CAPITOLO 1: CONCETTO DI
MISURA E DESCRIZIONE
FUNZIONALE DEGLI
STRUMENTI DI MISURA
La misurazione è un processo
prima sviluppato mentalmente,
poi realizzato in pratica. 1
Per misurare è Il modello
necessario influenza la scelta
quindi elaborare un dello strumento da usare
modello mentale e la procedura di
del fenomeno o esecuzione delle misure
dell’oggetto.
Il tipo di modello dipende dallo scopo
per cui le misure sono fatte.
Non esistono modelli migliori o peggiori
ma solo modelli più o meno efficaci nel rappresentare
le caratteristiche dell’applicazione per cui
le misure vengono fatte. 2
Considerare solo
l’aspetto macroscopico o
anche quello microscopico o
atomico?
Il modello
si basa su
schematizzazioni Possiamo considerare le grandezze
stabili nel tempo,
o dovremmo considerarle
tempo varianti ?
E’ possibile pensare ad un modello
per un oggetto da più punti di vista:
3 geometrico ( ingombri, volume, stabilità dimens.)
dimens .)
3 chimico-
chimico -fisico (omogeneità, iso
iso--ortotropismo
ortotropismo,
, ecc)
3 strutturale (stima deformazione sotto un certo carico)
3 fluidodinamico (laminarità, turbolenza, ecc.) 3
Anche un modello molto generale
non ha validità assoluta ma solo relativa;
trasferire l'infinita complessità
del reale in un modello
non è mai possibile,
e non sarebbe conveniente.
Esempio di validità di un modello entro certi valori dei parametri
RICHIAMI DI STATISTICA ∆q
ni = numero di letture in
n
Definiamo la i N = numero totale di letture
quantità Z N
= ∆q
Z = ampiezza di intervallo
∆
come: q o 4
Funzione Funzione di
Distribuzione
distribuzione di distribuzione
gaussiana
probabilità cumulata
n
i µ
− − 2 x
x
( )
1
N
= = ∫
= × =
Z f x lim
( ) e σ
f x
( ) 2 F x f x dx
( ) ( )
∆ ( 2 )
q πσ
∆ →
q 0 2
o
o − ∞
Funzione di densità di probabilità con σ σ < σ .
1< 2 3
1 ∑
σ µ
n n
= × −
1 ∑ 2
µ x
( )
= × x − = i
i 1
n
i 1
n =
i 1
L’area sottesa tra due punti di una qualsiasi distribuzione di
probabilità rappresenta la probabilità di avere valori nell’intervallo
individuato da quei due punti Aree
(probabilità)
sottese alla
distribuzione
gaussiana 5
Misura
assegnati a rappresentare un parametro in
un determinato stato del sistema.
sistema
.
La misura è un intervallo di valori
Incertezza di tipo sistematico e casuale: risultato a sinistra
non preciso e non accurato, al centro preciso ma non
accurato, a destra accurato e preciso 6
COMPATIBILITA' DELLE MISURE
Condizione che si verifica quando
le fasce di valore assegnate
in diverse occasioni
come misura dello stesso parametro
nello stesso stato
hanno almeno un elemento in comune.
Perché diverse misure siano compatibili è necessario e sufficiente
che esista un elemento comune a tutte le fasce di valore:un insieme
di misure che soddisfa a questa condizione si dice mutuamente
compatibile.
x -i x x +i
1 1 1 1,2 non compatibili
x 2,3 compatibili
x -i x x +i
2 2 2 x 1,3 compatibili
x -i x x +i
3 3 3 x
Dalle tre misure eseguite su un certo parametro nello stesso stato, solo 1-
1 -3 e 2
2--3
sono mutuamente compatibili; uno e due non sono compatibili perché non ci sono
elementi comuni nei loro intervalli.
Risulta evidente che la compatibilità non è una proprietà transitiva come
l’ugualianza
l’ ugualianza.. 7
Finalità delle misure
Gli scopi per cui si esegue una misura
controllare un processo
eseguire la taratura di uno strumento
aumentare la comprensione fisica di un fenomeno solo parzialmente
conosciuto. 8
CONFIGURAZIONE GENERALIZZATA E DESCRIZIONE
FUNZIONALE DEGLI STRUMENTI DI MISURA
Elementi funzionali Elemento Elemento Elemento Elemento di
sensibile convertitore manipolatore trasmissione
Quantità primario di variabile di variabile di variabile
misurata
Ambiente di
misura Elemento Memoria
di
presentazione
Osservator
e
Schema semplificato di una catena di misura
ELEMENTO SENSIBILE PRIMARIO
E’ un elemento Opera una trasduzione di posizione del segnale utile.
in cui la Può essere un componente semplicissimo:
grandezza di 3
un tubo
ingresso è dello 3
un alberino di trasmissione
stesso tipo di 3
una coppia di fili conduttori
quella in uscita. 3
un campo elettromagnetico 9
ELEMENTO CONVERTITORE DI VARIABILE
E' l'elemento in diretto contatto con il misurando o è preceduto da un elemento
trasmettitore.
