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ESTRATTO DOCUMENTO

Massima raccolta: busto ed arti inferiori in atteggiamento breve con fronte vicino alle

 ginocchia

Squadra: busto ed arti inferiori in atteggiamento lungo a formare un angolo retto

 Massima squadra: arti inferiori in atteggiamento lungo e busto in atteggiamento breve con

 la fronte vicino alle ginocchia

POSIZIONE: è la variazione del rapporto del corpo del ginnasta con il mondo esterno nonchè il

rapporto di parti del corpo fra di loro

STAZIONE: quando la posizione del corpo in appoggio al suolo per mezzo dei soli arti inferiori,

viene mantenuta per un tempo più o meno lungo

DECUBITO: quando oltre agli arti inferiori anche il busto è appoggiato al suolo

STAZIONI

Eretta: corpo ritto con piedi divaricati o uniti posati al suolo

o Seduta: corpo in appoggio al suolo con glutei e regione posteriore degli arti inferiori e busto

o eretto

Ginocchio: corpo in appoggio sul suolo con uno o ambedue le ginocchia e con i piedi e

o busto eretti

DECUBITI

Supino: il corpo è in appoggio sul suolo con la regione posteriore del corpo

 Prono: il corpo è in appoggio sul suolo con la regione anteriore del corpo

 Laterale: il corpo è in appoggio sul suolo con la regione laterale sinistra o destra

MOVIMENTI: sono degli atti motori volontari o involontari che determinano cambiamenti di figura o

di ubicazione del corpo

MOVIMENTI VOLONTARI O GINNASTICI

ABDURRE: allontanamento di un arto dall'asse longitudinale del corpo

 ADDURRE: avvicinamento di un arto all'asse longitudinale del corpo

 APRIRE: allontanamento reciproco e lento degli arti superiori in atteggiamento lungo sul

 piano trasversale

CHIUDERE: avvicinamento reciproco e lento degli arti superiori in atteggiamento lungo sul

 piano trasversale 3

DIVARICARE: allontanamento reciproco degli arti inferiori in direzioni opposte in

 atteggiamento lungo

RIUNIRE: ricongiungimento del piede precedentemente mosso con l'altro rimasto sul posto

 PIEGARE: passaggio da un atteggiamento lungo ad uno breve degli arti in appoggio su un

 sostegno

RIZZARE: passaggio da un atteggiamento breve ad uno lungo degli arti in appoggio su un

 sostegno

CAPOVOLGERE: movimento di rotazione del corpo di 180° intorno all'asse trasversale

 SPINGERE: estensione rapida degli arti da atteggiamento breve a lungo non in appoggio

 su un sostegno

FLETTERE: avvicinamento di uno o più segmenti contigui di una stessa parte del corpo

 non in appoggio sul sostegno

ESTENDERE: passaggio di una parte del corpo da un atteggiamento breve ad uno lungo

 ELEVARE: movimento lento degli arti in atteggiamento lungo dal basso verso l'alto

 ABBASSARE: movimento lento degli arti in atteggiamento lungo dall'alto verso il basso

 OSCILLARE: movimento pendolare di tutto il corpo e degli arti

 SLANCIARE: cambiamento rapido di direzione degli arti in atteggiamento lungo

 CIRCONDURRE: passaggio diretto e successivo di una parte del corpo per 4 posizioni a 2

 a 2 diametralmente opposte

INCROCIARE: sovrapporre un arto all'altro omologo

 INCLINARE: movimento del busto in atteggiamento lungo dalla posizione eretta o seduta

 verso quella orizzontale

TORCERE O RUOTARE: movimento di una parte del corpo attorno al proprio asse

 longitudinale mantenendo ferma un'estremità

AFFONDO: quando un arto inferiore è semipiegato con il ginocchio in linea con il tallone,

 l'altro proteso con la pianta del piede aderente al suolo, il busto inclinato ed in linea con

l'arto proteso

MOVIMENTI

Attivi: prodotti dalla contrazione dei muscoli striati che si inseriscono attorno alle varie parti

 dello scheletro

Passivi: quelli che si compiono per azione della gravità o con mezzi esterni manuali o

 meccanici 4

ESERCIZIO GINNASTICO: è una successione di movimenti ginnastici che mirano a conseguire

un determinato scopo educativo si suddividono in:

