Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

quindi una conoscenza che deriva dall'esperienza. Il giudizio sintetico è a POSTERIORI =

il suo valore è particolare = non vale in tutti i casi ma solo in quelli in cui abbiamo

esperienza. (questo è per Kant un limite molto grave perchè = questo tipo di giudizio non

può essere universale e scientifico) !!!!!!!!

----------------> nasce da qui la domanda: Come sono possibili i giudizi sintetici A PRIORI? =

COME SONO POSSIBILE DEI GIUDIZI CHE SIANO FECONDI = AGGIUNGONO

QUALCOSA PRESO DALL'ESPERIENZA MA CHE SIANO ANCHE UNIVERSALI?

Risposta:

A differenza dei razionalisti, Kant sostiene che la matematica sia un giudizio sintetico = 7 + 5 = 12

>>> non è una proposizione analitica perchè il numero 12 non è contenuto nella somam di 5+ 7.

Con l'aiuto dell'esperienza io capisco che aggiungendo 5 a 7 ottengo 12 + questa regola vale in tutti

i casi, quindi è universale (a priori). Dunque anche i giudizi della geometria e della fisica sono a

priori = se io formulo la legge dell'uguaglianza di azione/reazione secondo cui ad ogni azione

corrisponde una reazione sto esprimendo un GIUDIZIO SINTETICO ma allo stesso tempo è valido

universalmente, quindi A PRIORI.

Ciò che connette soggetto + predicato in maniera necessaria non proviene dall'oggetto

dell'esperienza, ma dal soggetto.

È il soggetto che ha la capacità di unire i dati molteplici dell'esperienza per mezzo di una sintesi

capace di creare un concetto universale. (I modi in cui ciò avviene solo l'oggetto di analisi della

prima Critica). Kant paragona questo metodo alla 'rivoluzione copernicana' = come Copernico era

riuscito a spiegare i movimenti dei corpi celesti prendendo come riferimento la Terra, così Kant

spiega i rapporti tra oggetti prendendo come riferimento il soggetto.

La mente dell'uomo non crea gli oggetti del mondo, ma è modificata dall'esperienza = tuttavia

spetta proprio alla mente umana il compito di stabilire i rapporti e unificare ciò che nell'esperienza è

molteplice. Questa è appunto la rivoluzione copernicana.

PER SPIEGARE GLI OGGETTI BISOGNA PRIMA STUDIARE COME LAVORA LA MENTE =

QUI TROVIAMO I FONDAMENTI DI VALIDITà DI UN SAPERE SCIENTIFICO.

Matematica = era arrivata a questo livello con gli Antichi greci.

Fisica = Galileo = studiare e imparare dalla natura ma mettersi nella posizione di giudicare.

Noi possiamo comprendere la natura solo se siamo in possesso di regole per interpretarla.

Ma quindi come è possibile la conoscenza? Esistono nella conoscenza 3 facoltà principali:

1. SENSIBILITà = gli oggetti ci sono dati per mezzo dei sensi (Estetica trascendentale)

2. INTELLETTO = pensiamo gli oggetti per mezzo delle categorie = concetti generali nella

nostra mente (Analitica trascendentale)

3. RAGIONE = cerchiamo una spiegazione complessiva della realtà andando oltre l'esperienza

(Dialettica Trascendentale).

ESTETICA TRASCENDENTALE

L'Estetica Trascendentale tratta delle forme a priori della sensibilità. Kant usa il termine 'estetica'

nell'accezione greca àisthetis = 'sensazione' = modo in cui una conoscenza si riferisce agli oggetti

per mezzo dell'intuizione sensibile.

Sensibilità: ha natura ricettiva = l'oggetto ci è dato + modifica il nostro spirito. Questo oggetto noi

lo conosciamo come fenomeno = nel modo in cui appare ai nostri sensi tramite intuizione =

apprensione immediata attraverso i sensi. Nel fenomeno Kant distingue:

– la materia = oggetto della sensazione + è data a posteriori

– la forma = modo in cui la sensazione viene conosciuta + è data a priori

Questo va a formare l'intuizione pura = se separo da un corpo materia (colore, sapore ecc..) e

2

forma (durezza, misura, peso ecc..) cosa mi resta? Mi resta tutto ciò che è anteriore ad ogni

contenuto sensibile = che ogni oggetto viene conosciuto prima di tutto nello SPAZIO e nel

TEMPO.

