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Le fonti

Le fonti del diritto sono atti idonei a creare, modificare o estinguere una norma giuridica. Ogni norma dipende da un ordine gerarchico, dove al vertice c'è la Costituzione. Le fonti si distinguono in fonti di produzione e fonti di cognizione.

Le fonti di produzione sono le decisioni prese da alcuni organi della Repubblica che possono creare norme giuridiche. Questi organi sono divisi secondo l'ordine gerarchico e si distinguono in:

  • Assemblea costituente
  • Parlamento europeo
  • Parlamento
  • Governo
  • Regione
  • Autorità amministrative

Le fonti di cognizione sono tutti quei documenti che consentono di conoscere le norme giuridiche. Questi documenti sono: la Gazzetta ufficiale europea, la Gazzetta ufficiale e il BURP, ovvero il bollettino ufficiale della Regione Puglia.

I criteri di coordinamento tra le fonti si dividono in:

  • Gerarchico: le leggi inferiori non possono contrastare le leggi superiori, le possono arricchire di particolari, ma mai contraddire.
  • Cronologico: le leggi meno recenti vengono sostituite dalle leggi più recenti (legge nuova caccia la legge vecchia).
  • Di competenza: alcuni settori sono riservati a determinati organi, come per esempio, le leggi regionali sono riservate alla regione, quindi gli altri organi anche se superiori non possono intervenire.

Le fonti si distinguono anche in fonti costituzionali, comunitarie, primarie, secondarie e terziarie.

Capacità giuridica

La persona fisica è l'essere umano, in quanto soggetto del diritto e quindi dotato di capacità giuridica. Il soggetto giuridico è la persona fisica o giuridica che assume obblighi e diritti. La capacità giuridica quindi è l'idoneità di un soggetto ad essere titolare di situazioni soggettive. Questa si acquista con la nascita, ma non è solo necessario che il feto si separi dal grembo materno, ma che nasca vivo. L'ordinamento riconosce alcuni diritti a favore del concepito, per la tutela di un soggetto futuro, nell'attesa della nascita. Il nascituro può anche ricevere per testamento o donazione; ciò comporta l'anticipazione della capacità giuridica.

Residenza, dimora e domicilio

Il domicilio è costituito da un elemento intenzionale, cioè la volontà di stabilire in quel luogo la sede principale dei propri interessi, e da un elemento materiale, ovvero l’aver stabilito proprio in quel luogo il centro delle relazioni che la riguardano. Il domicilio quindi è il centro dei propri affari e interessi. La residenza è il luogo in cui si risiede, si fonda sulla permanenza. È certificata all’anagrafe, a differenza del domicilio che è un dato di fatto. La dimora è il luogo ove la persona si trova temporaneamente, occasionalmente. Si presuppone un soggiorno, ad esempio la casa al mare.

La capacità di agire

La capacità di agire è la capacità o il potere di un individuo di compiere liberamente i propri diritti e di assumere degli obblighi. Si acquista con il compimento del 18° anno di età; ma ci sono dei casi limite, cioè, al 16 anni si può stipulare un contratto, purché non sia faticoso, notturno, insalute e pericoloso; può contrarre matrimonio e può riconosce un figlio. Quindi i requisiti della capacità di agire sono: l’età e la capacità di intendere e volere. Se manca uno o entrambi i requisiti, si avrà l'incapacità legale di agire, che può essere assoluta o parziale (relativa).

L'incapacità assoluta riguarda il minore di età, l’interdetto giudiziale e l’interdetto legale.

  • Il minore è un incapace assoluto in quanto non possiede uno dei due requisiti fondamentali, ovvero l’età. Viene rappresentato dai genitori, congiuntamente con l’autorizzazione del tribunale per gli atti di straordinaria amministrazione e disgiuntamente per gli atti di ordinaria amministrazione.
  • L’interdetto giudiziale è colui che ha una malattia mentale grave ed abituale (malato di Alzheimer), quindi non ha la capacità di intendere e volere. C’è una sentenza del tribunale che affida un tutore per compiere gli atti di straordinaria amministrazione che per quelli di ordinaria amministrazione.
  • L’interdetto legale, invece, ha la capacità di intendere e volere e l’età, ma è una conseguenza punitiva in seguito ad una condanna a una pena superiore ai 5 anni. Viene affidato un tutore per gli atti di straordinaria amministrazione, ma conserva comunque gli atti non patrimoniali (può contrarre un matrimonio).