Semplice: interessa una sola parte del corpo e si può scomporre in altri movimenti di

 diversa natura

Composto o misto: interessa una sola parte del corpo e si può scomporre in altri movimenti

 di altra natura

Combinato: interessa due o più parti del corpo che eseguono contemporaneamente un

 esercizio semplice o composto

POSIZIONI DEGLI ARTI SUPERIORI

Dirette: quando gli arti risultano paralleli o sul prolungamento di uno degli assi

o Intermedie: quando risultano obliqui rispetto agli assi

o

POSIZIONI DIRETTE

Braccia in basso: parallele all'asse longitudinale e in direzione del bacino

 Braccia avanti: parallele all'asse sagittale e anteriormente al torace

 Braccia in alto: parallele all'asse longitudinale e in direzione del capo

 Braccia in fuori: risultano sul prolungamento dell'asse trasversale

POSIZIONI INDIRETTE

Avanti basso

 Avanti alto

 Fuori basso

 Fuori alto

 Dietro basso

 Dietro alto

FORME DI COMBINAZIONE

• Successiva: un arto alla volta

• Alternata: le braccia eseguono contemporaneamente una il movimento di andata e una

quello di ritorno

• Simultanea: le braccia eseguono contemporaneamente lo stesso movimento

5

COMPOSIZIONI GINNASTICHE

Passi: azioni naturali degli arti inferiori che generano la traslocazione del corpo sul suolo in

 tutte le direzioni

Corsa: spostamento del corpo generalmente in avanti con una successione di balzi

 Balzi: atti analoghi a quelli che determinano la corsa distinti però da una maggior azione di

 spinta e fase di volo sviluppati in lunghezza

Saltelli: azioni degli arti inferiori che determinano un breve sollevamento del corpo dal suolo

 Salti: movimenti dovuti ad una energica spinta di uno o di entrambi gli arti inferiori per cui il

 corpo si stacca dal suolo e rimane per un momento librato in aria e ricade su uno o su

entrambi i piedi . possono essere:

Da fermi: per cui si considera lo stacco, il volo, e l'arrivo

o Con rincorsa: oltre ai tre elementi del salto da fermo c'è anche la rincorsa

o

ESERCIZI SECONDO LA QUANTITA DI LAVORO MUSCOLARE

Blandi: quelli con scarsa quantità di lavoro

o Moderati: quelli con apprezzabile quantità di lavoro

o Intensi: quelli con grande quantità di lavoro

o

ASSISTENZA: è l'insieme di azioni che l'insegnante compie per garantire agli allievi nessun danno

fisico o morale si divide in:

Preventiva: per cui l'insegnante deve assicurarsi che l'ambiente sia pulito, i vestiti indossati

 non siano di impedimento all'esecuzione dell'esercizio, gli attrezzi efficienti ecc..

Ginnastica: si effettua nelle esercitazioni su grandi attrezzi, quindi si aiuta materialmente

 l'alunno nell'esecuzione dell'esercizio. È diretta quando è l'insegnante che la esegue, è

indiretta quando viene fatta da un allievo

SCHEMI MOTORI DI BASE

Sono costituiti da tutte le forme naturali del movimento e dalle loro combinazioni più spontanee.

Sono forme di movimento semplici e naturali, dipendono dalla maturazione del sistema nervoso

centrale e caratterizzano il potenziale motorio che varia in relazione alla ricchezza di stimoli

ambientali. Rappresentano le forme più elementari del movimento.

CAPACITA MOTORIE: sono presupposti essenziali per svolgere le attività motorie

ABILITA MOTORIE: sono azioni che vengono consolidate con l'esercizio ripetuto

PRINCIPALI SCHEMI MOTORI DI BASE 6

Camminare: schema naturale posseduto da tutti, è il primo utilizzato per lo spostamento in

 equilibrio totale in stazione eretta

Correre: evoluzione della deambulazione in cui c'è una fase aerea tra un passo e l'altro

 Saltare: acquisire questo schema motorio implica la presenza di prerequisiti coordinativi

 che non maturano completamente prima dei 10 anni

Lanciare - Afferrare: evoluzione del riflesso di pressione già presente dalla nascita

