Che materia stai cercando?

Riassunto dell'esame di Filosofia del Diritto, prof Campanale, libro consigliato La moralità del diritto, Fuller Appunti scolastici Premium

Riassunto personale per esame di Filosofia del diritto presso l'Unifg basato sullo studio autonomo del testo consigliato dal docente La moralità del diritto, Fuller, dell'università degli Studi di Foggia - Unifg, Facoltà di Giurisprudenza. Scarica il file in PDF!

Esame di Filosofia del diritto docente Prof. A. Campanale

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

CONGRUENZA FRA AZIONE UFFICIALE ED NORMA DICHIARATIVA. La

moralità intrinseca del diritto è un altro requisito:la congruenza fra l'azione ufficiale e

la legge. Tale congruenza può esser impedita o resa debole in molti modi: interpretaz

inesatta, inaccessibilità della legge, carente discernimento riguardo a ciò di necessario

per mantere integro un sistema giuridico, corruzione indifferenza, stupidità. Possiamo

annoverare tra questi molti degli elementi costituenti la procedura del giusto processo

come il diritto a farsi rappresentare da un avvocato difensore ed il diritto di un contro

interrogatorio dei testimoni. L'habes cosrpus ed il diritto d'appello ad un tribunale più

alto contro una sentenza sfavorevole. Fu da essi risolto che per una interpretazione cd

sicura e fedele di tutte le leggi in generale sia restrittive rispetto al Common Law che

tali da andare invece al di la di questa, siano da individuare, tener presenti 4 elementi:

1) quale era il principio di Common law pima che si producesse quell'atto legislativo;

2) quale era l'inconveniente ed il difetto a causa dei quali non era stata però idonea la

Common law; 3) quale rimedio il Parlamento ha adottato ed approntato al fine quindi

di sanare il malessere ella comunità; 4) la ragione vera del rimedio; e poi è compito di

tutti i giudici sviluppare una costruzione interpretativa tale da eliminar l'incongruenza

e da approntare il rimedio a ciò idoneo. Heydon afferma che per sapere o comprender

una legge bisogna comprendere il malessere sociale. E ciò è particolarmente vero per

quel che riguarda la riflessione contenuta nel seguente brano di Gray. Il modo per cui

pensa pensa Gray è data da una concezione atomistica della intenzione, unita a quella

che può chiamarsi una teoria puntistica del significato. Tale modo di pensare crea dal

nulla l'intenzione come rivolta verso cose individuate più che verso le Idee Generali,

verso delle distinte situazioni di fatto piuttosto che verso un qualche significato.

La fedeltà ad una legge ormai emanataè spesso identificata con un atteggiamento c.d.

passivo e puramente recettivo da parte del giudice. Se egli agisce creativamente, deve

stare allontanandosi dal suo suolo di interpretare. Una Legge non serve ad uno scopo

semplice e facile da definire come un aspirapolvere. Mi riferisco al paragrafo 5 della

quarta sezione della legge sulle frodi passata nel 1677. Di conseguenza i compilatori

si trovarono di fronte alla necessità di stabilire quali tipi di contracts dovessero essere

messi per iscritto e quali invece avrebbero potuto essere lasciati alla forma orale. La

legge si esprime in un inglese semplice e piano. In primo luogo non c'è una cd diretta

relazione tra il periodo in cui un testimone sarà chiamato a deporre ed il tempo che si

richiede dall'osservanza dell'accordo contrattuale; il contract può esser stato articolato

in un modo da doversi adempiere ad esso entro un mese. Imoltre, degli estensori della

legge non si domandarono che cosa avrebbero fatto le corti di fronte al caso comune

di contracts in relazione ai quali è impossibile dire in anticipo quanto tempo richiede

il loro adempimento, come ad esempio i contracts con cui si dà impiego a un soggetto

finchè vivrà. Gli inglesi nel 1954 trovaron quindi l'unico rimedio possibile per questa

situazione: abrogarono del tutto la sezione in questione. Il problema d'interpretazione

occupa una importante posizione centrale nella morale intrinseca del diritto. Rivela la

natura del compito di mantenere la legalità come l'impegno affidato alla cooperazione

di più soggetti.

LA LEGALITA COME ARTE PRATICA. In primo luogo si impone un'avvertenza

riguardo la parola Legge. Nel 1941 alle leggi annotate del Massachussetts fu aggiunta

una disposizione secondo la quale la capinera sarebbe stata uccello Ufficiale di Stato.

