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Riassunto esame di storia del cinema italiano, Prof Manzoni, libro consigliato Manzoni, Da Ercole a Fantozzi: cinema popolare e società italiana dal boom economico alla neo-televisione Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di storia del cinema italiano, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Giacomo Manzoni Manzoli, Da Ercole a Fantozzi: cinema popolare e società italiana dal boom economico alla neo-televisione.Gli argomenti trattati sono i seguenti: storia del cinema in Italia dalla crisi al boom economico con i diversi generi: dal... Vedi di più

Esame di Storia del cinema italiano docente Prof. G. Manzoli

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Il paese inizia nel 1958 una fase in cui non si assiste solo a un incremento dell'occupazione, del

potere d'acquisto dei salari, ma a vero e proprio boom in tutti i settori.

Nel 1958 solo il 20% degli italiani possiede una televisione, mentre nel 1965 il 50%, stesso discorso

per l'automobile e lavatrice.

Questa situzione è certamente il risultato di strategie economiche, ma avveiene effettivamente in

maniera imprevista. Si ho la volontà di chiusura dei conti con il passato prebellico.

Anche la Chiesa si impegna si impegna a ripensare il proprio rapporto con la società. Analoghi

discorsi avvengono a livello sindacale, e scolastico-universitario.

Modugno vince il festival di Sanremo con NEL BLU DIPINTO DI BLU, metafora, del volo che

consentiva di raggiungere Roma-New York in solo 8 ore. La legge Merlin abolisce le case chiuse e

che , sul piano dell'emancipazione femminile, fa preludio all'introduzione alla pillola

anticoncezionale (1961). Anche il divorzio sarà un diritto. Coma la tv, il cinema vive una di

formidabile espansione economica, cui corrisponde altrattanta vitalità espressiva.

-L'INDUSTRIA

Il panorama industriale del cinema italiano al passaggio degli anni '50 e '60 è segnato, da una

produttori estremamente vitali. Alcuni nomi di case di produzione hanno ormai assunto un alone

mitico e i loro proprietari cominciano a condividere con le star una sorta di statuto divistico. De

Laurentiis, la Vides di Cristaldi, la Fair Film di Checchi Gori, la PEA di Grimaldi, ecc..sono la

punta sulla scena centinaia di case di produzione, la maggior parte delle quali nata per produrre un

solo film e immediatamente fallita.

-LE TECNOLOGIE

Sotto il profilo tecnologico, L'Italia è sicuramente il paese europeo che presenta le strutture più

avanzate in campo cinematografico. Sarà attivo ungran numero di stabilimenti cinematografici e

teatri di posa, nei quali si muovono quadri specializzati altamente competenti. Si riesci a stare a

passo con le continue invvovazione che cinema americano. L'affermazione dei nuovi parametri

tecnologici aveva alzato gli standart spettacolari, aumentando di conseguenza anche le aspettative

del pubblico. L'elevato numero di figure di altissimo profilo che vanno affermandosi in quel

periodo, sopratutto nel campo della direzione della fotografia che costruisce la regia tecnica dei film

:da Di Palma, da GATTI a STORARO.

-IL QUADRO POLITICO-ECONOMICO

La situazione legistava al cinema è segnata sopratutto dalla legge del 31 luglio 1959 n.897, che

prevedeva una serie di limiti alla diffusione del cinema americano che regolava un minimo

contributo (dai parte dei bancari) e dei premi al produttore (da parte dello Stato). Si trattava di un

contributo relativamente modesto e che incoraggiava le case di produzione a diversificare la natura

dei prodotti e a impostarli sotto un'etichetta di genere. La televisione andava ad assumere un ruolo

concorrenziale, il periodo che va '50 alla metà del decennio è caratterizzato dalla preoccupazione

degli autori e produttori in richiesta e tutela da parte dello Stato.

Una legge approvata nel 1965: contrastare la colonizzazione straniera, valorizzare la produzione di

qualità, stabilire un sistema di aiuti che privilegi l'intenzionalità artistica senza sganciarsi

completamente dalla resa commerciale, offrire sostegno a una serie di instituzioni culturali . Il

cinema è sempre più concepito come un'area a rischio dal punto commerciale. Il peso della censura

è ancora molto forte.

-IL MERCATO, LE SALE E LE PRASSI DI CONSUMO.

Dal punto di vista del marketing, gli anni attorno al 1958 sono il periodo di massimo splendore del

cinema italiano sonoro.

In Italia si produranno molti titoli fino al 1976, rispetto l'America. Nel 1978 però si ha un calo, e si

aveva un forte presenza di pellicole americane (gli apparecchi televisivi erano presenti orami in

tutte le case).

