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litiganti.

- Azione di accertamento = eliminare l’incertezza intorno ad una situazione giuridica, provvedimento -> sentenza

dichiarativa.

- Azione di condanna = il giudice oltre ad accertare la situazione giuridica pronuncia la condanna della controparte,

provvedimento -> sentenza di condanna.

- Azione costitutiva = giudice ha il compito di determinare, modificare o estinguere una situazione rapporto giuridico

determinando una nuova situazione giuridica, provvedimento-> sentenza costitutiva.

Processo di esecuzione→ serve per ottenere in concreto l’attuazione dei diritti determinati nel processo di

 cognizione = integrazione del processo di cognizione.

Processo cautelare→ serve a garantire le condizioni necessarie perché il processo di cognizione e quello di

 esecuzione possano dare risultati effettivamente utili.

Principio dell’iniziativa = il processo non si apre se lo stesso interessato non prende l’iniziativa di porre al giudice la

domanda. Nel campo penale invece vale il principio opposto per cui un processo quando l’azione è esercitata da un

apposito orno giudiziario (pm); l’azione penale tutela l’interesse pubblico mentre quella civile l’interesse privato. Solo

in rari casi il processo civile coinvolge interessi pubblici e allora eccezionalmente si deroga a questo principio, da esso

discende il divieto di ultra-petizione ed extra-petizione.

Principio del contraddittorio = tutte le parti devono avere la concreta possibilità di far valere efficacemente le proprie

ragioni nel processo e tale principio è affermato dall’art. 24 2 comma della Costituzione. Il contraddittorio consiste

nello scambio tra attore e convenuto degli argomenti che ogni parte porta per far valere le proprie ragioni; può anche

accadere che il convenuto non si limiti a difendersi ma contrattacchi (pone una domanda contro l’attore). Per essere

riconosciuti nel processo i diritti vanno provati, solo davanti alle prove il giudice può riconoscere ed affermare

l’esistenza di un diritto, le prove sono i mezzi che servono a dare la conoscenza di un fatto.

Principio dispositivo = giudice non può andare alla ricerca delle prove, spetta alle parti fornirle.

Onore della prova = è ripartito tra le parti e tale ripartizione si compie secondo regole di razionalità = di base l’onere

della prova spetta all’attore e in un secondo momento al convenuto. L’attore deve portare prove che sostengono la sua

azioni mentre il convenuto prove che sostengono le sue eccezioni. L’art. 2697 è lo schema base ma in alcuni casi si

verifica l’inversione dell’onere della prova.

Presunzioni = quando la legge stabilisce una presunzione significa che va dato per scontata l’esistenza di un elemento

(non provato) che produce effetti giuridici. In questi casi si ha l’inversione dell’onere della prova.

Presunzioni legali = stabilite dalla legge.

- Presunzione relativa → inverte l’onere della prova e può essere neutralizzata dalla prova contraria.

- Presunzione assoluta → non sono ammesse prove contrarie.

Presunzioni semplici = non sono poste da una norma ma sono costituite da una tecnica di ragionamento →

 procedimento logico per cui partendo da un fatto noto o provato si arriva considerare esistente un fatto

ignoto e non provato.

Prove documentali = documenti scritti.

Atto pubblico → documento redatto secondo le prescritte formalità da un notaio o un pubblico ufficiale e fa

 piena prova riguardo = la data della formazione, la provenienza (dal pubblico ufficiale che l'ha firmato) e i fatti

che il pubblico ufficiale afferma essere avvenuti in sua presenza.

→ per smentire quanto prova non è necessaria una normale prova contraria ma è necessario un particolare procedimento

dedicato a ciò = querela di falso.

→ la verità del contenuto della dichiarazione non è garantita dall'atto pubblico con la stessa forza del fatto che sia stata

fatta una dichiarazione = provare che il contenuto sia falso necessari normali mezzi probatori.

Scrittura privata → documento sottoscritto dal suo autore ed è necessario accertare la verità della

 sottoscrizione = autenticazione (scrittura privata autenticata), riconoscimento (scrittura privata riconosciuta),

verificazione giudiziale (scrittura privata verificata). La scrittura privata in una di queste tre forme fa piena

prova fino a querela di falso (che la dichiarazione provenga da chi l'ha scritta e non che essa sia vera) ma per

l'applicazione di varie regole è necessario sapere la data della sua formazione = data certa solo in alcuni casi→

scrittura autenticata, giorno della sua registrazione o cui il contenuto è stato riprodotto in un atto pubblico o il

giorno in cui si verifica un fatto rispetto al quale è certa l'anteriorità della scrittura.

Confessione → dichiarazione con cui una parte riconosce la verità di fatti sfavorevoli a sé e favorevoli alla

 controparte.

→ Confessione giudiziale = resa nel processo, piena prova contro chi l'ha fatta.

→ Confessione stragiudiziale = fuori dal processo, se fatta dall'altra parte o da chi la rappresenta fa piena prova se è

fatta da un terzo o contenuta nel testamento è liberamente apprezzata dal giudice.

Giuramento → dichiarazione con cui la parte afferma davanti ad un giudice se un fatto è vero o no in modo

 solenne ed impegnativo. Una volta deferito il giuramento a una parte → parte giura e il fatto si considera

provato nel senso del giuramento, parte si rifiuta di giurare allora si considera definitivamente provato il

contrario, parte riferisce il giuramento alla controparte (solo decisorio). Il giuramento è escluso → fatti estranei

alla parte che giura, diritti indisponibili, fatti illeciti.

→ Giuramento decisorio = una parte deferisce all'altra per farne dipendere la decisione totale o parziale della lite.

→ Giuramento suppletorio = deferito dal giudice di ufficio a una delle parti quando la domanda o le eccezioni non sono

pienamente provate.

Prova testimoniale → dichiarazione fatta sotto il vincolo del giuramento da persone estranee alla controversia

 su fatti rilevanti per il giudizio.

Ispezione → disposta ed eseguita dal giudice per rendersi conto delle condizioni di luoghi, beni e di persone

 rilevanti per la soluzione della lite.

Consulenza tecnica → lite richiede l'impiego di particolari consulenze tecniche.

Prove non documentali = atti o attività di vario genere → confessione, giuramento, testimonianza, ispezione e

consulenza tecnica.

I SOGGETTI.

I soggetti del diritti sono coloro a cui appartengono le situazioni giuridiche e che le movimentano compiendo atti

giuridici. I soggetti del diritto possono essere persone fisiche o organizzazioni (enti formati da essi umani che hanno una

loro soggettività). Essere soggetti del diritto significa avere capacità giuridica, tutti i soggetti hanno questa capacità =

capacità di essere titolari di situazioni giuridiche.

Capacità giuridica = appartiene a tutti i soggetti ma a volte è limitata sia per le organizzazioni (no relazioni familiari)

sia per le persone fisiche (età, condizioni psicofisiche…) ma essa non può essere mai revocata (garantita dall'art. 22

della Costituzione). È attribuita ai soggetti dalle norme e sempre da essa sono stabilite le limitazioni. È la capacità di

essere titolari di situazioni giuridiche e lo si è dal momento della nascita ma si può disporne di esse solo con la capacità

di agire → art. 1.

Capacità di agire = capacità di modificare con la propria volontà le proprie situazioni giuridiche, è la capacità di

compiere atti giudici e si consegue a 18 anni. È considerato incapace di agire chi non è in condizione di valutare

adeguatamente i suoi interessi → art. 2. per ragioni di certezza la legge stabilisce i casi di incapacità di agire in modo

preventivo.

Limiti capacità di agire.

Minore = sotto i 18 anni, per alcuni contratti può essere prevista un'età minore → 16 anni per i contratti di

 lavoro. Nominato un tutore o genitori che possono compiere per lui atti di ordinari amministrazione ma non di

straordinaria che deve essere autorizzata dal giudice.

Interdizione giudiziale = stato di infermità mentale abituale, affetti da una malattia mentale o fisica per cui non

 sono in grado di intendere e di volere →tutore, gli si priva della capacità mediante una sentenza, incapacità di

protezione, art. 414.

Minore emancipato = minorenni con almeno 16 anni, solo atti di ordinaria amministrazione → curatore.

 Inabilitazione = soggetti affetti da una malattia mentale o fisica temporanea e meno grave, non possono

 compiere atti di straordinaria amministrazione (atti che intaccano il patrimonio) ma possono fare atti di

ordinaria amministrazione (atti di conservazione e disposizione del patrimonio) → curatore, incapacità di

protezione, art. 415.

Interdizione legale = soggetti condannati a più di 5 anni di reclusione, possono compiere solo atti personali e

 familiari → incapacità di sanzione.

Fallito = non può disporre dei suoi beni per tutelare i creditori, si atti personali e familiari. Incapacità di

 protezione sia nei suoi confronti che nei confronti di altri soggetti che potrebbero essere danneggiati.

Incapacità assoluta = non possono compiere nessun atto da soli e sono sostituiti interamente dai genitori o dal tutore.

La legge dispone controlli da parte del giudice per assicurarsi che gli atti di amministrazione dei beni degli incapaci

vadano effettivamente a loro favore e per atti di straordinaria amministrazione si prevede l'autorizzazione del giudice.

Incapacità relativa= si assegna un curatore che non interviene sempre e quando interviene lo fa in modo diverso.

Possono fare autonomamente atti personali e familiari (basta la capacità di intendere e di volere), possono fare atti di

ordinaria amministrazione che non comportano un elevato rischio economico, atti di straordinaria amministrazione

devono essere fatti con il curatore che però non sostituisce l'incapace e nei casi più gravi è richiesta l'autorizzazione del

giudice, atti di esercizio di impresa commerciale il minore può essere autorizzato dal tribunale senza curatore (acquista

piena capacità) e l'inabilitato può essere autorizzato ma non acquista piena capacità per gli atti di straordinaria

amministrazione esterni all'impresa.

Amministratore di sostegno = misura di sostegno introdotta nel 2004 al posto dell'inabilitazione o interdizione meno

mortificativa per il soggetto. È una figura più elastica, viene istituita con un decreto da un giudice specializzato in

questo e si lasciano al soggetto ampi spazi di autonomia in base alla sua condizione. La domanda è più veloce e anche la

revoca è più rapida (non necessaria sentenza di istituzione e revoca). Giudice decide il periodo di durata e la situazione

è monitorata costantemente.

Giudice Tutelare = si occupa dell'amministrazione di sostegno, dell'interdizione e dell'inabilitazione.

Se un soggetto compie atti che non può compiere l'atto è invalido = è annullabile. L'invalidità comprende annullabilità e

nullità (non produce effetti). L'atto è annullabile solo dalla parte per cui è predisposto l'annullamento e può essere

annullato dal tutore, curatore o amministratore, può essere annullato entro 5 anni in caso in cui leda l'interesse

dell'incapace.

Incapacità legale = risulta facilmente accertabile e in modo sicuro da tutti, risulta ufficialmente = atti sempre invalidi

→ soddisfa esigenza di certezza.

Incapacità naturale = incapacità di intendere e di volere, di rendersi conto degli effetti prodotti. Chiunque può perderla

anche se detiene la capacità di agire e si può avere anche non avendo la capacità di agire (minorenni). È dovuta ad una

causa transitoria e gli atti compiuti da essi sono annullabili su istanza della persona stessa o di un suo famigliare. Tutela

sia per l'incapace temporaneo che per il soggetto che contratta con lui →art. 428 = sempre annullabili atti personali e

familiari, annullabili se si prova l'incapacità (pregiudizio dell'incapace) del soggetto gli atti unilaterali, annullabili se si

prova il pregiudizio e la mala fede della controparte gli atti bilaterali = tutela della controparte → principio

dell'affidamento = se non vi è mala fede atto non annullabile, esigenza della certezza delle situazioni giuridiche.

Buona fede = parti devono comportarsi secondo correttezza e lealtà, si parla di buona fede nei contratti, obbligazioni e

proprietà.

Mala fede = conseguenze gravi per il soggetto in mala fede = annullamento o altro a seconda del contratto.

Persone fisiche.

Le persone fisiche hanno la capacità giuridica, possono quindi essere titolari di diritti fin dalla nascita ma non

significano che li abbiano → è una potenzialità non effettività. Ci sono invece diritti di cui sono titolari tutti i soggetti

dal momento in cui nascono = diritti della personalità.

Nome = ogni persona fisica è identificata all'interno di una società dal nome che ha l'utilità di individuarla all'interno

delle relazioni sociali. Il nome è composto da prenome e cognome ed esso non è determinato da una scelta della persona

ma secondo criteri stabiliti dalla legge, prenome scelto da chi fa la dichiarazione di nascita all'ufficiale di stato civile e il

cognome indica l'appartenenza familiare.

Sede della persona = identificazione necessaria per le esigenze della vita di relazione, punto di riferimento necessario

per lo svolgimento di rapporti giuridici sia di diritto privato che pubblico.

Residenza →luogo in cui la persona ha dimora abituale, art. 43 comma 2.

 Domicilio → luogo in cui la persona ha stabilito la sede ufficiale dei suoi affari ed interessi, art. 43 comma 1.

 Si può avere anche un domicilio speciale in relazione a determinati affari e atti e sii indica con un atto scritto

chiamato “elezione di domicilio”.

Dimora → non è definita dalla legge, luogo in cui la persona si trova in un determinato periodo.

Cittadinanza = status di diritto pubblico di un soggetto, qualità della persona che la collega ad un ordinamento

giuridico statale assoggettandola alle norme che formano il diritto di quello stato. Si possono avere due cittadinanze e si

può non averne (apolidi), se si perde si può riacquistare. Modalità di acquisto e perdita di cittadinanza dello stato

italiano stabilite da una legge del 1912.

1. Diritto di sangue = ovunque nasca figlio di madre o padre italiano.

2. Diritto di suolo = chi nasce in Italia da genitori apolidi o ignoti oppure stranieri che secondo la legge del loro

stato non tramandano la cittadinanza.

3. Per adozione = minore adottato da cittadino italiano.

4. Per matrimonio = coniuge straniero o apolide di un cittadino se ne fa richiesta se si trova in Italia da almeno 6

mesi o dopo 3 anni dal matrimonio.

5. Beneficio di legge = straniero o apolide che ne fa richiesta con genitore o nonno italiano per diritto di sangue o

suolo in caso di servizio militare in Italia, impiego alle dipendenze dello stato, risiede in Italia da 2 anni dai 18

anni, straniero nato in Italia che ha sempre vissuto qui fino ai 18 anni.

6. Naturalizzazione = straniero o apolide che ha la residenza in Italia da un certo periodo e che ha svolto eminenti

servizi all'Italia.

Perdita.

1. Assunzione di impiego pubblico, carica pubblica o svolgimento servizio militare per un altro stato e non ha

obbedito all'intimidazione del governo italiano di abbandonarli.

2. Chi ha una cittadinanza straniera, vive all'estero e rinuncia a quella italiana.

Sesso = opera come segno di identificazione di un soggetto all'interno della vita di relazione. Il sesso è indicato nel

registro dello stato civile e può operare anche come criterio di applicazione o non applicazione di determinati

trattamenti giuridici purché non discriminatori. È ammesso un cambio di sesso quando quello fisico-fisiologico non

corrisponde a quello psichico, mutamenti ammessi con autorizzazione del tribunale dal 1982.

Atti e registri dello stato civile = esigenza di rendere l'esistenza dell'individuo e gli elementi che lo identificano certi e

facilmente conoscibili è importante sia per l'individuo stesso che per la società. Gli atti dello stato civile risultano da

appositi registri (registri dello stato civile) conservati in ogni comune e chiunque li può liberamente consultare o

ottenere estratti e certificati = di nascita (nome, sesso e genitori) – di matrimonio – di morte e di cittadinanza. Legge

attribuisce agli atti dello stato civile un particolare valore quanto provano l'esistenza e la verità dei fatti documentati e

ciò che risulta da essi non può essere smentiti se non in casi estremi → con querela di falso. Quando determinate

vicende intervenute nel corso del tempo hanno inciso su qualità del soggetto riportate sul registro possono essere fatte

delle annotazioni a margine.

Fine della persona fisica = morte → fatto da cui derivano importanti conseguenze giuridiche e per questo è necessario

stabilire con certezza il momento della morte → cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo. Dopo la morte

una persona cessa di essere soggetto del diritto. Condizioni diverse dalla morte accertata che richiedono un appropriato

trattamento giuridico.

Scomparsa = situazione della persona che si è allontanata dalla residenza o domicilio senza che se ne abbiano

 più sue notizie. Se non ha già un rappresentata il tribunale nomina un curatore dello scomparso che lo

rappresenta nel compimento degli atti necessari.

Assenza = dopo due anni dalla scomparsa, dichiarata dal tribunale su richiesta di chi ha titolo a succedervi. Gli

 eredi ereditano (con testamento o senza) ma se la persona torna bisogna restituire i beni.

Morte presunta = dichiarata dal tribunale dopo 10 anni dall'ultima notizia (o dopo 2 o 3 se lo scomparso è

 coinvolto in situazioni belliche o incidenti) e gli effetti sono gli stessi della morte.

Organizzazioni.

Sono soggetti del diritto dotati di capacità giuridica che però non ricopre tutte le situazioni e le relazioni a cui si estende

quella delle persone, rimangono escluse le situazioni che presuppongono la qualità di individuo umano = atti personali e

familiari. Dal 2001 le organizzazioni rispondono per i reati commessi dai loro rappresentanti = incorrono nella

responsabilità penale ma solo pene pecuniarie e interdittive (sospensione attività). Non bisogna dimenticare però che

dietro alle organizzazioni ci sono persone fisiche e per questo spesso vengono applicate ad esse norma che si riferiscono

alla persona umana (onore, reputazione..); alcuni diritti della personalità infatti possono essere applicati alle

organizzazioni anche se riguardano attributi della persona umana. Le organizzazioni devono essere identificate e

collegate ad un determinato luogo ed ordinamento → denominazione, sede e nazionalità (leggi a cui è soggetta).

L'organizzazione agisce attraverso i suoi organi formati da persone fisiche che agiscono e prendono decisioni per

l'organizzazione stessa i cui effetti gravano sull'organizzazione; le decisioni si chiamano deliberazioni e vengono prese

attraverso il voto (atto con cui ciascun componente dell'organo esprime la propria volontà) → principio di maggioranza.

Le organizzazioni agiscono quindi attraverso organi che possono essere collegiali o individuali. L'organizzazione si crea

con un atto fatto dalle persone fisiche = atto costitutivo ed insieme ad esso viene firmato = statuto (contiene le regole

dell'organizzazione stessa. Secondo la loro struttura, le loro finalità e il modo in cui sono regolate dalle norme le si

distinguono in diverse organizzazioni.

Pubbliche = si occupano dell'interesse pubblico e della realizzazione dello stesso. Delle loro strutture e del loro

 funzionamento si occupa il diritto pubblico e soprattutto quello amministrativo. Hanno sempre capacità

giuridica per definizione, la legge gli attribuisci vantaggi e privilegi ma in caso di cattiva amministrazione

l'amministratore di un ente pubblico incorre a maggiori rischi penali rispetto a quello di un'organizzazione

privata.

Private = si occupano di interessi individuali che l'organizzazione mira a realizzare. Si individuano in via

 residuale.

→ Come identificare un'organizzazione pubblica o privata? Non vi sono valori assoluti, interessi perseguiti possono

essere sia pubblici che privati, possono esserci organizzazioni private con scopi di interesse pubblico, ci sono

organizzazioni pubbliche senza poteri di imperio, enti pubblici sottoposti a diversi controlli ma anche alcuni privati che

hanno interessi pubblici, sia enti pubblici che privati possono ricevere mezzi patrimoniali dallo stato o da altri enti

pubblici. Il criterio generale può essere solo quello normativo = enti pubblici quelli a cui le norme attribuiscono una

condizione giuridica di quel genere. Sia gli enti pubblici che privati hanno capacità di diritto privato ma solo quelli

pubblici hanno capacità di diritto pubblico, nell'esercizio delle loro capacità di diritto privato, gli enti pubblici possono

creare organizzazioni di tipo privato.

Associative = sono considerati strumenti al servizio delle persone le quali mantengono un alto grado potere ed

 incisione su di esse = alto grado di dominio e controllo delle persone che la creano.

Non associative = distacco marcato dal fondatore, si sottraggono alla sua influenza e vivono vita propria →

 fondazioni.

No-profit = non perseguono lo scopo di lucro ma hanno fini religiosi, morali, culturali e politici.

 For-profit = perseguono lo scopo di lucro = ricavare guadagni dall'attività. Legislatore spesso impone o

 prevede organizzazioni di non profitto in relazioni a specifiche materie o attività e la diffusione di esse ha

spinto il legislatore ad attribuigli diverse agevolazioni soprattutto fiscali.

Personalità giuridica = le organizzazioni possono avere o no personalità giuridica, hanno personalità giuridica le

associazioni riconosciute (società di capitali) e non ce l'hanno quelle non riconosciute (società di persone). La differenza

si sa sull'autonomia patrimoniale, cioè il grado di autonomia dell'organizzazione dalle persone che l'hanno istituita =

patrimonio delle organizzazioni è autonomo da quello delle persone che l'hanno costituita. L'autonomia può essere

perfetta → organizzazioni con personalità giuridica (vicende delle organizzazioni incidono solo sul patrimonio

del''organizzazione); autonomia patrimoniale imperfetta → organizzazioni senza personalità giuridica (vicende

dell'organizzazione possono intaccare il patrimonio delle persone fisiche in modo più o meno marcato). La personalità

giuridica può quindi essere considerata un privilegio ed ha finalità pratiche → incoraggiare l'esercizio di attività ed

iniziative rischiose per il singolo ma socialmente utili.

Modi di acquisto della personalità giuridica.

Persona giuridica pubblico = legge che ne prevede la creazione e ne disciplini la struttura e funzionamento.

 Persone giuridiche private = associazioni for-profit personalità giuridica acquisita quasi automaticamente →

 adempimento di una formalità pubblicitaria = iscrizione registro delle imprese. Associazioni no-profit

procedimento più complicato→ devono essere riconosciute dall'autorità competente (regione o prefettura) e

viene accordata su 3 elementi che devono essere verificati = condizioni normative dello statuto soddisfatte,

scopo possibile e lecito, patrimonio adeguato.

Dall'idea liberale le associazioni no-profit sono viste con meno simpatia di quelle for-profit poiché la ricerca del profitto

era l'unico scopo possibile con gli interessi della società inoltre, lo stato liberale era ostile nei confronti dei corpi

intermedi tra stato e cittadini. Diverso atteggiamento = diverso trattamento giuridico.

→Separati i luoghi della disciplina = fondazioni e associazioni 1° libro, società 5° libro.

→Acquisto della personalità giuridica = no-profit controlli specifici fatti dall'autorità.

→Controllo su certi atti delle organizzazioni = art. 17 = no acquisto di immobili, no donazioni ed eredità senza

autorizzazione amministrativa.

Oggi la situazione è diversa, Costituzione tutela e valorizza le comunità intermedie = art. 18; garanzie alle

organizzazioni religiose (art. 20); organizzazioni educative, scientifiche e culturali (art.33); organizzazioni sindacali e

politiche (art-.39-40). Nel 1997 abrogato art. 17 e vengono riconosciute procedure più semplici ed escluso il controllo di

merito nel 2000.

Associazione = no scopo di profitto, nascono per effetto di un accordo tra persone e viene redatto lo statuto; atto

costitutivo ha efficacia giuridica in tutte le forme ma se si vuole personalità giuridica deve essere un atto pubblico:

associazioni riconosciute sono sottoposte ad un regime di pubblicità (registro delle persone giuridiche); agiscono

attraverso gli organi → assemblea degli associati = deliberazioni su atti principali, nomina amministratori, bilancio,

modifiche statuto e atto costitutivo e scioglimento associazione; amministratori = atti necessari al funzionamento

quotidiano dell'associazione.

