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Riassunto Esame di Storia della società contemporanea, prof. Bianchi, libro consigliato Warfare-welfare, intervento dello stato e diritti dei cittadini (1914-1918), Procacci Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia della società contemporanea e del prof. Bianchi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Warfare-welfare, intervento dello stato e diritti dei cittadini (1914-1918), Procacci. Gli argomenti trattati sono la prima guerra mondiale, con particolare attenzione data al sistema di welfare e warfare... Vedi di più

Esame di Storia della società contemporanea docente Prof. R. Bianchi

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La produzione dei beni di primo consumo diminuì durante il conflitto, anche se

non in modo drammatico dato che se ne occupava chi non andava al fronte.

- Tuttavia, il cibo serviva all’esercito e quindi scarseggiava nel paese

(attacchi dei sottomarini tedeschi alle navi con rifornimenti).

All’inizio la distribuzione degli alimenti fu affidata all’esercito che agì insieme ai

consorzi granari provinciali e altri organismi locali= INADEGUATA

1916: Commissariato per gli approvvigionamenti e i consumi (razionalizzazione

della distribuzione).

- No all’altezza del compito: oltre che inefficienza anche corruzione. 

fascismo impedì comunque che si facesse luce su tale questione.

Difficoltà legate all’inflazione.

Al malcontento della popolazione si rispose con un inasprimento della

repressione.

- Assistenza fu estesa ai feriti, agli invalidi e alle famiglie bisognose dei

combattenti ma mancava un Ministero addetto a questo compito

(Salandra l’aveva affidato agli enti privati)

- L’intervento razionalizzatore dello stato intervenne solo alla fine del

conflitto

1917: interventi per gli operai occupati nelle industrie di guerra e

 l’assicurazione dei contadini.

1917: Opera nazionale per la protezione e l’assistenza agli invalidi di

 guerra

1917: Ministero per l’assistenza militare e le pensioni di guerra.

 1917: Opera nazionale dei combattenti avviare i reduci al lavoro

 (riqualifica professionale)

Solo nel 1918n Commissariato per l’assistenza civile e la propaganda

 interna col compito di coordinare l’azione svolta a livello periferico

dalle associazioni> si occupò solo della propaganda quindi nel campo

dell’assistenza non ci furono finanziamenti.

Il concorso economico dello Stato alle famiglie dei combattenti fu rilevante: 5

miliardi e 220 milioni.

Pur facendo parte della schiera dei vincitori l’Italia subì un grave colpo

- Crisi di legittimità che avrebbe dato un grave colpo allo stato liberale

(come Germania)

LA MOBILITAZIONE INDUSTRIALE

Maggiore efficienza nell’opera di regolamentazione delle relazioni industriali e

di organizzazione del lavoro in fabbrica.

- Tutte energie dello stato a favore dell’apparato bellico

- Sforzo in campo siderurgico, meccanico, chimico, cantieristico, industria

elettrica.

Come in Germania, il governo fu escluso dalla produzione bellica (sotto la

direzione dei militari > Istituto della mobilitazione industriale)

- Ferrea disciplina di fabbrica, basata sul codice penale militare e fatta

osservare da sorveglianti militari. 8

- Classe operaia, proibito lo sciopero, fu militarizzata, vincolo sul posto

di lavoro.

- Tuttavia col procedere del conflitto si capì che era meglio inserire i

sindacati

Lo stato decise inoltre di varare una riforma per l’invalidità e la

 vecchiaia per gli operai delle imprese soggette alla mobilitazione

industriale e di affrontare globalmente il problema della

disoccupazione.

Dal 1917 maggiore attenzione al lavoro in fabbrica. (aumento vertiginoso degli

infortuni)

Con l’utilizzo della manodopera femminile si pose il problema del rendimento

dato che la maggior parte era inesperta.

- Reintegrate delle norme a tutela del lavoro femminile e minorile + ufficio

del lavoro femminile presso il comitato centrale di Mobilitazione

industriale – 1917-19: normativa circa la cassa maternità.

