Estratto del documento

1) L’ITALIA DALLA LIBERAZIONE ALLA COSTITUZIONE

Nella primavera del 1945 l’ Italia viene liberata dall’occupazione nazista, e resta sottoposta alle

forze alleate angloamericane. Passeranno altri due anni affinché l’Italia possa recuperare la piena

sovranità nazionale, grazie alla firma del trattato di pace.

L’Italia è ancora però una nazione fragile, caratterizzata da fratture interne, come la divisione

Stato/Chiesa, Nord/Sud , classi dominanti/masse popolari ecc… in particolare il Nord spera in

radicali cambiamenti sociali e politici preparati nella lotta partigiana, mentre il Sud vede crescere

orientamenti e forze conservatrici. Ma tutti hanno un obiettivo comune : quello di combattere

definitivamente il fascismo. L’unità antifascista si rompe però, di fronte al problema di definire i

caratteri fondanti del nuovo Stato nazionale.

Le forze più radicali, rappresentate dal Partito socialista di Pietro Nenni e dal Partito d’azione di

Ferruccio Parri, insistono sulla centralità del CLN (comitato di liberazione nazionale) per formare

un nuovo Stato democratico. A fianco di questi due partiti c’è il Partito comunista di Palmiro

Togliatti che cerca una “democrazia progressiva” basata sull’alleanza antifascista tra le grandi

potenze. Infine vi è la Democrazia cristiana di De Gasperi.

I partiti antifascisti del CLN formano il primo governo dell’Italia liberata nel giugno 1945, il cui

Presidente era Parri. Vi sono però contrasti profondi all’interno del governo, che lo portarono a

scogliersi nel dicembre dello stesso anno. Diventa allora presidente del Consiglio il cattolico De

Gasperi, sostenuto dai liberali ma anche dai socialisti e dai comunisti. Questi anni sono anni ricchi

di aspettative, di iniziative, di speranze e di lotte.

Monarchia o repubblica? Nel 1946 il problema dell’Italia è quello di scegliere tra monarchia e

repubblica. Le forze politiche che riconoscevano il valore unitario dell’antifascismo si trovano sulla

sponda repubblicana, mentre le forze moderate e conservatrici come la Chiesa, si schierano a

favore della monarchia.

Il 2 giugno 1946 gli italiani e le italiane (per la prima volta) votano per scegliere la forma dello

stato ed eleggere l’Assemblea che ha il compito di scrivere la costituzione democratica. La

repubblica vince con oltre il 54% dei voti. Nell’Assemblea costituente si affermano i tre partiti di

massa : la DC ( che ottiene il successo maggiore ), il PSIUP (partito socialista di unità proletaria) e

infine il PCI con la minoranza dei voti.

Scompare così la monarchia dei Savoia, soprattutto per le pesanti responsabilità assunte rispetto

al regime fascista.

Inizia una nuova fase della storia d’Italia: non è più un regno, ma una repubblica democratica.

Grazie all’azione partigiana, nel trattato di pace del 1946 , l’Italia non subisce le punizioni della

Germania, ma perde le colonie africane, la Venezia Giulia, l’Istria, la Dalmazia , Fiume ecc. Nell’

inverno del 1946-1947 si indebolisce sempre più il governo di coalizione antifascista e l’Italia è di

nuovo spaccata in due: da una parte De Gasperi e il mondo cattolico hanno come riferimento

l’America per la costruzione della democrazia, dall’altra parte il mondo di sinistra ( con il Pci ) ha

come modello l’Unione Sovietica.

Nel maggio del 1947 De Gasperi forma un nuovo governo senza i partiti di sinistra, con

Vicepresidente Luigi Einaudi, già governatore della Banca d’Italia. Intanto si inizia a scrivere la

Costituzione, che verrà promulgata il 1° gennaio 1948, basata sui principi di libertà, eguaglianza,

solidarietà e democrazia. La Costituzione venne alla luce in un periodo ancora una volta spaccato

a metà dal mondo bipolare.

