

l’orchestrazione di strategie di segno opposto. Alcune attività per potenziare i processi

metacognitivi connessi al metodo di studio sono: la concentrazione, la selezione delle idee

principali, la capacità di autovalutazione, le strategie di preparazione a una prova e la sensibilità

metacognitiva. Bisogna utilizzare un programma flessibile, attento alle caratteristiche personali di

apprendimento degli allievi, ai loro stili cognitivi e all’orientamento motivazionale, poiché

un’applicazione rigida del programma potrebbe indurre procedimenti macchinosi e allontanare così

i ragazzi dallo studio. Imparare a studiare richiede un atteggiamento improntato all’impegno e alla

serietà, quindi nello studio intervengono aspetti dipendenti dalla motivazione e dai processi di

autoregolazione. 10

2- ADATTARE L’ISTRUZIONE AI PROFILI DI STUDIO

2.1. strategie e preferenze individuali: una questione di “stile di apprendimento”

Lo studio risente anche dello:

Stile cognitivo è la tendenza da parte delle persone ad adottare strategie preferenziali di risposta

a una situazione; è un’abitudine del comportamento mentale che induce alcuni a preferire soluzioni

convenzionali ai problemi ed altri a usare soluzioni nuove; oppure, di fronte una situazione nuova,

porta alcuni ad usare risposte immediate e altri più tardive ma accurate; mentre alcuni prediligono

strategie sistematiche di esecuzione e procedimento per piccoli passi e altri per ipotesi generali.

Lo stile di apprendimento è la propensione dello studente ad adottare una strategia preferenziale

di elaborazione di un testo, dove per strategia si intende un insieme di operazioni usate per

acquisire, ritenere, recuperare differenti tipi di conoscenza. Esso contribuisce a dare conto di come

gli studenti lavorano con i testi scolastici, utilizzando differenti strategie di elaborazione e mettono

in campo una diversa disposizione individuale. Si riconoscono diversi stili/strategia: olistico (ci si

focalizza sull’insieme del compito, considerando più elementi contemporaneamente procedendo

per ipotesi generali caratteristico dell’apprendimento per comprensione) seriale (procedura a

piccoli passi con attenzione ai dettagli prime di costruire un quadro d’insieme) versatile (uso

flessibile della strategia olistica e seriale). Non va attribuito valore preferenziale ad uno stile

determinato, poiché ciascuno risulta efficace in base alle richieste del compito. Lo studio di un

argomento è un classico compito che richiede uno stile versatile: nella fase iniziale è giusto farsi

un’idea generale, ma è poi necessaria un’attenzione analitica ai concetti e la fase finale richiede di

nuovo ricomposizione di insieme dell’argomento studiato.

Gli stili hanno un carattere non vincolante e un valore adattivo. Lo stile si riferisce alle modalità

prevalenti di risposta; essi intervengono trasversalmente nell’organizzazione della conoscenza e

del controllo del funzionamento cognitivo. Le abilità riguardano la correttezza e il grado di

accuratezza di una risposta; esse facilitano l’esecuzione di compiti relativi ad ambiti specifici.

2.2. profili attitudinali nello studio e strategie di insegnamento

Il rapporto tra stili di studio e condizioni dell’istruzione è rappresentato dal contrasto che si crea

nelle classi tra le differenti inclinazioni nelle modalità di lavoro sul testo e la tendenza ad

uniformare l’intervento didattico che risente dello stile cognitivo dell’insegnante. Nelle situazioni in

cui si valutano le abilità di studio si utilizza tale valutazione per definire il profilo attitudinale ( le

caratteristiche cognitive, le propensioni e gli atteggiamenti messi in campo nell’apprendimento dal

testo che si costruisce considerando le strategie usate, i processi e come usano le risorse di

pensiero).