Il cinema continua a essere percepito come fenomeno di cultura a livello di massa, e non più solo da

ristrettissime cerchie di èlite. Si assiste ad una segmentazione del pubblico, non più solo in funzione

della gerarchia.

-GLI AUTORI, I FILM, I GENERI E GLI STILI.

Ci sono più tendenze, almeno 4 tipologie di autori che lavorano parallelamente:

1- i maestri del passato, ROSSELLINI, DE SICA, ZAMPA o DE SANTIS che continuano a

realizzare film, tendando di esplorare territori inediti.

2-autori affermatisi negli anni '50 che sono nel pieno della loro maturità espressiva ANTONIONI,

FELLINI, e quelli che esordiscono nel segno di una nuova nouvella vague italiana, PASOLINI,

BERTOLUCCI.

3-figure che segnano un percorso sotto il profilo autoriale ma nell'ambito dei generi come LEONE o

DARIO ARENTO

4- i registi “medi”, che medi non sono, che si muovono con un cinema disposto a dialogare con il

pubblico e che possono essere definiti popolari: RISI, GERMI, SCOLA, o con venature più

drammatiche come PETRI O ROSI.

Si hanno molti generi (western all'italiana, peplum, avventura ecc..)

In Italia i principali incassi della stagione sono 4 film : FELLINI con LA DOLCE VITA,

VISCONTI con ROCCO E I SUOI FRATELLI, COMENCINI con TUTTI A CASA, DE SICA con

la CIOCIARA.

Il cinema di FELLINI e di VISCONTI, sono veri e propri superspettacolo d'autore, fenomeni di

costume (anche se con problemi con la censura). De Sica e Comencini devono molto alle dive come

la spelndida interpretazione di Sophia Loren in la ciociara.

Il gusto del pubblico è indirizzato verso la commedia italiana interpretata da divi.

7.TRE SISTEMI

In un testo di fine anni '80, CASSETTI proponeva di gettare uno sguardo retrospettivo sul cinema

italiano degli anni '60 in poi. In particolare, ci preme di quel saggio la distinzione fra dimensione

“feriale” delle televisione e quella “festiva” del cinema. Un fenomeno in cui la tv è pronta ad

approfittare di film sugli eventi del mondo (politica, catastrofi) per rilanciare l'audience. Il cinema

pensa a sé stesso come arte o cultura “alta” e un altro cinema meticci e poco riconosciuto, ma utile

per capire ciò che accade nella cultura dei media e nel sociale.

-IL SISTEMA MEDIALE

Pensiamo a provare la società come una campo nel quale da un lato ci sono individui e gruppi con i

loro desideri e aspettative, dall'altro le ideologie e programmi.

Gli elementi sono in relazione tra di loro e nel mezzo ci colleghiamo i medi, dove prevedono una

“core culture”(cultura dominante), che occupa una spazio centrale. Negli USA, è chiaro che il luogo

privilegiato di questa cultura centrale è la TV, e solo ad alcuini film era concesso una ridotta fetta di

questa sezione. Nel contesto Italiano, il cinema pensava di avere un'influenza come la tv, ma questa

anamolia è destinata a finire nel 1976, e il cinema si organizzò attorno ad un modello fittizio capace

di raggiungere grande espansione.

-IL SISTEMA CINEMATOGRAFICO

Anche il sistema cinematografico prevede che al proprio interno vi sia una “core culture” (cultura

dominante), una produzione che si rivolge ad un pubblico eterogeneo e che abbiamo già fatto

coincidere con una produzione impostata sulle commedie interpretate da divi popolari.

Il cinema d'autore è frequentato dalla classe ( questo cinema ha una vocazione artistica,

affiancandosi ad altre forme spettacolari che hanno sempre rifiutato di essere condiderate media).

Stili di vita diversi, periferici con sguardi rivolti al centro, qui ci sono le sale di terze e quarta

visione, qui passano film che riprendono generi americani o formule di successo della core culture,

per eleborare la cui accessibilità è di livello più basso.

-IL SISTEMA DEI GENERI.

Per classe si intende la segmentazione del pubblico che si opera sulla base di vari stili di vita e che

si rivolge a tipi di film a partire da una sensazione che ciascuno avverte in mertito a qualche propria

caratteristica specifica. Cosi le pellicole condividono il destino ambiguo di farsi interpreti di un

senso di inedeguatezza, di ribellione, alle quali segue una riconciliazione. I musicarelli, sono il

luogo dove i giovani si riconoscono come gruppo omogeneo nel segno della nascente industria

discografica e dove manifestano l'insofferenza per il grado di inferiorità , di una cultira patriarcale,

ma scoprono di non essere poi cosi diversi dagli adulti. Il wester è un altro archetipo in cui queste

figure alienate, in fine, si riconciliano nel segno del pacifismo. Stesse discorsi di ribellione/

restaurazione di trovano nel poliziesco. Il peplum è invece un terrirorio mitologico in cui il concetto

di superoismo assume la forma plastica del benessere fatta a corpo (attraverso una cura di se). I

rapporti di genere servono per neutralizzare gli effetti dirompenti dell'emancipazione femminile.

