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Capitolo 6 rapporto giuridico

Rapporto giuridico

Definizione: relazione giuridicamente rilevante tra centri di imputazione di interessi portatori l'uno di una posizione attiva l'altro di una posizione passiva.

Il diritto intende, per soggetti, entità potenzialmente destinatarie di diritti, doveri, obblighi: non si fa quindi riferimento solo a persone fisiche, persone umane, ma anche a persone giuridiche, organizzazioni complesse di persone e cose che si costituiscono in vista della realizzazione di uno scopo.

Si parla quindi di rapporto che vede contrapposti soggetti di diritto. Il soggetto si individua in relazione all'interesse di cui è portatore.

  • L'uomo è l'unica realtà giuridica che non ha fine esclusivo, ma ha una pluralità di fini, che persegue per tutto il corso della sua vita.
  • L'ente morale non è invece identificabile come centro di imputazione di interessi. All'ente morale è riferibile un solo ed unico interesse, quello per cui esso stesso è stato costituito. La finalità dell'ente morale è scritta nel suo atto costitutivo.

Persona umana e ente morale possono venire messi sullo stesso piano: la compravendita può avvenire tra due persone fisiche, compratore e venditore, ma anche tra una persona fisica e un ente morale. Per il diritto è indifferente.

Soggetti del rapporto giuridico

  • Soggetto attivo
  • Soggetto passivo

Situazione giuridica attiva

  • Diritto soggettivo: potere di agire lecitamente per il soddisfacimento di un interesse egoistico ed individuale. Situazione giuridica che riconosce il maggior numero possibile di prerogative in capo al soggetto. Il potere di azione deve venire svolto nei limiti in cui l'esercizio di quel diritto è volto al perseguimento del fine lecito. Con l'attribuzione di un diritto soggettivo si protegge giuridicamente un certo interesse del singolo al quale viene riconosciuta una situazione di libertà: egli può esercitare o meno il diritto, reagire oppure no nel caso di lesione del diritto da parte di altri.
  • Potestà o ufficio: potere e dovere di agire per il perseguimento di un interesse altrui, è quindi un potere altruistico (potestà genitoriale, tutoria, amministrativa). È legale o volontaria.

La potestà è anche un potere accordato ad un ente pubblico per perseguire un interesse pubblico. Quando al soggetto viene accordata una potestà, gli viene attribuito un ufficio, un compito: un interesse pubblico o altrui. La potestà pubblica è soggetta ad un sindacato davanti al TAR, la potestà genitoriale è soggetta ad un sindacato davanti ad un giudice ordinario, in tutti i casi in cui genitore/tutore/amministratore pongono in essere atti non rivolti al perseguimento dell'interesse della persona sottoposta.

Art. 1388 c.c. sostituzione nel compimento dell'attività negoziale: un soggetto conferisce ad altro il potere di agire – di compiere una attività negoziale – per suo nome, per suo conto, nel suo interesse, attribuendogli un potere di rappresentanza. Gli effetti giuridici che scaturiscono ricadono direttamente nella sfera giuridica del rappresentato. La fonte della potestà in questo caso non è la legge bensì un negozio giuridico che prende il nome di Procura. Il soggetto titolare della potestà agisce bene solo se agisce nell'interesse del rappresentato.

  • Aspettativa di diritto: diritto/informazione, diritto non ancora concreto. L'ordinamento accorda e tutela una situazione preliminare, prodronica, provvisoria, non ancora maturatasi nel diritto pieno.

L'aspettativa di fatto non è tutelata dall'ordinamento. Es. un ricco zio ha un unico erede. L'erede ha l'aspettativa a succedere nel patrimonio ereditario. È un'aspettativa di fatto, non tutelata dal diritto: se lo zio spende in modo sconsiderato, l'erede non può tutelare giudizialmente la sua aspettativa. L'aspettativa diventa di diritto quando l'erede è chiamato all'eredità: può scegliere se accettare o rinunciare. Oppure quando il chiamato esercita le azioni possessorie a tutela dei beni ereditari art.460 c.c.

Ipotesi rilevante è l'acquisto di un diritto sottoposto a condizione: X conclude contratto di compravendita che produce i suoi effetti quando si verifica una data condizione. X si trova in una situazione di aspettativa, l'evento potrebbe o meno verificarsi. L'ordinamento tutela questa situazione di aspettativa. Artt.1353 e seguenti disciplinano il contratto condizionale.

