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Storia e teorie dell'architettura del secondo Novecento

Philip Johnson e Henry-Russell Hitchcock

Organizzano una mostra al Museum of Modern Art (MoMA) nel 1932 in cui vengono esposte e mostrate le nuove architetture moderne prodotte in Europa dal 1922 al 1932, accompagnate da un libretto intitolato "International Style". Dopo la II guerra mondiale, il centro culturale dell'architettura diventano gli Stati Uniti d'America. È il periodo della ricostruzione post-bellica sotto l'ideologia della "bibbia di Giedion", "Space, Time and Architecture" (1941). Il testo riprende le tesi espresse nella Carta d'Atene (IV CIAM) tra cui:

  • Zonizzazione degli spazi in base alle 4 funzioni principali (abitare, lavorare, ricreazione, circolare)
  • Spazi urbani più ampi rispetto agli isolati
  • Eliminazione della rue corridor
  • Separazione traffico pedonale e veicolare
  • Preferenza di sviluppo verticale
  • Vicinanza residenze ai servizi e industrie

Conseguenze della suburbanizzazione

Queste idee hanno di conseguenza prodotto la suburbanizzazione della città con effetti sui centri urbani e sulla società: le famiglie venivano allontanate dai centri urbani che dovevano essere ricostruiti, portando a un rapido sviluppo dei sobborghi. Due conseguenze principali:

  • Impoverimento dei centri urbani: le classi più povere, i neri, vennero spostati nei centri urbani provocando di conseguenza un impoverimento degli stessi centri.
  • Sviluppo dei sobborghi: case tradizionali in legno unifamiliari realizzate lungo la strada.

La "post-modern house"

Nel 1945, Hudnut già pensava a una "post-modern house" dei sobborghi, intesa come un'industrializzazione delle case tradizionali suburbane. Elizabeth Bauer Mock, con "Built in USA 32-44", organizza una mostra che voleva superare l'International Style, trattando di nuove influenze esercitate sull'architettura moderna americana. Vengono enfatizzate nuove forme, l'uso del legno e dei nuovi materiali da costruzione. L'architettura deve tenere conto del contesto, dei materiali, del comfort, dell'intimità, ecc. Si inizia già a parlare di monumentalismo architettonico.

La fine dell'era moderna

Nel 1972, l'era dell'architettura moderna finisce con demolizioni di edifici. Questa fine è dovuta a una ricrescita economica della società e gli standard degli alloggi economici, basati sulla standardizzazione e sul collettivismo, non erano più soddisfacenti per le classi meno abbienti, che preferivano le case dei sobborghi, piuttosto che quelle periferiche del social housing moderno, ormai diventate pericolose e degradate. La demolizione del grande complesso di Pruitt-Igoe viene definito come il giorno della fine dell'architettura moderna.

Orientamenti architettonici negli USA

Tra gli anni '50 e '60, negli USA emergono tre orientamenti principali:

  • Architettura monumentale e iconica: frutto delle ricerche moderniste sul monumentalismo, capace di contrastare il fenomeno dei sobborghi. Philip Johnson fa parte di questa tendenza, diventandone un teorico e cantore.
  • Empirismo progettuale: un'architettura adattista (nel senso di adattarsi alle situazioni locali, al contesto) e regionale. È l'architettura del regionalismo. Richard Neutra, Elizabeth Bauer Mock e Lewis Mumford sono sostenitori di questa tendenza.
  • Modernismo duro e puro: quello d'origine europea, che ebbe uno scarso seguito se non nel social housing.

Regionalismo e monumentalismo

Il regionalismo è la tendenza più diffusa e praticata negli Stati Uniti perché è più legata alla cultura popolare. Tuttavia, ha un problema: è difficile da trasmettere alle nuove generazioni, anche attraverso l'istituzione universitaria. Il modernismo monumentalista è quello più facile da trasmettere e sarà quello che, alla fine, "vincerà" contro l'empirismo progettuale. Questo orientamento vede l'architettura come monumento: celebrazione di eventi culturali, politici, ecc. Monumento come espressione di forza, solidità e presenza nello spazio.

Vincent Scully e l'architettura

Nel 1965, Vincent Scully in "Tempi difficili nei sobborghi" afferma che l'architettura è un tema di significato urbanistico, collegata alla città e al monumento. L'architettura non monumentale, cioè non urbana, era quella di piccola scala, di dimensioni ridotte, forme leggere, con un carattere pittorico. L'ideologia dell'architettura suburbana era per Scully quella di piccola scala, cioè anti-monumentale. L'International Style ha un atteggiamento anti-urbano, la città era lo spazio del caos incompatibile con il moderno (da qui l'idea della tabula rasa).

