UNITELMA SAPIENZA - CORSO DI DEMOGRAFIA, PROFESSORE AURELIO PANE
2020 - 2021
CAPITOLO 1: DEMOGRAFIA E POPOLAZIONE
Introduzione
A) Individui e popolazione;
B) Processi di coesione, selezione, interazione.
INTRODUZIONE
ll termine demografia deriva dal greco “demos” (popolo) e “graphia” (scrittura, descrizione).
Diversi autori italiani e stranieri hanno proposto la definizione di demografia, ma oggi sembra verosimile
definire la disciplina come l’analisi dei processi che determinano il formarsi, il conservarsi e l’estinguersi
delle popolazioni umane condotta mediante metodi e modelli statistici (tradizionalmente si considera
fondatore della demografia Giampietro Süssmilch, 1707-1767).
Oggetto della demografia è la popolazione; si definisce popolazione un insieme di individui stabilmente
costituito, legato da vincoli di riproduzione e identificabile da caratteristiche territoriali, politiche, giuridiche,
etniche, religiose e culturali in genere.
La prima componente insieme di individui stabilmente costituita implica che un aggregato occasionale
(spettatori di uno stadio, i pazienti di un ospedale, ecc.) non è una popolazione. La seconda (vincolo di
riproduzione) significa che solo il legame tra genitori e figli assicura la successione delle generazioni, la
stabilità e la continuità nel tempo di un insieme di persone; i vincoli riproduttivi nelle collettività transitorie
(ospedali, caserme, ecc.) ne restano esclusi. Con la terza specificazione la popolazione deve essere
identificabile da caratteristiche comuni ed è molto elastica: essa va dalla generica espressione geografico-
politico-giuridico a quei gruppi che danno vita per motivi di casta, religione, etnia e nomadi.
Nel mondo sono presenti sia popolazioni costituite da pochi individui che popolazioni come quella della
Cina con 1,395 miliardi di abitanti massimo assoluto, cui segue l’India con 1,294 miliardi di abitanti.
La popolazione mondiale nel 2018 è stimata pari a 7,5 miliardi di abitanti.
Le popolazioni si formano e si estinguono essenzialmente per effetto della dinamica del movimento
migratorio e della forza riproduttiva o di quello della mortalità. L’analisi demografica studia proprio questi
processi che determinano il numero della popolazione, in particolare vuole investigare perché si verificano
aumenti o diminuzioni, con quale velocità, quali mutamenti si sono verificati nella struttura della popolazione
ed altri interrogativi.
A. INDIVIDUI E POPOLAZIONE
La statistica offre diversi strumenti di analisi alla demografia e procede sulla base di scale di misura e di
indicatori sociali, qualunque siano le metodologie e le tecniche della ricerca. Le unità di analisi possono
essere concretamente rappresentate dall'individuo, dall'aggregato o insieme di individui (generalmente
riferite ad un territorio), dal gruppo organizzazione istituzione (se l'unità di rilevazione è il collettivo stesso),
dagli eventi sociali vissuti dagli individui (allorché gli eventi sono le unità di rilevazione) e dalle
rappresentazioni simboliche (prodotto culturale se l'unità di analisi è il messaggio di comunicazione di massa
di ogni genere).
In generale, vi è un processo di circolarità tra natura dei dati di base, metodi di analisi e conoscenza dei
fenomeni investigati per cui i progressi degli uni favoriscono quelli degli altri e viceversa.
Nell'analisi demografica si distinguono quattro tipologie di fonti delle statistiche di base in Italia:
a) censimento, definito “Censimento generale della popolazione e delle abitazioni” con cadenza decennale
(ultimo il 15° effettuato il 9 ottobre 2011);
b) indagini campionarie (su cui l’ISTAT si sta attualmente indirizzando);
c) registro della popolazione "Anagrafe" che raccoglie il movimento della popolazione residente;
d) registro dello "Stato civile" che raccoglie il movimento della popolazione presente sul territorio a qualsiasi
titolo
In ogni istante la popolazione è costituita da un insieme di individui, legati da un processo di rinnovo e di
estinzione, la forza rispettiva dei due processi determina il segno delle variazioni della popolazione - in più e
in meno - e la velocità della variazione.
