1
Misure di temp
eratura senza co
ontatto
Normalme
ente la misu
urazione de
ella tempera
atura di un corpo avvi
iene in mod
do diretto, ovvero per
r
contatto: u
un sensore viene
v posto
o sulla supe
erficie del corpo
c ogge
etto della m
misura. Per il principio
o
dell’equilib il sensore e il corpo si portano alla
a medesim
ma temperat
atura.
brio termico
o
comporta
Questo tipo
o di misura alcuni
a incon
nvenienti:
La presenza de
el sensore perturba
p la m
misura;
Il s ensore può fondere se la temperat
tura è molto
o elevata;
Per
rdita dell’iso
olamento de
el sensore;
Tem
mpi di acqu
uisizione del
lla misura e
elevati
Per soppe
erire a que
este proble
matiche so
ono state sviluppate
s delle tecni
niche di misura
m della
a
temperatur
ra indirette, cioè senza che ci sia il contatto diretto tra il
i sensore e il corpo og
ggetto della
a
misurazion
ne.
La misura della tempe
eratura senz
za contatto è utile per numerosi
n alt
ri motivi:
1. m
misure su cor
rpi in moto
2. m
misure su cor
rpi distanti (come
( il sol
le)
3. m
misure su cor
rpi delicati (come
( le ali
i di una farf
falla)
4. m
misure su cor
rpi incandes
scenti
5. m
misure di dist
tribuzione di
d temperatu
ura su super
rfici ria dello
i
indiretti di misura de
ella tempera
atura sfrutt
tano la teo s
scambio te
ermico per
r
I sistemi
irraggiam
mento.
Ogni corpo
o che posse gga una cer
rta temperat
tura diversa
a dallo zero assoluto (0
0° Kelvin eq
quivalenti a
-273.15° C
C) emette un
n certo quan
ntitativo di e
energia sotto
oforma di r
adiazione e
elettromagn
etica.
Gli strume
enti di misur
ra a distanz
a sono in gr
rado di mis
urare la qua
antità di que
esta energia
a, che come
e
andremo a vedere è pr
roporzional
e alla tempe
eratura del corpo.
c
ero
Il corpo ne
Per studiar
re il meccan
nismo dello scambio ter
rmico per ir
rraggiament
to si utilizza
a un partico
olare tipo di
i
corpo solid
do chiamato
o corpo ner
ro.
Il corpo ne
ero è un ogg
getto emettit
tore definito
o a partire dal
d principi
io di Kirchh
hoff.
In un gene
erico corpo abbiamo ch
he il coeffi ciente di as
ssorbimento
o dipende d
dalla lunghe
ezza d’onda
a
della radia
azione incid
dente , da
alla sua tem
mperatura T e dalla su
ua natura ch
himico-fisic
ca (serie di
i
proprietà c
che raggrupp
piamo nella
a variabile f)
f):
a = a(λ , T , f) 2
Anche l’in
ntensità mon
nocromatica
a emisferic
ca (radiazion
ne emessa dal corpo p
per unità di
i lunghezza
a
d’onda) em
messa dal co
orpo W dip
pende dalle s
stesse varia
abili:
λ W = W (λ , T , f)
λ λ
Il principio
o di Kirchho
off afferma che il rapp
porto tra la radiazione monocrom
matica ed il coefficiente
e
Indicand
o con il pe
edice R la radiazione
e
di assorbim
mento non dipende dalla
d natura
a del corpo
o.
monocrom
matica di un corpo reale abbiamo:
, T, f
,
,T
, , T, f
Nella prec
cedente la quantità è lo spettro di emissione di un part
rticolare co
orpo avente
e
,
coefficient
te di assorbi
imento a pa
ari ad 1 a qu
ualsiasi lung
ghezza d’on
da:
T, f
,
,T
, 1
Questo co
orpo è detto
o corpo ne
ero, ed è ca
aratterizzato
o anche da
all’avere lo
o spettro di
i emissione
e
massimo p
possibile. Da
alla formula
azione anali
itica del prin
ncipio abbia
amo infatti che:
, T, f , T, f ∙ , T
, ,
Ma per qua
alsiasi corpo
o (a parte il corpo nero
o) a<1, poss
iamo quind
di scrivere:
, , ,
, ,
Possiamo i
in definitiva
a affermare che il corpo
o nero è:
(as
corpo capa
ace di assor
rbire il 100%
% dell’ener
rgia che lo colpisce
c ssorbitore id
deale).