É chiaro che il benessere pubblico non avrebbe subito alcun serio danno se tale legge

fosse stata tenuta segreta al pubblico e resa retroattiva tanto da risalire al momento di

approdo della Mayflower. Se chiamiamo legge ogni atto ufficiale di un corpo legislat,

allora si possono verificare delle circostanze nelle quali ogni particolare di una legge

deve essere tenuto segreto. É sempre un male quando qualsiasi atto del governo deve

essere celato al pubblico e quindi sottratto alla pubblica critica. In secondo luogo però

le violazioni della morale giuridica tendono ad accumularsi. Una carenza di chiarezza

può determinare la necessità di leggi retroattive. Cambiamenti troppo frequenti nella

legge possono annullare i vantaggi delle procedure formali, ma lente, volte però a far

conoscere la legge. In terzo luogo, la necessità che la legge promulgata sia pubblicata

è chiaramente formulata diminuisce d'importanza. Così come riguarda il problema di

retroattività; ove la legge sia un riflesso della morale extragiuridica, ciò che si mostra

come una legislazione retroattiva può rappresentare la mera conferma di opinioni che

sono state già consolidate. In quarto luogo, il rigore con cui gli otto desiderata nel lor

insieme covrebbero essere applicati, come anche l'ordine gerarchico fra essi, saranno

influenzati dalla branca del diritto in questione, come anche dal tipo di norme giuridic

che si hanno di fronte. In quindto ultimo luogo, bisognerebbe ricordare che, abbiamo

generalmente visto che alcune cose dal punto di vista di un legislatore coscienzioso,

pronto a comprendere la natura della sua responsabilità ed il desiderio di affrontare le

relative difficoltà. Ognuno dei requisiti di Legalità può essere violato in modi che non

lasciano dubbi.

MORALITA GIURIDICA E DIRITTO NETURALE. Il primo compito è quello di

mettere in relazione quella che ho chiamato la moralità intrinseca del diritto con la cd

tradizione del diritto naturale. Il diritto naturale è l'impresa di assoggettare la condotta

umana al governo di norme. Queste leggi naturali non hanno nulla a che fare con una

qualsiasi onnipresenza che sovrasti nei cieli e quindi esse rimangono terrene. Sebbene

queste leggi neturali riguardino riguardino una delle attività umane più essenziali esse

non coprono l'intera vita morale dell'uomo. Non hanno nulla da dire su argomenti con

o come la poligamia, lo studio di Marx. Un modo conveniente di descrivere questa cd

distinzione fatta, è quello di parlare di una legge naturale proceduale come distinta da

una legge naturale sostanziale. La morale instriseca di diritto è la versione proceduale

del diritto naturale. Il termine procedurale è molto appropriato, in quanto capace però

di indicare che non siano interessati agli scopi sostanziali delle norme volto, quindi, a

governare la condotta umana deve essere costruito ed amministrato se è però efficace

ed allo stesso tempo rimanere ciò che si propone di essere. Austin definì Legge come

il comando di una autorità politica. Per Somlò le leggi retroattive possono anche esser

condannate come Ingiuste, ma in nessun senso, debbono essere considerate come un

qualcosa che violi un qualsiasi presupposto generale che sia alla base del concetto di

Diritto. Per quanto riguarda gli scrittori di altri orientamenti filosofici Sia giusto dire

che quando si occupano di problemi relativi alla moralità del diritto, lo fanno, quindi,

in genere in maniera casuale. Da un certo punto di vista è un male che i requisiti della

moralità giuridica appaiono in genere così ovvii. Éd in questo periodo che gli studiosi

situano l'origine dei fondamenti giusnaturalistici della costituzione americana. La c.d.

letteratura di questo periodo era del tutto impegnata con i problemi che si considerano

come quelli propri della moralità intrinseca del diritto. Essa parlava di Incongruenze,

di leggi impossibili da osservare, di parlamenti che imboccavan vie contrarie alle loro

stesse leggi prima di averle abbrogate. Quindi c'è solo una frase che si riferisca a una

correttezza o giustizia sostanziali, cioè quella che parla delle leggi contrarie al diritto

comune e consuetudinario e alla ragione. Ma per common right Coke può benissimo

aver avuto in mente dei diritti acquisiti attraverso la legge ed in seguito da essa aboliti

quel genere di problema che spesso presenta la legislazione retroattiva. L'opinione

secondo cui nel brano riportato da Coke lascerebbe trasparire una ingenua fiducia nel

diritto naturale, ci aiuta a capire il clima intellettuale del diciassetesimo secolo.

