Identità e radici culturali
La data ufficiale di nascita del Cinématographe risale al 28 dicembre 1895, con i fratelli Lumière. Le prime testimonianze in Europa hanno in comune lo stesso senso individuale e collettivo di meraviglia e stupore, di esperienza collettiva e di solitudine, di esaltazione e paura. Superato il trauma della scoperta, il cinema si converte presto in un bene di prima necessità. Il cinema può fermare la vita, consegnare l'attimo all'eternità, consente di andare indietro nel tempo. Il senso di identificazione degli individui di diverse nazioni verrà raggiunto soprattutto col cinema americano e a partire dalle opere di Chaplin. Il cinema ha il merito di mettere a confronto diversi progetti ideologici e culturali, può favorire la costruzione di una memoria collettiva.
La psicanalisi aiuta il cinema a interrogarsi e a capire la sua natura. Con l'avvento del cinematografo spariscono vari spettacoli ottici (come le lanterne magiche) che avevano alimentato l'immaginazione europea. Molti ambulanti abbandonano gli spettacoli di teatro meccanico e si convertono al cinematografo. In Europa l'apparecchio dei fratelli Lumière apparirà come un mezzo di elevazione culturale e popolare, per ridisegnare e ridistribuire democraticamente forme e patrimoni da sempre riservati all'élite.
Cinema americano e cinema europeo
Il cinema americano inventa e sviluppa una propria idea autonoma di cultura scoprendo e affermando la propria identità in mancanza di storia e radici culturali profonde. Il cinema europeo, invece, mostra con orgoglio come il proprio patrimonio risulti dalla combinazione di letteratura, teatro, arti figurative del passato. Il cinema diventa agli occhi di molti come il luogo in cui si realizzano sogni della fratellanza universale, di una lingua comune e di un'arte comprensibile a tutti. Come dice De Baroncelli "il cinema è lingua mondiale e può aprire i cuori".
Lambroso e i suoi discepoli, invece, riconoscono nel cinema lo strumento più pericoloso dei tempi nuovi. Craig dichiara che "il cinema rende schiava la mente del popolo". Alcuni scrittori e intellettuali di punta prendono le distanze dal cinema. Gli oppositori più accaniti sembrano gli scienziati positivisti, gli psichiatri, i pedagogisti, i giuristi, che pensano che il cinema distrugga la fantasia. Molti pensano che il cinema sia l'assassino del teatro. Altri denunciano la volgarità, il senso di degrado dei valori, i pericoli e i danni materiali e morali del cinema. La Lega per la Moralità, nel 1906, decide di combattere l'immoralità del cinema. All'opposizione, si contrappongono voci e azioni che mirano a fare al più presto del cinema uno strumento didattico e di elevazione culturale per il popolo (per esempio, lo stato italiano, stanzia fondi per i cinematografi scolastici).
Sale cinematografiche e intellettuali
I nomi delle sale sono all'inizio identici o simili in tutto il mondo (Excelsior, Lux, Astra, Splendor). Per un breve periodo le sale prendono il nome dei Lumière, o assumono altri nomi che hanno il loro punto di riferimento principale nella cultura francese. La luce del cinema attira gli sguardi degli intellettuali, dando spesso a molti la sensazione di regredire a stadi infantili. D'Annunzio vive la sua breve esperienza cinematografica in uno stato di esaltazione come se sullo schermo potessero realizzarsi altri eventi altrove.
Formulazioni di poetica e di estetica
L'inizio delle prime formulazioni di poetica e di estetica risale al 1908. Canudo scrive una sorta di manifesto in cui il cinema si presenta come la sintesi di tutte le arti, la qualifica come Settima Arte. Dal manifesto futurista in poi si afferma la fiducia nella possibilità del cinema di proporsi come la forma d'espressione più libera da ogni regola e condizionamento.
Nel 1908, Gugenheim e Decourcelle fondano la Société Cinématographique des Auteurs et Gens de Lettre (SCAGL), che ha come scopo quello di invitare gli autori a fare da tramite con la tradizione letteraria e spettacolare e ad impegnarsi in prima persona nelle opere. Gli scrittori offrono al miglior offerente i propri prodotti e partecipano alla creazione delle opere. Romanzieri, poeti, uomini di teatro vengono reclutati dal cinema.
Nel 1908 a Roma la Cines (Società cinematografica italiana) gira l'Amleto. Shakespeare è uno tra gli autori più importanti per conferire al cinema il riconoscimento culturale di cui ha bisogno. Le fonti principali di ispirazione del primo cinema russo sono la letteratura e il teatro ottocentesco e contemporaneo. Il cinema danese porta in scena prodotti letterari e teatrali del patrimonio europeo (Amleto). Nel 1909 nasce la Film d'Arte Italiana sul modello di quella francese.
Caratteri distintivi del cinema europeo
- Attinge alle tradizioni culturali anteriori.
- Tra le diverse temporalità che mette in campo, preferisce il passato (in particolare negli anni 1912-15, il cinema italiano vuole ridare vita al passato).
- Non vede nel trionfo della civiltà delle macchine alcuna possibilità di modificare le leggi del destino.
- Ogni gesto e elemento è caricato di valore simbolico.
- Il primo cinema ripropone tagli, angolazioni, punti di vista, gesti già codificati.
