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LEZIONE IN AULA 

2 OTTOBRE

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La criminologia individua come oggetto della propria riflessione scientifica il crimine, esso

non è un termine nel linguaggio comune ma un linguaggio tecnico. Crimine è una condotta

di violazione di una norma contenuta in quello che anticamente veniva chiamato “codice

criminale” e che oggi invece viene definito “diritto penale”.

La nostra attenzione in quanto professionisti, verso quello che è l’autore di reato, ha degli

obbiettivi precisi e viene svolto secondo delle tecniche particolari.

Le teorie criminologiche ci aiutano a comprendere e ad analizzare questo fenomeno

particolarmente complesso che è “la commissione di un reato”. La criminologia si interessa

della commissione di un reato perché questo tipo di condotte rappresenta un fattore di

disfunzionamento molto rilevante all’interno del gruppo sciale. La criminologia presenta

della caratteristiche strutturali, poiché è una scienza di carattere empirico, noi ci

interessiamo di un determinato fenomeno e intendiamo intervenire su quel fenomeno e

abbiamo in primo luogo l’esigenza di conoscerlo. Il fatto che la criminologa sia una

scienza empirica, significa che vengono svolte delle ricerche empiriche, ricerche sul

campo, che hanno l’obbiettivo di conoscere il fenomeno sul quale vogliamo intervenire.

La criminologia è una scienza astratta e avalutativa, ossia il nostro intervento nei confronti

del fenomeno che vogliamo osservare, non è un intervento che prende le mosse da

riflessioni di carattere moralistico, questo non significa che non esista all’interno della

riflessione criminologica una direzione di lavoro etica.

La criminologia clinica comprende l’applicazione sul soggetto o sull’individuo delle teorie

criminologiche, la clinica ortopedica vuol dire applicare sul soggetto le conoscenze

scientifiche che questa disciplina ci da.

Qual è la sede in cui è possibile applicare al soggetto le nostre conoscenze scientifiche?

La sede tipica è quello dell’esecuzione della pena, cioè il settore dell’applicazione della

condanna, della carcerazione, che nel nostro sistema giuridico è la pena per definizione,

nel corso dell’esecuzione della pena, il legislatore consente ed impone un intervento di

tipo scientifico, rivolto a conoscere profondamente le caratteristiche soggettive e

individuale dell’autore di reato per costruire un piano di adattamento e rii – educativo.

Il concetto di educazione, oggi non si può piu fermare al concetto tradizionale di

educazione, ma dev’essere inteso in modo molto piu ampio, dove possa comprendere

anche il concetto di ri – educazione, cioè intervento su un soggetto che può essere un

minore ma anche un adulto, ce con il suo comportamento ci da chiara l’indicazione di una

mancata socializzazione, un soggetto che commette un reato indica chiaramente che nel

suo percorso di educazione e di socializzazione è fallito, quindi ha avuto un percorso di

frattura molto importante.

Quindi in questo caso, il nostro intervento non sarà di semplice educazione, ma di ri –

educazione, riprendere il percorso di educazione di quel soggetto, individuare i fattori di

interferenza abbiamo la necessità di far una diagnosi precisa che è l’esame di struttura di

complessità del soggetto.

Piano di trattamento ri – socializzativo utilizzazione di tutte le conoscenze

scientifiche molto ampie che oggi il nostro sapere ci mette a disposizione per intervenire

sulla conoscenza e sul percorso di ri – adattamento di questo soggetto e di supporto, nel

rientrare in un modo conforme all’interno di un gruppo sociale conforme vuol dire tenendo

un comportamento che risponde alle indicazioni che provengono dalla cultura sociale e

anche dalle norme giuridiche.

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Il compito è arduo, complesso ma anche un sfida che può rivelarsi molto interessante dal

punto di vista professionale.

Equipe di osservazione trattamento gruppo di tecnici del trattamento che

prende il nome di introdotto nel nostro ordinamento giudico, dalla legge di riforma

dell’ordinamento penitenziario nel 1975, dove il nostro legislatore o gruppo sociale ha

adottato una riforma di legge che costruisce i presupposti per applicare anche nel nostro

paese che all’estero si erano sviluppate prima e in modo piu precoce rispetto al nostro

paese.

