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Luigi Pulci

◆ VITA

Nei primi anni della signoria di Lorenzo, Luigi Pulci rappresentò in modo originale la

ricerca di un continuità con la tradizione volgare fiorentina, presentandosi come un

personaggio burlesco e mantenendosi ai confini della miscredenza, dell’ambiguità

ideologica e dell’eresia.

Egli nacque a Firenze nel 1432 da una nobile famiglia impoverita e ricevette una

normale educazione letteraria, basata sulla conoscenza del latino e dei maggiori poeti • 1432: nasce a Firenze.

volgari. Incominciò intorno al ’61 a frequentare il palazzo dei Medici in via Larga, • 1461: inizia a frequentare

dove ricevette incarichi e favori e fece valere il suo gusto per l’espressione vivace e il palazzo dei Medici.

aggressiva, per i vari dialetti regionali e per un linguaggio comico legato al gesto • Promosse una poesia di

immediato tanto da assumere modi bruschi e scherzo negli stessi rapporti con i Medici. gruppo.

Egli promosse alla cerchia di amici e intellettuali del giovane Lorenzo una poesia di • Lettere: testimoniano il

gruppo ed è così che nacquero operette d’occasione, scritte a più mani, di cui spesso è rapporto tra Pulci e

difficile riconoscerne l’autore. Tra queste è celebre la Nencia da Barberino, scritta Lorenzo.

dallo stesso Lorenzo, a cui Pulci replicò con la Beca di Dicomano, un’affettuosa • Nutre insofferenza nei

parodia e deformazione della Nencia. Il suo obbiettivo era di rendere questa letteratura confronti di alcuni

giocosa, che riprendeva Burchiello, l’espressione tipica della cerchia medicea e a personaggi della corte

questo proposito scrisse diversi componimenti. Compilò, inoltre, curiose raccolte di medicea.

vocaboli, ad esempio un piccolo dizionario di lingua furbesca. • 1473: servizio di Roberto

Testimonianza del suo rapporto con Lorenzo sono le Lettere che Pulci scrisse durante Sanseverino.

alcuni viaggi, in cui la realtà viene spesso trasformata in spettacolo grottesco e gli • 1484: muore a Padova e

eventi del mondo diventano pretesto di un bizzarro “trastullo”. viene seppellito da eretico.

Con il passare del tempo Pulci manifestò la sua insofferenza verso personaggi che

svolgevano un ruolo sempre più importante alla corte medicea, come il poeta Matteo

Franco e Marsilio Ficino e al contempo Lorenzo lo lasciava sempre più ai margini delle

sue iniziative politiche e culturali. A partire dal ’73 il Pulci fu al servizio di Roberto

Sanseverino conte di Caiazzo, capitano militare, col quale compì numerosi viaggi.

Cercò di far rinascere in Lorenzo l’antica benevolenza, ma subì varie accuse di pratiche

magiche, di empietà e di eresia ed infatti venne seppellito come eretico quando morì a

Padova, nel novembre del 1484, mentre si trovava in viaggio insieme al Sanseverino.

◆ ATTIVITÀ LETTERARIA

Tra le opere da lui realizzate menzioniamo sicuramente il poema in ottave Ciriffo Attività letteraria

Calvaneo, frutto della collaborazione letteraria con il fratello Luca Pulci, ricco di • Ciriffo Calvaneo.

vicende grottesche, rimasto incompiuto e completato poi da altri con varie aggiunte e • Morgante.

soprattutto il Morgante, poema eroico in cui diede la massima prova del suo ingegno.

◆ IL MORGANTE

Il titolo dell’opera deriva dal nome di un gigante che vi svolge un notevole ruolo e il

testo completo si compone di ventotto ampi cantari che risultano dall’insieme di due Il Morgante

parti separate, scritte in fasi diverse, che si presentano come due poemi dai caratteri • Titolo: nome di un gigante.

molto dissimili: •

• Testo: 28 cantari.

La prima parte (di ventitré cantari) fu scritta nel corso degli anni Sessanta: letta ai •

membri della cerchia medicea man mano che Pulci procedeva nella stesura, deve 2 parti: 70 e 83.

ritenersi ultimata già intorno al ’70. Materia: fu tratta da un

• Nel febbraio dell’83 uscì una nuova edizione, col titolo di Morgante maggiore e con anonimo cantare in cui si

l’aggiunta della nuova parte costituita da cinque cantari. narrava le gesta di Orlando

Si guardava allora con rinnovato interesse ai cantari popolari, specialmente a quelli e dei Paladini.

centrati sulle gesta di Carlo Magno e dei suoi Paladini. Nella scelta del tema e nella Il mondo degli eventi

stesura del suo lavoro, Pulci venne sollecitato da Lucrezia Tornabuoni, madre di narrati si presenta come un

