Daniel Stern
La critica al concetto di "narcisismo primario"
Il modello di sviluppo infantile di D. Stern si colloca all'interno della corrente che si chiama "Infant Research", un'area di ricerca al confine tra psicanalisi e psicologia evolutiva (fasi dello sviluppo). Stern sostiene la necessità di superare il punto di vista patomorfo (le forme in cui si manifesta lo sviluppo evolutivo) e retrospettivo della psicanalisi classica per esplorare le origini, lo sviluppo e il processo di formazione delle strutture psichiche a partire dai dati di ricerca.
Critica
- La concezione della Mahler dell'autismo primario, simbiosi e narcisismo primario.
- Per quanto riguarda la psicanalisi, critica il modello di sviluppo caratterizzato da tappe specifiche e periodi sensibili legate alla pulsione, critica le fasi di regressione. Per lui si tratta di uno sviluppo lineare a partire dagli aspetti osservati in sequenza.
- Critica le fasi di fissazione o regressione, a cui contrappone il principio di equifinalità.
Le osservazioni condotte fanno emergere un bambino attivamente impegnato nella ricerca di stimoli con predisposizione all'interazione sociale, con il contributo materno. Non esiste uno stato di indifferenziazione o di confusione tra sé e l'altro, neanche nei primi mesi di vita.
Il modello di costruzione continua dello sviluppo
Stern riconosce l'importanza dei cambiamenti dei primi 2 anni di vita e concepisce lo sviluppo come una sequenza epigenetica di compiti adattivi che emergono con la maturazione delle capacità fisiche e mentali del bambino. (Non c'è né fasi, ma una successione di sviluppi).
Modello di Stern
Costruzione continua dello sviluppo: esiste una sequenza evolutiva che delinea una successione di cambiamenti biocomportamentali che si individuano come periodi distinti in cui le caratteristiche biologiche, cognitive, affettive e sociali si riorganizzano sulla base di un nuovo livello organizzativo in conseguenza del quale emergono capacità qualitativamente nuove e di maggiore complessità. È un processo interattivo dinamico, che perdura per tutto l'arco dello sviluppo.
È una progressione di compiti evolutivi che la coppia madre-bambino deve risolvere in maniera congiunta e reciproca per conseguire l'adattamento. Il processo di costruzione continua è qualitativo: si ha una continua modificazione di comportamenti.
Il bambino viene considerato fin dalla nascita come parte di un sistema interazionale. In base alle ricerche, il bambino è attivo, sospinto da sistemi motivazionali differenziati.
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