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I rapporti relativi alla cosa principale comprendono di regola anche le pertinenze che

possono essere tra beni mobili, tra mobili e immobili, e tra immobili.

Invece se ci sono varie cose che formano una cosa composta la cosa principale perde

l’integrità senza la pertinenza.

L’universalità è una pluralità di beni che appartengono alla stessa persona ed hanno

una destinazione unitaria. Le singole componenti possono formare oggetto di separati

atti e rapporti giuridici.

- DIRITTI REALI

Il diritto reale è il diritto di trarre da una cosa le sue utilità.

Caratteristiche sono l’assolutezza, possono essere fatti valere nei confronti di tutti i

consociati sui quali incombe solo un generico dovere di astensione, l’immediatezza, il

titolare realizza il diritto direttamente senza collaborazione di altri soggetti e la tipicità,

i diritti reali costituiscono una categoria di diritti composta da un numero chiuso.

Si distinguono tradizionalmente in diritti reali di godimento e di garanzia.

Il diritto di proprietà è il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed

esclusivo, entro i limiti della legge ed è imprescrittibile.

Interpreta uno dei fondamentali bisogni dell'uomo, quello di avere un suo spazio dove

possa liberamente esplicarsi, dove può sviluppare il suo dominio, senza interferenze.

Le attuali società democratiche hanno sempre riconosciuto piena cittadinanza al diritto

di proprietà, ma con dei limiti, poiché ripugna pensare che il proprietario abbia un

dominio assoluto sui suoi beni.

La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi

d’acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e

renderla accessibile a tutti.

Atti emulativi non è ammesso usare la cosa al solo scopo di nuocere ad altri.

Modi di acquisto della proprietà:

- A TITOLO DERIVATIVO, per contratto o successione per morte;

- A TITOLO ORIGINARIO:

1. possesso di buona fede di mobili, colui al quale sono alienati beni mobili da

parte di chi non proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso, se in

buona fede e se sussista un titolo idoneo al trasferimento;

2. si acquista libera da diritti altrui sulla cosa, se non risultano da titolo e vi è

buona fede.

3. occupazione, prendendo possesso di cose mobili senza proprietà;

4. invenzione, si prende possesso di cose mobili smarrite, dopo avere cercato di

restituirle al proprietario o al sindaco, e se ne entra in possesso dopo 1 anno;

5. accessione:

a. mobile a immobile, il suolo attrae le cose mobili e immobili incorporate

ad esso;

b. immobile a immobile:

Alluvione, unioni di terra che si formano impercettibilmente nei

fondi posti lungo le rive dei fiumi o torrenti appartengono al

proprietario del fondo;

Avulsione, quando un fiume o torrente stacca una parte di un fondo

e la trasporta verso un altro fondo. Il proprietario del fondo al quale

si è unita la parte staccata ne acquista la proprietà ma deve però

pagare all'altro un'indennità;

Alveo abbandonato, se un fiume o un torrente forma un nuovo

letto, abbandonando l'antico, il terreno abbandonato appartiene al

demanio pubblico;

Isola formata nel fiume, le isole e unioni di terra che si formano nel

letto dei fiumi o torrenti appartengono al demanio pubblico.

6. Usucapione è un modo di acquisto dei diritti reali su beni mobili e immobili

per effetto del possesso continuo e ininterrotto per periodi stabiliti senza

violenza o clandestinità.

Azione di rivendicazione:

- Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la possiede o detiene anche

se dopo la domanda ha cessato di detenere la cosa ed è obbligato a recuperarla

a proprie spese, o a restituirne il valore, oltre a risarcirgli il danno.

Non si prescrive, salvo acquisto della proprietà da parte di altri per usucapione.

Azione negatoria:

- Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di diritti affermati da altri

sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio.

Se sussistono turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini

la cessazione, e il risarcimento del danno.

Regolamento di confini:

- Quando il confine tra due fondi è incerto, i proprietari possono chiedere che sia

stabilito giudizialmente.

Apposizione di termini:

- Se i termini tra fondi mancano o sono diventati irriconoscibili, i proprietari hanno

diritto di chiedere che siano apposti o ristabiliti a spese comuni.

Diritti sulla cosa altrui elasticità della proprietà, una volta venuto meno il diritto

reale altrui, la proprietà si riespande.

Usufrutto è il diritto di godere della cosa rispettandone la destinazione economica. È

possibile introdurre miglioramenti, e in tal caso si ha diritto a un’indennità dal

proprietario.

Se si usano cose deteriorabili alla fine basta consegnarle nello stato in cui si trovano,

nel caso di cose consumabili bisogna pagarne il valore.

Bisogna usare la diligenza del buon padre di famiglia, fare l’inventario, prestare

garanzia, pagare le spese per l’ordinaria manutenzione e le imposte.

La costituzione si ha per volontà privata (testamento o per contratto) o per

usucapione.

Durata non va oltre la morte dell’usufruttuario e l’estinzione si ha per prescrizione

(non uso ventennale), confusione o perimento.

