Istituzione di diritto privato
Parte 1: Introduzione
Lezione 1
Solo di lettura e comprensione (no all’esame): La nostra vita è basata su dei contratti. Si nasce con un contratto e si muore con il medesimo. Il fatto di poter camminare liberamente sul territorio nazionale è il risultato di un contratto tra stato e comunità sociale. Il carattere essenziale dell’uomo è la sua relazionalità, l’essere in rapporto con gli altri.
Il diritto è un’esigenza che deriva da un problema di relazione sociale. Il diritto è un sistema di regole per la soluzione di conflitti fra gli uomini. Le regole servono per organizzare delle probabilità di successo all’interno di una società. Es. regole di organizzazione valgono per tutti coloro che partecipano attivamente e non, all’obiettivo sociale. Regole di condotta come mi devo comportare.
Regole giuridiche e non giuridiche
Nessuno può usare la forza verso gli altri se non nel caso di legittima difesa (caso eccezionale) = norma giuridica. Regole non giuridiche possono essere di condotta come “Il mio vicino di banco si scaccola e attacca la caccola sul banco”: questo comportamento è più da disciplinare/correggere con una regola sociale che con una regola giuridica.
Altre regole esistono e appartengono a ordinamenti diversi dal nostro che vanno sotto il controllo di queste due caratteristiche. Abbiamo una pluralità di ordinamenti. Es. sono tesserato alla lega calcio nazionale, sono un giocatore di calcio, in una partita faccio un fallo e subisco una sospensione, (vedi Ronaldo espulsione coppa campioni) ovvero subisco effetti diretti (anche non essendo membro della lega calcio, se infrango le regole subisco gli effetti diretti delle decisioni prese in conformità dell’ordinamento di appartenenza).
La stessa effrazione è tale, sia per il diritto canonico che per quello interno. La norma regola i nostri comportamenti o previsioni di comportamenti. Essi possono essere conformi o non conformi (difformi) alla regola: “non uccido” o “uccido”.
La norma giuridica
La norma giuridica è l’unità elementare del sistema del diritto. L'ordinamento giuridico è l’insieme delle norme che lo compongono. Si parla di istituto per indicare un’aggregazione di norme tra loro coordinate per assolvere una funzione unitaria: es. istituto della proprietà ecc.
Ciascuna norma consiste in una proposizione precettiva (direttamente regolante una fattispecie) formulata in termini generali e astratti. I destinatari sono i soggetti cui la norma si rivolge imponendo o proibendo dati comportamenti: es. art. 1321 “Il contratto è l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”.
Norme giuridiche
Le norme giuridiche sono precetti (è una norma, un obbligo, un comando) generali e astratti. Generali: non si rivolgono a singole persone ma a una serie di persone. Astratti: non riguardano fatti concreti ma una serie ipotetica di fatti.
Le norme cercano di risolvere i conflitti. Sono regole precostituite, ovvero non sono create quando sorge il conflitto ma prima del suo insorgere e per l’eventualità che insorga. La sentenza è un comando che si rivolge a singole persone emanata dal giudice e riguarda un fatto determinato. Questa precostituzione delle regole per la soluzione dei conflitti uniforma l’assetto complessivo della società e si adegua a un dato modello di convivenza sociale.
I consociati devono sapere quali sono i comportamenti leciti e quelli illeciti giuridicamente, quali gli interessi protetti e non, dal diritto. Le norme di diritto comune o di diritto generico sono le norme con il più alto grado di generalità e astrattezza che si rivolgono a chiunque e si riferiscono a qualunque fatto.
Tali sono anche quelle che prendono in considerazione specifiche condizioni come quelle di proprietario, debitore, creditore, coniuge, genitore, e così via, nelle quali chiunque, almeno in astratto, può venirsi a trovare.
Le norme
Le norme sono poste come generali, che riguardano tutti, e astratte, cioè come già detto, riguardano sempre una fattispecie (dal latino factis species fatti concreti, immagine del fatto). Es. acquisto un iPhone 10 a 800 euro da Medstore. Esiste un articolo del codice che disciplina il contratto di compra-vendita. Io ho effettuato la compra-vendita. Nel codice ci sarà un articolo che conterrà la norma generale / astratta sulla compra-vendita effettuata da tutti, possibilmente più tutti i casi concreti specifici connessi all’atto della compra-vendita.