La legge 354 di riforma dell’ordinamento penitenziario costruisce un sistema molto ampio

e articolato, tutto incentrato sull’obbiettivo essenziale per la vita del gruppo sociale di

impedire la realizzazione dei reato e impedire che chi ha già commesso un reato ne torni a

commettere altri.

Accanto a queste figure, il legislatore ha voluto porre anche l’educatore al centro del

sistema, è il meccanismo e la rotellina centrale che permette il funzionamento di un

sistema vastissimo, molto complesso al cui interno l’educatore non solo riceve un

riconoscimento professionale incontestato ma è proprio individuato come il fondamento

del funzionamento del sistema.

La legge di riforme penitenziaria costruisce un sistema imponente che fa nascere delle

istituzioni e dei sistemi istituzionali nuove di grandissima entità. Con essa nasce anche la

magistratura di sorveglianza, un organi della magistratura autonomo, differente e parallelo

rispetto alla magistratura ordinaria, che in termini tecnici e giuridici viene definiti la

magistratura di cognizione, cioè quella magistratura che svolge un processo penale si

occupa dall’inizio alla fine dell’accertamento o della colpevolezza del soggetto.

Il processo pensale è trifasico, può essere diviso in tre fasi:

- Primo grado processo d’appello

- Secondo grado eventuale giudizio d’appello

- Terza possibile fase giudizio di cassazione

Fino a quando sono in corso questi stadi per processo penale, nel nostro complesso

giuridico di altissima tradizione e altamente garantito, vige il principio di “presunzione di

innocenza” quindi al soggetto non viene applicata la condanna tranne nei casi eccezionali

che poi vedremo, solo quando il soggetto non viene proprio piu dichiarato innocente con

dati evidenti, inizia l’esecuzione della pena.

Dal 75 in poi il nostro legislatore ha costruito su tutto il nostro territorio nazionale un ramo

parallelo della magistratura che svolge esattamente il compito di seguire il percorso di

esecuzione penale del soggetto cioè tutta la sua carcerazione dal momento i cui inizia fino

a quando verrà scarcerato come un uomo libero.

Tutto questo funziona poiché dietro c’è l’equipe di osservazione trattamento che è un

gruppo di tecnici, coordinati e organizzati dall’educatore penitenziario. Il suo ruolo quindi è

centrale addirittura per la possibilità che ha la magistratura di sorveglianza di svolgere il

proprio compito.

Recentemente sono nati gli “UEPE” uffici per l’esecuzione penale esterna nuova

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struttura istituzionale che fa parte del ministero della giustizia, il cui compito è quello di

seguire il percorso di rieducazione e di rii socializzazione del condannato attraverso

l’applicazione di misure che possono essere anche extra murario. Coprono tutto il nostro

territorio e costituiscono un organo istituzionale, nuovo, nato dal 75 ad oggi, al cui interno

sono presenti professionisti di diversi livelli organizzativi e c’è u direttore di centro dei

servizi sociali e degli assistenti sociali da lui organizzati che svolgono un compito di grande

importanza.

2

La criminologia è lo strumento principe e di un educatore nel settore dell’esecuzione della

pena, non si parla di un percorso educativo, ovviamente ci dobbiamo rendere conto che un

intervento fatto ad un bambino non sarà lo stesso che faremo ad un adulto.

Quelle che ci servono nel nostro percorso sono le teorie criminologiche, esse si dividono in

due grandi famiglie:

- Psicologiche della criminalità

- Teorie sociologiche della criminalità esse si rivolgono ad analizzare l’interferenza

che può esistere tra fattori ambientali e comportamento criminale. Esse

approfondiscono quei fattori che sono insiti nel mondo sociale, nel funzionamento

del contesto sociale e che possono aver avuto un’influenza nel produrre il

comportamento che ci interessa, ciò quel particolare comportamento umano che è

la commissione del reato.

Viceversa

Le teorie psicologiche della criminalità ci aiutano a comprendere e a conoscere meglio le

modalità di funzionamento psicologico di quel soggetto, funzionamento psicologico non

psico – patologico, quindi le teorie psicologiche della criminalità approfondiscono il

funzionamento psichico normale dell’individuo.

In ambito criminologico ci interessiamo anche della relazione tra commissione di un reato

e psico – patologia.

Le teorie criminologico ci servono in modo centrale, per svolgere un compito che ci viene

affidato dal legislatore come specialisti. Le teorie criminologiche ci guidano nel sapere

cosa fare quando incontriamo questo obbiettivo professionale.

