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La costellazione materna - Il trattamento psicoterapeutico della coppia madre-bambino

Introduzione

Le psicoterapie genitore-bambino rappresentano un settore importante nel campo della salute mentale infantile e tutt'ora sono in rapida espansione. In questo settore si prendono a prestito e si utilizzano concetti molto noti dalle terapie tradizionali (psicoanalisi, comportamentismo, pediatria, ecc.), ma ognuna all'interno di questo scenario ha subito modificazioni e, infine, tutte intendono convergere.

Un nuovo modello terapeutico nasce quando vi è la necessità di rapportarsi con una patologia nuova o una nuova popolazione clinica e questo influenzerà i modelli preesistenti. In questo caso, si prendono in esame le terapie sorte per trattare una nuova popolazione clinica, quella costituita da bambini molto piccoli (< 3 anni) e dai loro genitori.

La relazione genitore-bambino ha aspetti peculiari che le nuove psicoterapie devono tenere in considerazione:

  • Il nuovo paziente è una relazione, la diade (o triade). È una relazione asimmetrica influenzata da una storia passata dei genitori e quella nuova del bambino che va rapidamente formandosi.
  • Non si sa esattamente quanta parte della natura psicologica del bambino sia attribuibile alla relazione.
  • Il bambino non è né nevrotico, né borderline, né psicotico; ha una mente da "bambino piccolo".
  • I genitori sono psicologicamente "normali". Non hanno una vera malattia, ma un problema.
  • La madre però è in una condizione psicologica particolare (costellazione materna), una speciale organizzazione della vita psichica appropriata e adatta alla situazione di avere un bambino di cui prendersi cura.
  • Il bambino e i genitori sono coinvolti in un processo di cambiamento radicale e rapido.
  • L'identificazione del problema non è facile in quanto il genitore ha delle responsabilità e delle difese peculiari non paragonabili a nessun'altra situazione.
  • La relazione viene gestita in modo esclusivamente non verbale e presimbolico; la patologia è il risultato di interazioni preverbali.

Nel delineare le varie psicoterapie genitore-bambino bisogna tener presente l'assunto di equivalenza dell'efficacia dei vari tipi di terapia, già dimostrata nelle terapie per gli adulti: i fattori non specifici si sono dimostrati essere molto più esplicativi di quelli specifici nel causare il cambiamento. Questa assunzione, però, è molto spesso ignorata o aggirata.

Nel prendere in considerazione le varie terapie e indagare i loro aspetti comuni, si è giunti a capire che la madre si trova in un periodo speciale della sua vita; quindi qualunque trattamento deve tener conto della natura particolare di questa situazione costellazione materna; rende più comprensibili degli aspetti comuni dei diversi modelli e unifica i percorsi in una direzione comune.

Parte prima: il sistema clinico nella psicoterapia genitore-bambino

La situazione clinica

I personaggi principali della situazione clinica della psicoterapia genitore-bambino sono il bambino e uno o due genitori; se vi è un solo genitore è quello che si occupa delle cure primarie, generalmente, ma non necessariamente, la madre.

Modello familiare sistemico all'interno della terapia

  • Al centro del modello si trova l'interazione madre-bambino, formata dai comportamenti manifesti di ciascuno dei due. Questo schema rappresenta solo l'interazione non una vera relazione.
  • La relazione è determinata da come l'interazione viene percepita e interpretata da ogni partecipante: si deve quindi aggiungere al modello il modo in cui la madre sperimenta e interpreta soggettivamente gli eventi che oggettivamente si presentano nell'interazione, compreso il suo comportamento e quello del bambino.
  • Il bambino è anch'egli fortemente coinvolto nel costruire una rappresentazione della relazione.
  • Il terapeuta ha interazioni sia con la madre che con il bambino ed è influenzato dalle sue rappresentazioni.
  • Quando la madre entra in terapia può vedere se stessa, il bambino e le loro interazioni in modo diverso; è la prospettiva che acquisisce la madre nel contesto terapeutico, diversa da quella iniziale.
  • Il padre interagisce con la madre e il bambino e a sua volta ha le sue rappresentazioni.
  • Il sistema tradizionale può essere allargato fino a comprendere altre persone fondamentali che svolgono un ruolo di cura, anche senza legami biologici.
  • Si può aggiungere il "sistema di supporto" (reti sociali, asili, ecc.) che comprende figure secondarie nella cura del bambino. Possono agire come forza di mantenimento agli elementi del modello di base. L'effetto diretto sarà ridotto sul bambino in quanto di solito si rivolgono principalmente al funzionamento della madre.

