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Riassunto Cinema

Appunti di Cinema e televisione basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Ghislotti dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze della comunicazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Cinema e televisione docente Prof. S. Ghislotti

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comiche, attualità). Nei primissimi anni del cinema, mentre non viene affatto percepita

come plagio la riproduzione delle vedute Lumière, è la diffusione o la copia del loro

apparecchio che deve essere impedita. Per i Lumière la veduta è la registrazione

meccanica di una percezione. A differenza dei Lumière, Méliès si considerò sempre un

artista, si dedicò e controllò personalmente tutte le fasi della produzione

cinematografica.

Intorno al 1908 in Francia nascono due case di produzione, Le Film d’Arte e la SCAGL.

Fa così la sua comparsa nel materiale pubblicitario il nome dell’autore, si tratta però

dell’autore del testo adattato (Zola, Hugo). In Italia vengono coinvolti personaggi del

mondo letterario come Pirandello, D’Annunzio, Verga. Il cinema nei primi decenni del

900, invece di aggiungersi alle altre arti, finisce con l’occupare una posizione centrale.

IL PASSAGGIO DAL MUTO AL SONORO IN EUROPA

L’avvento del sonoro nella storia del cinema è un problema controverso. Alcuni

studiosi ne hanno considerato principalmente l’impatto economico e istituzionale (le

pratiche distributive, la trasformazione delle sale), altri sono interessati alla sua

dimensione tecnologica (le invenzioni e le ricerche che hanno reso possibile il film

sonoro) oppure all’impatto culturale del passaggio dal muto al sonoro. Se i protagonisti

del dibattito classico erano portati a enfatizzare la sua radicale novità rispetto alla

tradizione del muto, al contrario i teorici e gli storici moderni tendono a ridurre e a

relativizzare la portata del fenomeno. Nella maggior parte dei casi i film continuarono

inizialmente a essere realizzati da registi, operatori e montatori alfabetizzati nel

periodo muto, che adattarono il loro bagaglio di competenze alle esigenze del nuovo

mezzo di espressione.

Gli esperimenti volti ad associare le immagini cinematografiche con dei suoni registrati

si muovono in due direzioni:

Da un parte, la sincronizzazione del film con una colonna sonora incisa su disco

 e diffusa poi nella sala mediante un fonografo collegato al proiettore (il sistema

fonografico fu sperimentato per la prima volta da Edison),

Dall'altra parte, il tentativo di impressionare il suono direttamente sulla pellicola

 sotto forma di una traccia grafica. Questo metodo troverà applicazione

commerciale non prima della fine degli anni venti, con l'avvento del sonoro.

Il periodo della transizione dal muto al sonoro per gli americani va dal 1926, quando

apparse pubblicamente per la prima volta il sistema Vitaphone al 1929, in cui venne

il Bacio

distribuito l'ultimo film muto realizzato a Hollywood, ovvero di Feyder. I film

realizzati in quegli anni vengono considerati primitivi (perché esibiscono le limitazioni

tecnologiche delle prime apparecchiature sonore e le incertezze stilistiche di un

linguaggio di formazione) e sperimentali (in quanto in essi molte figure audiovisive

vengono sperimentate per la prima volta). Lo stesso si può dire all'incirca per il

contesto europeo, dove però la questione è complicata dal fatto che l'acquisizione

della nuova tecnica non si consuma nello stesso arco di tempo in tutte le

cinematografie nazionali. In Germania, l'unico paese provvisto di un'industria

cinematografica in grado di competere sul piano tecnologico e produttivo con quella

americana, l'avvento del sonoro si compie all'incirca tra il 1929 e il 1931 (come la Gran

Bretagna). L'UFA costruisce un atelier per le riprese sonore imponente e

tecnologicamente all'avanguardia, che assicurerà alla compagnia un ruolo guida nella

produzione europea di film parlati.

Non vi è periodo della storia del cinema in cui i rapporti tra tecnica e stile siano così

stretti e vincolati come negli anni della transizione dal muto al sonoro. Alcune

limitazioni tecnologiche riportarono per brevissimo tempo il film a uno stadio primitivo.