I mezzi economici dell'associazione formati dai contributi degli associati costituiscono il suo patrimonio,sono le quote

versate da ogni associato e quando se ne va non la riceve indietro (nella società si) = fondo perduto. L'organizzazione

può cessare di esistere attraverso l'estinzione e l'associazione è posta in liquidazione quando l'estinzione è dichiarata

dall'autorità amministrativa ed essa non può compiere nuove operazioni al di fuori della liquidazione del patrimonio per

pagare i debiti, se avanzano beni devoluti secondo quanto stabilito o per decisione dell'assemblea se no vanno ad

organizzazioni con scopi simili. Principio della libertà dell'associazione = poteri pubblici devono rispettare l'autonomia

delle organizzazioni e la libertà associativa dei privati ma bisogna conciliare ciò con l'evitare che vengano violati diritti

dei singoli associati → giudice può annullare le deliberazioni contrarie allo statuto e all'atto costituente su richiesta di

un associato, di un organo o di un ente pubblico ma no controllo di merito. Secondo l'art. 24 una persona non può essere

esclusa dall'associazione se non per comportamento contrario allo statuto o perché non ha versato la quota, l'escluso può

fare ricorso al giudice entro 6 mesi.

Associazioni non riconosciute = si soggetti del diritto ma non è persona giuridica → no controlli pubblici, no autonomia

patrimoniale perfetta e no soggette a pubblicità. Prima erano discriminate da quelle riconosciute = art. 17 ora abrogato.

Associazioni illecite = associazioni pericolose, dannose per la società e sono proibite dall'art. 18 della Costituzione che

considera illecite → associazioni criminali (finalità vietate dal diritto penale); associazioni politico-militare (finalità

politiche con azioni militari, stato democratico = competizione politica pacifica); associazioni segrete (stato

democratico = vita sociale svolta in modo trasparente).

Fondazioni = organizzazioni create da uno o più soggetti per perseguire un fine socialmente rilevato e a ciò è destinato

il patrimonio investito dai soggetti e le sue rendite. Si possono costituire mediante atti tra vivi (atto pubblico e nasce

subito) o con atto a causa di morte (dopo la morte del testatore). Fondazione possono ottenere la personalità giuridica

nello stesso mode delle associazioni. Si distingue dall'associazione perché la prima persegue gli interessi dei fondatori

mentre le finalità esterne delle fondazioni non si identificano con gli scopi dei costituenti, essi hanno meno poteri di

azione e decisione e la fondazione è autonoma dal momento in cui inizia la sua attività e non può neanche più essere

revocato l'atto di fondazione inoltre gli interventi dell'autorità amministrativa sono meno penetranti. Cause di estinzione

solo di due tipi → scopo raggiunto o diventato impossibile o si verificano le cause di estinzione previste dall'atto

costitutivo.

Comitati = fondazioni non riconosciute create per raccogliere fondi da destinare a finalità di interesse generale, i

comitati non hanno personalità giuridica e devono sottostare al vincolo di destinazione e rispondono della

conservazione dei fondi raccolti e per esso vale il principio di autonomia patrimoniale imperfetta. Se il comitato chiede

il riconoscimento = fondazione.

Società = organizzazioni create da soggetti con interessi e scopi comuni, sono enti riconosciuti a scopo di profitto →

autonomia patrimoniale perfetta, sono persone giuridiche e la loro disciplina è nel 5° libro.

DIRITTI DELLA PERSONALITÀ’.

I soggetti del diritto possono avere diritti ma non è detto che effettivamente li abbiano, i diritti della personalità sono

una categoria di diritti che tutti hanno, l'oggetto di questi diritti sono i valori della persona; non sono diritti patrimoniali,

sono diritti assoluti indisponibili ed imprescrittibili = nuovi beni, in passato erano poco considerati dal diritto privato →

assimilato agli interessi patrimoniali. I rimedi legali per la protezione di questi diritti appartengono al diritto pubblico,

al diritto penale (norme contro il comportamento lesivo) e al diritto amministrativo (sulla sicurezza del lavoro e sugli

interventi del garante della privacy). Strumenti e rimedi diritto privato = risarcimento del danno – inibitoria –

pubblicazione della sentenza – rettifica che la vittima ha il diritto di diffondere (sullo stesso mezzo che ha offeso) –

invalidità di atti di disposizione (atti con cui la persona prende impegni che ledano i suoi diritti della personalità).

Fonti dei diritti della personalità→ Costituzione, CEDU, giurisprudenza, codice civile.

Diritti di libertà = diritto inviolabile dell'uomo → art. 2 Costituzione e comprende: libertà personale, inviolabilità di

domicilio e corrispondenza, di movimento, di riunione, di associazione, di professione religiosa, di pensiero…. Art. 13 a

21 Cost. e anche altri. I diritti di libertà però possono essere violati e per questo non sono validi gli atti con cui il

soggetto assume obblighi in contrasto con la sua libertà fondamentale e secondo norme di diritto privato fatti e atti che

pregiudicano libertà altrui sono illeciti e abilitano la vittima a chiedere il risarcimento del danno e altri rimedi.

Diritto all'integrità fisica = art. 32 Costituzione, diritto alla salute → interesse sia individuale che collettivo. Concetto

di salute comprende sia l'integrità fisica che psichica. L'integrità fisica può essere minacciata da decisioni della persona

stessa e per questo l'art. 5 protegge il diritto anche dal suo titolare → atti di disposizione del proprio corpo = vietati

quando cagionano una diminuzione permanente dell'integrità fisica, consentiti quando conseguenze sono meno gravi e

disciplinati con norme in casi più seri ma consentiti = atti basati sulla volontà ma a titolo gratuito. Trattamento capace di

incidere l'integrità fisica lecito solo quando necessario ma solo con consenso del paziente.

Quando gli organi destinati al trapianto sono di un defunto ci sono meno limiti ma bisogna rispettare la volontà

dell'interessato o dei suoi famigliari → legge del 1999 prelievo organi dal defunto solo dopo una rigorosa procedura di

accertamento della morte, se il prelievo non contrasta con la volontà dell'interessato e a titolo gratuito. Diritto alla salute

protetto anche da aggressioni esterne = chi causa lesioni ad un altro soggetto deve risarcire secondo le regole della

responsabilità civile.

Danno biologico = tutela delle lesioni esterne che danneggiano una persona → danno alla persona, concetto ampio in

cui rientrano danni differenti = patrimoniale (spese documentate), esistenziale (1/3 del biologico) e biologico. Quando si

viene danneggiati sia per dolo che per colpa si ha diritto al risarcimento (diritto soggettivo assoluto). Il danno biologico

è la menomazione psico-fisica provocata dal fatto illecito e dal 1970 esso viene risarcito → no nel codice ma in leggi

speciali. Per stabilire il risarcimento si prendono in considerazione diversi parametri → attività che svolgeva, età e

gravità della lesione = sistema equitativo → art. 1226 se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare è

liquidato dal giudice con valutazione equitativo (obbligazioni in generale) – art. 2056 danno quantificato in base all'art.

1223 – 1226 – 1227 (riguarda l'atto illecito). Inizialmente tutti i giudici davano un risarcimento diverso diverso poiché

decideva equamente ma in modo autonomo e quindi furono redatte della tabelle molto simili = età e grado di invalidità;

riferimento normativo solo per i micro-permanenti (sotto il 16%). Fino agli anni 90 si distingueva il danno morale

(sofferenza intrinseca) da quello esistenziale (impossibilità di svolgere la stessa vita). Non è disciplinato nel codice

civile.

Diritto al nome = diritto al nome tutelato in caso di usurpazione del nome e contestazione del nome e lo pseudonimo

→ art 7. Titolare del diritto violato può chiedere in giudizio i seguenti rimedi.

1. Inibitoria → giudice ordina di cessare comportamenti lesivi.

2. Pubblicazione della decisione su uno o più giornali.

3. Risarcimento del danno.

Diritto all'immagine = persona danneggiata dagli usi che un altro soggetto fa della sua immagine, diritto tutelato dal

codice civile (art. 10) e dalle leggi sul diritto d'autore (art. 96-97-98).

Sempre vietata la pubblicazione di immagine altrui quando ne pregiudica l'onore, la reputazione e il decoro

 della persona ripresa.

Ammessa la pubblicazione di immagine altrui solo quando si tratta di una persona nota, per necessità di

 giustizia o polizia, per scopi scientifici, didattici e culturali. È ammessa anche quando l'immagine è stata presa

da eventi pubblici e quando c'è il consenso della persona stessa o dai suoi familiari.

→ Quando non vengono rispettati questi limiti: inibitoria e risarcimento del danno.

Diritto all'onore = diritto che ciascun altro si astenga dall'enunciare e diffondere fatti e giudizi capaci di offenderlo nel

suo onore e reputazione. La tutela giuridica non presuppone che i fatti offensivi siano falsi o infondati, anche se sono

veri e fondati possono scattare meccanismi di protezione dell'offeso.

La sua fonte principale è il codice penale e le norme dello stesso che puniscono i reati di ingiuria e diffamazione (art.

594 – 595), individuare i confini di tutela del diritto all'onore è complicato soprattutto nel caso dell'attività giornalistica

(diritto di cronaca) e l'attività politica. In sede civilistica si chiede il risarcimento ed in sede penale se ne occupa la

disciplina di ingiuria (offesa nei confronti di una persona presente) e diffamazione (offesa nei confronti di una persona

non presenta ed è punito più severamente). Art. 596 codice penale→ il colpevole di diffamazione di ingiuria non può

provare a sua discolpa la verità del fatto attribuito all'offeso ma le parti possono accordarsi prima della sentenza e

deferire ad un giudice d'onore il giudizio sulla verità del fatto. Quando l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto

determinato la prova della verità del fatto è sempre ammessa nel procedimento penale se la persona è un pubblico

ufficiale e il fatto attribuito si riferisce nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche, se il fatto attribuito è ancora aperto e

si inizia contro esso un procedimento penale e se il querelante domanda formalmente che il giudizio si estenda ad

accertare la verità del fatto. Se la verità del fatto è provata o se la persona offesa è condannata per il fatto l'autore

dell'imputazione non è punibile se non per gli arti. 594 e 595. La diffamazione viene punita sia che sia dolosa o colposa

e viene tutelata la reputazione sia economica che professionale oltre che a quella morale. La fondatezza del fatto non

giustifica l’offesa perché ciò che conta è l’offesa in sé.

Esistono delle diffamazioni più o meno gravi all’interno dell’ambito generale della diffamazione ed esistono delle

aggravanti = quando vengono considerati fatti determinati e maggiore è il grado di dettaglio più insidiosa è l’offesa e

aumenta anche il grado di credibilità. Molti di quelli che un tempo erano considerati fatti di reati sono stati degradati a

illecito civile = ingiuria, la diffamazione invece continua ad essere considerato reato.

La sede in cui viene tutelato l’onore e la reputazione si é spostata sul pieno civilistico attraverso il risarcimento del

danno ed una sanzione pecuniaria civile cioè condanna al pagamento di una somma di denaro sulla base di una serie di

parametri, somma di denaro che va allo stato. Di fronte ad attività giornalistiche come il diritto di critica che impegna

idee personali e non fatti oggettivi la giurisprudenza si dimostra più permissiva anche sul fatto di valutare la veridicità

poiché è difficile valutare un’opinione, stessa situazione per la satira poiché non viene presentata la verità oggettiva dei

fatti e si è più permissivi sulla continenza formale. L'attività di chi svolge un lavoro per cui occorre la libertà di giudizio

e di critica è un limite al diritto all'onore poiché tale diritto si scontra con il diritto di esprimere la propria opinione (art.

21 Costituzione).

→ Attività politica = art. 68 Cost, 1 comma.

→ Attività giornalistica = diritto di cronaca e di critica.

Gli episodi di lesione all’onore spesso avviene nell’ambito del giornalismo, si scontrano il diritto all’onore e il diritto di

cronaca e di satira, si tratta di diritti di pari rango costituzionale (art.2 e art. 21 Cost.), e in questo caso a partire da una

pronuncia della corte di cassazione del 1984 = decalogo del giornalista, insieme di regole che deve rispettare nel

momento di fare cronica e che lo esenta dalle conseguenze sanzionatorie = verità dei fatti (anche verità putativa, buona

fede del giornalista che dimostra che credeva che fosse la verità ma lo deve dimostrare mostrando le ricerche e le fonti

usate), pertinenza o interesse sociale dell’informazione (fatto della vita privata di un personaggio pubblico anche se

offensivo può essere giustificato dal fatto che abbia un interesse sociale), forma civile dell'esposizione (moderazione

dei toni, equilibrio e misura della scelta delle parole e del linguaggio).

Art. 596 bis codice penale→ se la diffamazione è commesso col mezzo della stampa le disposizioni dell'articolo

precedente si applicano anche al direttore o vice-direttore responsabile, all'editore e allo stampatore per i reati

provveduti negli art. 57, 57 bis e 58 della legge sulla stampa.

Diritto alla riservatezza = difende il riserbo della sfera personale e familiare di ciascun individuo contro due tipi di

aggressione → ingiustificate intromissioni di estranei nella sfera intima della persona e dei suoi luoghi privati = protetto

da diverse norme: inviolabilità di domicilio e norme di diritto del lavoro – difende la persona dalle divulgazioni verso

l'esterno di fatti o elementi della sfera intima anche se non lesivi all'onore. Diritto alla riservatezza contenuto sia nella

Costituzione (art. 2) che nella CEDU (art. 8). Limiti del diritto si hanno in caso di personaggi pubblici ed esigenze

culturali → decisione spetta al giudice. Deriva dal diritto all'immagine.

Diritto alla privacy = codice della privacy (decreto legislativo del 2003 a seguito della legge del 1996) che tutela i dati

personali contenuti nelle banche dati e garantisce che essa operi nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della

dignità delle persone → organo pubblico con il compito di rendere concreta tale garanzia (garante per la protezione dei

dati personali), obbliga i titolari delle banche a notificare la loro esistenza al garante ed a rispettare le norme stabilite per

il trattamento dei dati, regole più rigorose per i dati sensibili, modalità particolari per il trattamento dei dati da parte di

medici e giornalisti per evitare intralci nell'esercizio della professione.

Diritto all'identità personale = diritto della persona di non vedersi attribuire pubblicamente qualifiche, comportamenti

ed opinioni non vere da falsare la propria immagine sociale → creazione della giurisprudenza = collocare una persona

sotto una falsa luce. Deriva dal diritto all'immagine e dal diritto all'onore e alla reputazione. Primo riconoscimento si ha

in cassazione nel 1985 per il caso Veronesi, argomentazione = art. 7 e art. 2 Cost.

CONTRATTO.

È tra gli istituti più importanti del diritto privato e si collega → obbligazioni, proprietà e uso dei beni, circolazione

giuridica e all'attività giuridica.

Art 1321 → il contratto è l'accordo tra due o più parti per costituire, regolare ed estinguere tra loro un rapporto

giuridico patrimoniale.

Nature principali del contratto = atto negoziale (volontà fondamentale) – atto bilaterale (accordo fondamentale) – atto

patrimoniale (incide sulle situazioni patrimoniali, crea obbligazioni patrimoniali).

Atti unilaterali = si formano e producono effetti giuridici in base alla volontà di una sola parte e non richiedono

l'accordo con nessun'altra parte. Sono unilaterali gli atti che incidono esclusivamente su situazioni giuridiche dell'autore

ma anche quegli che incidono su situazioni altrui ma non sono vincolanti → testamento. Vi sono anche atti che incidono

in modo pesante su situazioni giuridiche altrui → recesso unilaterale = scioglie il contratto cancellando le situazioni

giuridiche dallo stesso create per entrambe le parti → solo se autorizzato preventivamente da altre parti o se è

giustificato da interessi coinvolti nel contratto.

Classificazione = il contratto è una categoria ampia ed eterogenea ma tutti i contratti hanno elementi in comune. I

contratti sono suddivisibili in diverse categorie e vi sono due modi di classificazione.

Per tipi → si basa sul modello di operazione giuridico economica che il contratto realizza.

✗ Per categorie → distingue i contratti in base alle caratteristiche significative.

Contratto bilaterale = fatto da due parti.

Contratto plurilaterale = fatto da più parti.

Plurilaterale con comunione di scopo → prestazioni di ciascuna delle parti sono dirette al conseguimento di

✗ uno scopo comune = contratti associativi.

Plurilaterale senza comunione di scopo → prestazioni non dirette ad uno scopo comune = cessione del credito.

Disciplina del contratto.

Generale = si applica a qualsiasi contratto a prescindere dal tipo a cui appartiene.

✗ Dei singoli contratti = si applica solo ai contratti del tipo corrispondente.

→ Ad ogni contratto si possono applicare entrambe le discipline ma se un concetto è regolato da entrambe si applica il

principio della specialità.

Formazione.

Il contratto inizia a produrre i suoi effetti nel momento della sua conclusione cioè nel momento iniziale del contratto,

quando si è formato. Il contratto si considera concluso quando le parti raggiungono l'accordo→ sapere se è formato

implica una qualificazione di comportamenti umani in quanto la formazione del contratto implica una serie di

comportamenti che devono risultare conformi al modello stabilito dalle norme se no non può considerarsi concluso.

Gli schemi legali per la formazione del contratto possono essere diversi a seconda dell'ordinamento ma in uno stesso

ordinamento possono esserci diversi schemi.

Schema base→ regola in generale la formazione del contratto.

✗ Schema particolare→ regola la formazione di una determinata classe di contratti.

Uno dei concetti centrali in materia di contratti è quello di dichiarazione contrattuale che è la manifestazione esplicita

della volontà di fare contratto, i diversi schemi di formazione coincidono con i diversi modi di rendere manifesta tale

volontà e dunque come fare dichiarazioni contrattuali.

Dichiarazioni ricettizie→ dichiarazioni di volontà emessa da una parte del procedimento contrattuale e che

✗ sono normalmente dirette ad una persona determinata. Per la produzione degli atti non basta che sia emessa la

dichiarazione ma che arrivi a conoscenza del destinatario.

Dichiarazione non ricettizie→ non sono indirizzate ad un destinatario e gli atti e i loro effetti si producono

✗ indipendentemente dalla conoscenza che altri soggetti abbiano della dichiarazione = testamento.

Schema base.

Il contratto si considera formato nel momento e nel luogo della firma, il problema si complica se le parti contrattano a

distanza. La legge semplifica questi casi individuando le due componenti principali dell'accordo contrattuale =

proposta→ proponente propone il contratto – accettazione→ controparte oblata accetta la proposta.

→ Contratto concluso nel momento in cui il proponente viene a conoscenza dell'accettazione = può essere considerata

come una dichiarazione ricettizia. Il contratto si conclude solo se l'accettazione è conforme alla proposta se no→ nuova

proposta.

L'accettazione deve giungere nel termine indicato dal proponente stesso o in quello necessario in base alla natura

dell'affare o agli usi.

Accettazione tardiva = quando nonostante l'arrivo dell'accettazione il proponente non per sua colpa si è trovato

nell'impossibilità di conoscerla. Proponente può ritenerla efficace ma deve comunicarlo immediatamente all'accettante.

Schema particolare.

1. Contratto formato con esecuzione→ richiedono di essere eseguiti senza una preventiva accettazione

comunicata al proponente = o perché richiesto dal proponente o per la natura e gli usi riguardanti la natura

dell'affare. In questo caso il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio la prestazione

richiesta.

→ Schema = proposta + inizio dell'esecuzione della prestazione.

2. Contratto formato mediante proposta non rifiutata→ quando il proponente propone all'oblato un contratto che

porta obbligazione solo a carico del proponente e un vantaggio all'oblato = contratti con obbligazione solo del

proponente → fideiussione, opzione, prelazione. Il contratto si crea con la sola presenza della proposta senza

rifiuto dell'oblato.

→ Schema = proposta + mancato rifiuto.

3. Contratti formati con consegna della cosa→ implicano la consegna.

→ Contratti consensuali = consegna non necessaria perla formazione del contratto ma costituisce l'esecuzione del

contratto già formato. Per la creazione del contratto è necessario solo l'accordo tra le parti.

→ Contratti reali = schema della formazione necessità sia dell'accordo che della consegna della cosa → mutuo,

accomodato.

Contratto aperto = vi è la possibilità che le parti entrino successivamente nel contratto quando è già formato dalle parti

originarie. La particolarità qui non è come si forma il contratto ma come entrano a far parte dello stesso le nuove parti→

la loro adesione consiste nell'accettazione della proposta contenuta nella clausola di apertura del contratto originario. In

base alla clausola l'adesione si può avere in tre modi.

Modalità di adesione fissate dal contratto e l'adesione si deve attenere a quelle.

✗ Non esistono modalità di adesione e la partecipazione dell'aderente si ha quando la sua adesione giunge

✗ all'organo costituito per l'attuazione del contratto.

Se non vi è l'organo l'adesione deve pervenire a tutti i contraenti originari.

Offerta al pubblico = particolare tipo di proposta che ha la caratteristica di essere indirizzata non ad una persona

determinata ma ad una collettività indeterminata di possibili destinatari → esposizione in vetrina dei prodotti. La regola

generale è che l'offerta al pubblico vale come proposta di contratto e per la formazione basta l'accettazione di un

interessato. Questa regola vale solo se vi sono alcuni presupposti.

Offerta deve contenere gli estremi essenziali del contratto.

✗ Il valore di vera proposta non deve essere escluso dalla circostanza ed usi.

→ In alcuni casi si ha l'invito a proporre.

Vicende della formazione del contratto.

Morte o incapacità sopravvenuta = se il proponente o l'accettante muore o diventa legalmente incapace dopo la

conclusione del contratto esso si considera formato e se ne occuperà l'erede o il rappresentante legale. Se l'evento si

verifica prima della formazione la regola generale è che la proposta e l'accettazione perdono efficacia→ procedimento

di formazione si interrompe. Eccezioni.

Proposta irrevocabile = sopravvive agli eventi che colpiscono l'autore.

✗ Se dichiarante è imprenditore = contratti relativi all'impresa solo legati alla stessa, si torna alla regola generale

✗ in caso di piccolo imprenditore o se lo richiedono la natura dell'affare o le circostanze.

Revoca della proposta = in caso di pentimento di una delle parti la legge consente di revocare la dichiarazione con un

atto unilaterale → revoca.

Proposta può essere revocata fino al momento in cui il contratto non si considera concluso → proponente non

✗ può revocarla una volta avvenuta l'accettazione.

→ l'accettazione può essere revocata purché la revoca arrivi a conoscenza del proponente prima dell'accettazione

Proposta irrevocabile → spesso stabilita dalla legge = proposta con obbligazioni solo a carico del proponente

✗ irrevocabile appena giunge a conoscenza dell'oblato. L'irrevocabilità dipende anche da una decisione dello

stesso proponente che si obbliga a mantenere ferma la proposta per un certo tempo → non può revocarla fino

alla scadenza del termine.

Opzione = accordo tra il proponente e l'oblato per cui il proponente si vincola a tenere ferma la sua proposta per un

determinato tempo con gli effetti dell'irrevocabilità = termine stabilito dalle parti o dal giudice. La differenza con la

proposta irrevocabile consiste nel fatto che l'irrevocabilità è un atto unilaterale mentre in questo caso è un accordo tra le

parti. Se il beneficiario accetta il contratto si forma senza che il proponente possa rifiutare = posizione di soggezione

verso l'accettante (diritto potestativo dello stesso); il beneficiarlo può cedere l'opzione ad un terzo.

Prelazione = diritto di essere preferito a tutti a parità di condizioni nella conclusione di un contratto determinato. La

differenza con l'opzione è che può essere esercitata solo se la parte vincolata decide di vendere in quanto il contratto si

conclude con la decisione di chi ha concesso la prelazione e non nel momento dell'accettazione e quindi chi ha concesso

l'opzione è vincolato alla stessa.

Prelazione convenzionale→ nasce per volontà degli interessati, ha efficacia obbligatoria in quanto attribuisce

✗ al titolare della prelazione un diritto di credito non opponibile a terzi.

Prelazione legale→ disposta dalla legge, ha efficacia reale e quindi opponibile a terzi.

Formazione progressiva del contratto.

Di regola il contratto non si conclude finché non si sia raggiunto uno accordo su tutti gli aspetti della trattativa sia

essenziali che secondari.

A volte anche al persistere di qualche punto di disaccordo il contratto si conclude se le parti dichiarano chiaramente che

l'accordo seppur parziale li vincola contrattualmente → contratto si crea con una lacuna che deve essere colmata

successivamente in mancanza anche di un accordo successivo = contratto nullo per indeterminabilità dell'oggetto.

Quando l'accordo parziale non è sufficiente a creare un contratto si da luogo ad una puntuazione → documento scritto

che indica i punti già concordati = non è un contratto ma disattenderlo può creare responsabilità precontrattuale. Il

valore giuridico della puntuazione è rafforzato quando le parti decidono di dargli una veste formale = lettere di intenti→

dichiarazioni scambiate tra le parti che dichiarano di essere d'accordo su alcuni punti e si impegnano a continuare la

trattativa.