Punti fondamentali:

  • Gli elementi sono sempre presenti e operanti;
  • Tutti gli elementi sono interdipendenti;
  • Tutti gli elementi sono in una relazione dinamica e si influiscono tra loro;
  • Un'azione terapeutica che modifichi un elemento finirà con il modificare tutti gli altri (reazione a catena a prescindere da dove è avvenuto il primo cambiamento).

I diversi modelli terapeutici si differenziano in base all'"ingresso" privilegiato usato; l'azione terapeutica, proprio per la natura stessa del sistema, si diffonderà su tutti gli elementi. Inoltre, la natura del sistema rende difficile, se non impossibile, limitare la terapia a un solo ingresso; non sono possibili nella realtà interventi "puri". Il terapeuta è costretto ad attraversare i confini tra l'interpersonale e l'intrapsichico; la terapia è contemporaneamente individuale, di coppia e familiare. Quelle che sembrano impurità o addirittura fallimenti se visti da una prospettiva tradizionale, sono in effetti elementi intrinseci alla situazione clinica genitore-bambino, in quanto diversa da quella normale con le proprie peculiarità.

Il mondo della rappresentazioni dei genitori

Le rappresentazioni dei genitori hanno un ruolo principale nel determinare la natura della relazione dei genitori con il bambino. Nella situazione clinica vi sono due mondi paralleli: da una parte quello reale/oggettivo, dall'altra quello immaginario, che comprende il bambino, il sé, le azioni.

Il mondo delle rappresentazioni comprende le esperienze che i genitori hanno delle interazioni attuali con il bambino, le fantasie, speranze, paure, ricordi d'infanzia, modelli, ecc. Le rappresentazioni sono per la maggior parte basate e costruite a partire dall'esperienza di interazione, precisamente dall'esperienza soggettiva di essere con un'altra persona schemi di "essere con".

Le rappresentazioni, quindi, nascono nell'interazione, si formano dall'interno in base a quanto accade al Sé quando si trova con gli altri; sono rappresentazioni di esperienze di interazione con qualcuno.

  • Schema di "essere con": si basa sull'esperienza interattiva di essere con una persona in un modo specifico; è un modello psichico dell'esperienza di essere con qualcuno in una certa situazione abituale nella vita quotidiana (es. avere fame e aspettare il latte).
  • Rappresentazione di "essere con": rete di molti schemi di "essere con" collegati da un tema o una caratteristica comune, ad esempio attività organizzate da un sistema motivazionale (es. gioco, nutrizione, esperienze affettive..).

Breve sintesi storica

L'importanza delle rappresentazioni materne nella relazione madre-bambino è nota da molto tempo nella psicologia, soprattutto negli orientamenti psicodinamici. Winnicott e Bion hanno sottolineato l'importanza della vita di fantasia della madre: reveries, preoccupazioni, identificazioni proiettive della madre riguardo al bambino sono considerate estremamente importanti nello sviluppo psichico del bambino. Si è giunti a considerare le fantasie della madre come le basi per la costruzione del senso di identità del bambino.

Selma Fraiberg ha posto le fantasie e i ricordi materni al centro di un processo patogeno che produce una relazione genitore-bambino disturbata o la formazione di un sintomo nel bambino. Oggi l'importanza delle rappresentazioni materne è evidente nell'attenzione prestata al "bambino immaginario" nei disturbi della prima infanzia. Non è in discussione il fatto che le rappresentazioni dei genitori contribuiscano a causare la patologia, ma si discute dell'importanza quantitativa del loro contributo.