8.L'ERCOLE IN COTTAFAVI (artificiale).

Nel 1957 avvengono due fenomeni destinati a segnare la fase terminale della carriera

cinemamatografica della carriera di VITTORIO COTTAFARI, e a determinare una trasformazione

radicale nell'assetto dei generi cinematografrici nel nostro Paese. Il regista, delusa del fallimento

della coproduzione italo-spagnola di FIESTA BRAVA, decide di iscriversi a uno stage della RTF

francese per intraprendere una seconda carriera come regista televisivo.

Nello stesso anno FRANCISCI ritorna sui territori del film storico-mitologico che aveva già

percorso assieme ad altri colleghi a metà degli anni '50, iniziando le riprese di un film, LE

FATICHE DI ERCOLE, destinato ad affermarsi come modello produttivo e, dunque, estetico, per

gli anni a venire.

Le fatiche di Ercole si apre con un omaccione delle sembianze anatomiche assolutamente inedite

per l'epoca impegnato a sradicare un albero per bloccare dei cavalli impazziti dalla della biga

condotta da una ragazza disperata. Dopo questa azione di forza, l'incontro con la ragazza (anche lei

vestita con una minogonna succinta per l'epoca). I muscoli sempre oliati, le minigonne delle

ragazze, hanno fatto la fortuna del genere.

Gli Ercole e i Maciste propongono allo spettatore italiano un universo completamente nuovo. E' un

mondo dove la malnutrizione e la povertà non hanno più diritto di cittadinanza e non sarò più

possibile immaginare il corpo maschile attraente come ricoperto di muscoli sottili e peli trascurati.

Aspetto psicologico: l'uomo autosufficiente, concentrato sulla cure di se ( o sulla cucina come lo

spot di carosello), appagato da un nuovo tipo di equilibrio perfettamente raggiunto fra il proprio

essere e i propri instinti. Un equilibrio che non vacilla neppure con l'irruzione di una donna, di una

femme fatale, non cade vittima della seduzione. Questo è l'Ercole dei primi anni '60.

-LA FORZA DELL'AUTORE

Concentriamoci, l'opera di uno specifico regista che ha realizzato alcuni dei film più interessanti

del peplum.

Per COTTAFAVI alla fine degli anni '50 realizza prodotti audiovisivi utilizzando un mezzo e un

linguaggio completamente nuovi, di ritornare al cinema al cinema sia pure all'interno di un genere

particolare, dove è possibile godere di una certa autonomia creativa e sperimentale sul piano

tecnologico e linguistico.

Nel 1958, COTTAFAVI, si trova a capo di una coproduzione messe in piedi, fra l'Italia, Spagna e

Francia, da un (bizzarro produttore come Zingarelli e De Blasi).

Il budget è basso e la sceneggiatura procede di pari passo alle riprese, utilizza anche il colore( e

grande formato paronamico) , cosi COTTAFAVI può realizzare un cenrto stile organizzativo

spaziale che verrà poi utilizzato nei film successivi. LA RIVOLTA DEI GLADIATORI( 1958),

presenta una struttura narrativa che ricorrerà anche nei film a carattere storico, con un personaggio

“qualsiasi” (scoprirà poi che i gladiatori e la regina sono i veri tiranni). Al termine dell'avventura

tutti i personaggi troveranno la morte, mentre il protagonista, il giovane romano riuscirà a scampare

alle insidie disseminate sul suo cammino. La struttura alterna il comico al drammatico, ponendo

qualche considerazione di natura politico-sociologica rivolta al presente. COTTAFARI gioca con la

dimensione degli attori, coincolgendo anche un nano, quello che sarà il suo attore “feticcio”, usato

come un pretesto giullaresco e messo a confronto com la massa erculea in un gioco di false

prospettive. Il tempo delle azioni si dilata quanto i personaggi storici, recitano i propri appuntamenti

col destino, si restringe nelle risse o nelle battaglie, con un montaggio alterato e ottima suspence.

Quello che qui restava abazzato si precisa durante le opere successive. LE LEGIONI DI

CLEOPATRA, è forse il progetto più ambizioso, rispetto alla tragedia di Shakspeare, la variante è

data dalla scelta di far ruotare la vicenda attorno al solito “uomo qualunque”.