L'incapacità relativa o parziale riguarda il minore emancipato e l'inabilitato.

  • Il minore emancipato è colui che contrae il matrimonio, quindi viene affidato un curatore che lo assisterà per gli atti di straordinaria amministrazione più l’autorizzazione del giudice. Il minore emancipato potrà comunque compiere gli atti di ordinaria amministrazione.
  • L’inabilitato è colui che ha una malattia mentale non grave, ma abituale (alcoolizzato). Quindi ha la maggiore età, ma non ha la capacità di intendere e volere. Viene affidato un curatore per gli atti di straordinaria amministrazione più l’autorizzazione del giudice, mentre da solo può compiere gli atti di ordinaria amministrazione.

L’amministratore di sostegno è un aiuto che si offre a coloro che non sono autosufficienti, a causa di problemi fisici, motori. Non dovrà compiere gli atti di straordinaria amministrazione, ma dovrà solo aiutare l’anziano a svolgerli. Per esempio, l’anziano non autosufficiente ha bisogno di qualcuno che vada al suo nome a prendere la pensione. L’incapace naturale, infine, è colui che ha legalmente la capacità di intendere e volere e la maggiore età, quindi non interdetti, ma che momentaneamente ha perso la capacità di intendere e volere. Gli atti compiuti in quel momento sono annullabili, ma dovrà, a differenza degli interdetti, dimostrare come e perché non aveva la capacità di intendere e volere.

Le persone giuridiche

Le persone giuridiche sono delle organizzazioni che hanno capacità giuridica e di agire. Gli elementi che costituiscono una persona giuridica sono: le persone, lo scopo (che deve essere lecito, possibile e rilevante), il patrimonio (che deve essere adeguato) e il riconoscimento.

Ci sono enti riconosciuti e enti non riconosciuti. Quelli riconosciuti hanno un’autonomia patrimoniale perfetta, quindi il patrimonio dell’ente e quello di coloro che ne fanno parte sono divisi, mentre quelli non riconosciuti, come le società semplici, in accomandita semplice e in nome collettivo hanno un’autonomia patrimoniale imperfetta, ovvero il patrimonio della società e quello dei suoi componenti è unico e quindi in caso di fallimento fallisce l’ente ma anche coloro che ne fanno parte.

Situazioni esistenziali

  • Diritto alla vita La persona ha un valore prioritario, in quanto bene protetto. Ogni individuo ha il diritto di avere una vita libera e dignitosa. Il diritto alla vita non impone solo l’obbligo di non attentare alla vita o alla integrità fisica altrui, ma ad un dovere di soccorso penale e civile. Questo diritto fa riferimento soprattutto alla legge sull’interruzione della gravidanza. L’aborto è consentito nei 90 giorni da concepimento, oltre tale termine è consentito solo se la vita o la salute della donna è in grave pericolo.
  • Principio di eguaglianza Con il principio di eguaglianza si vietano le discriminazioni per ragioni di sesso, lingua, razza, opinioni politiche, ponendo un limite circa le cause di una possibile discriminazione, ma è anche un principio di pari dignità dove ogni uomo è persona.
  • Diritto all’immagine È possibile utilizzare l’immagine altrui se la sua diffusione non rechi pregiudizio alla reputazione e al decoro della stessa. Il consenso è esonerato qualora la riproduzione sia avvenuta in luoghi pubblici o in eventi svoltisi in pubblico. Il diritto all’immagine, quindi, è legato al diritto alla riservatezza.
  • Diritto all’informazione Il diritto all’informazione si assume in triplice accezione: diritto di informare, di informarsi e di essere informati. Questo è necessario per una società democratica.
  • Identità e identificazione della persona Ogni persona deve assumere un’identità. L’identità è caratterizzata dal prenome o nome e dal cognome. Il cognome è in genere quello di famiglia, ovvero del padre. È necessario per riconoscere i membri di una stessa famiglia. Sono vietate le privazioni per motivi politici.