Se giudichiamo la suddetta Clausola secondo il Blackground relativo alla sua finalità

generale, appare chiaro che la stessa obiezione che si può rivolgere alle leggi che però

riconducono gli obblighi derivanti da contratti esistenti può applicarsi alle leggi che

estendono tali obblighi. Se quella legge viene poi cambiata a suo discapito, vuol dire

che l'organo legislativo non è stato di parola con lui. Allo stesso tempo ho inserito la

morale intrinseca del diritto e l'interpretazione giudiziale può procedere con un grado

di fiducia nella sua obbiettività. Ho descritto la morale intrinseca del diritto come una

morale dell'intenzionalità piuttosto che del dovere: Benchè questa morale possa esser

considerata come composta da distinte esigenze o desiderata questi non si adattano a

nessun tipo di classificazione che li separi o che li divida in categorie. Tutti questi cd

desiderata costituiscono dei mezzi volti ad un unico fine, e con il mutare, quindi di cd

circostanze può mutare l'ordine ottimale di impiego di questi mezzi.

LA MORALITA GIURIDICA, CONCETTO DI DIRITTO POSITIVO. Il nostro

prossimo compito è di collocare una concezione del Diritto implicata nel suo rapporto

con le definizioni correnti di diritto positivo. Il diritto consiste dunque nell'impresa di

assoggettare la condotta umana al governo di norme. A differenza della maggior parte

delle teorie del diritto, questa concezione considera il Diritto come una attività, ed un

sistema giuridico come il prodotto di uno sforzo sostenuto e finalizzato. La maggiore

parte delle storie del diritto asseriscono che una caratteristica del diritto consiste in un

uso della coercizione o della forza. Un anorma sociale è giuridica se alla inosservanza

sua o alla sua violazione si fa fronte con l'uso della forza fisica da parte dell'individuo

o del gruppo che abbia, socialmente riconosciuto, il privilegio di agire in tal modo. In

una maggior parte delle teorie del diritto l'elemento della forza è però associato con la

nozione di una gerarchia di comandi o di autorità.

IL CONCETTO DI SCIENZA. L'analogia che ho in mente è quella della scienza, e

con cui intendo riferirmi a qualle che sono la scienze fisiche e biologiche. Anche una

scienza può essere considerata come una particolare direzione dello sforzo umano, e

che incontra i suoi problemi particolari e spesso fallisce in alcune tipiche vie lungo le

quali cerca di risolverli. Possiamo ricordare che con kelsen la piramide giuri presenta

non una gerarchia di organismi formati da uomini, ma una gerarchia di norme. Quindi

possiamo definire la scienza come consistente in classificazione di proposizioni circa

i fenomeni naturali in ordine ascendente secondo il criterio della generalità. Quindi la

sua grande conquista di Michael Polanyi consisteva nelle sue teorie su ciò che si può

chiamare in senso lato l'epistemologia della scoperta scientifica. Ma il suo contributo

più caratteristico risiede nella sua concezione dell'impresa scientifica.

OBIEZIONI ALLA CONCEZIONE DEL DIRITTO. La prima di tali obiezioni è

formulata in termini come questi: parlare di un sistema giuridico come di un impresa

implica che si possa condurla avanti con vari possibilit gradi di successo. Ciò, quindi,

significa che l'esistenza di un sistema giuridico è una questione di grado. Un secondo

obbiettivo od obiezione possibile alla concezione è che questa permette l'esistenza di

più d'un sistema giuridico preosto a governare la stessa popolazione. Nel nostro paese

oggi il cittadino di ogni stato è soggetto a due sistemi giuridici distinti: quello del c.d.

regime federale e quello dello stato. Anche in assenza di un sistema federale, però, vi

possono essere un corpo di leggi che regola matrimonio e divorzio, un altro che però

regola le relazioni commerciali ed ancora un terzo che regola qualche altra cosa. I cd

sistemi multipli possono generare difficoltà sia per la teoria che per la pratica.

Difficoltà del primo genere posson sorgere solo se la teoria abbia aderito all'ordine di

idee secondo cui il concetto di diritto richiede una gerarchia di autorità definita. Una

terza critica possibile ripete alla base la seconda obiezione, ma ingrandendola molto.

