Autori: alta e media repubblica
Forme pre-letterarie: Carmen e Saturnio
- Livio Andronico
- Plauto
- Ennio
- Catone
- Terenzio
- Lucillo
Tarda repubblica
- Poesia Neoterica e Catone
- Lucrezio
- Cicerone
- Cesare
- Sallustio
Età di Augusto
- Virgilio
- Orazio
- Tibullo
- Properzio
- Ovidio
- Livio
Prima età imperiale
- Seneca
- Lucano
- Petronio
- Persio
- Giovenale
- Quintiliano
- Tacito
- Apuleio
Età cristiana apologetica
- Minucio Felice
- Tertulliano
Età cristiana patristica
- Ambrogio
- Gerolamo
- Agostino
Letteratura latina: le origini
Gli eruditi romani cercano di ricostruire la loro preistoria letteraria e, probabilmente, si vergognavano di essa in quanto imperfetta. Volevano trovare un autore da contrapporre a Omero (il quale secondo la tradizione sarebbe l'iniziatore della letteratura greca, eppure già perfetto e maestro di tutti i poeti) e che andasse a cancellare tutti i tentativi precedenti; questo autore sarà Ennio.
Sicuramente l'uso del latino e dell'alfabeto latino si è affermato solo progressivamente in un crogiuolo di popoli con lingue e tradizioni diverse.
Inizialmente (VII secolo) la scrittura aveva una funzione pratica e legata alla necessità di avere registrazioni ufficiali precise:
- Registrare informazioni di vita quotidiana, messaggi, commentarii (opere non ufficiali di memorie personali)
- I calendari (funzione comunicativa della vita pubblica)
- Trattati, patti internazionali e leggi
Le uniche fonti delle prime forme scritte sono graffiti e iscrizioni, a causa della deperibilità dei materiali di scrittura usati al tempo. Inoltre mancano documenti di tipo funerario, che in questi casi sono di importanza fondamentale.
Alta e media repubblica
Le forme preletterarie: Carmen e Saturnio
- Carmen/Carmina: La tradizione dei Carmina è importante perché segna il passaggio dal periodo delle origini alla storia letteraria romana. Lo stile dei Carmina è connaturato all'espressività dei Romani. La struttura è nettamente distinta dai modelli greci (in essa vi è una netta distinzione tra versi e prosa ma nonostante ciò si oppone allo stile casuale del linguaggio quotidiano). La finalità dei Carmina è pratica: vuole dettare una regola. Sono testi autorevoli che devono essere compresi e ricordati a memoria: questo avviene attraverso le parole, ma anche attraverso la loro forma: scandita, ritmata e ineludibile. I primi Carmina sono Leggi, Preghiere e Forme Rituali.
Nota bene: Le prime testimonianze sono i Carmina rituali: Saliare e Arvale.
- Carmen Saliare: Frammento in latino arcaico di un testo che veniva recitato dai Salii (sacerdoti) durante una danza sacra in onore di Cerere. È difficile riconoscere di cosa parli (nemmeno Cicerone capisce), ma vengono citati il Tuono, Giano, Giove e Cerere.
- Carmen Arvale: Frammento del canto liturgico degli Arvali (collegio sacerdotale romano). I sacerdoti celebravano sacrifici in onore di Cerere e invocavano Marte e i Lari affinché i campi coltivati (Arva) restassero fertili e non inaridissero.
- Saturnio/Saturni: Verso della poesia latina arcaica (prima dell'uso dei metri greci). È suddiviso in due unità ritmiche (Cola) divise da una netta pausa (Dieresi). La sua irregolarità rispetto ai versi greci determina la sua scomparsa. L'etimologia sembra italica: come il dio Saturno; ma è difficile escludere influenze greche. È il verso con cui furono composti i primi due poemi nella storia letteraria di Roma: Il Bellum Poenicum di Nevio e L'Odissea di Livio Andronico.
Livio Andronico
Giunge a Roma al seguito di Livio Salinatore (era suo liberto) dopo la guerra Taranto-Roma. Egli era Greco (Andronico) e acquista il prenome romano da Livio Salinatore. A Roma è attivo come Grammaticus (insegnante di Latino e Greco), e autore di testi scenici (restano circa 60 frammenti).
- Opere minori: Aiace con la frusta, il cavallo di Troia, Hermiona, Andromeda, Danae, Tereus.
