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ESTRATTO DOCUMENTO

- Goleman intelligenza non è tutto. Comportamento e personalità influenzati sia

da quoziente intellettivo che intelligenza emotiva.

Persona può seguire un percorso educativo che lo porti a conoscere e controllare

le emozioni. processo che può essere educato, quindi modello di insegnamento

con educazione emozionale.

PRINCIPALI EMOZIONI: rabbia,tristezza, disgusto, gioia, amore, sorpresa vergogna,

paura.

TAPPE DEL PERCORSO:

scoperta emozioni, conoscenza del modo in cui si manifestano e dei fattori

scatenanti, autocontrollo, prevenzione dei fattori, auto motivazione.

APPRENDIMENTO MOTORIO evidenziando manifestazioni emozionali 

- Attivazione psicofisica: attivazione - Self-efficancy: fiducia nella

risorse psico-fisiche di fronte a una capacità personale di eseguire

situazione. positivamente un compito.

- Motivazione: motore dell’agire - Ansia: agitazione/apprensione.

umano (debole se è esterna, forte Ansia di tratto = abituale tendenza

a preoccuparsi. Ansia di stato =

se è interna). reazione temporanea solo in

- Attenzione: applicarsi sui dati specifiche situazioni.

rilevanti - Locus of control: modalità

- Concentrazione: orientare e individuale di attribuzione del

modulare l’attenzione sul compito. successo/insuccesso.

affronta

Ossia il bambino mentre impara a muoversi anche altre problematiche di

gestione della propria emotività.

FINE DEL PERCORSO EDUCATIVO: acquisizione del SENSO DI

FIDUCIA sé stessi

in e nelle proprie possibilità. 31

MOTIVAZIONI:

Tipologie di

orientata all’ABILITA’: orientata al COMPITO: orientata

mostrare le proprie all’APPROVAZIONE

saper far bene;

capacità rispetto agli SOCIALE: porsi obiettivi

rivolti a ottenere

altri; feedback positivi da

persone significative.

Altri sostengono che alla base della motivazione ci sia EQUILIBRIO tra MOTIVAZIONE

INTRINSECA (desideri interni al soggetto) e MOTIVAZIONE ESTRINSECA (consensi di fonti

esterne). Massima quando l’individuo si sente competente.

CONTROLLO MOTORIO permette di acquisire consapevolezza e autodisciplina che

influisce sull’ambito del comportamento umano e coopera alla costruzione della struttura

della personalità. (vedi tabella pg. 96)

Evoluzione della persona SCOPERTA DELLA NECESSITA’ DELLA REGOLA E DEL SENSO

MORALE per il vivere collettivo.

Piaget e Kohlberg il senso morale si sviluppa per stadi.

MORALE ETERONOMA

Fino ai 7-8 anni: = legge Stadio pre-morale: il bambino sceglie di

attenersi alla regola

morale e regole sono al di fuori di noi. in funzione delle

ricompense/rinforzi che riceve.

dipendenza giudizio

Eteronomia morale = di

dall’adulto. scelte che

Stadio convenzionale: si compiono

vengono accettate positivamente dagli altri. (il

giusto viene dettato dalle valutazioni che gli

altri danno del nostro comportamento).

Dai 7-8 anni in poi: interiorizzazione delle regole Stadio post-convenzionale: fino all’età adulta =

AUTONOMIA MORALE interiorizzato le regole

= indipendenza del individuo ha astratte del

 senza

proprio giudizio (prendere decisioni comportamento.

influenza degli altri). 32

Gestione educativa delle esperienze motorie di problem solving e di gioco situazioni

emotivamente rilevanti di successo/vittoria o insuccesso/sconfitta.

Possono attribuire stati di ansia o stress.

componente emotiva

Quindi la dell’allievo interviene nei momenti di apprendimento il

può generare insuccesso parziale totale

contesto negativo (apprendimento più lento) o

(rifiuto). 33

Cap. 3: LE ABILITA’ MOTORIE

1. Definizioni

Attività motorio-sportiva come educazione al movimento è sia crescita motoria ma

anche sociale. schemi motori di

SVILUPPO MOTORIO = quando il bambino viene portato a sviluppare

base sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.

QUALITATIVO: QUANTITATIVO:

legato all’efficacia dello comporta la capacità di

riuscita del adattare il gesto a ≠ contesti.

schema, coordinazione e

compito. :

DEFINIZIONI

QUALITA’ COMPETENZA INTELLIGENZA

ABILITA’ MOTORIA

(CAPACITA’) MOTORIA MOTORIA

MOTORIA Integrazione

Componente di

competenze

parziale delle abilità Saper fare Saper fare

nei nei

qualità del

o motorie che

chiusi. aperti.

contesti contesti

movimento. consentono al

bambino di

(es. controllare la

(es. correre, saltare)

(es. forza, resistenza, scegliere in modo

corsa in qualsiasi

elasticità, ritmo). risolvere

efficace e il

situazione) problema.

(es. posizione in

campo, tecnica).

COMPETENZA MOTORIA saper agire con efficacia

= concetto di compito di saper fare,

anche in contesti ambientali differenti. Abilità che ha un’elevata percentuale di efficacia

e di riuscita.

COMPETENZE ESSERE UMANO: Motorie Manifestano attraverso il movimento. Intellettive

coinvolgimento mentale. Sociali e comunicative stare con gli altri.

 

COMPETENZA qualità dell’agire.

= saper fare + riuscita del compito = 34

2. Il movimento nell’uomo: funzioni, tipologie, strutture e forme.

Funzioni della motricità umana

Movimento = funzioni più importanti del corpo non solo per muoversi nell’ambiente, ma

SEMPRE PRESENTE nell’uomo vivo anche se

anche per mangiare, bere, respirare. Funzione

è in stato di riposo (es. il battito cardiaco). Funzioni: sviluppo delle capacità intellettive +

miglioramento e conservazione della funzionalità dell’organismo + sviluppo capacità di

comunicazione/interazione + miglioramento qualità/abilità motorie.