un
em
mettitore del
lla massima
a energia ra
adiante alla temperatur
ra posseduta
a.
da delle du
ue propriet
tà appena gnifica che
e
La second esposta sig il corpo a
una certa
nero, ad
temperatur
ra, emette più
p energia di
d un corpo
o reale che si
s trova alla
a stessa temp
peratura.
In natura n
non esistono
o corpi neri:
: è solo un c
concetto uti
ilizzato per descrivere il processo di scambio
o
termico pe r irraggiam
mento.
nero può, essere
e appr
rossimato con
c un
Un corpo tuttavia,
corpo cavo
o di forma s ferica su cu
ui è realizza
ato un picco
lo foro
di conicità o rappresent
ta il corpo n
nero: l’energ
gia che
15°. Il foro
lo attraver
rsa, infatti, è riflessa numerose volte all’i
interno
della cavit
tà. Ad ogni
i riflessione
e è associa
ata una per
dita di
energia co sì che, quan
ndo il raggi
io esce dal f
foro, ormai
i la sua
energia è tr
rascurabile.
.
Il comporta
amento di un
u corpo ner
ro è descritt
to da tre leg
ggi, chiamat
te appunto l
leggi del co
orpo nero.
Legge di P
Plank
La prima l
legge del co
orpo nero è la legge d
di Planck. Questa
Q ci fo
rnisce l’esp
pressione de
ell’intensità
à
della radiaz
zione mono
ocromatica emisferica
e del corp
po nero che si trova alla
a temperatu
ra T. 3
L’intensità
à monocrom
matica emis
sferica rapp
presenta l’en
nergia eme
essa dal cor
rpo nero ad
d una certa
a
lunghezza d’onda (m
monocromati
ica) in tutt
to lo spazio
o (emisferi
ca poiché d
di consider
ra un corpo
o
adagiato su
u un piano).
.
e C son
no delle cos
stanti.
C
1 2
Legge di W
Wien
La legge d
di Wien è ottenuta
o dall
l’annullame
ento della derivata
d risp
petto a de
ella funzion
ne di . In
n
questo mo
odo si ottien
ne il valore
e della lun
nghezza d’o
onda per la quale si h
ha la massi
ma energia
a
raggiante.
La legge d i Wien ci di
ice che: ∙
Come pos siamo vede
ere il prodo
otto della lu
unghezza d’onda
d alla quale vien
ne emessa la
l massima
a
energia per
r la tempera
atura assolu
uta T rimane
e sempre co
stante.
Questo sig
gnifica che all’aumenta
are della tem
mperatura diminuisce
d la lunghezz
za d’onda dell’energia
d a
emessa da
al corpo: ad
d elevate te
emperature (per esemp
pio il sole) la radiazio
one emessa
a dal corpo
o
risulta esse
ere nel cam
mpo del visi
ibile. Per la
a maggior parte
p dei co
orpi, che si trovano e temperature
t e
molto infer
riori, la radi
iazione eme
essa si trova
a nel campo
o dell’infraro
osso.
Legge di S
Stefan-Boltz
zman 4
Effettuand o l’integraz
zione dell’in
ntensità di r
radiazione monocroma
m atica emisfe
erica del cor
rpo nero su
u
tutto lo sp
pettro (cioè
è su tutte le lunghez
zze d’onda)
) si ottiene
e l’emission
ne globale emisferica
a
W (T), c
cioè l’energ
gia che glob
almente il c
corpo nero emette
e nello
o spazio.
TOT
La legge d
di Stefan-Bo
oltzman è molto
m impor
rtante perch
hé mette in evidenza
e co
ome la pote
nza emessa
a
da un corp
po nero sia funzione so
olamente de
ella temper
atura assolu
uta del corp
po stesso: in
n particolar
r
modo l’ene
ergia emess
sa è proporz
zionale alla quarta pote
nza della te
mperatura a
assoluta del
l corpo.