Riceve energia dal misurando ed a volte opera una trasformazione di
variabile.
E’ importante che perturbi il meno possibile il misurando assorbendo il
minimo di energia.
ELEMENTO MODIFICATORE DI VARIABILE
Opera un'elaborazione per ottenere una codifica dei
segnali in una forma che consenta una più efficiente
trasmissione (modulazione FM, AM, PCM,..) o per
aumentare il livello dei segnali (amplificazione). 10
ELEMENTO DI TRASMISSIONE
Pur avendo la stessa funzionalità dell’elemento
sensibile primario, trasmette un segnale elaborato, che
è solitamente in tensione, differente dall’input
d’origine.
Anche in questo caso l’input e l’output sono dello
stesso tipo.
ELEMENTO PER LA MEMORIZZAZIONE
DEI DATI
Consente l’elaborazione di numerose informazioni
provenienti da un sistema di misura.
Si distinguono a seconda della memoria, a breve o
lungo termine, per visualizzazione di fenomeni veloci o
per conservazione dati
Permettono inoltre di cambiare la scala dei tempi in
riproduzione. 11
ELEMENTO PER LA PRESENTAZIONE
DEI DATI
Deve fornire l'uscita in una forma a cui i sensi
dell'uomo siano reattivi.
La vista è la facoltà più ampiamente utilizzata
negli strumenti di misura, raramente si può avere
un'uscita sonora.
ESEMPIO
convertitore di
Elem. Sens: Pistone
Serbatoio o Convertitore di trasmissione di
variabile: pistone
SP
tubazione variabile: molla CV variabile: asta TV
Press. Forza F Spost Xo
P Press.
P Presentazione: indice
e scala
Osservatore PV 12
Tali elementi vengono
Ciascuno dei cinque chiamati trasduttori
elementi funzionali elementari.
visti sopra può essere Sono passivi o attivi a
rappresentato tramite
elementi seconda che richiedano
ingresso/uscita con una o meno una fonte
schematizzazione a addizionale di energia
parametri concentrati. per svolgere la loro
funzione.
Trasduttore attivo o autogenerante
La grandezza in ingresso
produce direttamente la
grandezza in uscita.
Esempi di trasduttore attivo:
- termocoppie
- sensori piezoelettrici
- elementi trasmettitori ... 13
Trasduttore passivo
La grandezza in ingresso non produce
direttamente l’uscita, ma modifica un
parametro, si ha una informazione latente.
- sensori potenziometrici, capacitivi, a
trasformatore differenziale
- estensimetri elettrici a filo,
- termometri a resistenza ...
Esempio di trasduttore passivo (bilancia meccanica)
e attivo (bilancia elettromagnetica 14
STRUMENTI
STRUMENTI DIGITALI
ANALOGICI
STRUMENTI A STRUMENTI
ZERO DEVIAZIONE
GRANDEZZE PRINCIPALI E DÌ
DISTURBO
INGRESSI DESIDERATI INGRESSI DI DISTURBO
Ingressi modificatori: variano il valore dell’uscita
variando la legge fisica che lega l’ingresso all’uscita
Ingressi interferenti: variano solo l’uscita 15
METODO PRATICO PER
DISTINGUERE LA TIPOLOGIA
DI INGRESSO DI DISTURBO
se q = k q
0 i
∆ ≠
Ingresso interferente q 0 anche se q = 0
0 i
∆ ≠
= 0 q 0
Ingresso modificatore se q i 0
CONFIGURAZIONE INGRESSO - USCITA 16
RIDUZIONE DEGLI EFFETTI
DEGLI INGRESSI INTERFERENTI
E MODIFICATORI
1) Insensibilità intrinseca
F , F , F 0
I MI MD
Es. : misurando la deformazione d’una trave con un
estensimetro, si ha un ingresso modificatore nella
temperatura, risolvibile ricorrendo a sensore costituiti
da materiali con scarsa dilatazione termica.