Ripetizione = contratto già concluso e valido rifatto in altra forma.

Trattativa e responsabilità precontrattuale.

La legge regola questa fase con un principio generale = buona fede→ le parti devono comportarsi con correttezza (non

fare inganni, minacce o nascondere informazioni essenziali) e lealtà reciproca. La parte che viola questo principio nella

fase precontrattuale incorre nella responsabilità precontrattuale. Secondo la legge incorre nella responsabili

precontrattuale la parte che conosce una causa di invalidità del contratto e non informa la controparte o in caso di

rottura ingiustificata della trattativa → quando è una slealtà = quando la trattativa era in fase avanzata tale da aver

creato affidamento nella conclusione del contratto.

Scorrettezze possono portare = formazione del contratto con condizioni non convenienti alla vittima, non formazione

del contratto deludendo la parte che su di esso faceva affidamento → vittima danneggiata e va risarcita ma solo

l'interesse negativo = danno che deriva dall'aver intrapreso una trattativa poi finita male.

Volontà è manifestazione di volontà.

La volontà delle parti è essenziale per il contratto, la volontà contrattuale diventa giuridicamente rilevante solo se esce

dalla sfera psichica del soggetto e viene manifestata all'esterno con mezzi oggettivi → per concludere il contratto quindi

non basta la volontà ma serve la dichiarazione di volontà. Vi è una dichiarazione di volontà quando la stessa è

manifestata con il linguaggio; si ha manifestazione tacita quando la volontà è manifestata in modi diversi =

comportamento concludente → azioni del soggetto che nel quadro delle circostanze date segnalano chiaramente la sua

volontà contrattuale = in circostanze diverse uno stesso comportamento può avere altri significati. In alcuni contratti la

dichiarazione tacita non è accettata e non sempre il silenzio vale come manifestazione di volontà ma solo in casi

particolari e per ragioni che lo giustificano = tale valore attribuito dalla legge (si concludono per il mancato rifiuto

dell'oblato) o quando è stabilito dalle parti.

Contratti formali.

Nel nostro sistema vale il principio della libertà della forma per il quale la manifestazione di volontà contrattuale non

richiede particolari modalità ma può avvenire con qualunque modalità idonea a comunicarla e a farla comprendere. Tale

principio ha però delle eccezioni.

Contratti non formali→ vale la libertà di forma.

✗ Contratti formali→ la legge richiede che la volontà sia manifestata solo attraverso particolari modalità

✗ espressive stabilite dalla legge.

Principale tipo di forma vincolata è la scrittura, determinati contratti non si possono fare a voce né per comportamennto

concludente ma solo attraverso una dichiarazione di volontà scritta = documenti.

Scrittura privata→ contratti che trasferiscono proprietà di immobili, diritti di godimento di immobili per più di

✗ 9 anni e per quelli delle pubbliche amministrazioni = vale anche se la volontà delle parti è espressa in

documenti diversi e di per se non basta ma deve essere integrata con altri elementi.

Atto pubblico→ forma più complessa e solenne, richiede l'intervento di un notaio o di un pubblico ufficiale.

Funzioni della forma = garantire l'esistenza e il contenuto del contratto (certezza), garantire la protezione del contraente,

rendere possibili i controlli sul contratto previsti nell'interesse pubblico e funzione di pubblicità.

La forma vincolata ha importanza sotto diversi aspetti; senza la forma il contratto no è valido e non produce i suoi

effetti→ forma richiesta “ad substantiam” = per la validità del contratto || quando la legge stabilisce che determinati

contratti devono essere provati per iscritto → forma richiesta “ad probationem” = per la prova, se non è rispettata è più

difficile dare al giudice la prova del contratto (limitazione dei mezzi di prova).

Forme convenzionali = quando una particolare forma della dichiarazione di volontà è richiesta non per legge ma per

accordo tra le parti→ patto sulla forma. Se il patto è fatto per iscritto la legge presume che la forma convenzionale sia

voluta per la validità dell'atto.

Rappresentanza.

È possibile che i contratti siano formati da soggetti che non sono quelli direttamente interessati ai contratti stessi =

sistema della rappresentanza → il contratto è fatto da un soggetto rappresentante ma gli effetti del contratto ricadono su

un altro soggetto che è rappresentato.

Rappresentato = parte sostanziale.

Rappresentante = parte formale.

Nel caso della rappresentanza in buona fede si deve trovare il rappresentante anche se il rappresentato in mala fede non

può giovarsi dello stato di buona fede del rappresentante. Per la validità del contratto è necessario che il contratto stesso

non sia vietato dal rappresentato; il contratto concluso dal rappresentate produce direttamente gli effetti sul

rappresentato alla sola condizione che il rappresentante dichiari alla controparte che in quel contratto agisce per conto

del rappresentato → spedita del nome del rappresentato. Non si ha rappresentanza quando il contratto è concluso da

“nuncios” cioè da uno che opera come strumento usato dall'interessato per manifestare la propria volontà a concludere il

contratto.

La rappresentanza si utilizza si per il compimento di contratti che di atti unilaterali (importante la spedita del nome) e

per ricezione di atti = rappresentanza passiva. Atti personali = rappresentanza non consentita perché atti legati alla

persona.

La rappresentanza è un potere e la norma afferma che tale potere è conferito dalla legge o dall'interessato.

Rappresentanza legale→ potere attribuito dalla legge che stabilisce che il soggetto non può compiere certi atti

✗ e stabilisce come individuare il rappresentante.

Rappresentanza volontaria→ l'interessato decide se farsi sostituire e da chi farsi sostituire, l'atto con cui da il

✗ potere al rappresentante è la procura.

Rappresentanza organica→ soggetto rappresentato non è una persona ma un'organizzazione ed essa non può

✗ fare a meno di essere rappresentata.

Procura = atto con cui l'interessato conferisce volontariamente al rappresentante il potere di rappresentarlo. È un atto

unilaterale perché non richiede l'accettazione del rappresentante e i può definire come un atto non ricettizio perché non

si indirizza propriamente al rappresentante (che comunque deve esserne a conoscenza) ma verso terzi che devono

sapere che il rappresentante opererà in nome dell'interessato. La procura richiede che chi la conferisce abbia capacità

d'agire invece chi riveste il ruolo di rappresentante deve avere capacità naturale. Per la procura è necessari la stessa

forma prevista dalla legge per il tipo di contratto che verrò concluso, se non vi è vincolo di forma è consentita anche la

procura tacita. Il contenuto varia a seconda dei tipi di poteri che si danno al rappresentante→ procura generale (tutta una

categoria di atti) e procura speciale (un atto determinato). Normalmente la procura si inserisce in un rapporto sottostante

tra rappresentato e rappresentante che giustifica la procura stessa. Potere di rappresentanza e rapporto sottostante si

differenziano perché la prima autorizza e non obbliga mentre dal secondo può discendere un obbligo inoltre il rapporto

può continuare a vivere senza procura mentre lo stesso è strumentale alla procura.

Estinzione della procura = venire a meno del rapporto sottostante, morte di una delle due parti, rinuncia del

rappresentate, revoca del rappresentato.

Conflitto di interessi = rappresentante che dovrebbe agire nell'interesse del rappresentato agisce nell'interesse di terzi o

nel suo → se il terzo conosceva o poteva conoscere il conflitto contratto annullabile se no il contratto è valido per

proteggere l'affidamento del terzo.

Contratto con se stesso = il terzo (la controparte del contratto) è il rappresentante stesso, in questo caso il contratto è

sempre annullabile tranne quando il rappresentato aveva autorizzato il rappresentante a contrarre con se stesso e quando

aveva predeterminato il contenuto del contratto in modo tale da escludere la possibilità del conflitto.

Revoca della procura = rappresentato può generalmente revocare o ridurre i poter di rappresentanza già conferiti tranne

che nel caso della procura irrevocabile ma ha l'onere di dare conoscenza ai terzi della nuova situazione. Se non informa

i terzi il contratto che il rappresentante non poteva concludere è valido ma il rappresentato può respingere gli effetti del

contratto provando che il terzo era in mala fede e sapeva che il rappresentante non poteva concludere il contratto.

Rappresentanza senza potere = falso rappresentante che fa un contratto a nome del rappresentato che non era stato

autorizzato a fare; 4 regole generali che disciplinano questa situazione.

1. Inefficacia del contratto.

2. Il rappresentato può ratificare il contratto successivamente con una ratifica (atto unilaterale) con cui si rende

efficace l'atto.

3. Si crea una situazione di incertezza che può essere risolta → falso rappresentante e il terzo sciolgano il

contratto o che il terzo dia un termine al rappresentato in cui deve decidere se ratificare o no.

4. Responsabilità del falso rappresentante verso il terzo = se contratto non ratificato il terzo deve essere risarcito

dal falso rappresentante = tutela dell'affidamento. Responsabilità del falso rappresentante→ responsabilità

precontrattuale.

Rappresentanza apparente = regola che il contratto concluso da un falso rappresentate è sempre inefficace incontra

un'eccezione→ principio di apparenza.

Apparenza dei poteri rappresentativi→ sono presenti indicatori esteriori che danno l'impressione che il falso

✗ rappresentante abbia poteri rappresentativi.

Imputabilità dell'apparenza al preteso rappresentato→ preteso rappresentato abbia concordato a creare o

✗ tollerare l'apparenza.

Affidamento incolpevole del terzo contraente sull'esistenza dei poteri.

→ Tutela dell'affidamento molto forte in quanto rende vincolante un contratto fatto da un soggetto non autorizzato per

suo conto.

Contratto per persona da nominare = contratto in cui il contraente si riserva di comunicare successivamente a

controparte il nome della diversa persona che acquisterà i diritti e assumerà gli obblighi previsti dal contratto. Ha in

comune con la rappresentanza che gli effetti del contratto riguardano un soggetto che non ha partecipato alla formazione

ma si differenzia perché non vi è spedita per concludere il contratto. Se il contraente fa effettivamente dichiarazione di

nomina del vero interessato al contratto gli effetti si producono direttamente nei confronti del nominato e si producono

retroattivamente = dal momento della conclusione del contratto; ciò avviene solo in presenza di 3 condizioni.

Nomina dell'interessato sia tempestiva→ entro i termini previsti dalle parti o entro 3 giorni.

✗ Nomina accompagnata dall'accettazione del nominato o dall'esistenza di una procura anteriore al contratto.

✗ Nomina, accettazione e procura siano fatte nella stessa forma usata per il contratto.

→ Se la nomina non viene fatta o non è valida (non considerati i requisiti) gli effetti si producono sui contraenti

originari.

Elementi del contratto.

Elementi essenziali del contratto = oggetto, accordo, causa e forma.

Oggetto = prestazioni contrattuali, impegni che il contratto mette a carico della parte; deve avere 3 requisiti.

Possibile→ sia dal punto di vista materiale che giuridico.

✗ Determinato o determinabile.

✗ Lecito.

Illiceità della prestazione = liceità elemento importante per il contratto, un contratto è lecito quando è conforme alle

norme imperative, all'ordine pubblico e al buon costume.

→ Norme imperative = limitano la libertà contrattuale delle parti, vietano determinati contratti, determinati contenuti e

ne impongono altri; esse proteggono interessi generali e possono essere di vario tipo ma sono sempre dettagliate e

specifiche. Non possono però prevedere tutto, esistono contratti infatti che vengono disapprovati dall'ordine pubblico

ma non risultano contrari a norme imperative = intervengono quindi ordine pubblico e buon costume.

→ Ordine pubblico = comprende i principi e valori che stanno alla base dell'ordinamento in una determinata fase storica

senza essere enunciati dalla norma imperativa ma devono comunque avere una base normativa.

→ buon costume = regole di comportamento non scritte ma riconosciute come vincolanti secondo la coscienza etica

diffusa nella società e la loro violazione è avvertita come immorale.

Determinatezza dell'oggetto = contratto non può prevedere prestazioni che attribuiscono a una parte vantaggi indefiniti

e all'altra svantaggi indefiniti. Può essere che un contratto abbia oggetto indeterminato ma esso deve essere almeno

determinabile cioè deve esserci la possibilità di riferirsi a criteri o elementi esterni al contratto stesso che permettono di

determinare la prestazione contrattuale → contratto per relationem (in riferimento a..).

Un caso particolare di contratto per relationem è quello in cui la determinazione è costituita dalla successiva decisione

di un terzo a cui le parti si affidano. Il terzo che determina l'oggetto è detto arbitratore e l'operazione affidatagli è

l'arbitraggio; esso può seguire due diversi schemi e se invece non decide e le parti non trovano un sostituto il contratto è

nullo. Equo apprezzamento→ deve valutare e decidere in modo ragionevole, la sua decisione può essere impugnata e

✗ contestata oppure può essere chiesta la rideterminazione da parte di un giudice.

Mero arbitrio del terzo→ le parti lasciano carta bianca al terzo e la decisione si può impugnare solo provando

✗ la mala fede.

Causa del contratto = il contratto determina spostamenti di ricchezza e nel nostro ordinamento è principio

fondamentale che qualsiasi spostamento di ricchezza sia giustificato. La causa del contratto è quindi la ragione

giustificativa degli spostamenti patrimoniali realizzati con il contratto.

Causa astratta→ funzione economico-sociale che il contratto ha nell'ordinamento.

✗ Causa concreta→ interessi specifici che costituiscono la specifica ragione giustificativa di quel determinato

✗ contratto.

In caso di mancanza della causa il contratto non produce effetti e vanno cancellati con il rimedio della nulllità.

Negozio astratto = negozio che non indica la causa, in Italia non sono ammissibili = principio dell'inammissibilità del

negozio astratto rivolto a traferire diritti.

Illiceità della causa = causa esiste ma è illecita.

Motivi del contratto = particolari interessi che spingono ciascun contraente a fare il contratto ma sono estranei alla

regione giustificativa del contratto stesso e si distinguono così dalla causa che è un elemento oggettivo e appartiene ad

entrambi le parti; i motivi non accomunano le parti.

Contratti onerosi e gratuiti.

Distinzione per il modo in cui il contratto organizza vantaggi e sacrifici delle parti.

Onerosi→ entrambi sacrificio e vantaggio.

✗ Gratuiti→ uno solo sacrificio e uno solo vantaggio. La causa è la ragione per cui la parte si sacrifica =

✗ generosità, aspettativa di vantaggi indiretti o eventuali.

→ Essenzialmente gratuiti = lo sono per forza se no non sarebbero quei contratti→ donazione.

→ Essenzialmente onerosi = non sono concepibili senza uno scambio di vantaggi e sacrifici→ vendita.

→ Sia gratuiti sia onerosi.

Contratti onerosi = distinzione interna e riguarda il modo in cui il contratto realizza l'interesse delle parti.

Contratti con prestazioni corrispettive (o di scambio)→ vantaggi e sacrifici delle parti sono interdipendenti,

✗ ciascuna parta persegue un proprio scopo diverso da quello dell'altro.

Contratti associativi→ scopo comune perseguito tramite un'organizzazione.

Contratti cumulativi e aleatori.

Classificazione in base al modo in cui le prestazioni contrattuali sono esposte al rischio .

Cumulativi→ prestazione dovute e attese dalle parti sono certe e non determinate dal caso.

✗ Aleatori→ rischio dei contraenti è qualificato, si ha quindi il rischio che un evento incerto incida sulla stessa

✗ esistenza o consistenza della prestazione dovuta e attesa.

→ Aleatori per natura = rischio è una caratteristica essenziale di un certo contratto.

→ Aleatori per volontà delle parti = rischio stabilito dalle parti.

Regolamento contrattuale.

Il contratto è un auto-regolamento degli interessi delle parti.

Il regolamento contrattuale è l'insieme delle regole che il contratto detta alle parti e che esprimono gli impegni e i

risultati legali previsti come sistemazione dei loro interessi. Il regolamento contrattuale non è determinato da un unico

tipo di fonte ma da diverse fonti→ fonti autonome (volontà delle parti) e fonti eteronome (operano a prescindere dalla

volontà e danno luogo all'integrazione del contratto).

Determinare il regolamento contrattuale spetta in prima istanza alle parti del contratto. Le parti determinano prima di

tutto gli elementi essenziali del contratto ovvero gli aspetti del regolamento che definiscono i punti chiave del contratto

stesso (causa ed oggetto almeno nelle linee fondamentali) inoltre determinano spesso anche gli elementi marginali del

regolamento. Le parti inseriscono nel regolamento contrattuale tutte le previsioni opportune per impostare e realizzare

l'operazione nel modo più utile per i propri interessi, queste previsioni con cui definiscono elementi essenziali e non

sono le clausole.

Fonte autonoma = si basa sul principio della libertà contrattuale→ l'ordinamento riconosce alle parti il potere di

conformare i propri rapporti patrimoniali secondo i propri interessi e secondo la propria volontà. La libertà contrattuale

è: libertà di scegliere la controparte con cui contrattare, di determinare il contenuto del contratto, di scegliere il tipo di

contratto e i contratti atipici.

Tipi legali → la legge prevede e disciplina vari tipi di contratto che corrispondono alle principali operazioni

economiche e le più diffuse, essi hanno schemi particolari e si parla di tipi legali.

Contratti tipici o nominati = contratti che corrispondono ai diversi tipi legali.

Contratti misti = contratto nel quale si combinano prestazioni caratteristiche di diversi tipi legali. Quali regole si

applicano?

Criterio dell'assorbimento = si applicano solo regole del tipo che di caso in caso risulta prevalente.

✗ Criterio della combinazione = s ciascuna prestazione tipica si applicano le regole del tipo corrispondente.

→ Si applica prima il primo criterio e quando non si può si applica il secondo.

Contratti collegati = due o più contratti collegati tra loro nel senso che l'esistenza e la funzionalità congiunta di entrambi

sono necessarie per realizzare l'operazione programmata dalle parti. Se uno dei due contratti presenta problemi che ne

mettono in discussione gli effetti vengono messi in discussione anche gli effetti dell'altro.

Contratti atipici o innominati = contratti che non corrispondono a tipi legali e non sono quindi regolati dalla legge.

→ La libertà di fare contratti atipici ha un limite = essi devono essere diretti a realizzare l'interessi meritevoli di tutela e

non devono avere causa o oggetto illecito. A volte il legislatore disciplina un contratto atipico facendolo diventare

tipico.

Qualificazione del contratto = operazione logica con cui di fronte ad una fattispecie di contratto si stabilisce che essa

corrisponde ad uno tipo di contratto piuttosto che ad un altro.

Interpretazione del contratto = operazione logica con cui si attribuisce al testo del contratto il giusto significato, tale

opera è affidata al giudice che deve attenersi ad una serie di criteri legali di interpretazione.

Criteri soggettivi→ accertano la comune interpretazione delle parti, ciò che è stato effettivamente accordato.

→ Criterio del comportamento complessivo delle parti.

→ Criterio dell'interpretazione contestuale = ogni clausola interpretata alla luce delle altre.

Criteri oggettivi→ attribuiscono al contratto il senso più rispondente ai valori di ragionevolezza ed equità.

→ Criterio secondo buona fede = significato attribuito da un contraente corretto e leale.

→ Criterio della conservazione = significato che attribuisce qualche effetto.

→ Criterio dell'interpretazione contra stipulationem = testo predisposto unilateralmente da una parte va inteso in senso

più favorevole all'altra.

→ Regole finali = contratto gratuito inteso nel modo meno gravoso per l'obbligato e quello oneroso in modo che bilanci

gli interessi.

Integrazione del contratto = fenomeno per cui il regolamento contrattuale può essere determinato anche da fonti

eteronome.

→ Art. 1274 → contratto obbliga le parti non solo a quanto stabilito dalle clausole ma anche a tutte le conseguenze che

derivano sulla base della legge, degli usi e dell'equità. La norma allude quindi a delle fonti di integrazione del contratto.

Integrazione suppletiva = la logica è rispettare e favorire le scelte dell'autonomia privata, agevolare gli interessi

✗ delle parti. L'azione suppletiva si basa sul principio di buona fede = funzionale all'autonomia privata.

Integrazione cogente = contrastare le scelte dell'autonomia privata con lo scopo di impedire la realizzazione di

✗ interessi perseguiti dalle parti perché disapprovati dal punto di vista dell'interesse generale.

Agenti che operano all'integrazione→ integrazione legale ed integrazione giudiziale.

Integrazione suppletiva di fonte legale = la norma opera solo in mancanza di patto contrario e sono chiamate suppletive

(suppliscono ad un difetto del contratto) o dispositive (possono disporne o no). Lo stesso ruolo delle norme dispositive

possono svolgerlo anche gli usi = usi normativi → consuetudini (fonti del diritto) e sono obbligatorie || usi contrattuali

→ regole della prassi.

Integrazione suppletiva di fonte giudiziale = regolamento integrato dal giudice in base all'equità contrattuale→ nel

determinare qualche aspetto del regolamento si applica la soluzione più equilibrata alla luce delle caratteristiche del

rapporto contrattuale in presenza delle quali il contratto è stato creato. Nel nostro ordinamento vale il principio per cui i

contratti devono essere equi ed equilibrati. Il giudice non può modificare l'accordo delle parti ma solo supplire ad una

lacuna.

Integrazione cogente = le norme imperative intervengono anche contro l'esistente volontà delle parti, essa soddisfa un

interesse generale che deve prevalere su quello particolare delle parti = parti non possono inserire clausole contro

contrastanti con le norme imperative e per questo sono anche dette norme inderogabili e ciò determina due conseguenze

= cancellazione del contratto oppure esso permane ma con un regolamento diverso da quello concordato, la norma

imperativa prevale sulla clausola. Può accadere che l'interesse generale che si vuole tutelare coincida con quello della

categoria economico-sociale a cui appartiene una parte che si considera quindi maggiormente meritevole di tutela e lo

strumento per la sua protezione sono le norme derogabili solo in un senso → derogabili nel senso più favorevole alla

parte protetta e inderogabili se la deroga va in senso meno vantaggioso per questa.

Restrizione della libertà contrattuale = libertà contrattuale nei limiti imposti dalla legge, restrizioni della libertà

contrattuale: restrizione alla libertà di determinare il contenuto, alla libertà di scelta della controparte e alla libertà di

fare o no un contratto.

Vincolo contrattuale.

Il contratto una volta concluso getta un vincolo sopra le parti le quali non possono più sottrarsi ai suoi effetti e si dice

infatti che il contratto abbia forza di legge tra le parti. Questo vincolo però può essere sciolto in varie ipotesi in

particolare quando il contratto è difettoso ma anche quando non lo è.

Mutuo dissenso = risoluzione convenzionale del contratto, è l'accordo con cui le parti decidono di scioglierlo

cancellandone gli effetti. È a sua volta un contratto ma è diretto ad estinguerne il rapporto giuridico patrimoniale

corrispondente al contratto che si vuole sciogliere.

Recesso unilaterale = atto unilaterale con cui una parte manifesta all'altra la volontà di sciogliere il contratto. Questo

mezzo non è ammesso normalmente perché va contro il vincolo contrattuale. È tuttavia ammesso il recesso

convenzionale cioè quando la possibilità di recesso è previsto da una clausola del contratto stesso. La clausola che

prevede il recesso spesso è accompagnata da una caparra penitenziale→ somma consegnata da una parte all'altra come

corrispettivo del recesso. Conseguenze del recesso.

Contratti ad esecuzione continuata o periodica→ recesso esercitato in ogni momento ma se interviene quando

✗ ci sono prestazioni già eseguite o in corso queste non vengono toccate.

Altri contratti→ recesso fino a quando il contratto non ha avuto principi di esecuzione.

Recessi legali = potere di recedere unilateralmente attribuito direttamente alla legge e non da un accordi tra le parti, la

legge in certe ipotesi ritiene opportuno consentire a un contraente di sciogliere il vincolo contrattuale. Si applica più

spesso ai contratti di durata a tempo indeterminato (parti non hanno stabilito termine) e lo scopo è consentire alle parti

di recuperare la loro libertà da un vincolo a tempo indeterminato. Chi recede deve dare preavviso all'altra parte e il

contratto si scioglie solo quando scade il termine di preavviso. Il recesso senza preavviso = recesso tronco. Si può avere

anche non in casi in di contratti senza scadenza, negli altri casi la legge non sempre mette i contraenti sullo stesso piano

→ la posizione di alcuni soggetti considerata maggiormente meritevole di tutela = disparità di trattamento → recesso

attribuito a solo un contraente – recesso attribuito ad entrambe le parti ma solo una può farlo senza limiti e senza

particolari giustificazioni.