Vigilanza igienico- sanitaria: controllava le assenze sistematiche +prima

controllo sul lavoro delle donne e dei fanciulli poi si allargo alla situazione

igienica di tutte le industrie soprattutto al Sud.

- Il controllo era soprattutto quello di vedere se i certificati di malattia

fossero giustificati.

- Passo avanti nel riconoscimento delle malattie professionali anche se non

funzionò alla perfezione.

Dopo la fine del conflitto l’istituzione della mobilitazione industriale venne

abbattuto (1918) e non venne fatto un apposito ministero per la ricostruzione.

- Pressione fiscale fu la causa dell’abbattimento di tale ente, ma anche i

sindacati erano contrari al mantenimento di tale istituto (vs. regime

disciplinare da esso inaugurato)

1920: Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale che ebbe però vita stenta

(insufficienza delle risorse, soppresso con la riforma De Stefano nel 1923)

competenze confluirono al Ministero dell’Economia Nazionale.

RIFORME ASSICURATIVE E PREVIDENZIALI

1917-18: molti esponenti della politica si espressero a favore di riforme globali

del sistema previdenziale e assicurativo

- Al centro dell’attenzione c’erano i settori maggiormente conflittuali

(fabbrica/ industrie) e secondariamente il campo agricolo.

- 2 importanti interventi nel 1917:

1. Assicurazione sugli infortuni agricoli

Copriva in larga misura una lacuna nel sistema assicurativo italiano.

 Nessuna norma era stata emanata per tutti i lavoratori

2. Iscrizione obbligatoria alla Cassa nazionale previdenza invalidità e

vecchiaia delle maestranze degli stabilimenti ausiliari.

Passaggio da un sistema di volontario a uno obbligatorio, sebbene

 ristretto a una certa categoria e basta di lavoratori. 9

Rispondeva a delle richieste: aumento dei lavoratori industriali, crisi di

 molte società di mutuo soccorso e di molte amministrazioni municipali

per il forte aumento delle spese

Il fondo dopo la guerra si trovò con grandi quantità di denaro e quindi

 l’obbligo fu esteso anche ad altre classi di lavoratori. l’applicazione

comunque procedette a rilento.

Dopo il conflitto, agli industriali fu obbligato di corrispondere agli industriali una

indennità di licenziamento (sussidi temporanei di disoccupazione, approntati

uffici di collocamento statali)

1919: altri provvedimenti contro la disoccupazione

- RD 19 ottobre 1919: assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione

involontaria di tutti i lavoratori presi in considerazione dalla legge

sull’obbligatorietà dell’iscrizione alla cassa nazionale per le assicurazioni.

innovativo nella forma ma progetto scarsamente applicato.

GRAN BRETAGNA, GERMANIA, ITALIA: I PIANI DI RIOFRMA DEL

DOPOGUERRA

Le difficoltà economiche del dopoguerra e le forze conservatrici portarono a

risolvere solo in campo economico.

In GB il Ministry of Munitions fu abolito appena terminato il conflitto.

- Importante riforma: estensione nell’agosto del 1920 dell’assicurazione

statale obbligatoria contro la disoccupazione a quasi tutti i lavoratori.

Anche finanziamenti per le abitazioni popolari, per la prevenzione

 sanitaria e a favore delle pensioni di anzianità.

- Grazie a tutto questo la GB riuscì a mantenere alto il suo livello di welfare

La Germania si era riaperta negli anni del conflitto ai principi dello Stato

Sociale.

- La Rep. di Weimar perfezionò l’intervento> Stato compito della tutela dei

cittadini e introduzione dei diritti sociali in un contesto di libertà

democratiche.

- La Germania fu la prima a inserire nella costituzione i diritti civili (a tutti

garantita una vita dignitosa).

Diritto al mantenimento e allavoro e i diritti di salvaguardia della

 salute, della capacità lavorativa, per la tutela della maternità e per

prevenzione delle conseguenze economiche della vecchiaia.