Uso facoltà do godere della cosa e dei frutti limitatamente ai bisogni propri e della

famiglia. L’uso è personalissimo, quindi incidibile e si estingue con la morte

dell’usuario.

Abitazione è la facoltà di uso di un immobile al solo scopo di abitarvi è incedibile, e si

può usare solo per la famiglia.

Superficie c’è separazione tra proprietà del suolo e proprietà della costruzione.

Enfiteusi è la concessione a terzo (enfiteuta) del diritto di godere di un fondo con

obbligo di miglioramento, a fronte di un corrispettivo in denaro o natura.

Durata minima ventennale e c’è il diritto di affrancazione cioè si acquista la proprietà

pagando 15 volte il valore del canone annuo.

Servitù prediali sono un peso imposto sopra un fondo servente per l’utilità di un fondo

dominante appartenente ad un diverso proprietario.

Può riguardare una attività economica (es. servitù di pascolo), commerciale (es.

servitù di non concorrenza) o utilità diverse (es. servitù di passaggio).

Le servitù attengono al fondo, non alla persona proprietaria del fondo quindi c’è diritto

di seguito, anche se cambiano le proprietà la servitù rimane.

Colui che ha un diritto di servitù non può usarlo se non a norma del suo titolo o del suo

possesso e nel dubbio circa l'estensione e le modalità di esercizio, la servitù deve

soddisfare il bisogno del fondo dominante col minor aggravio del fondo servente.

Le servitù possono essere negative, il titolare del fondo servente si deve astenere dal

compiere una data attività (es. s. di non sopraelevazione) o affermative, il titolare del

fondo servente deve sopportare che il titolare del fondo dominante svolga una data

attività (es. s. di passaggio), si distinguono poi in continue o discontinue in base alla

prescrizione.

In base alle modalità di esercizio, si distinguono in apparenti che presuppongono opere

visibili o non apparenti che non presuppongono opere visibili. La differenza si riflette

sull’acquisto per usucapione.

Costituzione può essere coattiva (es. acquedotto), volontaria (contratto o testamento),

per usucapione (solo servitù apparenti) o per destinazione del padre di famiglia (solo

servitù apparenti).

Estinzione si ha per rinuncia, consolidazione o per prescrizione estintiva (di 20 anni,

con termini decorrenti da momenti diversi a seconda del tipo di servitù).

Le opere necessarie all’esercizio devono essere costruite nel tempo in modo che

rechino minore incomodo al proprietario e le spese sono a carico del proprietario del

fondo dominante salvo che giovino anche al fondo servente.

- OBBLIGAZIONI

Diritti di credito sono la pretesa di esigere una prestazione da una o più persone

determinate quando sono di natura relativa e la prestazione può avere un contenuto

negativo es. patto di non concorrenza.

La prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica, anche se può

soddisfare un interesse non patrimoniale del creditore ma non è possibile costituire un

diritto in credito in relazione a valori personali, morali, religiosi.

L’obbligazione indica il rapporto tra un creditore e un debitore, dove il debitore è

obbligato verso il creditore a dare, fare o non fare qualcosa.

Nel dare il debitore deve consegnare una cosa specifica in numero o quantità di cose,

nel fare deve svolgere un’attività che soddisfi il creditore mentre nel non fare c’è

un’omissione da parte del creditore (divieto).

Il creditore deve collaborare con il debitore per far sì che questo adempia, e in caso di

inadempimento deve usare ordinaria diligenza affinché siano limitate le conseguenze.

Il rapporto obbligatorio può nascere oltre che dal contratto, anche da fatto illecito, e

da ogni atto o fatto idoneo a produrle cioè promesse unilaterali, gestione d’affari,

ripetizione dell’indebito e arricchimento senza causa.

Il fatto illecito è qualunque comportamento doloso o colposo, tenuto cioè con

intenzione di nuocere o con negligenza, imprudenza, imperizia, che cagiona ad altri un

danno ingiusto, e obbliga il suo autore al risarcimento del danno causato.

L’autore dell’atto illecito, cioè della lesione di un diritto soggettivo altrui, è

responsabile (responsabilità extracontrattuale) del danno patrimoniale provocato, e, in

determinati casi, anche del danno non patrimoniale, quando, ad esempio, il

comportamento dannoso sia anche un reato). Obbliga al risarcimento la lesione di un

diritto soggettivo sia reale che di credito.

Perché l’agente risulti obbligato a risarcire il danno, occorre che tra il fatto compiuto e

il danno arrecato sussista un nesso di causalità, cioè un rapporto causa-effetto tale

che il danno si possa dire provocato dal fatto in questione.

Non è dovuto risarcimento per i danni che il danneggiato avrebbe potuto evitare

ricorrendo alla cosiddetta ordinaria diligenza.

Se il danneggiato ha colposamente concorso a causare il danno, il risarcimento è

diminuito in misura dipendente dalla gravità della colpa e dall’entità delle

conseguenze.

Danno si distingue in patrimoniale e non patrimoniale.

