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Molinari – Storia del teatro

Sommario

  • Le origini della tragedia greca e i cori dei satiri ........................................................ 2
  • Spettacolo tragico nel V secolo a.C. ........................................................................ 4
  • 3 grandi tragediografi del V sec. - Eschilo, Sofocle, Euripide ...................................... 5
  • Aristofane e la commedia antica ............................................................................... 7
  • Teatri ellenistici e romani .......................................................................................... 9
  • Tragedia e commedia romane ................................................................................. 11
  • Mimi e giullari nel medioevo .................................................................................. 14
  • Drammi liturgici ...................................................................................................... 15
  • Misteri e sacre rappresentazioni .............................................................................. 16
  • Teatro rinascimentale - classicismo umanista e recupero delle antiche forme sceniche ....................................................................................................................... 18
  • Teatro erudito del ‘500 italiano ............................................................................. 20
  • Melodramma (fine ‘500) ....................................................................................... 23
  • Commedia dell’arte - seconda metà del 500 ......................................................... 25
  • Teatro francese pre-classico .................................................................................. 27
  • Teatro classico francese ......................................................................................... 29
  • La Comédie Française ........................................................................................... 32
  • Teatro spagnolo ..................................................................................................... 34
  • Il teatro dei Corrales - teatri pubblici spagnoli ...................................................... 36
  • Teatro elisabettiano ............................................................................................... 38
  • Spettacolo elisabettiano ......................................................................................... 42
  • Il teatro della Restaurazione .................................................................................. 44
  • Pillole di storia del teatro ............................................................................................. 47

Le origini della tragedia greca e i cori dei satiri

Le basi storiche della tradizione teatrale occidentale risalgono alle rappresentazioni tragico-comiche del V secolo a.C. ad Atene.

Sullo sviluppo delle rappresentazioni tragico-comiche

Aristotele ed Erodoto collegano la tragedia al ditirambo: un canto lirico di tipo corale, accompagnato da danze (forma spettacolare e letteraria). Aristotele afferma che la tragedia nacque dagli exarchontes: coloro che danno il tono al ditirambo con la loro narrazione più o meno improvvisata, inframezzata da canti e danze. L’exarchon finirà con l’incarnare un personaggio vero e proprio, anziché narrarne le imprese e le gesta.

Erodoto parla di:

  • Origine dionisiaca della tragedia.
  • Cori tragici.

Tre ipotesi sull’origine della tragedia:

  • Un capro (tragos) era il premio assegnato al miglior coro ditirambico (“dei capri” tragon oidé).
  • Tragedia indicava un secondo coro ferino aggiunto a quello ufficiale del ditirambo.
  • Tragos significa anche “forza e potenza” da un termine indoeuropeo; per cui la tragedia nascerebbe da una forma di rappresentazione che racconta le gesta di un eroe.

Gli spettacoli tragici venivano allestiti nel corso delle Grandi Dionisie, feste in onore di Dioniso. Ogni autore presentava una tetralogia che prevedeva un gruppo di 4 drammi, 3 tragedie e 1 dramma satiresco.

Dramma satiresco posteriore all'affermarsi della tragedia

I satiri erano impersonati dagli attori tramite maschere. L’azione satiresca poteva essere coreografica o drammatico rappresentativa, evocare forze naturali o coinvolgere personaggi divini e eroici. Sikinnis - una danza del dramma satiresco, caratterizzata da movimenti rapidi e secchi.

Vaso di Pronomos - uno dei più importanti documenti per la conoscenza del teatro greco:

  • Satiri - raffigurati come personaggi mitici (non come attori che li interpretano).
  • Riferimento alla pratica teatrale, dimostrata dalle maschere che satiri e personaggi tengono in mano; hanno lineamenti maschili ed esprimono alterazioni sentimentali.
  • Costumi scenici, ricchi e dignitosi, diversi da quelli usati nella vita comune.

Due elementi restano distinti nelle loro caratteristiche di stile:

  • Divinità olimpiche;
  • Satiri.

Lo spettacolo tragico è il luogo di confronto tra due aspetti antitetici della realtà umana e metafisica:

  • Momento apollineo - luminoso ed elevato, rappresentato dalle divinità olimpiche,
  • Terragno vitalistico, prende corpo nella figura animalesca dei satiri.