Se il diritto è considerato come l'impresa di assoggettare la condotta umana a governo

di norme, allora tale impresa è portata avanti non su uno o due fronti, ma su mille. Se

concludiamo dal termine diritto ogni connotazione relativa al potere od autorità statali

non c'è la minima difficoltà nel chiamare questo sistema giuridico. Vengo ora alla 4 e

ultima critica che è rivolta alla concezione del diritto. Secondo essa non vi sarebbe la

sufficiente distinzione fra diritto e morale. Anche la morale è impegnata a controllare

la condotta umana mediante le norme. Anch'essa si preoccupa che queste norme siano

chiare, coerenti le une con le altre e comprensibili a coloro che dovrebbero obbedire a

esse. Benchè si possa dire che diritto e morale hanno in comune certe preoccupazioni

è quando tali preoccupazioni divengono sempre più l'oggetto di una responsabilità ed

che si crea un sistema giuridico. La genralità è data per scontata nella morale e anche

difficilmente può costituire un problema.

IL CONCETTO DI DIRITTO DI HART. Hart è un contributo al pensiero giuridico

quale da lungo tempo non si era avuto. Esso rappresenta un tentativo di presentare, in

breve spazio, le soluzioni proprie dell'autore riguardo ai maggiori problemi di pensier

giuridico. Con la sua analisi fondamentale del concetto di diritto, io sono pressochè in

disaccordo. L'analisi di Hart nel suo insieme procede nei termini che escludono ogni

considerazioni dei problemi che ho cercato di analizzare nel mio secondo capitolo. In

questo contesto la mia discussione riguarda la norma di riconoscimento, un concetto

che Hart considera come il tema centrale del suo libro e il suo contributo di pensiero.

Hart comincia con una distinzione tra norme che impongono dei doveri ed norme che

conferiscono dei poteri giuridici e qundi si tratta di una distinzione familiare. Cè però

un importante differenza tra norme che dice tu non ucciderai ed una che dica, però, se

tu vuoi fare un testamento valido, mettilo per iscritto e firmato di fronte a 3 testimoni.

L'uso della parola diritto suggerisce l'idea di un dovere da parte del beneficiario.

Possiamo concludere che siamo in presenza di una norma che conferisce un potere, e

piuttosto che di una norma che impone un dovere. Il mio secondo esempio è: se A e B

sottoscrivono un contract in base al quale A deve costruire una macchina disegnata in

modo particolare per B e B deve pagare diecimila dollari al termine del lavoro. Dopo

che A abbia cominciato a lavorare alla macchina, B disconosce il contratto e però non

c'è dubbio che B sia responsabile dei danni. Ci sono due diversi standards possibili di

applicare questa distinzione. L'uno scruta all'interno della fondamentale intenzione cd

legislativa; l'altro scruta fra meccanismi legali per mezzo dei quali si da vita lo scopo

della norma. La norma di riconoscimento, dichiara, deve essere considerata come una

norma che conferisce potere. Ma Hart sembra leggere che si trova all'interno della sua

caratterizzazione, un ulteriore concetto secondo il quale la norma non può contenere

alcuna esplicita o tacita disposizione orientata nel senso che l'autorità che la cd norma

conferisce possa essere tolta a causa di abusi della stessa. Hart considera una accurata

argomentazione come una necessità logica. Una Norma che conferisce un Potere ed

dispone che questo potere possa essere revocato a causa di abusi, presenta però in tale

clausola limitativa una convenzione che fa vacillare ambiguamente la distinzione che

conferiscono poteri. Un sistema giuridico, egli sostiene, non produce la situazione del

bandito, ingradita ed diffusa. Hart ammette non una norma di riconoscimento, ma un

insieme complesso di norme, prassi e convenzioni che determinano il modo in cui dei

legislatori sono eletti. La spiegazione, da parte di Hart, consiste nel dire che la norma

di riconoscimento indica non l'uomo ma l'ufficio, ed include in se stessa le norme che

sono relative alla successione legittima.

DIRITTO COME IMPRESA E COME REALTA DI POTERE SOCIALE. La cd

natura di questa divergenza fondamentale può essere espressa in questi termini: io ho

insistito nel considerare il diritto un'impresa finalizzata che dipende dall'energia, dalla

intelligenza, dall'intuito e della consapevolezza di coloro che la guidano, e destinata a

mancare di poco il pieno raggiungimento dei suoi obbiettivi. Una individualizzazione

dovrebbe cominciare con il riconoscimento del fatto che lo scopo ha un solo ruolo da

svolgere nell'interpretazione degli atti di normazione giuridica. Una legge è una cosa

a carattere finalistico, che serve a qualche fine tra loro connesso. Ogni teoria che però

attribuisca un qualche scopo od fine ad un complesso di istituzioni nel suo insieme ha

degli antecedenti assai poco attraenti nella storia della filosofia. Essa richiama alla cd

mente gli eccessi dell'idealismo Tedesco e Britannico. L'elemento più significativo di

tale costo risiede nel fatto che noi perdiamo gli standard atti a definire la legalità.