I due principali inconvenienti tecnologici destinati ad avere la maggiore ripercussione

estetica in questo periodo sono:

In primo luogo le cineprese dell'epoca, concepite in funzione del cinema muto,

 erano estremamente rumorose, e quindi il ronzio che emettevano rischiava di

essere captato dai microfoni disposti sul set. Per risolvere questo problema ,

inizialmente si rinchiuse l'apparecchio insieme all'operatore all'interno di una

pesante cabina insonorizzata, dalla quale, attraverso una finestra rettangolare

ricoperta di una spessa lastra, veniva ripresa la scena. In queste condizioni,

però, era impossibile sia effettuare movimenti di macchina relativamente

complessi che spostare ripetutamente la cinepresa in modo da realizzare un

montaggio di inquadrature riprese da diverse angolazioni. La soluzione più

diffusa negli studi era quella di riprendere ogni scena parlata impiegando

simultaneamente due o più macchine da presa situate in posizioni diverse

rispetto agli interlocutori, in modo tale da poter variare l'angolazione e la

distanza delle inquadrature in sede di montaggio. Nel corso degli anni 30 si

costruirono cineprese più silenziose e si cominciarono ad usare microfoni

direzionali, in grado di selezionare nell'ambiente solo i rumori desiderati.

Il secondo inconveniente era che inizialmente era impossibile assemblare sulla

 stessa colonna sonora parole, musica o rumori emessi e registrati in luoghi e in

momenti diversi. Ciò significa che se si impiegava la presa diretta si era costretti

a produrre tutti i suoni necessari a una scena simultaneamente alle riprese.

L' affermazione del cinema sonoro coincide con l'adozione generale della presa diretta.

In Europa e in America, i film realizzati negli anni della transizione possono essere:

Film girati interamente muti e sincronizzati in un secondo tempo con musica di

accompagnamento ed effetti sonori registrati separatamente, postsincronizzati

(La collana della regina, Ravel);

Film parzialmente parlati, ovvero prodotti ibridi caratterizzati dall'alternanza tra le

sequenze mute in cui le battute pronunciate dai personaggi sono riportate in

didascalia, secondo la convenzione del cinema muto, e sequenze pienamente

sonore con dialogo sincrono registrato in presa diretta (Blackmail, Hitchcock);

Film interamente parlati (Les trois masques, Hugon, primo film parlato al 100 per

cento di produzione francese).

Uno dei problemi più gravi che l'industria cinematografica si è trovata a dover

risolvere con urgenza in seguito alla ripida affermazione del film parlato al 100 per

cento è stato quello delle differenze linguistiche. La soluzione più semplice ed

economica per rendere un film sonoro fruibile oltre i confini del paese d'origine era

quella del plurilinguismo (Terra senza donne, Gallone comprendeva dialoghi inglesi e

tedeschi e una canzone in francese). Molto più efficace era la prassi di girare versioni

in diverse lingue di uno stesso film, tra i primi esperimenti in questo campo vi sono

quelli delle Majors hollywoodiane, che cominciarono a produrre versioni in lingua

straniera di alcuni film sonori americani, rigirando tutte le scende di dialogo con attori

diversi. Spesso il registra principale era affiancato in ciascuna versione da un secondo

regista della stessa nazionalità degli attori, incaricato di dirigere il dialogo. Nei dintorni

di Parigi, nel 1930, viene aperto uno studio della Paramount destinato alla produzione

di versioni europee di film girati a Hollywood dalla casa madre. Un esempio è il film

inglese Atlantic, che fu girato in tre lingue (inglese, francese, tedesco) ispirato alla

tragedia del Titanic, in cui le riprese che descrivono il naufragio affidandosi al suono

non verbale e all'immagine sono le stesse in tutte e tre le pellicole, mentre le

sequenze di dialogo presentano delle differenze dovute alla sceneggiatura e alla

personalità degli interpreti. Ingegnoso fu Hitchcock che, costretto a sostituire la voce

della protagonista di Blackmail, invece di utilizzare il doppiaggio, ricorse a un

espediente: inquadrata dalla macchina da presa, l'attrice si limitava a muovere le

labbra in sincronismo con le battute pronunciate fuori campo da una seconda attrice,

captate in presa diretta dal microfono.

L'introduzione del suono determina un profondo mutamento nell'assetto della

produzione e della distribuzione. La produzione di un film, con l'avvento del sonoro,

comporta un investimento così costoso che può essere sostenuto solo dalle grandi

compagnia, e anche la sua proiezione nelle sale diviene più costosa. Il declino

dell'avanguardia cinematografica ha ragioni molteplici e non solo imputabili

all'avvento del sonoro. Con il finire degli anni 20, infatti, si assiste in tutta Europa e in

tutti gli ambiti espressivi alla crisi dei movimenti artistici più radicali e alla parallela

affermazione di tendenze volte a un recupero e a un ripensamento della tradizione.

Inoltre l'ascesa e l'affermazione dell'estetica del realismo staliniano, segnano la fine

della sperimentazione formale in Germania e nell'Unione Sovietica.

L'avvento del sonoro suscita in Europa un'accesa discussione, alcuni dei temi trattati:

Pirandello mette in dubbio l'efficacia realistica dell'illusione audiovisiva

schierandosi per un cinema sonoro che continui a fare a meno della parola,

condizione a suo avviso necessaria per non imitare il teatro. Sul versante

opposto, si pensa che il cinema sonoro sia un potente mezzo di riproduzione e

diffusione dello spettacolo teatrale, in grado di raggiungere un pubblico molto

più vasto.