- Opera principale: per cui viene ricordato è la traduzione dell'Odissea di Omero. La sua opera doveva chiamarsi Odusia ed era scritta in Saturni (il metro italico). Lo stile si rifà al formulario della tradizione religiosa per dare elevatezza e profondità al testo ma non solo, anche suscitare interesse (in quanto i Romani erano privi di una tradizione epica, a questo scopo fu utile la ricerca del Pathos). Gli eruditi romani erano già in contatto con l'Odissea di Omero, ma la sua traduzione allarga l'interesse alle scuole (diventa testo scolastico). La traduzione è stata un grande ostacolo: modi di dire intraducibili, frasi greche che sarebbero state incomprensibili ai Romani ecc. Con questa traduzione Livio fa progredire la cultura letteraria latina. I modelli tragici a cui si ispira sono Sofocle e Euripide.
Plauto
Nato a Sarsina (oggi in Romagna). Non era di origine romana ma non era nemmeno completamente grecizzato. Era un cittadino libero. La sua attività letteraria è compresa fra la seconda guerra punica e il 184 a.C. (morte). Egli ebbe enorme successo immediato e postumo.
A noi giungono 21 commedie. Le commedie di Plauto puntano sul comico e la creatività verbale. Le trame e i personaggi sono abbastanza prevedibili. I personaggi sono i "Tipi umani": il servo astuto, il giovane amatore, il vecchio, il soldato, il parassita ecc. Essi hanno sempre nomi greci per facilitare il processo di estraniamento. Le trame ruotano attorno alla lotta fra due antagonisti che si contendono un bene (Denaro o donna). Solitamente il vincitore è il giovane (e il perdente possiede in sé i caratteri che lo portano ad essere sconfitto).
L'elemento più importante/tematica principale nelle commedie di Plauto è il rapporto giovane-servo. Infatti, solitamente il giovane delega al servo la conquista del bene; ed esso per riuscirci escogita inganni: per questo motivo la commedia viene detta anche "Del servo".
Nota bene: La posizione del servo astuto è quasi la stessa del poeta drammatico: è il personaggio che gioca con le parole e, nonostante venga considerato debole, è figura centrale.
Un altro elemento fondamentale per lo svolgimento delle azioni è la presenza della Fortuna (Tyche): elemento imprevedibile che scioglie ogni difficoltà.
- Gli elementi innovativi di questa commedia sono:
- La lingua: piena di giochi di parole, fraintendimenti, metafore, allusioni ecc.
- La struttura: Conferisce enorme importanza al prologo (in cui vengono inserite informazioni fondamentali per comprendere lo svolgimento dell'azione e le caratteristiche dei personaggi), inoltre elimina la divisione in atti.
Nota bene: Per la struttura, ovviamente Plauto assimila i modelli greci ma li rivoluziona a modo suo. Plauto attinge ai maestri ellenistici ma senza preferirne uno su altri. Per esempio: tende a trascurare la coerenza dell'azione drammatica e le sfumature caratteriali dei personaggi (Costruisce un "Metateatro); passa da un codice piano e prosaico dai trimetri greci alle fantasiose armonie dei cantica.
Scegliere come tematica la messa in gioco di un bene potrebbe sembrare un campo in cui poter fare scontrare i valori e la mentalità tradizionale del pubblico. Al contrario Plauto respinge le problematiche etiche, morali o psicologiche. Non fa riflessioni di questo tipo. Inoltre la commedia è il genere che "mette a posto le cose", in cui si passa dal disordine all'ordine e quindi si vanno a riassestare i valori tradizionali. Orientata verso la riconferma dell'ordine sociale, la commedia di Plauto ha poco di sovversivo. E il protagonismo dello schiavo non vuole corrodere i dogmi della vita sociale.
Ennio
È il poeta nazionale romano, raggiunto solo da Virgilio.
Nasce a Lecce. Area intrisa di cultura greca = lui è italo-greco e parlava latino, greco e osco. Si forma a Taranto e a Roma è attivo come insegnante e tragediografo. Qui segue il generale Nobiliore in Grecia, per narrare nei suoi versi la campagna militare. Dei suoi testi ci rimangono solo dei frammenti indiretti.
- Le opere minori: Il mangiar bene, Lo scipio, Quattri libri di Saturae, Sota e alcuni testi morali e filosofici. Scrive anche commedie ma è mediocre. Egli è principalmente un tragediografo, aperto all'introspezione psicologica e alle situazioni passionali: traduce tragedie di Euripide + per le sue tragedie rielabora il modello greco, per compiacere un pubblico di intenditori e per rafforzare gli elementi drammatici della rappresentazione e creare interesse nel pubblico (Es: tiene il coro).