- Con la costituzione di Weimar veniva intrapreso il tentativo di fondare la

legittimità dello stato contemporaneamente sia sui principi dello stato di

diritto che su quelli dello stato sociale.

Legge del 1920 assistenza pubblica alle vedove di guerra, orfani e

 familiari

1924: regolamentazione dei diritti dei bisognosi (assistenza pubblica

 non costituiva una concessione, bensì un diritto) 10

La C. di W. Riconobbe la libertà illimitata di coalizioni, contratti

 collettivi stipulati tra imprenditori e sindacati

Mancanza di fondi + forze politiche revanchiste = fallimento

Italia: Commissione Rava studio sui problemi del dopoguerra assicurazione

obbligatoria sul lavoro a tutta la popolazione attiva > il progetto non venne

realizzato e restò in piedi solo l’assicurazione pensionistica obbligatoria

riservata ai lavoratori dipendenti, varata nel 1919.

Riforme delle istituzioni politiche (dei modi di rappresentanza).

- Guerra aveva messo in crisi i cardini del sistema parlamentare.

Rappresentanza organica realizzata all’interno di una costituente degli

 interessi o di un Parlamento del lavoro connesso al Senato.

Solo approvazione della proporzionale

Lacuna più grave nel campo dell’assistenza sanitaria, della quale la guerra

aveva dimostrato l’urgenza non giunse a compimento il progetto di

assicurazione contro le malattie.

Col fascismo lo stato prese le distanze dalle politiche sociali elaborate negli

anni precedenti. si ha una regressione e diventa un sistema di carattere

particolaristico/clientelare

Politiche sociali dopo la guerra causate da:

1- Risposte necessarie alla nuova società di massa protagonista del

conflitto.

2- Mezzo per evitare la politicizzazione dei lavoratori (controllo sociale

preventivo)

In tutti i paesi, a fianco del rafforzamento del potere esecutivo, si ebbero leggi

limitatrici dei diritti civili. 2.La limitazione dei diritti civili

PREMESSA

Con la guerra l’esecutivo assume pieni poteri, legislativo ridotto e molte

competenze in ambito civile passarono sotto la gestione delle autorità militari.

L’INTERNAMENTO DEI CIVILI IN ITALIA DURANTE IL CONFLITTO

1.1. Europa. Internamento e xenofobia

Internamento fenomeno più diffuso della violazione dei diritti civili.

- fatto per contrastare l’azione di spionaggio e per ridurre le risorse

umane di cui avrebbero potuto giovarsi gli stati avversari

- Mezzo con cui il governo mise a tacere l’opposizione pacifista, anarchica,

socialista ma anche le rivolte operaie. repressione del dissenso

politico- sociale. 11

allontanamento dei propri cittadini residenti nelle zone di operazioni. paura

di spionaggio e collusioni col nemico.

L’internamento dei civili non fu regolarizzato da nessuna convenzione

internazionale.

- Conferenza dell’Aia nel 1907 aveva respinto la proposta di una normativa

a proposito dei cittadini nemici.

- Ogni paese seguì norme proprie espulsione dei cittadini stranieri nemici

che non fossero in età da fronte, restrizione mobilità, privazione diritti di

disporre dei propri beni e di mantenere la nazionalità acquisita,

internamento nei campi.

Fatti nelle isole, insieme a quelli per i militari

 Spionaggio affidato al tribunale militare

 Internamento anche per allontanare cittadini “indesiderati” per la loro

 nazionalità.

- Condizioni di vita criticate dalla Croce Rossa internazionale (vessazione e

lavori pesante per i paesi ospitanti)

Provvedimenti di limitazione dei diritti > mobilitazione dell’opinione pubblica

- Governi interessati a afre una campagna politica contro un nemico

insidioso, fosse straniero o autoctono.

- Campagna inizialmente fu xenofoba mentre negli ultimi anni fecero

emergere l’antislavismo e l’antisemitismo (esasperazione dei contrasti)

- In Inghilterra e Francia la caccia alle spie fu una caccia xenofoba.

Intellettuali stranieri allontanati dalle università.