2) Retroazione ad elevato guadagno
k 1 1
= ⋅ = ⋅ ≅ ⋅
1
q q q q q
+
o i i o i
1
k k k
1 + k
f f
1 f
k
1 17
3) Correzioni calcolate dell’uscita
4) Filtraggio - Ingresso
- Uscita
5) Ingressi in opposizione
Alcuni ingressi di disturbo sono identificabili:
la temperatura, l’umidità,
lo stato di sollecitazione,
altre sono non identificabili,
in quanto
non tutti i fenomeni sono noti.
La suddivisione tra grandezze principali e secondarie o di
disturbo dipende
dal tipo di modello scelto.
In alcuni casi lo scopo delle misure è proprio
l’identificazione
dell’effetto di grandezze di disturbo. 18
L’influenza delle grandezze
di disturbo non identificabili
dipende anche della più o meno spinta
schematizzazione.
Rimane sempre e comunque
una incertezza intrinseca nel misurare.
INCERTEZZA QUALITÁ DELLA MISURA
Componente Componente
casuale sistematica
Perché è importante conoscere l’incertezza?
A
B
È più lungo A o B ?
L’incertezza con cui facciamo la misura non è sufficiente per
rispondere alla domanda ! 19
100 mm Il pistone può essere
montato sul
cilindro?
101 mm 102
+1 101 101
- Se l’incertezza è ±
1 mm forse no!
100 100
-
1 99
- Se l’incertezza è ±
0.1 mm SI
UNA MISURA SENZA INCERTEZZA PUÒ ESSERE
COMPLETAMENTE INUTILE !
ERRORI O INCERTEZZE?
ERRORE = Valore misurato - Valore vero
NON INCONOSCIBILE
DETERMINABILE
IN ALCUN MODO
HA SIGNIFICATO SOLO L’INCERTEZZA 20
L’incertezza è un concetto nuovo
È stato standardizzato per la prima volta nel 1993 dall’ISO “Guide
to the Expression of Uncertainty in Measurement”
Incertezza = dubbio
(sulla validità del risultato di una misura)
“L’incertezza d’una misura è un parametro,
associato con il risultato d’una misura, che
caratterizza la dispersione dei valori che
possono ragionevolmente essere attribuiti al
misurando”
INCERTEZZA E MODELLO DEL MISURANDO
Es.:Misura della larghezza d’una stanza
- metro da muratore
1) con incertezza 10 cm - modello parallelepipedo
- metro a striscia metallica
2) con incertezza 1 cm - il battiscopa è incluso?
- i muri sono paralleli?
Modello più complesso
non ha più senso parlare
3) con incertezza 1 mm di “larghezza della stanza”
Forma della stanza 21
L’incertezza è un parametro fondamentale per:
3 Scegliere lo strumento di misura
3 Scegliere il livello di dettaglio con cui definire il
modello del misurando
3 Scegliere il campione in generale almeno 10 volte
meno incerto dello strumento da
calibrare
3 Scegliere gli ingressi da tenere sotto controllo
Predisporre il banco mediante
Ingressi rilevanti modelli teorici usati per
stimarne gli effetti
µ
Es.: misura di lunghezza con incertezza < 1 m
α ∆ t
devo specificare la temperatura poiché L =
MISURE INDIRETTE
Es: misura di un volume V = a b c
δa
a ±
c δb
b ±
b δc
a c ±
δa)(b δb)(c δc)
Volume massimo (a ± ± ±
δa)(b δb)(c δc)
Volume minimo (a ± ± ±
PRIMO METODO DI STIMA DELL’INTERVALLO
DI VALORI IN CUI PUÒ CADERE IL MISURANDO
In generale (METODO DELLA PERTURBAZIONE SEQUENZIALE) 22
LA PROPAGAZIONE DELLE INCERTEZZE
COME CRITERIO DI PROGETTO DI UNA CATENA DI
MISURA
PROPAGAZIONE DELLE INCERTEZZE NELLE MISURE
INDIRETTE:
APPROSSIMAZIONE MEDIANTE SVILUPPI IN SERIE 23
µ + Xs
Criterio di ∫
= −
Ps f x dx
1 ( )
Chauvenet µ − Xs 24
2. UNITA’ DI MISURA E
RIFERIBILITA’
Misura Unita' di Misura
Termine di
Informazione costituita da:
• riferimento,
un numero
• adottato per
un'incertezza
• convenzione, per
un’unità di misura confrontare una
assegnati a rappresentare un grandezza con altre
parametro in un determinato della stessa specie.
stato del sistema
sistema..
Attribuzione della specie
Le grandezze fisiche sono proprietà o caratteristiche di corpi e/o
comportamenti di sistemi, descrivibili mediante uno o più parametri
parametri..