Es. tabella.

OSSA MUSCOLI CERVELLO POLMONI RENI

N.350 alla n.650 n.100 miliardi di neuroni Si 80km di tubi.

nascita, n.200 gonfiano/sgonfiano

da adulti. 25.000 volte al giorno

Tipologie della motricità umana

Atti motori del nostro sistema nervoso centrale e periferico: motricità riflessa, automatica,

e controllata. PRIMITIVA: PATOLOGICA: movimenti

MOTRICITA’ schemi motori MOTRICITA’ non

incontrollati

primitivi = movimenti (es. adeguati ad uno scopo perché

ostacolati

suzione, pianto). (es. atassia, rigidità muscolare).

MOTRICITA’ RIFLESSA: movimenti innati legati alla sopravvivenza. La motricità riflessa nel

corso del tempo si trasforma. AZIONE RIFLESSA = ogni risposta di adattamento che

avviene senza la volontà.

- Riflesso di Moro = improvvisa estensione del capo provoca una estensione e poi

chiusura delle braccia;

- Grasping = chiusura della mano al contatto;

- Riflesso posturale labirintico del capo = il neonato tenta di estendere la testa da

posizione prona. prima delle reazioni innati di raddrizzamento.

- Reazioni di equilibrio = per evitare di cadere (dai 4 mesi);

- Riflesso estensorio crociato = flessione dell’arto;

- Chiusura delle palpebre = al variare della luce. 35

MOTRICITA’ CONTROLLATA O VOLONTARIA: voluti intenzionalmente

atti motori e che

richiedono cura e controllo.

all’uomo un certo grado di eseguiti con l’intenzione di

FINE

RAGGIUNGERE UN (si manifestano nelle situazioni di apprendimento).

ELABORAZIONE CONTROLLATA = quella forma di controllo tipico di gesti nuovi o poco

conosciuti. Il circuito neuro-fisiologico di controllo segue il modello cibernetico a circuito

chiuso.

Esempi:

- Per il bambino: rotolare, correre, camminare;

- Per il ragazzino: andare in bicicletta o sui pattini;

- Per l’adolescente: acquisire la tecnica nello sport;

- Nell’adulto: eseguire un gesto che non si aveva mai fatto/che non si fa spesso;

- Nell’anziano: perdere gli automatismi e dover rimparare il movimento.

MOTRICITA’ AUTOMATIZZATA: movimenti che sono il risultato della progressiva

movimenti che si automatizzano

trasformazione di precedenti movimenti controllati. e

diventano familiari, e sempre meno soggetti al controllo attentivo. Il sistema nervoso

centrale interviene a livello sottocorticale.

grado di automatizzazione dipende dal numero di ripetizioni eseguite.

Il Hanno delle

caratteristiche: veloci,

- Estremamente attenzione basso,

- Richiedono livelli di

economici energetico.

- Sono più dal punto di vista

Esempi: camminare mentre si legge il giornale, sciare guardano il panorama o l’amico.

Le strutture del movimento

Movimento umano = insieme di unità fondamentali:

POSTURE: situazioni SCHEMI MOTORI SCHEMI COMBINATI o

apparentemente statiche ANALITICI O SEGMENTARI: ABILITA’: interessano il

alcune corpo in toto o in parte.

coinvolgono solo

del corpo; parti senza

+ avvengono Variazione di postura o

modificare traslocazione nello

sostanzialmente la spazio, o manifestarsi di

posizione del corpo; una abilità manipolativa.

36

immobilità grazie

POSTURE: situazione di del corpo umano possibile solo a delle

muscoli.

contrazioni statiche espresse dai OGGETTIVE,

POSIZIONE = sono ossia sono

le categorie in cui possono essere

SOGGETTIVE modalità

Postura: sono  classificate le singole posture individuali,

individuale e personale di assumere sono dunque limitate. Con le posizioni si

posizioni del corpo nello spazio, sono rapporti corpo

connotano i delle parti del

tante quante gli individui. con il mondo esterno.

o del corpo si

evidenziano con le attitudini e le stazioni.

figure statiche

Mentre atteggiamenti =

assunte dalle parti del corpo, possono

essere parziali (parti del corpo) o totali

(tutto il corpo).

L’assunzione e il manti mento delle posture dipende da fattori NEURO-MUSCOLARI, ma

anche psico – emotivi. postura corretta caratteristiche: equilibrio, stabilità,

economicità, e naturalezza.

Posture educate attraverso l’EDUCAZIONE POSTURALE = presa di coscienza del proprio

corpo + esercizi di contrazione. (es. problemi di postura: cifosi, piede piatto, scoliosi).

contatto del corpo con l’ambiente PRESE

Rapporti di avvengono grazie alle =

impugnature quando la mano può avvolgere l’attrezzo. PASSO.

Distanza tra le prese =

Passo degli arti inferiori = distanza fra prese plantari.

Passo degli arti superiori = distanza fra prese palmari.

Passo misto = distanza fra una presa plantare e una palmare.

ATTITUDINI baricentro del corpo con i mezzi di sostegno

rapporti del e con il suolo.

 SEMPLICI: COMPLESSE:

ATTITUDINI ATTITUDINI

di APPOGGIO = centro di gravità sopra il Di DOPPIO APPOGGIO = il corpo si appoggia sul

sostegno con 2 parti del corpo.

sostegno.

Di SOSPENSIONE =cdg sotto il sostegno. Di DOPPIA SOSPENSIONE = il corpo si sospende con

2 ≠ parti del corpo.

