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Prima di applicare le norme giuridiche occorre però interpretarle, l’interpretazione è

l’identificazione del significato delle parole e dei loro collegamenti sintattici usati nella fattispecie

astratta. Il problema dell’interpretazione si ha quando le parole sono ambigue e si possono avere

due tipi di interpretazione.

1. Restrittiva = significato delle norme più limitato rispetto ad altri possibili (art. 30 Cost.

famiglia).

2. Estensiva = significato delle norme più ampio rispetto ad altri possibili (art. 230 famiglia).

I criteri di interpretazione che possono essere utilizzati sono regolati dal diritto e si trovano all’art.

12 delle disposizioni sulla legge in generale (preleggi) secondo l’interprete nell’applicare le leggi

deve attribuire alle norme il senso indicato dal significato proprio delle parole secondo la

connessione di esse e l’intenzione del legislatore; se una controversia non può essere decisa con una

precisa disposizione (lacuna del diritto) si usano disposizioni che regolano casi simili o materie

analoghe e se il caso rimane ancora in dubbio si usano i principi generali dell’ordinamento. Tuttavia

si hanno diversi criteri di interpretazione e l’interprete ha dei margini di libertà, autonomia e

discrezionalità potendo scegliere il criterio da utilizzare.

Il grado di autonomia dell’interprete dipende dalla formulazione delle norme, ci sono norme che si

basano su concetti ampi ed elastici (clausole generali) che non hanno significati che valgono una

volte per tutte ma acquisiscono significato in base al contesto.

Criterio letterale = utilizzato il comune significato delle parole.

 Criterio logico = scegliere il significato che più corrisponde alle intenzioni del legislatore.

- Oggettivo = si riferisce allo scopo che la norma mira a realizzare = criterio teologico.

- Soggettivo = si riferisce alle opinioni ed intenti dei legislatori = criterio psicologico.

Criterio sistematico = si tiene conto delle norme giuridiche collegate in qualche modo alla

 norma da interpretare.

Criterio storico = confronta e collega la norma a quelle che l’hanno preceduta nel tempo.

Certezza del diritto = possibilità di prevedere razionalmente le conseguenze che derivano in base

al diritto da un determinato comportamento → utilità sociale.

Tutti possono interpretare le norme ma alcune categorie hanno una posizione particolarmente

qualificata e la loro interpretazione assume un rilievo speciale.

Interpretazione autentica = fatta da un’altra norma (norma interpretativa) che può avere pari

 grado o grado superiore di quella interpretata → efficacia retroattiva e vincola tutti gli

interpreti.

Interpretazione giudiziale = fatta dai giudici → fonti del diritto negli ordinamenti di

 common law, interpretazione di un giudice vincolante per gli altri.

Interpretazione amministrativa = fatta dagli organi della pubblica amministrazione

 competenti ad occuparsi della materia a cui la norma si riferisce e può essere formale

(documenti) o informale (comportamenti, prassi).

Interpretazione autentica = fatta dagli studiosi.

Argomentazione giuridica = complesso delle operazioni logiche con cui di fronte un problema di

applicazione delle norme si sostiene una tesi piuttosto che un’altra, si basa su l’analogia e

l’interpretazione ma anche su altri meccanismi logici → argomenti.

Argomento a contraris = se una norma vale per il caso A non vale per gli atri diversi dall’A.

 Argomento a fortiori = se una norma vale per il caso A perché ha certe caratteristiche vale

 per tutti i casi con quelle caratteristiche.

Argomento ad absurdum = tra due soluzioni si sceglie una perché l’altra porterebbe a

 risultati assurdi o irragionevoli.

Particolare tecnica di argomentazione = analisi economica del diritto → per la scelta della

soluzione si analizzano le eventuali conseguenze economiche di entrambe.

Argomentazione politica = persuadere che una scelta è la più opportuna anche se richiede la

modifica di situazioni giuridiche.

Diritto privato e diritto pubblico.

Le norme che compongono l’ordinamento giuridico si dividono in diritto privato e diritto pubblico.

Diritto privato = basato sull’autonomia delle persone che sono libere di scegliere e agire nel

proprio interesse senza imposizioni esterne e si basa sull’idea che le persone si trovino su un piano

di uguaglianza. È considerato diritto comune perché può essere applicato sia ai privati che agiscono

con fini privati sia agli apparati pubblici che agiscono con fini pubblici; inoltre si applica i generale

a tutti i rapporti e le situazioni tranne quelle per cui le norme stabiliscono una disciplina diversa →

regola.

Diritto pubblico = si ispira ai principi di soggezione e subordinazione di qualcuno verso qualcun

altro ed è formato da un complesso di norme che attribuiscono a una pubblica autorità il potere di

decidere sulle posizioni e sugli interessi delle persone anche contro la loro volontà. Appartengono al

diritto pubblico anche le norme che regolano l’organizzazione, il funzionamento e i rapporti tra le

pubbliche autorità.

Spesso accade che una medesima situazione possa essere regolata sia dal diritto pubblico che da

quello privato poiché oggi la distinzione tra i due diritti è molto netta sul piano concettuale ma

meno su quello pratico poiché tra essi vi sono interferenze continue cosa che invece non avveniva

nello stato liberale dove i privati operavano liberamente e in piena autonomia dallo Stato che si

limitava a sorvegliare le attività. Con la nascita dello stato sociale la situazione è cambiata poiché la

necessità di giustizia sociale si fa più forte e lo stato la raccoglie limitando la libertà e controllando

l’azione delle persone con strumenti di diritto pubblico → equilibrio dei due settori corrisponde

all’equilibrio tra valori e principi fondamentali difficili da conciliare.

All’interno della collettività gli individui non vivono isolati ma organizzati in gruppi o comunità

particolari = comunità intermedie (tra stato e individuo), esse svolgono un ruolo molto importante

per gli individui e sono riconosciute dall’art. 2 Cost. → fenomeno definito “privato-sociale” poiché

ha carattere sociale ma privato = poiché esse svolgano il loro lavoro devono avere il massimo

dell’autonomia, lo stato interviene solo quando vengono messi a rischio i valori fondamentali.

Principio di sussidiarietà = per la realizzazione di fini di interesse sociale bisogna puntare prima

sul diritto privato basandosi sulle iniziative libere ed autonome dei soggetti e poi sul diritto pubblico

cioè sugli interventi di pubbliche autorità in posizione di supremazia. Si ricorre al diritto pubblico

solo quando i fini non sono raggiungibili con altrettanta efficacia con il diritto privato → principio

in costituzione con l’art 118 comma 4.

Libertà ed uguaglianza.

Libertà ed uguaglianza sono due valori fondamentali che vanno tutelati ma a volte rischiano di

entrare in conflitto. Contrasto tra libertà ed uguaglianza è al centro della riflessione politica del

1800 ed infatti i grandi orientamenti politici si dividono a seconda che la prevalenza venga data

all’uguaglianza o alla libertà = liberismo e socialismo. Il nostro ordinamento cerca di trovare il

giusto equilibrio tra essi, garantisce la libertà delle persone ma ammette che possano esserci dei

limiti per raggiungere obbiettivi di uguaglianza.

Libertà formale = assenza di divieti ed impedimenti che derivano dal potere pubblico →

 libertà dallo stato ed era libertà teorica perché in realtà non sempre era rispettata (lavoratore

e datore).

Libertà sostanziale = possibilità effettiva di scegliere ed agire per soddisfare i propri bisogni,

 bisogna quindi avere i mezzi materiali che danno questa possibilità e questi mezzi devono

essere messi a disposizione dallo stato → libertà per mezzo dello stato.

Uguaglianza formale = Art. 3, comma 1 della Costituzione → uguaglianza davanti alla

 legge.

Uguaglianza sostanziale = art. 3, comma 2; tutti abbiamo gli stessi diritti ma non tutti hanno

 i mezzi per far si che tutti li utilizzino ed il potere pubblico deve eliminare le disuguaglianze

facendo si che tutti possano disporre dei diritti.

Fonti del diritto.

1. Costituzione e leggi costituzionale = organizzazione stato e apparati centrali + principi

generali.

2. Trattato comunità europea e legislazione comunitaria.

3. Codice civile e leggi ordinarie.

4. Leggi regionali = art. 117 Cost., comma 3.

5. Regolamenti = completano e specificano le leggi.

6. Usi e consuetudini.

Codice civile = fonte principale del diritto privato, scritto nel 1942. Il codice è un testo che

raccoglie tutte le norme di una determinata materia. I codici moderni nascono in Europa a fine 700

(era delle codificaizioni) quando viene a meno l’antico regime in cui si aveva una sovranità

frammentata e diversi ordinamenti giuridici. Lo stato moderno si ha quando si riesce a concentrare

in sé tutta la sovranità e a cancellare il particolarismo giuridico instaurando l’unità del diritto. Il

primo codice civile in Italia si ha nel 1865 nel Regno di Italia e sia per struttura che per contenuti

ideali si ispira al Codice di Napoleone che conteneva i principi fondamentali dello stato liberale

(esaltazione dell’individuo e della sua autonomia, rispetto della proprietà privata, libertà di

iniziativa economica e limitazioni dei poteri di intervento dello stato). Le trasformazione dell’inizio

del 900, il passaggio allo stato sociale portano nel 1942 alla formazione di un nuovo codice.

Codice di commercio = nel nuovo codice civile vengono assorbite le materie che fino a quel

momento erano contenute nel codice di commercio che regolava l’attività dei commercianti e il

codice di commercio venne abrogato.

Struttura codice civile.

Disposizioni sulla legge in generale (preleggi) = altre fonti del diritto – efficacia delle norme

 –criteri di interpretazione.

1. Persone e famiglia = regole sulla capacità e posizione giuridica generale dei soggetti e delle

organizzazioni no-profit + norme in materia di famiglia.

2. Successioni = regole che disciplinano la sorte del patrimonio dopo la morte + donazione.

3. Obbligazioni.

4. Del lavoro = regole dell’impresa, del lavoro subordinato, organizzazione con scopo di

profitto..

5. Tutela dei diritti.

In appendice = disposizioni di attuazioni e transitorie che precisano le modalità applicative

 di alcune norme contenute nel codice.

Situazioni giuridiche.

Il diritto ha la funzione di sistemare gli interessi umani alla luce dei valori e degli obbiettivi

prevalenti nella società e per svolgere questa funzione le norme stabiliscono una graduatoria fra i

diversi interessi e ciò viene fatto attribuendo ai soggetti determinate situazioni giuridiche.

Situazione giuridica soggettiva = posizione giuridica di un soggetto nei confronti di un altro

secondo la graduatoria stabilita, il soggetto a cui appartiene la situazione è il titolare.

Situazioni attive = prevalenza dell’interesse del titolare su quello degli altri soggetti.

Diritto soggettivo → potere di agire nel proprio interesse o pretendere un determinato

 comportamento da un determinato soggetto = potere di agire o di pretesa verso un altro.

Proprietà → il titolare ha potere esclusivo di utilizzo in diversi modi la sua cosa.

 Credito → potere del creditore di pretendere che il debitore paghi la somma dovuta.