Si usa definire l'aggregato della popolazione con P; il flusso di rinnovo è composto dagli individui che si
aggiungono per nascita (N) o per immigrazione (I); il flusso di estinzione, dagli individui che muoiono (M) o
emigrano (E). E' questo il primo, semplicissimo, livello di analisi contabile (queste quattro componenti
costituiscono le poste del BILANCIO DEMOGRAFICO).
Per qualsiasi intervallo di tempo (0,t) si ha la relazione
Pt = P0 + N - M + I – E definita equazione della popolazione in cui:
a) (N – M) rappresenta il saldo naturale
b) (I – E) rappresenta il saldo migratorio
Essa consente, in un dato intervallo di tempo di calcolare il bilancio demografico della popolazione.
Un ulteriore approfondimento si può fare se si assume che ciascun individuo, che ogni anno si aggiunge alla
popolazione iniziale, contribuisca a sua volta all’incremento demografico negli anni successivi.
Il tasso di incremento r esprime il numero di individui (o frazioni di individui) che si aggiungono
mediamente in ciascuno intervallo di tempo standard (l’anno) per ogni 1000 persone appartenenti alla
popolazione nell’intervallo temporale osservato 0,t.
Le cose sono, tuttavia, assai più complicate. La popolazione non è fatta di unità omogenee, ma di componenti
identificabili per molteplici caratteristiche (biologiche, sociali, ecc.) tra le quali, di primaria rilevanza per la
demografia, il sesso, l'età, lo stato civile, l'appartenenza ad un nucleo familiare.
Consideriamo qui l'età che è una variabile fondamentale perché tutti i fenomeni demografici ne dipendono
strettamente. Infatti non si fanno figli e generalmente non ci si sposa prima della pubertà; anche la mortalità
e la propensione a migrare variano fortemente con l'età. Se ci interessiamo alla composizione per età di una
popolazione P, allora occorre anche conoscere l'età di ciascuno dei componenti dei flussi di N, I, M, E:
questo è semplice per le nascite che hanno sempre età zero, ma non lo è per chi muore, immigra o emigra
perché questi eventi possono avvenire ad una qualsiasi età.
La distribuzione per età di una popolazione è quindi dipendente dell'età alla quale le varie unità di flusso si
aggiungono o si sottraggono a essa.
Conoscere dimensioni, struttura (età, sesso, stato civile, ecc.) ed entità dei flussi che alimentano e
depauperano una popolazione ci permette di ottenere un quadro dinamico e dettagliato, ma del tutto
insufficiente sotto il profilo analitico.
1) Un primo problema è quello delle comparazioni tra popolazioni che hanno dimensioni diverse e che
quindi esprimono anche flussi di rinnovo ed estinzione diversi. È a questo scopo che si calcolano i
quozienti demografici – natalità, mortalità, ecc. – che rispondono alla seguente domanda: «Quanti
eventi – o frazioni di eventi – di un certo tipo (nascite, morti, ecc.) si sono verificati nell’unità di tempo
considerata (in genere l’anno) per ogni elemento (o generalmente per 1000 elementi) costitutivo della
popolazione?»
B. PROCESSI DI COESIONE, SELEZIONE, INTERAZIONE
La formazione dei flussi di rinnovo ed estinzione della popolazione è determinata dai fenomeni o
comportamenti demografici degli individui, sia che si riferiscono alla nuzialità e alla divorzialità – che
esercitano pur sempre una forte influenza sulla fecondità — e sia che si riferiscono alla mortalità determinata,
in generale, da fattori socio-sanitari (sposarsi, avere figli e muoversi da una zona ad un’altra sono considerati
COMPORTAMENTI, in quanto sono generati da una decisione o da un atto di volontà. Non può dirsi così della
mortalità, legata invece a fattori che non si possono controllare. Anche se in molti casi, la mortalità è
influenzata da comportamenti – come il tipo di alimentazione, fumo, alcool).
La misura di tali fattori (4 fattori) è strettamente connessa a tre processi di:
1) coesione e repulsione nel primo caso, ogni popolazione si organizza in famiglie, comunità, aggregati
residenziali o altri gruppi omogenei e queste associazioni hanno forte rilevanza demografica, in quanto
generano processi di coesione (o all'opposto quelli di repulsione) che agiscono determinando le associazioni
tra individui portatori di certe caratteristiche: sociali, professionali, origini etniche, culturali, ecc.
2) selezione nel secondo caso, si ha selezione quando gli individui che subiscono un certo evento
demografico hanno una probabilità di subirne un altro diverso da chi non ha subito l'evento stesso.