NEUTRA = cdg è alla stessa altezza del Di APPOGGIO E SOSPENSIONE O MISTA = il corpo in

appoggio su 1 o 2 piedi e contemporaneamente in

sostegno. sospensione con 1 o 2 mani.

Di VOLO = non esiste contatto con il suolo. 37

STAZIONI rapporti del corpo con il suolo a carico dei soli arti o del busto. (le utilizza

l’educatore per esecuzione di alcuni esercizi).

- stazione eretta: posizione in piedi - Stazione di quadrupedia: gattoni

- Stazione a corpo proteso: simile a

- stazione seduta: gattoni, ma con corpo proteso in

- Stazione in ginocchio: avanti, indietro, laterale.

- Decubito: (come nel letto, a

pancia in su o giù)

GLI SCHEMI MOTORI ANALITICI O SEGMENTARI: i movimenti che l’uomo può compiere con il

progressivo controllo del proprio corpo. COMBINATI più

MOVIMENTI ANALITICI E SEGMENTARI = MOVIMENTI = interessano

sola parte del corpo segmenti

coinvolgono una e o il corpo in toto.

senza variazione

avvengono globale

postura.

della Movimenti possibili grazie

all’attivazione volontaria. 3 piani:

Le coordinate del movimento analitico 

- Sagittale = divide il corpo in destra e sinistra

- Frontale = anteriore e posteriore

- Orizzontale = superiore e inferiore

3 assi

E in fondamentali:

- Longitudinale = percorre il corpo da testa ai piedi

- Trasversale = da un lato all’altro

- Antero-posteriore = da davanti a dietro.

Le forme del movimento

modalità naturali di manifestarsi

Ossia le motricità abituale dell’uomo = alla base di

gesti tecnici fondamentali degli sport individuali e di squadra.

semplici:

Forme equilibrio + schemi grossi-motori di traslocazione + forza e precisione +

presa, manipolazione e coordinazione fine + linguaggio verbale e non verbale.

complesse:

Forme si manifestano negli sport, nel fitness, e nel mantenimento forma fisica.

38

L’equilibrio generale del corpo nella statica e nella dinamica

posizione statica o eseguire movimenti senza cadere.

EQUILIBRARSI = mantenere una

Tre forme di equilibrio:

STATICO DINAMICO VOLO

= mantenimento = controllare il IN = mantenimenti

di posture corpo nel movimento delle attitudini in volo

Il controllo degli equilibri dipende da 4 fattori:

- Altezza del baricentro (più è basso più c’è equilibrio) Equilibrio precario

quando le

- Vicinanza segmenti corporei con baricentro caratteristiche mutano.

- Ampiezza base d’appoggio

- Presenza di vincoli esterni (appoggi, prese).

Gli schemi grosso-motori di traslocazione (locomotion skills)

= camminare, correre, scavalcare. abilità che l’uomo utilizza per muoversi

nell’ambiente.

MOTRICITA’ FUNZIONALE = abilità motorie che servono all’uomo per vivere in un

determinato ambiente.

Camminare abilità più utilizzata = appoggio degli arti senza tempo di volo.

 10-14 mesi).

(bambino cammina Apprendimento per imitazione, meccanismi innati nel

bimbo più impo: RIFLESSO ESTENSORIO CROCIATO.

Motricità adulta l’uomo sa gestire e adattare il cammino in base: alla direzione, alla

velocità, alle situazioni spaziali (spazio pieno/vuoto), alle superfici, alle situazioni di

pendenza.

Correre procedere velocemente nello spazio = appoggio degli arti con tempo di

Dai 15 mesi, Equilibrio nella corsa dai 5-6 anni.

volo. fino ai 4 anni non è corsa coordinata.

Motricità adulta l’uomo sa gestire la corsa in base: alla direzione, alla velocità, alla

durata, alle situazioni spaziali (spazio pieno/vuoto), alle superfici, alle situazioni di

pendenza, alle basi di appoggio.

Scavalcare e superare = abilità di superare un ostacolo senza tempo di volo.

Dai 3 anni scavalcamento

Avviene quando il bambino ha una posizione di quadrupedia.

con equilibrio. Dai 5 anni salta.

 39

Strisciare avanzare nello spazio mantenendo contatto con il suolo con il dorso

 8-9 mese.

del corpo: spinte con gli arti inferiori. È la forma più precoce di spostamento.

Gattonare (traslocare in appoggio quadrupedico) avanzare nello spazio

9-12 mese.

utilizzando 4 appoggi del corpo. C. Delacato sostiene sia tappa

fondamentale per sviluppare i concetti spazio-temporali. Possibili forme: ventrale e

dorsale. Primi salti

Saltare staccare il corpo da terra con spinta degli arti inferiori. all’età di

3 anni coordina 5-6 anni.

= salti dall’alto in basso. Si all’età di forme di salti: in estensione,

in elevazione, dall’alto, simmetrico (con spinta di entrambi gli arti) e asimmetrico, da fermi

o con rincorsa. atterrare con equilibrio

Combinazione con abilità di dal 6-7 mese. Si consolida verso gli

8 anni. 8-10 mesi.

Arrampicarsi traslocare in altezza, parte dalla posiziona prona dagli

(es. salire e scendere dal divano). Dai 3 anni si coordina.