- Una volta definite le caratteristiche dei suoi prodotti, tende di continuo a differenziarli da strutture semplici a complesse.
- Gli stereotipi contribuiscono a formare gli orizzonti di attesa dei primi pubblici o a farli trasferire dalla letteratura popolare al cinema (come nel cinema comico, con l'avvento della figura di Charlot).
Se nel cinema europeo il mito si riferisce al mondo greco e classico (Ercole, Minotauro), nel cinema americano i miti provengono da più continenti (motivi della ricerca del Graal, la fondazione delle città, l'invincibilità dell'eroe).
Caratteri distintivi del cinema americano
- Aspira alla conquista del futuro.
- Regola i ritmi sui tempi delle macchine (in Intolerance di Griffith, si dimostra che se gli apostoli avessero avuto un'automobile a disposizione sarebbero giunti in tempo a salvare Gesù dalla croce).
- Quando si raggiunge uno standard di successo si tende a riprodurne le caratteristiche.
- Pone il ruolo del tempo come fattore dinamizzante ed elemento scomponibile secondo criteri non lineari, soprattutto con Griffith.
A cavallo del sonoro, vi è la richiesta di abbandono sia delle rivendicazioni di libertà dalle convenzioni narrative e recitative sia di recupero di radici culturali e iconografiche che affondino nella grande tradizione naturalistica e realistica ottocentesca (Renoir è un esempio). Con la fine degli anni venti, gli intellettuali militanti fascisti e antifascisti si prodigano per la rinascita di una cinematografia ridotta in pratica a zero e che ha la volontà di conquistare nuove frontiere espressive e ideologiche e di stabilire legami internazionali nuovi.
Nel 1928 nasce l'Istituto internazionale della cinematografia educativa, che ha come ruolo quello di creare una rete di rapporti internazionali resi a riconoscere caratteristiche comuni e a valorizzare i caratteri del cinema più legati alle sue capacità di esplorare la realtà. Nel modello di formazione di una generazione di giovani intellettuali e critici aspiranti registi, la poetica e il mondo verghiano diventeranno punti importanti di passaggio per una serie di viaggi alla scoperta dell'anima e delle radici profonde del paese.
La guerra, oltre a costringere anche gli uomini del cinema italiano a effettuare un vero esame di coscienza e a compiere delle scelte, li costringe a liberarsi del peso dei modelli culturali che di fronte all'enormità della tragedia si rivelano inutili. Col neorealismo di Rossellini e De Sica si riparte da zero. Ci si libera dal peso della tradizione e si ha l'impressione di scoprire e creare il mondo, rimisurandolo a partire dall'uomo che muove i suoi primi passi in un'Europa completamente ridotta in macerie. L'individuo europeo sta rialzando la testa e scopre di nuovo ragioni e valori del vivere (Rossellini con Roma città aperta e De Sica con Sciuscià).
La storia del cinema e il contesto socio-culturale
La storia del cinema non può essere separata dal contesto in cui si è sviluppata. Il cinema nasce sulle due rive dell'Atlantico. I rispettivi meriti degli americani e degli europei sono diversi. I primi sono i creatori del materiale cinematografico, ma sono gli europei a trasformare un'innovazione tecnica in un divertimento popolare. Gli ultimi anni dell'800 e i primi del 900 sono un periodo di creatività, chiamato era del modernismo. Il film evidenzia i nuovi protagonisti sociali, il capitalista, l'operaio, l'emigrante, l'emarginato.
Alla fine dell'800 in Europa il cinema diventa simbolo della mobilità. Nel 900 le tecnologie evolvono rapidamente. Attori, registi, tecnici vanno da un posto all'altro per imparare nuovi metodi o per vendere la loro esperienza. Nel 1995, il commercio cinematografico mondiale è controllato in modo quasi monopolistico dai produttori statunitensi, ma il cinema europeo non è morto. Il periodo iniziale di cooperazione competitiva viene interrotto dagli anni di tensione e di guerra (1914-45), che devastano il continente. L'epoca che segue la prima guerra mondiale è caratterizzata dal nazionalismo. Tutti i paesi bandiscono i prodotti stranieri e sopravvalutano le produzioni locali.
L'arrivo del sonoro (1927) rafforza l'isolazionismo, le varie cinematografie mettono in risalto caratteri distintivi che rendono i loro prodotti incomprensibili a un pubblico straniero. Dai primi momenti dello spettacolo filmico fino agli anni 60, il cinema è apprezzato e amato dagli europei. Ma non era dato per scontato: a Madrid, le sale cinematografiche aperte all'inizio del 900 non trovano un pubblico sufficiente e tutte chiudono o si trasformano in music halls. L'arrivo del sonoro rinforza ancora l'affezione del pubblico e vengono aperte sale gigantesche di 1000 o 2000 posti anche nelle piccole città.
Il confronto tra Francia e Inghilterra rivela due tipi di omogeneizzazione culturale attraverso l'uso del cinema. Nel primo caso l'importante è il ri...
-
Riassunto esame cinema, libro consigliato Cinema
-
Riassunto storia del cinema
-
Riassunto esame Cinema, libro adottato Introduzione alla storia del cinema, Bertetto
-
Riassunto esame: Storia del cinema