Così, la più alta mortalità dei celibi o nubili rispetto ai coniugati è spiegata dal fatto che dal matrimonio sono
esclusi, in genere, persone diversamente abili. Sono selettivi i processi migratori, in quanto vive l'evento
migrazione l'individuo più sano.
3) interazione infine, (caso 3), certi comportamenti demografici indeboliscono o rafforzano altri
comportamenti (popolazioni con alta fecondità convivono con un'alta mortalità infantile, oppure persone al
di sotto della soglia di povertà convivono con alti tassi di nuzialità e di mortalità). Di fatto, la strettezza del
legame tra ciascuno dei tre processi e l'intensità dei flussi demografici è molto variabile nel tempo a seconda
del periodo storico vissuto.
Le fasi dell'analisi di una ricerca sono:
a) rilevazione dei dati, condizionata dalla qualità delle fonti;
b) controllo e sistemazione dei dati, con la costruzione di tabelle statistiche;
c) scelta del modello statistico più utile per investigare il fenomeno osservato.
Invero, una solida base di dati statistici consente di misurare i fatti sociali con strumenti analitici e di stabilire
fra essi delle connessioni con una approssimazione accettabile. Le statistiche riflettono i modelli teorici che
ne guidano il disegno e purtroppo in Italia la cultura statistica è scarsamente diffusa.
In definitiva, nei diversi ambiti della ricerca sociale l'individuo o aggregati di individui (insieme collettività,
popolazione) costituiscono sempre i riferimenti centrali, per cui è evidente l'interdipendenza tra
comportamenti demografici e quelli sociali che rappresentano una delle due anime della demografia (l'altra
è la biologia).
BIBLIOGRAFIA
BLANCIARDO G. C., Elementi di demografia, Il Mulino, Bologna, 2014.
DE ROSE A. – ROSINA A., Demografia, EGEA, Milano, 2014.
DEL BOCA D. – MENCARINI L. – PASQUA S., Valorizzare le donne conviene. Ruoli di genere nell’economia italiana, Il Mulino, Bologna, 2012.
LIVI BACCI M., Introduzione alla demografia, Loescher Editore, Torino, 2004.
LIVI BACCI M. (a cura di), Demografia del capitale umano, Il Mulino, Bologna, 2010.
ISTAT, Rilevazione sulle forze di lavoro in “Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, Roma, 2014.
EUROSTAT, Demography, Bruxelles, 2013.
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CAPITOLO 2: FATTORI STRUTTURALI DELLE POPOLAZIONI – ETA’ E SESSO
A) Età e indici di struttura;
B) Sesso e asimmetria di genere.
A. ETA’ ED INDICI DI STRUTTURA
La popolazione si evolve e si modifica continuamente nel tempo.
Molti aspetti della vita sociale e biologici sono strettamente connessi all’età: frequenza della scuola
dell’obbligo, nel mercato del lavoro, diritto al voto, godimento di alcuni servizi sociali e di welfare pubblico,
tipologia dei consumi, strategie di mercato, pensionamento, grado di invecchiamento, salute, ecc.
Inoltre, tutti i processi demografici dipendono strettamente dall’età: mortalità, fecondità e scelte di mobilità
sul territorio presentano intensità diversa nelle diverse fasi della vita: così in età anziana in rischio di morte è
alto, il tasso di migrazione è basso, la probabilità delle donne di avere un figlio è nulla.
È evidente, quindi, il legame tra dinamiche generazionali e struttura attuale di una popolazione.
Il numero delle persone alle varie età è la conseguenza dei comportamenti demografici delle generazioni
(con il termine generazione si intende un gruppo di individui nati in uno stesso periodo di tempo,
generalmente l’anno di calendario; una estensione del concetto di generazione è quello di coorte o schiera
che viene usato per definire un gruppo di persone identificate da un comune evento origine vissuto nello
stesso anno o intervallo di tempo).
Natalità e processo di sopravvivenza delle generazioni (componente naturale) modellano la struttura per
età della popolazione influenzata dai flussi migratori (componente migratoria).
- La conformazione tipica della numerosità della popolazione per età proiettata su di un grafico è quella di
una piramide. La piramide delle età rappresenta, quindi, la struttura di una popolazione per sesso ed età.