Possiamo parlare di contraddizioni nella legge, ma non abbiamo alcuno standard per

definire che cosa sia una contraddizione. Possiamo lamentarci di qualche tipo di leggi

retroattive, ma non possiamo nemmeno spiegare che cosa ci sarebbe di distorto in un

sistema di leggi che fossero del tutto retroattive. Quello che questa autorità stabilisce

che sia legge è legge. Weber sottolinea che tutte le strutture sociali formali sono però

suscettibili di presentare dei GAPS, che non appaiono come tali perchè sono colmati

mediante azioni appropriate compiute senza esser consci che era aperta anche un altra

possibilità dell'Azione Alternativa. Gli uomini non fanno cose assurde, che vanificano

l'intera impresa in cui sono impegnati. Un buon esempio di gap si può trovare anche

nella Costituzione degli Stati Uniti. L'esigenza più ovvia dell'ordine della legalità sia

quella che le leggi siano promulgate. Il problema di Hart, nella permanenza del diritto

come può una legge fatta da Rex IV essere ancora legge quando sale sul trono Rex v?

È un altro esempio di gqap in una struttura formale, Gap che non appare come tale in

una pratica. Quando trattiamo il diritto come un fatto, dobbiamo assumere che, quindi

esso costituisca uno speciale tipo di fatti, in possesso di qualità definibili che però si

distinguono da altri tipi di fatti. Il diritto è un impresa finalizzata, che esso mostra dell

costanze trutturali che il teorico del diritto può trattare come delle uniformità che però

di fatto si danno.

GLI SCOPI SOSTANZIALI DI DIRITTO. La filosofia giuridica di Holmes aveva

come tema contrale la necessità di mantenere una netta distinzione fra diritto e morale

e le due distinzioni principali sono la distinzione fra le morali dell'intenzionalità e del

dovere e la distinzione fra le morali interna ed esterna del diritto.

NEUTRALITA DELLA MORALE DEL DIRITTO. La morale intriseca del diritto

è indifferente agli scopi Sostanziali del diritto ed pronta a servire una varietà di questi

tali scopi con eguale afficacia. Un problema morale dibattuto oggi è quello della c.d.

contraccezione. Anche l'adozione di un obbiettivo come una sopressione legale di una

contaccezzione può indebolire la moralità giuridica. Se delle Leggi che proibiscono la

vendita di contraccettivi sono tenute nei codici come una sorta di un atto simbolico, la

moralità giuridica ne resta seriamente intaccata. Uno dei compiti di questo capitolo è

di analizzare la maniera in cui interagiscono le morali interna ed esterna del diritto. E

perchè un controllo sociale mediante norme giuridiche possa funzionare, le cd norme

dobbono essere tali che la maggior parte delle persone sia in grado di obbedirle e non

devono essere retroattive, sebbene lo possano essere. Hart vuole intendere che è però

possibile concepire il caso di un monarca cattivo il quale persegua i fini più iniqui. In

delle sue discussioni riguardo a ciò che chiama il nucleo di buon senso della dottrina

del diritto naturale, egli si preoccupa degli scopi sostanziali, passando sotto il silenzio

la fine tradizione di pensiero inglese circa il diritto fondamentale. In breve Hart pensa

che essa non abbia alcuna relazione significativa con i più seri problemi della Teoria

del Diritto.

LA LEGALITA COME UNA CONDIZIONE DI EFFICACIA. La morale intrins.

del diritto è una condizione essenziale di quel potere stesso. Se si accetta tale chiusura

la prima osservazione che bisogna fare è che il diritto è una precondizione del Buono

Diritto. Hart si scusa per una tesi ovvia che una minima aderenza alla morale giuridic

è essenziale all'efficacia pratica del diritto, se non fosse che questo punto è ignorato.

Qui nel libro di Hart, il diritto è concepito in termini relativi alla sua c.d fonte formale

piuttosto che come un'impresa complessa suscettibile di vari gradi di successo.