EVOLUZIONE DELLE COMPETENZE MOTORIE

1. Consolidamento degli schemi motori di base

2. Apprendimento delle abilità motorie generali

3. Apprendimento delle abilità motorie sportive

LATERALIZZAZIONE

Si tratta dell'orientamento del corpo proprio, avviene tra i 3 e i 5 anni e determina la dominanza

cerebrale . La dominanza laterale non è decisa dall'educazione ma dalla predominanza di un

emisfero cerebrale, se predomina quello destro allora siamo mancini, se predomina quello sinistro

allora siamo destri

EMISFERO DOMINANTE: è la sede dell'iniziativa motoria, ha un ruolo importante nella

strutturazione dello schema corporeo

EMISFERO COMPLEMENTARE: è quello della funzione spaziale e della rappresentazione

mentale dello spazio

La lateralizzazione è la conclusione del processo di dominanza cioè la divisione a livello di

controllo nervoso dei due emicorpi, quindi nella parte dominante troviamo le funzioni di attacco e

slancio, nella parte complementare invece difesa e appoggio. Dalla stabilizzazione della

lateralizzazione dipende l'acquisizione ed il consolidamento delle abilità motorie primarie e

dell'equilibrio dinamico. Le lacune nello sviluppo della lateralizzazione influiscono sulle capacità di

orientamento della schema corporeo nello spazio. Il processo di lateralizzazione viene ultimato a

12 anni.

SCHEMA CORPOREO

La costruzione dello schema corporeo è lenta e progressiva attraverso più stadi:

• Corpo vissuto: (0-3 anni) in cui si delinea una prima immagine del corpo identificata con il

proprio "io"

• Corpo percepito: (3- 6 anni) in cui si organizza lo schema corporeo stesso, attraverso la

possibilità percettiva di interiorizzazione, qui il bambino può portare alternativamente la

propria attenzione sulla totalità del proprio corpo o su un singolo segmento corporeo

• Corpo rappresentato: (6-12 anni) il soggetto dispone della propria immagine del corpo per

compiere operazioni e per programmare mentalmente azioni o gesti

7

ELABORAZIONE DELLO SCHEMA CORPOREO: è l'organizzazione delle sensazioni relative al

proprio corpo in relazione con i dati del mondo esterno

Uno schema corporeo mal strutturato o incerto determina dei deficit nella relazione soggetto-

mondo quali:

Percezione: deficit della strutturazione spazio-temporale

 Motricità: goffaggine cioè poca coordinazione ad atteggiamenti scorretti

 Relazioni: con l'altro , insicurezza, turbe affettive

PIANO PERCETTIVO

Uno schema corporeo mal strutturato provoca:

Confusione di lettere simmetriche con l'inversione nel senso destra e sinistra

o Inversione del senso alto basso

o Inversione del posto delle lettere, inversione completa

o Inversione delle sillabe

o

PIANO MOTORIO

Lo schema corporeo è importante per l'azione in generale, gli schemi motori ecc.. Se si ha qualche

deficit allora si incorre in difficoltà di apprendimento della lettura e scrittura pessima, ma anche

difficoltà coordinative e di dissociazione del gesto

PIANO RELAZIONALE

Il bambino ha difficoltà di accomodamento e di relazione con il proprio ambiente

CAPACITA MOTORIE

Sono le attitudini che ogni individuo possiede. Si dividono in:

1. Capacità condizionali: determinate da fattori energetici

2. Capacità coordinative: determinate da processi neuro-muscolari

CAPACITA CONDIZIONALI

Resistenza: prolungare nel tempo lì'attività muscolare con rendimento costante

 Forza: resistere o vincere una resistenza esterna. Troviamo 3 tipi di forza

 Veloce: stimolazioni nervose molto intense

o 8

Resistente: capacità aerobica e anaerobica lattacida con stimolazioni nervose

o prolungate nel tempo

Massimale: tensioni muscolari massimali per vincere resistenze esterne molto

o intense

Rapidità: compiere un movimento nel più breve tempo possibile

 Velocità: compiere un movimento in uno spazio e in un tempo

CAPACITA COORDINATIVE

Si suddividono in:

Generali:

 Apprendimento motorio: acquisizione di gesti nuovi

o Controllo motorio: capacità di controllare l'esecuzione di un movimento per

o raggiungere uno scopo

Adattamento e trasformazione dei movimenti: cioè modificare il movimento in modo

o tale da adattarlo ad una variazione della situazione senza però cambiare lo scopo

Speciali:

 Destrezza fine: capacità di svolgere rapidamente ed adeguatamente compiti motori

o fini

Capacità di equilibrio: capacità di mantenere, controllare e ripristinare l'equilibrio in

o situazione statica, dinamica e di volo

Elasticità del movimento: coordinare la propria esecuzione motoria con l'azione

o delle varie forze prodotte, eseguendo i movimenti necessari di arresto e di ritorno