Danno patrimoniale consiste nella lesione di interessi economici del danneggiato

mentre il non patrimoniale per la lesione di interessi della persona non connotati da

rilevanza economica.

È possibile che la stessa azione provochi un danno patrimoniale e non patrimoniale.

Il responsabile del danno deve risarcire non solo il danno prevedibile ma anche quello

imprevedibile e può effettuarsi per equivalente o in forma specifica se in tutto o in

parte possibile ma il giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per

equivalente, se in forma specifica risulta troppo onerosa per il debitore.

Il danno non patrimoniale va risarcito solo nei casi previsti dalla legge, si riteneva che

fosse risarcibile solo in casi in cui si ci fossero gli estremi del reato ora anche in

assenza di illecito penale.

La responsabilità del danno non patrimoniale deve essere ammessa in tutti i casi in cui

la lesione incida su valori della persona costituzionalmente garantiti purché la lesione

sia grave e seria, e così si è riconosciuta la figura del danno biologico che consiste

nella lesione temporanea o permanente dell’integrità psicofisica della persona

suscettibile di accertamento medico legale e si è riconosciuto il danno esistenziale che

si ha tutte le volte in cui si verificano delle modificazioni negative delle attività

attraverso cui il soggetto esplica la propria personalità.

Prescrizione in responsabilità extracontrattuale, ordinaria, 5 anni dal giorno del fatto,

breve cioè biennale per la circolazione di veicoli e in caso di reato se maggiore, si

applica la prescrizione prevista.

Nel dolo c’è intenzionalità della condotta (dolo diretto; dolo eventuale).

Colpa può essere per negligenza, imperizia, imprudenza.

Negligenza consiste nella mancanza dell’attenzione richiesta, imprudenza è la

mancanza delle misure necessarie mentre l’Imperizia consiste nell’inosservanza delle

regole tecniche di una determinata attività.

Nell’ipotesi di responsabilità indiretta, non risponde del danno esclusivamente chi ha

commesso il fatto dannoso, ma anche un’altra persona, tenuta al risarcimento nei

confronti del danneggiato.

In caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere, e perciò non

imputabile, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace, a

meno che questi provi di non avere potuto impedire il fatto, in mancanza si ha diritto a

un’equa indennità.

I genitori o il tutore rispondono del danno provocato dal fatto illecito compiuto dai figli

minori non emancipati, o dalle persone che abitano con essi e soggette alla tutela.

Se il danno è provocato da un dipendente, nell’esercizio delle incombenze alle quali è

adibito, è considerato responsabile, insieme al dipendente stesso, anche il padrone o

committente.

La responsabilità di costui è giustificata dall’esigenza di tutelare il danneggiato,

consentendogli di ottenere risarcimento dal soggetto che fruisce dei risultati

dell’attività lavorativa.

Se il danno è provocato dal conducente di un veicolo non circolante su rotaie, e se il

conducente è persona diversa dal proprietario, accanto al conducente è responsabile

anche il proprietario, a meno che provi di non avere acconsentito alla circolazione del

veicolo e di avere adottato le precauzioni necessarie per impedire che altri si

impadronisse del veicolo e lo facesse circolare.

Al fine di tutelare in modo maggiore il danneggiato, il legislatore ha previsto vari casi

di cosiddetta responsabilità oggettiva, per i quali si risponde del fatto che ha

determinato un danno, anche se commesso senza dolo o colpa, purché esista un nesso

di causalità tra il fatto e l’evento dannoso, di modo che il danno risulti conseguenza

immediata e diretta del fatto stesso.

Le principali ipotesi di responsabilità oggettiva sono:

- esercizio di attività pericolose. Chi causa danno ad altri nello svolgimento di

un’attività pericolosa per sua natura, o per la natura dei mezzi impiegati, è

tenuto al risarcimento, indipendentemente dalla sua colpa, a meno che provi di

aver adottato, nello svolgere l’attività, tutte le misure consentite dalla tecnica

idonee a evitare ogni pregiudizio a terzi, salvo quelli inevitabili.

- Il danno cagionato da cose o da animali in custodia. Ciascuno risponde del

danno cagionato da cose o animali che ha in custodia, salvo che provi il caso

fortuito.

- Rovina di edificio. Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è

responsabile dei danni causati dalla loro rovina, compresi quelli dovuti al

distacco di parti accessorie o ornamentali dall’edificio, egli si può liberare da

questa responsabilità, se prova che l’evento pregiudizievole non deriva da un

difetto di manutenzione o da un vizio di costruzione.

- Circolazione di veicoli. Il conducente di un veicolo non viaggiante su rotaie è

tenuto a risarcire il danno cagionato dal veicolo in circolazione a persone o a

cose, a prescindere della propria colpevolezza, se non prova di aver fatto tutto il

possibile per evitarlo. Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova

contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso in pari misura a produrre

il danno subito dai singoli veicoli.

Cause di giustificazione che rendono lecito il fatto tipico sono la legittima difesa e lo

stato di necessità.

