Letteratura latina: le origini
La nascita della letteratura latina
La nascita della letteratura latina è tradizionalmente fissata nel 240 a.C., anno in cui Livio Andronico fa rappresentare per la prima volta una tragedia in lingua latina. Ovviamente precedentemente esistevano altre forme di espressione pre-letteraria, costituite da forme popolari non scritte, patrimonio folkloristico e forme di scrittura a scopo pratico.
Testimonianze della scrittura
Testimonianze della scrittura nel mondo latino si hanno a partire dal IV-III secolo, con la cosiddetta Cista Ficoroni, vaso cilindrico di bronzo su cui sono incisi nome della committente e dell’artefice.
Fasti e documentazione amministrativa
Importanti testimonianze di documenti scritti sono i fasti, calendari ufficiali divulgati annualmente dai pontefici che stabilivano i giorni fasti e nefasti a seconda che fosse o meno permesso il disbrigo degli affari pubblici. I fasti ben presto si arricchirono delle liste dei magistrati nominati anno per anno e dei trionfi militari da essi ottenuti (fasti triumphales). Esisteva anche la tabula dealbata, documento esposto dal pontefice massimo che riportava avvenimenti di pubblica rilevanza (dichiarazioni di guerra e pace, catastrofi naturali, prodigi). Questa documentazione amministrativa annuale prese il nome di Annales, ed ebbe enorme importanza come impulso per la struttura di opere storiografiche successive.
Forme preistoriche di poesia latina
Forme “preistoriche” di poesia latina sono i carmina, formule misteriose in lingua arcaica assonanzate e ritmate destinate a vari scopi, caratterizzate da uno stile solenne e monumentale. Rientrano in questo genere preghiere, giuramenti, profezie, sentenze solenni: un carmen non è tale per il contenuto, ma per la forma, che è costituita da una prosa fortemente ritmata e caratterizzata da figure di suono. Carmina particolarmente importanti sono quello Saliare (cantato dal collegio dei Salii che portavano in processione gli scudi sacri) e quello Arvale (inno per la purificazione dei campi).
Forme pre-letterarie popolari
Importanti per la produzione letteraria successiva (soprattutto per la commedia) sono alcune forme pre-letterarie popolari, come i Fescennini versus, delle battute volgari e oscene che venivano recitati nelle feste rurali con funzione apotropaica.
Il teatro romano arcaico
Fioritura delle opere sceniche
A partire dal 240 a.C. (prima rappresentazione di Livio Andronico) le opere sceniche conoscono una straordinaria fioritura: tutti i poeti romani di questo periodo scrivono per la scena, le autorità statali organizzano le rappresentazioni e i nobili proteggono gli artisti. I generi teatrali sono:
- Palliata: genere comico di ambientazione greca
- Cothurnata: genere tragico di ambientazione greca
- Togata: genere comico di ambientazione romana
- Praetexta: genere comico di ambientazione romana
Non sono da escludere influenze etrusche: in un passo di Ab urbe condita (Livio) si dice che per ingraziarsi gli dèi durante una pestilenza furono chiamati dei danzatori etruschi che ballavano accompagnati dal flauto e che i giovani romani imitarono integrandoli con dei motteggi.
Occasioni di rappresentazione
L’occasione principale di rappresentazione delle opere teatrali era data dalle feste religiose, le più importanti delle quali sono i ludi Romani, i ludi Megalenses, i ludi Apollinares e i ludi plebeii. I committenti delle rappresentazioni si identificano con la nobiltà, e ciò comporta la frequente esaltazione di imprese eroiche degli antenati e la mancanza di vere forme di critiche sociali o attacchi personali espliciti.
Riconoscimento delle professioni teatrali
Nel 207 venne fondato il collegium scribarum histrionumque, segno evidente del riconoscimento delle professioni di scrittori e attori, tuttavia il primo teatro in pietra a Roma fu costruito solo nel 55 a.C., mentre prima esistevano solo strutture provvisorie in legno. Un aspetto fondamentale della messa in scena era costituito dall’uso di maschere, che erano fisse per alcuni personaggi costanti in ogni commedia (il vecchio, il giovane innamorato, la cortigiana...) e che permettevano ad un singolo attore, cambiandosi di maschera, di interpretare più personaggi. Il mestiere di attore era praticato solo da schiavi e recava il marchio d’infamia.
Atellana
A fianco di questi generi teatrali continuava a restare in vigore l’atellana, un genere teatrale popolare che prevedeva la stesura di canovacci essenziali (che prevedevano comunque maschere fisse) su cui poi gli attori improvvisavano aggiungendo bisticci e battute nello stile dei Fescennini.
L'epica arcaica: Livio Andronico e Nevio
Livio Andronico
Livio Andronico (Taranto 280?-Roma 200?) è considerato iniziatore della letteratura latina. Era originario di Taranto da cui giunse a Roma nel 272, forse come liberto di Livio Salinatore. Nel 240 mise in scena il primo testo drammatico a Roma, ma la sua opera più significativa fu probabilmente la traduzione in saturni latini dell’Odissea (Odusia). Nel 207 gli fu commissionato un partenio in onore di Giunone, la cui fama gli permise di insediare il suo collegium scribarum histrionumque nel tempio di Minerva sull’Aventino.
Opere di Livio Andronico
Della sua produzione teatrale ci sono rimasti solo titoli e pochissimi frammenti: le tragedie sono legate per lo più al ciclo troiano (Achilles, Aiax Mastigophorus, Equos Troianus, Aegisthus); mentre per le commedie possediamo solo il titolo Gladiolus, che doveva avere come protagonista un soldato fanfarone predecessore del Miles Gloriosus di Plauto.
Odusia
L’Odusia ha una portata storica enorme, perché per la prima volta viene proposta una traduzione di un’opera letteraria. In questo modo l’Odissea può essere fruibile anche dai Romani che non conoscevano il greco e diventare un testo scolastico (Orazio racconta che a scuola dovevano impararlo a memoria). Ha una concezione artistica della traduzione: cerca di costruire un testo fruibile come opera autonoma ma che conservi il prestigio e la qualità artistica dell’originale. Deve creare a Roma una lingua letteraria capace di recepire lo stile dell’epica greca, e lo fa adoperando arcaismi e formule del linguaggio religioso.
Gneo Nevio
Gneo Nevio (Capua 275?-Utica 201) La vita di Nevio fu caratterizzata da un notevole impegno politico che si riflette nei caratteri della sua opera, in particolare nel Bellum Poenicum, poema epico in saturni dedicato alla prima guerra punica che egli combatté in prima persona. Nella prima parte del poema c’è un excursus sulle origini leggendarie di Roma che la collega alla caduta di Troia, come farà poi Virgilio. Di certo il poema ha ispirazione nazionale, ma non conviene staccarlo troppo dalla tradizione greca, in quanto si può notare come cerchi di replicare lo stile formulare.
Opere di Nevio
Anche la produzione teatrale di Nevio doveva essere cospicua: Romulus e Clastidium sono i primi titoli a noi noti di preteste, tragedie di argomento romano. Probabilmente fu più importante la produzione comica (Tarentilla). Probabilmente il suo teatro era molto più politicamente impegnato di altri.
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