σ, infatti, è una costan
nte che pren
nde il nome di costante
e di Stefan-
Boltzman.
Sfruttando questa legg
ge, e conos
cendo la po
otenza emes
ssa da un c
orpo nero, p
possiamo calcolarci
c la
a
sua temper
ratura in mo
odo indiretto
o.
e
errore nella
a termomet
tria ad irra
aggiamento
o
Cause di
Dalla misu
urazione de ll’energia r
aggiante em
messa da un
n corpo e dalla
d conosc
cenza della costante di
i
Stefan-Bol
ltzman è po
ssibile risal
lire in modo
o indiretto alla
a tempera
tura del cor
rpo nero.
Ci sono, tu
uttavia, alcu
une problem
matiche che
e causano una
u diverge
enza tra la a rilavata e
temperatura
quella effe ttiva del cor
rpo. Adiam
mo ad analizz
zare queste cause.
∆
1. Incerte
ezza legata
a all’emissiv
vità dell’og
ggetto:
Le leggi ch
he abbiamo appena trov
vato sono v
valide per un
na particola
re classe di
i oggetti chi
iamati corpi
i
neri. Nella realtà, tutta
avia, non es
sistono corp
pi neri.
Sappiamo che un corp
po reale eme
ette una qua
antità di ene
ergia che è inferiore
i all
l’energia em
messa da un
n
corpo nero
o che si tro
ova alla st
essa tempe
eratura. Com
me abbiam
o detto in precedenza
a possiamo
o
scrivere: W (T) < W (T)
R N
Utilizzando
o, quindi, la legge di
d Stefan-B
Boltzman su
ui corpi re
eali si com
mmette un errore. Se
e
consideriam
mo il corpo reale come
e fosse un co
orpo nero so
ottostimiam
mo la sua tem
mperatura:
W (T) = W (T*)
(
R N
Il corpo ne
ero che eme
tte la stessa
a energia de l corpo real
le ha infatti una temper
ratura T* minore.
m
Per continu
uare ad utili
izzare la leg
gge di Stefa
an-Boltzman
n si introduc
ce un param
metro molto e
importante
che serve a legare le
e caratterist
tiche di em
missione di un corpo reale
r con u
un corpo nero:
n queste
e
grandezza prende il nome
n di emi
issività , p
parametro che
c assume un valore s
sempre com
mpreso tra 0
ed 1.
L’emissivi
ità spettral
le emisferic
ca rappresen
nta il rappo
orto tra l’en
nergia emess
sa da un co
orpo reale e
un corpo n
nero ad una certa lungh
ezza d’onda
a . ,
,
Per i corpi reali queste
e grandezza
a varia sia co
on la lungh
ezza d’onda
a λ che con la temperat
tura T.
Per il princ
cipio di Kirc
chhoff l’em
missività spe
ecifica coinc
cide con il coefficiente
c di assorbim
mento a. 5
Una partic
colare classe
e di corpi è rappresent
tata dai corp
pi grigi: un
n corpo è ch
hiamato gri
igio quando
o
l’emissivit à spettrale emisferica
e è costante ri
ispetto alla lunghezza d’onda. Un
n corpo nero
o sarà allora
a
un particol
lare tipo di corpo
c grigio
o in cui l’em
missività spe
ettrale emis
sferica è par
ri all’unità.
I corpi rea
ali sono deg
gli emettitor
ri selettivi, p
perché l’int
tensità dell’
’emissione elettromagn
netica varia
a
con la lung
ghezza d’on
nda.
Possiamo d
definire un ulteriore gr
andezza chi
iamata emis
ssività glob
bale emisfer
rica , pari al rapporto
o
tra l’energi
ia globalme
ente emessa da un corp o reale e da
a un corpo nero:
n
,
, ∆
Il fatto che
e il corpo non
n sia ner
o comporta
a un errore di misura che
c indichi
iamo con . Questo
o
errore va c
corretto intro
oducendo l’
’emissività ε del corpo reale.