 In GB si sfociò nell’intolleranza Norme successive = processi presso

 tribunali militari

In Francia campagna antitedesca (accolta dall’opinione pubblica in

 memoria della sconfitta contro la Prussia nel 1870) chi rimase fu

portato in campi di internamento (60.000 di cui 20.000 erano cittadini

francesi considerati devianti pericolosi).

Negli Stati Uniti: corpi di volontari per fare accertamenti con linciaggio

 morale e materiale

In Germania: meno vistosa e coinvolgente (anche se con tracce

 antisemite) poiché meno propaganda millenaristica poi

cominciarono gli internamenti: fino a 100.000

In Austria: accusa di tradimento con 80 campi (per esponenti delle

 minoranze etniche e numerose esecuzioni capitali)

In Russia: espulsi e deportati in massa centinaia di cittadini nemici

 abitanti le zone abbandonate durante la ritirata del 1915 (lettoni,

lituani e polacchi) + 350.000 ebrei al confine.

1.2. L’Italia. La campagna contro lo spionaggio

La battaglia allo spionaggio seguì toni violenti (vs. cittadini austro-ungarici,

tedeschi)

- Contro i tedeschi si erano già scagliati durante la neutralità del 1914 i

nazionalisti > concorrenza per l’industria siderurgica e per i settori

12

bancari dell’intervento contro l’Ansaldo in forte concorrenza con altri

ambienti (legami con la finanza tedesca)

1916: nuova ondata antitedesca richieste al governo di nuovi campi di

internamento nelle colonie fino alla fucilazione delle spie; posizioni più

moderate volevano invece il sequestro dei beni, la revisione della

naturalizzazione, abolizione dell’insegnamento del tedesco, no lavoro a chi

aveva a moglie austriaca/tedesca, no matrimoni diplomatici.

1917-18: comitati interventisti si mobilitarono per spingere il governo a una

mobilitazione per la repressione dello spionaggio e per la vigilanza del fronte

interno. (La nuova Italia)

- club di cittadini privati diritto e dovere di difendere il loro

Stato dal nemico estero.

Questo accadde perché in Italia per l’attività di propaganda e di sicurezza

interna lo stato si era appoggiato a gruppi di cittadini privati ( a capo c’erano i

prefetti che si appoggiavano a questa rete e vigilavano i sospetti)

- finché ci fu Salandra la vigilanza si basò su segnalazioni (spesso

anonime)

- nel 1914: primo schedario dei sospettati di spionaggio e nella legge del

21 marzo 1915 le sanzioni contro lo spionaggio altri provvedimenti di

divieto di esportazioni delle merci.

Ciò aveva permesso ai cittadini austro-ungarici di non risiedere in

 certe zone d’Italia.

- 1915: Anagrafe centrale degli stranieri

1916: Gabinetto Boselli= svolta nasce l’Ufficio centrale di investigazione

(dipendeva direttamente dal ministero degli Interni)

- Mentre prendevano via alcuni processi per spionaggio, grazie a Orlando

(Interni) venne data vita a un organismo centralizzato di polizia civile che

affiancasse il già esistente Servizio informazione militare nell’opera di

spionaggio e controspionaggio in Italia e all’estero.

- Riuscì a infiltrarsi in tutte le organizzazioni cittadine sia sovversive

(socialiste, pacifiste) che eversive (interventiste).

1.3. Gli internati

All’internamento in Italia fu affidata una funzione di controllo sociale fin

dall’inizio. il provvedimento divenne strumento di facile repressione per

colpire il “nemico interno” socialista o per allontanare quanti fossero sospettati

di poter danneggiare la tenuta del paese.

- Interessò inizialmente in Italia soltanto i cittadini “nemici”: fino al 1917

essi poterono risiedere in qualsiasi località salvo quelle per la difesa

13

militare (cittadini austro-ungarici tra i 10 e i 60 anni però dovevano

risiedere in Sardegna).

