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INTRODUZIONE

Si parlerà di assicurazioni sia dal punto di vista gestionale che tecnico. Le

assicurazioni fanno fronte ai rischi definiti PURI. I rischi possono essere:

- Rischi puri: possono produrre solo un danno economico. Essi sono inerenti

alla persona (malattie, infortuni), beni economici e alla vita umana (=rischio

di morte);

- Rischi finanziari: portano a conseguenze economiche: perdita o guadagno.

Essi non possono essere fronteggiati con operazioni di segno opposto.

I rischi sono fronteggiati con:

Assicurazioni, trasferendo il rischio alle agenzie assicurative, ma non

 eliminano il danno;

Risparmio: accantonamenti per poter fronteggiare il rischio nell’eventualità

 che si verifichi;

Prevenzione (metodo migliore): fa si che il danno non si verifichi o si

 verifichi in maniera ridotta, mentre con le assicurazioni e con il risparmio il

danno non è scongiurato.

Da un certo punto di vista si preferisce il risparmio, ma ci sono casi in cui non si

riesce a far fronte al danno. In alcune situazioni l’assicurazione è più idonea

rispetto al risparmio: per rischi di piccole entità è più proficuo ricorrere al

risparmio; in altri casi i rischi producono danno di entità particolarmente

elevata non copribile con quanto risparmiato. In questo caso l’assicurazione

diventa indispensabile perché fa sì che ogni singolo che partecipa a questo

meccanismo con una somma contenuta (premio) può beneficiare di un

risarcimento elevato. Naturalmente questo meccanismo per funzionare in

maniera corretta deve cooperare sul fondo dei presupposti statistici. Si devono

verificare due situazioni per parlare di meccanismo assicurativo:

1) Comunità di persone esposte al medesimo rischio, e che quindi si

assicurano;

2) Necessità da parte della compagnia di assicurazione della conoscenza

suffiecientemente precisa della probabilità con cui si verifica il rischio.

Non si parla di probabilità matematica, perché la probabilità matematica

richiede la conoscenza esatta del numero di casi possibili e favorevoli ad un

determinato evento, ma in ambito assicurativo non possiamo avere a priori

questa conoscenza. Si fa riferimento quindi alla frequenza statistica:

frequenza desunta dall’osservazione storica di un determinato evento. Si va a calcolare la

probabilità del verificarsi dell’evento ma è necessario per la compagnia di assicurazione

raggiungere un grande numero di contratti per realizzare - con la legge dei grandi numeri - una

frequenza statistica che si avvicini molto alla probabilità matematica. Le osservazioni devono essere

proporre un prezzo

molto ampie per poter ricavare un dato statistico buono al fine di

corretto.

Un’impresa di assicurazione è un’azienda di produzione che attua la

sistematica assunzione dei rischi dietro un corrispettivo commisurato alle

probabilità del verificarsi degli eventi a cui i rischi si riferiscono. Effettivamente

il meccanismo assicurativo non prevede un reale trasferimento dei rischi,

perché il rischio rimane sempre in capo all’assicurato. Non è possibile sapere se

e quando si verificherà il rischio. Questa incertezza, si trasforma in un dato

certo rappresentato dal premio, costo. Affinché il meccanismo assicurativo

funzioni correttamente, è necessario che la compagnia attui un’aggregazione

dei rischi individuali che devono essere omogenei ed indipendenti,

seguendo il criterio della mutualità. Per quanto riguarda l’indipendenza i rischi

assunti non dovrebbero avere una correlazione positiva tra loro: non dovrebbe

accadere che al verificarsi di un rischio a catena si verifichino anche altri rischi

(=troppo rischioso); quindi, il portafoglio dovrebbe essere caratterizzato da una

correlazione negativa o comunque nulla tra i vari rischi. Si parla di

omogeneità:

Quantitativa: nello stesso gruppo assicurativo non dovrebbero esserci

o rischi assicurati per valori molto diversi dagli altri;

Qualitativa: fa riferimento alla frequenza statistica e similarità dell’evento.

o Il gruppo di riferimento dovrebbe presentare rischi con la stessa o simile

probabilità statistica.