 Diritto potestativo → potere di incidere su situazioni giuridiche altrui.

 Facoltà→ possibilità di tenere un determinato comportamento compreso nel diritto ma che

 non lo esaurisce.

Aspettativa→ posizione di chi non ha ancora una situazione giuridica ma ha la prospettiva di

 ottenerla = di fatto (non garantita dal diritto) e di diritto (garantita dal diritto).

Interesse legittimo→ situazione attiva del privato esposto all’esercizio al potere di pubblica

 amministrazione che tocca il suo interesse -> pubblica amministrazione = autorità.

Interesse collettivo→ situazione di un soggetto danneggiato da comportamenti altrui che

 nello stesso momento ledono anche altri soggetti.

Situazioni passive = subordinazione dell’interesse del titolare rispetto a quello di altri a cui si da

prevalenza.

Dovere→ vieta di tenere comportamenti lesivi del diritto altrui, carattere generale e

 negativo.

Obbligo→ impone al titolare un comportamento nell’interesse di chi ha il diritto, carattere

 individuale e sia positivo che negativo.

Soggezione→ grava su chi è esposto al diritto potestativo altrui.

 Responsabilità→ situazione del soggetto che subisce conseguenze svantaggiose previste

 dalle norme in relazione ad un suo comportamento.

Situazioni sia attive che passive = caratteri si attivi che passivi.

Podestà → poteri attribuiti ad un soggetto che però deve esercitare nell’interesse collettivo.

 - Scelte non autonome orientate solo dal suo interesse = differenza con situazioni attive.

- Scelte non vincolate e soggette a controlli = differenza con situazioni passive.

Onere → situazione di chi deve tenere un determinato comportamento se vuole utilizzare

 una situazione attiva.

- Obbiettivo finale → interesse = situazione attiva.

- Posto un vincolo = situazione passiva.

Diritto soggettivo = la situazione giuridica attiva più importante, la caratteristica essenziale è lo

spazio di autonomia che che il titolare ha nello scegliere il modo di esercizio che più si avvicina al

suo interesse. Vi sono diversi tipi di diritti soggettivi in base al tipo di interesse che soddisfa.

Pubblici → potere di incidere sull’organizzazione politica o definiscono la posizione del

 soggetto titolare nell’organizzazione politica della società = diritto di voto. Diritti affermati

soprattutto nella Costituzione e si dirigono nei confronti dello stato inteso come potere

pubblico e sono disciplinati dal diritto pubblico.

Privati → riguardano poteri ed interessi che non riguardano l’organizzazione politica ma

 interessi individuali (diritto di credito, di proprietà..). Può essere privato anche se riguarda

Stato e poteri pubblici che svolgono un’attività giuridica di diritto privato.

- Patrimoniali → procurano al proprietario un’utilità di natura economica (diritto di

credito).

- Non patrimoniali → non producono utilità economica ma morale (diritto all’onore).

Vi sono anche diversi tipi di diritto soggettivo in base ai poteri dati al titolare.

Assoluti → si possono far valere nei confronti di tutti i soggetti (diritto di proprietà).

 Relativi → si possono far valere solo verso soggetti determinati su cui grava una situazione

 passiva di obbligo verso il titolare (diritto di credito).

Disponibili → possono essere liberamente trasferiti, auto-eliminare o cancellare dal

 proprietario attraverso atti giuridici che producono tali effetti = diritti patrimoniali.

Indisponibili → il proprietario non può trasferire, auto-eliminare o cancellare (non può

 disporne) = diritti non patrimoniali.

Nell’ottocento il diritto soggettivo si concepiva come un potere privato libero da ogni controllo, lo

spazio del titolare di realizzare il proprio interesse era illimitato.

Quando cambia la società e insieme ad valore della libertà inizia a farsi strada quello

dell’uguaglianza vi è un bilanciamento tra l’interesse dell’individuo e quello della collettività

inoltre, per le esigenza dello sviluppo economico l’interesse della società inizia ad essere

considerato prevalente su quello individuale = poteri dell’individuo non più illimitati ma limitati per

l’interesse della società.

Status = complesso di situazioni giuridiche attive e passive che spettano ad un soggetto in virtù di

qualche sua qualità o collocazione. Status fondamentale → cittadino. Vi sono stati di diritto

pubblico (cittadinanza) e status di diritto privato (coniuge).

Rapporto giuridico = relazione tra i titolari di situazioni attive e quelli di situazioni passive. I due

soggetti si dicono parti del rapporto giuridico e data una parte l’altra si definisce controparte; il

rapporto presuppone almeno due parti (rapporto bilaterale) ma possono essercene anche di più

(rapporti plurilaterali). Nel diritto privato ha una grande importanza il concetto di terzo che indica

chiunque non faccia parte del rapporto giuridico, in generale ciò che accade all’interno del rapporto

vale solo per le parti ma in alcuni casi si hanno delle eccezioni. Si ha un rapporto semplice quando

ci si riferisce ad una sola situazione attiva e una sola passiva e di rapporto complesso quando si

hanno più situazioni attive e più passive.

Effetti giuridici.

Situazioni giuridiche non restano immobili nel tempo ma cambiano continuamente. Gli effetti

giuridici sono i mutamenti che si producono nelle situazioni giuridiche dei soggetti ma si può anche

dire che sono i mutamenti dei rapporti giuridici poiché le situazioni giuridiche sono collegate tra

loro soprattutto all’interno dei rapporti giuridici. Gli effetti giuridici si producono solo quando vi è

una causa che li determina = fattispecie giuridica.

Rilevanza giuridica = quando ad un elemento della realtà (fattispecie concreta) ne corrisponde uno

astratto (fattispecie astratta) si producono effetti giuridici → elemento ha rilevanza giuridica.

Fattispecie semplice → due elementi combinati tra loro = acquisto diritto di proprietà.

 Fattispecie complessa→ vari elementi combinati tra loro -> acquisto a causa di morte =

 morte – testamento –dichiarazione di accettare eredità.

Fattispecie a formazione complessiva -> elementi di una fattispecie complessa si realizzano

 in sequenza = fattispecie produce i suoi effetti quando si sono realizzati tutti gli elementi.

Le fattispecie si possono anche classificare in base al ruolo della volontà e consapevolezza umana.

Fatti giuridici→ eventi che accadono e producono effetti indipendentemente

 dall’intenzionalità e consapevolezza umana.

Atti giuridici→ azioni umane sostenute da un certo grado di consapevolezza ed

 intenzionalità il cui grado di rilevanza giuridica (capacità di produrre effetti) dipende dalla

presenza del fattore umano. A seconda di come si configura il fattore umano. A ciascuna

categoria di atti corrisponde una disciplina uguale per tutti quelli di quella categoria (atti

negoziali invaliti se autore incapace di intendere e di volere, atti non negoziali no).

- Atti negoziali (negozi giuridici)= consapevolezza ed intenzionalità si esprimono nel più

alto grado di intenzionalità e producono effetti giuridici importanti.

- Atti non negoziali = grado di consapevolezza ed intenzione minore, si ha la volontà di

compiere l’atto ma non di produrre gli effetti ( confessione).

Dichiarazione = atti hanno una funzione rappresentativa o comunicativa.

Dichiarazione di volontà→ manifestano la volontà dell’autore verso lo scopo, scopo =

 produrre effetto giuridico. È in base alla dichiarazione di volontà che si formano i negozi

giuridici ed effetti sono quelli voluti dal dichiarante.

Dichiarazione di scienza→ rappresentano e comunicano la realtà così com’è conosciuta dal

 dichiarante = atti non negoziali.

Classificazione atti.

In base alla nature delle situazioni giuridiche a cui si riferiscono.

Patrimoniali = onerosi e gratuiti in base al senso economico dell’atto.

 Non patrimoniali = riguardano situazioni giuridiche di tipo prevalentemente non economico.

In base al momento della produzione degli effetti.

Atti a causa di morte = effetti solo dopo la morte.

 Atti tra vivi.

In base alla struttura dell’atto.

Atti unilaterali – bilaterali – plurilaterali = dichiarazione di una sola parte, due parti o più.

 Atti collegiali = atti di un’organizzazione formati da dichiarazione delle persone che

 compongono un organo interno.

Atti validi = non presentano nessun difetto di struttura o contenuto e producono regolarmente gli

effetti.

Atti invalidi = presentano difetto di struttura e contenuto e di conseguenza non produce gli effetti.

Criteri per decidere se l’atto è valido o no = liceità.

Attività giuridica = fenomeno continuo ed incessante di compimento di atti giuridici, l’attività

privata è quella compiuta dai privati e da enti pubblici che agiscono in posizione di parità con le

proprie controparti e non in supremazia.

Autonomia privata = legata al concetto di attività giuridica privata. È il potere dei soggetti di creare

e conformare le proprie situazioni giuridiche liberamente e secondo la loro volontà ed interessi, essa

si realizza tramite il compimento di atti giuridici (attività giuridica). Vi sono anche atti di diritto

privato non autonomi ma vincolati (pagamento). Nel diritto pubblico l’autonomia privata non trova

spazio neanche dal punto di vista dell’autorità perché non è autonoma ma vincolata da norme.

L’autonomia privata ha un chiaro valore politico = libertà del cittadino verso il potere pubblico; essa

giunge alla sua piena realizzazione con il liberalismo ma la situazione cambia poi all’inizio del

1900 quando viene ristretta l’autonomia privata per cercare l’uguaglianza e per tutelare determinate

situazioni giuridiche inoltre entrano sempre più in campo come nuovi protagonisti dell’attività

giuridica i gruppi organizzati → autonomia collettiva.

I beni.

L'interesse è la tensione di un soggetto verso un bene cioè un entità capace di soddisfare qualche

bisogno umano. Chi ha un diritto lo ha riferito ad un bene e quindi un bene è l’oggetto del diritto

mentre il diritto è l’elemento di mediazione tra soggetti e beni. Non sono beni in senso giuridico

l’entità utili all’uomo su cui non si creano conflitti di interessi a causa della loro abbondanza e non

lo sono neanche le entità di cui non ci si può appropriare e le energie naturali si considerano beni

solo se hanno valore economico. L’art. 810 afferma che possono essere beni solo le cose ma

forzando la visione restrittiva dell’articolo i giuristi ampliano la visione di bene includendovi

qualunque entità materiale o immateriale utile all’uomo se è suscettibile di aprire conflitti di

interessi regolabili dal diritto. Sono immateriali tutto ciò che è diverso dalle cose purché apra

conflitti di interessi.

Beni materiali = beni immobili e mobili.

Immobili→beni immobili di natura (uniti anche per scopo transitorio al terreno) o beni

 immobili per destinazione (beni saldamenti assicurati al terreno o lo sono in modo

permanente per la loro utilizzazione). Si definiscono fondo = art. 811.