- I sospettati: fermo e talora arresto e poi portati in centri di smistamento e

infine destinati in località lontane

In Italia no campi di concentramento perché c’erano campi “naturali”

 come le isole.

- In quanto misura amministrativa l’internamento non interessava la

magistratura e poteva essere fatto subito.

L’internamento esulava dal principio di legalità dello stato di diritto>

 no su prove concrete, ma su indizi di presunta pericolosità i cittadini

non conoscevano il perché dell’arresto né la durata> retrocessi allo

stato di cittadini.

Opinione pubblica parlò di questa cosa (Corriere della sera diceva che

 erano individui da evitare): prima fase contro, seconda fase no.

- Il numero di persone internate e allontanate nel 1915 era circa 47.000 e

si pensava ad altri 4.000 che in realtà furono 3.300 ed erano persone dei

confini

- Il sospetto di austrocantismo e spionaggio porto a delle vere e proprie

retate in cui cadeva chiunque si opponesse.

- Tra gli internati molte erano le donne che occupavano posizioni di potere

(quindi potevano fare propaganda) oppure donne malate, profughe

incapaci di sostenersi e prostitute.

- Le accuse investirono i parroci, i sacerdoti e i vescovi di tutte le zone

occupate per il ruolo che la Chiesa rivestiva dentro l’Impero austriaco.

- L’internamento fu usato anche come minaccia peer evitare rivolte dei

lavoratori.

- L’obbligo di risedere in una data località era solo per i non abbienti per i

quali il ministero versava un sussidio. Il soggiorno forzato = indigenti+

politici

- Altri posti di internamento: Ponza, Lipari, Favignana, Ustica, Ventotene,

Lampedusa; altri invece al Sud o in alcuni centri della Toscana.

- Situazioni di profonda sofferenza e drammaticità.

1.4. La gestione dell’internamento e i conflitti di competenza

In Italia ogni decisione riguardo l’internamento era compito militare

(Segretariato generale per gli affari civili, diretto da D’Adamo)

- Poteva delegare i comandi locali ma questi sennò potevano solo avanzare

proposte al centro.

Affidato ai prefetti il compito di decidere la località ove internare le persone

colpite dal provvedimento.

Rimpatrio obbligatorio: misura meno severa e il sospetto doveva essere

ragionevole e fondato ma non era definito l’oggetto (prefetti= libertà d’agire).

Domicilio coatto: poteva essere applicato in base al giudizio di una

commissione provinciale, che prevedeva la presenza del presidente del

tribunale e veniva dato solo dopo 2 richiami. 14

Confino: per chi aveva fatto associazioni o organizzare riunioni che mirassero a

sovvertire l’ordine sociale > sentenza tribunale per effettuarlo.

L’estensione del potere dei prefetti e di quello militare in ambito civile produsse

una situazione di confusione burocratica = dissidi tra autorità civili e militari.

- 1^ fase della crisi: il governo cercò, senza successo, di contrastare il

predominio e il rigore del comando supremo.

2^fase della crisi (Ultimo anno di guerra; Diaz >Cadorna): il potere

politico riesce a imporre la propria egemonia sul potere militare,

riportando un certo ordine pubblico ma effettuando una decisa stretta

repressiva.

1.5. La discussione alla Camera e i rapporti tra governo e comando

supremo

Fu l’opera sbagliata dei prefetti a produrre la protesta dell’opinione pubblica

- Turati si occupò direttamente degli esponenti socialisti internati sulle isole

- Proteste anche da parte degli schieramenti cattolici il presidente del

Consiglio fu costretto a controllare i criteri di internamento e a cercare di

ridurne la severità. > organi affidati ai funzionari civili seppur sempre alle

dipendenze del comando supremo> tuttavia non furono mantenute le

promesse e agli internati era stato impedito di trasferirsi dove potevano

trovare lavoro e alcuni incensurati erano stati relegati nelle colonie dei

coatti

Arringa feroce di Turati contro il governo> nozione solo dei socialisti e

 fu quindi respinto

1.6. Il 1917

Dalla fine del 1916 il clima politico mutò: nella primavera del 1917 il

malcontento delle campagne raggiunse i punti più acuti intrecciandosi con le

rivolte cittadine.