Alcuni vedono l'elemento acustico come una componente significante del film da

associare all'immagine secondo criteri formali e semantici, piuttosto che in base

aò puro e semplice sincronismo naturalistico tra suono e fonte, corpo e voce

(concetto di asincronismo).

LE NOUVELLES VAGUES

Quello che da subito si è definito Nouvelles Vagues è un fenomeno a carattere

internazionale, che si afferma in Francia nel '68 e rapidamente si espande. A differenza

di precedenti movimenti, non nasce da un evento storico - politico. È il frutto

cinematografico della prima generazione di giovani cresciuti dopo la guerra, la

generazione cresciuta con il cinema come "arte del nostro secolo". È diffusa l'idea che

chiunque può fare cinema. Negli anni 60 la Nouvelles Vagues francese diventa il punto

di riferimento per il rinnovamento del cinema in campo internazionale.

Alle origini delle nouvelles vagues c'è tutto quel cinema che rivela ciò che il cineasta

debuttante di oggi cerca: originalità, atteggiamento di riattualizzazione del passato

alla luce dei bisogni del cinema presente, il gusto del rischio. Cineteche, festival

(Venezia, Cannes, Berlino), riviste (Ombre Rosse, Filmcritica), scuole di cinema sono i

luoghi di aggregazione dei giovani critici e cineasti che danno vita alle nouvelles

vagues.

Negli anni 60, il cinema ha perso il privilegio di poter sostituire il nostro sguardo.

Questo sguardo non è più capace di vedere il cinema come universo separato,

proiezione dei nostri desideri di armonia. Tale privilegio è riservato al cinema del

passato.

In linea generale, il cinema delle nouvelles vagues europee accentua la tendenza al

realismo emersa nel dopoguerra. Lo spettatore viene coinvolto più direttamente nel

processo di identificazione con la vicenda. Una caratteristica particolare della

soggettivazione è la riflessività, ovvero l'interrogazione diretta da parte dell'autore di

ciò che si svolge sullo schermo.

L'evoluzione che subisce il processo di realizzazione dei film è uno degli aspetti più

rilevanti del cinema delle nouvelles vagues. Inizialmente, il film viene previsto sulla

carta e il regista, soprattutto all'interno dello studio system, deve attenersi alle

indicazioni della sceneggiatura. Le nouvelles vagues mettono in discussione tale

procedimento, ciò che è scritto può subire delle variazioni al momento delle riprese,

l'improvvisazione sul set diventa possibile. L'attore è imprevedibile, non recita una

parte ma è una parte, non importa che sia professionista o dilettante. La presa diretta

lo lascia libero di parlare senza seguire la rigidità di un testo scritto. In campo tecnico

si assiste negli anni 60 a evoluzioni che rendono nel loro insieme più semplice ed

economico il modo di girare. Vengono introdotte pellicole più sensibili, lampade più

leggere e mobili, nuove macchine da presa e nuovi apparecchi per la registrazione del

suono. Progressi tecnici si hanno anche nel campo del montaggio. In Europa si

diffondono le moviole orizzontali, che consentono di visionare e giuntare la pellicola e

il magnetico del suono. Lo stacco tra inquadratura e inquadratura non è più

necessariamente morbido ma aumentano gli stacchi bruschi e discontinui che rendono

più vivace il ritmo del film.

LE COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI NEL CINEMA EUROPEO

Il cinema si impone subito come linguaggio internazionale capace di superare ogni

barriera e di farsi comprendere da tutti. È per questo che comincia ad attirare masse

sempre più vaste di pubblico, soprattutto in quegli strati della popolazione che

l'analfabetismo tiene lontani dal teatro e dalla lettura. Nei primi anni i brevi filmati

proiettati non hanno nemmeno bisogno del titolo, poi, con il progredire della

tecnologia e con la presa di coscienza dei mezzi espressivi del nuovo linguaggio, viene

introdotto e si impone l'uso della didascalia. Vengono messe a punto pratiche

sistematiche di traduzione delle didascalie per le edizioni dei film destinate ai mercati

esteri. La realizzazione di film in collaborazione tra società e cineasti appartenenti a

paesi differenti suggerisce una serie di considerazioni che riguardano l'economia, ma

anche la cultura e l'estetica. Dal punto di vista economico, la collaborazione

internazionale consente ai produttori di trovare risorse tali da coprire le spese per film

impegnativi e di allargare notevolmente il pubblico. Dal punto di vista culturale e


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliaspeziale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cinema e televisione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Ghislotti Stefano.

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