Mobili→definiti dall’art. 812 in modo residuale e qualifica come tali anche le energie

 naturali. Alcuni tipi che hanno caratteristiche particolari (grande valore, sono limitati, grandi

dimensioni..) è possibile istituire meccanismi di registrazione e pubblicità delle vicende che

lo riguardano = iscrizione ai pubblici registri. La legge considera in modo particolare

l’universalità di mobili cioè complessi di cose mobili che appartengono alla stessa persona e

che hanno una destinazione unitaria = si può disporre di essi con atto unico ma anche con un

frazionamento e con atti diversi.

Differenze tra beni mobili ed immobili = gli immobili hanno solitamente hanno un discreto valore

economico mentre i mobili possono avere un valore altissimo o limitato. Gli immobili definiscono

l’ambiente in cui si vive e quindi hanno rilevanza sociale; gli immobili per la loro staticità si

controllano più facilmente e hanno una circolazione limitata.

Diverso trattamento giuridico tra immobili e mobili a causa di diversi fattori.

Uso di immobili per i privati sono soggetti a limiti più restrittivi di quelli che valgono per i

 mobili.

Per gli immobili esiste un’organizzazione pubblica per l’accertamento e la documentazione

 della loro consistenza = catasto.

Circolazione degli immobili richiede formalità più rigorose di quelle previste per i mobili ed

 è soggetta ad un regime di pubblicità per seguire il trasferimento e le modifiche delle

situazioni giuridiche = pubblici registri immobiliari.

Beni immobili devono sempre avere un proprietario, gli immobili vacanti sono dello Stato.

Tipi di beni.

Divisibili ed indivisibili = suddivisi in più porzioni ognuna delle quali mantiene la funzione

 economica dell’originale ma in misura ridotta. Alcuni beni possono essere divisibili o no a

seconda delle circostanze.

Consumabili ed inconsumabili = se si esauriscono con l’uso o no.

 Fungibili (di genere) ed infungibili (di specie) = nei primi conta la quantità poiché sono

 identici ad altri beni dello stesso genere; nei secondi conta la qualità poiché non sono

sostituibili perché hanno delle qualità che lo rendono unico.

Privati e pubblici = i primi appartengono allo stato o ad un altro ente pubblico e sono

 vincolati a soddisfare l’interesse collettivo i secondi appartengono ai privati e non hanno

vincoli.

I beni pubblici sono soggetti ad un regime speciale e si dividono in due categorie ognuna delle quali

ha un proprio regime giuridico. Di essi se ne occupa sia il diritto civile sia le leggi di diritto

amministrativo.

Beni demaniali→ inalienabili , non possono essere trasferiti.

 Beni patrimoniali indisponibili→sottoposti a vincolo di destinazione, possono essere

 sottratti alla loro destinazione solo nei modi stabiliti dalla legge che li riguarda.

Beni patrimoniali disponibili→ beni di un ente pubblico soggetti alle regole che valgono per

 i beni privati.

Pertinenze = cose accessorie destinate a servizio o ornamento di un’altra cosa principale. Vincolo

pertinenziale nasce di solito per decisione del proprietario della cosa principale ma secondo l’art.

817 può nascere anche per chi ha un diritto sulla cosa diverso dalla proprietà (usufrutto) ma che sia

un diritto reale e non personale. La pertinenza può essere trasferita con la cosa principale oppure no.

Frutti = beni prodotti da altri beni → beni fruttiferi = capacità di produrre frutti.

Frutti naturali→ provengono direttamente dalla cosa con o senza l’intervento dell’uomo,

 spettano al proprietario del bene fruttifero ma in certi casi possono anche aspettare all’altro

= affittuario della terra. Finché non sono staccati dal bene fruttifero si chiamano “pendenti”

e fanno parte dello stesso.

Frutti civili→ si ritraggono dalla cosa come corrispettivo del godimento che altri ne abbia

 (canoni della locazione dell’appartamento).

Nuovi beni = prima nel diritto privato ci si occupava solo di interessi umani di tipo economico e in

modo marginale di quelli non economici e soprattutto si interessava agli interessi individuali; ora la

situazione è cambiata ed il diritto si occupa pienamente anche di interessi non patrimoniali legati

alla persona umana (diritti della personalità) e di interessi generali. I nuovi beni sono proprio questi,

sono creati nel momento in cui nuove norme iniziano a tutelarli.

Patrimonio = insieme dei beni materiali ed immateriali di un soggetto + debiti e crediti. Esso si può

quindi definire come il complesso di situazioni attive e passive (di tipo economico e traducibili in

valori monetari). di un soggetto, è un’entità dinamica che si muove e muta continuamente con il

mutare delle situazioni giuridiche del soggetto a cui appartengono e visto che le situazioni

giuridiche mutano per effetto di fatti e atti giuridici essi sono anche il fattore di trasformazione del

patrimonio. In senso più ampio si può intendere come patrimonio l’insieme di situazioni giuridiche

attive e passive economiche e non economiche.

Vicende dei diritti.

Movimenti e cambiamenti dei diritti. Dal punto di vista del diritto le vicende principali sono la

nascita, il trasferimento e l’estinzione; dal punto di vista del titolare sono l’acquisto e la perdita. Le

vicende sono considerati effetti giuridici determinati da una fattispecie.

Acquisto = vicenda per cui un soggetto diventa titolare di un diritto che prima non aveva.

Acquisto originario = non avviene sulla base di un rapporto tra il titolare precedente e quello

 nuovo o perché non c’era un proprietario precedente o perché l’acquisto avviene

indipendentemente dal rapporto con lui.

Acquisto derivato = acquirente riceve il diritto sulla base di un rapporto con il titolare

 precedente, si ha per successione del diritto. L’acquirente è detto successore o avente causa e

colui che trasferisce è detto autore o dante causa. Vi è una distinzione tra acquisto derivato

traslativo (acquisto dello stesso identico diritto) e acquisto derivato costitutivo (acquisto di

un diritto nuovo che deriva da quello precedente).

Acquisto gratuito e oneroso = avente causa sopporta o no un sacrificio economico.

 Acquisto tra vivi e a causa di morte = se presuppongono o no la morte del dante causa.

 Successione universale o particolare = succedere a determinati diritti del dante causa o a

 tutto il patrimonio o ad una quota di esso.

Acquisto delle situazioni passive = successione universale e particolare del debito →universale

quando si subentra nel patrimonio del dante causa e quindi si acquisiscono anche i debiti;

particolare quando si acquisisce un debito tramite: accollo, delegazione ed espromissione.

Titolo all’acquisto = fattispecie che determina l’acquisto di un diritto -> evento che permette la

vicenda.

Perdita dei diritti = avviene in caso di acquisto a titolo derivato, in caso di distruzione della cosa e

di abbandono volontario della cosa (derelizione).

Prescrizione estintiva = meccanismo che determina l’estinzione del diritto in conseguenza di una

prolungata inerzia del suo titolare. Questo meccanismo a due giustificazioni = esigenza di certezza

delle situazioni e dei rapporti giuridici = in caso di inezia il titolare della corrispondente situazione

passiva si organizza come se il diritto di non ci fosse e una pretesa a distanza di tempo modifica i

suoi programmi formulati sul presupposto ragionevole che la posizione passiva sia cancellata –

elementi per provare l’esistenza del contenuto del diritto non sono più disponibili o affidabili = uso

produttivo delle risorse, inerzia blocca le risorse della controparte. La prescrizione è inderogabile

poiché riguarda il buon funzionamento dl sistema economico (interesse generale) e quindi non può

essere modificata in termini di durata neanche se concordata dalle parti e non è ammessa la rinuncia

preventiva . Quando la prescrizione è compiuta il diritto è estinto ma la parte passiva può rinunciare

quando la prescrizione è compiuta. Se la parte passiva vuole avvantaggiarsi della prescrizione spetta

a lei a farla valere perché non è rilevabile d’ufficio.

Diritti imprescrittibili = tutti si prescrivono tranne quelli imprescrittibili = diritto di proprietà –

diritti indisponibili – singole facoltà.

Inizio della prescrizione = momento in cui comincia a contarsi il tempo che porterà all’estinzione

del diritto. Nel caso del credito la prescrizione comincia a decorrere solo alla scadenza perché fino a

quel momento il creditore non può esigere il pagamento. Per determinati diritti l’inizio della

prescrizione è fissato dalla legge con criteri diversi.

Termine della prescrizione = periodo di tempo trascorso il quale il diritto si estingue, la legge fissa

termini diversi in relazione ai vari diritti -> termine ordinario 10 anni, termine speciale 20 o 5 anni.

Non si tiene conto del giorno in cui si verifica l’evento ma del giorno dopo, termine in giorno

festivo è prorogato al giorno seguente non festivo = art. 2963.

Sospensione = decorso della prescrizione può arrestarsi che allontanano nel tempo l’estinzione del

diritto, la sospensione si ha quando in particolari circostanze la prescrizione si arresta ma riprende

quando esse vengono a meno-> particolari rapporti tra le parti, particolari condizioni soggettive del

titolare tali da opporre gravi difficoltà all’esercizio del diritto.

Interruzione = quando viene compiuto un atto che smentisce il doppio presupposto su cui si fonda il

meccanismo di prescrizione → inerzia del titolare e affidamento della controparte circa la

cancellazione del diritto. Gli atti interruttivi possono essere→ atti provenienti dal titolare del diritto,

atti provenienti dalla controparte. Dal momento dell’interruzione la prescrizione riparte da zero.

Decadenza = ha in comune con la prescrizione il meccanismo per cui se un diritto non viene

esercitato per un certo periodo esso si estingue ma si differenzia per la ragione giustificativa e per la

disciplina. La ragione giustificativa è l’esigenza di certezza delle situazioni e rapporti giuridici

poiché attorno ad alcuni diritti si crea una situazione di incertezza e per evitare che questa si

prolunghi il diritto decade (ricorso in appello entro un certo tempo se no si accetta la sentenza di

primo grado). Nella decadenza non si parla di interruzione o viene esercitata o decade e non vi sono

neanche sospensioni se non per casi eccezionali. La decadenza varia a seconda dei diritti implicati.

Diritti indisponibili in materia familiare-> decadenza inderogabile e il giudice deve

 rilevarla d’ufficio. Riguarda rapporti delicati che non possono rimanere in sospeso.

Diritti disponibili-> interesse in gioco individuale quindi regole diverse, giudice non può

 rilevarla d’ufficio, parti possono modificarne la disciplina (fissare anche i termini che

però non rendano difficile l’esercizio del diritto) e la decadenza può essere impedita con

il riconoscimento del diritto della parte passiva.

Circolazione giuridica = fenomeno per cui i diritti sono in continuo movimento, riflette

l’andamento del sistema economico → più è intensa più vivace è la dinamica degli scambi

economici. Influenza quindi l’andamento dei sistemi economici se le norme che la regolano sono

fatte male (trasferimento dei diritti difficili) ne soffre il meccanismo di trasferimento alla ricchezza.

Per garantire una dinamica circolazione dei diritti è necessario garantire la sicurezza degli acquisti =

senza sicurezza non c’è dinamismo.

Tutela dell’affidamento = proteggere la sicurezza degli acquisti significa proteggere l’affidamento

di chi li acquista cioè, l’affidamento che l’acquirente fa sull’efficacia e la stabilità dell’acquisto.