Lorenzo. Egli trasse la materia da un anonimo cantare, scritto forse intorno al 1450, grande spettacolo in cui

ritrovato solo nell’Ottocento e intitolato dagli studiosi Orlando. Si tratta di una ogni gesto appare

disordinata narrazione delle gesta di Orlando e dei Paladini, i quali reagiscono ai sproporzionato.

tradimenti intessuti dal perfido Gano di Maganza e di cui Pulci ne segue accuratamente

la trama. Il mondo degli eventi narrati si presenta come un grande spettacolo in cui

ogni gesto appare eccessivo e sproporzionato, per cui appare impossibile individuarvi

un percorso unico e progressivo, bensì si verifica la ripetizione di movimenti

meccanici, come in un caos vorticoso. Gli episodi scaturiscono l’uno dall’altro in

modo casuale e i personaggi agiscono secondo stereotipi, come marionette:

• Gano: traditore maniaco, che si ostina fino all’assurdo a ordire inganni;

• Carlo Magno: vecchio, che ogni volta perdona senza motivo i tradimenti di Gano;

• Paladini: immagini di forza e valore sovrumani, che si divertono a fare a pezzi stuoli

di nemici;

• Pagani: ottusi e maligni, ma capaci di improvvisi sentimenti di cortesia e di lealtà.

Pulci non fornisce giustificazioni psicologiche per i loro comportamenti, ma aspira a Il Morgante

mettere in risalto atti fuori da ogni misura. Egli descrive le scene di battaglia con • Gli episodi scaturiscono

immagini legate al cibo e la prima analogia la riscontriamo nella stessa violenza degli l’uno dall’altro in modo

eroi che disintegra i corpi degli uccisi e rende il mondo simile a una enorme macelleria casuale.

e tutto diventa commestibile, pasta e trippa, vino e sangue, farina e cervella. In questo • I personaggi agiscono

spazio selvaggio, in cui aleggiano presenze magiche e demoniache ci si muove secondo stereotipi e Pulci

soltanto aggredendo o lasciandosi aggredire, tant’è che gli stessi Paladini dimenticano aspira a mettere in risalto

spesso la loro funzione di difensori della fede, atti fuori da ogni misura.

Morgante è il personaggio più caratteristico dell’opera, che possiamo così presentare: • Descrive le scene di

• pagano sconfitto da Orlando; battaglia con immagini

• convertito al Cristianesimo; legate al cibo.

• fedele scudiero del paladino; • Morgante personaggio

• protagonista di una serie di avventure segnate da furia distruttiva; caratteristico, protagonista

• partecipe alla più umile realtà quotidiana; anche di uno degli episodi

• vittima di una assurda morte: dopo aver salvato da un naufragio i Paladini, più noti: incontro tra

sostituendosi all’albero della nave, e aver ucciso una balena, egli muore per la Morgante e Marguette.

puntura di un granchio. • Marguette è la proiezione

La dismisura è un carattere distintivo dell’opera, come notiamo anche nell’episodio fantastica di una vita

dell’incontro tra Morgante e il gigante-nano (gigante la cui crescita si è arrestata a aperta al caso e

metà) Margutte (nei cantari XVIII e XIX), i quali vivono avventure dominate da una all’imprevedibile.

esplosiva voracità alimentare, vagando per le strade del mondo fino alla morte di • La lingua è legata alla più

Margutte, causata da un attacco di risa per una “bertuccia” che si è impadronita dei autentica tradizione

suoi “usatti” (stivali). Margutte è la proiezione fantastica di una vita aperta al caso e popolare toscana, con

all’imprevedibile, immersa negli appetiti materiali, negli aspetti sordidi e oscuri molte elencazioni.

dell’esistenza, estranea a ogni ordine e razionalità. • Trasferisce il linguaggio

La lingua: forte è la ripetizione di formule fisse che servono a chiamare in causa gli della piazza popolare e

ascoltatori e suscitare meraviglia e l’uso di una lingua in continua ebollizione, legata borghese fiorentina

alla più autentica tradizione popolare toscana, ricca di espressioni immediate, di all’interno del palazzo

termini strani e inconsueti. Molte le elencazioni ispirate al mondo gastronomico, o le signorile.

lunghe catalogazioni. Pulci usa un linguaggio di chiara origine “popolare” per • Nell’edizione dell’83 vi

trasformarlo in un oggetto “colto”, quasi a trasferire il linguaggio della piazza popolare sono alcuni cambiamenti,

e borghese fiorentina all’interno del palazzo signorile, ponendosi così agli antipodi dei ma i momenti migliori

modelli umanistici. L’opera ebbe un notevole successo, ma non riuscì a imporsi come rimangono affidati a effetti

l’autore desiderava, di fatti alle ambizioni culturali di Lorenzo non bastava il modello grotteschi e al piacere della

letterario che Pulci proponeva. manipolazione verbale.