Combinazione motoria: ordinare, in una struttura unitaria di movimento, movimenti

o segmentari del corpo, movimenti isolati e singole fasi di movimento

Fantasia motoria : capacità di risolvere creativamente i problemi motori, variando e

o creando nuove forme di movimento

CAP 2

Con un'adeguata educazione motoria nelle scuole elementari e nell'infanzia si favorisce negli

allievi lo sviluppo di alcune abilità motorie e sociali:

Maturazione dell'individuo e condizionamento sociale

 Passaggio dall'egocentrismo al sociocentrismo

 9

Complessità graduale delle richieste rivolte all'individuo

 Educare per lo sviluppo ottimale del soggetto e l'inserimento sociale

 Garantire una pluralità di esperienze e relazioni sociali

 Attività proposte ludiche e socializzanti

 Funzione educativa nel gioco

 Giochi singoli a coppie a gruppi

 Mai escludere dal gioco

 Attività polivalente e non specialistica

 Attività varie e ludiche

 Non coinvolgere pesi per non incorrere in deformazioni scheletriche

 Le ossa si rinforzano con l'allenamento non intensivo

 Evitare pressione elevata e prolungata su un osso solo

ATTIVITA DA PRIVILEGIARE

Camminare: aiuta ad acquisire il senso di spazio, tempo, direzioni

 Correre: sviluppa la coordinazione dinamica generale

 Saltare: dall'alto verso il basso per sbloccarsi psicologicamente

 Rotolare: sensibilizza i diversi segmenti corporei

 Respirazione: stimola l'attenzione dell'individuo alle sensazioni del suo corpo

 Attività a coppie: percezione e controllo del corpo

ETA E CARATTERISTICHE MOTORIE

8-11 anni, età d'oro della motricità e della rappresentazione mentale

 5-9 anni, schemi motori di base, precisione dei movimenti finalizzati

 7-10 anni, maggiore rapidità dei movimenti, sensibilità muscolare

 6-7 anni, miglior equilibrio con miglioramento negli anni successivi

 11-12 anni, sviluppo della lateralizzazione

 8-10 anni, prevedere la velocità e direzione di un oggetto

 9-11 anni, progressi nella coordinazione senso-motoria

AUXOLOGIA 10

È la scienza che studia crescita e sviluppo dell'individuo dalla nascita fino all'età adulta, in

particolare lo sviluppo del bambino nella sua evoluzione

CRESCITA FISICA: aumento delle dimensioni corporee, quindi maturazione dei diversi organi ed

apparati

SVILUPPO: avanzamento della crescita progressivo fino alla maturità, quindi ci si riferisce alle

trasformazioni psicomorfologiche e funzionali del soggetto

FASI DELL'ACCRESCIMENTO EVOLUTIVO

Turgor primus: 0-4 anni, aumento ponderale

o Proceritas prima: 5-7 anni, aumento staturale

o Turgor secundus: 8-11 anni, aumento ponderale

o Proceritas secunda: 11-13 anni (femmine), 12-14 anni (maschi) aumento staturale

o Turgor tertius: 14-17/18 anni(femmine), 15-19/20anni (maschi) aumento ponderale

o

Nella fase di TURGOR prevale una crescita ponderale, nel PROCERITAS prevale una crescita

