Estratto del documento

Lo sviluppo e la dimensione dell'impresa

La dimensione d'impresa

Dimensione aziendale: i contorni del fenomeno

Il concetto di dimensione aziendale è un argomento molto dibattuto tra aziendalisti ed economisti. Perciò, la definizione di "dimensione aziendale" non è ben definita. La più classica definizione di "dimensione aziendale" è stata elaborata da Onida. Egli afferma che il concetto di dimensione aziendale è collegato al volume di produzione e di affari che l’azienda sviluppa periodicamente con l’impiego del capitale disponibile, degli impianti e dell’organizzazione. C’è poi il problema della misurazione della dimensione aziendale. Prendiamo alcuni indicatori come esempio:

  • Il capitale sociale o capitale di rischio;
  • Il capitale investito;
  • Il numero dei dipendenti;
  • Il fatturato.

Il capitale sociale non è affatto utile per questo tipo di misurazione. Più idoneo potrebbe essere il capitale investito, cioè il capitale costituito da beni strumentali. Il fatturato potrebbe essere un elemento sviante se il confronto viene effettuato tra aziende con diverso grado di integrazione verticale. ES: prendiamo due aziende: la prima è di puro montaggio, la seconda invece produce tutti gli elementi per la costruzione del prodotto destinato alla vendita. Queste due aziende potrebbero avere lo stesso fatturato, ma la seconda avrà dimensioni più modeste, perché le occorreranno meno dipendenti e meno capitale investito. Anche il numero di dipendenti potrebbe essere un elemento ambiguo. ES: prendiamo due attività: la prima, ad alta capitalizzazione e meccanicizzazione, non necessita di molta manodopera, poiché il lavoro è svolto prevalentemente dalle macchine; la seconda invece ha bisogno di molta manodopera.

La dimensione aziendale deve essere calcolata sulla base di 3 fattori, che in ordine di importanza sono: strutturale, operativo, in relazione con il mondo esterno. Considerare gli elementi strutturali significa concentrarsi su ciò che l’azienda può fare, mentre considerare gli elementi operativi significa concentrarsi su ciò che l’azienda effettivamente fa. L’elemento proprio delle relazioni con il mondo esterno è il peso dell’azienda sul mercato. Tuttavia, questi 3 parametri quantitativi, presi singolarmente, possono risultare ambigui ed ingannevoli, perciò bisogna utilizzarli in maniera congiunta.

La classificazione delle imprese su base dimensionale: la grande e la piccola impresa

Si tratta di una classificazione molto complessa. Cattaneo sostiene che:

  • La grande impresa è quella che possiede la forza di imporsi e sopravvivere nel mercato, riuscendo a influenzare vari fenomeni, come ad esempio il prezzo;
  • La piccola impresa è quella che non è in grado di imporsi e sopravvivere nel mercato. La definizione di Cattaneo riguardante la piccola impresa non è condivisa da tutti. C’è infatti una corrente di pensiero che sostiene che la piccola impresa può avere una posizione attiva, e non succube, nel mercato, legata a comportamenti innovativi e di miglioramento dell’efficienza.

La piccola e media impresa e "l'impresa minore"

Le caratteristiche che contraddistinguono la piccola impresa sono:

  • È composta da pochi soci, spesso uniti da legami familiari;
  • È indipendente, cioè non appartiene a gruppi economici;
  • È dotata di un livello tecnologico limitato;
  • Detiene una quota relativamente piccola sul mercato di sbocco;
  • Offre una gamma di prodotti piuttosto limitata;
  • È gestita personalmente dai proprietari;
  • Esiste la possibilità di contatti diretti tra i capi e i dipendenti.

Solitamente le piccole e le medie imprese vengono accomunate sotto il nome di PMI (piccole e medie imprese) o la definizione "imprese minori". Tuttavia, tra le due esistono differenze, la più importante delle quali è quella finanziaria: la media impresa è caratterizzata da una gestione finanziaria poco efficiente, che però è in grado di svolgere in maniera proficua; la piccola impresa è invece caratterizzata da una gestione finanziaria limitata dovuta alle sue dimensioni.

