Storia dell'architettura medievale
Prof. Carlo Tosco, Silvia Beltramo
A.A. 2019/2020
Architettura paleocristiana e bizantina (IV-VI secolo)
Per Medioevo si intende l’incontro tra la civiltà greco-romana e quella germanica. Due ambiti culturali che prima si scontrano e poi si incontrano. La sintesi, la connessione tra questi due mondi è appunto il Medioevo. Il punto di partenza è l’Impero Romano di Augusto. È un impero incentrato sul Mediterraneo, cuore dell’impero. Mare chiuso ben controllato dall’autorità imperiale e grande autostrada interna dell’impero. Grande tessuto connettivo costituito dal mar Mediterraneo.
Mondo romano si difende lungo un confine formato da tre grandi fiumi: il Reno, il Danubio, l’Eufrate. A est abbiamo la pressione delle popolazioni germaniche che sono insediate in una grande zona forestale: nella Germania transrenana, non ci sono città romane, non c’è cultura urbana. Reno e Danubio si collocavano nell’attuale Svizzera orientale, in zona montuosa, quasi si toccano e che formano un nodo di connessione e naturale difesa. A est abbiamo l’Eufrate, fiume ricchissimo di storia, dove troviamo grandi civiltà e i Parti, nemici dell’impero.
All’interno di questi confini c’è un impero che entra in crisi nel III secolo d.C., gli imperatori hanno una media di 4-6 anni, c’è una successione continua e tutti sono capi militari e vengono quindi uccisi dagli avversari. Morti gli imperatori, c’era stata una guerra civile e quindi si era creata una forte instabilità. A questa forte crisi imperiale, si contrappone la crescita di una nuova religione cristiana. Il Medioevo è segnato fortemente dalla società cristiana che è integralista, dominata fortemente da valori religiosi.
Il patrimonio architettonico che il Medioevo ci ha trasmesso comprende per la maggior parte chiese e in minor parte i castelli. È quindi fondamentale la centralità del Cristianesimo, ci saranno diversi modi di vivere e intendere la religione (San Francesco, San Benedetto che sono stati modelli di vita sociale). Il Cristianesimo è una religione mediorientale, che i Romani percepiscono come proveniente dall’Oriente, sviluppatasi tra I e II sec. d.C. all’interno dell’Impero, non va oltre i confini. L’impero perseguita i cristiani, inizia con Nerone che per primo perseguita e accusa i cristiani dell’incendio di Roma.
La comunità cristiana è vista dai Romani come strana, orientale, vicina al mondo ebraico e i Romani disprezzavano gli ebrei, popolo barbaro, inferiore. All’inizio compiono gravissimi eccidi e deportazioni. Nonostante ciò, il Cristianesimo ha un successo impressionante e nel III secolo la persecuzione dipendeva dalla volontà dell’imperatore ed era quindi molto discontinua. Fino ad ora i cristiani avevano delle chiese. Con Chiesa si indica la comunità, ma usiamo questo termine anche per indicare l’edificio: c’è stata una forte identificazione tra edificio e comunità cristiana perché il termine chiesa deriva dal greco ecclesia che vuol dire comunità e quindi “riunire”.
San Paolo inizia ad usare questo termine come comunità di fedeli, ossia un gruppo di persone che si riconoscono in un’unica fede; inizialmente l’ecclesia è locale (ecclesia di Roma, ecclesia di Gerusalemme…) e solo nel IV sec con l’evoluzione del cristianesimo arriverà il concetto di ecclesia unica. Questo concetto si incrocia con il termine edificio riferendosi alla comunità che si trova in quell’edificio, quindi ecclesia ed edificio coincidono.
Il Cristianesimo è una “religio illecit”, ossia una religione illecita. Quando i Romani iniziarono a intendere il cristianesimo come minaccia, tentarono di soffocarla. I Romani avevano distrutto il tempio di Gerusalemme perché il culto del Dio ebraico aveva rappresentato il maggiore aggregatore politico degli ebrei contro i romani e quindi quando Tito conquista Gerusalemme nel 70 d.C. distrugge il tempio perché simbolo della religione ebraica.
Quando Giulio Cesare conquista la Gallia taglia gli alberi sacri perché simbolo della religione celtica. La religione Cristiana viene considerata illecita principalmente perché è un culto monoteista, in cui il Dio non coincideva con l’imperatore e quindi i cristiani non potevano riconoscere il culto dell’imperatore, questo era considerato un blocco politico molto forte. Ma come una religione illecita può avere le chiese?