Ius variandi = potere di una parte di modificare unilateralmente l'oggetto del contratto o qualche altro aspetto del

regolamento contrattuale → contro il principio dell'accordo e del vincolo = la legge attribuisce tale possibilità quando

vi è una particolare esigenza di flessibilità del rapporto contrattuale → ius variandi legale che deve comunque essere

limitato rigorosamente dalla legge. Quando non è previsto dalla legge lo ius variandi può essere convenzionale →

previsto da una clausola che deve però porre limiti che tutelano la parte che lo subisce.

Relatività degli effetti del contratto = espressa dalla norma per cui il contratto non produce effetti rispetto ai terzi,

questo principio sta a significare che sul terzo non può gravare lo specifico vincolo creato dal contratto; contratto nbon

può creare obbligazioni a carico di terzi.

Promessa del fatto del terzo = eccezione alla relatività degli effetti del contratto; se A da in locazione a B e vende a C,

C deve rispettare la locazione.

Patto di non alienare = divieto di alienare stabilito per contratto ha affetto solo tra le parti. Gli effetti di questo patto

nascono in due casi = l'inalienabilità risponde ad un apprezzabile interesse della parte a favore della quale è pattuita e se

è contenuta dentro convenienti limiti di tempo.

Contratto a favore di terzo = contratto in cui una parte si obbliga a fare una prestazione in favore di un terzo indicato

dall'altra parte. Parte che si obbliga → promittente, parte che riceve al promessa→ stipulante e il terzo che avrà la

prestazione→ beneficiario. Non si ha un solo vantaggio indiretto del terzo ma si tocca direttamente la sua sfera giuridica

attribuendogli un vero e proprio diritto di credito. Questo contratto può essere accettato o no dal terzo ed esso diventa

debitore del promittente. Il diritto esiste con il contratto e l'adesione del terzo serve solo a renderlo definitivo, prima

dell'adesione lo stipulante può revocare la stipula a suo favore ma dopo no ma si ha un'eccezione→ se la prestazione a

favore del terzo deve farsi dopo la morte dello stipulante può revocarla anche dopo l'adesione. In caso di revoca o

rifiuto la prestazione resta a carico dello stipulante. Interesse del promittente ad obbligarsi verso un terzo trova la base

sul fatto che egli riceve un corrispettivo dallo stipulante ma deve esservi anche un interesse dello stipulante ad attibuire

un diritto al terzo.

Cessione del contratto = A e B stipulano un contratto e poi A cede il contratto ad un terzo C che sostituisce A come

parte del contratto. A→ cedente, B→ ceduto e C→ cessionario. La cessione richiede due presupposti → il contratto

deve essere ceduto quando le prestazioni corrispettive non sono ancora esaurite, è necessario il consenso di tutti e tre.

Non è necessario il consenso del contraente nel caso di cessione legale del contratto cioè nel caso di contratti aziendali e

di locazione della casa coniugale.

La cessione del contratto è un contratto plurilaterale tra tre parti e vi sono tre tipi di rapporti → tra cedente e ceduto

(cedente può essere liberato o no su decisione del ceduto) – tra cessionario e ceduto (ceduto può opporre a cessionario

le eccezioni fondate sul contratto oggetto di cessione ma non quelle basate sul rapporto con il cedente) – tra cedente e

cessionario (cedente deve garantire la validità del contratto ceduto).

Subcontratto = detto anche contratto derivato, parte del contratto fa con una diversa controparte un altro contratto il cui

oggetto si identifica almeno in parte con l'oggetto del primo.

Effetti del contratto.

ffetti del contratto.

Contratto di attribuzione = determinano gli spostamenti patrimoniali tra le parti perché modificano le loro

✗ situazioni giuridiche.

Contratti di accertamento = categoria residuale di contratti che semplicemente si limitano a chiarire le

✗ situazioni esistenti.

Contratti con effetti obbligatori = gli effetti si esauriscono nel generare debiti e crediti.

✗ Contratti con effetti reali = conferiscono o trasferiscono tra le parti diritti reali (vendita) o altri tipi di diritti

✗ (cessione di un credito).

Effetto traslativo del consenso → nei contratti con effetti reali, la produzione degli effetti obbedisce ad un criterio

particolare per il quale i diritti che formano oggetto del contratto si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso

delle parti legittimamente manifestato, dunque nel momento in cui si è concluso il contratto. Il principio dell'effetto

traslativo del consenso può giustificarsi con ragioni economiche → svincolare i trasferimenti della proprietà dalla

consegna fisica delle cose significa assecondare le moderne tendenze alla smaterializzazione della ricchezza e favorire

la possibilità che questa circoli in modo più veloce e intenso. Questo principio serve anche ad individuare con

precisione il momento del passaggio di proprietà del bene trasferito → momento della conclusione del contratto =

importanti per vari fini: cosa distrutta prima di quel momento perdita grava sul venditore se no sul compratore e se la

cosa produce danni a terzi la responsabilità grava su chi ha la proprietà della cosa in quel momento.

Effetto traslativo conosce dei limiti = non riesce ad operare quando non si tratta di un bene determinato poiché la

vendita che riguarda beni non determinati si chiama obbligatoria perché nell'immediato crea solo effetti obbligatori e

non reali.

Cose non determinate dal punto di vista della qualità→ trasferimento si considera non nel momento della

✗ conclusione del contratto ma da quando viene individuata la partita da fronire.

Se si tratta di un bene futuro.

✗ Se si tratta di un bene altrui, non appartiene a chi lo trasferisce.

In altri casi il principio trova limitazioni per scelte di politica legislativa a favore della tutela dell'affidamento e della

sicurezza della circolazione → in connessione con l'operare di mezzi di pubblicità.

Contratti normativi = gli effetti consistono nel definire in via preventiva uno schema di regolamento contrattuale che

dovrà essere recepito in tutta una serie di contratti da concludere in futuro = contratto collettivo di lavoro.

Contratti con effetti istantanei = prestazioni contrattuali si esauriscono in un atto puntualizzato nel tempo.

→ Contratti a esecuzione immediata = prestazioni si attuano immediatamente alla conclusione del contratto.

→ Contratti a esecuzione differita = prestazioni contrattuali si attuano dopo la conclusione del contratto.

Contratti di durata = prestazioni contrattuali si sviluppano nel tempo.

→ Contratti ad esecuzione periodica = prestazioni eseguiti ad intervalli periodici.

Contratti a esecuzione continuata = prestazioni si realizzano in modo non frazionato.

Manovre delle parti sugli effetti = ci sono strumenti con cui le parti, conformando in un certo modo il regolamento

contrattuale possono far si che la produzione degli effetti operi secondo modalità diverse da quelle normali per renderli

più aderenti ai propri obbiettivi, questi strumenti sono→ condizione, contratto preliminare, contratto fiduciario,

simulazione del contratto.

Condizione.

Clausola che subordina gli effetti contrattuali al verificarsi di un avvenimento futuro ed incerto → condizione (clausola)

inserita nel contratto per cui gli effetti dello stesso si verificano solo se si verifica un certo avvenimento.

In relazione al modo in cui la condizione può incidere sugli effetti del contratto si hanno 2 condizioni.

Condizione sospensiva→ condizione che blocca gli effetti del contratto in attesa di vedere se l'evento previsto

✗ si verificherà.

Condizione risolutiva→ condizione che consente l'immediata produzione degli effetti contrattuali ma li farà

✗ venire a meno se l'evento previsto non si verificherà.

Vi sono degli atti a cui è vietato porre condizioni→ actus legitimi, per essi si parla di condizioni legali che indicano

l'evento futuro ed incerto al quale non la volontà delle parti, ma la legge, subordina la produzione degli effetti.

Condizioni possono anche classificarsi in relazione alla natura dell'evento futuro ed incerto.

Potestativa→ verificarsi dell'evento dipende dalla volontà delle parti.

✗ Casuale→ verificarsi dell'evento non dipende dalle parti.

✗ Mista→ verificarsi dell'evento dipende sia dalla volontà delle parti che da circostanze estranee alle stesse.

✗ Meramente potestativa→ verificarsi dell'evento dipende dal solo arbitrio (voglia) di una parte.

Condizioni classificate in base al genere di evento.

Illecita→ condizione risulta contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume ed il suo

✗ inserimento nel contratto va contro interessi generali.

Impossibile→ condizione riferita ad un evento che non può realizzarsi e quindi manca il requisito

✗ dell'incertezza dell'evento. Se la condizione impossibile è sospensiva il contatto è nullo; se è risolutiva gli

effetti del contratto continuano come se non ci fosse clausola (effetti dovrebbero cessare con evento che non si

avrà mai).

Pendenza della condizione→ fase in cui concluso il contratto condizionato permane l'incertezza sul verificarsi o no

dell'evento. Durante la pendenza una parte ha un diritto condizionato = posizione di chi ha ceduto un diritto sotto

condizione sospensiva o di chi ha acquistato un diritto sotto condizione risolutiva || la controparte ha aspettativa di

diritto = posizione di chi ha acquistato un diritto sotto condizione sospensiva o chi ha ceduto un diritto sotto condizione

risolutiva → parte nel primo caso non ha un diritto perché l'acquisto non si è ancora prodotto nel secondo non ha un

diritto perché è stato trasferito ma potrebbe riacquistarlo.

Il titolare di un diritto condizionato può esercitare sullo stesso atti di disposizione (se venduto = stesse condizioni), atti

di amministrazione e di godimento, esso però sapendo che potrebbe perderlo potrebbe farne un uso negligente in modo

da pregiudicare l'aspettativa della controparte che in caso di presenza dell'evento avrebbe un diritto trasformato→ la

legge consente al titolare dell'aspettativa atti conservativi come rimedio nel caso in cui il titolare del diritto condizionato

non si comporti secondo buona fede; altro rimedio→ risarcimento del danno.

Nel caso in cui si determina il mancato avvenimento della condizione per far fallire l'affare = rimedio specifico→

situazione regolata come se la condizione si fosse verificata.

Avveramento della condizione = stato di pendenza si chiude quando la condizione si avvera oppure no. Se la condizione

sospensiva si avvera si producono gli effetti che erano bloccati mentre se si avvera la condizione risolutiva vengono a

meno gli effetti che avevano operato fino a quel momento. I nuovi effetti dell'avveramento operano retroattivamente ma

la retroattività può essere esclusa dalla volontà delle parti o dalla natura del rapporto, nei contratti a esecuzione

periodica o continuata l'avveramento non tocca le prestazioni già eseguite e gli atti di amministrazione compiuti dal

titolare del diritto condizionato rimangono validi.

Termine = clausola che disloca gli effetti contrattuali nel tempo, è diverso dalla condizione perché il giungere del

termine è certo e al massimo può essere incerto quando giungerà. Ci sono due tipi di termini→ termine iniziale che

indica il momento a partire dal quale gli effetti del contratto cominceranno a prodursi = parti già vincolate alla

conclusione del contratto ma ancora no effetti || termine finale che indica il momento a partire dal quale gli effetti

cesseranno. Se il termine non è indicato dalle parti il contratto è considerato a tempo indeterminato ma in determinati

casi il contratto deve avere per forza un termine che quindi sarà fissato dalla legge con norma dispositiva o dal giudice.

Quando la legge non accetta un termine qualsiasi lo decide la stessa con norma imperativa la quale sostituisce il termine

indicato dalle parti→ termine massimo quando per i contratti è prevista una durata eccessiva e termine minimo quando

è opportuno dare una certa stabilità.

Contratto preliminare.

Quello con cui le parti si obbligano a concludere in futuro un determinato contratto del quale hanno già concordato gli

elementi essenziali ma del quale vogliono rimandare gli effetti. Con esso nasce semplicemente l'obbligo di concludere

entro un termine prestabilito il contratto definitivo. Le parti sono chiamate promettente compratore e promittente

venditore. Questo contratto ha solo effetti obbligatori e non reali ma in certi casi si può anche un contratto preliminare

con effetti anticipati→ le parti si accordano affinché alcuni effetti siano anticipati alla conclusione del contratto. Deve

avere la stessa forma del contratto definitivo.

Inadempimento = si ha quando una parte si rifiuta ingiustificatamente di concludere il contratto definitivo.

La controparte può rimediare non solo chiedendo al giudice una condanna di risarcimento del danno ma anche una

sentenza costitutiva che produce gli stessi effetti del contratto definitivo → mezzo di esecuzione in forma specifica.

L'emanazione della sentenza deve rispettare due condizioni = risultato chiesto sia possibile e non escluso dal titolo,

parte che la chiede deve offrire la controprestazione a suo carico.

Contratto fiduciario.

Contratto che combina effetti reali ed effetti obbligatori; una parte trasferisce la proprietà di un bene dall'altra parte e si

obbliga così a gestirlo secondo le direttive del fiduciario. Chi trasferisce il bene si chiama fiduciante e chi lo riceve si

chiama fiduciario. Può servire sia per interesse del fiduciante che del fiduciario. Le conseguenze giuridiche dipendono

dal modello di fiducia a cui si fa riferimento.

Nel nostro ordinament o → = fiducia romanistica = fiduciario acquista la proprietà piena del bene e il fiduciante resta

privo di ogni situazione reale sul bene stesso ha semplicemente dei diritti di credito sul fiduciario su cui gravano

corrispondenti obbligazioni e ciò ha precise conseguenze→ bene può essere aggredito da creditore del fiduciario, se il

fiduciario viola l'impegno con il fiduciante esso può ricorrere alla sentenza costitutiva, fiduciario cede il bene ad un

terzo il fiduciante non può contestare l'acquisto del terzo (no valore reale ma solo obbligatorio→ non opponibile ai

terzi) ma consentito risarcimento.

Fiducia germanistica = fiduciario ha solo la proprietà formale che serve a legittimare nei confronti di terzi le operazioni

che egli compie sul bene nell'interesse del fiduciante. Il fiduciante mantiene la proprietà sostanziale sul bene in quanto

la gestione del bene stesso deve essere funzionale al suo interesse → tutela più forte dell'interesse del fiduciante = può

recuperare il bene al terzo opponendo il patto fiduciario che ha efficacia reale → opponibile a terzi.

Trust = beni costituiti in trust sono intestati al fiduciario il quale deve amministrarli secondo le direttive del fiduciante

nel suo interesse o di qualche altro beneficiario→ non si confondono con il patrimonio del fiduciario.

Simulazione del contratto.

Parti dichiarano di fare un determinato contratto mentre in realtà sono d'accordo che non voglio quel contratto→

intenzione di creare un'apparenza di situazione giuridica diversa da quella che si ha realmente facendo figurare effetti

contrattuali che in realtà non esistono. L'accordo delle parti di non volere il contratto che è stato simulato→ accordo

simulatorio. A seconda dei contenuti dell'accordo simulatorio due tipi di simulazione.

Simulazione assoluta→ parti dichiarano che in luogo del contratto simulato non vogliono nessun contratto→

✗ situazione reale = inesistenza di ogni effetto contrattuale.

Simulazione relativa = parti dichiarano che in luogo del contratto simulato vogliono un contratto diverso

✗ (contratto dissimulato)→ situazione reale = effetti del contratto diversi da quelli apparenti.

La simulazione serve a creare l'apparenza contraria della realtà dunque il contratto simulato viene reso pubblico mentre

la controdichiarazione che è fonte della situazione reale rimane nascosta; le ragioni possono essere lecite o illecite.

Il contratto simulato non produce effetti, quando la simulazione è assoluta si esaurisce in una mancanza di effetti

quando invece è relativa ha effetto il contratto dissimulato = quello realmente voluto. Il contratto dissimulato deve avere

due requisiti → requisiti di sostanza = no ragioni di invalidità e requisiti di forma = osservata la forma richiesta.

Simulazione rispetto ai terzi acquirenti = il problema della simulazione è se deve prevalere l'apparenza o la realtà. In

linea di principio per i terzi vale la realtà però la legge consente a loro di far emergere la situazione reale quando questa

è più vantaggiosa per loro.

Rimedi contrattuali.

Contratto difettoso o problematico = quando presentano dei difetti o problemi che comportano una lesione di qualche

interesse meritevole di tutela, per tutelare tali interessi la legge consente di mettere in discussione il vincolo

contrattuale.

Rimedi contrattuali = diversi meccanismi offerti dalla legge per reagire al difetto o problema che il contratto presenta,

mettendone in discussione gli effetti. Diversi tipi di rimedi contrattuali → nullità, annullamento, risoluzione e

rescissione.

Diversi tipi di classificazione dei rimedi, la prima si basa sul tipo di interesse che il rimedio intende tutelare.

Nullità→ tutela un interesse generale, mette in discussione gli effetti del contratto quando il difetto pregiudica

✗ qualche valore dal punto di vista sociale.

Annullamento, rescissione e risoluzione→ tutela interessi particolari, intervengono quando il difetto pregiudica

✗ gli interessi di uno dei due contraenti.

Seconda classificazione in base al momento in cui si presenta il fattore problematico o difettoso.

Nullità, annullamento e rescissione→ reagiscono contro i difetti originari del contratto, pre esistenti alla

✗ formazione.

Risoluzione→ reagiscono contro i problemi sopravvenuti del contratto il quale nasce regolare.

Invalidità = accomuna i rimedi contro i difetti originari del contratto→ i contratti nulli, annullabili o rescindibili sono

tutti invalidi. Per invalidità si intende la mancanza o il difetto di qualche elemento costitutivo del contratto ovvero di un

requisito, contratto invalido quando qualcosa non va nell'accordo, nella causa, nell'oggetto o nella forma = contratto

viziato. Può portare alla cancellazione degli effetti del contratto e quindi alla sua inefficacia.

Inefficacia = quando il contratto non produce gli effetti che avrebbe forza di produrre, un contratto inefficace può essere

valido per diverse ragioni. A seconda del momento in cui il contratto si manifesta inefficace.

Inefficacia originaria→ non produce effetti dal omento della sua formazione.

✗ Inefficacia sopravvenuta→ contratto inizialmente efficace e poi diventa improduttivo di effetti.

A seconda dell'ambito in cui si manifesta l'efficacia.

Inefficacia assoluta→ contratto non produce effetti ne tra le parti ne verso terzi.

✗ Inefficacia relativa→ produce effetti tra le parti e nella generalità dei terzi ma non versi determinati terzi.

Nullità.

→ Art. 1418→ dichiara le cause di nullità.

Nullità strutturali→ vizi negli elementi essenziali del contratto che fanno si che esso sia incompleto e assurdo.

✗ Nullità politiche→ contratto disapprovato dall'ordinamento politico.

Nullità strutturali = contratto gravemente incompleto (fattispecie manca di qualche elemento) o si presenta come

assurdo (esprime un'operazione insensata e incomprensibile). In questi casi è interesse generale che il contratto non

produca effetti. L'art. 1418 presenta i casi in cui si può considerare nullo, nel caso della nullità strutturale quando:

manca l'accordo, manca la causa, manca l'oggetto oppure è indeterminato – indeterminabile – impossibile, quando si ha

un difetto di forma.

Nullità politiche = contratti disapprovati dall'ordinamento giuridico → contratti illeciti = contrari a norme imperative,

ordine pubblico o buon costume. È illecito quando ha oggetto illecito, causa illecita, condizione illecitaed è fatto per

motivo (attiene alla sfera individuale e di solito è irrilevante ma non quando è comune alle parti) illecito comune da

entrambe le parti.

Contratto in frode legale = quello che costituisce il mezzo per eludere l'applicazione di una norma imperativa. È nullo

quando ha causa illecita→ illecita è la funzione che i contraenti danno al contratto. Le parti possono aggirare il divieto

posto dalla legge facendo un contratto diverso da quello vietato di per se non vietato ma costituito in modo tale da

realizzare il medesimo risultato tipico dell'atto vietato, si può avere anche con un collegamento tra contratti ciascuono

dei quali di per se lecito.

Annullabilità = un contratto è annullato in caso di incapacità di agire e per vizi della volontà (fattori che disturbano o

deviano la formazione della volontà contrattuale di una parte → errore, dolo e violenza). Al di fuori di questi due casi si

ha annullabilità nel caso del rappresentante che fa un contratto con se stesso, nel caso di conflitto di interessi e il

contratto di straordinaria amministrazione fatto da un coniuge su un bene in comunione. Con le cause di annullabilità

l'interesse che viene in gioco è quello di un particolare contraente che è vittima del vizio → esigenza di trovare

equilibrio tra l'interesse del contraente protetto e quello della controparte.

Errore vizio = ignoranza o falsa conoscenza di elementi rilevanti per decidere in merito al contratto → contratto

annullabile perché chi fa un contratto sulla base di un errore fa un affare non conveniente a lui. La legge però tiene

conto anche dell'affidamento della controparte quindi concilia gli interessi in gioco affermando che non tutti gli errori

determinano l'annullabilità, perché sia annullabile l'errore deve essere essenziale e riconoscibile. Si tratta di un errore

che tocca la formazione della volontà.

→ Errore essenziale è di fatto se cade su elementi obbiettivi del contratto = natura del contratto (tipo contrattuale),

oggetto e persona dell'altro contraente; si ha errore di diritto se consiste nella falsa interpretazione di norme che

incidono sulle qualità giuridiche dell'oggetto del contratto e della persona dell'altro contraente. Un errore determinante

del consenso può essere anche non essenziale e anche l'errore sul motivo non porta all'annullamento.

→ Riconoscibilità dell'errore riguarda il fatto che esso sia riconoscibile dall'altro contraente, se non è riconoscibile

prevale il principio dell'affidamento se è riconoscibile il contratto è annullabile.

Errore ostativo = tocca la comunicazione della volontà, essa si forma bene ma viene comunicata male. L'errore può

essere nella dichiarazione o nella trasmissione → stessa disciplina, il contratto si annulla se è essenziale e riconoscibile.

Dolo = inganno nella formazione del contratto, raggiro e menzogna usata contro un contraente per indurlo a fare il

contratto. L'annullabilità del contratto si ha solo in caso di dolo determinante cioè se l'inganno è determinante nella

conclusione del contratto → senza inganno no conclusione. Oltre all'annullamento del contratto si può chiedere anche il

risarcimento.

Dolo omissivo/reticenza = l'inganno consiste nel tacere elementi determinati del contratto e non si ha inganno attivo. La

reticenza equivale al dolo solo se rappresenta una violazione dell'obbligo di buona fede, se non ha gravità tale da potersi

equiparare al dolo si configura con responsabilità extracontrattuale→ risarcimento. Normalmente il dolo avviene da una

parte del contratto ma si può avere anche dolo del terzo→ annullabilità solo se risulta noto alla parte che ne trae

vantaggio.

Dolus bonus = generica esaltazione della qualità del bene offerto → nessuna persona ragionevole decide di fare un

contratto sulla base di questa esaltazione.

Dolo incidente = inganno non tanto grave da risultare decisivo per la conclusione del contratto ma abbastanza grave da

indurre la vittima ad accettare condizioni non conveniente per se → rimedio = risarcimento del danno.

Violenza = minaccia → deve essere inerente al contratto (scopo diretto a forzare la vittima a fare quel contratto), deve

essere ragionevolmente grave (riguardante beni economici e della personalità e deve essere un male notevole → bene

sottoposto a minaccia rilevante e lesione abbastanza grave), deve prospettare un male ingiusto (male causato da

comportamento illecito). Diverso dalla violenza è il timore reverenziale cioè lo stato di soggezione psicologica in cui si

trova una persona di fronte ad un'altra. Violenza può provenire da un terzo ed il contratto è annullabile anche se il

contraente che se ne avvantaggia non ne sapeva nulla.

Rescissione del contratto = rimedio che si applica ai contratti conclusi in circostanze anomale, scatta in presenza di

due requisiti → grave squilibrio economico (elemento interno al contratti) e circostanze anomale in cui il contratto

viene fatto (elemento esterno) = stato di pericolo o di bisogno → sono necessari entrambi. Non si applica ai contratti

aleatori.

Stato di pericolo = quando una parte fa un contratto solo perché costretta dalla necessità di salvare se o altri dal pericolo

di danno grave, necessità creata dal pericolo nota alla controparte e contratto concluso a condizioni inique. Si distingue

dalla violenza perché la minaccia deriva dalla controparte o da un terzo finalizzate alla conclusione del contratto mentre

il pericolo è esterno e la controparte se ne approfitta.