Esistono anche le teorie multifattoriale che sono come un ponte, tra le teorie sociologiche

della criminalità e quelle psicologiche della criminalità. Le teorie multifattoriale hanno

queste caratteristica particolare di usare strumenti di riflessione che provengono sia dal

campo della sociologia sia dal campo psicologico.

Le teorie criminologiche sono gli strumenti del mestiere, sono l’equivalente dei chiodi e del

martello per il falegname.

Il nostro obiettivo è quello di costruire un percorso adatto a prevenire la commissione di

ulteriori reati, in termini tecnico giuridico vengono definiti “prevenire la recidiva”, termine

tecnico di diritti penale che vuol dire “commissione di un nuovo reato”, commissione di un

nuovo reato da parte di chi ha già commesso un ulteriore reato.

Le iniziative di prevenzione primaria hanno carattere generale, rivolte a fasce ampie

della popolazione, e hanno un obbiettivo di tipo diffuso nel gruppo sociale ma non ci

consentono di evitare completamente il problema. Il fenomeno o meglio la commissione

del reato, si produce nel gruppo sociale. Bisogna intervenire su chi il reato lo ha già

commesso per impedire le recidiva, cioè per impedire che il soggetto possa commettere

un altro reato. Il condannato è un soggetto che prima o dopo rientra nel gruppo sociale da

cui era stato tolto e proprio per questo diventa improntate che il soggetto non commetta

piu gli stessi errori, altrimenti l’investimento che si è fatto nella cura della persona per

fargli prendere una strada diversa da quella che aveva preso, diventerebbe un pessimo

investimento.

Quando un soggetto carcerati per più o meno tempo, deve rientrare a far parte di un

grande gruppo sociale, avrà dei problemi enormi a rientrare in termini socialmente

accettabili e legali nel gruppo sociale. Il ricostruire legami relazionali dopo esperienza di

carcerazione è molto difficile, i ponti con le famiglie si sono lacerati, la moglie del

detenuto, i figli, i parenti prossimi, hanno subito anch’essi un percorso fastidioso e

pericoloso.

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Legge Smuraglia legge che prevede per le aziende degli sgravi fiscali molto

importanti se assumono dei soggetti con handicap vari tra cui anche il settore

dell’esecuzione della pena anche se assumono dei soggetti che sono stati scarcerati.

Questa legge però è molto difficile che venga applicata, anche a fronte di benefici, sono

molte le aziende che si rifiutano di assumere persone che hanno commesso un reato

simile.

Come educatori noi dobbiamo essere consapevoli di questa cosa. Quindi chiaramente

diventa un problema strutturale per il gruppo sociale, nei quali confronti essenziale trovare

nelle soluzioni.

La criminologia è anche una scienza avalutativa quindi noi siamo dei tecnici, siamo degli

studiosi portatori di un sapere scientifico e interveniamo nell’obbiettivo che il legislatore ci

indica, non perché lo vogliamo giudicare e condannare, tutto questo percorso è già stato

fatto, noi non siamo li per assumere una posizione moralistica, questo percorso è già stato

fatto.

Un tecnico che parte prevenuto nei confronti di un soggetto del genere non fa del bene ma

del male, non lo tratta con lucidità e questo no può succedere.

La criminologia ha tra le sue caratteristiche centrali quella di essere una scienza multi –

disciplinale e interdisciplinare, vuol dire che lo studioso o l’esperto di criminologia, utilizza

per il proprio intervento professionale dei bagagli culturali che provengono da numerosi

bacini del sapere, la criminologia usa per i propri interventi le conoscenze scientifiche che

provengono da altre numerose scienze, ma quali sono?

Sono le scienze criminali:

- in primo luogo, il diritto penale poiché noi interveniamo su chi ha commesso il

reato quindi ovviamente dobbiamo essere in grado di individuare il reato

- Altro settore del sapere è il diritto dell’esecuzione della pena cioè appunto la

riforma dell’ordinamento penitenziario in tutte le sue novità che introduce

- Terza scienza e bagaglio culturale di cui ci occupiamo: la psicologia certamente

nell’intervento di un educatore in ambito di esecuzione di pena è l’intervento

criminologico, viene attuato attraverso delle conoscenze di tipo psicologico, cioè noi

utilizziamo le teorie psicologiche della criminalità.