Le abilità di presa, manipolazione, e di coordinazione fine (manipolative skills)

primi mesi

Abilità di afferrare oggetti inizia dai (con il grasping). Oggetti afferrati sia in

modo simmetrico, ma anche in modo asimmetrico nella maggior parte dei casi. Scelta

dominanza di lateralità.

della mano =

Le abilità balistiche di forza e di precisione

Integrano all’azione di forza o di precisione degli arti superiori un controllo posturale del

tronco e degli arti inferiori. Prima

Lanciare abilità di allontanare oggetti da sé con un arto o entrambi.

involontario volontario legato alla

lancio (quando iniziano a gattonare), poi perché

produzione di suoni. Dai 6 anni il lancio migliora grazie al coordinamento occhio-mano.

8 anni azione fluida.

Verso Forme di lancio: di forza (più lontano), di precisione (punto

preciso), simmetrico, asimmetrico, da fermi o con rincorsa.

Il linguaggio e la comunicazione corporea

Homunculus motorius = rappresentazione schematica delle aree corticali deputate al

controllo delle parti del corpo tipo qualitativo (infatti il controllo della motricità delle

 40

mani e della faccia rappresentano più di 2/3 di tutto il resto del corpo per esigenze di

precisione del movimento).

PARLARE = atto di coordinazione motoria. Il feto dal 7 mese in poi assorbe la voce

della madre.

Dalla nascita fino ai 12 mesi periodo pre-linguistico = elabora le parole che sente.

2 mesi modula il pianto.

3-4 mesi compaiono le prime vocali.

5-6 mesi suoni m-n-d, lallazione con lettera a.

7-8 mesi prime parole.

risponde a sollecitazioni degli adulti (es. il saluto) +

1 anno periodo locutorio (frase nucleare), elocutorio (frasce espansa con controllo di

alcune parti del discorso).

Le qualità del movimento Capacità motorie

Qualità condizionali = durata, quantità, Qualità coordinative = controllano e

intensità della risposta motoria regolano il movimento dipendono dal

 

prestazione. grado di maturazione del sistema

incidono sulla QUALITA’ DELLA

nervoso. Determinano la

RISPOSTA. Si dividono in coordinative

generali e coordinative speciali.

Qualità strutturali elastiche la mobilità articolare e l’elasticità muscolare (anche se sono

sia condizionali che coordinative). 41

Cap. 4: QUALE DIDATTICA PER L’ETE’ EVOLUTIVA?

DIDATTICA = per oggetto di studio i metodi di PEDAGOGIA = è la scienza dell’educazione

insegnamento. È la scienza che studia tutto il processo educativo nel suo

dell’insegnamento. Dal greco “didasko” = complesso.

teoria e la pratica

insegno è la

dell’insegnare.

2. Apprendimento motorio

Due studiosi americani dell’età evolutiva K.M Haywood e N. Getchell hanno ripreso il

modello ecologico delle limitazioni proposto da K. Newell per ribadire come

l’apprendimento delle abilità motorie possa essere influenzato da differenti fattori:

- FATTORI INDIVIDUALI = dipendenti dal sé struttura corporea (altezza, peso..)

comportamento (attenzione, motivazione),

- FATTORI AMBIENTALI = al di fuori di sé ambiente fisico, ambiente socio-culturale

(genere, cultura),

- FATTORI legati alla tipologia di COMPITO MOTORIO = che può essere orientata ad

un fine specifico.

FATTORI INVIDIDUALI: L’ALLIEVO.

Apprendimento = processo che tende a FAR CRESCERE i livelli di competenza (motoria,

comunicativa, intellettiva, emotiva) dell’allievo.

VOLONTA’

Componente primaria dell’allievo. + caratteristiche fisiche e stili di vita =

importante accertare il suo livello psico-motorio, ossia le abilità motorie possedute.

Impara più facilmente e prima colui che ha una > destrezza.

MOTIVAZIONE NELL’APPRENDERE: l’allievo riesce con più facilità perché spontaneamente

si concentra. Avere idea chiara della consegna COMPRENSIONE DEL COMPITO.

GRATIFICAZIONE: sia personale = acquisizione di abilità personali. Sia esterna: ossia

rafforzata dall’esterno (soprattutto il bimbo fino agli 11 anni).

FATTORI ESTERNI: L’AMBIENTE FISICO, SOCIO-CULTURALE E LA FAMIGLIA.

PALESTRA

Disponibilità di ambienti e attrezzature facilità l’apprendimento. = facilmente

a NORMA DI LEGGE.

raggiungibile, attrezzata, pulita (igiene e pulizia) e Dotazione di

piccoli strumenti + attrezzatura facilitante per i giochi di movimento.

ambiente NATURALE

Importante anche da alternare allo spazio chiuso. Apprendimento

momento di

motorio influenzato da AMBIENTE SOCIO-CULTURALE, ma anche

superamento delle differenze di ceto, e religione. importanza del GRUPPO CLASSE.

 42

FATTORI LEGATI AL COMPITO MOTORIO.

Tipologie di compito motorio si classificano in base al loro utilizzo pratico. 4 tipologie:

POSTURALI O DI AUTOCONTROLLO DELL’EQUILIBRIO GENERALE

- ABILITA’ DEL CORPO:

saper controllare le posture.

GROSSO-MOTORIE

- ABILITA’ DI BASE: saper coordinare le parti del corpo.

MANIPOLAZIONE E DI COORDINAZIONE FINE:

- ABILITA’ DI utilizzo delle mani per

scrivere, incollare, vestirsi.

- ABILITA’ ESPRESSIVO-COMUNICATIVE E DI RELAZIONE CON GLI ALTRI: comunicazione

efficace verbale e non.

Le coordinate si possono differenziare:

Utilizzo globale parziale

- (tutte le parti del corpo) o (solo alcune parti) delle parti del

corpo.

- Semplicità o complessità esecutiva.

SEMPLICE COMPLESSA

= quando si compone di un = quando si compone di un

limitato movimenti elevato numero di movimenti da

numero di da coordinare.

coordinare.

- Utilizzo occasionale/periodico/continuo del gesto.

