Italiano medioevo
Dal 476 (caduta dell’impero romano d’occidente) al 1453 (caduta impero romano d’oriente).
Alto medioevo
Dal V al X secolo, periodo di crisi e di instabilità: diminuzione demografica, povertà, invasioni barbariche ma c'è la rinascita carolingia del IX secolo grazie a Carlo Magno.
Rinascita carolingia
Incoronato imperatore dal papa Leone III nella notte di Natale del 800 a Reims, Carlo Magno faceva nascere così il Sacro Romano Impero. Grande azione incivilitrice fondata sul recupero dell’antica cultura classica e riportare il latino ai fasti dei modelli pagani. Schola Palatina. Fu utile per la trasmissione dei testi del patrimonio classico (grazie ai monaci amanuensi).
Basso medioevo
Nascono i Comuni, la letteratura volgare, il feudalesimo.
Mentalità medioevale
La fede religiosa (salvezza ultraterrena) diviene la chiave privilegiata per leggere, studiare ed interpretare il mondo della natura e dell’uomo. Cultura teocentrica: ogni aspetto della vita ruota intorno a Dio e non può trovare alcuna spiegazione se non in Dio. Grande simbolismo: ogni oggetto rimanda a un significato più profondo che appartiene all’ordine divino. Enciclopedismo: un’aspirazione della cultura medioevale è quella di organizzare e classificare il sapere. Educazione gestita dall’autorità ecclesiastica. Durante l’Alto i centri culturali furono i monasteri, c’erano gli scriptoria dove i monaci copiavano i codici. Chierico = persona dotta. Copiavano solo i testi classici che potevano essere riletti alla luce di Dio con l’allegoria (parlo d’altro) che opera su due piani: uno letterale e percepibile, l’altro più nascosto che si doveva interpretare. Arti liberali (di un uomo libero) erano nove ma nel Medioevo divennero le arti del Trivio (grammatica, retorica e dialettica) e le arti del Quadrivio (aritmetica, musica, geometria, astronomia), si esclusero medicina e architettura. L’auctor è tale perché il suo sapere riposa su un’auctoritas che viene costantemente invocata e citata.
Filosofia
Aristotele, al centro del suo sapere c’è la metafisica, indirizzo naturalistico, tensione alla scienza. San Tommaso rielabora la sua filosofia (tomistica) e la unisce alla dottrina cristiana. Platone viene assimilato dai padri della chiesa per il mondo delle idee, da Agostino deriva il pensiero medioevale, fede nell’illuminazione divina e nell’intelletto umano.
Dal latino al volgare
Il latino era stato imposto ad ogni parte dell’impero (fattore principale della romanizzazione). Con la dissoluzione dell’impero, romano era chi parlava latino. Differenza tra latino scritto e parlato. Il primo si era mantenuto relativamente stabile ed era usato nei documenti ufficiali, il secondo era in continua evoluzione perché usato nella pratica quotidiana sia da persone del popolo (vulgus) che da persone colte e variava in base al ceto sociale. Quando l’impero si frantumò, la distanza tra le due si accrebbe. Dal latino volgare grazie all’effetto di substrato (lingue in uso prima del latino) e del superstrato (influsso delle lingue germaniche). Le lingue volgare che derivano dal latino sono dette neolatine o romanze e sono: rumeno, ladino, dalmatico, italiano, sardo, francese, provenzale, catalano, castigliano, portoghese. Bilinguismo: i chierici parlavano il latino quando scrivevano e il volgare nel quotidiano. Prima inconscio e poi bilinguismo consapevole.
Primi documenti volgari
Con la rinascita carolingia si ha la consapevolezza della differenze delle due lingue.
- Primo documento ufficiale in volgare romanzo: I Giuramenti di Strasburgo (842): il giuramento dei nipoti di Carlo Magno, Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo e dei loro eserciti fu pronunciato in due lingue: romana lingua e teudisca lingua, francofono e germanico.
- Indovinello Veronese (VIII e IX): analogia tra aratura e scrittura. Lo scrittore era colto e voleva fare come una parodia.
- I Placiti Capuani (960-963): volgare usato consapevolmente in contrapposizione al latino. Placito=documento legale. Alcuni beni (terre) di Montecassino sono rivendicati da Rodelgrimo. L’abate dice che sono dell’abazia perché le ha avute per trent’anni.