Cosa sono SPAZIO e TEMPO? = Non sono qualità dell'oggetto né concetti dell'intelletto = non

derivano dall'esperienza né sono costruzioni astratte. Essi sono il modo in cui il soggetto riceve la

sensazione (sono la 'forma del recipiente'). Per essere conosciuta dal soggetto, qualsiasi sensazione

esterna o interna deve assumere la forma con cui la riceviamo. Il materiale della nostra conoscenza

deve 'sottomettersi' alle forme dello spazio e del tempo. Come il nostro orecchio ode solo certi suoni

e non gli ultrasuoni = ciò che non si dà allo spazio e al tempo noi non possiamo conoscerlo. Le

intuizioni pure di spazio e tempo rendono possibili la conoscenza.

Tra spazio e tempo, TEMPO ha un ruolo primario = ogni oggetto del sensibile (quindi spaziale) ha

anche dimensione interna in quanto è vissuto dal soggetto. Il tempo sovrintende tutta la sensibilità.

Tempo = condizione soggettiva della nostra intuizione sensibile + è condizione oggettiva

dell'esperienza = senza spazio e tempo l'esperienza non è possibile per l'uomo fare esperienza. Ad

esempio: il tempo è anteriore alla matematica perchè la sequenza di numeri si dà nel tempo. Nello

stesso modo vale l'esempio di spazio e geometria : è lo spazio che garantisce la costruzione di

forme geometriche.

ANALITICA TRASCENDENTALE

Facoltà che è in grado di passare da un insieme di qualità come colore, sapore, durezza, dimensione

ad un vero e proprio oggetto come ad esempio un libro è chiamata intelletto = non si serve di

intuizioni (rapp. immediate), ma di concetti (rapp. discorsive). L'intelletto ha capacità di unificare i

dati della sensibilità sotto una rappresentazione comune = il concetto.

Sensibilità =ricettiva > non produce i suoi oggetti.

Intelletto = spontaneo > ordina/raccoglie/unifica i dati sensibili secondo regole o concetti che non

provengono dall'esperienza.

Quali sono i concetti dell'intelletto? = le categorie. Le categorie sono a priori = conferiscono ai

fenomeni l'ordine necessario affinchè possano diventare oggetti per noi. Come si ricavano tali

oggetti se non provengono dall'esperienza? Poichè i concetti definiscono le regole per giudicare

allora dobbiamo citare il giudizio. Basta individuare la diversa forma delle proposizioni = i diversi

modi in cui si uniscono soggetto e predicato dal punto di vista logico per ricavare le categorie

corrispondenti. Kant crea una sorta di tavola dei giudizi che prende ispirazione dalla logica

classica ma con qualche modifica e ne ricava la tavola delle categorie.

La logica classica vale a priori e le sue regole non sono ricavate dall'esperienza. L'intelletto

funziona in base alle categorie corrispondenti (anch'esse a priori). All'interno di questo schema di

categorie troviamo anche 'sostanza' e 'causa' i quali erano stati criticati dall'empirismo di Hume =

sostanza/causa sono presentate non sul piano metafisico, ma come strumenti formali per unificare i

dati empirici. Questo permetti di riabilitare le conoscenze della fisica.

Tutti i problemi non sono ancora risolti. Rimane da spiegare come mai le categorie a priori

dell'intelletto siano in grado di unificare un materiale di diversa provenienza. Come è possibile che

le categorie (NO esperienza) siano le regole per unificare i fenomeni di natura sensibile(Sì

esperienza)?

La deduzione trascendentale delle categorie

Tema: capire come pensiero e realtà possano convergere. Come l'uno possa ordinare l'altra. Kant

risponde a questo problema con la deduzione trascendentale delle categorie. (deduzione =

giustificazione) = giustificare la legittimità di una pretesa = pretesa delle categorie di essere

applicate alla sensibilità . Le categorie dell'intelletto – a differenza di spazio e tempo – non sono il

3

modo in cui noi riceviamo materiale sensibile. Ma come è possibile che queste condizioni

logiche/soggettive abbiano validità oggettiva?