DISCRETA breve SERIALE CONTINUA

= azione = sequenza = azione

ciclica

ripetitiva.

inizio e fine ben definiti. senza un inizio e

periodica e

 fine definiti.

UTILITARISTICA DI PRESTAZIONE

- Finalità del gesto (utile per la vita) o (per il

raggiungimento di una prestazione sportiva).

- Adattamento del gesto alla situazione ambientale

APERTA CHIUSA

= compito motorio che necessita = compito motorio che non

continuo adattamento

di un e è eseguito necessita di adattamenti e è eseguito in

ambiente prevedibile

in un ambiente imprevedibile e mutevole. un (es. salire e

(es. lottare, giocare). scendere le scale).

43

Modalità e fasi dell’apprendimento

Apprendimento motorio avviene grazie all’integrazione e alla coordinazione di 4 sistemi:

- SISTEMA PERCETTIVO = afferenze dall’ambiente esterno/interno.

- SISTEMA ELABORATIVO = organizza le percezioni e scegli lo schema motorio da

compiere.

- SISTEMA EFFETTORE = coordina e attua la risposta.

- SISTEMA DI CONTROLLO = utilizza feedback per verificare la corrispondenza tra

risultati ottenuti e attesi. 3 modalità di apprendimento: modello da imitare

IMITAZIONE: Spontaneità e naturalezza. Presenza di un (es.

PER lunghi

fratelli, genitori). Tempi di riuscita.

situazione problema.

PER Presenza di una L’allievo sceglie e attiva la

INTUIZIONE/ERRORI: soluzione, l’educatore non dà soluzione ma fa riflettere l’allievo 

attivo e coinvolgente. Tempi lunghi.

metodo informativa

presenza di una estesa situazione deve essere gestita

PER 

COMPRENSIONE dall’insegnante (che ha ruolo centrale). Limita numero di errori e

DEL COMPITO: riduce i tempi di apprendimento.

Fasi apprendimento progressive:

COORDINAZIONE GREZZA: primi momenti di esecuzione del compito

FASE DELLA i

nuovo lenti e imprecisi. Scarsa fluidità e insuccessi.

 COORDINAZIONE FINE: compito è ben eseguito

FASE DELLA momento in cui il e

parzialmente automatizzato. Movimento quasi senza errori.

MAESTRIA E DISPONIBILITA’ VARIABILE: automatizzazione completa del movimento, il

bambino è in grado di riprodurlo anche in situazioni di disturbo.

3. Aspetto relazionale e comunicazione efficace precede l’apprendimento.

Relazione insegnante – allievo = requisito che (es. più il

bambino è agitato più il maestro deve essere calmo). Relazione EFFICACE punto di

CONOSCENZA del bambino

partenza la = raccogliere dati relativi alla: anamnesi familiare

(ambiente famigliare), alla anamnesi scolastica (esperienze scolastiche precedenti),

anamnesi medica (condizione di salute), situazione morfologica (peso, statura), test

44

motori o psico-attitudinali (prove pratiche), osservazioni oggettive (osservazione del

bambino in situazione), colloqui diretti (dove il bimbo deve sentirsi a suo agio), prove

scritte e di disegno, ricorso all’équipe psico-pedagogica (solo per casi eccezionali).

EMPATIA

Maestro ATTEGGIAMENTO DI e di disponibilità:

Presenza cauta e attenta, ma non invasiva

- Importante anche

- Incoraggiamenti e complimenti EFFICACIA

- Richiami moderati COMUNICATIVA DEL

DOCENTE.

- Supporto con indicazioni

- Motivare e spiegare le finalità proposte.

Clima favorevole all’apprendimento

- FEEDBACK

- Utilizzo di utili alla correzione del movimento mentre sta avvenendo.

Tipologie di FEEDBACK: informazioni sul movimento prima e durante

INFORMATIVO Fornisce all’allievo il suo

svolgimento.

partecipe l’allievo del successo

REAZIONE PERSONALE Rende grazie alla correzione

giudizio

REAZIONE GIUDICANTE Esprime un in merito al comportamento. (es. sei un ragazzo

intelligente/stupido). qualcosa di cui non è

RIVELAZIONE Feedback forzato che rivela all’allievo

consapevole (es. non ti sei accorto che..)

aggiunge una spiegazione.

SPIEGAZIONE Variante del precedente che

4. Obiettivi didattico – educativi differenziati per età

conoscenza dei bambini obiettivi

Requisiti per programmazione: + conoscenza degli

didattici nazionali (si vedono nei programmi ministeriali). SAPER PROGRAMMARE =

competenza più importante. Sia a lungo, a breve che a medio termine.

singola lezione.

- BREVE TERMINE: unità di lavoro =

- MEDIO TERMINE: unità didattica = insieme di lezioni che consentono il

raggiungimento degli obiettivi didattici.

quadrimestrale/annuale

- LUNGO TERMINE: scansione = obiettivi didattici trasversali

del I e II quadrimestre. 45

attività programmate ma adattabili e graduabili

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA = in ogni

momento alle risposte degli allievi. Caratteristiche:

RI-MODULAZIONE/RI-PROGRAMMAZIONE

INDIVIDUALIZZAZIONE DELLE PROPOSTE degli obiettivi a breve o a medio termine.

Verifiche in itinere per avere riscontro immediato se positive si prosegue con le attività,

se negative si dilatano i tempi di apprendimento.

(vedi tabelle con obiettivi specifici di apprendimento da pg. 150 a 159)

VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI deve essere costante.

Le valutazioni conoscitive iniziali (es. statura, peso ecc.) dovrebbero essere

costantemente aggiornate in quanto il bambino cambia velocemente.