staturale

Nella PROCERITAS c'è una ipotonia muscolare, con poca elasticità muscolare

Nel TURGOR succede il contrario rispetto alla fase PROCERITAS

L'ALUNNO DA VICINO

6-7 ANNI

MORFOLOGIA

Tono muscolare e posturale insufficienti

 Figura allungata

 Scarsa muscolazione

 Volta plantare delineata

 Sufficiente ossificazione degli arti inferiori

 Ossa plastiche soggette ad alterazioni

 Possibilità di controllo posturale della respirazione

FUNZIONALITA

• Disponibilità motoria con esuberanza di impulsi

• Inadeguatezza dell'apparato cardio-polmonare

• Si stanca facilmente 11

• Scarso senso ritmico

• Si affina l'equilibrio grazie alla lateralità

• Scarsa conoscenza del proprio corpo

• Difficoltà di orientamento e organizzazione

• Indipendenza arti/tronco

PSICOLOGICITA

Da esplorazione a creatività

 Sufficiente capacità attentiva

 Desiderio di gratificazione dell'adulto

 Competitività

 Buona concentrazione

 Buona immaginazione e fantasia

 Difficoltà a capire ragionamenti astratti

 Capacità di simbolizzare il pensiero

 Interesse per giochi di finzione imitativi

SOCIEVOLEZZA

Da egocentrismo a socializzazione e amicizie dipendenza dal'adulto

 Fragilità psicologica

8-11 ANNI

MORFOLOGIA

Aumento di peso

o Buona proporzione semantica e strutturale

o

FUNZIONALITA

Miglior respirazione

 Miglior resistenza

 Disinvoltura nei movimenti

 Possibilità di rilassamento globale e segmentario

 Indipendenza tra arto destro e sinistro

 12

Definizione dello schema corporeo

PSICOLOGICITA

• Consapevolezza delle proprie possibilità

• Desiderio di giocare

• Capacità di finalizzare l'attività

• Disponibilità per le forme competitive

• Buone capacità attentive

SOCIEVOLEZZA

Buona socialità

 Accetta le regole del gruppo

 Si rende conto di essere uno tra gli altri

 I genitori non sono l'unico riferimento

 Conoscenza degli altri

 Senso di giustizia e di sottomissione alle regole

Il bambino è uno tra gli altri

CAPACITA MOTORIE RISPETTO ALL'ETA

Differenziazione e controllo 7-12 anni

 Reazione a stimoli ottici e acustici 7-11 anni

 Orientamento nello spazio 6-14 anni

 Ritmo 7-12 anni

 Equilibrio 9-12 anni

 Affettività- recettiva 8-15 anni

 Resistenza 7-15 anni

 Forza 8-15 anni

 Rapidità 7-15 anni

ASPETTI PSICOPEDAGOGICI DELLE ATTIVITA MOTORIE

6 ANNI Frequenti ma brevi aggressioni fisiche e verbali

o 13

Rapporto individualizzato maestro-alunno

o Grande interesse per il proprio corpo, sensibili ai rimproveri

o

7 ANNI Più tranquillo

 Concentrato e prudente

 Riflessivo nelle attività motorie

 Equilibrio affinato

 Più socievole

8 ANNI

• Grande importanza ai coetanei

• Iperattivo e pieno di energia

• Può compiere gesti complessi

• Atteggiamento critico verso gli adulti

9 ANNI Spirito di collaborazione aumentato

 Prime forme di ribellione verso gli adulti

 Richiedono rispetto per la loro autonomia

 Sforzi purché motivati

 Notevole coordinazione

CARATTERISTICHE DELLE ATTIVITA

Ludiche in modo da far manifestare al bambino la propria corporeità

 Evitare la sportivizzazione e la medicalizzazione dell'attività

 Divertente e gratificante per il fanciullo

 Insegnante animatore ed organizzatore

 Insegnante sollecita e viene sollecitato

 14

Rispettare la creatività dell'individuo

 Le attività devono essere parte integrante della didattica

 Osservazione attenta del fanciullo e del gruppo

CAP 3

MOTRICITA E APPRENDIMENTO SCOLASTICO

OBIETTIVI REALIZZAZZIO

DELLA NE DEI

MOTRICITA MOVIMENTI

CHE AVVIENE

ATTRAVERSO

STIMOLI PROGRAMMAZI

INTERNI ED ONE DELLA

ESTERNI RISPOSTA

MOTIVAZIONE

ELABORAZION ESECUZIONE

E DI STIMOLI DELLA

RISPOSTA

MODELLO A 2 VIE DELLA LETTURA

STIMOLO 15

RISPOSTA

RAPPRESENTA SISTEMA

LESSICO

ZIONE FONOLOGICO

SEMANTICO

ORTOGRAFICO

FONOLOGICA

ORTOGRAFICA

PERCETTIVA PROCESSI

PERIFERICI

PROCEDURE

DI

CONVERSIONE

GRAFEMA-

FONEMA

PROCESSI

CENTRALI

Imparare a leggere significa apprendere ed elaborare l'informazione ortografica e trasformarla

nella corrispondente rappresentazione fonologica

PREREQUISITI PER L'APPRENDIMENTO DELLA LETTURA

Sviluppo adeguato del linguaggio

o Adeguate capacità percettive, acustiche e visive

o Adeguato sviluppo della motricità

o 16

Corretto avviso all'acquisizione sello schema corporeo

o Adeguata organizzazione spazio-temporale

o Motivazione dell'apprendimento della lettura

o

ATTITUDINI MOTORIE PER UN BUON APPRENDIMENTO DELLA SCRITTURA

Inibizione e controllo neuro-muscolare, indipendenza segmentaria, coordinazione oculo-

 manuale, organizzazione spazio-temporale

Coordinazione funzionale della mano, indipendenza mano-braccio, indipendenza delle dita,

 coordinazione nella prensione e nella pressione

Abitudini neuro-motorie corrette e ben stabilite, visione e trascrizione da sinistra a destra,