Spettacolo tragico nel V secolo a.C.

Struttura teatrale dell’edificio

Con riferimento al teatro ateniese di Dioniso Eleutero dove le tragedie delle Grandi Dionisie vennero rappresentate per la prima volta:

  • Cavea - gradinata dove prendevano posto gli spettatori, inizialmente di forma trapezoidale, poi semicircolare. Poteva ospitare oltre 17.000 persone.
  • Area della recitazione - due piani distinti per lo svolgimento dell’azione:
    • Orchestra (dal greco “danza”) - spazio prima trapezoidale poi circolare, compreso tra le gradinate e circondato da una stretta terrazza dove coro e attori recitavano.
    • Gli attori agivano su una piattaforma innalzata (equivalente del nostro palcoscenico) al centro dell’orchestra.
  • Timele - altare posto alle spalle dell’orchestra, elemento religioso costante ed amalgamato al quotidiano.
  • Skené - baracca usata come elemento scenico e dagli attori per cambiarsi. Verrà poi attestata come elemento fondamentale.
  • Paraskenia - piccoli edifici posti ai lati della skené, dotati di porta e forse adornati di colonne (aggiunti in seguito).
  • Parodos - corridoi laterali usati da attori e coro per raggiungere l’orchestra (parodos è anche il nome del canto di ingresso del coro).

L’azione del coro sarebbe collegata a quella attoriale: i due gruppi occupavano l’ampio spazio dell’orchestra, in cui le danze corali continuavano, e non intramezzavano, l’azione degli attori. Nel corso di circa un secolo, il teatro assunse la sua forma definitiva, con l’orchestra disposta in forma circolare e le gradinate disposte di conseguenza.

Forme generali dell’antica rappresentazione tragica

Gli spettacoli tragici avevano un carattere eccezionale, si svolgevano una volta all’anno, sotto la sorveglianza dell’autorità pubblica: si trattava di un concorso al quale venivano ammessi tre poeti selezionati preventivamente.

La tragedia classica era costituita da:

  • Dialogo di due o tre attori fra loro,
  • Coro di 15 persone.
  • Maschere - differenti tra loro per colore, pettinatura, ricchezza della barba, espressione delle sopracciglia, ecc.
  • Dialoghi - costituivano gli atti della tragedia, intercalati da stasimi, intermezzi lirici del coro.
  • Kommòs - momento di più alta tensione drammatica, gli attori potevano essere coinvolti nel canto e nella danza del coro.

3 grandi tragediografi del V sec. - Eschilo, Sofocle, Euripide

La struttura del linguaggio scenico fu fissata da Eschilo nei suoi termini più generali e nei suoi elementi: costumi, maschere, passi di danza, struttura scenografica.

Tragedie di Eschilo

  • Coro - esprime sentimenti e passioni con canti, movimenti e danze.
  • Skené - assume funzione di scenografia: sono presenti porte realistiche, simboli che rappresentano alberi e luoghi.
  • Costumi degli attori - maestosi per rendere solennità e nobiltà e rievocare l’atmosfera del mito (escludendo l’aneddoto quotidiano).

Tragedia: Trilogia degli Atridi.

Tragedie di Sofocle

  • Personaggi grandi, mobili e dinamici, dominati da una passione irrefrenabile.
  • Sticomitia - momento più serrato del dialogo che diventa travolgente azione drammatica.
  • Coro - inizia a perdere il suo valore primario: è funzionale, nella sua azione, all’eroe.

Tragedia: Antigone.

Tragedie di Euripide

  • Coro: la sua importanza letteraria diminuisce.
  • Costumi - i personaggi (anche regali) vestivano di stracci, portano una sorta di realismo, provocando all’epoca scandalo.
  • Paraskenia: viene decorata, ingrandita, arricchita da colonne e pannelli dipinti per dare l’idea di più ambienti.
  • Euripide porta la tragedia verso un livello melodrammatico: opere mescolavano l’elemento tragico e l’elemento comico (tragicommedie) e intaccavano la solennità.

Tragedia: Medea.

Drammaturgo - definito didaskalos, equivalente del nostro “maestro”

I primi tragediografi riunivano funzioni di autore, regista, attore, che già iniziano a essere separate in Sofocle.