RETROAZIONE = osservazioni durante lo svolgimento

che l’insegnante attiva delle singole

lezioni. Aiuta l’insegnante a collegare le singole lezioni in un percorso di continuità.

Verifiche intermedie e finali con test motori o psico-motori, schede di rilevazione, prove

strutturate, portfolio. verifica fatta soprattutto IN SITUAZIONE con osservazione.

Per il periodo 3-11 anni test TGM = valuta funzionalità grosso-motoria. Per il periodo 10-

18 anni test EUROFIT = test di Cooper ecc.

5. Elementi per il criterio didattico: metodologia, stili e strategie

CRITERIO DIDATTICO scelte metodologiche

= insieme delle che un docente attiva in

modo personale e individuale per poter insegnare efficacemente. Integrazione

funzionale tra:

- CONOSCENZE POSSEDUTE = ciò che si sa

- COMPETENZE MATURATE = ciò che si sa fare

- ESPERIENZE VISSUTE = ciò che si è imparato dalle esperienze passate

- CARATTERISTICHE PERSONALI = ciò che si è

- PREDISPOSIZIONE AL NUOVO = ciò che si intende fare per migliorare.

professionalità dei docenti in continua

Ossia SAPERE + SAPER FARE + SAPER ESSERE 

evoluzione. 46

Termini specifici:

CONTESTO DIDATTICO: ambiente fisico e sociale in cui l’insegnante opera per far

crescere i propri allievi.

METODO: modalità oggettiva di insegnamento teorizzata e riconosciuta.

STILE DI INSEGNAMENTO: modalità personale influenzato dal proprio stile

comunicativo.

STILE DI APPRENDIMENTO: modalità personale utilizzata dall’allievo per

l’apprendere.

STRATEGIA DIDATTICA: modalità di strutturare le attività di una lezione per

l’apprendimento di un obiettivo didattico.

METODOLOGIA DELL’INSEGNAMENTO DELLE ATTIVITA’ MOTORIE = è lo studio e l’analisi

metodi educativi che un insegnante può utilizzare per attivare una

comparata dei

didattica efficace. STILI DI INSEGNAMENTO:

stili DEDUTTIVI: centralità dell’insegnante, stili INDUTTIVI: centralità dell’allievo,

imposizione dell’adulto, apprendimento atteggiamento del docente propositivo,

IMITAZIONE,

per attenzione e esecuzione a scelta dell’allievo,

autonomia dell’allievo apprendimento per tentativi ed errori,

memorizzazione, coinvolgimento massimo,

minima. massima

autonomia.

Attività didattiche per una lezione:

INSEGNAMENTO A COMANDO Insegnante dà tutte le informazioni per effettuare un

compito. Insegnante guida le fasi della lezione. Classica

lezione frontale.

ASSEGNAZIONE DEI COMPITI attività in piccoli gruppi.

Assegnare Esecuzione autonoma.

PROBLEM SOLVING situazione problema da risolvere.

Propone al gruppo una

Scoperta guidata = in modo autonomo una scelta.

Risoluzione divergente = più scelte da proporre.

COOPERATIVE LEARNIG attività per un fine comune.

Sport di squadra 

PEER TEACHING (apprendimento l’attività viene fatta a

Dopo aver spiegato la consegna,

collaborativo tra pari coppie e un membro consiglia. Poi cambio.

STRATEGIE DI AUTO-ISTRUZIONE ognuno porta avanti il compito in

Dopo aver istruito gli allievi,

autonomia autoverifica dell’apprendimento.

 47

6. Parole chiave: variabilità, lucidità, peer teaching, cooperative learnig.

VARIABILITA’ NELLA SCELTA DELLE ATTIVITA’

Per apprendimento motorio serve la RIPETIZIONE del compito. Riuscita

dell’apprendimento = ripetizione + diverse modalità di apprendimento.

ESERCITAZIONE RANDOMIZZATA ripetizione sequenza

= di compiti differenti in una

alternata da preferire rispetto all’esercitazione in serie. Infatti l’esecuzione variata porta

alla formazione di programmi motori più efficaci. si orienta la didattica alla polivalenza

esecutiva di tutti gli schemi motori.

LUCIDITA’

Far piacere al bambino le attività di movimento affinché possa sceglierle anche nel

tempo libero.

PEER TEACHING E COOPERATIVE LEARNIG

insegnamento tra pari

PEER TEACHING: = COOPERATIVE LEARNING: gli studenti

piccoli gruppi

apprendono in aiuto

attività di insegnamento/apprendimento 

reciproco + senso di corresponsabilità per

tra gli alunni. raggiungere un fine comune.

Insegnante facilitatore e organizzatore delle attività. Si trasformano le abilità di

apprendimento in un processo di “problem solving di gruppo” = per la realizzazione si

richiede il contributo personale di tutti. 48

Cap. 5: CONOSCENZA E PADRONANZA DEL PROPRIO CORPO

Conoscenza e consapevolezza del proprio corpo condizioni indispensabili per la

costruzione della PERSONALITA’ e per il controllo dei MOVIMENTI. PERSONALITA’

condizionata dal vissuto corporeo e dalle esperienze che coinvolgono la corporeità.

Obiettivo cognitivo dell’educazione motoria può essere realizzato quando il bambino

viene aiutato a acquisire una idea completa e appropriata del proprio corpo di sé.

Definizioni di IDEA DI SE’ schema corporeo o immagine corporea:

 corporeo” = rappresentazione

P. BONNER È il primo ad utilizzare l’espressione “schema

spaziale del corpo.

topografica e

H. HEAD Parla di “schema posturale” = immagine tridimensionale del corpo.

P. SHILDER Immagine del corpo umano = rappresentazione mentale che un individuo ha

del suo corpo.