 modo corretto di tenere la penna

TAPPE DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO DELLA MATEMATICA

• Gioco libero

• Gioco strutturato

• Consapevolezza della struttura del gioco

• Rappresentazione grafica della struttura del gioco

• Studio della rappresentazione

• Elaborazione di assiomi e teoremi

CAP 4

1955 - Programmi per la scuola elementare : 1° ciclo, il maestro se riteneva opportuno fare

educazione fisica ogni giorno poteva farlo. 2° ciclo, venivano indicati alcuni obiettivi, poi si dava più

importanza al gioco

1986/87 - Nuovi programmi per la scuola elementare: introduce la seconda lingua, educazione

musicale, educazione artistica ed educazione motoria

La scuola è vista come un ambiente educativo di apprendimento sottolineando l'importanza

dell'educazione alla convivenza civile

1991 - I nuovi orientamenti dell'attività didattica nelle scuole dell'infanzia: la scuola dell'infanzia

deve consentire alle bambine e ai bambini la maturazione dell'identità, la conquista dell'autonomia

e lo sviluppo delle competenze

CAMPI DI ESPERIENZA

Il corpo e il movimento: acquisizione delle capacità di discriminazione percettiva, controllo

 degli schemi dinamici e posturali di base

Educazione alla salute: fornisce esperienze di vita per un'adeguata gestione de corpo, per

 promuovere abitudini positive igienico-sanitarie

17

CONTINUITA EDUCATIVA: la scuola deve promuovere la continuità del processo educativo per

assicurare agli allievi il conseguimento delle finalità dell'istruzione

2003 - Riforma Moratti

Novità: Riordino dei cicli scolastici

 Introduzione del tutor

 Riordino del secondo ciclo di studi con licei e formazioni professionali

 Anticipo scolastico (età di accesso alle scuole)

 Introduzione del Portfolio di competenze

DDECRETI ATTUATIVI RIFORMA MORATTI

1. Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati : cioè esplicitano i livelli essenziali di

prestazione per cui le scuole sono tenute a garantire per il diritto sociale, personale,civile e

alla formazione di qualità

2. Indicazioni per il curricolo: spetta agli insegnanti la costruzione di percorsi formativi, quindi

scelgono contenuti metodi e organizzazione degli ambienti di apprendimento

Le nuove indicazioni sono un quadro di riferimento chiaro e definito, indicano il risultato atteso

dall'apprendimento. Realizzano il passaggio dai vecchi programmi scolastici ad un agile

documento di indirizzo di orientamento

SCUOLA DELL'INFANZIA

Deve progettare un curricolo di 3 anni che coinvolga i bambini nei diversi campi di esperienza

Variazione dei campi d'esperienza

1991 Il corpo e il movimento

o I discorsi e le parole

o Lo spazio l'ordine e la misura

o Le cose il tempo e la natura

o Messaggi forme e media

o Il sè e l'altro

o

2004 Il sè e l'altro

 Corpo movimento e salute

 18

Fruizione e produzione di messaggi

 Esplorare conoscere e progettare

2007

• Il sè e l'altro (le grandi domande, senso morale, vivere insieme)

• Il corpo in movimento ( identità,autonomia,salute)

• Linguaggi, creatività, espressione (gestualità, arte, musica, multimedialità)

• I discorsi e le parole ( comunicazione, lingua, cultura)

• La conoscenza del mondo ( ordine, spazio, tempo, natura)

Ogni scuola dovrà predisporre il curricolo rispettando le finalità, i traguardi per lo sviluppo delle

competenze e gli obiettivi di apprendimento.

Il curricolo è un'ipotesi di lavoro, per farlo bisogna conoscere gli alunni e conoscere io loro bisogni

formativi.

SCUOLA PRIMARIA

Il suo curricolo è organizzato con percorsi orientati verso le discipline. Le competenze sono

traguardi che si verificano al termine della scuola primaria, gli obiettivi sono funzionali al

raggiungimento delle competenze e vengono definiti in riferimento al 3° e 5° anno della scuola

primaria.