Stato di bisogno = parte fa contratto perché si trova in uno stato di bisogno, controparte se ne approfitta, squilibrio

economico tra le parti.

Differenza tra nullità e annullabilità = nullità protegge interessi generali e l'annullabilità particolari→ differenza di

trattamenti giuridici = modo in cui la legge ritiene di valutare e sistemare gli interessi coinvolti nel contratto.

Nullità scatta in una serie di casi aperti mentre l'annullabilità solo in quelli previsti dalla legge.

Legittimazione ad attivare il rimedio = chi ha il diritto di far valere l'invalidità del contratto. Nullità→ da chiunque ne

abbia interesse (sia entrambi i contraenti che terzi che possono trarne vantaggio) e il giudice può rilevarla d'ufficio –

annullabilità→ solo dalla parte interessata (incapace, chi ha commesso l'errore, chi è stato ingannato, minacciato) =

interesse del contraente. In caso di annullabilità assoluta da chiunque ha interesse nel caso di annullabilità relativa solo

da una delle parti → derivano dalla violazione di norme imperative che tutelano determinate categorie.

Prescrizione del diritto = prescrizione del diritto di invocare l'invalidità. Nullità → diritto imprescrittibile per agevolare

al massimo la scoperta di contratti nulli – annullabilità→ diritto si prescrive in 5 anni che partono dal momento in cui

viene a meno la causa di annullabilità; si prescrive l'azione ma non l'eccezione di annullabilità.

Recupero dei contratti difettosi = convalidare o no i contratti invalidi rendendoli validi. Nullità → non si può

convalidare tranne che nel caso di donazione nulla – annullabilità → può essere convalidato tramite un atto unilaterale

ricettizio che rende il contratto valido e gli fa recuperare i suoi effetti; tale atto può essere fatto solo dalla parte

legittimata a far valere l'annullabilità che deve essere in condizioni di poter concludere validamente il contratto (non ci

deve essere la causa di annullabilità) e deve manifestare la volontà di convalidare il contratto espressamente o

tacitamente. Il contratto in errore può essere salvato se la parte non in errore offre di eseguire il contratto alle condizioni

della parte in errore → mantenimento del contratto ratificato = contratto si salva non per iniziativa della parte

legittimata ad annullare ma per la controparte.

Il contratto nullo non si può convalidare e quindi non si possono recuperare in pienezza tutti i suoi effetti ma è possibile

un recupero di alcuni suoi effetti attraverso la conversione, sulla base di cui il contratto nullo può produrre gli effetti di

un contratto diverso → contratto nullo deve avere i requisiti di sostanza e forma del contratto diverso e deve risultare

che le parti avrebbero voluto un contratto diverso se avessero saputo della nullità del loro contratto.

Nullità parziale del contratto = si elimina dal regolamento la clausola direttamente colpita tuttavia la nullità può

diventare totale e determinare la nullità dell'intero contratto se quella clausola è essenziale per i contraenti. Il contratto

rimane in piedi anche se la clausola nulla è essenziale quando sono sostituite da norme imperative → sostituzione

automatica.

Conseguenze dell'invalidità tra le parti = sia la nullità che l'annullabilità operano retroattivamente → contratto invalido

si considera tale fin dal principio e quindi incapace di produrre effetti dall'inizio. La retroattività può trovare delle

eccezioni.

Conseguenze di invalidità rispetto ai terzi = nullità sempre opponibile ai terzi, opera retroattivamente sia tra le parti che

verso i terzi e la sentenza con cui il giudice dichiara la nullità è la sentenza dichiarativa. L'annullamento è inopponibile

ai terzi cioè opera retroattivamente tra le parti ma non verso i terzi e la sentenza con cui il giudice dichiara l'annullabilità

è la sentenza costitutiva; è opponile a terzi solo quando il terzo è in mala fede, quando ha acquistato a titolo gratuito, se

l'annullamento dipende dalla capacità legale e se l'acquisto del terzo è stato trascritto dopo la domanda giudiziale di

annullamento.

Differenze e analogie tra rescissione e annullabilità.

Analogie → finalizzata alla protezione di interessi particolari, proposta solo dalla parte protetta, soggetta a prescrizione

(un anno), fra le parti gli effetti contrattuali cadono.

Differenze → si prescrive anche l'accezione, non è opponibile ai terzi, non può essere convalidato (analogia con

nullità).

Esiste un mezzo per salvare il contratto rescindibile = parte che ha approfittato può evitare la rescissione proponendo

una modifica del contratto tale da modificare lo squilibrio economico → offerta di riduzione di equità.

Risoluzione del contratto.

Scioglimento del contratto che libera le parti dal vincolo contrattuale generalmente per qualche difetto di funzionamento

che sopravvive dopo la conclusione del contratto = difetti sopravvenuti che non toccano il contratto come atto ma come

rapporto contrattuale.

Cause di risoluzione→ inadempimento (difetto = contraente non riceve la prestazione attesa per causa imputabile

all'altro), impossibilità sopravvenuta della prestazione, eccessiva onerosità sopravvenuta (sopravvenuto squilibrio di

valore tra le prestazioni = contratto svantaggioso per entrambi).

→ Non è l'unico meccanismo che determina lo scioglimento del contratto = mutuo dissenso, recesso unilaterale e

condizione risolutiva.

Un contratto a prestazioni corrispettive svolge il suo ruolo se entrambe le parti lo attuano = ciascun contraente compie

esattamente la propria prestazione e per questo trovano utilità gli strumenti volti a rafforzare l'attuazione del contratto e

se questo è inattuato ci sono strumenti volti a a reagire all'inattuazione e a difendere la vittima.

→ Caparra controfirmato = somma di denaro o quantità di cose fungibili che una parte da all'altra come garanzia. Se la

parte che ha dato la caparra non adempie la perde se invece è l'altra che non adempie deve restituire il doppio.

→ Eccezioni sospensive = strumenti che permettono ad un soggetto che subisce minaccia di non attuazione del

contratto di sospendere a sua volta l'attuazione dello stesso che agiscono nell'immediato ma provvisoriamente.

Eccezioni di inadempimento→ parte è inadempiente l'altra può rifiutarsi di eseguire la sua prestazione.

✗ Caso di mutamento delle condizioni patrimoniali di un contraente → si protegge il contraente da un rischio di

✗ inadempimento, quando vi è un mutamento delle condizioni patrimoniali di un contraente che mettono a

rischio l'esecuzione della prestazione l'altro può sospendere la sua.

→ Casi in cui queste eccezioni non possono essere opposte = clausola solve et repete → il contratto stabilisce che non

possono essere usate quindi prima la controparte adempie e poi chiede la restituzione.

Domanda di inadempimento = chiedere al giudice di condannare l'inadempiente ad eseguire la prestazione. Può

chiedere il risarcimento del danno.

Domanda di risoluzione = non riceva la prestazione ma non farà la sua e se l'ha già fatta chiede la restituzione. Si

scioglie irreversibilmente il contratto→ non si può più cambiare idea. Può chiedere il risarcimento del danno.

Risoluzione giudiziale = risoluzione per inadempimento è una risoluzione giudiziale, viene cioè pronunciata dal giudice

con una sentenza in base alla domande dell'interessato e dopo aver accertato che ne esistono i presupposti finché la

sentenza non è emanata il contratto non è risolto → sentenza costitutiva (incide su una soluzione esistente tra le parti.

Il giudice per concedere la risoluzione deve verificare l'esistenza dell'inadempimento e la gravità dello stesso.

Risoluzione di diritto = in presenza di determinati presupposti si ha risoluzione senza sentenza del giudice.

Clausola risolutiva→ inserita nel contratto dalle parti e prevede che il contratto si risolve se una determinata

✗ obbligazione nascente dal contratto non verrà regolarmente adempiuta.

Termine essenziale→ termine di esecuzione della prestazione scaduto il quale la prestazione non è più utile per

✗ la parte che doveva riceverla.

Diffida da adempiere→ usata per risolvere il contratto senza l'intervento del giudice se il termine è lasciato

✗ scadere dall'inadempiente non è essenziale o se la prestazione è inesatta.

Risoluzione per impossibilità sopravvenuta = il diritto delle obbligazioni dice che la sopravvenuta impossibilità della

prestazione non imputabile al debitore estingue l'obbligazione, nel caso di contratto a prestazione corrispettive la

prestazione dovuta dall'altro contribuente perde giustificazione (si basava sullo scambio) e si estingue, se ha già

eseguito la prestazione gli deve essere restituita. In questo caso gli effetti del contratto vengono a meno e il contratto si

risolve = risoluzione di diritto che può essere accertata dopo dal giudice. Meccanismo trova delle limitazioni per cui il

contratto non si estingue se l'impossibilità si presenta durante la mora del creditore, nel caso di contratto reale avente

per oggetto una cosa determinata poiché se una cosa va distrutta per causa non imputabile a chi sta alienando la cosa e

non può consegnarla all'acquirente (effetto transaltivo del consenso → acquirente diventa proprietario nel momento

della conclusione del contratto e non alla consegna) e nel caso di contratto di trasferimento di cose generiche nel caso in

cui le cose vanno distrutte dopo l'individuazione.

Impossibilità parziale = se chi ha il diritto non ha un apprezzabile interesse a ricevere la prestazione ridotta può recedere

il contratto se no ha diritto alla riduzione della controprestazione.

Impossibilità temporanea = si ha la controprestazione quando la prestazione torna possibile.

Risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta = opera solo per i contratti di durata e si applica quando nel corso

dell'esecuzione del contratto si verificano fatti che alterano notevolmente l'originario equilibrio economico a svantaggio

di una parte→ fatti delle sopravvenienze. È una risoluzione giudiziale, quando la parte onerata chiede la risoluzione

l'altra può evitarla chiedendo la modifica del contratto per riportarlo alle condizioni di equità iniziali. Tale risoluzione

tutela i contratti contro i rischi imprevedibili e quindi non vale per quelli aleatori.

→ Parte svantaggiata dalle sopravvenienze può chiedere la risoluzione ma esse devono essere = successive alla

conclusione del contratto, anteriori all'esecuzione del contratto, oggettive ed esterne, straordinarie ed imprevedibili.

→ Quando le sopravvenienza determinano squilibrio economico esso può derivare per onerosità diretta = aumento del

costo della prestazione da compiere o onerosità indiretta = diminuzione del costo della prestazione attesa. Ciò che conta

è che il contratto sia squilibrato rispetto all'origine e che lo squilibrio abbia una certa consistenza.

Conseguenze della risoluzione = scioglimento dei rapporti contrattuali, gli effetti vengono a meno. Porta alla

liberazione degli impegni contrattuali e alla restituzione delle prestazioni eseguite. Non è retroattiva e quindi non

pregiudica i diritti acquistati in precedenza dai terzi

Risoluzione dei contratti plurilaterali = inadempimento o impossibilità riguardano la prestazione di una sola parte ne

determina la risoluzione dell'intero contratto solo se la prestazione mancata è essenziale.

Esigenza di stabilità di un contratto = quando si manifestano problemi o difficoltà che ostacolano il buon funzionamento

del rapporto contrattuale il rimedio tipico previsto dal sistema giuridico è la risoluzione. Tuttavia non sempre la

cancellazione degli effetti del contratto è idonea, per esempio non lo è in caso di contratti volti a realizzare opere

complesse e di lunga durata. In questi casi conviene mantenere in piedi il contratto con gli aggiustamenti necessari per

superare le difficoltà→ occorrono rimedi non risolutori capaci di assicurare il mantenimento del contratto. Qualche

rimedio è previsto dalla legge ma nella maggior parte dei casi interviene l'autonomia privata = i contraenti inseriscono

nel regolamento clausole con meccanismi di aggiustamento in caso di sopravvenuti difetti di funzionamento.

Clausole di completamento successivo = definire in seguito elementi che non possono ancora essere precisati.

✗ Clausole di adeguamento automatico = in caso di determinati fatti.

✗ Clausola di rinegoziazione = impegnano le parti a riaprire una trattativa per modificare determinati aspetti in

✗ caso di novità.

Presupposizione = clausola di risoluzione del contratto non prevista dalla legge ma creata dalla giurisprudenza. Si

identifica con una situazione di fatto che entrambe le parti, pur non menzionandola, hanno messo come presupposto

fondamentale del contratto in modo che la sua inesistenza o il suo venir a meno toglierebbero al contratto la sua base.

Motivo che entra a far parte della ragione giustificativa del contratto e quindi della sua causa. La giurisprudenza quindi

attua il rimedio della presupposizione per cui il contratto si risolve per l'inesistenza o il venir a meno del presupposto su

cui le parti hanno fondato il contratto.

OBBLIGAZIONI.

Obbligazioni = diritti di credito.

→ Si distinguono dai diritti reali = esercitati verso tutti, caratterizzati dall'immediatezza (presuppongono immediato ed

esclusivo tra titolare e oggetto del diritto).

→ Diritti di credito = esercitati verso un soggetto determinato, presuppongono che la posizione del titolare sia

necessariamente connessa a quella della controparte.

→ Elementi del diritto di credito = credito a capo del soggetto attivo, obbligazione a capo del soggetto passivo ed il

rapporto obbligatorio che è quello che intercorre tra le parti.

→ I crediti sono componenti essenziali del patrimonio.

Prestazione.

E' l'oggetto del diritto cioè il comportamento dovuto dal debitore al creditore. Le prestazioni hanno vario contenuti

determinati liberamente dalle parti e a differenza dei diritti di credito non sono a numero chiuso. Sulla base dei possibili

contenuti le obbligazioni si dividono in 3 grandi categorie.

Obbligazioni di dare.

 Obbligazioni di fare = comportamento attivo del debitore.

 Obbligazioni di non fare (o attive) = comportamento di astensione del debitore.

L'oggetto dell'obbligazione ha 3 requisiti fondamentali.

Deve essere possibile.

 Deve essere lecito.

 Deve essere determinato o determinabile → bisogna capire e bisogna che sia possibile capire il comportamento

 dovuto dal debitore.

Deve essere patrimoniale → suscettibile a valutazione economica.

Art. 1174 → prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere ad un interesse anche

non patrimoniale del creditore.

→ L'obbligazione è lo strumento per realizzare l'interesse del creditore.

→ Il fatto che la prestazione debba essere patrimoniale non è in contrasto con il fatto che l'interesse possa anche non

essere patrimoniale, occorre distinguere tra la natura dell'interesse del creditore e natura dei mezzi usati per soddisfare

lo stesso interesse.

→ Può essere patrimoniale anche una prestazione che non ha valore di mercato = previsto un corrispettivo economico

in cambio della prestazione o ad una determinata prestazione corrisponde un interesse patrimoniale.

→ Il requisito della patrimonialità ha due ragioni = ragione ideale per cui le prestazioni non di tipo economico non sono

sottoposte ai vincoli della legge e una ragione pratica per cui se non fossero suscettibili di valutazione economica non

sarebbe facile definire l'ammontare del risarcimento.

Obblighi legali = obblighi stabiliti dalla legge senza natura economica → obbligo di fedeltà. Esse hanno un doppio

valore: giusta causa della prestazione eseguita (prestazione si basa sull'esistenza dell'obbligazione) e possibilità di agire

in giudizio contro il debitore.

Obblighi naturali = sono gli obblighi morali, la prestazione non è un obbligo fissato dalla legge. Non vi è la possibilità

di andare in giudizio ma si basa sulla giusta causa della prestazione eseguita (il debitore non può chiedere la

restituzione). La prestazione deve essere compiuta spontaneamente e che il soggetto al momento della prestazione fosse

in grado di intendere e di volere.

Prestazioni di cortesia = Sono prestazioni patrimoniali ma sempre gratuite. In quanto patrimoniali potrebbero essere

oggetto di obbligazione ma non lo sono perché si basano sulla benevolenza del soggetto e non su un obbligo di legge.

Obbligazioni complesse.

Solitamente lo schema delle obbligazioni presuppone un debitore e un creditore. A volte però vi sono diversi tipi di

obbligazioni.

Soggettivamente complesse = più debitori con un creditore e più creditori con un debitore.

→ Più debitori = obbligazione parziaria – obbligazione solidale (solidarietà passiva). Solidarietà regola generale.

Quando viene scelto il debitore che deve pagare per gli altri vi è il beneficio di escussione. Le vicende favorevoli al

condebitore riguardano anche gli altri (remissione libera tutti), quelle sfavorevoli no (rinuncia di uno non pregiudica le

scelte degli altri). Il debito è comunque sempre diviso tra i condebitori anche quando si tratta di obbligazioni solidali ed

il condebitore che ha pagato deve essere rimborsato dagli altri secondo la loro quota → azione di regresso.

→ Più creditori = solidarietà attiva e criterio della parziarietà. Parziarietà regola generale

Oggettivamente complesse = prestazioni alternative e prestazioni facoltative.

→ Obbligazioni alternative = per oggetto due prestazioni poste sullo stesso piano.

→ Obbligazioni facoltative = per oggetto una sola prestazione ma si può liberare anche eseguendone un'altra.

Fonti delle obbligazioni.

Atti o fatti giuridici che producono obbligazioni, essa nasce con un titolo che la crea.

Art. 1173 → contratto – fatto illecito – ogni atto o fatto considerato dalle norme idoneo a creare obbligazioni.

Regola della correttezza.

Art. 1175 → debitore e creditore devono comportarsi secondo la regola della correttezza.

Debitore deve massimizzare l'utilità che il creditore riceve dall'obbligazione e il creditore minimizzare il sacrificio del

debitore.

Obblighi di protezione.

Derivano dalla regola della correttezza e gravano sul debitore = esso deve una prestazione principale ma che questa sia

fatta al meglio deve compierne anche alcune accessorie che servono al massimo rendimento della principale.

Adempimento.

Attività che consiste nel compiere la prestazione oggetto dell'obbligazione per soddisfare l'interesse del creditore. Una

volta adempiuto debitore→ libero e obbligazione→ estinta. Il debitore che adempie può chiedere la quietanza =

dichiarazione scritta del creditore con funzione probatoria per dimostrare il suo adempimento.

Debitore incapace.

→ Obbligazioni legali = adempimento valido e produttivo dei suoi effetti.

→ Obbligazioni naturali = adempimento è atto di libera scelta e quindi non è valido ed è inefficace.

Creditore incapace.

→ Adempimento non valido ed inefficace poiché l'accettazione dell'adempimento non è un obbligo ma un atto libero, il

debitore non si libera e meno che non provi di aver adempiuto a vantaggio dell'incapace.

Adempimento del terzo.

L'adempimento non è eseguito dal soggetto passivo ma da un terzo che deve avere però capacità di agire.

Prestazione eseguita da un collaboratore del debitore che agisce per suo conto.

 Prestazione eseguita da un terzo su richiesta del debitore stesso con cui ha un determinato rapporto.

L'obbligazione si considera adempita anche se il creditore si oppone tranne nel caso di prestazioni infungibili e se anche

il debitore si oppone. Se si oppone solo il debitore l'obbligazione si considera comunque estinta.

Pagamento con surrogazione = terzo diventa il nuovo creditore e il debitore deve pagare a lui la somma dovuta,

cambia soggetto attivo del rapporto. Può avvenire in due modi diversi.

Surrogazione volontaria→ volontà del creditore o del debitore, per inizia delle parti del rapporto.

 Surrogazione legale→ casi dell'art. 1203.

Adempimento al terzo = prestazione ricevuta da un terzo diverso dal creditore, ciò accade quando il creditore indica

un terzo abilitato a ricevere la prestazione ed invita il debitore ad agire nei confronti del terzo. Quando il terzo non

realmente legittimato a ricevere l'adempimento → esigenza di conciliare l'interesse del debitore e quello del creditore.

Regola generale→ interesse del creditore, debitore non è liberato.

 Eccezioni → interesse del debitore, esso è liberato se il pagamento è fatto ad un creditore apparente per

 circostanze univoche e se dimostra di essere stato in buona fede (tutela affidamento). Chi ha ricevuto il

pagamento deve darlo al vero creditore.

Modalità di adempimento = prestazione eseguita in modo esatto, rispettando tutte le modalità → eseguita

integralmente, eseguita la prestazione oggetto e nei tempi e luogo corretti.

Dazione di pagamento = il debitore eccezionalmente si libera eseguendo una prestazione diversa se il creditore la

accetta e se è effettivamente eseguita.

→ Si passa da obbligazione semplice a complessa = facoltativa.

Novazione oggettiva = si crea un nuova obbligazione e si estingue quella vecchia, si ha una nuova prestazione.

Termine adempimento = se indicato dal titolo bene se no il creditore può richiedere anche l'adempimento immediato a

meno che esso non sia impossibile per la natura della prestazione in tal caso se non è stabilito dalle parti lo è dal

giudice.

Termine diverso a seconda del soggetto che favorisce.

A favore del debitore = creditore non può pretendere l'adempimento prima della scadenza del termine ed il

 debitore può adempire prima se vuole.

A favore del creditore = creditore può esigere l'adempimento prima e il debitore non può decidere di adempiere

 prima.

A favore di entrambi = entrambi hanno il diritto che la prestazione non sia eseguita prima del termine e

 possono rifiutare l'adempimento anticipato.

→ Art. 1186 = termine di regola a favore del debitore, creditore può esigere l'immediato adempimento solo se il

debitore è divenuto insolvente o se sono diminuite o non sono state date le garanzie promesse.

Luogo adempimento = valide indicazioni del titolo da cui nasce, il criterio generale è che si adempia al domicilio del

debitore ma vi sono delle deroghe.

Consegna di una cosa nel luogo in cui essa si trova alla nascita dell'obbligazione.

 Le obbligazioni pecuniarie si adempiono al domicilio del creditore, se il domicilio cambia al tempo della

 scadenza si adempie a casa del debitore per diritto dello stesso.

Imputazione del pagamento = individuazione del debito a cui si riferisce un determinato pagamento, è il debitore a

dichiarare quale debito si soddisfa e in caso contrario si soddisfano prima quelli scaduti.

Mora del creditore = situazione del creditore che trascura ingiustificatamente di compiere quanto necessario perché il

debitore possa adempire o rifiuta ingiustificatamente l'adempimento offertogli dal creditore.

L'adempimento risulta impossibile in assenza di una cooperazione da parte del creditore, il creditore ha l'onere di

cooperare all'adempimento del debitore; esso non è obbligato ma se non lo fa e non riceve la prestazione può incorrere

in conseguenze svantaggiose. Gli effetti della moro si producono solo se il creditore fa un offerta di prestazione esatta al

creditore e questo la rifiuta → debitore esente da responsabilità. L'offerta può presentarsi in due modi.

Offerta solenne→ presenta i requisiti dell'art. 1208 e deve essere fatta attraverso un pubblico ufficiale,

 modalità con cui si realizza a secondo dell'obbligazione.

→ Offerta reale = consegne di denaro e cose mobili, pubblico ufficiale porta le cose al domicilio del creditore.

→ Offerta per intimidazione = consegna di cose mobili in un luogo diverso dal domicilio del creditore oppure la

consegna di un immobile attraverso l'intimidazione al creditore di ricevere le cose fatta da un pubblico ufficiale. Può

mettere a deposito le cose non per produrre la liberazione dall'obbligazione.

Offerta secondo gli usi→ offerta formale che non ha le formalità previste per quella solenne, senza la presenza

 dell'ufficiale giudiziario e gli effetti variano a seconda delle obbligazioni.

→ Prestazioni del fare = produce mora del creditore.

→ Altri casi = non produce mora del creditore, il debitore deve mettere a deposito le cose dovute mettendole a

disposizione del creditore; il deposito deve essere accettato dal creditore e convalidato dal giudice.

Effetti a favore del debitore.

Debitore non risponde ai danni causati dal mancato adempimento che è imputabile al creditore.

 Debitore se danneggiato o subisce spese può chiedere il risarcimento.

 Debitore non deve dare interessi o frutti della cosa da consegnare.

 Si sposta il rischio di impossibilità sopravvenuta dell'adempimento non imputabile al debitore sul creditore →

 vale per i rapporti con prestazioni corrispettive, se durante la mora del creditore la prestazione diventa

impossibile per cause non imputabili al debitore egli è liberato ma ha diritto alla controprestazione.

→ In caso di offerta non solenne gli effetti non si producono tranne quello per cui il debitore non risponde dei danni da

mancato inadempimento.

Obbligazioni pecuniarie = prestazione consiste nel pagamento di una somma di denaro. Il problema riguarda

l'inflazione e la perdita del valore di acquisto.