  • Status: qualità giuridica che rappresenta un fascio di diritti, poteri, obblighi riconosciuti al soggetto non in quanto tale, ma in quanto parte di una collettività organizzata. Lo status può essere di diritto pubblico, ad esempio lo status di cittadino, o di diritto privato, lo status di coniuge, di figlio, di socio.
  • Onere: potere necessitato. Talvolta l'ordinamento giuridico attribuisce ad un soggetto il potere di realizzare un interesse egoistico, ma per farlo il soggetto ha l'onere di porre in essere un certo comportamento.

Art. 2697 c.c. onere della prova: chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Luca è proprietario di un bene. Il bene gli viene sottratto ed egli agisce con l'azione di rivendicazione. L'altro contesta il diritto di proprietà. Luca deve dimostrare di essere proprietario del bene, esibendo le relative prove.

Situazione giuridica passiva

  • Dovere: (diritti assoluti) dovere generico che incombe sulla generalità dei consociati, una pluralità indistinta di soggetti, che devono astenersi dal porre in essere atti che pregiudichino l'esercizio di diritti reali o della personalità.
  • Obbligo: (diritti relativi) il soggetto passivo ha l'obbligo di eseguire una determinata prestazione o tenere un certo comportamento per soddisfare l'interesse del soggetto attivo del rapporto.
  • Soggezione: il minore, l'interdetto o inabilitato, l'amministrato subiscono conseguenze che derivano dall'esercizio del potere del titolare della potestà.

Esercizio del diritto soggettivo

Il titolare di un diritto soggettivo esplica i poteri di cui il diritto soggettivo consta. L'esercizio è distinto dalla sua realizzazione, che consiste nella soddisfazione materiale. Tuttavia spesso i due fenomeni possono coincidere (es. il proprietario che raccoglie i frutti del bene, al contempo esercita il potere giuridico di godimento del bene e soddisfa il suo interesse materiale, es. il creditore richiede al debitore la prestazione che gli è dovuta, in tal modo esercita il suo diritto ma non è soddisfatto materialmente finché il debitore non adempie all'obbligazione).

La realizzazione dell'interesse può essere spontanea o coattiva. La realizzazione coattiva si verifica quando si deve ricorrere ai mezzi di tutela del diritto oggettivo: se il debitore non adempie, il creditore esige quanto gli è dovuto facendo espropriare i beni del debitore. È chiaro quindi che colui che esercita un diritto soggettivo non è tenuto a compensare chi subisce pregiudizi che il corretto esercizio del diritto potrebbe aver provocato.

Gli artt. 833/844/1175 c.c. vietano l'abuso del diritto soggettivo, che si verifica quando il titolare di un diritto soggettivo si avvale di facoltà e poteri in modo anomalo rispetto alle prerogative concesse dalla legge.

Categorie di diritti soggettivi

Diritto assoluto: garantisce al titolare un potere che egli può fare valere erga omnes. Il diritto assoluto si esercita senza alcuna cooperazione di altri.

  • Diritti reali: diritti su una cosa. Attribuiscono al titolare una signoria su un bene, signoria che può essere piena (proprietà) o limitata (su cosa altrui). L'interesse del proprietario è quello di conservare la disponibilità di un bene che gli appartiene e trarne la conseguente utilità senza essere turbato nell'esercizio del godimento esclusivo: i consociati hanno un dovere negativo, ossia devono astenersi dal compiere ogni atto volto ad impedire o limitare il godimento del bene da parte titolare.
  • Diritti della personalità: quali il diritto all'integrità fisica, al nome, all'immagine, all'identità personale, alla privacy, al decoro, tutelati in capo al singolo nei confronti di chiunque. I diritti assoluti sono stati criticati da chi sostiene che un rapporto giuridico del titolare del diritto con tutti i consociati è inconcepibile, troppo astratto. Si è quindi precisato che soggetti passivi del diritto reale o di un diritto della personalità non sono tutti ma solo quelli che potrebbero di fatto venire a contatto con il bene ed interferire concretamente con la posizione del titolare del diritto.