2) L’ITALIA E LA GUERRA FREDDA

Negli anni ’50 la guerra fredda diventa una “guerra psicologica”, una lotta ideologica. Il sistema

politico italiano viene condizionato fortemente dal quadro internazionale, ma non ne viene

stravolto.

L’adesione dell’Italia al Patto atlantico nel 1949, la colloca saldamente nell’ambito occidentale. Da

nazione sconfitta, l’Italia diventa un alleato essenziale per lo schieramento occidentale nella

contrapposizione all’Unione sovietica e al comunismo. L’Italia entra a fare parte del Consiglio

d’Europa, della OECE e della CECA. MA vi è una distinzione importante tra la DC e gli USA : in

più occasioni gli USA chiederanno alla DC misure sempre più restrittive nei confronti dei comunisti,

fino a mettere fuori legge il PCI. I governi centristi ( sempre con De Gasperi) opereranno con

durezza nei confronti dei militanti del PCI, PSI e della CGIL, ma non sarà mai violato il patto

costituzionale che garantiva la libertà di espressione. La lealtà atlantica della DC viene sottoposta

alla lealtà costituzionale e nazionale, seppur tra tanti scontri i principi della libertà e le regole della

democrazia rimangono sempre attivi.

( quando diventa presidente degli USA Eisenhower, l’ambasciatrice in Italia denuncia

ripetutamente l’infiltrazione comunista nelle strutture dello Stato italiano, con lo scopo di

evidenziare la debolezza nell’impegno anticomunista ) .

Per quanto riguarda lo sviluppo in Italia, il Pil cresce in modo consistente e l’economia si sta

sviluppando. Ma la situazione sociale e le condizioni di vita di una parte consistente della

popolazione non sono altrettanto soddisfacenti, soprattutto perché ci sono ancora oltre due milioni

di disoccupati ufficiali. A metà del Novecento, l’Italia è ancora un paese largamente povero.

Gli americani, appena sbarcati in Italia hanno portato cibi e prodotti di consumo di ogni genere,

ovviamente per favorire l schieramento con le democrazie occidentali; nella società italiana prende

copro il miraggio dell’ “American dream” .

Al modello americano di espansione del benessere e dei consumi di massa, si contrappone il mito

sovietico, che vedeva in Stalin soprattutto il vincitore del nazismo a Stalingrado e attribuiva

all’Unione sovietica la realizzazione del socialismo e della pace. Operai e intellettuali di sinistra

guardavano all’URSS come una società fondata sul lavoro.

3) IL PRIMO GOVERNO DI CENTRO \ RIFORME CENTRISTE

il 18 aprile 1948 la Dc vince le elezioni con il 48% dei voti alla Camera. De Gasperi attua una

severa politica monetaria , per rafforzare la lira e fermare l’inflazione. Inoltre si consolida l’originale

sistema di intervento pubblico nell’economia industriale e finanziaria, con l’IRI ( istituto di

ricostruzione industriale) e l’IMI (istituto mobiliare italiano). Al sistema IRI , conglomerato di grandi

industrie e banche , si aggiunge l’ENI ( ente nazionale idrocarburi) .

Come detto sopra, l’Italia aderisce al patto atlantico ed entra a fare parte del Consiglio d’Europa,

della OECE e della CECA.

Nel 1949 si sviluppano forti lotte contadine, contro l’offensiva degli agrari che cercano di

riprendersi le terre espropriate in Calabria. L’occupazione delle terre viene guidata dai comunisti e

dai socialisti.

I conflitti sono diffusi anche nelle fabbriche, dove gli operai scioperano contro i licenziamenti.

Inoltre viene varato il “piano casa”, preparato dal ministro del lavoro Fanfani, che agevola la

costruzione di case per i lavoratori.

Sempre nel 1949 vengono adottati dal governo centrista importanti progetti di sviluppo, che

riguardano i settori siderurgici, cantieristici, meccanici e petroliferi e puntano anche a un aumento

della disoccupazione.