Nascita dei comuni
Intorno al mille c’è una vigorosa ripresa economica che determina una trasformazione degli equilibri politici e sociali. I segni sono una crescita demografica, ripopolazione dei centri urbani, aumento della produzione agricola, incremento dell’artigianeria e rinnovata circolazione della moneta. Tutto grazie ad assenze di pestilenze, addolcimento del clima, fine delle invasioni, introduzione di nuove tecniche e strumenti agricoli. Eccedenze produttive = mercato di scambio, nuova economia dei mercanti, nuove rotte commerciali ed insediamenti (4 rep marinare, intermediazione Europa-oriente). Il nuovo ceto mercantile provocò la crisi delle istituzioni feudali con l’unione in gilde e corporazioni. La nascita dei comuni è un fenomeno di origine italiano. Con i comuni si iniziò a contestare l’autorità signorile dandosi un autogoverno politico che fu il risultato della lotta fra i Comuni italiani e l’imperatore Federico I Barbarossa che non voleva concedere nessun privilegio ma fu sconfitto dalla Lega Lombarda a Legnano (1176) e fu costretto a riconoscere la libertà dei Comuni con la pace di Costanza (1183). Divaricazione nord (coi comuni) e sud (senza).
Ascesa di Firenze
Alla fine del Duecento, grazie alle industrie tessili e alle attività bancarie Firenze è una delle città più ricche e floride. Sconfitta del partito ghibellino (interessi agrari) a favore del guelfo (attività mercantili e finanziarie) 1266 ma non si placa la lotta politica. Ordinamenti di Giano della Bella (1293) esclusione di alcune famiglie magnatizie. Gli equilibri si rompono con i fatti del ‘300 e lo scontro tra Bianchi (autonomia della città) e Neri (legami col papato), vincono i neri nel 1301 e verranno cacciati tantissimi Bianchi (tra cui Dante). Poi 1340 fallimento delle maggiori banche per la sospensione dei pagamenti deciso dal re d’Inghilterra, grave peste del 1348.
Cantico di Frate Sole
(1224) Primo testo canonico della letteratura italiana. Volgare umbro, ricco di latinismi.
Lingua d’oil
Genere epico, chanson de geste dove si narrano le imprese di un singolo o di un popolo rispecchiando il mondo feudale con i suoi valori: spirito guerriero, prodezza, onore, fedeltà al signore, amore per la propria terra. Il più antico è la Chanson De Roland (1080) dove tali valori sono posti al servizio della fede cristiana, eroe-martire. Fa parte del ciclo Carolingio dove i protagonisti sono i paladini di Carlo Magno. Ciclo bretone (ambientati in Bretagna alla corte di re Artù). Romanzi destinati alla lettura privata. Chretien de Troyes.
Lingua d’oc
Verso la fine del XI secolo nelle corti signorili della Francia del Sud si diffonde una nuova concezione dell’amore: amor cortese. Alle virtù feudali si sommano le virtù morali cristiane (magnanimità, fortezza, temperanza, misura). Il cavaliere è la figura più rappresentativa, sintesi delle grandi virtù cortesi: misura (dominio delle passioni), prodezza (coraggio fisico), larghezza (generosità), gioia. Oltre al cavaliere troviamo anche la figura della dama alla quale il cavaliere dona il suo amore (bisogna avere un animo cortese). La donna ha caratteristiche fisse come la bellezza, tutto è idealizzato. Il vocabolario e i gesti dell’amor cortese derivano dai riti di vassallaggio: la donna è midons (mio signore), ad essa si deve fedeltà e devozione. Il matrimonio era sostanzialmente d’interesse, quindi il rapporto di vero amore è extra-coniugale. Senhal, nome dell’amante che non può essere riconosciuta. L’esperienza d’amore è vista come un perfezionamento dell’animo. Il poeta ha anche un tornaconto concreto ed economico.
De amore
Trattatistica di amore, De amore di Andrea Cappellano, trattato in latino del 1185, decodifica cos’è l’amor cortese (poi ha dovuto ritrattare perché la chiesa considera il rapporto extra-coniugale come peccato).
Trovatori
Poeti provenzali (OC) che trovano cioè compongono un testo e una melodia di una lirica per un raffinato pubblico di corte. Il primo poeta fu Guglielmo IX d’Aquitania (1071-1126). La rovina delle città di Provenza in seguito alla crociata anticatara (1208-1229 era nata un'eresia ad Albi e il papa Innocente III bandisce una crociata, c’è interesse politico nell’eliminare l’autonomia delle corti provenzali che hanno anche autonomia linguistica) provoca il rapido declino del movimento trobadorico e molti trovatori diffondono il modello poetico in tutta Europa. La forma metrica più diffusa è la Canzone, quella più impegnata è la Sestina e troviamo anche la Ballata (con un ritornello) e il discordo (dissomiglianza delle strofe). Diverse forme di scrittura: trobar clus (chiusa, oscura e difficile da decifrare) e trobar leu o plan (stile più leggero e piano, immagini limpide e chiare). Trobar ric (stile virtuosistico e pieno di artifici retorici). I generi più significativi furono l’alba (separazione degli amanti che hanno trascorso la notte insieme), la pastorella (l’incontro di un cavaliere con una pastorella) entrambe spesso in forma dialogica; canzone di crociata (carattere politico, militare e religioso), tenzone (dibattito fra 2 o più trovatori), il planh (compianto) e il plazer (catalogo di cose piacevoli) e enueg (cose noiose).