Il giurista non fa altro che combinare i casi concreti con i casi astratti, ovvero fa una sussunzione: individuo il caso concreto e lo riconduco a una norma generale. La sussunzione fa parte dell’interpretazione di una norma, serve per collegare il fatto alla norma. Questo lavoro lo fa anche il giudice. Chi viola le regole è soggetto a sanzioni, da qui la norma giuridica atta a disciplinare comportamenti trasgressivi o di conflittualità sociale.
Sunto
La norma giuridica
Il concetto: è il comando/precetto generale ed astratto rivolto a tutti i consociati con il quale si impone ad essi una determinata condotta sotto la minaccia di una determinata reazione e cioè una sanzione.
Le caratteristiche:
- Generalità: Le norme sono rivolte a tutta la comunità nella sua interezza.
- Astrattezza: La norma disciplina una fattispecie generale ed astratta e non si rivolge a un singolo caso.
- Obbligatorietà: L’osservanza della norma è garantita con la previsione di una particolare reazione contro chi non la osserva, pertanto tale reazione si traduce in sanzione.
La struttura
La norma giuridica è composta dal precetto e la sanzione. Il precetto è il comando contenuto nella norma o la regola comportamentale da rispettare. La sanzione invece è la minaccia di una reazione da parte dell’ordinamento giuridico per ipotesi di violazione del precetto (a chi viola le norme). Le sanzioni sono la pena, l’esecuzione, il risarcimento e la riparazione.
Efficacia
Nel tempo e nei limiti spaziali. Per il primo la norma entra in vigore con efficacia erga omnes dopo la pubblicazione da parte del presidente della repubblica e della Gazzetta Ufficiale e del decorso di 15 giorni dalla pubblicazione cautio legis. Trascorso tale periodo la legge diviene obbligatoria per tutti.
Nei casi di conflitti tra più fonti con stessa forza giuridica la norma successiva abroga quella precedente via dichiarazione espressa del legislatore: tacita, referendum popolare o decisione di illegittimità costituzionale pronunziata dalla corte costituzionale. Efficacia nello spazio, ci sono le norme di diritto internazionale che indicano quali norme devono essere applicate o quali debbano essere rinviata a quelle straniere.
Irretroattività delle leggi
Il codice civile sancisce l’irretroattività delle norme giuridiche. La legge non ha effetto retroattivo. Derogabili in via eccezionale leggi penali più favorevoli al reo, leggi di interpretazione autentica, leggi di ordine pubblico che tutelano i fondamentali interessi dello stato, sono retroattive.
Il diritto
È un sistema di regolamentazioni (o sistema basato su regole) posto in essere per risolvere problemi di conflittualità sociale a cui i soggetti appartenenti a una collettività si devono uniformare. Esso si distingue per il carattere della coercitività che differisce dall’interiore adesione dell’individuo ai valori che si esprimono opposto all’esterna costrizione. Di sistemi di regole ce ne sono diversi e hanno forza obbligante superiore a quella del diritto. Es. i più si astengono nel rubare o dall’uccidere per ubbidienza a un principio ancor prima morale che per timore della legge.
Il diritto è un sistema organizzato per imporre l’osservanza delle proprie regole. È coercitivo poiché elimina le conseguenze della trasgressione:
- Chi costruisce in violazione del diritto riceve un ordine di demolizione e se trasgredisce anche questo la costruzione sarà demolita con spese a suo carico per disposizione dell’autorità giudiziale.
- Chi non paga un debito può essere assoggettato a esecuzione forzata; i suoi beni vengono venduti sempre per disposizione dell’autorità giudiziale e con il ricavato delle vendite, rimborsato il creditore.
Questi sono due casi in cui è materialmente possibile eliminare le conseguenze della trasgressione (infatti è un caso di regolamentazione dei rapporti giuridici). Ma quando non è possibile? Come eliminare le conseguenze di un omicidio?
Per le trasgressioni più gravi, ovvero i reati, assumono il carattere della pena (chi uccide sa che sarà scoperto, verrà condannato alla pena della reclusione non inferiore a 21 anni).