AREE DISCIPLINARI

Linguistico-artistico-espressivo: italiano, lingue comunitarie, musica, arte e immagine, corpo

 movimento sport

Storico-geografico-sociale: storia e geografia

 Matematico-scientifico-tecnologico: matematica, scienze naturali, sperimentali e tecnologia

UNITA DI APPRENDIMENTO (UDA)

Contestualizzazione: si indicano i livelli di partenza, il contesto per le attività e le

 motivazioni delle scelte didattiche

Fase pre-attiva: si precisa il percorso formativo, finalità, obiettivi

 Fase attiva: si specifica il tempo, le modalità, le attività ed i contenuti teorici

 Controllo degli apprendimenti: permette di verificare e valutare il raggiungimento dei

 traguardi ipotizzati, abilità e conoscenze perseguite

19

Troviamo 2 tipi di UDA:

1. Disciplinare: si sviluppa una sola disciplina

2. Interdisciplinare: coinvolgendo più discipline con obiettivi condivisi

LEZIONE DI ATTIVITA MOTORIA

3 fasi:

1. Preparatoria, generale e specifica: introduce all'acquisizione degli obiettivi della lezione

2. Centrale: contenuti specifici per l'apprendimento degli obiettivi

3. Conclusiva o defaticamento: favorisce il processo di recupero e di distensione muscolare

CAP 5

EDUCAZIONE AMBIENTALE: sono un insieme di interventi volti a sviluppare le facoltà intellettuali,

morali, fisiche degli individui. Quindi educazione alla vita.

FINALITA

Favorire un'educazione permanente

o Promuovere la soluzione dei problemi ambientali

o Coinvolgere e stimolare la collettività all'individuazione dei problemi ambientali

o Creare una coscienza ecologica

o Adattabilità alle diverse situazioni socio-economiche, culturali, naturali, ecologiche

o

Educazione ambientale significa anche insegnare a guardare l'ambiente per migliorare la qualità

della vita

DIMENSIONI

Emotiva: con il contatto diretto con l'ambiente naturale, si stimolano emozioni , sentimenti,

 ricordi pensieri, fantasia per poter sviluppare nuovi orizzonti per migliorare la qualità della

vita

Pragmatica: la natura ci offre numerose possibilità di effettuare esperienze ed attività

 pratiche sai all'aperto che in centri naturalistici

Cognitiva: con il contatto con gli ambienti di interesse naturale, storico , antropologico ci

 permette di apprendere determinate conoscenze

L'educazione ambientale mette in moto meccanismi che sviluppano capacità intellettive morali e

fisiche, per arrivare al rispetto e all'integrazione con l'ambiente cioè sviluppare la propria

personalità

PERCORSO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE 20

PROMUOVERE DOTI E ABITUDINI POSITIVE NEI CONFRONTI DELL'AMBIENTE

ATTRAVERSO:

• Maturazione del carattere

• Pragmatismo

• Salute

• Senso della natura

• Socializzazione

Raggiunti grazie a:

Motivazione ed interesse

 Azione e partecipazione

 Responsabilità

 Contatto con la natura

 Lavoro di gruppo

 Regole da rispettare

 Impegno personale

METODOLOGIE DA UTILIZZARE

Osservazione

 Conoscenza

 Analisi

 Sintesi

 Applicazione

 Valutazione

MEZZI DA USARE

Gioco

o Esplorazione di ambienti

o Esperimenti sul campo

o 21

Mass-media

o Attività all'aperto

o Escursioni

o

ATTIVITA SENSO-PERCETTIVE

Stimolazioni tattili, diversi tipi di superficie

 Sensazioni termiche e tattili

 Verificare la pesantezza

 Sensazioni pressorie

 Sensazioni vibratorie

 Esercizi di attenzione visiva

 Esercizi di attenzione acustica

Dopodichè:

• Escursioni

• Osservazione flora e fauna

• Taccuino del naturalista

• Raccolta di tracce

• Attività di conservazione naturalistica

• Attività manuali e contadine

• Ceramica e pittura

• Osservare le stelle

• Ascoltare la natura

• Giochi sensoriali

• Orientamento

• Ossevare la fauna marina

• Cucinare

Solo con esperienze pratiche si potranno formare persone consapevoli della necessità di

recuperare un rapporto positivo tra uomo e natura.

22

L'ALTRO LINGUAGGIO

CAP. 1

LA RIFORMA DELLA SCUOLA PRIMARIA

I pedagogisti propongono di porre attenzione non all'individuo ma alla persona, cioè al soggetto

che genera conoscenza ed è in relazione con la comunità europea.