Occorre rendere i contesti d’apprendimento ricchi e potenziati in cui i diversi stili possano

esprimersi. Per sviluppare un approccio versatile Sternberg sostiene la necessità di variare il tipo

di richieste di studio per venire in contro ai diversi stili di pensiero: elaborazione precoce dei profili

degli studenti (mediante osservazione dinamica quando sono impegnati in compiti differenziati);

piani di studio liberi (alternanza di fasi di istruzione collettiva, per gruppi e individuale); moltiplicare

le forme di rappresentazione (delle conoscenze, con pluralità di linguaggi, immagini e analogie);

plasticità degli stili e loro modificabilità. Per arrivare ad esiti positivi nello studio è necessario

trovare la giusta combinazione tra diversi tipi di strategie, per questo oltre alla valorizzazione degli

stili personali degli studenti è indispensabile insegnare anche strategie non congeniali, così si avrà

l’accortezza di bilanciare compiti, attività e prove di verifica che richiedono approcci di diverso tipo.

Però, affinché gli studenti si possano impadronire di strategie alternative, è necessario che ne

vedano il funzionamento e ne considerino i vantaggi. 11

Per avere esiti positivi nello studio è necessario trovare la giusta combinazione tra diversi tipi di

strategie. Sternberg propone un modello:

a) Acquisizione delle strategie: gli studenti elaborano soluzioni diverse a un problema,

si valuta l’efficacia e vengono trasformate in procedure formali di soluzione

b) Problem- solving intragruppale: gli studenti lavorano insieme senza intervento

c) Problem- solving intergruppale: collaborazione tra gruppi

d) Problem- solving individuale: compiti in autonomia integrando le strategie personali

con quelle nuove.

3- GLI ASPETTI DINAMICI DELL’IMPARARE A STUDIARE: MOTIVAZIONE E ATTITUDINI

3.1. disaffezione verso lo studio e idee di senso comune

La motivazione allo studio è una disposizione positiva al lavoro con i testi derivati dall’intreccio tra

variabili individuali, sociali e contestuali. Ci sono idee comuni per cui la motivazione sia una

pulsione interna che induce a soddisfare un bisogno: interesse o curiosità per gli argomenti; e che

il disinteresse verso gli argomenti da apprendere vengono interpretati come conseguenza della

demotivazione e che essa sia un problema dell’allievo, ma il termine è furviante perché tende ad

attribuire i problemi motivazionali a cause indipendenti dal contesto scolastico, ma la resistenza a

lasciarsi coinvolgere è una strategia con cui lo studente crede di proteggere l’immagine del sé da

eventuali insuccessi. L’insegnante di fronte a questo atteggiamento non deve ricorrere a luoghi

comuni o a facili semplificazioni. Piuttosto, occorre maturare la consapevolezza che la motivazione

verso lo studio e la sua mancanza è il risultato di un complesso intreccio di variabili individuali,

sociali e contestuali e inoltre giocano un ruolo importante le opportunità di apprendimento e le

precedenti opportunità di successo o insuccesso. La motivazione si rileva di particolare importanze

per le abilità di studio.

Ostacoli epistemologici ( convinzioni ingenue):

- La motivazione è una questione di pulsione interna che induce a soddisfare un bisogno.

- Convinzione che la demotivazione sia un problema che risiede nell’allievo

- La motivazione veramente valida è quella interna

3.2. motivazione intrinseca per lo studio

La lettura è un’attività impegnativa di per sé, e quando è finalizzata allo studio, implica una scelta e

uno sforzo intenzionali, per sostenere i quali il ruolo della motivazione è fondamentale. La

motivazione alla lettura (componente importante della motivazione allo studio) è un orientamento

psicologico multidimensionale. Fra gli aspetti che influenzano la disposizione dei ragazzi verso la

lettura viene attribuita centralità al carattere intrinseco della motivazione e al senso di autoefficacia.