Purtroppo l’emissività
à di un corp
o dipende d
da molti fatt
tori:
po di materi ale;
Tip
An golo di vist
ta;
Rug
gosità super
rficiale;
Tem
mperatura;
Lun
nghezza d’o
onda;
Per la dete
erminazione
e dell’emissi
ività di un c
corpo in gen
nere viene utilizzata
u la
a tecnica del
l confronto.
.
Ovvero vi ene confro
ntata la tem
mperatura p
posseduta da
d uno stes
sso corpo m
misurata in
n due modi
i
distinti, ov
vvero con un
n metodo di
iretto ed util
lizzando l’e
energia ragg
giante.
La conosc
cenza dell’e
emissività rappresenta
r a la princip
pale causa di incertez
zza nella misura
m della
a
temperatur
ra per irragg
giamento. ∆
2. Incertez
zza causata
a all’assorb
bimento di r
radiazione lungo il ca
ammino ott
tico:
Una causa di errore ne
ella rilevazi
ione della te
emperatura è rappresen
ntata dell’as
ssorbimento
o di energia
a
raggiante e
emessa dal corpo
c da pa
arte della so
ostanza che si trova inte
erposta tra i
il corpo e lo
o strumento
o
di misura: per esempio
o l’aria atm
mosferica.
Per ogni co
orpo o sosta
anza vale la seguente re
elazione:
a + τ + r = 1 6
dove τ = coefficient e di trasmis
ssione
r = coefficiente
e di riflessio
one
a = coefficient
te di assorbi
imento
La totalità
à della radi
iazione che
e va ad in
ncidere su un
u corpo viene:
v in p
parte rifless
sa, in parte
e
attraversata
a ed in parte
e assorbita.
Si può oss
servare com
me, per il pr
incipio di K
Kirchhoff, l’emissività
l risulti es
ssere uguale
e proprio al
l
te di assorb
bimento tot
tale a. Sap
ppiamo, infa
fatti, che un
n corpo ne
ero, che ha
a emissività
à
coefficient
unitaria, è anche un as
ssorbitore id
deale (a = 1 ).
Ad assorb ire parte d
ell’energia emessa da
al corpo pri
ima che arr
rivi al sens
sore non è solo l’aria
a
atmosferic a, ma c’e an
nche tutto il
l sistema di ottica ricev
vente forma
to da lenti, specchi, etc
c.
mento di pa
arte dell’en
nergia ragg
giante causa
a un errore
e nella tem
mperatura r
ilevata che
e
L’assorbim ∆
indichiamo
o con .
Per limitar
re l’assorbim
mento di en
nergia da p arte dell’ar
ia si cerca di misurare
e la radiazio
one emessa
a
dal corpo su finestre di spettro ntervalli pre
ecisi di lung
ghezza d’on
nda) ne
lle quali lo
o
(cioè su in
spettro di a
assorbiment
to dell’aria stessa sia ba
asso.
Se andiam
mo ad anali
izzare lo sp
pettro di as
ssorbimento
o dell’aria atmosferica
a possiamo
o notare tre
e
diverse fin
nestre all’in
nterno dell
e quali in coefficient
te di assor
bimento è basso (e quindi
q alto
o
All
lora possiam
mo pensare di costruire
e lo strumen
nto di misu
ura in modo
o
coefficiente
e di trasmis
ssione).
che rilevi l
l’energia ra
aggiante em
messa dal co
orpo caratte
erizzata da lunghezza
l d
d’onda cont
tenuta nella
a
∆
finestra. Co
osi siamo si
icuri che l’a
assorbiment
to di quell’e
energia è ba
asso e quind
di anche l’e
errore è
basso. estre di cu
ui abbiamo appena pa
arlato prend
dono il nom
me di: fine
estra vicino
-infrarosso,
,
Le tre fine
finestra me
edio-infraro
osso e finest
tra lontano-i
infrarosso. opportuno con cui co
Per limitar
re l’assorbi mento delle
e ottiche si
i sceglie un
n materiale ostruirle: in
n
particolar m
modo il ma
ateriale pres
scelto deve avere un el
levato valor
re del coeffi
ficiente di tr
rasmissione
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