La legittimazione del diritto
Esso è posto da un’autorità superiore e obbliga tutti coloro che sono sottoposti ad esso. È un insieme di comandi ai quali si deve ubbidire. Esso vige perché accettato se non da tutti, dalla maggior parte di coloro che si sono sottoposti. La sua legittimazione dunque è il consenso.
Prof:
Il diritto naturale viene prima del concetto di diritto: concetti precedenti al sistema delle regole. Sono cioè dei principi che disciplinano ex-ante la vita dei soggetti in via naturale: la pace per esempio. Si applica il diritto perché esiste una norma che regola i comportamenti. I principi sono fondati su valori umani di rilevante importanza: la libertà personale, di soggiorno sono valori primari. C’è una gerarchia di valori. La costituzione è divisa in due parti, la prima parte riguarda i principi dell’uomo, la seconda i diritti economici.
Le regole dell’ordinamento giuridico spesso vanno in conflitto con quelle che sono le norme etiche, economiche, sociali, morali, poiché cerca di dare loro una base. Es. 40 anni fa non sarebbe stato accettato che si sfoggiassero tatuaggi inguinali in TV (Belen). I contratti possono infrangere principi morali o di buon costume. Se ciò accadesse nessuna delle due parti potrebbe richiedere l’uso della forza pubblica per risolvere la controversia scatenata (es. pagamento o restituzione dei soldi dopo essere andati con una prostituta).
Regimi democratici e autoritari
Tutti i regimi democratici sono fondati sul consenso popolare. I regimi autoritari sono fondati sul concetto della forza e non sul consenso comune. Il regime democratico democratos: governo del popolo. Un'altra funzione del diritto è quella di proibire di risolvere i conflitti con l’uso della violenza.
Organizzazione del diritto
Per ordinare una società secondo il diritto è necessaria un’organizzazione:
- Un’autorità superiore che crei regole per la soluzione dei conflitti;
- Un’autorità superiore con la funzione di applicarle;
Lo stato, la comunità europea, gli enti locali, le regioni, ovvero dagli organi dello stato: parlamento, governo, consiglio europeo, consiglio regionale o provinciale o comunale. L’applicazione è dettata dall’organo giudiziario ovvero dalla corte di giustizia.
Il sistema delle fonti del diritto italiano
Per quanto riguarda il sistema delle fonti del diritto italiano, esso è strutturato secondo una gerarchia delle fonti. Le fonti si distinguono in scritte (le leggi e i regolamenti) e non scritte (usi e consuetudini). Norme di grado inferiore devono subordinarsi a norme di grado superiore.
Approfondimento
Le fonti da codice civile sono quegli atti o fatti dai quali traggono origini le norme giuridiche. Fonti di produzione e fonti di cognizione. La prima rappresenta tutto il sistema normativo dell’ordinamento giuridico, chi produce le norme. Sono cioè i modi di formazione delle norme. Le seconde invece sono costituite da quegli strumenti per mezzo dei quali le norme vengono identificate e rese conoscibili (Gazzetta Ufficiale, bollettino ecc..). Sono cioè i testi che contengono le norme giuridiche già formate.
Ordine delle fonti del diritto
Le norme contenute in fonti di grado superiore vincolano l’attività produttiva di norme mediante fonti di grado inferiore; queste non possono produrre norme in contrasto con quelle già formate da fonti di grado superiore, pena l’illegittimità delle norme che risultino in contrasto. Es. le leggi ordinarie non possono contrastare con le norme costituzionali. I regolamenti non possono contrastare con le leggi ordinarie. Per i regolamenti comunitari, le leggi regionali e per gli usi il criterio del rispetto delle norme di grado superiore si combina con quello dell’ambito di materia entro il quale ciascuna di queste fonti può operare.
Leggi e regolamenti
- Leggi comunitarie e regolamenti comunitari: Sono atti normativi dell’unione europea i quali hanno efficacia nel territorio degli stati membri e vincolano al pari delle norme di fonte statuale.