Legittima difesa, non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o di

altri.

Stato di necessità quando chi ha compiuto il fatto dannoso è stato costretto per la

necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona che

non è stato da lui volontariamente causato, e non era evitabile, e al danneggiato è

dovuta un'indennità.

Differenza tra responsabilità extracontrattuale e contrattuale è la fonte, la capacità di

intendere e volere ( che nella extracontrattuale è sufficiente la capacità naturale

mentre nella contrattuale occorre la capacità d’agire) il danno imprevedibile (nel

contrattuale è solo prevedibile), i diversi termini prescrizionali (5 nell’extracontrattuale

e 10 nella contrattuale), i diversi carichi probatori (nella extracontrattuale grava sul

danneggiato anche la prova della colpa o del dolo, mentre nella contrattuale è il

debitore che deve dimostrare che l’inadempimento non è imputabile a lui) e l’ipotesi di

cumulabilità delle responsabilità.

Le promesse unilaterali sono negozi giuridici unilaterali con i quali un soggetto assume

delle obbligazioni a suo esclusivo carico e il negozio si perfeziona indipendentemente

dalla accettazione del promissario.

La gestione di affari altrui è fonte di obbligazioni che derivano direttamente dalla

legge.

Presupposto è l’impossibilità per l’interessato (dominus) di occuparsi dei propri affari

rischiando di subire un danno e un'altra persona, a conoscenza di questa situazione,

decide di intervenire per impedire il danno. Se la gestione avverrà alle condizioni

previste dalla legge, il dominus dovrà adempiere alle obbligazioni assunte dal gestore

e indennizzarlo (e non compensarlo, anche quando non è stata utile) per le spese

sostenute e le condizioni sono che l'interessato non deve essere in grado di

provvedere ai propri affari, non deve aver vietato la gestione, che il gestore deve

essere a conoscenza di gestire un affare altrui e se credeva di agire per un affare

proprio potrà beneficiare degli effetti della gestione se vi sarà la ratifica del dominus, il

gestore, una volta iniziata la gestione è tenuto a portarla a termine sino a quando il

dominus non sia in grado di provvedervi da solo, il gestore è tenuto al risarcimento del

danno se ha agito con colpa, ed è soggetto alle stesse obbligazioni che deriverebbero

dal mandato e la gestione può riguardare sia attività giuridica sia attività materiale.

La ripetizione dell’indebito è l 'azione diretta alla restituzione di quanto adempiuto da

un soggetto ad un altro quando questo non era dovuto.

Si distingue l’indebito oggettivo quando qualcuno esegue un pagamento di un debito

che non esiste né per lui né per altri e l’indebito soggettivo quando si paga un debito

altrui ritenendosi debitore in base a un errore scusabile.

Nell’indebito oggettivo chi ha pagato ha diritto alla restituzione, ma se chi ha ricevuto

il pagamento era in mala fede dovrà anche corrispondere i frutti e gli interessi dal

giorno del pagamento,

mentre se era in buona fede gli interessi e i frutti saranno dovuti solo dal giorno della

domanda giudiziale.

Nell’indebito soggettivo la ripetizione è dovuta solo se l'errore in cui è caduto il solvens

è scusabile e quindi vi sarà obbligo di restituzione con i frutti e gli interessi come per

l'indebito oggettivo, ma solo se il creditore non si sia privato in buona fede del titolo e

delle garanzie del credito mentre se l’errore non è scusabile chi ha pagato subentra

nei diritti del creditore.

Arricchimento senza causa si ha quando una persona vede aumentare il valore del suo

patrimonio a danno del patrimonio di un altro soggetto senza una giusta causa.

Condizioni per l'azione di arricchimento sono l’arricchimento di un soggetto e

diminuzione patrimoniale di un altro soggetto, un unico fatto costitutivo deve aver

provocato lo spostamento patrimoniale, la mancanza di una causa nell'arricchimento

dell'uno e nella perdita dall'altro e l’inesistenza di altra azione per ottenere

l'indennizzo del pregiudizio subito calcolata tenendo conto dei valori di mercato

dell'arricchimento e dell'impoverimento e procedendo alla liquidazione della minore

somma tra queste due e se l'arricchimento ha per oggetto una cosa determinata si

avrà l'obbligo della restituzione se ancora esistente al tempo della domanda.

- CONTRATTO

Il contratto è un negozio giuridico dove c’è una dichiarazione di volontà volta a

produrre effetti riconosciuti dall’ordinamento.

Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti della

legge e concludere contratti che non appartengano a tipi disciplinati se hanno interessi

meritevoli di tutela per l'ordinamento giuridico.

Il contratto può essere bilaterale quando le parti sono 2 (n° minimo) o plurilaterale

quando le parti sono più di 2 e per parte non si intende persona ma centro d’interesse.

Il contratto si distingue dagli atti unilaterali dove si manifesta la volontà di una sola

parte come per la procura e il voto.