Scuola siciliana
Alla corte di Federico II di Svevia si sviluppa il primo movimento poetico coerente e unitario della letteratura italiana. Fra il 220 e il 250, la corte di Federico era mobile ed itinerante (si spostava da luogo a luogo). Si circonda di un elite politico-amministrativa (magistrati e notai), persone dotte. Grande attività culturale (lui stesso incoraggiava la poesia) aperta agli influssi di diverse civiltà (anche arabo-musulmana). Grande fervore intellettuale. Temi: solo amor cortese, no temi politici. Esperienza d’amore solitaria ed elitaria che si interiorizza nella contemplazione dei movimenti psicologici. No accompagnamento musicale. Madonna essere ideale, canoni tradizionali della bellezza estetica, no senhal. Riflessioni sulla natura d’amore. Il primo che teorizza la scuola è Dante (De vulgari eloquentia)
Jacopo da Lentini
Notaio, caposcuola della scuola siciliana. Inventa il sonetto. La raccolta aragonese contiene alcuni suoi testi (antologia di scritti precedenti a Lorenzo il Magnifico che fa per stringere pace con Federico d’Aragona). Rinaldo d’Aquino, Michele Miceli (Cielo d’Alcamo): rosa fresca aulentissima, contrasto, scambio di battute tra corteggiatore e donna, opposizione lessico popolaresco e cortese.
Pier della Vigna è considerato il massimo esponente della prosa latina medievale; la sua opera più nota è l'Epistolario latino nel quale applica i precetti della retorica delle artes dictandi. Ha dato un contributo anche allo sviluppo del volgare di scuola siciliana con alcune canzoni, anche se solamente due sono a lui attribuibili con certezza, ed un sonetto di corrispondenza con Jacopo da Lentini e Jacopo Mostacci sulla natura dell'amore.
Sonetto di Jacopo
2 quartine con rima alternata e 2 terzine con rima variabile, 14 versi endecasillabi. Discorsivo e di varie tematiche.
Canzone
Origine provenzale, numero variabile di stanze (coblas). Endecasillabi e settenari. Ogni strofa è divisa in fronte e sirma, ciascuna di 6 versi. La fronte può dividersi in 2 piedi di 3 versi. La sirma in 2 volte. I 2 piedi e le 2 volte hanno le stesse rime e stessi versi. Si conclude con il congedo (commiato) che individua il destinatario del componimento) se c’è un legame tra l’ultimo ed il primo verso di una stanza si parla di coblas capfinidas. Tono elevato.
Canzonetta
Tono dialogico, più semplice e meno raffinata. Il serventese, detto anche sirventese o sermentese, è un componimento strofico della metrica italiana che utilizza schemi e argomenti vari, anche se preferisce quelli a carattere didascalico e narrativo, sorto intorno al XIII e XIV secolo. Molti sonetti dello stesso autore: collana, corona. Se appartengono a 2 autori Tenzone.
Poesia siculo-toscana
La poesia siciliana si perde dopo la caduta degli Svevi e si trasferisce in Toscana. I copisti trascrivevano senza rispettare la lingua originale, i toscani adattavano il siciliano al loro modo di scrivere (per questo ci sono rime imperfette che vengono dette siciliane). Gli autori successivi, pensando fossero artifici ricercati le adottarono. Non c’è una poetica comune. Varie tendenze. I temi siciliani diventano oggetto di ricerca più raffinata o vengono approfonditi psicologicamente. Si aggiungono tematiche civili e politiche, anche religiose. I poeti cercano un volgare illustre, più colto, lo arricchiscono di provenzalismi.
Guittone d’Arezzo
Si dedica ai piaceri mondani e alla politica ma poi si fa frate. Ci restano le sue Vallate sacre e modifica il sonetto: sonetto doppio dove introduce un settenario dopo i versi dispari delle quartine; sonetto re interzato dove mette un settenario dopo il primo verso della terzina. Poesia civile e politica. Grande impulso alla sperimentazione.
Bonagiunta Orbicciani da Lucca
Notaio, uno dei primi ad introdurre la poesia siciliana in modo fedele, contrasto con Guittone.