Il diritto sulla cosa esprime una forma di appartenenza. La cosa è altro dalla persona che la cosa possiede. Il rapporto tra persona e res è riferibile in termini di titolarità, che è la spettanza o appartenenza del diritto alla persona. La titolarità non fotografa solo una relazione tra soggetto e cosa, ma indica anche il titulus, cioè il modo attraverso il quale il soggetto acquista un diritto. Il soggetto si appropria di un diritto mediante un titolo. Il titolo è originario o derivativo. I modi di acquisto del diritto sono tipici, disciplinati dall'ordinamento giuridico.

Se il soggetto è in grado di allegare e produrre la prova di aver acquistato il diritto nei modi previsti, egli potrà dirsi legittimamente titolare del diritto art.922 c.c.

Il diritto della persona è il diritto che il soggetto proietta in senso autoreferenziale.

Diritto relativo: garantisce al titolare un potere che egli può fare valere solo nei confronti di una o più determinate persone. Per la realizzazione di un diritto relativo occorre la cooperazione del soggetto passivo del rapporto.

  • Diritti di credito: anche chiamati personali perché contrapposti ai diritti reali che hanno a riferimento una res e non una persona. Il soggetto titolare di un diritto di credito, può pretendere la restituzione della somma unicamente da parte della persona a cui ha prestato la somma: lei sola e nessun'altra è tenuta a restituire il denaro. Il debitore ha l'obbligo di eseguire una prestazione o tenere un certo comportamento per soddisfare il diritto del creditore. Chi può ledere un diritto di credito? Solo il soggetto passivo del rapporto. Vi possono essere dei casi in cui il diritto di credito è leso da un terzo. Es. un soggetto investe un lavoratore dipendente e dunque gli impedisce di continuare ad assicurare le prestazioni lavorative al datore di lavoro. La lesione che quest'ultimo subisce non è addebitabile al lavoratore dipendente, ma al terzo. In questo senso il datore di lavoro può chiedere il risarcimento del danno direttamente al soggetto terzo.

Diritto potestativo: figura intermedia tra diritti assoluti e diritti relativi. Struttura relativa ma esplicazione assoluta. È il potere di operare un mutamento della situazione giuridica di un altro soggetto. Se più soggetti hanno un bene in comunione, e un soggetto decide di chiedere la divisione, gli altri comproprietari nulla possono fare dinnanzi a questa iniziativa. È sufficiente l'iniziativa del titolare perché si abbia la realizzazione dell'interesse tutelato. Il soggetto passivo si trova in una situazione di soggezione, il suo comportamento è irrilevante.

N.B. È disputato se i diritti personali di godimento abbiano una duplice natura. Essi infatti sfuggono alla dicotomia assoluto/relativo. Rappresentano la situazione in cui un soggetto si è obbligato a far godere di un proprio bene un altro soggetto. L'opinione prevalente sostiene che il diritto che spetta, ad esempio, ad un inquilino è un diritto di credito verso il locatore. Egli si obbliga a fargli godere la cosa locata. Un'altra opinione sostiene tuttavia che i diritti personali di godimento abbiano una duplice natura: relativa verso chi ha concesso il godimento (es. locatore) e assoluta verso la società che è costretta ad astenersi dal turbare tale godimento.

N.B. Esiste l'obbligazione propter rem: presuppone una condotta in capo ad un soggetto, l'individuazione del soggetto attivo e passivo varia in relazione al rapporto di titolarità di un diritto reale (un determinato bene). Art. 1030 codice civile prestazioni accessorie Es. servitù di passaggio: ci sono due fondi, il servente e il dominante. Per accedere alla via pubblica passo attraverso il fondo del mio vicino Mario. La servitù di passaggio può costituirsi per contratto ma anche coattivamente, da parte di un giudice mediante sentenza. Il soggetto attivo e passivo sono individuati in virtù della loro titolarità del diritto reale. Il titolare del fondo servente compie una determinata prestazione, è quindi soggetto passivo del rapporto obbligatorio. Il titolare del fondo dominante ha diritto di passaggio, può quindi soddisfarsi passando nel fondo altrui, è quindi soggetto attivo del rapporto.

Interesse legittimo

Vantaggio o utilità che costituisce obiettivo/movente dell'agire di un soggetto. L'interesse è pubblico o privato a seconda di chi ne è portatore.