La dichiarazione nei contratti è espressa quando la volontà delle parti viene dichiarata

per iscritto, oralmente o con qualsiasi segno oppure tacita quando la volontà delle

parti o una di esse non viene dichiarata, ma si desume dal loro comportamento.

Elementi essenziali del contratto sono l’accordo, la causa, l’oggetto e la

forma.

Accordo Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha

conoscenza dell’accettazione dell'altra parte.

L'accettazione deve giungere al proponente nel termine stabilito o in quello necessario

secondo la natura dell'affare o secondo gli usi ma comunque il proponente può

ritenere efficace l'accettazione tardiva, purché ne dia immediatamente avviso all'altra

parte.

Qualora il proponente richieda per l'accettazione una forma determinata,

l'accettazione non ha effetto se è data in forma diversa, e un'accettazione non

conforme equivale a nuova proposta.

La proposta è irrevocabile nei casi previsti dalla legge o quando il proponente si sia

obbligato e se la proposta è irrevocabile a seguito di un accordo contrattuale si ha il

contratto (o patto) di opzione dove una parte rimane vincolata e l’altra può decidere

se accettare o meno.

Se le parti si impegnano a concludere un contratto futuro, stipulano un contratto

preliminare che deve possedere gli elementi essenziali in particolare la determinatezza

dell’oggetto, a pena di nullità.

La violazione dell’obbligo assunto con un contratto preliminare può essere oggetto di

esecuzione in forma specifica.

La minuta si ha quando le parti senza voler assumere l’obbligo di contrarre vogliono

fermare per iscritto l’accordo su certi punti e continuare la trattativa su altri.

Nel momento della conclusione del contratto, una parte può riservarsi la facoltà di

nominare successivamente la persona che deve assumere la posizione di parte

contrattuale la nomina deve essere comunicata all’altra entro 3 giorni salvo accordi

diversi e deve essere accettata dall’interessato. La nomina ha effetti retroattivi.

Causa del contratto nei contratti a prestazioni corrispettive sta nella funzione di

scambio tra due prestazioni, che si giustificano l’una con l'altra.

Questo rapporto di reciprocità è chiamato sinallagma (che vuol dire in greca relazione

di scambio) e il rapporto può alterarsi in un secondo momento.

La disfunzione riguarda il rapporto contrattuale, può accadere che una delle parti non

adempia alla sua prestazione, o una delle prestazioni diventa impossibile per causa

non imputabile al debitore, o che la ragione di scambio sia alterata perché la

prestazione diviene eccessivamente onerosa rispetto all’altra.

Nei contratti unilaterali, le obbligazioni, o più ampiamente le prestazioni, sono a carico

di una sola parte.

Esistono contratti che non hanno una funzione di scambio, ma di collaborazione fra più

soggetti.

Tra i contratti a prestazione corrispettive si distinguono i contratti aleatori e i contratti

commutativi.

Per contratto aleatorio si intende un contratto nel quale una parte è gravata da una

prestazione, mentre per l’altra rimane questo rimane incerto.

Una seconda distinzione è quella tra contratti a titolo oneroso e a titolo gratuito. Nei

primi ciascuna parte, ricava un vantaggio dal contratto e sopporta un sacrificio. Nei

contratti a titolo gratuito invece il sacrificio è di una sola parte, mentre l'altra riceve

solo un vantaggio (così è nel comodato cioè nel prestito gratuito di cose).

I contratti a titolo gratuito hanno ciascuno una propria causa, che giustifica la

prestazione unilaterale per es nel deposito gratuito la causa è la custodia, nel

comodato la cessione in uso.

Frode alla legge è illecita la causa quando il contratto costituisce il mezzo per

eludere l'applicazione di una norma.

Il contratto in frode alla legge è un contratto tipico o atipico apparentemente

rispettoso delle leggi dove di solito esistono una pluralità di negozi funzionali al

conseguimento di uno scopo vietato.

L’oggetto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

Se la determinazione della prestazione è deferita a un terzo e le parti vogliono

rimettersi al suo arbitrio, il terzo deve procedere con equo apprezzamento. Se manca

la determinazione del terzo o se questa è iniqua o erronea, la determinazione è fatta

dal giudice.

La forma consiste nella modalità con cui la volontà contrattuale può essere

manifestata. Di norma è libera, ossia non è richiesto per la validità del contratto che

essa sia manifestata in un modo particolare; anche un accordo verbale od un

comportamento concludente possono quindi fare sorgere obbligazioni contrattuali.

Il principio generale in materia di contratti è quello della libertà di forma, vi sono dei

casi in cui la legge richiede forme particolari.

Devono farsi per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di nullità, i contratti

che trasferiscono la proprietà di beni immobili o che costituiscono, modificano o

trasferiscono diritti reali su beni immobili, per la donazione, convenzioni matrimoniali,

costituzione S.pa, s.a.p.a o s.r.l.

I beni mobili si trasferiscono anche per accordo verbale o per telefono.