- La costituzione: è la legge fondamentale della repubblica italiana natura rigida ovvero modificabile soltanto con appositi procedimenti speciali: il procedimento di revisione costituzionale che è diverso dal normale procedimento di formazione delle leggi (sono dette elastiche le costituzioni che come il nostro Statuto Albertino, possono essere modificate con l’ordinario procedimento di formazione delle leggi e quindi di qualsiasi legge). In vigore dal 1/1/1948 contiene le regole fondamentali sull’assetto politico e istituzionale dello stato italiano, contiene in particolare le norme organizzative dei pubblici poteri (parlamento, governo e magistratura) e i princìpi fondamentali di riconoscimento e garanzia dei diritti inviolabili della persona. Può essere abrogata o modificata soltanto con altre leggi costituzionali.
- Altre leggi costituzionali: Sullo stesso piano delle prime. Emanate dal parlamento con procedura più complessa delle ordinarie. Queste sono emanate in materia per le quali la costituzione formula una riserva di legge costituzionale, ovvero dispone che solo con legge costituzionale si possono regolare determinate materie. Una norma che sia in contrasto con la costituzione o con altre leggi costituzionali si dice essa sia costituzionalmente illegittima.
- Leggi ordinarie: Fonti di produzione del diritto, sono quel procedimento di formazione di norme giuridiche che è regolato dagli art. 70ss Cost. Leggi formali e sostanziali. Le prime sono approvate dal parlamento secondo la procedura ordinaria prevista dalla Cost., le seconde sono tutti gli atti a contenuto normativo indipendentemente dagli organi che l’hanno posto in essere e quale che sia il loro procedimento per la loro formazione. Per legge si intende qualsiasi atto normativo posto in essere dagli organi competenti nei modi e nelle forme previste dalla costituzione. Ad esse sono equiparati: i decreti legge, decreti legislativi.
- Leggi regionali: Atti normativi emanati dalle regioni nell’ambito della potestà legislativa a loro concessa.
- Regolamenti: Atti normativi emanati dal governo e da altre autorità amministrative per disciplinare la pratica applicazione delle leggi e la disciplina delle singole materie.
- Gli usi: Parte delle fonti non scritte. Sono comportamenti reiterati che nascono spontaneamente nel corpo sociale per effetto della costante osservanza protratta nel tempo di una certa condotta. Due elementi caratterizzanti: oggettivo il comportamento tenuto dalla generalità dei soggetti in modo costante ed uniforme nel tempo. Soggettivo deve sussistere la convinzione della giuridica doverosità di quel determinato comportamento. Possono essi regolare solo quelle materie non disciplinate dalla legge o dai regolamenti, hanno infatti piena efficacia. In generale vengono applicate (può cioè esistere) laddove manchi una norma di rango superiore ovvero legge, regolamenti, legge costituzionale, provvedimenti comunitari internazionali (usi praeter legem). Nelle materie regolate da leggi o da regolamenti la consuetudine ha efficacia solo in quanto da essi richiamata (usi secundum legem).
Possibile domanda per voto alto
Quanti tipi di usi conosci?
- Uso normativo: quello esplicitato sopra;
- Uso negoziale art. 1340 del C/C: “le clausole d’uso si intendono inserite nel contratto se non risulta che non sono state volute dalle parti”. Essendo queste, fonti non aventi forza di legge, le parti coinvolte possono rifiutare la loro applicazione.
- Uso interpretativo art. 1368: “le Clausole ambigue si interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui il contratto è stato concluso. Nei contratti in cui una delle parti è un imprenditore, le clausole ambigue s'interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui è la sede dell'impresa”.
Interesse a conseguire e interesse a conservare
Art. 1372 efficacia: “Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso”. Art 1321 nozione: “Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”. È il principale atto di vita privata. È il modo in cui le parti raggiungono i propri interessi. Abbiamo, ognuno di noi, due principali interessi:
- Un interesse a conseguire: consiste nell’ottenere qualcosa (la laurea, un posto di lavoro, un ruolo sociale ecc).
- Un interesse a conservare: mantenere il proprio posto di lavoro, conservare un’amicizia ecc.
Questi due interessi danno vita alle controversie nel diritto. Affinché essi siano protetti dal diritto devono essere leciti e non interferire tra di loro (es. un ladro non può avere...)
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto Privato - Riassunto completo
-
Diritto Privato - Riassunto completo
-
Diritto privato comparato - riassunto completo
-
Riassunto completo Diritto Privato