Situazioni reali di godimento

I beni sono le cose che possono formare oggetto di diritto. I beni possono essere pubblici, che si distinguono in necessariamente demaniali e accidentalmente demaniali, e privati. Inoltre si distinguono in beni immobili e mobili. I beni immobili sono tutti quei beni che non sono trasportabili, perché naturalmente (piantagioni) o artificialmente (edifici) incorporati al suolo; sono mobili tutto il resto. I beni mobili però possono essere anche registrati (automobili, registrati nei pubblici registri ovvero PRA). I beni si distinguono in beni consumabili e inconsumabili, fungibili e infungibili, divisibili e indivisibili, generici e specifici. Le cose composte sono formate da una pluralità di beni, che da soli hanno una funzione specifica, nel loro complesso hanno una funzione particolare; per esempio l’automobile che è formata dalle ruote, motore, volante ecc, questi da soli hanno una funzione specifica, insieme una particolare.

La proprietà

La proprietà prima era definita come fonte di reddito e di godimento, ora invece viene intesa come un’iniziativa economica. La proprietà viene intesa come diritto pieno ed esclusivo di disporre e godere delle cose, ma entro i limiti. Pieno perché il proprietario può fare ciò che vuole della cosa, esclusivo nel senso che nessuno può interferire sulle scelte del proprietario. Il proprietario, nella sua proprietà può compiere liberamente tutti gli atti necessari per il suo godimento, senza però compiere atti che nuocino il vicinato, i cosiddetti atti emulativi articolo 833 del C.C. Questi atti sono compiuti al solo scopo di nuocere gli altri, in quanto non presentano alcuna utilità per chi li compie. Però non si possono impedire le immissioni (articolo 844 C.C.) di calore, fumo, ecc, derivante dal suolo del vicino se non superano la normale tollerabilità. La proprietà è illimitata in altezza e profondità, nell’interesse del proprietario. Il proprietario può decidere di chiudere il fondo in qualunque tempo e modo, ma nei limiti stabiliti; non può impedire il passaggio sul fondo di chi esercita la caccia, se non vi sono colture, né può impedire l’accesso al vicino per la riparazione o costruzione di un’opera in comune.

Acquisto della proprietà

La proprietà si può acquistare a titolo originario o a titolo derivativo. A titolo originario ovvero si acquista un nuovo diritto slegato dal precedente proprietario; a titolo derivativo significa acquistare la proprietà con gli stessi limiti del precedente proprietario, si ha un taglia e incolla, cioè un diritto di seguito. Si può diventare proprietari per occupazione (pescato) o prendendone il possesso. Per quanto riguarda le cose smarrite, non si diventa subito proprietario, in quanto bisogna restituirla al proprietario, ma se non si conosce, si consegna la cosa al comune del luogo in cui è stata trovata la cosa, se il proprietario reclama la cosa smarrita, chi l’ha trovata ha diritto ad un premio, se non la reclama, trascorso un anno dal giorno della pubblicazione dell’avviso, il trovatore acquisterà il diritto di proprietà per invenzione (articolo 929 C.C.).

Superficie

I diritti del proprietario si estendono al sottosuolo e alla parte sovrastante. Il diritto di superficie viene inteso in duplice accezione: come proprietà su una costruzione già esistente sul suolo altrui, e come diritto di fare e costruire sul suolo altrui un’opera, acquistandone la proprietà. Si ha così una proprietà superficiaria detta anche orizzontale. Colui che possiede il diritto alla superficie si chiama superficiario. Il diritto sulla costruzione e di edificare hanno una diversa distinzione:

  • Il diritto sulla costruzione comporta l’acquisto del diritto di proprietà sulla costruzione già esistente; il diritto di edificare significa che si ha prima di diritto di costruire l’opera e una volta costruita, acquistare la proprietà sull’edificio.
  • Il diritto di superficie si costituisce per contratto, testamento e usucapione e può essere a tempo determinato o indeterminato. Oltre la scadenza del termine, la superficie si estingue per rinunzia del superficiario, per confusione, consolidazione.