→ Principio nominalistico = i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale e per il suo valore

nominale, in caso contrario non ci sarebbe certezza.

→ Il principio nominalistico vale solo per i debiti di valuta (obbligazioni che nascono con oggetto una somma di denaro

determinata) ma non per i debiti di valore (debiti pecuniari ma che quando nascono la somma non è determinata, ha per

oggetto un valore che viene tradotto in moneta al momento del pagamento) = debito di valore non tradotto non è

liquido, la sua traduzione è la liquidazione.

Interessi = ulteriore denaro prodotto da una somma di denaro nel tempo e quantificato in una percentuale della

cosiddetta somma capitale /base, gli interessi sono frutti civili. Si dividono in categorie in base alla funzione che

svolgono e alla situazione in cui si creano.

Interessi corrispettivi = prodotti automaticamente dai crediti liquidi ed esigibili di somme di denaro. È un

 obbligazione accessoria che nasce automaticamente senza bisogno che le parti l'abbiamo prevista.

→ Interessi legali = maturano in un anno quando le parti non hanno previsto nulla e si calcolano sul tasso legale

stabilito ogni anno dal ministero dell'economia.

→ Interessi convenzionali = stabiliti dalle parti.

Interessi moratori = dovuti dal debitore che sia in ritardo nel pagamento della somma dovuta = risarcire il

 creditore per il danno causato dal ritardo.

Interessi compensativi = usati per la quantificazione del risarcimento del danno nella responsabilità

 extracontrattaule.

→ Gli interessi prodotti dalla somma capitale possono a loro volta creare altri interessi = caso dell'anatocismo → legge

limita questo caso per evitare altri incrementi e questioni di certezza. Interessi producono interessi solo se sono interessi

scaduti, sono interessi maturati per almeno sei mesi o se c'è un atto creato specificatamente per ottenerli → domanda

giudiziale o su accordo.

Altre cause di estinzione di obbligazioni.

Satisfattive = danno comunque al creditore qualche utilità.

 Non satisfattive = estinguono l'obbligazione senza dare utilità al creditore.

Compensazione = quando creditore e debitore sono a loro volta creditore e debitore tra di loro, obbligazioni che

nascono da titoli differenti che due soggetti hanno reciprocamente. Interesse del creditore che non riceve denaro è

compensato dalla liberazione del suo debito. Il giudice non può rilevare d'ufficio la compensazione ma deve essere una

parte a farla valere; i debiti devono avere come oggetto prestazioni fungibili, omegenee e devono essere debiti liquidi ed

esigibili. Compensazione legale → opera automaticamente, debiti estinti dal momento in cui nascono.

 Compensazione giudiziale → uno dei due debiti non è liquido ma è di facile liquidazione. Giudice su richiesta

 può liquidarlo e dichiararlo compensato.

Compensazione volontaria→ quando le parti si accordano per dichiarare estinti i debiti anche se non hanno le

 caratteristiche richieste.

Confusione = quando le qualità di debitore e creditore si riuniscono nella stessa persona → debitore erede del creditore.

Novazione = accordo tra le parti di sostituire l'obbligazione originaria con una diversa, quella originaria si estingue.

Soggettiva→ nuovo debitore, quello originario viene liberato. Avviene per delegazione, accollo o delegazione.

 Non cambia l'obbligazione ma il soggetto passivo.

Oggettiva→ nuova obbligazione diversa per oggetto o per titolo. Simile alla dazione di pagamento ma essa non

 crea una nuova obbligazione. Nuova obbligazione può rispondere a norme diverse e se le parti non si

accordano le garanzie che esistevano prima non si trasferiscono = può essere rischiosa per il creditore → per

questo è richiesto un requisito soggettivo = animus novandi → tutela de creditore che prevede che la volontà di

estinguere l'obbligazione non deve risultare in modo equivoco.

Remissione = atto con cui il creditore rinuncia al suo credito, obbligazione estinta e debitore liberato ed ha effetto nel

momento in cui la remissione viene comunicata al debitore il quale può comunque decidere di eseguire la sua

prestazione.

Impossibilità sopravvenuta della prestazione non imputabile al debitore = prestazione diventata impossibile per

causa non imputabile al debitore. L'impossibilità si mostra dopo la causa dell'obbligazione (se no non nasce per

impossibilità).

Impossibilità temporanea→ debitore continua ad essere obbligato ed adempirà quando sarà possibile e non

 risponde per i dati dovuti al ritardo.

Impossibilità parziale→ debitore si libera eseguendo la prestazione rimasta possibile.

→ Art. 1256 = impossibilità sopravvenuta che estingue l'obbligazione è quella non imputabile al debitore.

→ Se la causa è imputabile al debitore, l'obbligazione è estinta ma ne sorge un'altra = risarcimento del danno.

Modificazione obbligazioni.

Dal lato attivo→ creditore sostituito con un nuovo creditore.

 Dal lato passivo→ debitore sostituito da un nuovo debitore.

→ Se cambia il creditore al debitore non cambia nulla in quanto il debito rimane invariato.

→ Se cambia il debitore il creditore è interessato perché possono cambiare anche la prospettiva di soddisfare il proprio

credito, successione del debito presuppone il consenso del creditore.

Modificazione del lato attivo.

Cessione del credito = il creditore→ cedente cede al terzo→ cessionario il credito nei confronti del debitore→ ceduto.

Debitore non dovrà più rispondere al cedente ma al cessionario. Il credito viene ceduto con le stesse qualità, garanzie e

debolezze.

Cessione esclusa in caso di crediti strettamente personali (implicano un rapporto tra le parti originarie), per i crediti

incedibili ed in presenza di particolari cessionari.

→ La cessione può essere a titolo gratuito o oneroso e non è un atto ma un fatto che fa parte di vari atti.

Rapporti tra cessionario e debitore.

→ In caso di cessione è necessaria l'accettazione del debitore o una notifica al debitore per informarlo e se nonostante

questo egli paga al cedente non si considera liberato, in mancanza di notifica invece è liberato se non vi è mala fede.

Rapporti tra cedente e cessionario.

→ Se il cessionario non ottiene il pagamento dal debitore la situazione cambia a seconda del tipo di cessione.

Cessione pro-soluto→ cedente garantisce solo l'esistenza del credito ma non l'adempimento del debitore.

 Cessione pro solvendo→ cedente garantisce sia l'esistenza che l'adempimento se così non è deve pagare lui +

 interessi, spese e danni. Garanzia viene a meno solo se il cessionario ha colpe per il mancato adempimento.

Modificazioni del lato passivo.

→ Si ha la combinazione di diversi atti.

Atto con cui il debitore→ delegante chiede al terzo→ delegato di obbligarsi verso il creditore→ delegatario.

 Atto con cui il delegato accoglie la richiesta del delegante obbligandosi al delegatario.

→ Se il creditore rifiuta non si hanno modificazioni, se accetta il delegato risulta obbligato alla stessa obbligazione.

→ Tra il delegante e il delegato si ha un ulteriore rapporto per cui il delegante è debitore verso il delegatario. La

delegazione infatti si basa su due rapporti.

Rapporto di valuta = rapporto tra il delegante e il delegatario.

 Rapporto di provvista = rapporto tra il delegato e il delegante.

La delegazione può avvenire in diversi modi.

Delegazione titolata = delegato quando assume l'obbligazione fa esplicito riferimento ai rapporti di provvista e

 valuta. Se uno dei rapporti manca o è difettoso il delegato può sottrarsi ed eccepire l'obbligazione.

Delegazione pura/astratta = delegato quando assume l'obbligazione non menziona alcun rapporto, in caso di

 mancanza di un rapporto o di difetto dello stesso è comunque obbligato a pagare a meno che non ci sia nullità

della doppia causa → difettosi o mancanti entrambi i rapporti.

Distinzione sulla base della posizione del precedente debitore → delegante.

Delegazione cumulativa = delegante resta obbligato verso il delegatario, delegante si aggiunge come nuovo

 debitore. Il delegante è chiamato solo se il delegato non adempie. Di norma si ha questa delegazione.

Delegazione liberatoria = dichiarazione espressa del delegatario a liberare il delegante.

Delegazione del pagamento→ delegato su invito del delegante da direttamente un pagamento al delegatario =

adempimento del terzo, delegato non diventa debitore del delegatario.

Espromissione→ atto del terzo→ espromittente che si rivolge al creditore→ espromissario dichiarando si assumere su si

l'obbligazione che il debitore→ espromesso ha verso di lui. A differenza della delegazione è un accordo tra il terzo e il

creditore senza la richiesta del debitore. Espromesso rimane obbligato nei confronti del creditore a meno che esso non

dichiari di considerarlo liberato.

Accollo = accordo tra debitore→ accollato e terzo→ accollante di obbligarsi al creditore→ accollatario. Terzo assume

su di se il debito spontaneamente come nell'espromissione.

Distinzione sulla base dell'atteggiamento del creditore.

Accollo interno→ creditore resta estraneo, non partecipa all'accordo. Impegno del accollante revocabile.

 Accollo esterno→ creditore partecipa all'accordo. Impegno del accollante non revocabile e diventa debitore.

Distinzione in base alla posizione del debitore originario→ accollato.

Accollo cumulativo = non liberato ma gode del beneficio di escussione.

 Accollo liberatorio = viene liberato sulla base di una dichiarazione del creditore o sulla base di una previsione

 espressa nell'accordo di accollo.

Regole comuni ai casi novazione soggettiva = regole del codice che si applicano a tutti i casi di novazione soggettiva,

cioè quando delegazione, accollo, espromissione sono di tipi liberatorio.

Estinzione delle garanzie annesse al credito salvo che il garante acconsenta a mantenerle.

 Eventuali invalidità della nuova obbligazione.

 Eventuale insolvenza del nuovo debitore.

Inadempimento del debitore.

Si ha inadempimento quando il debitore non esegue esattamente e tempestivamente la prestazione dovuta.

Inadempimento radicale e definitivo = debitore non esegue la prestazione per nulla e non può più essere

 eseguita perché divenuta impossibile per fatto imputabile al debitore.

Inadempimento inesatto = inadempimento inesatto sul piano qualitativo o quantitativo.

 Ritardo nell'adempimento.

→ Tutela del creditore attraverso diversi rimedi che scattano in presenza di particolari presupposti.

Mora del debitore = ritardo ingiustificato.

 Risarcimento del danno = in caso di ritardo o altra forma di inadempimento.

 Eccezione di inadempimento o risoluzione del contratto = inadempimento contrattuale.

Mora del debitore.

→ Effetti a favore del creditore e a carico del debitore. Scatta solo se il ritardo è ingiustificato (quando è responsabilità

del debitore), presuppone che la prestazione non fatta entro i termini stabiliti sia ancora eseguibile. Gli effetti della mora

non si producono automaticamente alla presenza del ritardo ma è necessaria un'iniziativa di costituzione in mora del

creditore = intimazione scritta ad adempiere → perché se no il debitore crede che il creditore tolleri il suo ritardo.

In alcuni casi però gli effetti della mora possono scattare anche in mancanza di una costituzione in mora.

Obbligazione deriva da fatto illecito extracontrattuale.

 Debitore dichiara di volutamente per iscritto di non voler adempiere.

 Obbligazioni che alla scadenza devono essere eseguite al domicilio del creditore.

Effetti della mora.

Solo nel caso di obbligazioni pecuniarie = maturazione di interessi moratori; quando il debitore paga, oltre a

 pagare la somma capitale pagherà anche gli interessi moratori maturati nel tempo del ritardo su quella somma.

Il tasso può essere legale (usato normalmente) se no tasso ultra-legale (quando già prima della mora erano

dovuti interessi a un tasso superiore). Gli interessi moratori hanno una funzione risarcitoria, quando al

creditore sono causati danni superiori all'ammontare degli interessi = risarcimento anche di questo danno se

provato.

Passaggio del rischio, spostamento sul debitore del rischio di impossibilità di prestazione a lui non imputabile.

 Normalmente il rischio della sopravvenuta impossibilità non imputabile al debitore è a carico del creditore, in

caso di ritardo del debitore se sopraggiunge l'impossibilità di prestazione il debitore non è liberato. Per liberarsi

il creditore deve dimostrare la presunzione per cui se avesse adempiuto in tempo si sarebbe evitata

l'impossibilità di prestazione.

Cessazione della mora = effetti della mora vengono a meno se viene compiuto un atto capace di cancellarne o

interromperne gli effetti. Atto del debitore (adempimento) o del creditore con cui rinuncia agli effetti.

Responsabilità per inadempimento.

Per effetto dell'inadempimento normalmente il creditore subisce un danno, le regole sulla responsabilità di

inadempimento dicono se il debitore inadempiente deve risarcire o no = realizzano equilibrio tra l'interesse del debitore

e creditore.

→ Art. 1218 = regola principale per cui se il debitore non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al

risarcimento del danno se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da un'impossibilità della

prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

→ Articolo contornato da regole particolari che disciplinano casi specifici in base ai vari tipi di obbligazione.

Criteri della responsabilità.

Criterio della possibilità/impossibilità della prestazione.

 Criterio dell'imputabilità/non imputabilità al debitore.

→ Se il debitore si vuole sottrarre alla responsabilità deve provare di non avere adempiuto perché la prestazione è

diventata impossibile non per cause a lui imputabili.

Impossibilità della prestazione = quando si ha un impossibilità oggettiva ed assoluta il debitore è liberato perché non

deriva da una condizione dello stesso ma da fatti esterni. Il debitore però spesso non può adempiere quando la

prestazione è diventata pericolosa o costosa poiché sarebbero violati altri principi = art. 1176 che afferma che

l'adempimento debba avvenire con la normale diligenza e l'art. 1175 che afferma che l'attuazione del rapporto

obbligatorio deve obbedire alla regola della correttezza.

→La prestazione diventa impossibile quando per adempierla occorrerebbero attività e mezzi che vanno al di là di ciò

che si può considerare ragionevolmente chiedere per quel tipo di prestazione = non si ha un concetto unico di

impossibilità ma dipende dalle prestazioni

Imputabilità al debitore = quando esiste una ragione che giustifica l'attribuzione della responsabilità a suo carico

(definita responsabilità contrattuale anche se non riguarda il contratto). L'imputabilità ha due significati.

Responsabilità per colpa→ inadempimento dipende da una sua colpa poiché non è stata usata la diligenza

 richiesta.

Responsabilità oggettiva senza colpa→ quando ne risponde nonostante abbia seguito i corretti canoni di

 diligenza. L'adempimento gli è imputabile quando è riconducibili a cause rientranti nella sua sfera di controllo

e organizzazione anche se lui non si può rimproverarsi nessuna negligenza.

Responsabilità per colpa = per colpa si intende negligenza che è il contrario della diligenza con cui si intende la cura

che il debitore deve usare nell'adempiere. Non esiste un unico concetto di negligenza per tutti i casi ma esistono diversi

criteri di diligenza da applicare a seconda del tipo di prestazione dovuta. La diligenza è un parametro oggettivo (si

riferisce alla media diligenza) ma relativo che varia a seconda dei casi. Graduazione di colpa.

Colpa ordinaria = violazione dell'ordinaria diligenza → media diligenza del professionista.

 Colpa grave = inosservanza dei livelli minimi di attenzione e di diligenza concepibili per la prestazione.

→ Responsabilità del debitore dipende dalla valutazione della sua colpa e può essere graduata in base ad altri criteri =

compenso per la prestazione → prestazione gratuita la colpa valutata con minor rigore.

→ Dolo = coscienza e volontà di danneggiare qualcuno. Considerato più grave della cola e la legge tratta

l'inadempimento doloso con modalità più severe.

Dolo eventuale = danno causato non voluto ma solo previsto come possibile conseguenza di un comportamento.

Responsabilità oggettiva = responsabilità senza colpa, debitore inadempiente deve comunque risarcire il creditore e

anche se dimostra che non ha potuto evitare l'inadempimento non si libera. Responsabilità che si fonda sul rischio →

debitore risponde di tutti i fatti anche non dipendenti da una sua colpa che si manifestano nella sua sfera della sua

organizzazione e normale svolgimento della sua attività. Si escludono i casi fortuiti, quelli imprevedibili → non ha

senso che il debitore risponda di rischi anomali, che non dipendono dalla sua attività e che non sono prevedibili = caso

fortuito o di forza maggiore.

Responsabilità per il fatto degli ausiliari = fatto che causa l'inadempimento deriva dagli ausiliari di cui si

 avvale per l'adempimento → debitore risponde anche dei fatti dolosi o colposi dei terzi di cui si avvale.

Onere della prova = chi vuol far valere un diritto deve far valere i fatti che lo fondano, creditore deve dimostrare

l'esistenza dell'obbligazione, l'inadempimento del debitore, il danno causato e l'imputabilità dell'adempimento al

debitore → legge applica inversione della prova = spetta al debitore per evitare la responsabilità dimostrare che

l'inadempimento non è imputabile a lui; il creditore non deve neanche dimostrare l'esistenza dell'inadempimento ma è il

debitore che deve dimostrare che non c'è inadempimento.

Danno = diminuzione di valore che il patrimonio del danneggiato subisce per effetto dell'inadempimento. Il danno ha

due componenti.

Danno emergente→ perdita subita dal creditore = valore intrinseco degli oggetti distrutti.

 Lucro cessante→ mancato guadagno =cosa il creditore averebbe guadagnato dalle merci.

 Danno patrimoniale→ perdita di valori economici.

 Danno non patrimoniale→ lesione di un valore o di un interesse non economico.

Risarcimento = quando l'inadempimento è imputabile al debitore.

Risarcimento per equivalente = attribuzione al danneggiato di una somma di denaro equivalente al danno =

 valore distrutto.

Riparazione in forma specifica = ripristino proprio di quello specifico interesse che l'inadempimento ha leso =

 forma di risarcimento più rara.

Danno risarcibile = a quanto ammonta il risarcimento per equivalente? Criterio base opera in senso estensivo→ va

risarcito tutto il danno sofferto al creditore sia come danno emergente che lucro cessante. Vengono coperti solo i danni

subiti e non anche una sanzione (danni punitivi). Altri criteri restrittivi.

→ Criterio della casualità = danno risarcito solo della diretta ed immediata conseguenza dell'inadempimento.

→ Criterio della prevedibilità = danno risarcito solo che poteva essere previsto nel momento in cui è nata

l'obbligazione, del danno imprevedibile ne risponde solo nel caso di inadempimento doloso.

→ Criterio del concorso di colpa del creditore = inadempimento e quindi danno per colpa sia del creditore che del

debitore, risarcimento in base al grado di colpa del creditore e delle conseguenze che ne derivano.

→ Criterio dell'evitabilità del danno = risarcimento non dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare con la

normale diligenza.

→ Criterio della valutazione equitativa = casi in cui il danno è accertato ma il creditore non riesce a provare il suo

ammontare → danno liquidato dal giudice con una stima approssimativa e di buon senso.

Risarcimento nelle obbligazioni pecuniarie = creditore ha automaticamente diritto agli interessi moratori ed il danno

subito può essere superiori ai tassi di interesse, la legge consente al creditore di ottenere un risarcimento del maggior

danno se prova di averlo subito. Il creditore per avere il risarcimento del maggior danno ha automaticamente diritto a

una rivalutazione della somma non pagata in misura pari alla differenza tra il tasso di interesse di rendimento dei titoli

di stato e il tasso di interesse legale → correzioni se il debitore dimostra che il danno subito è minore (diminuisce) e se

il creditore dimostra che il danno subito è maggiore.

Clausola penale = accordo tra le parti con cui si determina convenzionalmente ed in anticipo quale somma di denaro o

prestazione risarcitoria sarà dovuta in caso di inadempimento del debitore. Essa può essere a vantaggio o no del

creditore → quando si verifica l'inadempimento quanto stabilito è dovuto senza che vi sia prova di danno ma il

risarcimento si limita a quello anche se il danno è maggiore. Per evitare un arricchimento esagerato del creditore→

regola del divieto di cumulo ed il debitore può chiedere in caso di inadempimento parziale di ridurre l'ammontare

penale.

Clausole di esonero o limitazione della responsabilità = debitore e creditore possono stabilire che i danni subiti dal

creditore non siano risarciti o che lo siano solo in parte → clausole che sottraggono la garanzia del risarcimento, sono

previsti alcuni limiti = valide quelle che escludono la responsabilità per colpa ordinaria ma vietate quelle per colpa

grave o dolo e quelle collegate alla violazione e obblighi posti da norme di ordine pubblico.

Garanzia del credito.

Esecuzione forzata = meccanismo messo in moto dall'azione esecutiva del creditore e si realizza nel processo di

esecuzione = consente al creditore di realizzare effettivamente il suo diritto al risarcimento. L'obbiettivo generale è

quello di assicurare una concreta soddisfazione al credito della vittima dell'inadempimento anche contro la volontà del

debitore → usati mezzi coattivi.

Espropriazione forzata = realizza coattivamente i crediti pecuniari → vendita di un bene del debitore per

 ricavare la somma dovuta al creditore → pignoramento dei beni.

Esecuzione in forma specifica = realizzare altri tipi di crediti e attribuisce al creditore il risultato che si sarebbe

 dovuto produrre con il regolare svolgimento dell'obbligazione = esecuzione forzata per consegna, per obblighi

di fare, per obblighi di non fare e per obbligo di concludere il contratto.

Responsabilità patrimoniale del debitore come garanzia del credito = posizione del debitore in quanto titolare di

beni idealmente a servizio del creditore. Vale il principio della responsabilità patrimoniale illimitata → debitore

risponde all'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri tranne beni essenziali per il suo lavoro

e alcuni beni destinati a soddisfare alcuni debiti e non altri→ eccezioni solo tipiche = concesse dalla legge. Il

patrimonio del debitore è garanzia del credito = maggiore è il patrimonio – maggior è la garanzia. Mezzi di

conservazione della garanzia concessi al creditore dalla legge → azione surrogatoria, azione revocatoria e sequestro

conservativo.

Azione surrogatoria = si ha quando il debitore trascura i suoi diritti che sarebbero suscettibili ad aumentare il suo

patrimonio e questo comportamento può danneggiare il creditore impedendo che il patrimonio abbia una consistenza

tale da garantire il credito. Creditore si tutela con l'azione surrogatoria → si sostituisce al debitore esercitando al suo

posto diritti ed azioni non personali che a costui spettano verso terzi e che non esercita. Presupposti necessari → inerzia

del debitore, natura patrimoniale dei diritti e delle azioni che esercita in via surrogatoria.

Azione revocativa = reazione contro una condotta attiva del debitore → quando il debitore compie atti che minacciano

l'integrità del patrimonio in modo tale che vengano rese precarie le possibilità di soddisfare il credito. Presupposti→

debitore deve aver compiuto atti di disposizione patrimoniale, l'atto deve portare un pregiudizio al creditore 8deve

diminuire la garanzia patrimoniale al punto che venga resa impossibile o difficile la soddisfazione del credito), mala

fede del debitore, mala fede del terzo se si tratta di un atto a titolo oneroso. Effetti dell'azione → inefficacia dell'atto =

per il creditore è come se l'atto non fosse mai stato compiuto e quindi il debitore può esercitare sul bene le azioni

esecutive per soddisfare il credito anche se il bene non è più suo → terzo non è più proprietario del bene ed il debitore

lo deve risarcire.

Se la disposizione del debitore è posta in essere prima della nascita del credito l'azione può essere revocata solo per

mala fede del debitore.

Sequestro conservativo = si realizza attraverso il processo cautelare e presuppone la verosimiglianza del diritto di

credito ed il rischio che se non interviene il debitore diminuirà la garanzia patrimoniale → debitore rimane proprietario

dei beni ma non li può più alienare.

Parità di trattamento dei creditori = quando si hanno più creditori e il patrimonio del debitore non è sufficiente a

soddisfare tutti i crediti si ha la regola base→ parità di trattamento = tutti hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui

beni del debitore ma non esiste nessun criterio che stabilisca una graduatoria tra i crediti → crediti soddisfatti nella

stessa percentuale. Il debitore può anche pagare i suoi debiti secondo un suo ordine ed il creditore può esercitare

l'azione esecutiva a prescindere dai suoi creditori.

→ Esecuzione concorsuale = sui beni del debitore si apre un'unica procedura esecutiva a cui partecipano tutti i creditori

ciascuno dei quali è soddisfatto nella stessa misura degli altri → nel nostro ordinamento è eccezionale.