Louis Kahn e una nuova era

Con Louis Kahn si entra in una nuova era: secondo Scully, egli era in grado di unire il monumentalismo al regionalismo. Nel 1955, "Order and Form", Kahn propone tre punti sull'architettura:

  • Unità integrata tra forma e tecnologia: Kahn divide lo spazio dell'uomo (spazio servito) da quello degli impianti tecnologici (spazio servente) come il corpo scala, l'ascensore, ecc.
  • Permanenza: architettura legata all'uso e soprattutto ai molteplici usi che può avere. Architettura libera, aperta a più funzioni, non più "la forma segue la funzione" ma la funzione si adatta alla forma.
  • Ordine: inteso come poetica, un principio universale. La "Yale Art Gallery" di Kahn è un esempio in cui si vedono tutti e tre gli elementi.

Susan Sontag e il concetto di "camp"

Nel 1964, Susan Sontag parla in "Notes on Camp" del concetto di "camp", un concetto urbano, caotico, basato sull'estetica e sull'esagerazione e l'artificiale (idee del post-modern).

Libri sui dibattiti architettonici attuali

Nel 1965 e 1966 vengono pubblicati quattro libri sui dibattiti attuali:

  • Changing Ideals of Modern Architecture di Peter Collins: un insieme di temi dal '700 agli anni '60 del Novecento, in cui sostiene che l'eclettismo è il filo conduttore tra l'architettura moderna e il '700.
  • Ristampa del IV volume dell'International Style di Johnson e Hitchcock: viene criticato il funzionalismo (elemento fondamentale dell'architettura moderna), ma senza proporre un superamento, viene solo visto come qualcosa che non funziona più.
  • Complexity and Contradiction of Architecture di Robert Venturi: critica il funzionalismo distaccandosi dalla monumentalità. Il concetto di "less is more" viene ribaltato in "More is not less", cioè nel senso che il modernismo è monotono e noioso. Venturi sostiene che per uscire dalla noia bisogna uscire dalle regole e accettare la poliedricità delle forme, di significati che devono divertire e comunicare, un'architettura complessa e contraddittoria. L'architettura deve attingere al mondo dei consumi (pop art), rifarsi alla main street, cioè la strada principale dei negozi e del divertimento. Da questo poi scriverà "Learning from Las Vegas" con Scott Brown e Izenour, in cui Las Vegas viene vista come simbolo di questa cultura basata sulla velocità, quotidianità, elementi simbolici come le insegne al neon, ecc.
  • L'architettura della città di Aldo Rossi: sostiene che la memoria si esprime nei monumenti, nella volontà collettiva. Parla di città e architettura analoga tra invenzione e memoria.

Venturi: sensibilità collettiva, celebrazione estetica. Rossi: volontà collettiva, produzione estetica.

IX CIAM e il tema dell'habitat

Nel 1953, IX CIAM, il tema dell'habitat è inteso come ambiente capace di soddisfare esigenze spirituali, intellettuali e fisiche. "Charte de l'habitat" (casa, distretto, strada città) che sostituisce la "Charte d'Athenes" (residenza, lavoro, trasporto, svago). Scontro tra generazioni:

  • Vecchia generazione di architetti: proseguimento della carta d'Atene.
  • Giovane generazione di architetti (Team X): superamento della carta d'Atene.

Five Architects e White Architects

Il gruppo di cinque architetti produceva architetture bianche riprendendo la tradizione formale del moderno (Le Corbusier) in contrapposizione ai Gray Architects legati al populismo venturiano. Metà anni '70: disgregazione dei Five Architects, e prevale la figura di Peter Eisenman che vuole proporre una nuova formula da contrapporre al post-modernismo. Quindi si avrà:

  • Post-modernismo: da una parte, nuova fase architetturale, superamento del moderno, ricerca della forma.
  • Post-funzionalismo: dall'altra, legata al Decostruttivismo. Eisenman parla di un nuovo metodo progettuale, decompositivo, in cui la forma si esprime attraverso l'assemblaggio di frammenti privi di significato dando un nuovo significato.

CIAM: Congressi Internazionali di Architettura Moderna

I CIAM sono organizzazioni nate dal bisogno di promuovere un'architettura e un'urbanistica funzionali, sviluppati in vari anni in città europee diverse e hanno visto protagonisti i più importanti architetti del periodo. Obiettivo: riunire gli architetti e discutere sull'internazionalità dell'architettura con confronti di esperienze svolte.