Tutela giurisdizionale del diritto = quando ci si occupa della fattispecie concreta regolata dal

diritto bisogna prima di tutto stabilire se uno ha il diritto o no, se uno ha il diritto bisogna far si che

esso sia attuato e se non è così rimane il problema dell’attuazione effettiva del diritto → si ha quindi

il primo principio per cui il titolare non può farsi giustizia da se (esigenza di ordine sociale),

bisogna quindi ricorrere alla tutela giurisdizionale del diritto -> per attuare un diritto bisogna

rivolgersi allo stato.

Rimedi = per evitare che i diritti restino inattuati e con ciò si determina il non funzionamento del

sistema giuridico l’ordinamento pone dei rimedi che servono per l’effettiva attuazione dei diritti. Ai

diritti stabiliti dalle norme sostanziali si affiancano rimedi stabiliti dalle norme di vario genere senza

i quali i diritti rischierebbero di rimanere inattuati. I rimedi giurisdizionali (regolati da norme in

contrapposizione a quelle sostanziali) si definiscono norme processuali . Vi sono anche i rimedi

preventivi che intervengono quando il diritto non è ancora violato ed intervengono su situazioni che

potrebbero minacciarne l’attuazione

Sesto libro = tutela dei diritti→ le principali materie sono: principi generali sulla tutela

giurisdizionale dei diritti e regole sulle prove, garanzia dei crediti, prescrizione e decadenza,

trascrizione (stabilisce l’applicazione della pubblicità).

La pubblicità.

Per il miglior funzionamento delle relazioni giuridiche determinati fatti devono essere conosciuti

dagli interessati, questa esigenza viene soddisfatta dalla pubblicità → la legge infatti afferma che

determinati fatti e atti debbano essere resi pubblici, stabilisce il modo, le procedure e gli strumenti

per realizzarla e le conseguenze nel caso ciò non avvenga. I mezzi di pubblicità definiti come i più

importanti hanno natura formale e documentale -> documenti scritti, redatti e comunicati secondo

schemi formali; quando l’esigenza pubblicitaria non si realizza in modo formale essa si realizza in

modo fattuale. La classificazione dei tipi di pubblicità si basa su effetti giuridici che conseguono.

Pubblicità notizia → legge impone formalità pubblicitaria per determinati fatti o atti ma la

 mancata pubblicità non ne impedisce all’atto o al fatto di esistere e di produrre regolarmente

i suoi effetti.

Pubblicità dichiarativa→ mancanza di pubblicità non impedisce l’esistenza dell’atto ma esso

 subisce una diminuzione dei suoi effetti.

Pubblicità costitutiva→ è necessaria per l’esistenza dell’atto o della situazione giuridica.

Apparenza.

Quando un soggetto ha una conoscenza falsa e sulla base di questa commette un errore ne è

responsabile, però non è sempre così e a volte la legge lo tutela quando si presentano alcune

condizioni. Secondo la legge infatti esso deve essere davvero soggettivamente in errore, davvero

deve pensare che l e cose stiano in modo diverso dalla realtà = condizione di buona fede. Inoltre

l’errore deve dipendere e deve essere giustificabile dall’apparenza cioè da elementi tali da indurlo a

pensare che le cose stiano davvero in modo diverso. La legge non parla in modo esplicito

dell’apparenza ma ciò si può ricavare dalle norme che tutelano l’affidamento = tutelare chi si fida di

certi elementi in base ai quali la situazione appare regolare e in buona fede pensa che sia regolare,

limite al principio di apparenza = pubblicità.

Diritto processuale.

Nel esercitare il loro compito di risolvere le liti tra due soggetti i giudici non possono operare in

base al loro arbitrio e buon senso ma devono sottostare a norme che regolano l’attività dei giudici e

delle parti che stabiliscono cosa possono o non possono fare perché si arrivi alla soluzione, insieme

di queste attività = diritto processuale. Il diritto processuale si contrappone a quello sostanziale

perché il primo stabilisce il modo in cui deve arrivare ad una soluzione mentre il secondo dice la

soluzione stessa (chi ha ragione e chi torto).

Giurisdizione civile = attività giurisdizionale dedicata a risolvere liti su situazioni e rapporti

regolati dal diritto privato, è regolata dal codice di procedura civile del 1940 →rientrano sia le liti

tra privati che quelle tra privati e pubblica amministrazione nelle quali il privato fa valere il suo

diritto soggettivo. Le liti civili possono essere risolte anche fuori dall’ordinaria giurisdizione civile

esercitata dai giudici professionisti (togati) → con l’arbitrato.

Arbitrato = giudice scelto dalle parti tra privati cittadini (arbitri) e si conclude con una decisione

chiamata lodo che in sostanza ha il valore di una sentenza. Questo meccanismo si ha se le parti sono

d’accordo→ compromesso

Giurisdizione volontaria = quando le attività e le decisioni di organi giudiziali sono dirette a

sistemare interessi in relazioni ai quali non vi è una vera e propria lite = procedimenti per

l’interdizione, inabilitazione

Giurisdizione penale = attività di accertamento se una persona ha commesso un fatto previsto dalla

legge penale come reato e afferma la condanna prevista per quel reato.

Giurisdizione amministrativa = i giudici amministrativi risolvono liti tra i privati e la pubblica

amministrazione nei casi in cui i privati facciano valere un interesse legittimo e non un diritto

soggettivo.

Per la giurisdizione civile vale il principio per cui un processo si apre solo se l’interessato prende

l’iniziativa di aprirlo esercitando l’azione. L’azione è un diritto e si esercita ponendo al giudice una

domanda chiedendogli di emanare un determinato provvedimento idoneo a realizzare l’interesse di

chi agisce. Il presupposto di azione è l’interesse di agire di chi l’esercita , la situazione giuridica di

chi può esercitare l’azione → legittimazione giuridica. Le azioni si distingue in base alla loro

finalità e si distinguono diversi tipi di processi aperti da diversi tipi di azione.

La domanda è proposta nei confronti di una controparte, le parti interne al processo sono due =

attore (parte che esercita l’azione) e convenuto (parte contro cui è esercitata l’azione). Le parti del

processo sono i titolari delle azioni giuridiche su cui verte il processo. Chi perde il processo ha la

possibilità di ribaltare il risultato con un nuovo processo davanti ad altri giudici chiamati a

verificare se la prima sentenza è giusta o sbagliata e per fare ciò→impugnazione della sentenza.

Processo di cognizione→ giudice deve accertare e dichiarare qual è la situazione giuridica

 esistente tra i due litiganti.

- Azione di accertamento = eliminare l’incertezza intorno ad una situazione giuridica,

provvedimento -> sentenza dichiarativa.

- Azione di condanna = il giudice oltre ad accertare la situazione giuridica pronuncia la condanna

della controparte, provvedimento -> sentenza di condanna.

- Azione costitutiva = giudice ha il compito di determinare, modificare o estinguere una situazione

rapporto giuridico determinando una nuova situazione giuridica, provvedimento-> sentenza

costitutiva.

Processo di esecuzione→ serve per ottenere in concreto l’attuazione dei diritti determinati

 nel processo di cognizione = integrazione del processo di cognizione.

Processo cautelare→ serve a garantire le condizioni necessarie perché il processo di

 cognizione e quello di esecuzione possano dare risultati effettivamente utili.

Principio dell’iniziativa = il processo non si apre se lo stesso interessato non prende l’iniziativa di

porre al giudice la domanda. Nel campo penale invece vale il principio opposto per cui un processo

quando l’azione è esercitata da un apposito orno giudiziario (pm); l’azione penale tutela l’interesse

pubblico mentre quella civile l’interesse privato. Solo in rari casi il processo civile coinvolge

interessi pubblici e allora eccezionalmente si deroga a questo principio, da esso discende il divieto

di ultra-petizione ed extra-petizione.

Principio del contraddittorio = tutte le parti devono avere la concreta possibilità di far valere

efficacemente le proprie ragioni nel processo e tale principio è affermato dall’art. 24 2 comma della

Costituzione. Il contraddittorio consiste nello scambio tra attore e convenuto degli argomenti che

ogni parte porta per far valere le proprie ragioni; può anche accadere che il convenuto non si limiti a

difendersi ma contrattacchi (pone una domanda contro l’attore). Per essere riconosciuti nel processo

i diritti vanno provati, solo davanti alle prove il giudice può riconoscere ed affermare l’esistenza di

un diritto, le prove sono i mezzi che servono a dare la conoscenza di un fatto.

Principio dispositivo = giudice non può andare alla ricerca delle prove, spetta alle parti fornirle.

Onore della prova = è ripartito tra le parti e tale ripartizione si compie secondo regole di razionalità

= di base l’onere della prova spetta all’attore e in un secondo momento al convenuto. L’attore deve

portare prove che sostengono la sua azioni mentre il convenuto prove che sostengono le sue

eccezioni. L’art. 2697 è lo schema base ma in alcuni casi si verifica l’inversione dell’onere della

prova.

Presunzioni = quando la legge stabilisce una presunzione significa che va dato per scontata

l’esistenza di un elemento (non provato) che produce effetti giuridici. In questi casi si ha

l’inversione dell’onere della prova.

Presunzioni legali = stabilite dalla legge.

- Presunzione relativa → inverte l’onere della prova e può essere neutralizzata dalla prova

contraria.

- Presunzione assoluta → non sono ammesse prove contrarie.

Presunzioni semplici = non sono poste da una norma ma sono costituite da una tecnica di

 ragionamento → procedimento logico per cui partendo da un fatto noto o provato si

arriva considerare esistente un fatto ignoto e non provato.

Prove documentali = documenti scritti.

Atto pubblico → documento redatto secondo le prescritte formalità da un notaio o un

 pubblico ufficiale e fa piena prova riguardo = la data della formazione, la provenienza (dal

pubblico ufficiale che l'ha firmato) e i fatti che il pubblico ufficiale afferma essere avvenuti

in sua presenza.

→ per smentire quanto prova non è necessaria una normale prova contraria ma è necessario un

particolare procedimento dedicato a ciò = querela di falso.

→ la verità del contenuto della dichiarazione non è garantita dall'atto pubblico con la stessa forza

del fatto che sia stata fatta una dichiarazione = provare che il contenuto sia falso necessari normali

mezzi probatori.

Scrittura privata → documento sottoscritto dal suo autore ed è necessario accertare la verità

 della sottoscrizione = autenticazione (scrittura privata autenticata), riconoscimento (scrittura

privata riconosciuta), verificazione giudiziale (scrittura privata verificata). La scrittura

privata in una di queste tre forme fa piena prova fino a querela di falso (che la dichiarazione

provenga da chi l'ha scritta e non che essa sia vera) ma per l'applicazione di varie regole è

necessario sapere la data della sua formazione = data certa solo in alcuni casi→ scrittura

autenticata, giorno della sua registrazione o cui il contenuto è stato riprodotto in un atto

pubblico o il giorno in cui si verifica un fatto rispetto al quale è certa l'anteriorità della

scrittura.

Confessione → dichiarazione con cui una parte riconosce la verità di fatti sfavorevoli a sé e

 favorevoli alla controparte.