L’adozione di una determinata forma per la stipulazione di contratto può essere

prescritta sia per la validità del contratto (nel qual caso il contratto, se non ha

rispettato la forma prescritta, è nullo) che per la prova dello stesso (è comunque utile

anche se non richiesta).

La prova in giudizio può risultare anche da una dichiarazione collegata al contratto e

se valido la parte interessata può deferire l’altra il giuramento.

La forma del contratto preliminare è quella del definitivo e la procura deve avere

quella del contratto con il quale è rilasciata.

Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei

confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha

conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza.

“restringe l’ambito di responsabilità del

Si definisce vessatoria la clausola che

soggetto che l’ha predisposta determinando una sproporzione tra prestazione e

controprestazione.

Presupposto comune è la sussistenza di un effettivo squilibrio tra le parti, poiché

quella “forte” potrà predisporre il contratto e imporlo al contraente “debole”.

Il codice civile stabilisce che le clausole vessatorie siano approvate con una

sottoscrizione autonoma e distinta ed in mancanza di tale requisito saranno

considerate inefficaci per fare in modo che il contraente debole abbia effettivamente

conosciuto tali clausole e le abbia quindi accettate in modo consapevole.

I contratti conclusi tramite formulari sono predisposti per disciplinare in maniera

uniforme determinati rapporti contrattuali. Le clausole aggiunte prevalgono su quelle

del modulo o del formulario se incompatibili, anche se queste ultime non sono state

cancellate.

Per i contratti innominati si applicano in conformità al criterio dell’analogia le

disposizioni che regolano casi simili.

- CONTRATTI EFFETTI REALI

Contratti con effetti reali, hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una

cosa determinata, la costituzione o il trasferimento di un diritto reale, si trasmettono e

si acquistano per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestate.

Il trasferimento di proprietà coincide con lo scambio dei consensi, a meno di diverso

accordo.

Il trasferimento di proprietà di cose fungibili la proprietà si trasmette con

l'individuazione fatta d'accordo tra le parti o nei modi stabiliti ed essendo cose che

devono essere trasportate da un luogo a un altro, l'individuazione avviene anche

mediante la consegna al vettore o allo spedizioniere.

- INTERPRETAZIONE CONTRATTO

Nell'interpretare il contratto si deve capire quale sia stata la comune intenzione delle

parti e non limitarsi al senso letterale delle parole.

Per determinare la comune intenzione delle parti (costituisce il criterio interpretativo

fondamentale), si deve valutare il loro comportamento complessivo anche posteriore

alla conclusione del contratto.

Altre regole sono che le clausole si interpretano le une per mezzo delle altre,

attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso, poi il contratto deve essere

interpretato seconda buona fede cioè tener conto del contesto.

Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui

possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero.

Le clausole ambigue s'interpretano secondo ciò che si pratica generalmente e le

espressioni che possono avere più sensi devono essere intese nel senso più

conveniente alla natura e all'oggetto del contratto.

Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari

predisposti da uno dei contraenti s'interpretano, nel dubbio, a favore dell'altro.

Qualora, il contratto rimanga oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso

per l'obbligato, se è a titolo gratuito, e nel senso che realizzi l'equo contemperamento

degli interessi delle parti, se è a titolo oneroso.

La condizione sospensiva è quella da cui dipende l'efficacia del negozio (inammissibile

la condizione sospensiva meramente potestativa).

La condizione risolutiva quando gli effetti del negozio si producono fino al verificarsi

della condizione.

Condizione casuale se il fatto dipende dal caso o da terzi.

Condizione potestativa se il fatto dipende dalla volontà di una delle parti.

La condizione può essere illecita, quindi nulla, con effetti di caducazione dell’intero

negozio (se la clausola condizionata è essenziale) o meno (se la clausola condizionata

non è essenziale).

La condizione può essere impossibile se sospensiva, e il negozio è nullo mentre se

risolutiva, si ha per non apposta.

In pendenza di condizione le parti hanno una aspettativa ed un diritto condizionato e

devono comportarsi secondo correttezza.

Non si deve impedire il verificarsi della condizione oppure provocare forzosamente il

verificarsi della condizione (ovviamente non potestativa) altrimenti si ha la finzione di

avveramento o di non avveramento e il verificarsi della condizione ha efficacia

retroattiva.

Tipi di contratto:

- Contratti tipici sono i contratti previsti dalla legge (es. compravendita,

locazione, mandato etc.).

- Contratti atipici sono i contratti non previstiti (e quindi non espressamente

regolati) dalla legge e sono validi solo se hanno una causa lecita,

giuridicamente e economicamente apprezzabile (es. leasing).

- Contratti consensuali si perfezionano (e quindi si concludono) nel momento in

cui si è raggiunto il consenso. Rientrano i contratti che attuano il trasferimento

della proprietà di una cosa determinata, che hanno ad oggetto il trasferimento o

la costituzione di diritti reali e che attuano il trasferimento di altri tipi di diritti

diversi da quelli reali.