  • I CIAM – 1928 – Svizzera: discussione sulle condizioni economiche e sociali dell'architettura moderna.
  • II CIAM – 1929 – Francoforte: tema: abitazioni minime, cosa serve all'uomo? Spazio, colore, luce, aria > proposte sugli spazi minimi vitali + mostra di edilizia residenziale.
  • III CIAM – 1930 – Bruxelles: tema: metodi costruttivi razionali, scelta di tipi edilizia residenziale in funzione alla loro collocazione e significato.

Pensiero urbanistico di Le Corbusier

1922, "Ville Contemporaine a Sans Lieu": Progetto urbanistico con grandi assi di percorrenza e un grande sviluppo residenziale a blocchi su pilotis. Il terreno sottostante appartiene alla comunità e separa la costruzione dal suolo. 1925, "Plan Voisin a Paris": progetto per la città di Parigi, in cui il centro è raso al suolo (tabula rasa) perché incompatibile con l'architettura moderna. Grandi blocchi verticali residenziali cruciformi.

1929, "Urbanisme a Rio de Janeiro": Macrostruttura a nastro poggiata su pilotis, una serpentina lunga che segue l'andamento della costa. Si parla per la prima volta di megastruttura a scala territoriale (cfr. Megastrutture del '60). 1930, "Urbanisme ad Algeri": Progetto simile a quello per Rio de Janeiro, con struttura orizzontale a nastro. 1930, "Ville Radieuse a Sans Lieu": Assi di viabilità principale e secondari, zonizzazione delle funzioni: aree residenziali, aree verdi, aree industriali, ecc.

IV CIAM – 1933 – Atene

È il più importante in cui si parla di città funzionale. Per questo CIAM si sono fatti studi sulle condizioni della città. Si è prodotta la Charte d'Athenes che è l'unico prodotto scritto dei congressi in cui vengono enunciati e fissati i principi fondamentali della città. Si sostiene la zonizzazione funzionale della città e si individuano i 4 elementi principali della città: abitazione, svago, lavoro, circolazione. A questo congresso partecipano anche architetti italiani, tra cui Terragni.

V - IX CIAM

  • V CIAM – 1937 – Parigi: tema: abitazione e tempo libero/svago.
  • VI CIAM – 1947 – Inghilterra: è solo un incontro di riorganizzazione dopo una "pausa" di 10 anni.
  • VII CIAM – 1949 – Bergamo: tema: l'insediamento dell'architettura. Viene fatta la griglia CIAM, uno strumento per progettare l'urbanistica.
  • VIII CIAM – 1951 – Inghilterra: tema: il cuore della città, si parla di umanizzare la vita urbana. Qui ci sono Allison e Peter Smithson che si contrappongono alla Carta d'Atene e ad alcune idee di Le Corbusier. 1952, "Golden Lane Project" degli Smithson: Parlano di aggregazione urbana (contro l'idea dell'unità isolata di Le Corbusier dell'Unità d'abitazione a Marsiglia). Integrazione di più funzioni. Si parla di famiglia, di comunità, di strada come luogo di incontro, quartieri, città. La casa vista come abitazione privata della famiglia e allo stesso tempo parte integrante alla comunità. La strada vista come estensione della casa. C'è l'idea della strada all'aperto (street-in-the-air), simile al corridoio dell'Unità d'abitazione, ma aperto, visibile, accessibile e usato dalla gente come luogo d'incontro. A differenza del progetto lecorbusiano, "Golden Lane" è un vero tessuto urbano, una macrostruttura con vere e proprie strade, una sorta di cluster!
  • IX CIAM – 1953 – Aix-en-Provence: tema: habitat. È un concetto complesso che non vuol dire solo 'abitare'. Si vuole organizzare una Charte de l'habitat, ma si generano 2 contrapposizioni: vecchia generazione di architetti: vogliono la nuova carta come corollario, proseguimento di quella d'Atene. Nuova generazione di giovani: vogliono la nuova carta come superamento totale di quella d'Atene. Al gruppo di giovani viene dato il nome di TEAM X e viene a loro affidato l'incarico di organizzare il decimo congresso.

X CIAM e il Manifesto di Doorn

Nel 1954 viene prodotto il "Manifesto di Doorn" in cui si parla di casa isolata, villaggio (come composizione di case isolate), piccola città (come insieme di villaggi) e grande città (come insieme di piccole città) – isolate, village, town, city. Prevale l'idea che l'habitat dovrebbe essere integrato nel paesaggio piuttosto che isolato al suo interno come un oggetto.