Il film gioca si tre piani : la dimensione grottesca (con messa in scena dinamica e disarmonica e un

ritmo rapido), una dimensione epica, in cui si forniscono le motivazioni storiche delle azione dei

protagonisti (tono piatto), e la dimensione drammatica, in cui dispiega la pulsione di morte di figure

rassegnate ad andare fino in fondo. Nell'ultima dimensione assistiamo al trionfo della capacità di

Cottafavi di utilizzare al meglio i mezzi a sua disposizione in funzione spettacolare, la macchina da

presa si sposta di frequente dall'alto al basso, il cielo si copre di freccie e i fuochi devastano la

pianura, quando la regina traina a rotta due cavalli bianchi, posta la macchina da presa dal basso per

un senso si straordinario dinamismo.

L'uso in verticale di campo, che si estende in orizzontale, diventa un'ossessione, persino in

MESSALINA VERGINE IMPERATRICE, dove riprede sempre dal basso con gusto sperimentale.

Il film è gurato a Cinecittà e questo lo indirizza ad uno appiattimento sulla componente decorativa

che lascerò insddisfatto Cottafavi cosi realizzerà con altri mezzi una tema già esplorato nel BOIA

DI LILLA e a deliniare un'ennesima figura femminile drammaticamente schizofrenica. Il film è

molto curato sul piano visuale che narrativo: il paesaggio viene costruito avendo come riferimento i

quadri di COURBET, per cercare di contrapporre al formalismo aspressionista della corte di

Messalina una ambiente con un più alto indice di realismo ma che tuttavia non stoni con la

rappresentazione generale. Non è ancora soddisfatto e sarà il suo ultimo film.

Cosi è libero di dedicarsi al genere, quello mitologico, realizzando due grandi film:

LA VENDETTA DI ERCULE e ERCOLE ALA CONQUISTA DI ATLANTIDE.

E' il secondo che conquista la critica, in questo film Ercole disorienta le aspettative dello spettatore.

E' un eroe saggio e ironico, che cerca la pace e deve essere rapito perchè intraprenda un'impresa che

lo vede, ancora riluttante, finchè non ne vada la sopravvivenza propria e dei suoi cari. I toni

oscillano fra il grottesco e l'apocalittico e si realizza una perfetta confuzione di generi, ma resta in

piedi in modo assai originale.

L'ultimo film è I CENTO CAVALLIERI, non è più nell'antica Roma ma nella Spana dell'anno

Mille. Il film comincia da un dipinto dimile a GUERNICA, le azione aventurose mette ancora in

primo piano un uomo del popolo. L'umorismo diventa la cifra dominante del film. Sembra che

Cottafavi abbia voluto realizzare le ragioni del film “sintetico” con quelle delle televisione,

sembrano una sceneggiato televisivo di carattere avventuroso. Il film non ottiene successo e questo

lo spingerà verso la TV.

9.IL WESTERN ITALIAN STYLE

E' conosciuto come “spaghetti western”, ovver wester all'Italiana.

Il Wester all'italiana nasce di fatto in Germania e si sviluppa in Spagna. Nel 1962, infatti, una

coproduzione tedesca, francese e jugoslava consente a REINL di realizzare “il tesoro del lago

d'argento”, primo di 5 film, che inagura un filone e suggerisce un'idea. Ma è più probabile

considerare questa pellicola nel quadro del cinema avventuroso per ragazzi, invece che western vero

e proprio. Tuttavia il successo commerciale indusse divrsi produttori spagnoli ed italiani a

considerare la possibilità di realizzare direttamente film western piuttosto che importarli dagli USA.

Il genere negli Stati Uniti, intanto, stava vivendo una crisi, a causa della produzione classica

Hollywoodiana e alla tv. L'occasione viene colta da tre film come I TRE IMPLACABILI di

MARCHENT, L'EROE DEL FAR WEST di FORDSON e IL SEGNO DEL COYOTE di CAIANO.

Anche queste pellicole appaiono legate allo schema dell'imitazione dei modelli americani.

Nessuno delle pellicole prodotte in Europa aveva sfondato, finchè LEONE riesce a convincere i


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Riassunto per l'esame di storia del cinema italiano, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Giacomo Manzoni Manzoli, Da Ercole a Fantozzi: cinema popolare e società italiana dal boom economico alla neo-televisione.Gli argomenti trattati sono i seguenti: storia del cinema in Italia dalla crisi al boom economico con i diversi generi: dal western allo storico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Donato-93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Manzoli Giacomo.

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