L’edizione dell’83: con l’aggiunta dei cinque cantari Pulci intese passare al

contrattacco nei confronti dell’ambiente culturale dominante a Firenze:

• orientò la narrazione in modo più organico, centrandola sul supremo tradimento di

Gano e sull’agguato mortale subito da Orlando a Roncisvalle;

• volle immettere ambiziose digressioni e fitti riferimenti eruditi, che confermano il

carattere disordinato della sua cultura;

• per giustificare le proprie scelte, inserì numerosi accenni alla propria persona e a

personaggi autorevoli;

• esibì varie manifestazioni di pietà;

• il ritmo narrativo rimane lento e discontinuo;

• i momenti migliori rimangono affidati a effetti grotteschi e al piacere della

manipolazione verbale.

Il suo progetto di far prevalere nella cultura fiorentina un modello “comico” di scrittura

veniva sconfitto, benché il fascino del suo poema e della sua stessa figura di

“irregolare” fossero destinati a resistere a lungo nella letteratura fiorentina e italiana,

anche se in una posizione del tutto marginale.

Lorenzo il Magnifico

◆ VITA

Lorenzo de’ Medici nacque nel 1449 e morì nel 1492. La sua formazione risentì di

influenze diverse e fu legata da una parte agli insegnamenti dell’Argiropulo, del • 1449: nasce.

Ficino, del Landino e dall’altra alle consuetudini e agli esercizi comici della “brigata” • 1492: muore

animata dal Pulci. Dall’ambiente familiare, e soprattutto da Cosimo, ricevette la • Formazione: risentì di

consapevolezza dell’importanza della cultura in ambito politico. Tutto questo lo portò varie influenze.

all’età di venti anni, nel 1469, quando lo Stato fiorentino passò improvvisamente nelle • Ambiente familiare: gli

sue mani, ad aver già maturato la propria passione letteraria, a cui è connesso in fondo fece capire l’importanza

l’obiettivo principale della sua politica, volta a fare del prestigio culturale di Firenze il della cultura in ambito

punto di riferimento per un accorto equilibrio tra gli Stati italiani. Il suo non è politico.

semplicemente l’atteggiamento del principe che protegge artisti e letterati, ma che non • Cultura: l’Umanesimo

coglie il senso del loro lavoro o lo comprende solo in modo esteriore e superficiale. entra da protagonista nella

Con lui l’Umanesimo entra da protagonista nella vita sociale, per cui tutta la cultura vita sociale.

della Firenze laurenziana appare come l’espansione del sogno umanistico, garantita da • Ultimi anni: avvertì la

una grande personalità che fa coincidere in sé il signore e l’intellettuale. Su questo minaccia che tutto venisse

sogno pesano, però, le insicurezze che agitano la vita politica della “novella Atene”, i distrutto.

conflitti e i dissesti che lo stesso potere di Lorenzo deve affrontare ed egli sentì, negli

ultimi anni della sua vita, la minaccia, anche sulla sua stessa persona, che tutto ciò che

aveva costruito si potesse rapidamente consumare e distruggere.

◆ ATTIVITÀ LETTERARIA

La sua produzione è varia, fatta di esperienze diverse, maturate in stretto rapporto con

i maggiori intellettuali operanti a Firenze, ma spesso lasciate incompiute. Egli mira a

rivitalizzare la tradizione volgare fiorentina, risalendo ai grandi autori del Trecento e

cercando vie nuove. Egli ha l’abilità di passare da uno stile all’altro, da un genere Attività letteraria

all’altro, anche se in questo si può avvertire l’insoddisfazione di non avere una voce • Produzione varia.

propria e autenticamente originale. • Rivitalizza la tradizione

Molto incerta è la cronologia delle opere di Lorenzo, alcune delle quali non volgare fiorentina.

raggiunsero mai una redazione definitiva. Poche circolarono in veste manoscritta e • Abilità di passare da uno

pochissime furono stampate vivente l’autore. Un’ampia edizione, comunque stile all’altro.

incompleta, delle Poesie volgari apparve solo nel 1554. •

La prima fase della sua attività letteraria prende avvio già prima del suo avvento alla Cronologia delle opere

incerta.

Signoria, ma con particolari caratteristiche che seguono due direzioni fondamentali: •

• Poesie volgari apparsa nel

quella di una lirica di ascendenza petrarchesca: le rime sono legate all’amore per

Lucrezia Donati e in esse si scorgono i risultati di un’abile educazione letteraria. 1554.