- Contratti reali si perfezionano nel momento in cui si è consegnata la cosa

oggetto del contratto (es. il denaro nel mutuo). Per questi contratti c'è bisogno

di consenso più consegna. I contratti reali sono tutti tipici, cioè devono essere

tutti previsti dalla legge.

- Contratti unilaterali si caratterizzano per il fatto che dal contratto nasce

l'obbligo di eseguire la prestazione a carico di una sola parte, come nel deposito

gratuito dove sul solo depositario incombe l'obbligo di custodire e consegnare la

cosa nello stato in cui fu consegnata.

- Contratti bilaterali imperfetti ci sono due prestazioni a carico di entrambe le

parti ma non sono legate dal nesso di corrispettività; non sempre c'è unanimità

in dottrina sulla individuazione di questi contratti.

- Contratti aleatori sono contratti dove una o l'atra delle prestazioni devono

eseguirsi solo al verificarsi di un evento incerto. L'alea è il rischio che una parte

si assume di dover eseguire la sua prestazione senza che l'altra debba eseguire

la sua.

Termine di efficacia è un avvenimento futuro e certo dal quale o fino a quale si

producono gli effetti di un negozio giuridico.

Termine di adempimento si riferisce a un evento futuro e certo ma serve a differire nel

tempo l'adempimento di una obbligazione.

I termini si computano secondo il calendario comune e se il termine è indicato in anni,

mesi o giorni, questo si compie allo scadere dell'anno del mese o del giorno indicato.

I giorni si calcolano interi dalla mezzanotte alla mezzanotte e non viene calcolato il

giorno iniziale (dies a quo) mentre è calcolato il giorno finale (dies ad quem). Se il

termine cade in un giorno festivo è prorogato al giorno seguente non festivo.

- MODO

Il modo è un peso imposto dall'autore di un atto liberalità sul beneficiario. Di solito

quando si pone in essere un atto di liberalità non si pretende nulla dal beneficiario

dell'atto ma è possibile che l'autore dell'atto possa volere qualcosa dal beneficiario ma

non è una condizione, perché il modo obbliga il beneficiario, ma non sospende

l'efficacia dell'atto di liberalità.

Potrebbe darsi che l'autore dell'atto di liberalità imponga un onere eccessivamente

gravoso per il beneficiario allora il beneficiario non è tenuto all'esecuzione oltre il

valore di ciò che ha ricevuto.

Nel caso in cui il modo fosse impossibile o illecito, si ha per non apposto.

Se il beneficiario non adempie l'onere, chiunque ha interesse può agire per il suo

adempimento e in caso di inadempimento non si ha la risoluzione a meno che questa

non sia stata prevista come conseguenza.

- CESSIONE DEL CONTRATTO

La posizione contrattuale può essere trasferita, nei contratti sinallagmatici, fino a che

le prestazioni non sono state eseguite e richiede il consenso del ceduto.

Il cedente è tenuto a garantire al cessionario la validità del contratto, ma non

l’adempimento del ceduto, salvo patto contrario.

Il cedente è liberato dalle obbligazioni verso il ceduto, salvo riserva.

Il ceduto può opporre al cessionario le eccezioni derivanti dal contratto, ma non quelle

fondate su altri rapporti con il cedente, salva espressa riserva.

Nel contratto a favore di terzi una parte (stipulante) può avere interesse che l’altra

parte (promittente) esegua una prestazione a favore di un terzo.

In questo caso il terzo acquista il diritto per effetto della stipulazione, anche senza

adesione che però è utile perché, fino a che non intervenga, la stipulazione a favore

del terzo è revocabile.

Il promittente può opporre al terzo solo le eccezioni fondate sul contratto, non quelle

fondate su altri rapporti con lo stipulante.

Lo stipulante deve avere un interesse a stipulare a favore del terzo (rapporto di valuta;

mentre il rapporto stipulante/promittente è detto “di provvista”) e la eventuale

inesistenza o rende nulla la disposizione.

Nella promessa del fatto del terzo di regola, nessuno può imporre ad un terzo un

obbligo o un impoverimento è però possibile che una parte si impegni a far sì che un

terzo assuma una obbligazione (effetto riflesso) ma il terzo non è obbligato se non

aderisce alla stipulazione.

Per converso, il promittente dovrà adoperarsi perché il terzo faccia quanto egli ha

promesso. In caso contrario, il promittente risponde a titolo di responsabilità

contrattuale.

Il subcontratto è diverso dalla cessione in quanto costituisce una situazione nuova

derivata da quella esistente, tra una delle parti e il terzo, per esempio il conduttore di

un immobile rimane legato con il conduttore e stipula una sublocazione con cui cede il

godimento dietro canone. Il contraente può farlo? O è necessario il consenso della

parte e bisogna vedere se questo fa nascere rapporti tra il primo contraente e il terzo.

Nella nullità c’è contrarietà a norme imperative, mancanza di elemento essenziale,

illiceità causa, e il negozio è invalido e privo di effetti.

Nella annullabilità c’è incapacità di agire, vizi del consenso, conflitto di interessi, il

negozio è invalido ma produce effetti, almeno temporaneamente.