Si può associare ad ogni grandezza fisica un insieme
di corpi, che formano in tal caso una specie
specie..
Essa va intesa come una proprietà astratta, comune a
tutte le grandezze considerate in tal senso omogenee.
Per realizzare un sistema di unità di misura si
scelgono una serie di grandezze, dette grandezze
fondamentali.
fondamentali
. Questa scelta dovrebbe essere fatta in
modo che da esse sia possibile ricavare tutte le altre
grandezze fisiche di interesse, dette grandezze
derivate.
derivate .
Sistema di Unità di Misura
Insieme organico di definizioni di unità di misure pertinenti a grandezze di specie
diverse tra di loro collegate.
collegate .
I campioni devono essere:
3 PRECISI
3 ACCESSIBILI
3 RIPRODUCIBILI
3 INVARIABILI Assoluto
Un Sistema di Unità di Decimale
Misura Coerente
deve essere: Omogeneo
Razionalizzato
Completo
3 Misure di massa (chilogrammo):
Kg è errato, kg è giusto.
3 Misure di potenza (watt):
w è sbagliato, W è giusto.
3 Misure di temperatura (Kelvin):
°K è sbagliato, K è giusto,
in gradi Celsius °C è giusto.
3 Misure di tensione elettrica (volt):
v è sbagliato, V è giusto.
•
3 Misure di tempo (secondo):
sec è sbagliato, s è giusto
•
3 Il simboli delle unità SI non vanno mai seguiti dal punto
I sistemi di unità di misura ancora in uso si suddividono in
sistemi assoluti e sistemi gravitazionali o pratici, o
tecnici.
Entrambi considerano come grandezze fondamentali la
lunghezza ed il tempo, mentre si differenziano nella
scelta della terza grandezza fondamentale.
I sistemi assoluti fanno riferimento alla massa, mentre quelli
gravitazionali sostituiscono ad essa la forza, o meglio la
forza
forza--peso.
Per l'analisi dei fenomeni termodinamici è necessario
introdurre una quarta grandezza fondamentale, la
Temperatura
Temperatura..
Grandezze fondamentali del Sistema Metrico
Assoluto (
(mks
mks))
Grandezze fondamentali Unità
Lunghezza metro [m]
Tempo secondo [s]
Massa chilogrammo [kg]
Temperatura (intervallo) Kelvin [K]
Intensità di corrente el
el.. ampere [A]
Intensità luminosa candela [cd]
Quantità di sostanza mole [mol]
Caratteristiche del sistema
internazionale (SI)
Il SI fa proprie le unità primarie del sistema mksA,
mksA
, ma stabilisce per quanto
possibile un ritorno alla loro definizione assoluta, riducendo al minimo l'uso
di campioni artificiali.
La scelta dei campioni naturali, legati a fenomeni fisici agevolmente
realizzabili, consente invece con lo sviluppo delle tecniche moderne di
ottenere la massima riproducibilità e la minima incertezza negli esperimenti
metrologici.
Questo sistema è completamente coerente ed omogeneo e quindi il prodotto o
quoziente di unità di misura SI rappresenta ancora un'unità di misura SI, essendo
assunti adimensionali e unitari tutti i fattori di proporzionalità delle equazioni di
misura.
Grandezze fondamentali Lunghezza [L]
Lunghezza, [L], ha per unità il metro (m), è la distanza percorsa nel
vuoto dalla luce nell’intervallo di tempo (1/299 792 458) s.
Grandezze fondamentali Tempo [T]
Tempo, [T], ha per unità il secondo (s), pari a 9 192 631 770 periodi della
radiazione emessa nella transizione tra due particolari livelli energetici
dell'atomo di cesio-
cesio -133.
Grandezze fondamentali Massa [M]
Massa, [M], ha come unità il chilogrammo (kg), uguale alla massa del
campione in platino-
platino -iridio conservato a Sévres e che nelle intenzioni
di acqua pura a 4 °
C.
originarie doveva equivalere alla massa di 1 dm 3
Grandezze fondamentali
Intensità di corrente [I]
Intensità di corrente elettrica, [I], ha per unità l'ampere (A), corrente
costante che percorrendo a regime stazionario due conduttori paralleli
rettilinei di lunghezza infinita, di sezione circolare con diametro trascurabile,
posti a distanza di 1 m, nel vuoto produce tra i due conduttori una forza di
N/m.
2.10
- 7
Grandezza fondamentale
θ
Temperatura [ ]
Temperatura (intervallo), [ ]
,
ha
uni
t
à
par
i
al
K
e
l
v
i
n
(
K)
,
de
t
e
r
mi
nat
o
f
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