Estratto del documento

Economia degli intermediari finanziari

Corso di economia aziendale

Docente: Cenni, A.A. 2018/2019, UniBo

Sommario

  • Operazioni finanziarie
  • Valore della moneta nel tempo
  • Scelte finanziarie dell'impresa
  • Titoli di debito
  • Titoli di capitale e ibridi
  • Prodotti del risparmio gestito
  • Approfondimenti

Le operazioni finanziarie

Tipi di contratti:

  • Contratti di debito: mutui, depositi bancari, prestiti obbligazionari con o senza cedola.
  • Contratti di partecipazione
  • Contratti di assicurazione (polizza assicurativa)
    • Ramo vita e previdenziale: incerto il momento dell’adempimento
    • Ramo danni: incerta l’eventualità della controprestazione
  • Contratti derivati: dipende dalle quotazioni di un diverso contratto finanziario sottostante
    • Hedging: finalità di copertura
    • Speculare: finalità del guadagno

I bisogni

  • Bisogni di investimento. Tramite fonti di impiego del risparmio:
    • Depositi in c/c
    • Depositi a risparmio
    • Obbligazioni, azioni
    • OICR
  • Bisogni di finanziamento: per reperire risorse ulteriori
  • Bisogni collegati al trasferimento dei rischi puri/speculativi
  • Bisogni collegati al sistema dei pagamenti: domanda di moneta e servizi di trasferimento di questa

Caratteristiche dell’operazione finanziaria

  • Denominazione in valuta estera o in moneta nazionale
  • Natura del prenditore di fondi: rating
  • Durata:
    • Determinata: a breve (mercato monetario), medio/lungo (mercato finanziario)
    • Indeterminata: es depositi bancari con c/c a vista
    • Alcune sono determinate ma consentono di estinguere anticipatamente (es mutui)
  • Modalità di esecuzione delle prestazioni:
    • Erogazione del capitale/emissione dei titoli: Tempi e importi prefissati (es mutui fondiari ed edilizi relativi all’avanzamento dei lavori)
    • Discrezionalità del prenditore di fondi (es prestiti bancari in forma di c/c)
  • Rimborso del capitale:
    • A scadenza ultima
    • A quote costanti/crescenti/decrescenti
  • Tipo e natura della remunerazione: interesse o dividendo, fisse o variabili
  • Facoltà od opzioni concesse ai contraenti
  • Negoziabilità: requisito per la liquidità:
    • Liquidità naturale: a scadenza dell’attività
    • Liquidità artificiale: cessione a terzi del contratto finanziario
  • Trattamento fiscale

Rischio

  • Rischio sistematico (non diversificabile): es variazione tassi di interesse e cambi, inflazione, instabilità politica. Può essere gestito attraverso l’hedging
  • Rischio non sistematico (diversificabile): es posizione competitiva, livello di indebitamento. L’esposizione al rischio di un portafoglio diversificato è minore di quello delle singole attività che lo compongono.

Tipologie di rischio

  • Rischi derivanti dall’inadempimento degli impegni contrattuali della controparte:
    • Rischio di insolvenza
    • Rischio di migrazione: passaggio da una classe di rischio di credito all’altra
    • Rischio di controparte (regolamento)
    • Rischio paese (o rischio sovrano)
  • Rischi collegati alla variazione inattesa di variabili di mercato:
    • Rischio di prezzo: scostamento tra rendimento ex post ed ex ante
    • Rischio d’interesse: ne sono esposti tutti i contratti di debito
    • Rischio di reinvestimento: impossibilità di reinvestire gli interessi incassati allo stesso valore
    • Rischio di cambio
    • Rischio d’inflazione
    • Rischio di liquidità: quando eventi inattesi riducono il grado di liquidità

Definizioni del TUF

  • Prodotti finanziari: qualsiasi forma di investimento di natura finanziaria (esclusi mezzi di pagamento)
  • Strumenti finanziari: (esclusi mezzi di pagamento, titoli, prestiti, depositi)
    • Valori mobiliari
    • Strumenti del mercato monetario
    • Quote di un OICR
    • Strumenti derivati
  • Valori mobiliari: comunemente chiamati titoli. Forme di impiego del risparmio che consentono agli investitori di liquidare e smobilizzare l’investimento senza attendere la scadenza naturale dello stesso.