- Gruppi interventisti volevano maggiore repressione dentro il paese

Cadorna fece leva sul poter civile per battere i socialisti, accusati dello

stallo.

- Tuttavia Orlando modificherà la propria linea di moderazione estendendo

le zone soggette alle autorità militari ed emanando norme fortemente

repressive> svolta con Caporetto (zone di guerra tutta Italia e

ampliamento del potere dei prefetti)

1.7. La svolta dopo Caporetto e i decreti del 18 gennaio e 6 marzo

1918

Drastica repressione de dissenso da parte di Orlando, rinvigorito dalla Destra e

dalla sua linea intransigente verso il nemico interno.

- Imbavagliata l’opposizione con la censura

- Decreti contro il disfattismo: numero dei processi crebbe vistosamente;

nelle zone di guerra i cittadini vennero processati e condannati in base

alle norme del diritto penale militare. 15

Analisi di giurisprudenza hanno visto che i motivi delle denunce erano

 futili, le accuse generiche, non di rado costruite ad arte; colpiti anche

esponenti della borghesia (se considerati influenti per la popolazione)

La stretta coercitiva non aveva fatto smettere i contrasti tra autorità politica e

militare

- Se al Nord il passaggio nelle mani militari era stato accolto con sollievo

da alcuni prefetti altri invece non avevano condiviso l’azione preventiva e

repressiva del comando.

La svolta all’interno delle funzioni del potere politico si concretizzerà nei nuovi

poteri affidati ai prefetti sull’allontanamento e l’internamento degli stranieri e

dei cittadini italiani. Orlando aveva dichiarato che ci doveva essere anche

l’espulsione e l’internamento degli agitatori

1918: decreto che limitò la libertà di movimento dei cittadini nemici che furono

costretti a risiedere con le famiglie nei luoghi prescritti dai prefetti.

- Unica eccezione per i sudditi austro-ungarici di nazionalità italiana e

quelli dell’Impero Ottomano non di nazionalità turca, che rimanevano

nelle mani delle autorità militari ma che potevano essere allontanati se

sussistevano a loro carico fondati motivi di sospetto

- Successivo decreto: regolò gli interventi di allontanamento e

internamento dei cittadini italiani.

Possibilità alla pubblica sicurezza di vietare senza alcuna

 autorizzazione o procedura.

Secondo le norme i prefetti avrebbero acquisito il potere di allontanare

 e internare i cittadini sospetti non solo nei territori fuori dalla zona di

guerra, ma anche in quelli compresi in essa.

Estensione dei poteri civili non fu gradita ai militari. passo indietro

 

di Orlando ai prefetti veniva riconosciuta solo la facoltà di

allontanare e internare dai territori non dichiarati “zona di guerra”

1.8. La fine dello stato di eccezione e il recupero del criterio

dell’internamento nella legislazione fascista

29 dicembre 1918: regio decreto che pose fine allo stato di guerra in gran parte

delle province interne al regno e poi al potere delle autorità militari in ambito

civile, quindi anche della facoltà di internare.

- Fine dell’internamento bellico ma non si esaurivano i motivi bellici per i

quali esso era stato applicato. internamento col fascismo = confino di

polizia

Non esistette una frattura tra lo stato liberale e il regime fascista per quanto

riguardo alle misure di ordine pubblico> fascismo perfezionò soltanto quello

che era già esistente.

- Momento importante perché si capì che in momenti di necessità la libertà

individuale doveva cedere davanti all’interesse superiore dello stato.


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Riassunto per l'esame di Storia della società contemporanea e del prof. Bianchi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Warfare-welfare, intervento dello stato e diritti dei cittadini (1914-1918), Procacci. Gli argomenti trattati sono la prima guerra mondiale, con particolare attenzione data al sistema di welfare e warfare state. voto finale dell'esame: 29/30 Scarica il file in PDF!


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher milona94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della società contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Bianchi Roberto.

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