Cause legittime di prelazione = elementi propri di certi crediti che attribuiscono ad essi il diritto di essere soddifatti

prima di altri = crediti con prelazione, gli altri sono i crediti chirografi. Cause legittime di prelazione = privilegi, pegno

ed ipoteca (diritti reali di garanzia).

Privilegi = si basa sulla causa del credito cioè sul particolare titolo da cui il credito nasce e lo rende suscettibile a

maggior tutela = tali crediti sono assisti da un privilegio su determinati beni del debitore = beni riservati prima a questi

crediti. Privilegi si differenziano a seconda del loro oggetto.

Privilegio generale: ha per oggetto tutti i beni del debitore ma ha efficacia ridotta perché non può utilizzarsi in

 pregiudizio di terzi che hanno acquistato quei beni.

Privilegio speciale: ha per oggetto singoli beni determinati mobili o immobili che presentano una particolare

 connessione con la causa del credito. Ha efficacia superiore rispetto a quello generale perché può essere

esercitato anche in pregiudizio di terzi che hanno acquistato il bene dopo il sorgere del privilegio ma solo fino

a quando continua a sussistere la particolare situazione a cui la legge ricollega il privilegio.

Garanzie specifiche: i diritti reali di garanzia.

Quando è l’intero patrimonio del debitore a costituire garanzia del credito è una garanzia generica, quando invece solo

parte del patrimonio o particolari beni hanno funzione di garanzia e garantiscono il credito in modo particolarmente

forte si parla di garanzie specifiche -> danno al creditore pignoratizio o creditizio due diritti fondamentali sul bene

specifico.

Diritto di seguito = possibilità di aggredire il bene e sottoporlo ad esecuzione forzata anche se è già uscito dal

 patrimonio del debitore ed è trasferito ad un terzo -> in caso di garanzia generica possibile solo con azione

revocatoria).

Diritto di prelazione = possibilità di soddisfarsi con il bene con priorità rispetto ad altri creditori.

Pegno e ipoteca.

La differenza è in base al tipo i beni che possono essere oggetto. Per entrambi valgono dei principi.

Principio di accessorietà = strumenti al credito garantito e non potrebbero essere indipendentemente da esso, se

 il credito si estingue si estinguono anche le garanzie.

Esigenza di pubblicità = esigenza di mezzi idonei a segnalare all’esterno che su quel bene grava la garanzia

 reale = tutelare gli interessati all’acquisto avvertendoli dell’esistenza di un vincolo sul bene.

Regola della surrogazione reale= se la cosa oggetto della garanzia è distrutta o danneggiata e per questo un

 assicuratore deve pagare un’indennità, tale indennità deve essere utilizzata per il ripristino o la riparazione

oppure va vincolata al pagamento del credito garantito.

Divieto del patto commissorio = divieto di un patto tra le parti per cui in caso di inadempimento il bene

 gravato da ipoteca o da pegno va trasferito automaticamente al creditore.

Pegno = diritto reale di garanzia costituito sopra a beni mobili o crediti, il bene può essere di proprietà sia del debitore

che di un terzo che accetta di vincolarlo per un debito altrui.

Costituzione del pegno = titolo costitutivo-> accordo tra le parti che da luogo ad un contratto e spossessamento ->

proprietario lascia il possesso della cosa consegnandola al creditore o ad un terzo scelto dalle parti, senza lo

spossessamento il pegno non nasce ed è essenziale perché realizza la funzione di pubblicità.

Esercizio del diritto = creditore deve custodire il bene ma non può usarlo ne farlo usare da altri, può coglierne i frutti

per imputarli alla soddisfazione del suo credito; una volta che il debitore ha pagato il suo debito integralmente il bene

deve essere restituito; alla scadenza del pegno se il debitore non adempie spontaneamente il creditore può vendere la

cosa con una particolare procedura pubblica e prelevare la somma ricavata, ciò che avanza può essere usata per pagare

debiti chirografi o torna al debitore, può anche chiedere al giudice che il bene sia valutato e che entri nel suo

patrimonio.

Ipoteca = diritto reale di garanzia che attribuisce al creditore il diritto di seguito e di prelazione sul bene ipotecato, si

può costituire su beni che hanno un particolare regime di pubblicità: beni immobili, mobili registrati.. L’ipoteca si può

costituire solo con la presenza di due requisiti = iscrizione nei pubblici registri (funzione di pubblicità) e titolo che la

giustifichi. Su uno stesso bene possono gravare più ipoteche e l’ordine cronologico dell’iscrizione determina il grado

dell’ipoteca cioè il grado delle diverse ipoteche determina un ordine di priorità con cui in caso di vendita del bene

vengono soddisfatti diversi creditori. L’iscrizione dell’ipoteca vale 20 anni ma il creditore può prima della scadenza

rinnovarla. L’ipoteca può estinguersi per l’estinzione del credito garantito, distruzione del bene su cui grava, rinuncia da

parte del creditore, scadenza del termine eventualmente apposto all’ipoteca, vendita forzata del bene in seguito alla

procedura esecutiva, scadenza dei 20 anni. Quando si verifica una causa di estinzione essa viene cancellata e solo con la

cancellazione il bene è liberato dal vincolo con un’annotazione a margine dell’iscrizione -> rendere pubblica la

cancellazione che avviene solo in presenza di un atto formale in cui si ha il consenso del creditore o di un

provvedimento giudiziale che lo ordina.

L’ipoteca può avere diversa natura.

Ipoteca volontaria = nasce per iniziativa del proprietario del bene.

 Ipoteca giudiziale =nasce per provvedimento giudiziale o sentenza che condanna il debitore a pagare la

 somma di denaro o all’adempimento.

Ipoteca legale = nasce nei confronti del debitore in alcuni casi previsti dalla legge.

Ipoteca su un bene del terzo.

Terzo datore di ipoteca = terzo stesso che fin dall’inizio ha costituito l’ipoteca, per evitare l’esecuzione forzata

 può solo pagare lui stesso i creditori e si potrà poi fare rimborsare dal debitore.

Terzo acquirente del bene ipotecato = il bene originariamente del debitore è stato alienato ad un terzo il quale

 può pagare lui stesso, rilasciare il bene a un amministratore nominato dal tribunale e realizzare la purgazione

dell’ipoteca (offrire ai creditori il prezzo pagato per il bene liberandosi dal debito).

Divieto di patto commissorio = vietato dalla legge per tutelare il debitore.

Garanzie personali = non garantiscono il diritto di prelazione e di seguito.

Fideiussione = un terzo -> fideiussore garantisce al creditore l’adempimento del debito altrui assumendolo anche su di

se -> si obbliga come il debitore, garanzia fatta di due patrimoni. Si differenzia dal terzo datore perché non garantisce

solo un il bene dato in pegno o ipoteca ma con tutto il patrimonio.

Sovra indebitamento = quando il patrimonio di un debitore non è abbastanza da soddisfare tutti i beni. Se il debitore è

un imprenditore con determinate caratteristiche scatta nei suoi confronti una procedura concorsuale → sui suoi beni si

apre una procedura unica esecutiva a cui partecipano tutti i creditori soddisfatti tutti nella stessa misura.

Nel 2012 sono state introdotte norme per risolvere il sovra-indebitamento di debitori non soggetti a procedure

concorsuali.

→ Accordo con i creditori per la ristrutturazione del debito = il debitore propone un accordo in cui indica in che misura,

in che tempi e in che modi pensa di pagare i propri debiti; la proposta viene presentata in tribunale ed è approvata se si

esprimono a favore i creditori che rappresentano almeno i 60% dei crediti → accordo omologato dal tribunale. I

creditori rimasti estranei all'accordo e i creditori privilegiati devono essere pagati regolarmente e una volta omologato

l'accordo i creditori non possono più fare azioni esecutivi o cautelari nei confronti del debitore. Se l'accordo non

funziona o incontra difficoltà può essere risolto o annullato → creditori riprendono tutte le facoltà di agire contro il

debitore.

→ Se no il debitore chiede la liquidazione del patrimonio = trasformazione dei beni in denaro per pagare i creditori

secondo il modello della procedura concorsuale.

DIRITTO DI PROPRIETÀ'

È un diritto soggettivo di natura privata, patrimoniale, assoluto e disponibile → è un diritto sulle cose = diritto reale.

Se ne occupa il terzo libro del Codice Civile → art. 832 = diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed

esclusivo entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento.

→ Il proprietario ha poteri sulla cosa molto forti e limitati dalla legge.

La costituzione → art. 42 = rapporti economici → equilibrio tra proprietà pubblica e privata (sistema misto→ i beni

economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati) e tra garanzie e limiti → la legge riconosce e garantisce la

proprietà ma deve determinare i modi di acquisto e di godimento e soprattutto i limiti allo scopo di assicurarne la

funzione sociale e renderla accessibile a tutti.

Espropriazione→ art. 42 comma 3, la proprietà può essere espropriata → tolta al proprietario anche contro la sua

volontà e trasferita ad un ente pubblico interessato ad averla = 3 garanzie se no è considerata illegittima.

1. Solo se si fonda su motivi di interesse generale.

2. Solo nei casi previsti dalla legge = riserva di legge → parlamento rappresentativo di diverse posizioni

politiche.

3. Indennizzo = serio, congruo e adeguato.

Funzione sociale→ la legge limita la proprietà rifiutando la tradizionale concezione individualistica perché essa non

debba contrastare l'interesse generale della collettività o altri interessi sociali meritevoli di tutela.

Efficienza economica→ divieto di frazionare beni produttivi quando le frazioni non sarebbero suscettibili di

✗ utilizzazione economicamente sufficiente.

Obbiettivi di giustizia sociale → comprimono i poteri dei proprietari a favore di non proprietari.

Teorie della proprietà → i poteri del proprietario sono quelli stabiliti dalla legge, i poteri sono quindi il contenuto del

diritto di proprietà → definito dalle norme che disciplinano l'uso dei beni → diritto conformato dal legislatore. Due

teorie.

1. Legislatore è libero, solo limite della funzione sociale.

2. Il contenuto del diritto di proprietà è definito della natura intrinseca del diritto stesso = naturale destinazione

economica del bene → contenuto minimo essenziale.

Nozione unica di proprietà→ non esiste, diverse proprietà a seconda dei tipi di beni = ci sono tanti diversi diritti di

proprietà quanti sono gli statuti differenziati di beni. Nel suo senso tradizionale e tecnicamente più preciso la proprietà è

un diritto che ha per oggetto solo beni materiali → cose = diritto reale → diritti sulle cose. Ma oggi anche beni

immateriali → intero patrimonio.

Quando si parla di nuove proprietà si parla della proprietà dei nuovi beni → valori che diventano beni nel momento in

cui le norme o l'interpretazione delle norme li considerano meritevoli di protezione.

Contenuto della proprietà→ insieme delle facoltà che spettano al proprietario per l'utilizzo del bene.

Facoltà di godimento = qualsiasi modo di impegnare la cosa e ricavarne utilità senza rinunciare alla piena

✗ proprietà → realizza il valore d'uso.

Facoltà di disposizione → il proprietario ricava utilità dalla cosa rinunciando alla proprietà (piena) della cosa

✗ → realizza il valore di scambio.

Potere di esclusione→ facoltà di escludere ogni altro soggetto dal godimento della cosa e impedire interferenze

✗ altrui al suo godimento → limiti = accesso al fondo, spazio aereo o sottosuolo.

Limiti della proprietà→ di interesse pubblico (posti dalla legge per soddisfare interesse della collettività) e di interesse

privato (imposti al proprietario per soddisfare interessi di altri privati).

1. Divieto di atti emulativi = atti con solo scopo di danneggiare altro, non corrispondono a nessun interesse del

proprietario.

2. Immissioni = il proprietario è tenuto a tollerarle fino a quando non superano la normale tollerabilità→

condizione dei luoghi, priorità di un determinato uso ed esigenza di contemperare le esigenze della produzione

con le ragioni della proprietà (consentite ma indennizzo).

→ Rimedi legali → inibitoria e risarcimento del danno.

3. Distanze legali = evitare che tra gli edifici ci siano intercapedini troppo strette.

4. Luci.

5. Vendute.

6. Stillicidio.

7. Acque private → amministrate in modo che non portino danni ad altri + consorzi.

Modi di acquisto → titolo derivativo (rapporto fra acquirente e trasmettente) e a titolo orginario (prescindono dal

rapporto).

Titolo originario → il titolo all'acquisto consiste in fatti materiali e non atti o fatti negoziali, prevede un acquisto pieno e

libero dai vincoli.

1. Occupazione = impossessamento di una cosa che attualmente non ha proprietario → bene vacante, solo cose

mobili e volontariamente abbandonate o che non sono mai appartenute a nessuno.

2. Invenzione = cose trovate ma che hanno un proprietario che se non reclama entro un anno ne perde il diritto di

proprietà, se invece vengono reclamate colui che le ha trovate ha diritto ad un premio → 1/20 se valore supera

i 5 euro.

3. Accessione = cosa accessoria si incorpora o unisce ad una cosa principale il cui proprietario diventa anche

della cosa accessoria → solo immobili

→ Fatto dell'uomo = proprietario del fondo con materiale altrui o proprietario del materiale su fondo altrui.

→ Fatto naturale = alluvione e avulsione.

→ Invertita = chi occupa e costruisce su un territorio altrui in buona fede e il proprietario non si oppone per 3

mesi ma il costruttore deve pagare il doppio del valore della superficie invase + risarcimento del danno al

proprietario.

→ Pubblica amministrazione che invade e costruisce su un terreno prima che sia compito il procedimento di

espropriazione che risulta poi illegittima = risarcimento uguale al valore di mercato del terreno acquisito.

4. Unione e commistione = riguarda beni mobili, cose di diversi proprietari sono unite e mescolate così da

formare una cosa unica → se stesso valore proprietà comune se no il proprietario della cosa prevalente diventa

anche quello della cosa minore a meno che il proprietario di questa non paghi.

5. Specificazione =attività di chi crea qualcosa per il proprio lavoro utilizzando beni altrui-

→ Valore della materia supera quello della manodopera → proprietario della materia che deve pagare il prezzo

della manodopera.

→ In altri casi la proprietà spetta a chi l'ha creata + pagamento della materia.

→ Regole non si applicano quando c'è un accordo.

6. Usucapione e regola “possesso vale titolo” = regola possesso vale solo per i mobili non registrati, ed entrambe

presuppongono il possesso.

Acquisti a titolo derivativo → titolo deriva da atto o fatto giuridico ed esso può creare dei problemi capaci di mettere in

discussione la stabilità dell'articolo = proprietà non si acquista se il titolo è irregolare e non si acquista regolarmente se

chi la trasmette l'aveva acquistata a titolo irregolare = non si trasmette se chi la trasmette non ce l'ha → non ce l'ha se

l'ha acquistata con titolo irregolare o da non titolare.

Azioni petitorie→ tutela della proprietà. Rimedi giudiziari attraverso cui il proprietario ingiustamente privato della

possibilità di usare la sua cosa o disturbato nel godimento della stessa può recuperare il pieno e tranquillo godimento

della cosa stessa. Possono essere esercitate solo sa chi ha e prova di avere la proprietà (prova diabolica) e sono azioni

imprescrittibili.

1. Azione di rivendicazione = contro chi detiene o possiede la cosa senza titolo e deve riconsegnare la cosa.

2. Azione negatoria = proprietario reagisce contro le molestie che disturbano o limitano ingiustamente la sua

proprietà.

→ Molestie di diritto = pretese legali con cui qualcuno afferma in modo infondato di avere diritti sulla cosa del

proprietario. Il proprietario deve chiedere al giudice di accertare e dichiarare l'inesistenza del diritto affermato

dal soggetto.

→ Molestie di fatto = comportamenti a danno del proprietario di chi si accampa del diritto su cosa altrui. Il

proprietario deve dimostrare di avere la proprietà e l'altra parte deve dimostrare l'esistenza del diritto su un

bene altrui.

3. Azione di regolamento dei confini = confine incerto stabilito dal giudice.

4. Azione per apposizione di confini.

Se la cosa viene distrutta il responsabile → risarcimento del danno in base alla responsabilità contrattuale o

extracontrattuale.

Se si ha una liti dovuta alla proprietà → sequestro giudiziario.

Proprietà protetta da norme penali → furto, danneggiamento, violazione di domicilio, appropriazione indebita.

Comproprietà.

Situazione in cui più soggetti hanno insieme il diritto di proprietà su una medesima cosa → comunione dei diritti.

Comunione volontaria = su volontà degli interessati.

✗ Comunione incidentale = nasce indipendentemente dalla volontà degli interessati.

✗ Comunione forzosa = indipendentemente dalla volontà degli interessati che non sono liberi di scioglierla.

✗ Comunione tra coniugi.

L'oggetto è la cosa materiale su cui si ha la proprietà che non viene diviso tra le parti, ciò che viene diviso tra le parti

sono le facoltà → quote in base alle quali partecipano ai vantaggi e ai pesi della comunione. L'amministrazione in base

al principio della maggioranza.

Divisione → atto che pone fine alla comproprietà e da spazio alla proprietà esclusiva = beni che si possono dividere per

natura se no si fanno conguagli in denaro. Se un bene è indivisibile ogni parte riceve la somma in base alla quota e se

uno vuole la proprietà esclusiva paga gli altri in base alla quota; si può chiedere la divisione in ogni momento se non s è

vincolati da un accordo che comunque non può superare i 10 anni.

Divisione convenzionale.

✗ Divisione giudiziale.

✗ Divisione ereditaria.

La natura della divisione è dichiarativa = non crea nuove situazioni ma si considera come se ci fosse sempre stato un

unico proprietario → efficacia retroattiva.

Condominio → chi è proprietario di un appartamento è anche co-proprietario delle parti comuni del condominio che

sono necessarie per il godimento degli appartamenti = comunione forzosa.

Diritti reali minori.

Il diritto di proprietà è il più importante dei diritti reali che sono la principale categoria dei diritti sulle cose, il diritto di

proprietà attribuisce al titolare i poteri più intesi per l'utilizzo dei beni. I diritti reali diversi dal diritto di proprietà

attribuiscono al titolare poteri di utilizzazione del bene inferiori a quelli che spettano al proprietario; essi hanno per

oggetto cose che appartengono in proprietà ad un soggetto diverso dal titolare del diritto reale minore → diritti reali su

cosa altrui. Quando il diritto reale minore si estingue il proprietario torna ad avere piena proprietà sul bene → elasticità

del dominio. Il proprietario nonostante il diritto reale minore può disporre della cosa e può quindi trasferirla a terzi ma

chi l'acquista non ne ha la proprietà piena ma ha proprietà gravata dal diritto reale = nessuno può trasferire

superiore a quello di cui lui stesso è titolare.

1. Diritti reali di godimento → attribuiscono al titolare poteri di utilizzazione diretta della cosa e la possibilità di

ricavarne vantaggi.

2. Diritti di garanzia → attribuiscono al titolare (creditore) una sicurezza del credito fondata sulla cosa.

Usufrutto → diritto di godere di una cosa altrui con la possibilità di trarre ogni utilità che la cosa può dare con il limite

di non alterare la destinazione economica della cosa; il proprietario ha la nuda proprietà del bene e finché dura

l'usufrutto non può utilizzare la cosa e percepirne i frutti. La costituzione dell'usufrutto può avvenire per contratto,

testamento (ma divieto di usufrutto successivo), disposizione di legge (usufrutto dei genitori su bene del minore) e per

usucapione. Ha durata temporanea per ragioni di razionalità economica → no modifiche che potrebbero portare al

massimo rendimento; termine per scadenza, morte dell'usufruttuario, rinuncia, prescrizione estintiva, consolidazione,

distruzione integrale della cosa e decadenza per abusi.

Usufruttuario facoltà→ godimento = possesso della cosa e dei frutti della stessa, può migliorare la cosa (diritto ad un

corrispettivo alla fine) + disposizione.

Usufruttuario obblighi → restituzione della cosa inalterata nella sua sostanza = comportarsi con diligenza, fare a sue

spese l'inventario dei beni,dare idonea garanzia per assicurare il risarcimento in caso di distruzione o danneggiamento,

ordinaria manutenzione.

Quasi usufrutto→ cose consumabili = restituire controvalore in denaro o uguale quantitativo di cose dellla stessa

qualità.

Uso → diritto reale che si distingue dell'usufrutto perché il titolare ha poteri più limitati = può servirsi della cosa e

percepirne i frutti nei limiti di quanto occorre ai bisogni suoi e della sua famiglia.

→ Abitazione = diritto di abitare una casa ma nei limiti.

La legge rinvia alle norme dell'usufrutto ma il titolare di questo diritto non può disporne ma solo goderne.

Servitù predali→ diritto reale che consiste nel peso imposto sopra ad un immobile per l'utilità di un altro immobile

appartenente ad un diverso proprietario = fondo servente su cui grava e il peso e fondo dominante che gode dell'utilità.

La servitù deve dare utilità al fondo e non alla persona e non può consistere in un fare cioè non può obbligare il titolare

del fondo servente a svolgere un'attività in favore del fondo dominante = solo obblighi di non fare o di sopportare che

sul fondo si realizzi qualcosa che normalmente il proprietario può vietare.

Tipi di servitù → in base al genere di vincolo imposto al titolare del fondo servente = negative e affermative – continue

e discontinue; in base alle modalità dell'esercizio delle attività = apparenti (presuppongono opere visibili e permanenti)

e non apparenti (non esistono opere).

Servitù legali = nascono su una previsione della legge, quando un fondo si trova in condizioni che potrebbero

pregiudicare l'adeguata utilizzazione il proprietario può ottenere che sul fondo del vicino si si costituisca una servitù

anche contro il titolare di questo che però ha diritto ad un'indennità→ interesse individuale e collettivo per un razionale

sfruttamento delle risorse. → Acquedotto e scarico coattivo, appoggio e infissione chiusa, somministrazione coattiva

dell'acqua, passaggio coattivo, elettrodotto coattivo e passaggio coattivo di teleferiche.

In questi casi la servitù non nasce automaticamente perché è necessario stabilire le modalità di utilizzo e l'indennità =

l'esistenza delle circostanze materiali previste dalla legge non attribuisce direttamente la servitù ma attribuisce il diritto

ad ottenerla → con un contratto o con sentenza costitutiva e altre volte con atto dell'autorità amministrativa

Servitù volontarie = nascono con libera scelta degli interessati nelle situazioni in cui non ci sono lel circostanze previste

per far sorgere una servitù legale.

Si può avere per contratto, per testamento del proprietario del fondo che diventerà servente, per usucapione (solo

apparenti), per destinazione del padre di famiglia (solo apparenti).

Esercizio servitù = i modi di esercizio della servitù sono determinati dal titolo che l'ha costituita se non è così si

applicano alcune regole legali → la servitù deve esercitarsi in modo da soddisfare il bisogno del fondo dominante col

maggiore aggravio per quello servente = spese a carico del fondo dominante.

Estinzione servitù = rinuncia del titolare, consolidazione, prescrizione estintiva (discontinue e affermative dall'ultimo

atto di esercizio del diritto, affermative e continue e negative da quando il titolare del fondo servente ha compiuto un

atto lesivo della servitù).

Non si estingue se è impossibile o abbia perso utilità (solo dopo 20 anni per prescrizione) e non si estingue un singolo

metodo di esercizio della servitù.

Difesa della servitù = titolare della servitù può esercitare l'azione confessoria = contro le molestie, per esercitarla

bisogna che dimostri il diritto di servitù → avere il titolo che l'ha costituita.

Superficie → diritto che neutralizzo il principio di accessione, diritto per il quale chi esegue una costruzione su un

suolo altrui o acquista una costruzione giù esistente su un suolo altrui può conservare la proprietà della costruzione →

proprietà superficiaria. La durata può essere determinata o perpetua e si estingue pe rinuncia, consolidazione,

prescrizione estintiva. Estinto il diritto → principio di accessione.

Enfiteusi→ diritti di godimento di un fondo altrui con poteri molto ampi quasi equivalenti a quelli del proprietario =

dominio utile. Il proprietario detiene il dominio diretto → proprietà praticamente svuotata, solo formale.

L'enfiteuta ha poteri di trasferire il diritto sia tra vivi che con atto a causa di morte, ma ha l'obbligo di migliorare il

fondo e pagare il canone periodico al concedente. Può avere temporanea (almeno 20 anni) o perpetua; si ha estinzione

per scadenza, distruzione del fondo, prescrizione estintiva, consolidazione, devoluzione e affrancazione (diritto

potestativo dell'enfiteuta = pagare 15 volte il canone annuo).