Struttura della tragedia secondo Aristotele

Nel trattato Poetica, Aristotele esamina la struttura della tragedia del V secolo.

  • Prima di Eschilo la tragedia consisteva nel dialogo tra un attore e il coro, Eschilo introdusse un secondo attore e Sofocle un terzo.
  • L’uso della scenografia dipinta risale a Sofocle.

Sulla sistemazione del rapporto tra testo letterario e spettacolo: Aristotele considera la tragedia come un’opera letteraria, comprensibile ed esauribile nella semplice lettura. La rappresentazione è uno strumento di comunicazione del testo poetico. La tragedia deve suscitare pietà e terrore, a prescindere dal vederla o meno rappresentata.

Aristofane e la commedia antica

Commedia antica

Aristotele - il termine komos (“commedia”) indicava i cortei accompagnati dai canti fallici intonati dagli exarchontes e dedicati al dio Dioniso. Ad Atene le commedie si svolgevano in occasione delle Feste Lenee o delle Grandi Dionisie. Nella commedia recitano tre attori (come nella tragedia di Euripide) mentre il coro è formato da 24 persone.

Storia della commedia

Si divide in tre fasi:

  • Antica,
  • Di mezzo,
  • Nuova.

Fase antica V sec. - 404 a.C.

Triade oraziana: Eupoli, Cratino e Aristofane, esponente più rappresentativo della commedia dell’antica Grecia.

Struttura della commedia antica

Due segmenti fondamentali della commedia:

  • Parabasis - sfilata di coro e attori accompagnata da uno scambio di versi ironici, forti e offensivi cui seguiva:
  • Agone - contrasto tra gli attori, dinamica recitativa della scena.

Di Aristofane ci pervengono 11 commedie integrali (Lisistrata, Le nuvole, Le rane). Caratteristiche:

  • Trama - esile, ricchezza di temi e contenuti sulla problematica sociale e politica della polis ateniese. Il pubblico veniva chiamato in causa e preso di mira, si veniva a creare un vero e proprio dialogo.
  • Coro: funzione intensa e varia, integrata nella rappresentazione in cui interviene di frequente. Contribuiva a creare una dimensione fantastica che si trovava anche nel testo. Essenza duplice del coro: ferina e umana. I coreuti agivano su un piano caricaturale utilizzando una mimica intensa (il grottesco investiva solo i personaggi negativi).
  • Recitazione degli attori - grottesca, caricaturale, rappresentava l’eccesso attraverso una mimica intensa (≠ dalla solennità della tragedia) che dava spazio alla piccola umanità nei suoi atteggiamenti più spontanei e veri.

Flyax farsa filiaca italiota

Tematiche - la f. f. è stata relazionata con la hylarotragodia, parodia mitologica dove la caricatura di eroi e dei assume i limiti del grottesco più spinto. La mimica è violenta e dilatata e si usano degli accessori per accentuare gli aspetti caricaturali (Zeus fatto sedere un trono enorme, e somigliava a un bambino sul seggiolone).

Fase di mezzo 404 a.C. - 388 a.C.

Con la sconfitta da parte di Sparta, Atene perse l’indipendenza politica e anche la drammaturgia, specchio della società, cambiò. La struttura formale e i contenuti drammatici della commedia furono sovvertiti. Caratteristiche generali - vengono meno:

  • Parabasi,
  • Ruolo del coro - ridotto a interventi occasionali,
  • Dimensione caricaturale dei personaggi,
  • Tematiche politiche sostituite da tematiche morali, la cui interpretazione è affidata a personaggi allegorici.

Fase nuova 388 a.C.

Atene, sconfitta dai Macedoni, perse l’indipendenza politica e di conseguenza la dimensione culturale. Caratteristiche - la struttura della commedia prevedeva:

  • Prologo,
  • Episodi,
  • Odi corali;

Richiama strutture e tematiche della tragedia di Euripide, in base a due elementi:

  • Intreccio - successione di episodi con schema logico molto serrato (squilibrio iniziale ed equilibrio finale) nel rispetto di una consecutio di causa ed effetto.
  • Carattere - il personaggio viene proposto nel suo tratto psicologico caratteristico (tipo).