A partire dal 70 d.C. dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme, gli ebrei iniziano a riunirsi in case private e nel III sec probabilmente sono case private riadattate. Si trattava quindi di una casa-chiesa e il primo e unico esempio risale alla metà del III secolo, approssimativamente 240-250 d.C. (Dura Europos) trovata dagli archeologi nell’attuale Siria. Sono state trovate pitture che ci fanno capire che prima era una chiesa (i Romani l’avevano riempita di terra e pietre).
Si tratta di una casa con cortile centrale con colonnato su un lato e le stanze si esponevano tutte sul cortile, l’esterno non aveva nessun elemento che la potesse identificare con una chiesa. Era fortemente protetta dall’esterno in quanto c’era quasi la totale assenza di finestre. Luis Khan ricostruisce la sala battesimale nel museo della Yale University e la copertura era costituita da travi in legno su cui era dipinto il cielo stellato.
L’ultima grande crisi avviene sotto l’impero di Diocleziano, grande imperatore (ci troviamo alla fine del III sec) che concepisce un progetto di riforma dell’impero; è il primo a riorganizzare le strutture imperiali accettando la nuova realtà. Si inventa un sistema di gestione del potere basato su una frattura che ormai è esistente nell’impero, ormai diviso in due grandi aree, una orientale e una occidentale.
Quella orientale è legata alla cultura greca e comprende quindi la Grecia, l’Asia minore (attuale Turchia), la Siria, l’Egitto e non ha un vero e unico centro ma è rappresentato da più città grandi come Atene o Alessandria d’Egitto; l’area occidentale è legata invece alla cultura latina e comprende quindi l’Italia, con grande appendice della Gallia, la Spagna e l’attuale Inghilterra: essa ha come centro Roma.
Diocleziano accetta un nuovo sistema di governo con due imperatori e due vice-imperatori, essi non sono altro che le persone nominate successori degli imperatori, che quindi non facevano necessariamente parte della stirpe imperiale. È un sistema che richiama l’ADOZIONISMO (nella quale il regnante designa il successore).
A Diocleziano succede Costantino, grande stratega che si impossesserà del potere: nel 313 entra a Roma con l’esercito e diventa Imperatore. In questa sua politica c’è un forte rapporto con il cristianesimo: Costantino interrompe le persecuzioni (Diocleziano aveva invece intrapreso pesantissime azioni contro i cristiani) con l’editto di Milano del 313.
Consiste in una serie di disposizioni legislative con atteggiamento di favore distaccato, non convertendosi effettivamente mai pubblicamente al culto cristiano. Costantino dichiara il cristianesimo religio licita e sfrutta l’apparato organizzativo religioso: in una città di forte disgregazione, le comunità cristiane sono invece molto organizzate in quanto comunità urbane con all’apice un capo (episcopos), termine greco utilizzato per indicare il vescovo.
Sotto di lui ha dei presbiteri ossia “anziani” e indica i sacerdoti; ancora sotto di loro i diaconi, ossia i collaboratori dei presbiteri e poi la comunità. Questa gerarchia interessa molto Costantino perché essa è presente in ogni città dell’impero che è riconoscente quindi all’imperatore. Costantino indice un consiglio (primo concilio ecumenico a Nicea) per far sì che i vescovi possano organizzarsi tra loro. Subentra un tema importantissimo, quale la collaborazione tra Chiesa e Imperatore che usa la religione come strumento di potere. Inizia il Medioevo.
Il favore di Costantino verso la religione si misura anche nell’aiuto che fornisce ai Cristiani per costruire le loro chiese, che venivano gestite da un vescovo (luogo del battesimo) e nasce così una chiesa urbana di rappresentanza dei vescovi. Intorno al 315 viene inventato un progetto architettonico di chiesa, impiegato come modello per costruire una chiesa.
Essa non prende ispirazione dal tempio pagano perché non è funzionale al numero di fruitori dello spazio religioso e perché rappresenta un culto completamente diverso da quello cristiano. Il culto pagano si basava infatti sulla celebrazione pubblica del culto, il tempio era costituito da una cella buia nella quale erano conservati i tesori del Dio, circondata da colonnato ed era concepito quindi per essere visto e fruito dall’esterno, dove appunto venivano compiuti i riti sacrificali.