Enfiteusi

L’enfiteusi è simile al diritto di proprietà. L’enfiteuta ha il godimento della cosa altrui con l’obbligo di pagare un canone e di migliorare la cosa, il proprietario invece si spoglia del suo diritto di godimento. Si costituisce per testamento, contratto o usucapione. Può essere a tempo determinato (non meno di 20 anni) o perpetua. Non si può cedere in subenfiteusi, in quanto non esiste. Si estingue per rinunzia dell’enfiteuta, consolidazione, confusione, ma anche per affrancazione, cioè l’enfiteuta acquista il diritto di proprietà a titolo derivativo, pagando una somma di denaro pari a 15 volte il valore annuo del canone; e devoluzione, cioè l’enfiteusi si estingue perché l’enfiteuta non abbia migliorato la cosa o non abbia pagato due annualità di canone.

Uso e abitazione

L’uso e l’abitazione è un diritto personalissimo, in quanto attribuisce al suo titolare il potere di servirsi dell’utilità della cosa e di godere dei suoi frutti nell’interesse suo e della sua famiglia. Quando ha per oggetto l’abitazione, si chiama diritto di abitazione. L’uso e l’abitazione si costituiscono per contratto, testamento, usucapione e per legge. Si estingue con la morte del titolare, in quanto diritto personale non è possibile darlo in locazione, né formare oggetto di disposizione testamentaria.

Comunione

È la contitolarità di più soggetti di un bene o di una proprietà. Si può costituire per volontariamente (per contratto), legalmente o incidentalmente (per esempio la comunione fra più eredi).

Usufrutto

L’usufrutto è il diritto di godere di una cosa altrui e dei suoi frutti con l’obbligo di conservare la destinazione economica del bene e di restituirlo alla scadenza. Siccome con l’usufrutto si può trarre ogni utilità della cosa, si parla di proprietà nuda, che può essere alienato o ipotecata. Non può durare oltre la vita dell’usufruttuario. Si costituisce per testamento, per legge (minori di età) o per contratto. Si estingue per la scadenza del termine, perimento, rinunzia, confusione. L’obbligo dell’usufruttuario di restituire alla scadenza il bene comporta la diligenza del buon padre di famiglia ed è tenuto alle spese di manutenzione ordinaria.

Servitù

La servitù è un diritto reale di godimento. Il fondo servente sopporta il peso della servitù, mentre il fondo dominante ne trae l’utilità. Le servitù sono quindi unilaterali (servente o dominante). Si distinguono in apparenti o non apparenti, volontarie o coattive, affermative o negative. Si estingue per confusione, decorrenza del termine, rinunzia.

Possesso

Articolo 1140 del C.C. stabilisce che il possesso viene inteso come il potere sulla cosa, si può possedere direttamente o per mezzo di un altro soggetto, che ha la detenzione. Si può iniziare a possedere in modo originario, mediante l’apprensione del bene d’iniziativa del possessore, oppure in modo derivativo, mediante la consegna del bene da parte del precedente possessore. La consegna non è necessaria se prima si era detentore o se prima si aveva il possesso e ora si ha solo la detenzione. È possessore in buona fede colui che ignora l’altruità della cosa. È l’ipotesi di chi ha acquistare da chi appariva illegittimo proprietario. La buona fede si costituisce quindi in un’ignoranza incolpevole, ma potrebbe diventare in mala fede se, pur ignorando l’altruità della cosa, ne poteva venire a conoscenza con un minimo di diligenza.

Se in buona fede ha:

  • Il diritto di conservare i frutti prodotti dalla cosa fino alla domanda di rivendicazione,
  • Il diritto a un’indennità per la riparazione e manutenzione,
  • Il diritto di ritenzione, cioè non deve restituire la cosa finché non gli sia corrisposta l’indennità dovuta.

Usucapione

L’usucapione è un modo di acquisto della proprietà a titolo originario. Il termine ordinario di usucapione è di 20 anni per i beni immobili e 10 anni per i beni mobili registrati. Per i beni mobili non registrati, senza un titolo idoneo, la proprietà si acquista con il possesso continuato di 10 anni se in buona fede, 20 anni se in mala fede. Per avere l’usucapione bisogna avere il possesso. Il possesso deve essere pacifico, pubblico, continuo e non interrotto. L’usucapione prevede un termine abbreviato per tutti i beni mobili registrati e immobili. Per i beni mobili registrati il termine abbreviato è di 3 anni, per i beni immobili è di 10 anni.

Situazioni di credito e di debito

Le situazioni reali sono caratterizzate da:

  • Assolutezza
  • Immediatezza
  • Inerenza
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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher berta12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Corriero Valeria.
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