Per quanto riguarda i percorsi di crescita delle PMI, esistono due scuole di pensiero: una statunitense e una inglese. Secondo gli Americani, la piccola impresa è solo una fase del processo di crescita di un’azienda. Gli Inglesi, invece, si concentrano sulla figura del piccolo imprenditore, che può decidere di mantenere la propria azienda di piccole dimensioni.

L'evoluzione del tradizionale concetto di dimensione

In passato, il fenomeno della crescita aziendale comprendeva la crescita interna seguita dalla crescita esterna perseguita con aggregazioni di tipo "forte", come fusioni o acquisizioni. Attualmente, invece, la crescita esterna si basa su aggregazioni "deboli", come gli accordi. Siamo in un momento di transizione, che va dal sistema d’impresa al sistema di imprese: impresa rete per le grandi imprese, rete di imprese per le imprese minori. Grazie a questo passaggio cambia la visione tradizionale del concetto dimensionale. Infatti, ciò che conta non è più la dimensione della singola impresa, ma quella della rete complessiva.

La crescita dimensionale

Sviluppo e crescita dimensionale nelle teorie economiche

Il concetto di dimensione ha conosciuto un’evoluzione nel tempo. Inizialmente vi era la teoria neoclassica, secondo la quale la dimensione è legata alla produzione. Le teorie successive invece possono essere ricondotte a 3 differenti approcci:

  • Comportamentistico: ricerca soluzioni soddisfacenti e distingue tra decisione e scelta: la decisione risolve o cerca di risolvere un problema, la scelta valuta la decisione nella realtà;
  • Della grande impresa manageriale: ha come scopo quello di dimostrare che la grande impresa è capace di pianificare a lungo termine lo sviluppo industriale;
  • Del capitalismo manageriale: esamina le decisioni aziendali in base alla crescita e allo sviluppo delle imprese.

Strutture accentrate: grandi imprese; strutture decentrate: piccole imprese.

Crescita, ampliamento dimensionale, sviluppo: alcune precisazioni terminologiche

I termini crescita e sviluppo non sono affatto sinonimi: il primo è un processo quantitativo, il secondo un processo qualitativo. La crescita consiste nell’aumento delle dimensioni aziendali e può essere accompagnata dallo sviluppo, cioè “movimento verso il meglio”. La crescita non è sempre seguita dallo sviluppo, perché in alcuni casi il raggiungimento di dimensioni enormi da parte di un’azienda è un elemento negativo, un freno, un fattore destabilizzante. Alcuni esempi sono:

  • L’ampliamento non è seguito da una risposta positiva sul mercato;
  • L’ampliamento genera un irrigidimento dell’azienda che causa una diminuzione della flessibilità e un aumento dei costi fissi e della sua fragilità;
  • L’ampliamento è seguito dal peggioramento della situazione finanziaria causata dagli ingenti investimenti necessari per realizzarlo.

Le strategie di crescita

Le strategie di crescita sono caratterizzate da fattori esogeni ed endogeni:

  • Fattori esogeni, cioè esterni: crescita dell’intero sistema economico o del settore in cui si opera. La crescita settoriale è generalmente favorita dalla mancanza di concorrenza in quel determinato campo. Sempre all’interno dei fattori esogeni troviamo fenomeni legati a politiche economiche e di sviluppo, stabilite dal governo;
  • Fattori endogeni, cioè interni: sono legati a motivazioni manageriali (teorie manageriali dell’impresa), strutturali (organizzazione) ed economico-finanziarie (impianti, patrimonio, situazione finanziaria).
Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Riassunto esame di economia aziendale, prof. Marco Confalonieri, libro consigliato Lo sviluppo e la dimensione dell'impresa, 2010, Confalonieri Pag. 1 Riassunto esame di economia aziendale, prof. Marco Confalonieri, libro consigliato Lo sviluppo e la dimensione dell'impresa, 2010, Confalonieri Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di economia aziendale, prof. Marco Confalonieri, libro consigliato Lo sviluppo e la dimensione dell'impresa, 2010, Confalonieri Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di economia aziendale, prof. Marco Confalonieri, libro consigliato Lo sviluppo e la dimensione dell'impresa, 2010, Confalonieri Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.cozzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Confalonieri Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community