X CIAM – 1956 – Dubrovnik

Tema: habitat e il problema delle relazioni. Le Corbusier non partecipa e manda una lettera in cui dice di essere "fuori gioco" e di lasciare spazio ai giovani. Non ci fu una soluzione, il pensiero dei giovani e quello dei vecchi era inconciliabile, perciò non si conclude nulla, la Carta dell'habitat non viene stilata. Un gruppo di iniziativa, tra cui Ernesto N. Rogers, organizza un incontro ufficioso, non ufficiale, a Otterlo e si forma il:

CIAM 59 – 1959 – Otterlo

Si cerca di trovare una soluzione, ma non si risolve di nuovo nulla. Segna la fine dei CIAM e del Movimento Moderno.

Carta d'Atene, 1933 Carta dell'habitat, 1953:

  • Abitazione – Casa (unità famigliare)
  • Lavoro – Strada (luoghi comuni)
  • Svago – Distretto (cluster)
  • Circolazione – Città (insieme di cluster)

La critica di Banham

Reyner Banham, nel 1959, nell'articolo "Neoliberty: la ritirata italiana dall'architettura moderna" in "Architectural Review" critica aspramente la tendenza, definita neoliberty da Portoghesi nel '58, dell'architettura italiana degli anni '50 praticata principalmente a Torino (Gabetti e Isola) e a Milano (BBPR, De Carlo, Gae Aulenti), dopo la delusione del padiglione italiano all'Expo di Bruxelles del 1958 e l'allestimento della sezione italiana del London Furniture Exhibition dei BBPR nel 1958. Banham sostiene che non bisogna ricercare nel passato le soluzioni. Si oppone al recupero dell'Art Nouveau, al suo revival, di alcuni architetti italiani pubblicizzati dalla rivista "Casabella Continuità", allora sotto la direzione di Rogers. Il revival, secondo Banham, ha senso solo se si ripete una situazione analoga a quella del tempo che si pretende di far rivivere, altrimenti non ha senso di esistere. Le riviste romane e milanesi continuavano a pubblicare opere di Horta, Gaudí, D'Aronco, Sullivan, Hoffmann.

Banham considera, inoltre, l'Art Nouveau non tanto come precursore del Movimento Moderno, ma più come ultimo stile dell'eclettismo. Sarebbe più corretto, per Banham, piuttosto un revival del De Stijl, come avvenuto nei paesi anglosassoni, poiché considera il De Stijl come vero precursore del Moderno, anche perché è avvenuto dopo il 1907, anno spartiacque in cui è nato il Cubismo. Per Banham l'Art Nouveau è morta a causa della rivoluzione culturale e tecnologica irreversibile che ha portato una rivoluzione domestica, come già nel 1909 Marinetti aveva riconosciuto. Banham criticava l'eclettismo di Luigi Vagnetti, mentre vedeva le qualità architettoniche nelle opere di Luigi Moretti a Roma, che i Milanesi contrastavano. Per Banham il Moderno era praticato in Italia, prima della seconda guerra, solo come stile ma non era praticato come disciplina totale come dimostra la Casa del Fascio di Terragni a Como.

La risposta di Rogers

Rogers risponde sempre nel 1959 con un articolo "L'evoluzione dell'architettura" su "Casabella Continuità" in cui sostiene l'importanza della conoscenza del passato e l'idea che l'architettura debba guardare alla storia ai fini progettuali. Per Casabella Continuità la modernità è nel portare avanti le tradizioni dei maestri del Movimento Moderno (Le Corbusier, Aalto, Wright, Mies) ma anche di riscoprire la bellezza, non più tanto apprezzata, delle architetture del passato come quelle di Horta, Gaudí, D'Aronco, Sullivan, Scuola viennese. Rogers critica l'idea (a suo avviso senza senso) di Banham per la quale sarebbe più corretto considerare un revival del De Stijl piuttosto che del Liberty solamente perché uno avvenuto dopo l'altro, si sfocia cioè nel formalismo se le forme non vengono storicizzate (cioè ripercorse criticamente), ma solo valutate in base a un'astratta linea di sviluppo (quella del 1907). Secondo Rogers Moretti nega i presupposti teorici e soprattutto morali della loro lotta. Banham, secondo Rogers, definisce neoliberty architetti troppo diversi tra loro, q

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luke1310 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e teorie dell'architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Castellano Aldo.
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