La motivazione intrinseca alla lettura avviene quando gli studenti hanno un coinvolgimento

personale nella lettura e dedicano tempo e energie dentro e fuori la scuola. Inoltre essa si

accresce quando gli studenti hanno l’opportunità di condividere con i compagni i problemi,

interessi, percorsi collaborativi di ricerca sui testi. Le dimensioni della motivazione sono: “la

curiosità” (molla che spinge ad esplorare i testi per soddisfare l’interesse verso un certo

argomento); la “preferenza per le sfide” (stimola il lettore a intraprendere compiti complessi,

mettendo alla prova le proprie capacità di comprensione e di ragionamento sul testo). Quando

l’impegno nella lettura è data da motivazione estrinseca, essa è effettuata per ricevere delle

ricompense (essa rappresenta uno stimolo forte per i bambini e può essere invocata per suscitare

l’impegno in attività di per sé poco attraente, ma solo se dura poco, poiché se diventa il motivo

dominante dell’impegno, essa finisce per indebolire gli aspetti intrinseci). Importante essere

consapevoli che la lettura e lo studio possono essere sostenuti sia da motivazioni estrinseche sia

da motivazioni intrinseche, poiché è normale che gli studenti non abbiano lo stesso interesse per

12

tutti gli argomenti di studio. Il senso di autoefficacia riguardano le credenze dello studente

relative alle sue competenze nel gestire un’attività difficile di lettura o studio. Il senso di efficacia è

influenzato dai feedback e degli incoraggiamenti ricevuti dagli altri dopo l’esecuzione di un

compito.

Sino sono esplorati gli effetti di due programmi volti a promuovere la motivazione intrinseca alla

lettura: Strategic Instruction: incentiva un approccio basato sull’applicazione di strategie efficaci. Si

o basa sull’insegnamento di sei tipi di strategie cruciali per lo sviluppo della comprensione e

della competenza di lettura:

- Attivare il background di conoscenze sull’argomento;

- Stimolare gli studenti a porre domande per chiarirsi i dubbi;

- Invitare gli studenti a fare dei riassunti per ricavare il significato generale del brano;

- Impegnare gli nella creazione di mappe e schemi per facilitare la comprensione

delle relazioni interne del brano;

- Stimolare la ricerca autonoma di informazioni per approfondire;

- Fra apprendere la struttura della storia.

Concept- Oriented Reading Instruction: mira a potenziare le strategie in situazioni

o motivanti, che offrono agli studenti molte opportunità di coltivare letture personali. A

differenza del primo incrementa la motivazione intrinseca, poiché incide sulle credenze

dello studente. Le pratiche didattiche del CORI incentivano la curiosità degli studenti, li

stimola a porre domande e a cercare in autonomia le risposte nei libri. Cresce il senso di

autonomia.

Sono risultati entrambi valevoli.

L’interesse per un tema specifico non è sufficiente a mantenere alta nel tempo la motivazione

intrinseca ed è necessario fare in modo che l’interesse situazionale si trasformi in interesse

individuale, ossia nel desiderio di rivolgersi ai testi per aumentare le proprie conoscenze. La

motivazione intrinseca verso la lettura verso la lettura si accresce quando gli studenti hanno

l’opportunità di condividere con i compagni i problemi, interessi e percorsi collaborativi di ricerca

sui testi.

L’insegnamento strategico è una condizione indispensabile per la motivazione allo studio ma non è

sufficiente per garantire la motivazione allo studio. L’intreccio tra abilità, interesse, convinzioni di

riuscita e impegno scaturisce dalla qualità di interventi di istruzione dove l’impegno per lo sforzo

trova supporti motivazionali nella natura del materiale didattico, dei compiti e delle attività, nelle

relazioni collaborative con i pari, nella disposizione degli ambienti d’apprendimento e nelle pratiche

didattiche.

3.3. le credenze come filtro dell’attitudine allo studio

Le credenze sono l’insieme delle autovalutazioni che il soggetto fa di se stesso, delle richieste del

compito e delle proprie capacità per affrontarlo con successo; sono quindi rappresentazioni e idee

circa il proprio funzionamento cognitivo, la natura della conoscenza e il processo della sua

acquisizione. Le credenze fungono da filtro sui processi di acquisizione della conoscenza, ne

influenzano i processi di apprendimento, l’orientamento. Assumono un ruolo rilevante nello studio

poiché esse concorrono a modellare l’immagine del sé come studente e anche perché influenzano

l’atteggiamento con cui ci si dispone nel lavoro con i testi.

Credenze che influenzano gli atteggiamenti verso lo studio: 13


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emadicarlo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e didattica dell'italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Cisotto Lerida.

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