- L'Opera che lo rese l'autore più significativo della letteratura latina arcaica: gli Annales. È il testo epico più famoso fino all'età di Augusto. Poema epico in esametri in 18 libri (all'inizio dovevano essere solo 15). Il titolo si riferisce agli Annales Maximi (pubbliche registrazioni di eventi condotte ogni anno). La funzione degli Annales è di celebrare la storia di Roma. Le fonti storiografiche sono misteriose (un po' Omero e un po' Nevio). Secondo lui Roma era la somma di imprese eroiche di individui eccellenti, virtuosi e nobili. Di essi apprezza le "virtus" guerriere e le "virtus" di pace (saggezza moderazione saper parlare e pensare). VISIONE DEL MONDO = TRIONFO DELL'IDEOLOGIA ARISTOCRATICA. La struttura è molto simile al Bellum Poenicum di Nevio, ma a differenza sua Ennio narra senza stacchi, in ordine cronologico e sacrifica la prima guerra punica. Un'altra innovazione è la divisione in libri del racconto narrativo (strategia poetica diventerà dominante in tutto lo sviluppo della poesia latina e poi europea). Le idee di poetica erano enunciate nei proemi. Importanti quello al 1 e al 7 libro in cui spiega le ragioni del suo fare poesia. Proemio 1: l'ispirazione gli viene da Omero (che gli conferma di esserci reincarnato in cui) e gli fa delle rivelazioni e nel Proemio 7: lascia spazio alle divinità simboliche della sua poesia. Fu il primo poeta-filologo che sperimenta, inserisce nelle sue opere grecismi e adatta all'esametro greco la lingua latina.
Catone
Nasce a Frascati. Siamo bene informati sulla sua vita perché ebbe molti biografi. Egli fu console, promosse un programma di edilizia pubblica e apparì in numerosi processi politici (sia come accusatore che come accusato). Egli si oppose sempre alla fazione aristocratica del partito degli Scipioni (es: si oppose alla revoca della Lex Oppia, legge che limitava gli eccessi del lusso tra le classi ricche). Il suo atteggiamento gli procurò moltissime inimicizie.
Di tutto ciò ci restano tante orazioni: queste orazioni politiche Catone le inseriva anche nelle sue opere per esplicitare il suo pensiero politico. Egli in particolare si opponeva al culto delle "grandi personalità": insisteva sul fatto che la formazione dello Stato e delle sue istituzioni sia avvenuta lentamente nei secoli grazie a un'opera collettiva del Populus Romanus; quindi non bisognava (come faceva la storiografia aristocratica) esaltare le gesta dei singoli generali. Es: In alcune sue opere riporta nomi di soldati semplici.
- Le opere:
- Le Orazioni
- Operette indirizzate al figlio Marco
- Origines: sette libri. Prima opera storica latina, scritta in vecchiaia. Aveva l'intento di diffondere i principi della sua azione politica e le preoccupazioni per la corruzione dei costumi, l'insorgere di singoli personaggi.
- De Agri Cultura: trattato in prosa latina. Espone precetti generali (in forma schematica e senza spazio a ornamenti letterari o riflessioni filosofiche) da applicare al comportamento del proprietario terriero: egli deve dedicarsi all'agricoltura come attività sicura e onesta e trarne vantaggi economici e accrescere la produttività senza però sfruttare gli schiavi (= era contro l'"industria" = disprezza lo sfruttamento e la ricchezza inneggiando alla resistenza dalla seduzione del piacere).
Lo stile di Catone è simile a quello usato nelle orazioni. Egli diceva "abbi ben chiaro il contenuto e le parole verranno da sé": queste parole rappresentano un rifiuto dell'Ars poetica e della retorica greca.
Nota bene: Catone conosce bene l'arte greca e nella sua opera letteraria cerca di inserirla senza però renderla l'elemento principale, in quanto era convinto che gli aspetti illuministici potessero esercitare un'influenza negativa sulla repubblica, così come temeva che l'imitazione dei costumi ellenistici potessero mettere a rischio l'unità e la coesione interna dell'aristocrazia, portando all'affermazione di personalità di prestigio eccezionale.
In generale, Catone è il simbolo della rigida custodia della tradizione e del conservatorismo.
Terenzio
Nato a Cartagine. La cronologia delle Opere è attestata. Scrive 6 commedie: Andria, Hecyra, Adelphoe, Heautontimotumenos, Eunuchus e Phormio (dei testi originali abbiamo solo scarsi frammenti).