→ Confessione giudiziale = resa nel processo, piena prova contro chi l'ha fatta.

→ Confessione stragiudiziale = fuori dal processo, se fatta dall'altra parte o da chi la rappresenta fa

piena prova se è fatta da un terzo o contenuta nel testamento è liberamente apprezzata dal giudice.

Giuramento → dichiarazione con cui la parte afferma davanti ad un giudice se un fatto è

 vero o no in modo solenne ed impegnativo. Una volta deferito il giuramento a una parte →

parte giura e il fatto si considera provato nel senso del giuramento, parte si rifiuta di giurare

allora si considera definitivamente provato il contrario, parte riferisce il giuramento alla

controparte (solo decisorio). Il giuramento è escluso → fatti estranei alla parte che giura,

diritti indisponibili, fatti illeciti.

→ Giuramento decisorio = una parte deferisce all'altra per farne dipendere la decisione totale o

parziale della lite.

→ Giuramento suppletorio = deferito dal giudice di ufficio a una delle parti quando la domanda o le

eccezioni non sono pienamente provate.

Prova testimoniale → dichiarazione fatta sotto il vincolo del giuramento da persone estranee

 alla controversia su fatti rilevanti per il giudizio.

Ispezione → disposta ed eseguita dal giudice per rendersi conto delle condizioni di luoghi,

 beni e di persone rilevanti per la soluzione della lite.

Consulenza tecnica → lite richiede l'impiego di particolari consulenze tecniche.

Prove non documentali = atti o attività di vario genere → confessione, giuramento, testimonianza,

ispezione e consulenza tecnica.

I SOGGETTI.

I soggetti del diritti sono coloro a cui appartengono le situazioni giuridiche e che le movimentano

compiendo atti giuridici. I soggetti del diritto possono essere persone fisiche o organizzazioni (enti

formati da essi umani che hanno una loro soggettività). Essere soggetti del diritto significa avere

capacità giuridica, tutti i soggetti hanno questa capacità = capacità di essere titolari di situazioni

giuridiche.

Capacità giuridica = appartiene a tutti i soggetti ma a volte è limitata sia per le organizzazioni (no

relazioni familiari) sia per le persone fisiche (età, condizioni psicofisiche…) ma essa non può essere

mai revocata (garantita dall'art. 22 della Costituzione). È attribuita ai soggetti dalle norme e sempre

da essa sono stabilite le limitazioni. È la capacità di essere titolari di situazioni giuridiche e lo si è

dal momento della nascita ma si può disporne di esse solo con la capacità di agire → art. 1.

Capacità di agire = capacità di modificare con la propria volontà le proprie situazioni giuridiche, è

la capacità di compiere atti giudici e si consegue a 18 anni. È considerato incapace di agire chi non

è in condizione di valutare adeguatamente i suoi interessi → art. 2. per ragioni di certezza la legge

stabilisce i casi di incapacità di agire in modo preventivo.

Limiti capacità di agire.

Minore = sotto i 18 anni, per alcuni contratti può essere prevista un'età minore → 16 anni

 per i contratti di lavoro. Nominato un tutore o genitori che possono compiere per lui atti di

ordinari amministrazione ma non di straordinaria che deve essere autorizzata dal giudice.

Interdizione giudiziale = stato di infermità mentale abituale, affetti da una malattia mentale o

 fisica per cui non sono in grado di intendere e di volere →tutore, gli si priva della capacità

mediante una sentenza, incapacità di protezione, art. 414.

Minore emancipato = minorenni con almeno 16 anni, solo atti di ordinaria amministrazione

 → curatore.

Inabilitazione = soggetti affetti da una malattia mentale o fisica temporanea e meno grave,

 non possono compiere atti di straordinaria amministrazione (atti che intaccano il patrimonio)

ma possono fare atti di ordinaria amministrazione (atti di conservazione e disposizione del

patrimonio) → curatore, incapacità di protezione, art. 415.

Interdizione legale = soggetti condannati a più di 5 anni di reclusione, possono compiere

 solo atti personali e familiari → incapacità di sanzione.

Fallito = non può disporre dei suoi beni per tutelare i creditori, si atti personali e familiari.

 Incapacità di protezione sia nei suoi confronti che nei confronti di altri soggetti che

potrebbero essere danneggiati.

Incapacità assoluta = non possono compiere nessun atto da soli e sono sostituiti interamente dai

genitori o dal tutore. La legge dispone controlli da parte del giudice per assicurarsi che gli atti di

amministrazione dei beni degli incapaci vadano effettivamente a loro favore e per atti di

straordinaria amministrazione si prevede l'autorizzazione del giudice.

Incapacità relativa= si assegna un curatore che non interviene sempre e quando interviene lo fa in

modo diverso. Possono fare autonomamente atti personali e familiari (basta la capacità di intendere

e di volere), possono fare atti di ordinaria amministrazione che non comportano un elevato rischio

economico, atti di straordinaria amministrazione devono essere fatti con il curatore che però non

sostituisce l'incapace e nei casi più gravi è richiesta l'autorizzazione del giudice, atti di esercizio di

impresa commerciale il minore può essere autorizzato dal tribunale senza curatore (acquista piena

capacità) e l'inabilitato può essere autorizzato ma non acquista piena capacità per gli atti di

straordinaria amministrazione esterni all'impresa.

Amministratore di sostegno = misura di sostegno introdotta nel 2004 al posto dell'inabilitazione o

interdizione meno mortificativa per il soggetto. È una figura più elastica, viene istituita con un

decreto da un giudice specializzato in questo e si lasciano al soggetto ampi spazi di autonomia in

base alla sua condizione. La domanda è più veloce e anche la revoca è più rapida (non necessaria

sentenza di istituzione e revoca). Giudice decide il periodo di durata e la situazione è monitorata

costantemente.

Giudice Tutelare = si occupa dell'amministrazione di sostegno, dell'interdizione e dell'inabilitazione.

Se un soggetto compie atti che non può compiere l'atto è invalido = è annullabile. L'invalidità

comprende annullabilità e nullità (non produce effetti). L'atto è annullabile solo dalla parte per cui è

predisposto l'annullamento e può essere annullato dal tutore, curatore o amministratore, può essere

annullato entro 5 anni in caso in cui leda l'interesse dell'incapace.

Incapacità legale = risulta facilmente accertabile e in modo sicuro da tutti, risulta ufficialmente =

atti sempre invalidi → soddisfa esigenza di certezza.

Incapacità naturale = incapacità di intendere e di volere, di rendersi conto degli effetti prodotti.

Chiunque può perderla anche se detiene la capacità di agire e si può avere anche non avendo la

capacità di agire (minorenni). È dovuta ad una causa transitoria e gli atti compiuti da essi sono

annullabili su istanza della persona stessa o di un suo famigliare. Tutela sia per l'incapace

temporaneo che per il soggetto che contratta con lui →art. 428 = sempre annullabili atti personali e

familiari, annullabili se si prova l'incapacità (pregiudizio dell'incapace) del soggetto gli atti

unilaterali, annullabili se si prova il pregiudizio e la mala fede della controparte gli atti bilaterali =

tutela della controparte → principio dell'affidamento = se non vi è mala fede atto non annullabile,

esigenza della certezza delle situazioni giuridiche.

Buona fede = parti devono comportarsi secondo correttezza e lealtà, si parla di buona fede nei

contratti, obbligazioni e proprietà.

Mala fede = conseguenze gravi per il soggetto in mala fede = annullamento o altro a seconda del

contratto.

Persone fisiche.

Le persone fisiche hanno la capacità giuridica, possono quindi essere titolari di diritti fin dalla

nascita ma non significano che li abbiano → è una potenzialità non effettività. Ci sono invece diritti

di cui sono titolari tutti i soggetti dal momento in cui nascono = diritti della personalità.

Nome = ogni persona fisica è identificata all'interno di una società dal nome che ha l'utilità di

individuarla all'interno delle relazioni sociali. Il nome è composto da prenome e cognome ed esso

non è determinato da una scelta della persona ma secondo criteri stabiliti dalla legge, prenome

scelto da chi fa la dichiarazione di nascita all'ufficiale di stato civile e il cognome indica

l'appartenenza familiare.

Sede della persona = identificazione necessaria per le esigenze della vita di relazione, punto di

riferimento necessario per lo svolgimento di rapporti giuridici sia di diritto privato che pubblico.

Residenza →luogo in cui la persona ha dimora abituale, art. 43 comma 2.

 Domicilio → luogo in cui la persona ha stabilito la sede ufficiale dei suoi affari ed interessi,

 art. 43 comma 1. Si può avere anche un domicilio speciale in relazione a determinati affari e

atti e sii indica con un atto scritto chiamato “elezione di domicilio”.

Dimora → non è definita dalla legge, luogo in cui la persona si trova in un determinato

 periodo.

Cittadinanza = status di diritto pubblico di un soggetto, qualità della persona che la collega ad un

ordinamento giuridico statale assoggettandola alle norme che formano il diritto di quello stato. Si

possono avere due cittadinanze e si può non averne (apolidi), se si perde si può riacquistare.

Modalità di acquisto e perdita di cittadinanza dello stato italiano stabilite da una legge del 1912.

1. Diritto di sangue = ovunque nasca figlio di madre o padre italiano.

2. Diritto di suolo = chi nasce in Italia da genitori apolidi o ignoti oppure stranieri che secondo

la legge del loro stato non tramandano la cittadinanza.

3. Per adozione = minore adottato da cittadino italiano.

4. Per matrimonio = coniuge straniero o apolide di un cittadino se ne fa richiesta se si trova in

Italia da almeno 6 mesi o dopo 3 anni dal matrimonio.

5. Beneficio di legge = straniero o apolide che ne fa richiesta con genitore o nonno italiano per

diritto di sangue o suolo in caso di servizio militare in Italia, impiego alle dipendenze dello

stato, risiede in Italia da 2 anni dai 18 anni, straniero nato in Italia che ha sempre vissuto qui

fino ai 18 anni.

6. Naturalizzazione = straniero o apolide che ha la residenza in Italia da un certo periodo e che

ha svolto eminenti servizi all'Italia.

Perdita.

1. Assunzione di impiego pubblico, carica pubblica o svolgimento servizio militare per un altro

stato e non ha obbedito all'intimidazione del governo italiano di abbandonarli.

2. Chi ha una cittadinanza straniera, vive all'estero e rinuncia a quella italiana.

Sesso = opera come segno di identificazione di un soggetto all'interno della vita di relazione. Il

sesso è indicato nel registro dello stato civile e può operare anche come criterio di applicazione o

non applicazione di determinati trattamenti giuridici purché non discriminatori. È ammesso un

cambio di sesso quando quello fisico-fisiologico non corrisponde a quello psichico, mutamenti

ammessi con autorizzazione del tribunale dal 1982.

Atti e registri dello stato civile = esigenza di rendere l'esistenza dell'individuo e gli elementi che lo

identificano certi e facilmente conoscibili è importante sia per l'individuo stesso che per la società.