Le reti materne degli schemi di "essere con": Mrep

  • Schemi relativi al bambino: comprendono il bambino inteso come figlio (suo e del marito), fratello, nipote e persona, come tipo di personalità e carattere. Ciascuno di questi bambini è leggermente diverso. Questi schemi comprendono anche una previsione di come sarà il bambino in età successive. Le varie rappresentazioni devono essere viste in una prospettiva storica, poiché l'elaborazione della rappresentazione continua per tutta la vita della madre. Il bambino ha anche una storia rappresentazionale prenatale; il bambino rappresentato cambia fisicamente e nelle rappresentazioni della madre, ma i suoi percorsi non sono paralleli in quanto le reti degli schemi relativi al feto si sviluppano sotto l'influenza di fattori psichici e sociali, non solo biologici. Tra i 4 e i 7 mesi di gestazione vi è una rapida crescita nella ricchezza, quantità e specificità delle reti di schemi relative al feto; tra i 7 e i 9 mesi c'è una diminuzione delle rappresentazioni. La madre fa questo per proteggere il nascituro da una possibile discordanza tra il bambino reale e quello immaginato. La madre adatta il suo mondo di rappresentazioni nel modo migliore per creare nella sua mente uno spazio di lavoro per le rappresentazioni future. Con la nascita la madre incomincia a ricostruire le sue rappresentazioni, secondo direttive generali fornite dal bambino reale e da lei stessa. Molti dei vecchi schemi ricompaiono ma saranno modificati alla luce della situazione reale. Bisogna anche tener conto delle possibili rappresentazioni della madre ancor prima del concepimento.
  • Schemi della madre relativi a se stessa: con la nascita del bambino, in particolare se è il primo, l'identità della madre cambia; comincia un riesame radicale dell'organizzazione e delle priorità della maggior parte delle rappresentazioni del Sé. I cambiamenti dovranno essere costantemente rielaborati. Mentre la madre organizza il mondo del bambino da un punto di vista comportamentale (es. cicli sonno-veglia), il bambino la aiuta a riorganizzare il suo mondo di rappresentazioni. Le reti di trasformazioni da rielaborare sono il Sé della madre come donna, moglie, figlia, il suo ruolo, il suo posto nella famiglia d'origine, ecc. In particolare, cambia l'identità di figlia: in quanto neo-mamma deve rinunciare alle fantasie relative alla riparazione o correzione della sua infanzia e alla possibilità di tornarci. Un'altra sfida è quella della necessità di anteporre gli interessi del bambino ai propri, modificando l'equilibrio tra narcisismo e altruismo.
  • Schemi relativi al marito: il passaggio da coppia a triade modifica nella madre le reti di schemi relativi al marito come padre, compagno e uomo. Molte delle rappresentazioni del bambino implicano una rappresentazione complementare del marito (bambino come collante coniugale, amante, minaccia, figlio fantasticato, ecc.); spesso la rappresentazione del bambino assume la sua forma a partire dalle dinamiche di coppia. Differenti modelli concepiscono queste rappresentazioni in modo diverso, come diadiche o triadiche, a seconda di quale sia considerata l'unità base delle relazioni. In ogni caso, l'arrivo del bambino la rete di schemi della madre relativi al marito verrà modificata da cambiamenti determinati dall'esigenza di costruire un'entità familiare. Come le rappresentazioni sul bambino, anche queste hanno subito mutamenti fin dalla gravidanza: con il procedere della gravidanza diventano più positive, ma dopo la nascita del bambino vi è un'inversione di questa tendenza. Questo perché la madre allontana gli altri per porre il bambino nella propria sfera positiva di influenza, forse per meglio creare i legami di attaccamento.
  • Schemi relativi alla propria madre: con la nascita del bambino è probabile che la neo-mamma elabori, a livello conscio o inconscio, una rivalutazione della propria madre, come sua madre, moglie, donna e nonna. Le rappresentazioni materne della propria madre avranno una grande influenza sul modo in cui una donna sarà madre: vi è una forte influenza intergenerazionale e la natura di queste rappresentazioni sono i migliori indici di previsione del modello di attaccamento che si stabilirà con il bambino. L'immagine della rappresentazione più predittiva non è necessariamente quella della realtà passata quanto il modo in cui si pensa alla relazione.
  • Schemi relativi al proprio padre: non è ancora chiaro cosa succede nel caso in cui il padre abbia svolto una funzione più materna. Nel caso del padre nel ruolo più tradizionale, le sue rappresentazioni possono essere rilevanti in quanto la madre userà lui (con il marito) come punti di riferimento fondamentali di figura maschile.
  • Schemi relativi alla famiglia di origine: il bambino è portatore delle aspettative della famiglia, gli viene "imposto" nelle rappresentazioni familiari un certo ruolo, un compito (es. garantire la continuità della famiglia, rendere legittimo il matrimonio, ruolo di ascesa sociale, ecc.). Queste pressioni possono impedire alla famiglia di vedere chi è veramente il bambino, le sue caratteristiche e tendenze naturali. Inoltre, all'interno della famiglia vi sono particolari personaggi che vanno a formare delle categorie in cui viene collocato il neonato. La tipologia familiare impone al bambino un pesante bagaglio supplementare (a volte inconscio), con conseguenze inevitabili per le relazioni future. Le rappresentazioni della famiglia d'origine svolgono un ruolo importante anche nell'influenzare il modo in cui ciascuno dei genitori agisce come nuovo membro di una triade. Infatti ciascun genitore porta reti di schemi di "essere con" che comprendono la propria famiglia d'origine e la sua organizzazione: le interazioni di una generazione forniscono alcune rappresentazioni che guidano le interazioni all'interno della nuova famiglia. Le interazioni familiari multiple e complesse vengono riorganizzate in unità quali copioni, miti, leggende.. sono generalizzazioni e astrazioni di eventi interattivi. Vd. "copione familiare": modelli di lavoro condivisi di chi fa cosa; sono schemi di "essere con" condivisi da tutta la famiglia; "consuetudine familiare": esiste una memoria di gruppo di cui ogni membro ha solo una conoscenza parziale.
  • Schemi relativi alle figure genitoriali sostitutive (nonni, zii..): queste rappresentazioni sono importanti soprattutto quando la figura sostitutiva ha permesso di riparare esperienza negative con i genitori.
  • Schemi relativi a fenomeni familiari o culturali mai effettivamente sperimentati dalla madre, ma che sono ugualmente rappresentati in termini di narrazione o conoscenza semantica. Sottolinea la natura storica di alcune rappresentazioni e apre una strada per concettualizzare le modalità di rappresentazione degli ideali e dei modelli di una cultura più ampia.