La comunità cristiana si riunisce invece in uno spazio chiuso, anche dopo le persecuzioni mantengono l’idea di segretezza non è un culto pubblico ma può essere identificato come culto misterico, gestiti all’interno, dove si svolgono dei culti esoterici, ossia riservati ai membri della comunità. È un culto chiuso che deve poter ospitare migliaia di persone: nasce la basilica, edificio pubblico e spazio polifunzionale che i Romani utilizzano in tantissime declinazioni (sede di magistratura, tribunale, borsa valori, luogo di culto).
Era composta da un’aula centrale con colonnato interno e setti chiusi per ospitare le diverse funzioni che poteva ospitare (es. Basilica Giulia). Basilica di Pompeii: spazio rettangolare con colonnato e tribunale, zona terminale sopraelevata con delle colonne, e davanti un porticato d’ingresso.
Treviri, Basilica civile costantiniana che costituiva il centro del potere romano in zona germanica. Prime basiliche realizzate a Roma perché Costantino mette a disposizione le cave per la costruzione. Le prime due basiliche sono San Giovanni in Laterano e San Pietro in Vaticano.
Arco di Costantino a Roma
Monumento prima delle basiliche; ben conservato vicino al Colosseo e manca la parte superiore come nella maggior parte degli archi. È la testimonianza monumentale dell’ingresso a Roma di Costantino, dedicato dal Senato al nuovo Imperatore (atto politico). Siamo nell’anno 312 a.C. e la battaglia avviene nel ponte Emilio. Questo arco viene inaugurato nel 315 a.C. Struttura tardo antica, che ci sembra molto classica: struttura a tre fornici con parte superiore formata da una piattaforma su cui stava una statua dell’imperatore o qualche elemento trionfale. Questo è l’ultimo arco imperiale nel foro romano.
Gli archi hanno una funzione principalmente legata all’esercito (ex. arco di Costantino usata durante una parata militare nel 1933). L’arco di Costantino non è fatto da elementi scultorei ex novo ma da elementi di reimpiego, ovvero dei pezzi scultorei che vengono smontati da altri monumenti pubblici. Un esempio può essere la tabella d’iscrizione dell’arco, dove non c’è nessun rifermento al cristianesimo ma si fa un suggerimento divino che Costantino avrebbe ricevuto (divinizzazione).
Dettaglio arco di Costantino
Sopra il fornice troviamo dei marmi policromi, che nel tempo si sono ossidati e hanno perso il loro colore. In alto abbiamo due tondi di età adrianea (ovvero del periodo dell’imperatore Adriano) in riferimento alla scultura greca-classica, che richiamano tutti i termini dell’arte classica. Nel fregio sottostante abbiamo le sculture costantiniane, completamente diverse: si ha completo distacco dai canoni classici. Si hanno delle figure rigide, bloccate, le teste mancano di proporzione rispetto al corpo (macrocefalia delle figure). Queste immagini segnano un profondo cambiamento nella scultura.
Celebrazione di Costantino con scritta centrale “Instinctu Divinitatis”, ossia “per ispirazione della divinità”, Costantino ha agito per ispirazione della divinità (singolare). Questo accostamento di sculture molto diverse tra loro viene fatto per realizzare velocemente il nuovo arco per compiacere il nuovo imperatore. Nasce quindi questa tendenza, tipica dell’epoca tardo-antica, del reimpiego: un modo di recuperare quei monumenti pubblici che si stanno degradando.
Basilica di San Giovanni in Laterano
Punto di inizio dell’architettura cristiana: costituisce il primo esempio di basilica cristiana. Una delle grandi basiliche fondate da Costantino dopo il 313 a.C., in accordo con la chiesa, insieme alla Basilica di San Pietro in Vaticano. Vi è una profonda differenza tra queste due chiese: San Pietro in Vaticano era la chiesa martiriale creata fuori dalle mura sul colle Vaticano; viene creata sulla tomba del papa San Pietro. San Giovanni in Laterano era la chiesa del vescovo, per il capo della comunità di Roma.
Tale chiesa viene creata in periferia e questa scelta è dovuta ad una prudenza politica, perché i cristiani sono al momento liberi di esercitare il loro culto ma tuttavia non sono sufficientemente forti ad imporre la loro presenza nel cuore della città, che vi erano ancora molte tradizioni pagane. Il suo interno viene restaurato da Borromini con uno stile barocco e scelse di consolidare le colonne, che erano a rischio crollo, accoppiando a due a due con una massa muraria in mezzo.