• Lirica di ascendenza

quella di una poesia comico-burlesca: le rime seguono lo stile del Pulci, suo amico, petrarchesca.

nella predilezione per le forme dialettali e rusticali, ma al tempo stesso danno prova •

della ricerca di un rapporto diretto con la lingua poetica di Dante e Boccaccio. Questi Poesia comico burlesca.

scritti comprendono il poemetto in venti ottave Nencia da Barberino, di cui si sono Come Nencia da

avuti in seguito ampi rifacimenti da parte di altri autori. Qui viene presentato il canto Barberino; Simposio;

d’amore del villano Vallera per la sua amata Nencia come parodia della lirica Uccellagione di starne.

d’amore e il mondo contadino viene visto con occhio distaccato e divertito. Altri • Prima metà degli anni

esempi sono i poemetti Simposio (presentazione di una serie di bevitori, composto Sessanta: influenza del

in terza rima e basato su un uso burlesco di schemi della Commedia e dei Triumphi) neoplatonismo del Ficino.

e Uccellagione di starne (descrizione in ottave di una brigata di cacciatori). Orazioni; Altercazione.

Nella prima metà degli anni Sessanta viene influenzato dal neoplatonismo del Ficino, • 1473: inizia a lavorare ad

accostandosi ai poeti del “dolce stil novo” e allontanandosi dalla poesia di Pulci, come un Comento sopra alcuni

testimoniano le Orazioni (capitoli religiosi in terza rima) e il poemetto l’Altercazione, dei suoi sonetti.

in cui la vera felicità è individuata nella vita intellettuale (si avverte l’eco della poesia • Forti i contatti con il

di Dante, Petrarca, Boccaccio). Fin dal 1473 lavora ad un Comento sopra alcuni dei Poliziano che si avvertono

suoi sonetti, in cui, ricollegandosi alla Vita nova e al Convivio, spiega i significati in una serie di rime di

morali di alcune Rime. difficile datazione.

I risultati migliori delle Rime si hanno in alcune descrizioni delicate e idilliche, in cui

si avverte il fascino della poesia del Poliziano e i contatti con quest’ultimo si

avvertiranno soprattutto in una serie di scritti di difficile datazione: Lorenzo segue

immagini primaverili, contempla una natura dai toni equilibrati e misurati, fino a

trasformare il paesaggio toscano in qualcosa di mitico e primigenio. È un mondo

naturale e insieme ideale, tuttavia insidiato da un sottile struggimento per lo scorrere

del tempo e per la minaccia di distruzione che esso comporta. Tra i testi più vicini ai

modelli di Poliziano vi sono: l’ecloga in terza rima Corinto; l’ecloga in terza rima

Amori di Venere e Marte (con discorsi di Venere, di Marte, del Sole, di Vulcano);

l’incompiuto poemetto in ottave Ambra (che intendeva narrare le origini mitiche della

villa medicea di Poggio a Caiano); le Selve d’amore (riflessioni amorose in forma di Attività letteraria

rispetti continuati che in parte seguono il modello delle Silvae di Stazio). • Vi sono diversi testi che si

Intorno al 1480 l’esperienza letteraria di Lorenzo appare pienamente orientata verso il avvicinano molto al

classicismo volgare. La sua parola fa propri i contrasti, i timori, le attese che modello di Poliziano.

percorrevano la città, egli partecipa alla nuova inquietudine religiosa, in parte col • 1480: egli è orientato verso

proposito di controllarla politicamente, in parte perché vi trova conforto alla propria il classicismo voglare.

insicurezza impegnandosi perfino in una letteratura di devozione popolare, con varia • Si impegna in una

laude e con una Rappresentazione di san Giovanni e Paolo. letteratura di devozione

Date le celebrazioni collettive festose e goderecce che si svolgevano in città, che popolare.

culminavano nel carnevale, Lorenzo, per accattivarsi le simpatie del popolo, era solito • Organizzava spettacoli e

organizzare spettacoli e divertimenti di massa a cui si legava il genere letterario dei divertimenti di massa a cui

canti carnascialeschi, che scrisse egli stesso in buon numero. Tra questi vi è la si legavano i canti

Canzona di Bacco, scritta probabilmente per una sfilata di personaggi rappresentanti carnascialeschi, tra cui la

il corteo di Bacco nel carnevale del 1490, nella forma metrica della ballata, in cui si Canzona di Bacco, che

manifesta un’inquietudine per il consumarsi della giovinezza che esprime il timore e manifesta l’inquietudine di

lo smarrimento di un’intera società per il minaccioso trascorrere del

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DocuCalMG di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Ordine Nuccio.
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