LEGALITA E GIUSTIZIA. Un'affinità fra legalità e giustizia è stata spesso notata e

di fatto riconosciuta da Hart stesso. Essa risiede in una caratteristica comune a tutti e

due, ossia nel fatto che esse agiscono mediante principi conosciuti. La morale intrins.

del diritto esige che vi siano norme e che esse siano rese note ed osservate. L'affinità

tra legalità e giustizia consiste nel fatto che una norma articolata e resa nota permette

al pubblico di giudicare della sua giusta correttezza. L'affinità ha radici più profonde.

Una seria aderenza ai principi della legalità costringe chi governa a rispondere quindi

a se stesso, non solo dei suoi pugni, ma anche dell'azione dei suoi gomiti.

MORALE GIURIDICA. Se ogni principio della morale giuridica è, secondo parole

di Hart, compatibile con una iniquità molto grande, quest'esigenza sembra esserlo. La

cosa è ben diversa di fronte a leggi che tentino di far dipendere i diritti cd legalmente

garantiti della razza. Le nostre leggi sul naturalizzazione attualmente dispongono che

il diritto di una persona di divenire un cittadino naturalizzato non sarà negato.

CONCEZIONE DELL'UOMO IMPLICITA NELLA MORALE GIURIDIC. La

morale giuridica si può dire neutrale circa una serie di questioni etiche. Essa non può

essere neutrale circa la concezione dell'uomo stesso. Vi sono altre tendenze, in un c.d.

ambito di diritto, che quindi mirano ad oscurare il ruolo del cittadino come una sorta

di agente autodeterminante. Una di esse risiede in un uso maggiore che si fa della c.d.

tassazione come di una donna tutto fare giuridica. L'intero corpo delle leggi è permeat

da due definizioni standards: colpa, intenzione. Il dibattito filosfico su queste nozioni

è concentrato sul loro ruolo nel diritto penale, dove quindi esse hanno fatto sorgere le

argomentazioni più astrute inclusa quella riguardante la libertà della volontà. Ma però

questi due concetti standards giocano un ruolo importante negli ambiti del diritto c.d.

ralativo ai contracts, ai torts, alla property. Quando uno di essi viene a mancare, però,

cerchiamo di avvicinarci a esso con la maggiore approssimazione possibile. Ove non

vi sia un'intenzione determinata, ci chiediamo qual'intenzione avrebber avuto le parti

se avessero previsto la situazione che sarebbe sorta. Quando nessuna delle,cosi dette,

parti imputabile di colpa ci chieidamo quale delle due avesse la migliore possibilità di

prevenire il danno.

IL PROBLEMA DEI LIMITI DI UN AZIONE GIURIDI EFFICACE. La morale

intrinseca del diritto merita davvero di essere chiamata morale Questa morale sia una

condizione necessaria per la realizzazione della giustizia, che questa morale è, quindi,

essa stessa violata quando si tenta di esprimere cieco astio mediante norme giuridiche

e che la morale specifica del diritto articola e ci presenta in vision della natura umana

che è indispensabile in egual modo al diritto e alla morale. Quella che si è illustrata è

una confusione fra il diritto nel senso comune di complesso di norme di condotta però

dirette al cittadino ed l'azione di Governo in generale. Mill aguiva che: "la forza fisica

sotto forma di pene giuridiche" non dovrebbe essa stessa essere usata come una sorta

di strumento diretto al miglioramento del cittadino. La confusione indotta da Stephen

nella sua controversia con Mill rappresenta un esempio molto sottile, rappresentativo

del suo genere.

LA MORALE GIU. E ATTRIBUZIONE DI RISORSE ECONOMICHE. Questa

immagine della scala e dell'indicatore è utile nell'esaminare il campo di una azione di

governo. Ad una estremità abbiamo l'azione di governo che stabilisce salde norme di

dovere per controllare la condotta umana. All'altro capo della scala abbiamo il preside

che conduce le nostre relazioni con l'estero, ralazioni che non possono essere regolate


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

17

PESO

132.50 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in operatore giuridico della pubblica amministrazione
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vincenzomanfredonia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Campanale Anna Maria.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in operatore giuridico della pubblica amministrazione

Diritto privato - Appunti
Appunto
Riassunto esame Diritto Costituzionale, prof. Olivetti
Appunto
Diritto penale - abolitio criminis - Appunti
Appunto
Diritto privato - Riassunto esame, prof. Bozzi
Appunto