Si trattava di una basilica a 5 navate e la navata centrale è caratterizzata da colonne che sorreggevano degli architravi (tipica dei grandi edifici romani), in alto vi era una fila di finestre chiamati cleristorio, che sta sopra il colmo dell’architrave, che permette di dare luce alla navata centrale. Nelle navate laterali le colonne erano più piccole. Non aveva un transetto laterale perché questa non è una chiesa martiriale, come San Pietro, ma vi era un basso corpo laterale inserito al termine delle navate più esterne, che formava una specie di piccolo transetto laterale. Infine, la navata centrale era conclusa da una grande abside semicircolare.
L’abside della chiesa è orientata sull’asse est-ovest (anche San Pietro) ed è una caratteristica liturgica importante che sarà propria soltanto delle grandi basiliche romane. Successivamente gli assi delle basiliche verranno orientate in senso opposto, verso est (verso il sollevante), questa la caratteristica standard delle basiliche nell’epoca medievale. Grazie all’affresco di S. Martino ai Monti è possibile ricostruire l’interno della basilica che è oltretutto caratterizzata dalla presenza di questo arco trionfale, che divide la navata centrale dal presbiterio, ed è seguita da un altro arco che in corrispondenza all’abside; infatti, in questa zona le colonne sono molto più grandi e molto più alte.
I capitelli delle colonne sono tutti diversi (corinzi e ionici) ed è un chiaro segno di reimpiego. Sopra gli archi vi è una serie di pannelli che venivano utilizzati da immagini che vennero poi realizzati nel tempo. È possibile vedere anche sul soffitto le capriate lignee.
Al posto del tabernacolo gotico, che è stato inserito a posteriori, c’era il fastigium: una struttura a colonne che divideva il presbiterio dalle navate, specie di schermo probabilmente con dei tendaggi che aveva la funzione di isolare la zona più sacra dell’edificio; probabilmente era composto da un arco centrale e due architravi laterali, sorretti da delle colonne.
Il Laterano era caratterizzato da degli apparati esterni, quello più importante è la loggia delle benedizioni: una loggia che si collocava in prossimità del Palazzo Laterano, ovvero il palazzo dove stavano i papi. Vi era, appunto, questa loggia dove il papa si affacciava per fare le benedizioni.
La basilica forense romana non ha una direzione chiara: è un edificio con gli ingressi posizionati sui lati lunghi e non c’è quindi una posizione longitudinale chiara. Il modello della basilica lateranense è un’evoluzione della basilica romana in quanto aveva un’assialità chiara con statua dell’imperatore all’interno dell’abside.
La basilica era un edificio pubblico e accessibile, mentre la chiesa cristiana ha caratteristiche introverse, private, mentre il culto pagano è un culto pubblico, che si svolge attraverso sacrifici pubblici che avvenivano all’esterno del tempio. Trasformazioni già prima di Borromini nel IV secolo: viene inserito il deambulatorio che circonda l’abside e il transetto che separa l’abside dalle navate.
A fine 800 la parte absidale viene demolita da Papa Leone III per prolungare il presbiterio (anche come scelta politica per ribadire la legittimità della chiesa a intervenire su opere architettoniche di committenza ecclesiastica). Portico davanti alla facciata.
Nel Medioevo subisce incendi e terremoti che danneggiano principalmente il soffitto della navata maggiore. Fondazioni in pietre sbozzate e la parte alta in laterizio. La qualità costruttiva è altissima e la committenza papale si mostrava anche nella ricchezza degli apparati decorativi interni, a partire dal granito delle colonne (quelle originali salvate da Borromini spostate nelle edicole laterali). Il giallo a base della basilica aurea, basilica dorata con pavimento di marmi decorati, con arredi ricchissimi.
Donazioni di Costantino: es. fastigium (arco trionfale con archivolto sulla parte centrale e architrave nelle navate laterali) o elementi di argento. La chiesa non fruibile da tutti: distinzione tra battezzati e catecumeni (non ancora battezzati). Le navate più esterne erano riservate e separate da una serie di tendaggi che permetteva ai catecumeni di arrivare agli altari votivi. Le navate centrali erano, invece, riservate ai battezzati, anche se non completamente: attraverso la solea, corridoio recintato con funzione per permettere liturgie e processioni.
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