Diritti reali.

Diritti sulle cose.

1. Immediati → rapporto diretto con la cosa tranne che nel caso dell'ipoteca e serviutù negative perché

presuppongono un rapporto con un altro soggetto = cooperazione.

2. Assoluti → opponibili a terzi = diritto di seguito → recuperare il bene indipendentemente dagli spostamenti

giuridici del bene.

3. Numero chiuso→ tipici per motivazione di razionalità economica.

4. Azioni reali → difendono i diritti reali se si dimostra di avere il titolo di tale diritto = azione di rivendicazione.

5. Si possono possedere.

Obbligazioni reali→ debiti e crediti che nascono a capo di un soggetto in dipendenza del fatto che essi hanno un diritto

reale sul bene. Sono situazioni soggettive intermedie tra le situazioni personali e (rapporto debitore e creditore) e

situazioni che corrispondono allo schema del diritto reale.

Diritti personali.

I diritti personali sono diritti sulle cose diversi da quelli reali, consentono di ricavare utilità dalla cosa oggetto del diritto

ma in modo diverso dai diritti reali. Si differenziano dai diritti della personalità perché sono diritti patrimoniali e relativi

e appartengono alla categoria dei diritti di creditore → il conduttore dell'appartamento ha un diritto di credito verso il

locatore (proprietario).

1. Non immediati → no rapporto immediato e diretto ma presuppongono la presenza di un altro soggetto.

2. Relativi → non opponibili a terzi.

3. Numero aperto → atipici.

4. Non si possono possedere.

5. Azioni personali → azioni di difesa di un diritto persona = diritto del conduttore → perché può dirigersi solo

verso la controparte del rapporto e non verso un terzo estraneo al rapporto + azioni personali usate anche per

difendere un diritto reale = azione di restituzione = crea obbligazione.

La trascrizione.

È un meccanismo che serve a rendere pubblici determinati atti relativi a diritti sulle cose, la sua funzione si collega al

tema della pubblicità e a quello della circolazione giuridica poiché serve a rendere pubblici gli atti che realizzano la

circolazione dei diritti sulle cose per soddisfare l'esigenza di garantire la sicurezza della circolazione giuridica rendendo

certa e inattaccabile la posizione di chi acquista i diritti sulle cose.

La trascrizione riguarda essenzialmente la circolazione dei beni immobili = trascrizione immobiliare, si realizza

mediante pubblici registri tenuti presso appositi uffici pubblici → conservatorie comunali (in ogni Provincia).

La legge elenca gli atti che si devono rendere pubblici con il mezzo della trascrizione.

Contratti, atti unilaterali e provvedimenti giudiziari che trasferiscono la proprietà di immobili o che

✗ costituiscono, trasferiscono, modificano o estinguono altri diritti reali su immobili.

Contratti di locazione con durata per più di 9 anni e costitutivi di organizzazione con cui si conferisce alla

✗ stessa il godimento di un immobile con durata ultra-novennale o indeterminata.

Acquisti a causa di morte riguardanti diritti reali immobiliari.

✗ Domande giudiziali con cui si aprono i processi relativi a qualcuno degli atti soggetti a trascrizione.

Atti tra vivi → trascrizione funzione di pubblicità dichiarativa, la funzione è risolvere i conflitti fra più persone che

abbiano acquistato i diritti tra loro incompatibili sullo stesso immobile → prevale chi ha trascritto per primo.

Si presenta come pubblicità costitutiva solo nei casi di usucapione abbreviato e l'iscrizione dell'ipoteca nei registri

immobiliari. Gli effetti dell'atto sono validi anche senza trascrizione ma in caso di conflitto prevale chi lo ha trascritto

prima perché la trascrizione rende l'atto opponibile a terzi.

Atti a causa di morte → valore e efficacia della trascrizione sono diversi perché non ci possono essere conflitti, si tratta

di pubblicità notizia perché la trascrizione ha la sola funzione di informare che l'eredità è stata accettata e anche senza

essa gli atti risultano pienamente opponibili a terzi.

Domande giudiziali→ la trascrizione rende la sentenza, che eventualmente accoglie la domanda, opponibile a chiunque

abbia acquistato diritti sul bene coinvolto nel processo in base ad un atto trascritto posteriormente alla trascrizione della

domanda. La trascrizione ha effetto retroattivo = gli effetti della sentenza che accoglie la domanda si producono non dal

momento della sentenza ma dal momento anteriore alla trascrizione della domanda.

Quando serve a dichiarare la nullità o l'annullabilità per incapacità → difetti del titolo retroattivi e opponibili a

qualunque terzo sempre ma la vendita può essere salvata con il meccanismo della pubblicità sanante → la dichiarazione

di nullità della vendita da X a Y non pregiudica l'acquisto di Z a tre condizioni = buona fede di Z, che la trascrizione

dell'acquisto sia anteriore a quella della domanda di nullità e che tra le due domande siano passati almeno 5 anni.

Gli atti possono essere trascritti solo se offrono adeguate garanzie di ufficialità e autenticità → forma di atto pubblico o

scrittura privata autenticata. La trascrizione viene effettuata da un pubblico impiegato addetto alla conservatoria

(conservatore dei registri immobiliari) al quale il richiedente deve presentare la copia dell'atto da trascrivere e un

documento (nota di trascrizione) che contiene gli estremi essenziali dell'atto stesso. Nel nostro sistema immobiliare la

pubblicità è impostata su base personale, i registri sono organizzati in base agli autori degli atti in modo da seguire i vari

atti compiti da ogni persona, la trascrizione si fa quindi in riferimento alle parti dell'atto → a favore dell'acquirente del

diritto e contro cede il diritto. Il presupposto perché il sistema funzioni è la catena delle trascrizioni relative alle

successive vicende dei diritti del bene si sviluppi con continuità.

Sistema tavolare→ si parla di intavolazione ed è un sistema impostato su base reale e realizza una pubblicità costitutiva

→ senza intavolazione no effetti degli atti.

Beni mobili registrati→ gli atti soggetti a trascrizione sono quelli che trasferiscono, costituiscono, modificano o

estinguono diritti reali sul bene, gli effetti sono gli stessi degli immobili ma sono diverse le modalità pratiche per la

trascrizione = per ciascun tipo di bene risultano dalle norme relative ai corrispondenti registri e sono impostati su base

reale e non personale.

Il possesso.

1. Situazione di fatto→ esercizio effettivo di poteri sopra alla cosa indipendentemente dal fatto che chi li esercita

abbia legalmente quei poteri = che sia titolare o no del diritto soggettivo. Il possesso è la situazione di fatto di

colui che esercita sopra una cosa poteri che corrispondono al contenuto del diritto reale.

2. Situazione di diritto → riguarda l'esistenza in capo ad un soggetto di poteri legali sulla cosa e che sia titolare

del diritto soggettivo.

→ Possesso pieno = diritto di proprietà.

→ Possesso minore = diritto reale minore.

→ Compossesso = più soggetti esercitano insieme poteri sulla cosa.

Possesso legittimo→ quando le due situazioni coincidono, chi ha possesso è il titolare del diritto.

Possesso illegittimo→ quando le situazioni non coincidono, il possessore non ha il diritto

In buona fede = chi possiede ignora di ledere un diritto altrui. Al possessore in buona fede sono attribuiti dei

✗ vantaggi e vi sono delle regole.

→ Mala fede sopravvenuta non nuoce.

→ Buona fede si presume.

→ Buona fede messa fuori gioco dalla colpa grave.

In mala fede = chi possiede nella consapevolezza di ledere un diritto altrui.

La situazione di fatto è composta a sua volta da due elementi.

1. Oggettivo → effettivo controllo della cosa.

2. Soggettivo→ intenzione di esercitare sulla cosa poteri che corrispondono al contenuto del diritto reale =

intenzione di comportarsi da titolare del diritto → animus possedendi.

Detenzione→ chi controlla materialmente la cosa e non manifesta l'intenzione di comportarsi da proprietario o titolare

di un altro diritto reale = meccanico a cui vengono lasciate le macchina, inquilino di un appartemento.

Possesso → per avere il possesso di una cosa non è necessario averne attualmente l'uso materiale della cosa.

Possesso immediato = si ha possesso diretto.

✗ Possesso mediato = si possiede per mezzo di un'altra persona che ha la detenzione della cosa.

→ Per capire se un soggetto è possessore o detentore si analizza il comportamento = se paga il canone regolarmente, se

ringrazia il proprietario… → detentore. Se modifica la cosa, la trasforma e rifiuta di consegnarla → possessore.

→ Il possesso si acquista nel momento in cui si cominciano a esercitare sulla cosa poteri corrispondenti alla proprietà o

ad altro diritto reale, l'esercizio di tali poteri però non fa acquistare il potere quando vengono esercitati grazie all'altrui

tolleranza. Un medesimo comportamento visto dall'esterno potrebbe corrispondere sia a possesso sia a detenzione, il

criterio distintivo è l'animus possedendi ma accertare se c'è o no può essere complicato → la legge interviene per

identificare le situazioni di possesso = quando un soggetto esercita sopra ad una cosa poteri di fatto si presume che

abbia il possesso → presunzione di possesso, spetta al cointeressato dare la prova contraria = dimostrare che è solo

detentore.

Da detenzione a possesso → la differenza tra le due situazioni è l'animus possedendi, questo elemento però deve

tradursi in segni esteriori (stati psicologici hanno rilevanza nel diritto solo quando si traducono in elementi obbiettivi e

percepibili all'esterno) = quindi risulta insufficiente una mutata disposizione d'animo del detentore ma occorrono a tal

fine comportamenti o fatti esterni e accertabili in modo obbiettivo.

Detentore deve fare opposizione contro colui che ha il possesso mediato della cosa manifestandogli in modo

✗ chiaro l'intenzione di tenere la cosa per se ed esercitare su essa poteri che spettano al proprietario.

Titolo in forza del quale si esercitano poteri sulla cosa venga mutato da atto esterno al soggetto che li esercita.

✗ → Traditio ficta = consegna immaginaria, cambia il titolo ma la cosa è già nelle sue mani.

Interversione del possesso → trasformazione del possesso minore in possesso pieno, deve esserci uno dei 2 eventi.

Presunzione di posso intermedio → alcuni effetti del possesso presuppongono che sia stato esercitato per un certo

tempo, in modo continuativo e senza interruzioni; bisognerebbe dimostrare di aver posseduto ogni istante, ogni giorni =

impossibile → presunzione di possesso intermedio = si presume che abbia posseduto ininterrottamente per tutto il

tempo che intercorre da un giorno specifico ad oggi; spetta al contro-interessato dare la prova contraria.

Presunzione di possesso anteriore→ il fatto che un soggetto possieda ora non significa che abbia posseduto anche in

precedenza = di regola non vi è presunzione di possesso anteriore ma essa può scattare ad una condizione → possesso si

fonda sul titolo e si presume che sia iniziato dalla data del titolo.

Acquisto del possesso → il possesso si può acquistare anche sulla base di un rapporto con il precedente possessore.

1. Accessione del possesso = si subentra con un acquisto a titolo particolare, il nuovo possessore può unire

idealmente il proprio possesso a quello del dante causa così da giovarsi anche del tempo in cui costui aveva

posseduto → utile quando il possesso precedente era in buona fede, si possono avere vantaggi.

2. Successione del possesso = acquisto a titolo universale, il congiungimento del vecchio possesso con il nuovo

che prosegue con le stesse qualità del primo è un effetto automatico e inevitabile.

Perdita del possesso → avviene in vari modi, anche quando si continua ad avere la cosa nel proprio controllo materiale

= costituto possessorio → da possesso a detenzione.

Tutela del possesso → il possesso anche quando è illegittimo viene tutelato giuridicamente.

Azioni possessorie = azioni a difesa del possesso, sono le azioni date al possessore (legittimo o illegittimo, in buona

fede o in mala fede) per neutralizzare gli attacchi portati contro il suo possesso. La loro giustificazione fondamentale è

impedire che i cittadini si facciano giustizia da soli, la legge vieta l'autotutela privata del titolare del diritto contro il

possessore anzi protegge il possessore che sia stato privato del suo possesso o molestato nell'esercizio di esso. Il

proprietario può agire contro il possessore illegittimo secondo i canali della legge → azioni pretorie; se il proprietario

agisce senza rispettare la legge allora il possessore può difendersi con le azioni possessorie.

Azione di reintegrazione = azione che spetta al possessore che sia stato spogliato del suo possesso ed è diretta a

✗ reintegrare il possesso nella sua pienezza → lo spoglio deve essere avvenuto in modo violento o clandestino;

che l'azione sia entro un anno dallo spoglio o un anno dalla scoperta (se clandestino). Azione può essere

esercitata anche dal detentore qualificato (detiene nell'interesse proprio) a cui è stata sottratta la materiale

disponibilità della cosa.

Azione di manutenzione = azione spetta al possessore che è molestato nell'esercizio del suo possesso ed è

✗ diretta all'eliminazione delle molestie, esercitata anche da chi non è stato solo molestato ma spogliato del

possesso non in modo violento o clandestino (quindi non azione di reintegrazione). Esercitata entro un anno,

solo possesso di immobili o universalità di mobili, non può essere esercitata dal detentore e presuppone che il

possesso duri ininterrottamente da un anno e che sia stato acquistato in modo non violento o clandestino →

possesso vizioso ed esercitata dopo 1 anno dalla fine della violenza o della clandestinità.

Azione di nunciazione = azione data al possessore al fine di prevenire un danno da cui la cosa è minacciat,

✗ offrono una tutela d'urgenza in situazioni che richiedono rapidi interventi.

→ Azione di nuova opera = spetta a chi teme che una nuova opera possa recare danno alla cosa che è oggetto

del suo diritto o possesso, azione entro un anno dall'inizio dell'opera e se non è ancora finita.

→ Azione di danno temuto = spetta a chi teme che da una cosa possa derivare un pericolo di un danno grave e

prossimo alla cosa che forma oggetto del suo diritto o del suo possesso. Il giudice in attesa del giudizio può

predisporre subito cautele e provvedimenti urgenti per sventare l'immediato pericolo.

Queste azioni possono essere usate sia dal possessore legittimo che da quello illegittimo, il proprietario quindi quando è

possessore della cosa (legittimo) può esercitare un'azione possessoria per difendere il suo diritto attraverso la difesa del

possesso (legittimo) → deve provare il possesso (più semplice che provare la proprietà) e il giudizio possessorio è più

veloce del petitorio; un'altra ragione per la tutela del possesso è quindi dare ai proprietari un rimedi semplice e veloce

contro le aggressioni alla proprietà.

Usucapione.

Modo di acquisto a titolo originario della proprietà e dei diritti reali di godimento fondato sul possesso, se qualcuno

esercita sopra ai beni altrui il possesso corrispondente al contenuto del diritto di proprietà o di un altro diritto reale pur

non avendo il relativo diritto reale, diventa legalmente il titolare del diritto stesso quando il possesso si sia protratto per

un determinato tempo; si possono usucapire solo i diritti reali di godimento e non sono usucapibili i beni pubblici.

Questo istituto si giustifica per ragioni di certezza dei rapporti giuridici→ conviene che lo stato di diritto torni a

coincidere con lo stato di fatto, per acquistarne la proprietà tramite usucapione basta dimostrare che sommando

sommando il proprio possesso con quello dei precedenti titolari (criteri di successione e accessione) si raggiunge il

tempo necessario per l'usucapione e per l'acquisto della proprietà. Un altra ragione è per l'impiego produttivo delle

risorse → la legge vede con favore chi, pur non avendo il diritto su una cosa, la usa e la rende produttiva .

Elementi dell'usucapione.

1. Possesso non vizioso, possesso vizioso vale solo dal momento in cui i vizi sono cessati.

2. Possesso in mala fede si può usucapire → ma no usucapione abbreviato.

3. Possesso continuo, si hanno interruzioni per le stesse cause che determinano l'interruzione della prescrizione

→ Sospensione = particolari rapporti fra le parti, particolari condizioni del titolare del diritto.

→ Interruzione = iniziativa del titolare del diritto. Conserva efficacia il possesso anteriore che si somma a

quello dopo la sospensione.

Tempo. Ordinario = anche in mala fede.

✗ → Di regola 20 anni per la proprietà e i diritti reali minori su immobili, mobili e universalità di mobili.

→ 10 anni per i beni mobili registrati ma solo in buona fede (si spiega solo per una svista del legislatore).

Abbreviato = solo in buona fede.

✗ → 10 anni se si acquista da un non proprietario un immobile sulla base della buona fede, titolo idoneo al

trasferimento della proprietà e con trascrizione del titolo nei registri immobiliari.

→ 3 anni per l'acquisto da non proprietario di beni mobili registrati con stessi requisiti di prima.

→ 10 anni per le universalità di mobili in buona fede e con titolo idoneo = no trascrizione se si tratta di beni

non soggetti al regime della pubblicità.

→ 10 anni per i beni mobili non registrati acquistati in buona fede, non occorre il titolo idoneo → se il titolo

fosse idoneo non si ha usucapione ma regola che possesso vale titolo.

Termini speciali per usucapione di piccole proprietà rurali.

Regola possesso vale titolo.

Eccezione alla regola fondamentale negli acquisti a titolo derivativo per cui nessuno può trasferire ad un altro un diritto

che non ha → chi acquista da non proprietario non può diventare proprietario. Quando si tratta di beni mobili non

registrati, l'acquirente in questo caso diventa proprietario a determinate condizioni.

1. Acquisti il possesso della cosa con la consegna della stessa da parte del dante causa.

2. Al momento della consegna sia in buona fede.

3. Se l'acquisto si fonda su un titolo idoneo.

Questa regola risponde a esigenze di sicurezza e rapidità della circolazione e si ispira al principio dell'affidamento, se

sulla cosa esistevano diritti altrui essi si cancellano e l'acquirente ne acquista la proprietà piena a condizione che tali

diritti non risultino dal titolo e che egli sia in buona fede.

Conflitto tra più acquirenti dello stesso bene mobile → diventa proprietario chi per primo ne ha ottenuto la consegna in

buona fede.

Conflitto tra più acquirenti di uno stesso diritto personale di godimento → locazione, diritto di godimento spetta a chi

per primo lo ha conseguito.

Disciplina dei frutti e delle spese inerenti alla cosa posseduta = quando il proprietario rivendica il possesso di una cosa

posseduta illegittimamente e ne ottiene la restituzione qual'è la sorte dei frutti maturati fino a quel periodo e le spese

sostenute per la cosa dal possessore?

Frutti → possessore in mala fede deve restituire tutti i frutti prodotti nel periodo del possesso; il possessore in buona

fede deve ridare al proprietario solo i frutti maturati o che sarebbero potuti maturare dopo la domanda giudiziale del

proprietario.

Spese → il possessore ha diritto ad un rimborso di quelle erogate per produrre frutti che sono poi andati al proprietario,

per le altre si prevedono rimborsi e indennità a favore del possessore in base al fatto che esso fosse in buona o cattiva

fede e che si tratti di spese per riparazioni ordinaria, straordinarie o miglioramenti. Finché non gli vengono date le

indennità il possessore può non riconsegnare la cosa al proprietario→ diritto di ritenzione.

I CONTRATTI.

La disciplina generale del contratto si divide in disciplina generale del contratto (contratto in genere) e le discipline dei

singoli tipi contrattuali (contratti speciali). Con il tempo ci sono state trasformazioni interne ai tradizionali tipi di

contratto e sono nati nuovi tipi di contratto che si aggiungono a quelli tradizionali inoltre, nello stesso tipo, possono

individuarsi diversi sottotipi di contratti ciascuno con una propria autonoma funzione e disciplina. Le disciplina dei

contratti speciali hanno una grande importanza perché il regolamento di un contratto dipende essenzialmente dalla

disciplina del tipo contrattuale di appartenenza che a sua volta determina la qualificazione del contratto. Questo vale per

i contratti tipici ma anche per quelli atipici che per colmare le lacune lasciate nel regolamento stabilito tra le parti

l'unico modo è rifarsi alla disciplina del tipo contrattuale a cui il contratto atipico si avvicina di più. I vari tipi

contrattuali possono raggrupparsi in categorie in base a vari criteri, in questo caso si adotta un criterio che tiene conto

degli effetti giuridici determinati dai vari tipi di contratti e i raggruppamenti che ne risultano hanno una certa

omogeneità anche dal punto di vista della funzione economica.

Contratti per il trasferimento della proprietà.

Vendita.

È il contratto che realizza il trasferimento della proprietà do ima casa o di un altro diritto verso il corrispettivo di un

prezzo. È un contratto oneroso, a prestazioni corrispettive e la sua causa tipica è lo scambio di un bene contro denaro.

La prestazione di trasferimento può avere come oggetto la proprietà di una cosa materiale, di un diritto su una cosa

materiale diverso dalla proprietà (vendita di usufrutto) o un diritto che non implica cosa materiali (vendita del credito).

Il trasferimento può riguardare anche universalità di beni in cui insieme ai diritti sui beni stessi vi sono anche i debiti

(vendita azienda). In quanto l'effetto è trasferire la vendita è un contratto con effetti reali, un contratto consensuale per

cui di regola ha l'effetto traslativo immediato → proprietà si trasferisce nel momento stesso in cui la vendita è conclusa

a meno che non vi sia un termine iniziale o una condizione sospensiva.

Vendita obbligatoria → effetto traslativo non immediato, si hanno effetti obbligatori. L'effetto reale non è immediato =

la proprietà non si trasferisce alla conclusione del contratto ma dopo, al momento della conclusione nascono

obbligazioni a carico delle parti.

1. Vendita alternativa = oggetto del trasferimento deve essere scelto dopo la vendita e il trasferimento si verifica

al momento della scelta prima il venditore è obbligato a mantenere integra la possibilità di scelta.

2. Vendita di cose generiche = trasferimento avviene con l'individuazione prima il venditore è obbligato a fare

quello che occorre perché si giunga all'individuazione.

3. Vendita di cosa futura = venditore obbligato a fare quello che occorre perché la cosa venga a esistenza e il

trasferimento si ha quando la cosa viene ad esistenza. Può essere un contratto aleatorio o commutativo →

vendita di cosa sperata, se non viene a esistenza la cosa la vendita è nulla.

4. Vendita di cosa altrui = venditore non è proprietario della cosa che vende e ha l'obbligo di procurare l'acquisto

al compratore. Se al momento della vendita però il compratore ignora che il venditore non è proprietario della

cosa può chiedere la risoluzione del contratto.

5. Vendita di cosa parzialmente altrui = il compratore ha diritto alla risoluzione se per lui è essenziale acquistare

la proprietà piena ed esclusiva, in caso contrario la vendita non si risolve ed egli ottiene solo una riduzione del

prezzo e il risarcimento del danno

Obbligazioni compratore = l'obbligazione principale del compratore è pagare il prezzo fissato dalle parti o nel caso in

cui non sia determinato o sia indeterminabile in base a criteri stabiliti dalle parti il contratto dovrebbe essere nullo ma

per salvare il più possibile dalla nullità un contratto fondamentale per il sistema degli scambi economici il prezzo

applicabile è quello che risulta da diversi criteri legali indicati dall'art. 1474. Le parti possono affidare la determinazione

del prezzo ad un terzo arbitratore nominato dal presidente del tribunale. Il prezzo va pagato nel tempo e nel luogo fissati

dal contratto e se esso non dice nulla va pagato al momento della consegna. Se la vendita riguarda beni mobili la legge

prevede rimedi per tutelare il diritto del venditore a ottenere il prezzo dovuto, se il compratore non paga il venditore può

chiedere l'esecuzione coattiva (vendere la cosa per conto e a spese del compratore) e la risoluzione di diritto.

Oltre al prezzo il compratore deve pagare le spese della vendita se il contratto non stabilisce diversamente.

Obbligazioni del venditore = far acquistare la proprietà al compratore se l'acquisto non è effetto immediato del

contratto; consegnare la cosa al compratore e al riguardo la legge disciplina le modalità di consegna e il luogo della

consegna (luogo deciso, dove si trova la cosa, domicilio del venditore o consegna al vettore o spedizioniere) → in caso

di inadempimento scattano i rimedi di esecuzione coattiva (se la vendita riguarda cose fungibili) o risoluzione di diritto.

La terza obbligazione del venditore è dare al compratore garanzia per i vizi della cosa e per l'evizione.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiitina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Di Gregorio Valentina.

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