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La realtà come costruzione sociale

Presentazione – Introduzione

“La realtà come costruzione sociale” non riguarda i contenuti della conoscenza condivisa da una società, bensì i processi attraverso cui qualsiasi complesso di conoscenze viene assunto come realtà. Si tratta di una sintesi teorica tra Weber, cioè analisi sociologica fondata sull’agire dotato di senso, e Durkheim, che considera i fatti sociali come cose. La differenza tra diverse “realtà” può essere spiegata in relazione alle differenze tra le varie società? Particolari raggruppamenti di realtà e di conoscenza appartengono a particolari contesti sociali. La sociologia della conoscenza si occupa dell’analisi della costruzione sociale della realtà; essa deve essere un ausilio nella ricerca di una corretta comprensione degli avvenimenti umani. Essa, insieme alle altre scienze, che causano difficoltà all’epistemologia, “fornisce” problemi a questa indagine metodologica, e non può risolverli all’interno della propria struttura di riferimento.

Capitolo 1

I fondamenti della conoscenza nella vita quotidiana

La vita quotidiana si presenta come una realtà interpretata dagli uomini e soggettivamente significativa per loro come un mondo coerente. Il mondo della vita quotidiana non è solo dato per scontato come realtà dall’uomo comune, ma è un mondo che si origina nel suo pensiero e nella sua azione e che grazie a questi mantiene la sua realtà. Oggetti differenti si presentano alla coscienza come costitutivi di differenti sfere di realtà: la coscienza è dunque in grado di muoversi attraverso sfere differenti di realtà; ciò significa che il mondo è concepito come costituito da realtà molteplici. La realtà della vita quotidiana è organizzata attorno all’hic et nunc, ma include anche fenomeni che esulano dal qui ed ora; ma l’interesse per le zone lontane è meno intenso rispetto a quello per le zone vicine.

Inoltre, la realtà della vita quotidiana è vista come un mondo intersoggettivo, condiviso con altri: la conoscenza del senso comune è la conoscenza condivisa con altri nelle normali routines. Il settore “non problematico” della realtà quotidiana è tale fino a che la sua continuità non viene interrotta dalla comparsa di un problema: quando ciò avviene, la realtà quotidiana cerca di integrare il problema all’interno del settore non problematico. Paragonate alla realtà della vita quotidiana, le altre realtà appaiono come inevitabilmente situate all’interno di quella dominante (ad es. la realtà dei sogni e del pensiero teoretico).

Il mondo della vita quotidiana è strutturato sia spazialmente che temporalmente: la struttura temporale è molto complessa, poiché i differenti livelli che la compongono devono essere incessantemente correlati (nel senso che noi dobbiamo organizzare i nostri vari progetti in base al tempo). La conoscenza della morte rende “finito” il tempo dell’uomo. La struttura temporale è coercitiva, in quanto non possiamo rovesciare a piacimento le sequenze imposte da essa (“ogni cosa a suo tempo”); essa inoltre non influenza solo la nostra “agenda” quotidiana, ma si impone anche sulla nostra biografia complessiva.

Per quanto riguarda la condivisione della vita quotidiana con gli altri, ne facciamo maggiore esperienza quando ci troviamo proprio faccia a faccia con gli altri: in questo momento possiamo accedere in maniera diretta alla soggettività degli altri (anche se potremmo fraintenderla); inoltre, nell’incontro io percepisco l’altro come più reale di me, in quanto la conoscenza di me richiede riflessione, mentre l’altro mi è subito presente. Le relazioni con gli altri sono molto flessibili, anche se li percepiamo per mezzo di “schemi di tipizzazione”, che guidano e determinano le mie azioni nella situazione, finché non sono messi in dubbio; ovviamente questi schemi sono reciproci, e per questo nella maggior parte dei casi gli incontri con altri nella vita quotidiana sono “tipici” in due sensi: percepisco l’altro come un tipo e interagisco con lui in una situazione tipica.

Un aspetto importante dell’esperienza che io faccio degli altri nella vita quotidiana è il carattere diretto dell’esperienza: l’anonimia aumenta man mano che si va dal più vicino al più lontano; il grado di interesse e di intimità possono combinarsi nell’accrescere o diminuire questa anonimia. La struttura sociale è la somma delle varie tipizzazioni e dei modelli ricorrenti di interazioni stabiliti attraverso esse. Inoltre, noi siamo in relazione anche con i nostri predecessori, per mezzo di tipizzazioni fortemente anonime, e con i nostri successori, tipizzati in modo ancora più anonimo: questa anonimia, però, non impedisce ai due gruppi di entrare nella realtà della vita quotidiana, talvolta anche in modo rilevante. La realtà della vita quotidiana si esprime ed è possibile soltanto mediante oggettivazioni: una di esse è la significazione, cioè la produzione umana di segni, che servono come indice di significati soggettivi. I segni sono riuniti nei sistemi, tra i quali il linguaggio è il più importante, in quanto esso è fondamentale per la comprensione della realtà della vita quotidiana. Inoltre esso può comunicare significati che vanno oltre l’hi...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandralippolis22420 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Marzo Pier Luca.
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