  • Interesse privato semplice o di fatto: quando non ha protezione giuridica (es. ho interesse che vi siano strutture sanitarie efficienti).
  • Interesse privato è diritto soggettivo: quando riceve piena tutela e giuridica.
  • Interesse privato legittimo: ambito dei rapporti tra privato e pubblici poteri. Consiste nel potere del singolo di sollecitare un controllo giudiziario in ordine al comportamento tenuto dalla pubblica amministrazione.

Gli artt. 24/113 Cost. garantiscono la tutela giurisdizionale degli interessi legittimi. Il tipico strumento di tutela è l'impugnazione dell'atto amministrativo illegittimo, al fine di ottenerne l'annullamento. Il privato portatore di interesse legittimo può contestare la validità di un provvedimento della PA rivolgendosi agli organi giudiziari competenti, deducendo un vizio di incompetenza (atto non rientrante nei suoi poteri), di legge (atto in contrasto con la norma che lo disciplina), di eccesso di potere (non corretto uso del potere).

La Corte di Cassazione nel 1999 è intervenuta stabilendo che la lesione di un interesse che costituisce oggetto di interesse legittimo può costituire fonte di danno risarcibile. Il giudice amministrativo è l'unico organo competente a decidere le controversie relative al risarcimento del danno per lesione di interesse legittimo.

Circolazione di diritti assoluti e diritti relativi

Diritti assoluti e relativi possono essere oggetto di circolazione.

  • Titolo originario: il diritto soggettivo sorge a favore di una persona, senza esserle trasmesso da nessuno. Esempio è il pescatore che fa propri i pesci caduti nella rete. Si ha acquisto a titolo originario anche se la cosa ha già formato oggetto di un altro rapporto, ma il soggetto non subentra in tale rapporto. Esempi sono l'acquisto per occupazione di casa abbandonata, l'acquisto per usucapione di un bene altrui. Non vi è successione.
  • Titolo derivativo: il diritto soggettivo si trasmette da una persona all'altra. Si verifica una successione, cioè il passaggio di un diritto dal patrimonio giuridico di una persona a quello di un'altra. Chi perde il diritto è autore o dante causa. Chi acquista il diritto è successore o avente causa.

È importante che l'autore sia il vero proprietario del bene. Nessuno può cedere un diritto più ampio di quello che dispone. L'ordinamento tutela tuttavia anche situazioni di acquisto in cui il soggetto venditore non è vero proprietario. L'ordinamento adotta un correttivo per il caso dei beni mobili: Può essere acquistato un bene a non domino, cioè anche se l'autore non è proprietario art.1153 c.c. L'acquirente acquista a questo punto a titolo originario in quanto l'acquisto non dipende dalla titolarità dell'autore, è bensì scollegato dalla precedente situazione di appartenenza.

L'acquisto è a titolo derivativo-traslativo quando viene trasmesso al successore lo stesso diritto che aveva il precedente titolare. L'acquisto è a titolo derivativo-costitutivo quando viene trasmesso al successore un diritto derivante da quello che aveva il precedente titolare, quindi un diritto differente, supposto nel diritto appartenente all'autore. (Es. usufrutto: il proprietario attribuisce ad un'altra persona il diritto di godere della cosa). In entrambe le forme di acquisto a titolo derivativo il nuovo titolare non può vantare un diritto di portata più ampia e il suo acquisto dipende dalla effettiva esistenza del diritto dell'avente causa.

La successione è di due specie:

  • Titolo universale: una persona subentra in tutti i rapporti di un'altra persona, cioè nelle posizioni attive e passive trasmissibili. Sono la successione mortis causa e la fusione tra società.

Successione mortis causa: Luca mediante testamento istituisce erede Mario. Quando Luca muore si apre la successione. Mario subentra in quanto erede in tutte le situazioni giuridiche, attive e passive, trasmissibili di Luca (es. situazione giuridica non trasmissibile, il matrimonio). L'ordinamento attribuisce al chiamato la possibilità di accettare o rinunciare all'eredità. Effetto della adizione è la confusione ereditaria. L'ordinamento attribuisce all'erede la possibilità.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nichi96.ch di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Barchiesi Luca.
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