Gli atti dello stato civile risultano da appositi registri (registri dello stato civile) conservati in ogni

comune e chiunque li può liberamente consultare o ottenere estratti e certificati = di nascita (nome,

sesso e genitori) – di matrimonio – di morte e di cittadinanza. Legge attribuisce agli atti dello stato

civile un particolare valore quanto provano l'esistenza e la verità dei fatti documentati e ciò che

risulta da essi non può essere smentiti se non in casi estremi → con querela di falso. Quando

determinate vicende intervenute nel corso del tempo hanno inciso su qualità del soggetto riportate

sul registro possono essere fatte delle annotazioni a margine.

Fine della persona fisica = morte → fatto da cui derivano importanti conseguenze giuridiche e per

questo è necessario stabilire con certezza il momento della morte → cessazione irreversibile di tutte

le funzioni dell'encefalo. Dopo la morte una persona cessa di essere soggetto del diritto. Condizioni

diverse dalla morte accertata che richiedono un appropriato trattamento giuridico.

Scomparsa = situazione della persona che si è allontanata dalla residenza o domicilio senza

 che se ne abbiano più sue notizie. Se non ha già un rappresentata il tribunale nomina un

curatore dello scomparso che lo rappresenta nel compimento degli atti necessari.

Assenza = dopo due anni dalla scomparsa, dichiarata dal tribunale su richiesta di chi ha

 titolo a succedervi. Gli eredi ereditano (con testamento o senza) ma se la persona torna

bisogna restituire i beni.

Morte presunta = dichiarata dal tribunale dopo 10 anni dall'ultima notizia (o dopo 2 o 3 se lo

 scomparso è coinvolto in situazioni belliche o incidenti) e gli effetti sono gli stessi della

morte.

Organizzazioni.

Sono soggetti del diritto dotati di capacità giuridica che però non ricopre tutte le situazioni e le

relazioni a cui si estende quella delle persone, rimangono escluse le situazioni che presuppongono

la qualità di individuo umano = atti personali e familiari. Dal 2001 le organizzazioni rispondono per

i reati commessi dai loro rappresentanti = incorrono nella responsabilità penale ma solo pene

pecuniarie e interdittive (sospensione attività). Non bisogna dimenticare però che dietro alle

organizzazioni ci sono persone fisiche e per questo spesso vengono applicate ad esse norma che si

riferiscono alla persona umana (onore, reputazione..); alcuni diritti della personalità infatti possono

essere applicati alle organizzazioni anche se riguardano attributi della persona umana. Le

organizzazioni devono essere identificate e collegate ad un determinato luogo ed ordinamento →

denominazione, sede e nazionalità (leggi a cui è soggetta). L'organizzazione agisce attraverso i suoi

organi formati da persone fisiche che agiscono e prendono decisioni per l'organizzazione stessa i cui

effetti gravano sull'organizzazione; le decisioni si chiamano deliberazioni e vengono prese

attraverso il voto (atto con cui ciascun componente dell'organo esprime la propria volontà) →

principio di maggioranza. Le organizzazioni agiscono quindi attraverso organi che possono essere

collegiali o individuali. L'organizzazione si crea con un atto fatto dalle persone fisiche = atto

costitutivo ed insieme ad esso viene firmato = statuto (contiene le regole dell'organizzazione stessa.

Secondo la loro struttura, le loro finalità e il modo in cui sono regolate dalle norme le si distinguono

in diverse organizzazioni.

Pubbliche = si occupano dell'interesse pubblico e della realizzazione dello stesso. Delle loro

 strutture e del loro funzionamento si occupa il diritto pubblico e soprattutto quello

amministrativo. Hanno sempre capacità giuridica per definizione, la legge gli attribuisci

vantaggi e privilegi ma in caso di cattiva amministrazione l'amministratore di un ente

pubblico incorre a maggiori rischi penali rispetto a quello di un'organizzazione privata.

Private = si occupano di interessi individuali che l'organizzazione mira a realizzare. Si

 individuano in via residuale.

→ Come identificare un'organizzazione pubblica o privata? Non vi sono valori assoluti, interessi

perseguiti possono essere sia pubblici che privati, possono esserci organizzazioni private con scopi

di interesse pubblico, ci sono organizzazioni pubbliche senza poteri di imperio, enti pubblici

sottoposti a diversi controlli ma anche alcuni privati che hanno interessi pubblici, sia enti pubblici

che privati possono ricevere mezzi patrimoniali dallo stato o da altri enti pubblici. Il criterio

generale può essere solo quello normativo = enti pubblici quelli a cui le norme attribuiscono una

condizione giuridica di quel genere. Sia gli enti pubblici che privati hanno capacità di diritto privato

ma solo quelli pubblici hanno capacità di diritto pubblico, nell'esercizio delle loro capacità di diritto

privato, gli enti pubblici possono creare organizzazioni di tipo privato.

Associative = sono considerati strumenti al servizio delle persone le quali mantengono un

 alto grado potere ed incisione su di esse = alto grado di dominio e controllo delle persone

che la creano.

Non associative = distacco marcato dal fondatore, si sottraggono alla sua influenza e vivono

 vita propria → fondazioni.

No-profit = non perseguono lo scopo di lucro ma hanno fini religiosi, morali, culturali e

 politici.

For-profit = perseguono lo scopo di lucro = ricavare guadagni dall'attività. Legislatore

 spesso impone o prevede organizzazioni di non profitto in relazioni a specifiche materie o

attività e la diffusione di esse ha spinto il legislatore ad attribuigli diverse agevolazioni

soprattutto fiscali.

Personalità giuridica = le organizzazioni possono avere o no personalità giuridica, hanno

personalità giuridica le associazioni riconosciute (società di capitali) e non ce l'hanno quelle non

riconosciute (società di persone). La differenza si sa sull'autonomia patrimoniale, cioè il grado di

autonomia dell'organizzazione dalle persone che l'hanno istituita = patrimonio delle organizzazioni

è autonomo da quello delle persone che l'hanno costituita. L'autonomia può essere perfetta →

organizzazioni con personalità giuridica (vicende delle organizzazioni incidono solo sul patrimonio

del''organizzazione); autonomia patrimoniale imperfetta → organizzazioni senza personalità

giuridica (vicende dell'organizzazione possono intaccare il patrimonio delle persone fisiche in modo

più o meno marcato). La personalità giuridica può quindi essere considerata un privilegio ed ha

finalità pratiche → incoraggiare l'esercizio di attività ed iniziative rischiose per il singolo ma

socialmente utili.

Modi di acquisto della personalità giuridica.

Persona giuridica pubblico = legge che ne prevede la creazione e ne disciplini la struttura e

 funzionamento.

Persone giuridiche private = associazioni for-profit personalità giuridica acquisita quasi

 automaticamente → adempimento di una formalità pubblicitaria = iscrizione registro delle

imprese. Associazioni no-profit procedimento più complicato→ devono essere riconosciute

dall'autorità competente (regione o prefettura) e viene accordata su 3 elementi che devono

essere verificati = condizioni normative dello statuto soddisfatte, scopo possibile e lecito,

patrimonio adeguato.

Dall'idea liberale le associazioni no-profit sono viste con meno simpatia di quelle for-profit poiché

la ricerca del profitto era l'unico scopo possibile con gli interessi della società inoltre, lo stato

liberale era ostile nei confronti dei corpi intermedi tra stato e cittadini. Diverso atteggiamento =

diverso trattamento giuridico.

→Separati i luoghi della disciplina = fondazioni e associazioni 1° libro, società 5° libro.

→Acquisto della personalità giuridica = no-profit controlli specifici fatti dall'autorità.

→Controllo su certi atti delle organizzazioni = art. 17 = no acquisto di immobili, no donazioni ed

eredità senza autorizzazione amministrativa.

Oggi la situazione è diversa, Costituzione tutela e valorizza le comunità intermedie = art. 18;

garanzie alle organizzazioni religiose (art. 20); organizzazioni educative, scientifiche e culturali

(art.33); organizzazioni sindacali e politiche (art-.39-40). Nel 1997 abrogato art. 17 e vengono

riconosciute procedure più semplici ed escluso il controllo di merito nel 2000.

Associazione = no scopo di profitto, nascono per effetto di un accordo tra persone e viene redatto lo

statuto; atto costitutivo ha efficacia giuridica in tutte le forme ma se si vuole personalità giuridica

deve essere un atto pubblico: associazioni riconosciute sono sottoposte ad un regime di pubblicità

(registro delle persone giuridiche); agiscono attraverso gli organi → assemblea degli associati =

deliberazioni su atti principali, nomina amministratori, bilancio, modifiche statuto e atto costitutivo

e scioglimento associazione; amministratori = atti necessari al funzionamento quotidiano

dell'associazione.

I mezzi economici dell'associazione formati dai contributi degli associati costituiscono il suo

patrimonio,sono le quote versate da ogni associato e quando se ne va non la riceve indietro (nella

società si) = fondo perduto. L'organizzazione può cessare di esistere attraverso l'estinzione e

l'associazione è posta in liquidazione quando l'estinzione è dichiarata dall'autorità amministrativa ed

essa non può compiere nuove operazioni al di fuori della liquidazione del patrimonio per pagare i

debiti, se avanzano beni devoluti secondo quanto stabilito o per decisione dell'assemblea se no

vanno ad organizzazioni con scopi simili. Principio della libertà dell'associazione = poteri pubblici

devono rispettare l'autonomia delle organizzazioni e la libertà associativa dei privati ma bisogna

conciliare ciò con l'evitare che vengano violati diritti dei singoli associati → giudice può annullare

le deliberazioni contrarie allo statuto e all'atto costituente su richiesta di un associato, di un organo o

di un ente pubblico ma no controllo di merito. Secondo l'art. 24 una persona non può essere esclusa

dall'associazione se non per comportamento contrario allo statuto o perché non ha versato la quota,

l'escluso può fare ricorso al giudice entro 6 mesi.

Associazioni non riconosciute = si soggetti del diritto ma non è persona giuridica → no controlli

pubblici, no autonomia patrimoniale perfetta e no soggette a pubblicità. Prima erano discriminate da

quelle riconosciute = art. 17 ora abrogato.

Associazioni illecite = associazioni pericolose, dannose per la società e sono proibite dall'art. 18

della Costituzione che considera illecite → associazioni criminali (finalità vietate dal diritto penale);

associazioni politico-militare (finalità politiche con azioni militari, stato democratico =

competizione politica pacifica); associazioni segrete (stato democratico = vita sociale svolta in

modo trasparente).

Fondazioni = organizzazioni create da uno o più soggetti per perseguire un fine socialmente

rilevato e a ciò è destinato il patrimonio investito dai soggetti e le sue rendite. Si possono costituire

mediante atti tra vivi (atto pubblico e nasce subito) o con atto a causa di morte (dopo la morte del

testatore). Fondazione possono ottenere la personalità giuridica nello stesso mode delle

associazioni. Si distingue dall'associazione perché la prima persegue gli interessi dei fondatori

mentre le finalità esterne delle fondazioni non si identificano con gli scopi dei costituenti, essi

hanno meno poteri di azione e decisione e la fondazione è autonoma dal momento in cui inizia la

sua attività e non può neanche più essere revocato l'atto di fondazione inoltre gli interventi

dell'autorità amministrativa sono meno penetranti. Cause di estinzione solo di due tipi → scopo

raggiunto o diventato impossibile o si verificano le cause di estinzione previste dall'atto costitutivo.