Sottolineano cosi i valori della cultura occidentale:

Cura di sè e dell'altro

 Autonomia della persona

 Universi della conoscenza

 Libertà

TEMI CENTRALI DELLA RIFORMA

1. Personalizzazioni

2. Competenze

1)PERSONALIZZAZIONE

Non si parla più di programmi, ma si definiscono le regole generali contenute sia nel profilo

educativo, culturale e professionale dello studente, alla fine del primo e del secondo ciclo di

istruzione, sia nelle indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati

PRINCIPIO DI PERSONALIZZAZIONE: è la persona dell'alunno al centro di tutto il processo di

apprendimento che maturando le competenze da forma al suo essere, portando a compimento le

capacità con le conoscenze e le abilità acquisite

Le scuole predispongono dei piani di studio personalizzati per:

• Fornire a tutti uguali opportunità di apprendimento

• Presidiare e contenere il rischio di insuccesso scolastico

• Sviluppare le capacità di auto-orientamento

• Elencare gli standard di apprendimento

• Consentire un primo approccio con il mondo del lavoro e delle professioni

Quindi la personalizzazione è un strategia pedagogica e didattica elaborata per rendere efficaci e

profondi i percorsi educativi

Il primo passo verso la personalizzazione è il POF( progetto di offerta formativa), dove si presenta

alle famiglie il progetto educativo di una scuola

Flessibilità organizzativa: cioè predisporre orari e didattica in modo coerente con le esigenze

educative e di apprendimento 23

Differenziazione didattica: cioè modalità di insegnamento e di apprendimento svolta in varie forme

come esercitazioni, lavori di gruppo, laboratori

2)COMPETENZE

È la piena capacità di orientarsi in un determinato campo

Le competenze sono l'insieme delle buone capacità potenziali di ciascuno portate al miglior

compimento nelle situazioni date.

Le conoscenze si riferiscono alle prestazioni standard del sapere e sono di natura:

Semantica (sapere il significato)

 Dichiarativa (sapere che cosa)

 Procedurale (sapere come)

 Condizionale (sapere dove,quando,perche)

ABILITA:esprimono il livello di saper fare, dimostrando consapevolmente e autonomamente e

concretamente il proprio sapere

AGIRE:è adeguato ad un contesto ed è socialmente riconosciuto, nasce da una continua

interazione tra persona ambiente e società

Un ragazzo è competente quando utilizza le sue conoscenze ed abilità per:

Comprendere la complessità culturale

 Riflettere su se stesso e gestire la propria crescita

 Risolvere i problemi che incontra

 Interagire con l'ambiente in modo positivo

 Esprimere un personale modo di essere

 Maturare il senso del bello

 Conferire senso alla vita

DOCUMENTI DELLA RIFORMA

DOCUMENTI ELABORATI DALLO STATO

PECUP (profilo educativo, culturale,professionale) alla fine del 1° e 2° ciclo

o Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati

o

DOCUMENTI ELABORATI DALLA SCUOLA AUTONOMA

POF(piano dell' offerta formativa)

 Piani di studio personalizzati

 24

Portfolio

PECUP

Traccia il profilo dello studente atteso rispetto alla maturazione educativa, culturale e professionale

alla fine di ogni ciclo scolastico. È la bussola che orienta le scelte educative - didattiche che ogni

istituzione scolastica autonoma è chiamata a fare

CARATTERI DEL PECUP

• Educativo: dimensione socio-affettiva della persona alunno cioè il sapere essere

• Culturale: dimensione cognitiva cioè il saper fare

• Professionale: delinea attitudini e competenze maturate per un orientamento consapevole

nella scelta del proprio futuro

ARTICOLAZIONI DEL PECUP

Ha 4 contenitori:

Identità: cioè conoscenza di sè, relazione con gli altri, orientamento

 Strumenti culturali: legittimazione culturale, educativa e formativa delle discipline

 Convivenza civile: cioè il profilo civico atteso

 Sintesi dei traguardi attesi

INDICAZIONI NAZIONALI PER I PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI

Danno i livelli essenziali di prestazione per cui tutte le scuole primarie sono tenute a garantire per il

diritto personale, sociale, civile, all'istruzione, alla formazione di qualità. Presentando obiettivi

generali ed elencando obiettivi specifici di apprendimento

INDICAZIONI NAZIONALI SCUOLA DELL'INFANZIA

Scuola dell'infanzia:

Educa armonicamente e integralmente bambini e bambine

 Integra le forme di fare, sentire, pensare in un processo di sviluppo unitario

La scuola dell'infanzia riconosce 3 connotati essenziali per il suo servizio educativo

1. Relazione personale significativa tra pari e con gli adulti

2. Valorizzazione del gioco in tutte le forme ed espressioni

3. Importanza al fare produttivo ed alle esperienze dirette, con il contatto con la natura,

materiali, cultura 25


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ciocchi

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ciocchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività motoria dell'età evolutiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Valentini Manuela.

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