Esistono due gestioni in ambito assicurativo:

Gestione tecnico-assicurativa: riguarda l’assunzione dei rischi;

 Gestione patrimoniale e finanziaria: consiste nell’impiego delle risorse

 che provengono dalla raccolta dei premi. Tali gestioni sono strettamente

correlate. STORIA

La forma più antica che è riscontrata, è quella del contratto di prestito a cambio marittimo,

tipologia di contratto che risale alle popolazioni indiane (600a.C.), è attribuibile agli scambi

commerciali svolti nella Grecia e Antica Roma. Consisteva in due contratti: un contratto di mutuo e

un contratto di assicurazione: il mutuatario (mercante che aveva bisogno di disponibilità

finanziarie, proprietario di una merce da spedire), chiedeva il prestito e si impegnava a restituire il

prestito solo se la merce fosse arrivata sana e salva a destinazione. Il tasso di interesse del mutuo era

un tasso molto elevato perché il sovrapprezzo andava a ripagare la copertura assicurativa (= sorta di

premio di assicurazione). Il mutuante, banchiere, colui che prestava denaro risultava anche

assicuratore sopportava il rischio di non veder restituito il denaro se la merce non fosse arrivata sana

e salva a destinazione. Altre forme di contratti assicurativi si possono ritrovare nelle associazioni a

carattere mutualistico: attuate in epoca romana, potrebbero essere assimilate alle assicurazioni

sulla vita, previdenziali. Si costituiva questa associazione tra varie famiglie che si impegnavano a

farsi carico, nel caso in cui un capofamiglia morisse in epoca prematura, del sostentamento dei

familiari del deceduto.

Le assicurazioni che si diffondono in queste epoche: assicurazioni sui trasporti / delle merci

trasportate (essenzialmente via mare). Dall’Italia questo tipo di attività si espande fuori dai confini

italiani, in questo periodo vengono a diffondersi le assicurazioni per quote, il rischio complessivo

veniva frazionato in tante quote (frazionamento del rischio) e ciascuna quota veniva assunta

dall’assicuratore.

Un impulso importante al processo assicurativo viene dato in Inghilterra per le assicurazioni

marittime (XVII Secolo) da parte della Lloyd’s corporations: verso la Fine del XVII secolo si

andavano ad affermare sul mercato londinese degli intermediari di assicurazione (brokers) che

proponevano ai commercianti di assicurare i trasporti e assumevano l’assicurazione per quote. Si

decideva come stipulare queste assicurazioni (prezzo, quantità) e sotto la quota del rischio

assicurato l’underwriter poneva la firma. L’incontro tra i due avveniva nei Caffè londinesi dove

c’era possibilità di incontrarsi di scambiare informazioni, notizie sul tempo, sui trasporti per

quantificare i rischi dato che le informazioni in quel periodo erano molto scarse. Tra i vari caffè

attivi emerse quello gestito da Edward Lloyd, questo caffè diventò molto importante perché sapeva

organizzare meglio gli incontri, anche andando a stampare i Lloyd’s news. I brokers si

specializzarono sempre di più e decisero di creare l’associazione Lloyd’s corporation, non ancora

una compagnia di assicurazione ma associazione di assicuratori individuali.

Nel 1924 nasce la compagnia di assicurazione, fondata a Genova e costituita da Giuliano Donde e

suoi soci, non aveva una struttura patrimoniale ben definita e distinta dal patrimonio dei soci. Fino

al 1970 il comparto assicurativo rimane distante da quello che erano le vicende del mercato

finanziario. Dopo quegli anni c’è stato un cambiamento dovuto a:

- Evoluzione a livello normativo: ha consentito alle banche di andare a svolgere attività diverse

da quelle della raccolta fondi, grazie alla normativa a livello Comunitario;

- Evoluzione di esigenze di natura strategica, competitiva e economica: fenomeno della

BancaAssicurazione, le Banche hanno iniziato a vendere prodotti assicurati e i legami sono via

via diventati più forti (da formare join venture). Questo perché negli anni 80-90 le banche

subiscono una fase di diminuzione dei volumi operativi, quindi era nata l’esigenza da parte di

andare a ricercare nuove fonti di reddito, anche diverse dal core business e tra le alternative, la

scelta è caduta anche sul comparto assicurativo. Anche le assicurazioni traggono vantaggio in

quanto c’è una distribuzione molto più ampia nel territorio (possibilità incremento dei volumi

operativi). L’ATTIVITÀ ASSICURATIVA

La cultura assicurativa è molto importante in quanto, è importante conoscere le polizze assicurative

(Prodotti) e le opportunità che ci offrono le varie imprese assicurative, necessarie a fronteggiare i

rischi che si presentano nell’arco della vita (sia in ambito familiare che aziendale). Questa cultura

assicurativa ci porta a stabilire un determinato portafoglio di polizze (planning assicurativo). In

ambito familiare le esigenze di prevenzione e tutela che possono essere richieste possono essere:

 Protezione dei beni personali (Incendio, Furto, Imprevisti);

 Tutela del patrimonio riguardi a rischi che scaturiscono dalla responsabilità civile, aver fatto

danni a terzi;

 Polizze caso vita, morte o sopravvivenza (andarsi a premunire per avere un reddito ulteriore

quando poi si arriva all’età pensionabile);

 Protezione da rischi catastrofali.