Chiaro Davanzati: fiorentino della colta borghesia. Unisce la tradizione siciliana alla cultura borghese. Anticipa gli stilnovisti: concetto di amore e cuore gentile, donna come creatura angelica.
Stilnovo
L’amore stilnovistico non è più amore sensuale ma diventa un’esperienza del tutto interiore, contemplativa e analitica, pura contemplazione della donna simbolo della bellezza divina e universale. No corteggiamento amoroso, la donna non è descritta fisicamente, non dialoga più col poeta (monologo dell’autore). La lode riguarda le sue virtù morali. Donna angelicata, azione di elevazione, ingentilimento, nobilitazione che opera su tutti quelli che l’accostano. Estasi contemplativa oppure angoscia per l’inadeguatezza. La donna è perfetta, non ci sono parole, il divino non è comprensibile da mente umana.
Guido Guinizzelli
Precursore dello stilnovo, giudice. Esiliato (guelfi vs ghibellini) va a Monselice 1230. Dante lo cita come padre, maestro di poesia.
"Al cor Gentil rempaira sempre amore":
- 1-l’amore si ripara sempre nel cuore nobile come fa l’uccello nel bosco tra le foglie. La natura non ha creato l’amore prima del cuore nobile né viceversa così come non appena il sole è stato creato appare subito la luce. Naturalmente l’amore ha dimora nella nobiltà d’animo come il calore nella luminosità del fuoco.
- 2- Il fuoco d’amore si accende subito nel cuore nobile come il pregio di una pietra preziosa purificata dal sole (non brilla nel buio), così la donna come la stella.
- 3-l’amore sta al cuore nobile come il fuoco sulla cima del candelabro. La natura malvagia, la cattiveria resiste all’amore come l’acqua col fuoco. Il cuore nobile è il luogo giusto per l’amore come la miniera per il diamante.
- 4- anche se il sole riscalda il fango (chi dice di essere nobile di nascita) esso non prende valore. La nobile virtù è come il sole. La nobiltà non c’è al di fuori dell’animo. Come l’acqua si lascia attraversare dal raggio luminoso, il cielo trattiene lo splendore.
- 5- Dio creatore splende davanti alle intelligenze del cielo che impromono i movimenti ai 9 cieli che ruotano e riconoscono il loro creatore oltre il cielo e gli obbediscono. Così, una bella donna, appena si riflette negli occhi dell’innamorato gli dà la voglia di ubbidirle sempre.
- 6- quando da morto Dio gli rinfaccerà la presunzione di aver lodato un amore frivolo lui dirà che la donna aveva sembianza d’angelo, di un essere del tuo regno e di non aver peccato, lei lo ha modificato.
Teoria innovativa rispetto ai provenzali. Alla base ci sono i lapidai, enciclopedie che esaltavano le qualità delle pietre (si ricevono dalla natura). Visione del mondo ordinata e razionale, il rapporto deriva da fatti scientifici (prime 3 strofe). Ultime 2 strofe si passa al mondo spirituale: rapporto poeta-donna=intelligenze angeliche- Dio. Testo pragmatico, presupposti filosofico-dottrinali. Nobiltà morale ed intellettuale, non più di casta. Per la luce si rifà alla teoria di Tommaso d’Aquino che esalta la teoria della claritas. La dottrina d’amore sembra spiegare la cosmologia e non viceversa.
Manifesto di dolce stile:
- Evita le rime difficili, ricercate ed inconsuete
- Evita gli scontri aspri (consonantici)
- Lessico comune, non ricercato
- Alcuni francesismi e provenzialismi (agua, semblo, parole in –ansa)
- Ritmo regolare, pochi enjambement e figure stilistiche
- Molte similitudini, molte ripetizioni delle parole chiave
- Chiasmo ai versi 3,4
- Esempio di coblas capfinidas tra 1 e 2 strofa 5-6 foco
- 6 stanze di 10 versi ciascuna, fronte di 4 endecasillabi a rima alternata e sirma di endecasillabi e settenari con rime abab, cdcede. L’ultima stanza ha funzione di congedo.
"Io Voglio del Ver la mia donna laudare": la donna splende più della stella del sì, Diana (Venere). Atmosfera di colori primaverili vividi e lucenti. Paragone del v.3 (al cor vv18-20). Lode della donna divisa in 2 parti: 1- le quartine parlano della sua bellezza fisica mentre 2- nelle terzine si condensa il concetto. Terzina dinamica, la donna passa per via e dona salvezza (salute). Plazer provenzale. Descrizione spiritualizzante, donna mezza di nobilitazione, solo vederla.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.