Primo passo: riconoscere un' unità originaria del pensiero = è alla base di ogni sintesi operata

dall'intelletto. Questa 'unità' è chiamata IO-PENSO. L'Io-penso deve poter accompagnare tutte le

mie rappresentazioni = quando conosco un oggetto esterno sono consapevole della mia mente

come luogo di elaborazione del pensiero. Ogni conoscenza non è altro che una sintesi della mente

pensante che raccoglie e ordina i dati. Questa posizione è ripresa dal cogito cartesiano: purchè una

rappresentazione sia possibile deve essere accompagnata dalla consapevolezza di essere una mia

rappresentazione. Esempio: se voglio conoscere una linea dello spazio devo tracciarla secondo una

regola > poi ottengo una figura. Tutto questo è frutto dell'azione della mia mente – non dipende

dall'esperienza = non è osservando gli oggetti esterni che imparo a trovare l'area di un esagono. Le

regole della geometria hanno una logica interna = la mente umana produce le conoscenza

geometriche ma la loro logica è tale che non è possibile al singolo individuo modificarla = per

questo la loro universalità è oggettiva.

L'UNITà SINTETICA DELLA COSCIENZA è LA CONDIZIONE OGGETTIVA DI OGNI

CONOSCENZA = senza l'Io-penso la conoscenza non è possibile. (da qui partiranno gli idealisti epr

fondare il loro pensiero = la certezza del soggetto è il fondamento da cui partire per spiegare il

mondo). Per Kant tuttavia, l'Io-penso non lo si deve intendere in maniera metafisica = esso definisce

il funzionamento della mente, ma non la mente individuale, ma di un soggetto trascendentale = LA

STESSA STRUTTURA DI PENSIERO è PRESENTE IN TUTTI GLI UOMINI. La conoscenza

intellettuale da sola può pensare le cose, ma per conoscerle deve basarsi sui sensi. L'intelletto è

''vuoto'' se non fa riferimento ai dati sensibili – la sensibilità è cieca se non è sottoposta alla sintesi

dell'intelletto.

Immaginazione produttiva

Come funzionano le leggi della mente umana? Kant introduce qui una facoltà chiamata

immaginazione produttiva. In ogni ambito, anche in quello delle scienze, l'immaginazione riveste

un ruolo importante = le ipotesi scientifiche non provengono da una semplice osservazione dei dati

ma da una sintesi (=un'immagine) che collega tra loro i dati in modo nuovo.

Immaginazione = facoltà intermedia tra l'intelletto e la sensibilità che ha come materiale

l'intuizione sensibile = le immagini + + guidata dalle categorie dell'intelletto. Non si sta facendo

riferimento all'immaginazione artistica, ma il procedimento è simile: ogni oggetto artistico non è

mai la semplice riproduzione di un oggetto reale, MA è il risultato di una nuova combinazione di

dati sensibili. Nella scienza e anche nella filosofia l'immaginazione lavora in maniera produttiva =

produce nuove sintesi secondo le regole dell'intelletto.

Kant distingue due tipi di immaginazione:

– Immaginazione produttiva

immaginazione riproduttiva = produce un tipo particolare di immagini ovvero quelle che

– si presentano all'intuizione. Queste immagini non rappresentano un oggetto ma un concetto.

Le immagini dell'immaginazione riproduttiva sono schemi trascendentali = esempio: per

rappresentare il numero 5 posso disegnare cinque stanghette ' | | | | | ' = posso interpretare questa

immagine come uno schema valido in tutti i casi ----> considerare la successione dei punti come un

metodo valido per rappresentare qualsiasi numero. Lo schema di un concetto è la rappresentazione

di un procedimento generale in cui l'immaginazione fornisce al concetto la sua immagine. Lo

'schematismo' = capacità di produrre schemi = è una facoltà dell'animo umano capace di mostrare

nell'intuizione la regola della combinazione tra fenomeni.

Geometria: i suoi oggetti sono visibili ma sono prodotti dalla mente di chi li pensa.