Si sviluppa così la strategia della DC fondata sull’ interclassismo, attenta a trovare riforme

concrete per i differenti interessi delle diverse classi sociali, dai ceti dominanti agli strati popolari.

Viene fatta inoltre una riforma agraria nel 1950 che sancisce la definitiva eliminazione dei

proprietari terrieri del Sud. Sempre in quell’anno Menichella, governatore della Banca d’Italia,

realizza un progetto di intervento statale per lo sviluppo del Mezzogiorno: la Cassa per il

mezzogiorno. La ragione di questo progetto sta nel fatto che gli americani volevano che i fondi

della cassa fossero utilizzati nel Mezzogiorno per fini produttivistici, con lo scopo di ridurre le

tensioni sociali che potevano dilagare nell’appoggio al comunismo.

Dopo il trionfo elettorale del 1948, quale baluardo contro il comunismo, la Dc conosce un

sostanziale tracollo nel Mezzogiorno, dove le forze colpite dalla riforma agraria votano partiti di

destra. La Dc ha problemi anche con il papa Pio XII. L’indebolimento della governo di De Gasperi

spinge la Dc ad affermare una prospettiva politica di “democrazia protetta”, per difendere la

giovane democrazia italiana dagli estremisti di destra e di sinistra. Lo strumento per consolidare la

maggioranza viene trovato in una legge elettorale maggioritaria. Questa legge prevede

l’assegnazione del 65% dei seggi della Camera dei deputati alla coalizione dei partiti che

superasse il 50% dei voti. Questo progetto viene definito dagli avversari “legge truffa”.

Le elezioni del giugno 1953 registrano però un sostanziale crollo della coalizione centrista, che non

raggiunge il 50% dei voti per poco. Perché allora una sconfitta così clamorosa? Perché nel 1948

la gente, avendo paura di una vittoria del comunismo, votò la Dc; mentre nel 1953 ormai il pericolo

che i comunisti possano vincere le elezione è svanito.

Si chiude così un periodo che era sembrato avesse fondamenti più profondi, e si apre l’era della

“precaria stabilità” del sistema di governo italiano.

4) MIRACOLO ECONOMICO

A metà del Novecento l’Italia è un paese prevalentemente agricolo, in via di modernizzazione, ed è

anche assai giovane (ci sono molti giovani). Negli anni cinquanta, è molto diffuso il fenomeno

della migrazione: circa tre milioni di italiani se ne vanno all’estero, e dal Mezzogiorno partono due

milioni di migranti, metà vanno al Nord e metà oltre confine.

La formazione della Comunità economica europea (CEE) e della Comunità economica del carbone

e dell’acciaio (CECA) forniscono una grande spinta al processo di sviluppo economico in Italia.

Alcuni dei fattori principali di questo “miracolo” sono : - l’abolizione delle barriere doganali tra i sei

paesi del MEC, che consente la libera circolazione di lavoratori e capitali, - la stabilità della lira,

grazie al saldo attivo dei conti con l’estero , - le “rimesse” , cioè il denaro mandato a casa con

costanza dagli emigrati.

Conoscono una grande espansione l’industria automobilistica, soprattutto la FIAT (grazie alla

cinquecento e alla seicento) , l’industria meccanica, metallurgica, le fibre artificiali e sintetiche e

l’industria della gomma

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 11
Riassunto esame di Storia Contemporanea,  libro consigliato "L'Italia repubblicana. Dallo sviluppo alle riforme mancate", Barbagallo Pag. 1 Riassunto esame di Storia Contemporanea,  libro consigliato "L'Italia repubblicana. Dallo sviluppo alle riforme mancate", Barbagallo Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Storia Contemporanea,  libro consigliato "L'Italia repubblicana. Dallo sviluppo alle riforme mancate", Barbagallo Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Storia Contemporanea,  libro consigliato "L'Italia repubblicana. Dallo sviluppo alle riforme mancate", Barbagallo Pag. 11
1 su 11
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilariacantoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Bertella Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community