Le reti paterne degli schemi di "essere con": Frep

Il mondo delle rappresentazioni del padre è più o meno parallelo a quello della madre. Quando è la madre che si occupa delle cure primarie, vi sono alcune differenze. Innanzi tutto, il mondo delle rappresentazioni del padre spesso viene scosso meno violentemente dalla nascita del bambino; il lavoro di riorganizzazione di reti multiple di schemi si realizza in un periodo di tempo più lungo, lo spostamento del centro di gravità da essere figlio a essere padre può avvenire quando il bambino è più grande. Questa non sintonia tra i neo-genitori può essere causa di conflitto. Poi, il ruolo principale del padre in un primo momento è quello di sostegno nel proteggere e strutturare la diade madre-bambino. Questo ruolo implica un particolare sottoinsieme di rappresentazioni che hanno origine nel suo passato individuale e familiare.

Quattro modelli clinici del mondo delle rappresentazioni

Una volta esaminato il materiale delle rappresentazioni, è necessario disporre di un particolare modello psicopatologico per organizzarlo e ridurlo valutando la natura e la portata del problema. 4 modelli:

  • Modello della distorsione: valuta come la realtà soggettiva è stata distorta rispetto all'immagine oggettiva della realtà. La misura è la distanza tra queste due realtà. Questo modello, però, presenta due problemi: il presupposto che esista una realtà oggettiva come punto di riferimento; il giudizio negativo che si dà alla distorsione, mentre in alcuni casi le distorsioni sono positive in quanto fanno parte dell'"amore materno".
  • Modello del tema dominante: il bambino viene rappresentato dalla madre come attivo e inserito all'interno di temi che hanno operato e sono stati conflittuali e problematici per tutta la sua vita. Tali temi sono dominanti quando occupano troppo spazio e tempo delle rappresentazioni. La misura è la diffusione e l'intrusività del tema. Solitamente, gli psicologi affermano che vi è un piccolo numero di temi dominanti, ma la maternità, quale momento peculiare e mai studiato in questo ambito, potrebbe introdurre nuovi temi psicodinamici conflittuali.
  • Modello della coerenza narrativa (Vd. modello ermeneutico in psicoanalisi: co-costruzione): la storia del passato che si costruisce possiede una coerenza narrativa che ha maggior influenza sulla vita psicologica presente di quanto ne abbia la verità storica.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vers.13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica e assessment della genitorialità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Carli Lucia.
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