L’azione di nullità può essere fatta da chiunque (assoluta) vi abbia interesse, è

rilevabile dal giudice d’ufficio ed è imprescrittibile, questa obbliga alle restituzioni ma

le prestazioni già eseguite sono prive di titolo.

Il negozio nullo non può essere convalidato perché non può riparare il difetto originario

e può essere solo convertito in uno valido che tende a dare efficacia alle decisioni

assunte dai privati e a salvare gli atti di autonomia compiuti ed è opponibile ai terzi.

La nullità è conseguenza del fatto previsto e non della sentenza che si limita a

dichiararne la nullità (sentenza dichiarativa).

Il contratto nullo può produrre gli effetti di un contratto diverso, del quale contenga i

requisiti di sostanza e di forma, qualora, avuto riguardo allo scopo perseguito dalle

parti, debba ritenersi che esse lo avrebbero voluto se avessero conosciuto la nullità.

La nullità ha efficacia retroattiva e avviene un’operazione interpretativa.

L’azione di annullamento può essere chiesta da colui (relativa) la causa di annullabilità

è prevista. È prescrittibile dopo 5 anni, poi gli effetti diventano definitivi.

Il negozio annullabile può essere convalidato dalla stessa parte con un atto unilaterale,

con un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo di annullabilità, e la

dichiarazione che s’intende convalidarlo che può essere anche tacita e quindi il

contraente che ha diritto all’azione di annullamento dichiara di non voler dar seguito

all’azione di annullamento e di volersi appropriare degli effetti del negozio.

L’annullamento non è opponibile ai terzi di buona fede, acquirenti a titolo oneroso.

Il contratto è convalidato anche se il contraente al quale spettava l’azione di

annullamento vi ha dato volontariamente esecuzione conoscendo il motivo di

annullabilità.

I vizi del consenso sono l’errore, il dolo e la violenza che si rendono annullabile il

negozio.

L’errore non è definito nel codice ed è inteso come falsa rappresentazione della realtà.

Nei negozi a titolo oneroso c’è annullabilità in caso di errore essenziale e riconoscibile

invece nei negozi a titolo gratuito c’è annullabilità in caso di errore determinante del

consenso e il motivo sul quale cade l’errore deve risultare dall’atto.

Ci sono 2 tipi di errore l’errore-vizio, che vizia la formazione della volontà che

determina a contrarre e l’errore ostativo, quando si forma una coincidenza di

dichiarazioni e un accordo che non corrisponde alla reale volontà della parte che ha

sbagliato.

L’essenzialità dell’errore deve essere determinante per il consenso e relativo ad un

oggetto indicato:

- quando cade sulla natura o sull'oggetto del contratto;

- quando cade sull'identità dell'oggetto oppure sopra una qualità dello stesso che,

deve ritenersi determinante del consenso;

- quando cade sull'identità o sulle qualità della persona dell'altro contraente, se

sono state determinanti;

- quando trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del

contratto.

L'errore si considera riconoscibile quando una persona di normale diligenza avrebbe

potuto rilevarlo e se l’errore è comune, non occorre la riconoscibilità.

La violenza morale indica la minaccia da parte dell’altra parte o terzo per estorcere il

consenso al contratto. La minaccia deve fare impressione su una persona sensata e

deve riguardare un male ingiusto e notevole alla persona o ai beni del minacciato.

Il timore è la situazione psicologica dove la persona immagina o prevede un male che

potrà colpirlo e non è causa di annullamento a meno che non sia stato indotto a

contrarre.

Il dolo è causa di annullamento quando i raggiri usati sono stati tali che, senza di essi,

l'altra parte non avrebbe contratto (dolo determinante).

Quando i raggiri sono stati usati da un terzo, il contratto è annullabile se essi erano

noti al contraente che ne ha tratto vantaggio ed espone a responsabilità

precontrattuale.

Dolo incidente se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto è

valido, a meno che senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse e il

contraente in mala fede risponde dei danni.

- CONTRATTO SIMULATO

Il contratto è simulato quando le parti stipulano un accordo per far apparire che un

contratto è stato da loro concluso ma che non intendono che il contratto regoli

effettivamente il loro rapporto.

Richiede la stipula del contratto e un accordo che fa sì che il contratto è solo

apparente.

La simulazione può comprendere un ulteriore accordo a concludere un contratto vero,

che le parti vogliono tenere nascosto (contratto dissimulato) dietro quello apparente e

si parla di simulazione relativa altrimenti se non c’è un contratto nascosto si parla di

simulazione assoluta.

L’interposizione fittizia di persona simula l’acquisto di un bene da parte del soggetto x

mentre il vero acquirente è y e viene tutelato l’affidamento dei terzi che in buona fede

abbiano acquisito diritti dal titolare apparente.

Quando lo scopo non è lecito il contratto è nullo.

I terzi possono sempre far valere la realtà effettiva svelando la simulazione se hanno

interesse.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcoorla97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Basenghi Francesco.

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