Comitati = fondazioni non riconosciute create per raccogliere fondi da destinare a finalità di

interesse generale, i comitati non hanno personalità giuridica e devono sottostare al vincolo di

destinazione e rispondono della conservazione dei fondi raccolti e per esso vale il principio di

autonomia patrimoniale imperfetta. Se il comitato chiede il riconoscimento = fondazione.

Società = organizzazioni create da soggetti con interessi e scopi comuni, sono enti riconosciuti a

scopo di profitto → autonomia patrimoniale perfetta, sono persone giuridiche e la loro disciplina è

nel 5° libro.

I DIRITTI DELLA PERSONLITA’.

I soggetti del diritto possono avere diritti ma non è detto che effettivamente li abbiano, i diritti della

personalità sono una categoria di diritti che tutti hanno, l'oggetto di questi diritti sono i valori della

persona; non sono diritti patrimoniali, sono diritti assoluti indisponibili ed imprescrittibili = nuovi

beni, in passato erano poco considerati dal diritto privato → assimilato agli interessi patrimoniali. I

rimedi legali per la protezione di questi diritti appartengono al diritto pubblico, al diritto penale

(norme contro il comportamento lesivo) e al diritto amministrativo (sulla sicurezza del lavoro e

sugli interventi del garante della privacy). Strumenti e rimedi diritto privato = risarcimento del

danno – inibitoria – pubblicazione della sentenza – rettifica che la vittima ha il diritto di diffondere

(sullo stesso mezzo che ha offeso) – invalidità di atti di disposizione (atti con cui la persona prende

impegni che ledano i suoi diritti della personalità).

Fonti dei diritti della personalità→ Costituzione, CEDU, giurisprudenza, codice civile.

Diritti di libertà = diritto inviolabile dell'uomo → art. 2 Costituzione e comprende: libertà

personale, inviolabilità di domicilio e corrispondenza, di movimento, di riunione, di associazione, di

professione religiosa, di pensiero…. Art. 13 a 21 Cost. e anche altri. I diritti di libertà però possono

essere violati e per questo non sono validi gli atti con cui il soggetto assume obblighi in contrasto

con la sua libertà fondamentale e secondo norme di diritto privato fatti e atti che pregiudicano

libertà altrui sono illeciti e abilitano la vittima a chiedere il risarcimento del danno e altri rimedi.

Diritto all'integrità fisica = art. 32 Costituzione, diritto alla salute → interesse sia individuale che

collettivo. Concetto di salute comprende sia l'integrità fisica che psichica. L'integrità fisica può

essere minacciata da decisioni della persona stessa e per questo l'art. 5 protegge il diritto anche dal

suo titolare → atti di disposizione del proprio corpo = vietati quando cagionano una diminuzione

permanente dell'integrità fisica, consentiti quando conseguenze sono meno gravi e disciplinati con

norme in casi più seri ma consentiti = atti basati sulla volontà ma a titolo gratuito. Trattamento

capace di incidere l'integrità fisica lecito solo quando necessario ma solo con consenso del paziente.

Quando gli organi destinati al trapianto sono di un defunto ci sono meno limiti ma bisogna

rispettare la volontà dell'interessato o dei suoi famigliari → legge del 1999 prelievo organi dal

defunto solo dopo una rigorosa procedura di accertamento della morte, se il prelievo non contrasta

con la volontà dell'interessato e a titolo gratuito. Diritto alla salute protetto anche da aggressioni

esterne = chi causa lesioni ad un altro soggetto deve risarcire secondo le regole della responsabilità

civile.

Danno biologico = tutela delle lesioni esterne che danneggiano una persona → danno alla persona,

concetto ampio in cui rientrano danni differenti = patrimoniale (spese documentate), esistenziale

(1/3 del biologico) e biologico. Quando si viene danneggiati sia per dolo che per colpa si ha diritto

al risarcimento (diritto soggettivo assoluto). Il danno biologico è la menomazione psico-fisica

provocata dal fatto illecito e dal 1970 esso viene risarcito → no nel codice ma in leggi speciali. Per

stabilire il risarcimento si prendono in considerazione diversi parametri → attività che svolgeva, età

e gravità della lesione = sistema equitativo → art. 1226 se il danno non può essere provato nel suo

preciso ammontare è liquidato dal giudice con valutazione equitativo (obbligazioni in generale) –

art. 2056 danno quantificato in base all'art. 1223 – 1226 – 1227 (riguarda l'atto illecito).

Inizialmente tutti i giudici davano un risarcimento diverso diverso poiché decideva equamente ma

in modo autonomo e quindi furono redatte della tabelle molto simili = età e grado di invalidità;

riferimento normativo solo per i micro-permanenti (sotto il 16%). Fino agli anni 90 si distingueva il

danno morale (sofferenza intrinseca) da quello esistenziale (impossibilità di svolgere la stessa vita).

Non è disciplinato nel codice civile.

Diritto al nome = diritto al nome tutelato in caso di usurpazione del nome e contestazione del nome

e lo pseudonimo → art 7. Titolare del diritto violato può chiedere in giudizio i seguenti rimedi.

1. Inibitoria → giudice ordina di cessare comportamenti lesivi.

2. Pubblicazione della decisione su uno o più giornali.

3. Risarcimento del danno.

Diritto all'immagine = persona danneggiata dagli usi che un altro soggetto fa della sua immagine,

diritto tutelato dal codice civile (art. 10) e dalle leggi sul diritto d'autore (art. 96-97-98).

Sempre vietata la pubblicazione di immagine altrui quando ne pregiudica l'onore, la

 reputazione e il decoro della persona ripresa.

Ammessa la pubblicazione di immagine altrui solo quando si tratta di una persona nota, per

 necessità di giustizia o polizia, per scopi scientifici, didattici e culturali. È ammessa anche

quando l'immagine è stata presa da eventi pubblici e quando c'è il consenso della persona

stessa o dai suoi familiari.

→ Quando non vengono rispettati questi limiti: inibitoria e risarcimento del danno.

Diritto all'onore = diritto che ciascun altro si astenga dall'enunciare e diffondere fatti e giudizi

capaci di offenderlo nel suo onore e reputazione. La tutela giuridica non presuppone che i fatti

offensivi siano falsi o infondati, anche se sono veri e fondati possono scattare meccanismi di

protezione dell'offeso. La sua fonte principale è il codice penale e le norme dello stesso che

puniscono i reati di ingiuria e diffamazione (art. 594 – 595), individuare i confini di tutela del diritto

all'onore è complicato soprattutto nel caso dell'attività giornalistica (diritto di cronaca) e l'attività

politica. In sede civilistica si chiede il risarcimento ed in sede penale se ne occupa la disciplina di

ingiuria (offesa nei confronti di una persona presente) e diffamazione (offesa nei confronti di una

persona non presenta ed è punito più severamente). Art. 596 codice penale→ il colpevole di

diffamazione di ingiuria non può provare a sua discolpa la verità del fatto attribuito all'offeso ma le

parti possono accordarsi prima della sentenza e deferire ad un giudice d'onore il giudizio sulla verità

del fatto. Quando l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato la prova della verità del

fatto è sempre ammessa nel procedimento penale se la persona è un pubblico ufficiale e il fatto

attribuito si riferisce nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche, se il fatto attribuito è ancora aperto

e si inizia contro esso un procedimento penale e se il querelante domanda formalmente che il

giudizio si estenda ad accertare la verità del fatto. Se la verità del fatto è provata o se la persona

offesa è condannata per il fatto l'autore dell'imputazione non è punibile se non per gli arti. 594 e

595. La diffamazione viene punita sia che sia dolosa o colposa e viene tutelata la reputazione sia

economica che professionale oltre che a quella morale. La fondatezza del fatto non giustifica

l’offesa perché ciò che conta è l’offesa in sé.

Esistono delle diffamazioni più o meno gravi all’interno dell’ambito generale della diffamazione ed

esistono delle aggravanti = quando vengono considerati fatti determinati e maggiore è il grado di

dettaglio più insidiosa è l’offesa e aumenta anche il grado di credibilità. Molti di quelli che un

tempo erano considerati fatti di reati sono stati degradati a illecito civile = ingiuria, la diffamazione

invece continua ad essere considerato reato.

La sede in cui viene tutelato l’onore e la reputazione si é spostata sul pieno civilistico attraverso il

risarcimento del danno ed una sanzione pecuniaria civile cioè condanna al pagamento di una somma

di denaro sulla base di una serie di parametri, somma di denaro che va allo stato. Di fronte ad

attività giornalistiche come il diritto di critica che impegna idee personali e non fatti oggettivi la

giurisprudenza si dimostra più permissiva anche sul fatto di valutare la veridicità poiché è difficile

valutare un’opinione, stessa situazione per la satira poiché non viene presentata la verità oggettiva

dei fatti e si è più permissivi sulla continenza formale. L'attività di chi svolge un lavoro per cui

occorre la libertà di giudizio e di critica è un limite al diritto all'onore poiché tale diritto si scontra

con il diritto di esprimere la propria opinione (art. 21 Costituzione).

→ Attività politica = art. 68 Cost, 1 comma.

→ Attività giornalistica = diritto di cronaca e di critica.

Gli episodi di lesione all’onore spesso avviene nell’ambito del giornalismo, si scontrano il diritto

all’onore e il diritto di cronaca e di satira, si tratta di diritti di pari rango costituzionale (art.2 e art.

21 Cost.), e in questo caso a partire da una pronuncia della corte di cassazione del 1984 = decalogo

del giornalista, insieme di regole che deve rispettare nel momento di fare cronica e che lo esenta

dalle conseguenze sanzionatorie = verità dei fatti (anche verità putativa, buona fede del giornalista

che dimostra che credeva che fosse la verità ma lo deve dimostrare mostrando le ricerche e le fonti

usate), pertinenza o interesse sociale dell’informazione (fatto della vita privata di un personaggio

pubblico anche se offensivo può essere giustificato dal fatto che abbia un interesse sociale), forma

civile dell'esposizione (moderazione dei toni, equilibrio e misura della scelta delle parole e del

linguaggio).

Art. 596 bis codice penale→ se la diffamazione è commesso col mezzo della stampa le disposizioni

dell'articolo precedente si applicano anche al direttore o vice-direttore responsabile, all'editore e allo

stampatore per i reati provveduti negli art. 57, 57 bis e 58 della legge sulla stampa.

Diritto alla riservatezza = difende il riserbo della sfera personale e familiare di ciascun individuo

contro due tipi di aggressione → ingiustificate intromissioni di estranei nella sfera intima della

persona e dei suoi luoghi privati = protetto da diverse norme: inviolabilità di domicilio e norme di

diritto del lavoro – difende la persona dalle divulgazioni verso l'esterno di fatti o elementi della

sfera intima anche se non lesivi all'onore. Diritto alla riservatezza contenuto sia nella Costituzione

(art. 2) che nella CEDU (art. 8). Limiti del diritto si hanno in caso di personaggi pubblici ed

esigenze culturali → decisione spetta al giudice. Deriva dal diritto all'immagine.