Fisica: per vedere i fenomeni ho bisogno di una sintesi che metta insieme le qualità sensibili.

4

Intelletto legislatore della natura

Kant vuole trovare un modo per applicare ai dati sensibili dei principi a priori. L'intelletto è

spontaneo ma non è creativo = può ordinare i fenomeni ma NON crearli. È la sensiiblità che

fornisce i dati che poi l'intelletto organizza. L'intelletto ha un ruolo importante nella costruzione

della scienza = le leggi non derivano dai fenomeni = gli oggetti della natura sono tali perchè

l'intelletto organizza i dati sensibili intorno a momenti unitari riconoscibili. L'unità della natura è

una costruzione intellettuale = questa organizzazione è l'unica forma di conoscenza possibile per

l'uomo = l'intelletto è il legislatore della natura.

Questa è la 'rivoluzione copernicana' portata avanti da Kant:

conosciamo la natura come unità regolata da leggi universali

queste leggi sono prodotte dalla struttura del nostro intelletto e non provengono dagli oggetti

Analitica dei principi

Nell' Analitica dei principi, Kant vuole dare concretezza a questo quadro generale e individua uno

schema corrispondente ad ogni categoria = ogni categoria può tradursi in un metodo operativo

rappresentabile nell'intuizione. Esempi:

schema della quantità = il numero

schema della sostanza = permanenza del reale nel tempo

schema della causalità = successione regolare dei fenomeni.

A seguire Kant parla dei principi puri dell'intelletto che permettono di passare dalla generalità

delle categorie alle regole per l'applicazione dell'intelletto ai dati sensibili.

Nella parte conclusiva di questa parte viene ripresa la nozione di fenomeno e noumeno:

la conoscenza umana è possibile per Kant solo entro i limiti dell'esperienza ---> l'esperienza

riguarda i fenomeni e le categorie possono riferirsi solo a questi e non alle cose come sarebbero in

se stesse.

N O U M E N O = COSA IN Sè = non è oggetto della nostra intuizione sensibile è solo un pensato a

cui non corrisponde nessuna esperienza = dunque il noumeno NON può essere conosciuto. Esso è

un concetto limite perchè sappiamo che la sensibilità riceve e non crea gli oggetti. Il noumeno ha

anche funzione positiva perchè segna esattamente il limite della nostra conoscenza oltre il quale non

si può dare scienza. Non possiamo mettere in discussione il fatto che il nostro pensiero vada oltre

quel limite. La nostra mente ha una tendenza naturale a spingersi oltre i limiti dell'esperienza =

capita infatti che noi pensiamo molte cose che non esistono = ma queste cose non sono conoscenze

vere. Si può facilmente sbagliare credendo che le categorie dell'intelletto proprio perchè non

dipendono dalla sensibilità allora possono essere applicate anche oltre l'esperienza. La loro

universalità tende a superare i limiti della ragione umana ma la loro pretesa non può essere

legittima/autorizzata. (questo è argomento della Dialettica)

LA DIALETTICA TRASCENDENTALE

La logica dell'apparenza

Quando conosciamo (o giudichiamo) connettiamo tra loro i fenomeni secondo una regola, ma in

questa connessione può nascondersi l'errore. Solo quando giudichiamo possiamo sbagliare, i sensi

in quanto tali non sbagliano mai perchè non giudicano. Essi forniscono il materiale sensibile

all'intelletto che poi lo giudicherà. L'intelletto non sbaglia se si tratta di applicare i principi logici

delle categorie ai dati della sensibilità che sono condizionati in maniera spazio-temporale.

L'intelletto può sbagliare se applica i principi oltre i limiti dell'esperienza producendo concetti di

5


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

9

PESO

143.79 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher opheliac382 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Pettoello Renato.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia della filosofia

Riassunto esame Storia della Filosofia, prof. Di Bella, libro consigliato Storia della filosofia occidentale vol. 3
Appunto
Storia della filosofia: modulo 1 e 2
Appunto
Storia della filosofia - Jean Paul Sartre
Appunto
Storia della filosofia - obiezioni e risposte di Cartesio
Appunto