J. PIAGET Il bambino alla nascita meccanismi riflessi automatici. Poi si iniziano a

primi schemi motori che il bambino assimila.

impostare i

J. LE BOULCH Organizzazione delle sensazioni relative al proprio corpo in rapporto al mondo

Schema corporeo costruisce

esterno. = rappresentazione costante che si

attraverso esperienze vissute.

= rappresentazione corpo entità spaziale.

R.C RUSSO Schema corporeo mentale del come

Segue leggi universali.

= rappresentazione mentale che ognuno ha del proprio

Immagine corporea

corpo. È l’habitus individuale che veste uno schema universale.

Idea del corpo idea precisa che ciascuno ha di sé e del proprio corpo nella statica e

nella dinamica. Percorso ontogenetico a 4 stadi di STRUTTURAZIONE dello SCHEMO

CORPOREO di Le Boulch: SUBITO

- 0-3 mesi = CORPO = dipendenza totale dalla madre. Movimenti innati

(respirazione, pianto). VISSUTO

- 3 mesi – 3 anni = CORPO = si prende coscienza del proprio corpo per

l’esplorazione. Processo di differenziazione tra sé e l’altro.

PERCEPITO

- 3-6 anni = CORPO = percezione del corpo come unità e immagine

simmetrica. Dominanza di lateralità + memorizzazione delle parti più complesse del

corpo. RAPPRESENTATO

- 6-14 anni = CORPO = percezione della tridimensionalità.

Rappresentazione mentale del corpo statica e in movimento. Eseguire movimenti

più coordinati e fini. 49

Periodi forti di PROCERITAS (aumento della statura) la consapevolezza del “saper fare”

può essere messa in crisi causa allungamento osseo avviene uno stiramento che può

comportare un periodo di mancanza di coordinazione. Nel periodo successivo il

bambino potrà ri-acquisire le abilità perse.

Percorsi educativi del docente portano a ottenere:

- Capacità di utilizzare e organizzare le sensazioni;

- Possibilità di assumere e mantenere con equilibrio e economia le diverse posture;

- Possibilità di gestire e orientare le traslocazioni e i movimenti di precisione del corpo;

- Capacità di controllare le emozioni agire sul controllo della respirazione;

- Possibilità di usare il corpo per comunicare con gli altri.

1. Educazione alla percezione e all’uso dei sensi

Percezione punto di partenza di ogni attività l’uomo deve utilizzare le informazione

sensoriali prima, durante e dopo il movimento = importanza delle stimolazioni sensoriali

provocate dall’ambiente.

Crescita bambino condizionata da quantità e qualità delle percezioni. quindi

EDUCARE ALLA PERCEZIONE insegnare a organizzare le sensazioni

necessità di = prodotte

dai vari organi. Sistema SENSORIALE composto da vie afferenti che hanno il compito

principale di informare la coscienza di quanto avviene attorno e dunque all’esterno del

nostro corpo, alla superficie e all’interno.

Possiamo distinguere:

VIE ESTEROCETTIVE: VIE PROPRIOCETTIVE: VIE ENTEROCETTIVE:

sensibilità uditiva, visiva, inviano informazioni sul inviano sensazioni

sensibilità

tono muscolare.

tattile, olfattiva, profonde della

dolorifica.

gustativa.

EDUCAZIONE SENSORIALE percorso educativo funzionale al benessere della persona

che consente di utilizzare al meglio le informazioni captate dagli analizzatori sensoriali.

SENSAZIONE riduzione dell’apparato sensoriale alla semplice captazione e trasmissione

degli stimoli afferenti.

PERCEZIONE elaborazione cognitiva degli stimoli afferenti.

 50

PERCEZIONE TATTILE-PRESSORIA PROTEGGE

PELLE = organo più pesante e più esteso del corpo. 3 funzioni: (dagli attacchi

TRASMETTE REGOLA

esterni), (le informazioni tra il corpo e l’ambiente), (nei confronti della

temperatura). 3 strati: EPIDERMIDE + DERMA (tessuto connettivo) + IPODERMA (tessuto

adiposo).

4 tipologie di recettori:

- CELLULE DI MERKEL: semplici sensori di tatto nello stato dell’epidermide.

- CORPUSCOLI TATTILI DI MEISSNER: confine tra epidermide e derma. Per afferrare

con precisione oggetti di piccole dimensioni.

- CORPUSCOLI DI RUFFINI: nella profondità del derma. Per misurazione della tensione

nel tessuto.

- CORPUSCOLI DI VATER-PACINI: in profondità dopo i Ruffini.

3 funzioni fondamentali:

controllo

consente il dei permette il controllo consente la presa di

movimenti coscienza delle parti del

dell’equilibrio

che

coordinazione corpo non visibili.

richiedono

fine PERCEZIONE CINESTESICA

Invia informazioni sulla dislocazione nello spazio delle parti del corpo. Controllo posture

ASSICURARE L’EQUILIBRIO + controllo posizione e movimenti.

statiche o dinamiche 

4 recettori:

- FUSI NEUROMUSCOLARI: sensibili allo stiramento e alla variazione di lunghezza del

muscolo.

- ORGANI MUSCOLO-TENDINEI DEL GOLGI: tra tendine e muscolo, misuratori della

tensione muscolare.

- RECETTORI EQUILIBRIO STATICO-CINETICI: nell’orecchio per controllare posizione del

capo nello spazio.

- PROPRIOCETTORI MUSCOLARI: sensibili agli stiramenti dovuti ai cambi di posizione. 51

PERCEZIONE VISIVA

OCCHI

Recettori inviano alla corteccia visiva due immagini che poi vengono unificate.

FOCALE PERIFERICA/AMBIENTALE

VISIONE = identifica gli oggetti + VISIONE = utile al

controllo dei movimenti.