Diritto alla privacy = codice della privacy (decreto legislativo del 2003 a seguito della legge del

1996) che tutela i dati personali contenuti nelle banche dati e garantisce che essa operi nel rispetto

dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone → organo pubblico con il compito

di rendere concreta tale garanzia (garante per la protezione dei dati personali), obbliga i titolari delle

banche a notificare la loro esistenza al garante ed a rispettare le norme stabilite per il trattamento dei

dati, regole più rigorose per i dati sensibili, modalità particolari per il trattamento dei dati da parte di

medici e giornalisti per evitare intralci nell'esercizio della professione.

Diritto all'identità personale = diritto della persona di non vedersi attribuire pubblicamente

qualifiche, comportamenti ed opinioni non vere da falsare la propria immagine sociale → creazione

della giurisprudenza = collocare una persona sotto una falsa luce. Deriva dal diritto all'immagine e

dal diritto all'onore e alla reputazione. Primo riconoscimento si ha in cassazione nel 1985 per il caso

Veronesi, argomentazione = art. 7 e art. 2 Cost.

IL CONTRATTO.

Contratto = è tra gli istituti più importanti del diritto privato e si collega → obbligazioni, proprietà e uso dei

beni, circolazione giuridica e all'attività giuridica.

Art 1321 → il contratto è l'accordo tra due o più parti per costituire, regolare ed estinguere tra loro un

rapporto giuridico patrimoniale.

Nature principali del contratto = atto negoziale (volontà fondamentale) – atto bilaterale (accordo

fondamentale) – atto patrimoniale (incide sulle situazioni patrimoniali, crea obbligazioni patrimoniali).

Atti unilaterali = si formano e producono effetti giuridici in base alla volontà di una sola parte e non

richiedono l'accordo con nessun'altra parte. Sono unilaterali gli atti che incidono esclusivamente su situazioni

giuridiche dell'autore ma anche quegli che incidono su situazioni altrui ma non sono vincolanti →

testamento. Vi sono anche atti che incidono in modo pesante su situazioni giuridiche altrui → recesso

unilaterale = scioglie il contratto cancellando le situazioni giuridiche dallo stesso create per entrambe le parti

→ solo se autorizzato preventivamente da altre parti o se è giustificato da interessi coinvolti nel contratto.

Classificazione = il contratto è una categoria ampia ed eterogenea ma tutti i contratti hanno elementi in

comune. I contratti sono suddivisibili in diverse categorie e vi sono due modi di classificazione.

Per tipi → si basa sul modello di operazione giuridico economica che il contratto realizza.

✗ Per categorie → distingue i contratti in base alle caratteristiche significative.

Contratto bilaterale = fatto da due parti.

Contratto plurilaterale = fatto da più parti.

Plurilaterale con comunione di scopo → prestazioni di ciascuna delle parti sono dirette al

✗ conseguimento di uno scopo comune = contratti associativi.

Plurilaterale senza comunione di scopo → prestazioni non dirette ad uno scopo comune = cessione

✗ del credito.

Disciplina del contratto.

Generale = si applica a qualsiasi contratto a prescindere dal tipo a cui appartiene.

✗ Dei singoli contratti = si applica solo ai contratti del tipo corrispondente.

→ Ad ogni contratto si possono applicare entrambe le discipline ma se un concetto è regolato da entrambe si

applica il principio della specialità.

Formazione.

Il contratto inizia a produrre i suoi effetti nel momento della sua conclusione cioè nel momento iniziale del

contratto, quando si è formato. Il contratto si considera concluso quando le parti raggiungono l'accordo→

sapere se è formato implica una qualificazione di comportamenti umani in quanto la formazione del contratto

implica una serie di comportamenti che devono risultare conformi al modello stabilito dalle norme se no non

può considerarsi concluso.

Gli schemi legali per la formazione del contratto possono essere diversi a seconda dell'ordinamento ma in

uno stesso ordinamento possono esserci diversi schemi.

Schema base→ regola in generale la formazione del contratto.

✗ Schema particolare→ regola la formazione di una determinata classe di contratti.

Uno dei concetti centrali in materia di contratti è quello di dichiarazione contrattuale che è la manifestazione

esplicita della volontà di fare contratto, i diversi schemi di formazione coincidono con i diversi modi di

rendere manifesta tale volontà e dunque come fare dichiarazioni contrattuali.

Dichiarazioni ricettizie→ dichiarazioni di volontà emessa da una parte del procedimento contrattuale

✗ e che sono normalmente dirette ad una persona determinata. Per la produzione degli atti non basta

che sia emessa la dichiarazione ma che arrivi a conoscenza del destinatario.

Dichiarazione non ricettizie→ non sono indirizzate ad un destinatario e gli atti e i loro effetti si

✗ producono indipendentemente dalla conoscenza che altri soggetti abbiano della dichiarazione =

testamento.

Schema base.

Il contratto si considera formato nel momento e nel luogo della firma, il problema si complica se le parti

contrattano a distanza. La legge semplifica questi casi individuando le due componenti principali

dell'accordo contrattuale = proposta→ proponente propone il contratto – accettazione→ controparte oblata

accetta la proposta.

→ Contratto concluso nel momento in cui il proponente viene a conoscenza dell'accettazione = può essere

considerata come una dichiarazione ricettizia. Il contratto si conclude solo se l'accettazione è conforme alla

proposta se no→ nuova proposta.

L'accettazione deve giungere nel termine indicato dal proponente stesso o in quello necessario in base alla

natura dell'affare o agli usi.

Accettazione tardiva = quando nonostante l'arrivo dell'accettazione il proponente non per sua colpa si è

trovato nell'impossibilità di conoscerla. Proponente può ritenerla efficace ma deve comunicarlo

immediatamente all'accettante.

Schema particolare.

1. Contratto formato con esecuzione→ richiedono di essere eseguiti senza una preventiva accettazione

comunicata al proponente = o perché richiesto dal proponente o per la natura e gli usi riguardanti la

natura dell'affare. In questo caso il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio

la prestazione richiesta.

→ Schema = proposta + inizio dell'esecuzione della prestazione.

2. Contratto formato mediante proposta non rifiutata→ quando il proponente propone all'oblato un

contratto che porta obbligazione solo a carico del proponente e un vantaggio all'oblato = contratti

con obbligazione solo del proponente → fideiussone, opzione, prelazione. Il contratto si crea con la

sola presenza della proposta senza rifiuto dell'oblato.

→ Schema = proposta + mancato rifiuto.

3. Contratti formati con consegna della cosa→ implicano la consegna.

→ Contratti consensuali = consegna non necessaria perla formazione del contratto ma costituisce

l'esecuzione del contratto già formato. Per la creazione del contratto è necessario solo l'accordo tra le parti.

→ Contratti reali = schema della formazione necessità sia dell'accordo che della consegna della cosa →

mutuo, accomodato.

Contratto aperto = vi è la possibilità che le parti entrino successivamente nel contratto quando è già formato

dalle parti originarie. La particolarità qui non è come si forma il contratto ma come entrano a far parte dello

stesso le nuove parti→ la loro adesione consiste nell'accettazione della proposta contenuta nella clausola di

apertura del contratto originario. In base alla clausola l'adesione si può avere in tre modi.

Modalità di adesione fissate dal contratto e l'adesione si deve attenere a quelle.

✗ Non esistono modalità di adesione e la partecipazione dell'aderente si ha quando la sua adesione

✗ giunge all'organo costituito per l'attuazione del contratto.

Se non vi è l'organo l'adesione deve pervenire a tutti i contraenti originari.

Offerta al pubblico = particolare tipo di proposta che ha la caratteristica di essere indirizzata non ad una

persona determinata ma ad una collettività indeterminata di possibili destinatari → esposizione in vetrina dei

prodotti. La regola generale è che l'offerta al pubblico vale come proposta di contratto e per la formazione

basta l'accettazione di un interessato. Questa regola vale solo se vi sono alcuni presupposti.

Offerta deve contenere gli estremi essenziali del contratto.

✗ Il valore di vera proposta non deve essere escluso dalla circostanza ed usi.

→ In alcuni casi si ha l'invito a proporre.

Vicende della formazione del contratto.

Morte o incapacità sopravvenuta = se il proponente o l'accettante muore o diventa legalmente incapace

dopo la conclusione del contratto esso si considera formato e se ne occuperà l'erede o il rappresentante

legale. Se l'evento si verifica prima della formazione la regola generale è che la proposta e l'accettazione

perdono efficacia→ procedimento di formazione si interrompe. Eccezioni.

Proposta irrevocabile = sopravvive agli eventi che colpiscono l'autore.

✗ Se dichiarante è imprenditore = contratti relativi all'impresa solo legati alla stessa, si torna alla regola

✗ generale in caso di piccolo imprenditore o se lo richiedono la natura dell'affare o le circostanze.

Revoca della proposta = in caso di pentimento di una delle parti la legge consente di revocare la

dichiarazione con un atto unilaterale → revoca.

Proposta può essere revocata fino al momento in cui il contratto non si considera concluso →

✗ proponente non può revocarla una volta avvenuta l'accettazione.

→ l'accettazione può essere revocata purché la revoca arrivi a conoscenza del proponente prima

dell'accettazione

Proposta irrevocabile → spesso stabilita dalla legge = proposta con obbligazioni solo a carico del

✗ proponente irrevocabile appena giunge a conoscenza dell'oblato. L'irrevocabilità dipende anche da

una decisione dello stesso proponente che si obbliga a mantenere ferma la proposta per un certo

tempo → non può revocarla fino alla scadenza del termine.

Opzione = accordo tra il proponente e l'oblato per cui il proponente si vincola a tenere ferma la sua proposta

per un determinato tempo con gli effetti dell'irrevocabilità = termine stabilito dalle parti o dal giudice. La

differenza con la proposta irrevocabile consiste nel fatto che l'irrevocabilità è un atto unilaterale mentre in

questo caso è un accordo tra le parti. Se il beneficiario accetta il contratto si forma senza che il proponente

possa rifiutare = posizione di soggezione verso l'accettante (diritto potestativo dello stesso); il beneficiarlo

può cedere l'opzione ad un terzo.

Prelazione = diritto di essere preferito a tutti a parità di condizioni nella conclusione di un contratto

determinato. La differenza con l'opzione è che può essere esercitata solo se la parte vincolata decide di

vendere in quanto il contratto si conclude con la decisione di chi ha concesso la prelazione e non nel

momento dell'accettazione e quindi chi ha concesso l'opzione è vincolato alla stessa.

Prelazione convenzionale→ nasce per volontà degli interessati, ha efficacia obbligatoria in quanto

✗ attribuisce al titolare della prelazione un diritto di credito non opponibile a terzi.

Prelazione legale→ disposta dalla legge, ha efficacia reale e quindi opponibile a terzi.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiitina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Di Gregorio Valentina.

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