Per quanto riguarda l’attività aziendale:

 Rischio di Furto e Incendio;

 Tutela del Patrimonio Aziendale;

 Rischi che possono riguardare Impianti e Magazzini che possono comportare interruzione

dell’attività;

 Copertura dell’azienda per quanto riguarda la responsabilità civile riferita a prodotti che

possono arrecare eventuali danni a terzi, per evitare risarcimenti anche costosi.

IMPRESA DI ASSICURAZIONE

Azienda di produzione sui generis: basata sulla produzione di servizi. È caratterizzata da:

 TRASFERIMENTO DEL RISCHIO: caratteristica principale e peculiare che va a identificare

l’impresa di assicurazione rispetto agli altri intermediari e rappresenta il CORE BUSINESS

dell’attività assicurativa. Si assume i rischi (trasferimento del danno economico);

 RISCHIO TECNICO – IMPRENDITORIALE: deriva dalla possibilità che si verificano

scostamenti negativi (ricavi < costi: premi minori rispetto ai risarcimenti);

 FUNZIONE DI INVESTIMENTO PATRIMONIALE, deriva dal fatto che la compagnia stipula

il contratto, incassa il premio (prezzo al quale la compagnia si dichiara disponibile ad assumere

quel determinato rischio e l’assicurato si dichiara disponibile ad acquistare questa copertura) e

quindi attrae disponibilità finanziarie molto elevate, che andrà a investire, proprio per questo le

compagnie di assicurazione vengono incluse tra gli investitori istituzionali.

Accanto ad una gestione strettamente tecnica (correlata alla gestione del rischio puro) si affianca

una gestione di investimento patrimoniale. L’intermediazione assicurativa si avvale di un duplice

processo di trasformazione e di trasferimento del:

 RISCHIO: la compagnia sottoscrive e trasforma al suo interno i rischi puri, segmentando la

clientela (per gruppi omogenei) e trasformando una incertezza presso l’assicurato (data dalla

probabilità che un certo evento si verifichi) in una certezza rappresentato dal premio che paga

l’assicurato;

 MONETA: raccoglie denaro tramite l’incasso dei premi che va poi a investire sul mercato

mobiliare, immobiliare a condizioni diverse sia di prezzo che di volumi che di durata.

Da ciò deriva il duplice profilo dell’intermediazione assicurativa:

1) Assunzione e gestione dei rischi, che può avvenire: ex-ante, andando ad assumere i rischi e

segmentandoli in gruppi omogenei; durante la vita della polizza, andando a valutare eventuali

comportamenti di moral hazard dell’assicurato e andando a verificare la congruenza della

probabilità del rischio con il premio pattuito; ex-post, quando andrà a liquidare e a pagare il

risarcimento nel caso si verifichi il sinistro o l’importo pattuito in caso di assicurazioni vita.

2) Formazione delle riserve tecniche e investimento delle disponibilità correlate alle riserve

tecniche: RISERVE TECNICHE: Poste del passivo che rappresentano l’impegno (relativo al

risarcimento) che la compagnia di assicurazione ha nei confronti degli assicurati.

INVESTIMENTI effettuati a copertura delle riserve tecniche, la compagnia di assicurazione

con le disponibilità dei premi incassati li va a investire.

ATTIVO: Investimenti.

PASSIVO: Riserve Tecniche.

Questo duplice profilo dell’intermediazione assicurativa va ad accrescere la complessità dei rischi

aziendali, in quanto si trova a dover affrontare:

◦ RISCHI DI NATURA FINANZIARIA: derivanti dalla gestione di investimento patrimoniale;

◦ RISCHI DI NATURA STATISTICA /ATTUARIALE: rischi legati alla gestione tecnica che

fanno poi andare a determinare gli scostamenti negativi.