Alcune tematiche scompaiono: amori impediti, bambini ritrovati, scoperte, tradimenti, uccisioni. Tutto ciò che ingigantiva l’immagine dell’uomo (volgarità, deformazioni fisiche). Mentre l’immagine del personaggio si riduce, lo spazio della scena si espande e si dilata.

Teatri ellenistici e romani

Atene era l’epicentro politico, sociale, culturale e religioso e influenzava tutti i centri della Grecia e le zone al di fuori. Il teatro era luogo di spettacolo ma anche di adunanze politiche e di grandi manifestazioni.

Storia dell’edificio teatrale antico

La storia del teatro è la storia dei suoi elementi costitutivi:

  • Orchestra,
  • Cavea,
  • Skené,
  • Parodoi, del loro significato, della loro funzione, dei loro rapporti interni.

Caratteristiche del teatro greco IV sec.

  • Cavea - le gradinate vennero costruite in pietra (prima erano di legno) sfruttando la pendenza naturale di piccole colline e assunsero forma semicircolare.
  • Skené - venne costruita in pietra, il tetto iniziò ad essere usato per l’apparizione di personaggi o le scene sui piani alti. Vennero aggiunti:
    • Porticato di colonne,
    • Pinakes (quadri) elementi pittorici con la funzione di ambientare gli eventi del dramma.
    • Proskénion, corrispondente del nostro palcoscenico, mentre l’orchestra rimaneva disponibile per il coro. Così il complesso scenico divenne un edificio a due piani: il primo forniva lo sfondo al coro, il secondo agli attori.

Teatro romano

55 a.C. Pompeo fece costruire il primo teatro stabile, in pietra (prima erano costruiti in legno). 13 a.C. - furono costruiti i teatri di Balbo e di Marcello.

Elementi di differenza tra teatri greci e romani

  1. Differenza strutturale: le gradinate semicircolari della cavea si appoggiano su una struttura portante esterna (non su declivi naturali), formata da serie di arcate attraverso la prima delle quali si entra nel teatro.
  2. Funzione degli elementi interni:
    • Coro assente quasi del tutto.
    • Orchestra - vede dimezzare il suo spazio, che diviene semicircolare. Scomparso il coro, diventa una platea per gli spettatori di riguardo.
    • Si ha un abbassamento della scena a misura d’uomo. SCAENAE FRONS (skené greca) diventa più imponente. È formata da una serie di colonnati marmorei sovrapposti su diversi piani. Rappresentava spesso la facciata di un palazzo regale. Sembra costruita in funzione della rappresentazione tragica.
    • Tre porte (della scaenae frons) funzionali allo spettacolo tramite cui i personaggi entrano in scena:
      • Regia (porta centrale) - elemento centrale del teatro, la più imponente e adorna.
      • Hospitalia - due porte laterali che si aprivano su brevi rientranze della struttura.

Vitruvio nel De Architectura parla di tre tipi di scenografia dipinta inserita negli intercolumni: Tragica, Comica, Pastorale.

Versurae e vomitoria (parodoi greche) - sbocchi coperti a volta tramite i quali il pubblico entrava ed usciva dal teatro. I vomitoria connettevano l’edificio scenico alla cavea, saldando in un unico spazio i diversi elementi. L’impressione di conclusa organicità era rafforzata dal fatto che spesso il teatro era coperto da una grande tenda. Il teatro romano non è un prodotto autogeno, ma una rielaborazione dotta di una cultura estranea.

Tragedia e commedia romane

Terenzio e Plauto

Terenzio e Plauto costruirono le loro commedie mutuandone trama, taglio e costruzione da esempi greci (commedia borghese e romantica di Menandro). Allo stesso modo Livio Andronico, che scrisse tragedie in latino, si rifece ai grandi tragici greci.

Tragedia romana

Autori: Seneca e Livio Andronico. Di fronte ad una tragedia, il pubblico ateniese assisteva ad una rielaborazione di miti e storie che costituivano la propria cultura. A Roma la situazione è opposta: il teatro diventa strumento per analizzare e assimilare una cultura estranea alla tradizione locale, adeguandola a nuove esigenze sociali e politiche. Questo processo di assimilazione poteva essere vissuto solo da un pubblico ristretto. Nasce il classicismo: patrimonio di forme e contenuti antico e straniero, posseduto solo da una ristretta élite.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eli16 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof D'Avascio Roberto.
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