Funzioni della vista:

- controllo focale dei movimenti fini di manipolazione

controllo periferico dell’ambiente

- nel quale ci stiamo muovendo

- controllo dello spazio che ci circonda (es. direzione, distanza)

controllo dell’equilibrio

- statico e dinamico

controllo temporale

- e organizzazione delle azioni (es. durata, velocità, successione)

controllo mira

- della e della precisione (es. il lancio).

PERCEZIONE UDITIVA

Udito serve a: discriminare i fenomeni acustici tra i rumori (poco gradevoli) e suoni,

percepire ritmo, orientarsi nello spazio quando non c’è la vista

le cadenze o (es.

distinguere la direzione e la distanza da cui proviene un rumore).

La conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo

Utilizzare le esperienze ludico-motorie per aiutare il bambino prendere COSCIENZA DELLE

PARTI CHE COMPONGONO IL CORPO capire la posizione, il nome, le dimensioni. Di

solito si usano le situazioni problema in cui il bambino deve utilizzare le parti del corpo 

simbolizzarle e disegnarle. ingombro

Spazio occupato dal corpo = (es, giochi in cui ci sono dei percorsi nei quali si

Scoperta di avere un peso

deve passare sotto la sedia, la panca). per sperimentarlo

situazioni in cui lo facciamo sostenere (es. sostenere un compagno). 52

Cap. 6: LUDO-MOTRICITA’, SVILUPPO DELLA SOCIALITA’ E DEL SENSO CIVICO

3. Le classificazioni dei giochi di movimento

SENSORIALE Attività ludica provocata dal neonato con oggetti (rumori

GIOCO con oggetti). mentale di coinvolgimento

SIMBOLICO Attività ludica immaginario in

GIOCO contesti irreali. (es. parlare con amici immaginari).

GIOCO Gioco strutturato individuale/squadra trasmesso di

TRADIZIONALE/POPOLARE generazione in generazione. (es. palla bollata).

vince la squadra impiega meno

A TEMPO Gioco strutturato dove che a

GIOCO raggiungere un obiettivo. sport di riferimento

GIOCO Gioco strutturato che anticipa uno (es.

PRESPORTIVO/SPORTIVO mini-basket).

SEMPLIFICATO successione di compiti

A STAFFETTA A squadre che prevede la simili (es.

GIOCO percorsi).

EDUCATIVO

GIOCO Utilizzato dal docente per raggiungere un obiettivo.

GIOCO Gioco di squadra riconosciuto dal CONI. (es. calcio, rugby).

ISTITUZIONALIZZATO

MIMICO

GIOCO Attività di imitazione

DI ESPLORAZIONE

GIOCO Attività ludica legata alla scoperta di un nuovo ambiente.

GIOCHI TRADIZIONALI: GIOCHI ISTITUZIONALI:

regole meno rigide regole rigide,

e negoziabili tra i bambini, ambiente ambiente rigido (es. palestra, campo),

adattabile(es. cortile), economicità (non separazione dei sessi, gesti appresi in

serve attrezzatura costosa), si gioca sia allenamento.

maschi che femmine, gesti spontanei. Gli

educatori li devono recuperare in ambito

scolastico.

Gioco mezzo educativo + prassi per il bambino nel tempo libero + impegno della

 personalità del bambino. 53

4. Lo sviluppo delle competenze sociali

Sviluppo sociale = obiettivo trasversale a tutte le discipline. Attività motoria crea

socializzazione nel gioco di movimento.

A volte difficile perché i bambini di età scolare non hanno ancora tutte le competenze

percorsi educativi orientati

sociali (es. collaborazione con i compagni scarsa). servono

alla scoperta dell’altro, alla fiducia. Partire prima da giochi in piccolo gruppo per

progressiva accettazione dell’altro e poi giochi strutturati con squadra.

Il bambino incontra l’altro + relazione e condivisione dello spazio (es. scuola dell’infanzia)

gruppo entità

+ rapporto con compagni e loro conoscenza. Il deve apparire come

piacevole da ricercare. attività che necessitano di collaborazione per il fine

dell’esercizio riuscito. FIDUCIA

Educatore stimolare il bambino ad avere fiducia in sé stesso e negli altri.

RESPONSABILITA’

NELL’ALTRO E ACQUISIZIONE SENSO DI (es. gioco della coppia in cui uno

e bendato importante fare poi il contrario per rendere consapevole il bambino dei

due ruoli). + RELAZIONARSI POSITIVAMENTE NEL GRUPPO = tenere le proprie idee, ma far

parte del gruppo a tutti gli effetti collaborare per raggiungere un fine comune.

EMPATIA per attivare relazioni di aiuto e rispetto reciproco. Attività motoria luogo di

superamento delle differenze = comprensione degli altri.

5. Lo sport e l’agonismo nel contesto educativo

Diverse tipologie di sport: agonistico, di gioco, per tutti. SPORT GIOCO = praticato dal

bambino, con squadre improvvisate e con partite di durata variabile. Gioco tra amici.

SPORT PRATICATO vissuto personalmente. SPORT SPETTACOLO sport fatta dagli altri.

 

EDUCATIVO:

SPORT condotto dal SPORT COMPETITIVO: condotto dal

fine educativo,

docente, apprendimento tecnico, fine: risultato sportivo, metodo di

attraverso problem solving, attrezzature addestramento con attrezzi tecnici, c’è

adattabili, verifica in situazione con una gara dove il risultato viene raggiunto

crescita di ogni

osservazione, fine: solo da pochi ragazzi (selezione),

ragazzo. punteggio per vittoria, allenamento

specifico. 54


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività motoria dell'età evolutiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Casolo Francesco.

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