Tutte quante presentano un prologo in cui si dichiara che tutte le commedie si ispirano ai modelli greci della Commedia Nuova. (Es autori: Apollodoro di Caristo, Menandro, Difilo). Nel prologo si concentrano tutti i momenti di riflessione. Nel prologo inoltre l'autore espone la propria posizione rispetto ai modelli greci e risponde alle critiche dei suoi avversari. Questo uso dei prologhi lo rende poeta-filologo.
I contenuti non vogliono essere solo comici (come in Plauto). Ma vogliono portare il pubblico a sforzi di approfondimento e riflessione, sono morali e culturali (tipici della CN). Inoltre l'autore è interessato all'approfondimento psicologico dei personaggi. I contenuti si pongono l'obiettivo di tentare di comunicare (attraverso un genere popolare) nuovi interessi (Es: si mettono in scena gli ideali di rinnovamento culturale dell'aristocrazia scipionica).
- Gli intrecci sono quelli tipici della Commedia Nuova: giovani innamorati e genitori che li contrastano. Schiavi indaffarati a soddisfare i desideri dei loro padroni.
- I personaggi: spesso tipizzati, sono comunque anticonvenzionali.
- Lo stile e la lingua: appare piatto e uniforme, medio e pacato (opposto al linguaggio complesso di Plauto). È quasi quotidiano e verosimile: ciò però non significa che riproduca la parlata quotidiana, ma riproduce la lingua delle classi urbane di buona educazione e cultura. Infine fonda l'azione drammatica sul dialogo e non sul movimento scenico e il clamore. Es: la materia linguistica è selezionata e la parola Bacio appare sì e no due volte.
Lucillo
Nato nella Campagna settentrionale. È il primo letterato di buona famiglia che conduce la sua vita da scrittore appartata da cariche/vita politiche. Scrive 30 libri di Satire (restano frammenti) durante il periodo del partito scipionico.
Inizialmente li scrive in esametri dattilici, in distici elegiaci e in metri giambici e trocaici; poi si orienta verso l'esametro che diventa l'unico verso usato per le Satire (Da Orazio in poi). I libri potevano consistere in composizioni uniche o in brevi unità poetiche (dette poemata o sermones).
- Egli sceglie come genere la Satira e si concentra solo su di essa perché:
- È un genere che gli permette di esprimere il proprio pensiero perché, in quanto forma di scrittura personale, è aperta al realismo quotidiano del poeta.
- Gli permette di affrontare una grande vastità di argomenti (Es: parlare di problemi letterari, accenni alla gastronomia e al lusso a tavola, narrazione di viaggi ecc.)
- Analizza gli aspetti quotidiani della vita in luce filosofica: non manca quindi un impegno educativo, legato alla critica sociale e all'anticonformismo.
Lo sviluppo di un nuovo genere comporta la formazione di un nuovo pubblico interessato alla poesia scritta e di una letteratura "contemporanea". Lo stile è vario, si apre in tutte le direzioni. Il linguaggio è sia elevato (epica) che specializzato.
Sarà il modello di tutti i poeti satirici latini.
Tarda repubblica
La poesia neoterica
Durante il I secolo a.C. si assiste a una svolta nella storia della letteratura latina: si sviluppa una corrente letteraria detta "Neoterica" (definizione negativa usata da Cicerone).
Il secolo precedente era stato secolo di grandi conquiste per i romani. Essi entrano in contatto con la tradizione e la cultura greca: da questo momento in poi si assiste a un indebolimento dei valori tradizionali e all'emergere di nuove esigenze (fenomeno di ellenizzazione).
Cresce il disinteresse e il rifiuto per una vita spesa al servizio dello stato "cittadino-soldato", e si afferma sempre più il gusto dell'otium, ossia del tempo libero dedicato ai piaceri individuali.
Nota bene: Questo è dovuto in parte anche all'affermarsi della filosofia epicurea, che predicava la rinuncia degli affari politico-militari a favore di una vita indirizzata a raggiungere l'atarassia = assenza di turbamenti. L'epicureismo riteneva che le divinità non intervenissero negli affari umani: questa concezione crea dei problemi alla classe dirigente che usava la religione ufficiale come strumento di potere.
Il messaggio di Epicuro si diffonde ampiamente perché egli stesso raccomandava la chiarezza dell'espressione, quindi si rivolge alle persone di ogni rango sociale, anche alle donne! e non solo a un'élite privilegiata. I poeti non prediligono la letteratura greca, ma imitavano gli aspetti più eruditi che la caratterizzavano. I latini prendono dai greci, e in particolare dalla poesia alessandrina: il gusto per ...
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