Essa viene costruita affiancando in diagramma a barre della popolazione maschile per età alla
corrispondente popolazione femminile in riferimento all’asse centrale che riporta le classi di età.
- Se le classi di età non sono tutte della stessa ampiezza la piramide viene costruita secondo la logica
dell’istogramma, in cui le barre esprimono le densità desunte dal rapporto tra frequenze ed ampiezza della
classe. Nella figura di seguito riportata (Blangiardo G. C., op. cit. pag. 33) è rappresentata la popolazione
italiana al 1971.
Essa è caratterizzata da:
a) base, rappresentazione della misura della fecondità attuale;
b) parte centrale, erosione progressiva delle passate generazioni a causa della mortalità;
c) vertice, i sopravvissuti fino alle età più avanzate, ossia invecchiamento.
La popolazione di molti paesi sviluppati, come l’Italia (Fig. 1 e Fig. 2), presenta oggi una base (generazioni
recenti) più ristretta rispetto alla parte centrale (periodi intorno agli anni ’60) per effetto della denatalità
che continua incessantemente a mantenere il TFT (tasso di fecondità totale) largamente al di sotto del livello
di sostituzione delle generazioni, generalmente stimato pari a circa 2,1 figli per donna (tenendo conto di
coloro che per scelte di vita o altro si escludono dal processo riproduttivo). Invece, la crescente longevità sta
producendo una espansione incessante del vertice della piramide dell’età.
Nei paesi esistono infiniti tipi possibili di ripartizione per età delle collettività, poiché esistono altrettante
combinazioni di mortalità e natalità.
CONFRONTO PIRAMIDE 2014 RISPETTO ALLA PIRAMIDE 1997: base più stretta (trend decrescente natalità); mentre il vertice – che rappresenta la
popolazione vecchia - è più largo (dato che la popolazione tende regolarmente e continuamente ad invecchiare)
Tuttavia, all’interno di queste possibili combinazioni esistono delle tipologie attorno alle quali si dispongono
le popolazioni reali. Queste si possono accostare, verosimilmente, a tre distribuzioni ipotetiche per età
relative a tre tipologie demografiche.
Due sono popolazioni stazionarie (cioè in equilibrio numerico, con incremento zero), di cui una ad alta
natalità e mortalità (tipica di popolazioni del passato), l’altra con bassa natalità e mortalità (tipica di
popolazioni sviluppate-mature); la terza distribuzione è tipica di una situazione storica intermedia, con alta
natalità, mortalità relativamente bassa ed elevato tasso di incremento che si può definire progressiva, tipica
delle popolazioni in via di sviluppo.
Nella Fig.3 sono riportate in ordinata l’età e in ascissa la corrispondente aliquota percentuale della
popolazione (M+F). In particolare, l’Italia attuale con 60 milioni di abitanti circa e un tasso di crescita
naturale (differenza tra tasso di natalità e tasso di mortalità, entrambi bassi) prossimo allo zero ha una
popolazione del tipo matura-stazionaria. Nelle indagini sociali è utile, e spesso necessario, sintetizzare la
distribuzione per età con indici significativi. I più comunemente utili sono di seguito riportati, anche se
possono essere calcolati altri per soddisfare esigenze conoscitive particolari. Il materiale statistico occorrente
è quello utilizzato per la costruzione di una piramide delle età: distribuzione della popolazione per classi di
età.
Siano:
p, la popolazione;
x, estremo inferiore della classe di età;
n, ampiezza della classe;
x+n, estremo superiore della classe.
B. SESSO ED ASSIMETRIA DI GENERE
Oltre alla composizione per età, un elemento che merita attenzione nell’analisi delle caratteristiche
strutturali di una popolazione è la composizione per sesso, in quanto essa condiziona sia la manifestazione
di alcuni fenomeni demografici (nascite e matrimoni) e sia alcuni fondamentali aspetti della vita economica
e sociale.
Si può ritenere che la composizione per sesso della popolazione sia determinata dall’azione congiunta di
numerosi fattori, tra i quali:
a) la struttura per sesso dei nati è fissa, o quasi, essendo determinata da fattori genetici; nelle osservazioni
per massa di dati il rapporto di genere è pari a circa 106 nati maschi ogni 100 nate femmine;
b) il diverso comportamento tra i sessi nei riguardi della propensione a migrare, che risulta generalmente
più accentuata per la popolazione maschile;
c) l’eliminazione successiva per morte &e
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