Valore della moneta nel tempo

Tasso di rendimento: è una misura dei frutti di impiego di moneta (espresso in percentuale del capitale iniziale). Si determina precisando la durata, la scadenza, la modalità di calcolo, i tempi dei pagamenti e il rimborso.

Modalità di calcolo: il capitale iniziale (C) produce interessi e questi alla scadenza consentono di ottenere un capitale finale (M). Questo rendimento di periodo fa riferimento alla durata complessiva dell’operazione:

-CMr = di durata genericat C

Per esprimere i rendimenti di periodo su base annua si possono utilizzare due regimi:

  • Regime di capitalizzazione (interesse) semplice: gli interessi maturati sono aggiunti al capitale solo alla fine del periodo di impiego e non sono fruttiferi di altri interessi. ras = r * t dove ras è il rendimento su base annua con capitalizzazione semplice. M = C * (1 + ras * t) dove (1 + ras * t) è il fattore di capitalizzazione in regime di interesse semplice.
  • Regime di capitalizzazione (interesse) composto: il tasso d’interesse si applica anche sugli interessi via via maturati nel tempo. (1 + rac)t = M(1 + rac) - 1 dove rac è il rendimento su base annua con capitalizzazione composta. M = C * (1 + rac)t dove (1 + rac)t è il fattore di capitalizzazione in regime di interesse composto.

È possibile calcolare il valore attuale (VA) (denominato anche sconto) del montante che incasseremo in futuro:

  • In regime di capitalizzazione semplice: VA = M * 1/(1 + ras * t) dove è detto fattore di attualizzazione in regime di capitalizzazione semplice.
  • In regime di capitalizzazione composta: VA = M * 1/(1 + rac)t dove è detto fattore di attualizzazione in regime di capitalizzazione composta.

Zero coupon: MtCr = - 1

In regime di capitalizzazione composta con pagamento periodico degli interessi: VA = Σ FCt/(1 + rac)t

Il tasso di rendimento

Il tasso di rendimento è un indicatore sui proventi sui fondi prestati e specularmente degli oneri sul capitale preso a prestito:

  • Tasso di rendimento nominale: è calcolato al lordo dell’inflazione, può essere negativo, come nei casi di deflazione (es tasso d’interesse sui depositi overnight presso la BCE, tassi sui depositi interbancari euribor, rendimento dei BOT).
  • Tasso di rendimento reale: tiene conto della variazione nel livello dei prezzi (r – p). Misurato ex ante: r = r/(1 + p) dove r: tasso di interesse nominale, p: tasso d’inflazione atteso.
  • Naturalmente può anche essere misurato ex post in base al reale tasso d’inflazione. Questo può essere negativo se il tasso di inflazione è superiore al tasso d’interesse nominale.
  • Tasso di rendimento effettivo a scadenza (tres, yield to maturity): Calcolato ex ante, rende la somma dei valori attuali dei flussi di cassa attesi uguale all’investimento iniziale di capitale.
  • Tasso di rendimento richiesto (trri): Calcolato ex ante, quello che l’investitore richiede per investire in uno strumento finanziario con certe caratteristiche di scadenza e rischio.
  • Tasso di rendimento realizzato (trre): Calcolato ex post, maturato effettivamente dall’investimento, coincide con il costo opportunità del capitale.

Investimento privo di rischio e rischioso

  • Investimento privo di rischio: per esserlo deve avere un rendimento ex post uguale a quello atteso con una probabilità di 1 (es titoli di stato italiani). Per esserlo:
    • Il debitore deve avere un elevato standing creditizio
    • L’operazione deve essere di tipo zero coupon
  • Investimento rischioso: tutti coloro che non rispettano i due requisiti sopra:
    • Tasso di rendimento: comprende l’inflazione attesa e un premio per il rischio (σ)
    • r = rf + σ

    dove r: tasso di rendimento nominale rischioso, rf: tasso di rendimento nominale privo di rischio (comprensivo di inflazione)

Scelte finanziarie dell’impresa

I servizi di finanziamento alle imprese:

  • Canale diretto: servizi di finanziamento che impegnano il patrimonio della banca e implicano l’assunzione del rischio di credito:
    • Prestiti per cassa
  • Canale indiretto: servizi finanziari di supporto all’emissione, alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti obbligazionari e azionari: assistenza al ricorso al mercato mobiliare
  • Canale indiretto: consulenze alle decisioni finanziare delle imprese

Processo di creazione del prestito

  • Screening e selecting
  • Individuazione dell’importo massimo da mettere a disposizione del cliente (fido)
  • Il fido si può articolare in forme tecniche diverse per l’utilizzo della somma messa a disposizione, in relazione a:
    • Modalità di utilizzo del credito da parte del debitore
    • Conseguenti prestazioni/erogazioni a carico della banca
    • Termini di rimborso
    • Garanzie
    • Modalità di definizione del pricing

Prestiti a breve termine

  • Fabbisogni che originano da investimenti in capitale di esercizio:
    • Scorte
    • Crediti commerciali concessi
  • Finanziamenti che coniugano servizi di incasso e pagamento offerti dalle banche:
    • Apertura del credito in cc

Prestiti a medio/lungo termine

  • Fabbisogni per investimenti a capitale fisso:
    • Immobili, impianti e macchinari
  • Politiche di crescita esterna con acquisizioni/fusioni (di tipo mobiliare)

Apertura del credito in conto corrente

  • Flessibilità del credito utilizzato nei limiti del fido concesso
  • Possibilità di effettuare versamenti, riducendo il debito
  • Scadenza determinata, revocabile solo “per giusta causa”, o clausola “salvo revoca”
  • Scadenza indeterminata: presenza della clausola “fino a revoca”
  • In caso di revoca, il rientro è in tempi brevi, stabiliti dal contratto
  • Pricing:
    • Interessi: sono di solito più alti rispetto ad altre forme contrattuali per la flessibilità, sono calcolati trimestralmente solo sugli importi utilizzati
    • Commissioni: che remunerano la disponibilità della linea di credito
    • Garanzie: personali (fidejussioni concesse da società/persone gradite alla banca) o reali (ipoteca su immobili o pegno su merci)

Sconto

Prestito monetario garantito da un credito, rappresentato da cambiali o ricevute bancarie (RIBA):

  • Anticipo al cliente, previa deduzione degli interessi, dell’importo di un credito verso terzi, non ancora scaduto, mediante la cessione salvo buon fine del credito stesso
  • L’operazione può collegarsi a un “castelletto” (un fido utilizzabile in tale forma tecnica), attribuito all’impresa affidata qualora essa voglia sistematicamente anticipare l’incasso dei propri crediti
  • Più frequente la presentazione allo sconto delle ricevute bancarie piuttosto che delle cambiali
  • Nel caso delle RIBA, si può ricorrere all’accredito “salvo buon fine” collegato ad un apposito castelletto “salvo buon fine”. In questo caso la banca mette a disposizione del cliente il controvalore degli effetti presentati per l’incasso prima che esso divenga effettivamente disponibile.

Anticipazione

Prestito monetario a breve termine:

  • Scadenza determinata
  • Garantito da pegno, a favore della banca, di merci, di valori mobiliari o crediti
  • Si compone di due contratti: un contratto principale di prestito (detto polizza di anticipazione: commisurato al valore di perizia del bene mobile dato) e uno accessorio (diritto di pegno)
  • Importo del fido concesso in garanzia. Deduzione di uno scarto percentuale, per tutelare la banca da possibili variazioni del valore della garanzia
  • La banca erogante acquisisce tre diritti:
    • Tenere in pegno il bene mobile per tutto il periodo del prestito
    • Far vendere la garanzia in caso di insolvenza del debitore
    • Estinguere il finanziamento rivalendosi sul ricavato della vendita della garanzia
Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 24
Riassunto con appunti di Economia degli Intermediari Finanziari Pag. 1 Riassunto con appunti di Economia degli Intermediari Finanziari Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto con appunti di Economia degli Intermediari Finanziari Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto con appunti di Economia degli Intermediari Finanziari Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto con appunti di Economia degli Intermediari Finanziari Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto con appunti di Economia degli Intermediari Finanziari Pag. 21
1 su 24
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Criv di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Cenni Stefano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community