- Altra scienza la sociologia sono ovvi dei legami causali

- Altra scienza la psichiatria interveniamo sul soggetto autore di reato che ha dei

disturbi psichici dobbiamo avere delle conoscenze anche di tipo psichiatrico,

l’autore di reato con disturbo psichico, può essere un soggetto che ha commesso il

reato a causa dell’infermità mentale, ma può essere anche un soggetto che ha

commesso il reato in piena salute mentale e la psicopatologia è intervenuta

successivamente in corso di esecuzione di pena. La carcerazione comprende delle

condizioni di vita molto ardue e dure, certamente facilita l’insorgenza di disturbi

psichici in soggetti che abbiamo anche un minimo di propensione o di

disfunzionamento.

- Altra scienza è la vittimologia è una scienza che riflette specificamente sulla

vittima del reato, la vittima è un oggetto di riflessione scientifica, per la criminologia

molto importante, molto rilevante sotto numerosi profili, il primo è l’obbiettivo di

intervenire con successo sulla vittima del reato per ridurre le conseguenze negative

che vengono dal reato quindi le strategie di intervento criminologico trattamentale

si rivolgono con grande attenzione anche alla vittima del reato per contenere i

danni che possono essere prodotti con il reato. La criminologia usa le conoscenze

scientifiche che provengono dalla vittimologia per intervenire con successo sul

4 trattamento della vittima e ridurre se non eliminare le conseguenze negative che

sono derivate dal reato.

Le vittime si dividono in due categorie:

- Le vittime fungibili vittime causali, indifferente per l’autore del reato Es:

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attentato terroristico, il terrorista. Non interessa nulla delle vittime, quello che ci

interesse e ottenere attenzione dal punto di vista ideologico.

- Le vittime non fungibili una vittima ben definita. La relazione tra vittima e chi è

l’autore del reato è qualcosa di centrale, è proprio la relazione che crea il reato.

Altre scienze crinali sono:

- La psicologia giuridica

- La psicologia giudiziaria

Scienze nuove di stampo anglosassone, hanno una genesi culturale di tipo

sostanzialmente empirico. Si rivolgono i modo molto pragmatico nell’analizzare le

dinamiche di relazione interpersonale che si realizzano in contesti così specifici, perché ne

discendono delle ricadute anche in termini di modalità di svolgimento del proprio ruolo e

della proprio professione.

Le ultimi due scienze sono:

- Riflessione scientifica sovranazionale (in ambito scientifico) sulla pena cioè

l’applicazione di una pena, una sanzione a seguito della commissione di un reato,

questa scienza che si chiama appunto penologia e riflette in modo sovra nazionale

sui tipi di pena che sono stati applicati nella storia per individuare il tipo di sanzione

piu efficace e che raggiunge meglio il proprio obbiettivo.

Ultima scienza criminale è la:

- Politica criminale essa è una scienza che in termini sovra nazionali cioè slegati

dai confini di un singolo ordinamento giuridico, riflette sulle strategie di costruzione

die codici penali, quindi la politica criminale dà gli indirizzi ai legislatori. Essa da le

indicazioni scientifiche necessarie ai legislatori per migliorare la norma di legge del

codice penale, la politica criminale è fatta da studiosi di criminologia e di diritto

penale che comparano tra di loro non solo la pena ma anche il codice penale nel

suo insieme e nel suo assetto complessivo, per valutare il grado di funzionamento e

per mettere a fuoco le modifiche che consentono di migliorare il funzionamento del

sistema. La politica criminale quindi diventa l’anima.

SECONDA PARTE DELLA LEZIONE

Differenza tra gruppo sociale e cultura sociale.

Cos’è un gruppo?

Un gruppo è un’entità ben definita sotto il profilo scientifico, gruppo non è un insieme

casuale randomizzato di persone. Quando parliamo di gruppo in criminologia, facciamo

riferimento a un’entità di tipo tecnico che necessita la presenza di requisiti ben precisi:

- Il primo requisito per poter parlare di gruppo vuole che i membri di essi riconoscano

un obbiettivo comune, uno scopo. Es: i ragazzini di una parrocchia che

condividono la passione per il calcio.

5 - Il secondo requisito, &e

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher -natalia-99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Pietralunga Susanna.
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