La funzione di investimento patrimoniale determinerà le politiche di investimento che la compagnia

pone in essere. Esse finalizzate a:

 Garantire l’adempimento sistematico delle obbligazioni di indennizzo: la compagnia deve avere

in ogni caso una liquidità garantita per essere sempre in grado di pagare il risarcimento;

 Riduzione dei prezzi del servizio: la compagnia di assicurazione raccoglie in via anticipata i

premi, consegue un rendimento che debba essere riconosciuto agli assicurati;

 Potenziamento della struttura patrimoniale dell’impresa: gli investimenti migliorano la struttura

dell’impresa dando impulso anche a quella che è l’attività della compagnia.

Le politiche di investimento effettuate devono correlare tre requisiti:

- SICUREZZA: attitudine dell’investimento a mantenere nel tempo il suo valore (requisito

principale a cui le compagnie di assicurazione e gli organi di vigilanza fanno attenzione), perché

l’investimento a copertura dell’impegno della compagnia nei confronti degli assicurati non deve

perdere valore perché quell’Attivo rappresenta la Garanzia dell’impegno verso l’assicurato;

- REDDITIVITA’;

- LIQUIDITA’: esistono problemi di trade-off tra redditività e liquidità. Un investimento più

redditizio presenta una liquidità minore. La compagnia di assicurazione deve effettuare una serie

di valutazione in ordine anche ai rami di attività. Nel ramo vita la caratteristica della redditività

è quella che la compagnia deve valutare più attentamente perché viene riconosciuto un tasso

minimo garantito e quindi a fronte di questo l’investimento dovrà garantire che si possa

raggiungere almeno quel rendimento. Mentre nel ramo danni il problema è la caratteristica della

liquidità in quanto la compagnia deve avere una disponibilità di liquidità sufficiente a far fronte

ai risarcimenti.

La gestione assicurativa è correlata alla gestione patrimoniale-finanziaria: l’una dipende

strettamente dall’altra perché la gestione patrimoniale finanziaria non potrebbe esistere se non

venisse attivata la gestione assicurativa. La gestione assicurativa si avvale della gestione

patrimoniale in virtù del rendimento della gestione patrimoniale per la determinazione dei premi e

per l’equilibrio economico che ne deriva.

CICLO ECONOMICO FINANZIARIO

L’impresa di assicurazione è caratterizzata dall’inversione del ciclo economico finanziario: i ricavi

precedono i costi quindi di conseguenza le entrate precedono le uscite. Questo fa si che venga a

prodursi il fenomeno dell’autofinanziamento tecnico della gestione: fa riferimento al fatto che la

gestione possa autogestirsi, autoalimentarsi. In termini teorici l’attività assicurativa può svolgersi in

una fase iniziale anche con un investimento minimo (ufficio, scrivania, computer), e nel momento

in cui si viene ad attivare il processo assicurativo con la sottoscrizione delle polizze e quindi entrano

mezzi finanziari la gestione potrebbe andare avanti in autonomia. Dall’altro lato l’inversione

comporta una presenza massiccia di rimanenze passive (Riserve Tecniche). Se il ciclo economico

parte dal conseguimento dei ricavi, al 31/12 non tutte le polizze si saranno estinte nell’anno: al

31/12 devono essere rilevati i ricavi incassati anticipatamente ma non tutti di competenza

risconti

dell’esercizio passivi natura del passivo di una compagnia di assicurazione, si discosta

dal passivo degli altri intermediari finanziari. Il passivo riporta un debito non certo nei confronti del

singolo assicurato (l’assicurato versa il premio e ottiene in cambio solo l’impegno della compagnia

a risarcire un eventuale sinistro, diventa certo quando si verifica il sinistro) ma ha un debito certo

nei confronti della massa degli assicurati, in base alle proiezioni statistiche che ha fatto, sa che ha

un debito di un certo importo.

La gestione tecnico-assicurativa rappresenta il core business dell’intermediario assicurativo, a

questa fanno capo tutta una serie di scelte strategiche che riguardano: scelte di specializzazione

tecnica (es. ramo danni, ramo vita), scelte di specializzazione commerciale (es. imprese, famiglie

ecc…), scelta di specializzazione geografica (es. mercato nazione, mercato internazionale, quali

mercati internazionali), assetti istituzionali (operare in un gruppo finanziario oppure operare

singolarmente), canali distributivi (canali tradizionali come agenti, broker oppure canali distributivi

innovativi come bancassicurazione, canali digitali), struttura liquidativa (in proprietà, in

condivisione con altre compagnie).

Le operazioni che si riferiscono alla gestione tecnico assicurativa sono:

 Operazioni di assunzione di rischi puri direttamente o indirettamente: direttamente, stipulando

po

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher catbru25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica della assicurazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Cappiello Antonella.
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