Le origini dell'architettura greca
Dell'architettura cretese, ossia quella minoica, si conservano soprattutto i resti di grandiose residenze. I palazzi cretesi, centri di potere e di culto, dopo ripetuti terremoti, furono ricostruiti nel periodo Palaziale, ossia quel periodo di maggior ricchezza. L'architettura micenea prosegue quella minoica, introducendo costruzioni a grandi blocchi di pietra. Le cittadelle accoglievano residenze accentrate sul mègaron, centro della vita familiare ed ufficiale del sovrano, preceduto da vestibolo, pronao con colonne in antis e corte antistante. Nel mègaron, 4 colonne poste attorno al grande focolare (eschàra), sostenevano un lucernario. Le dimensioni dell'eschàra suggeriscono il ruolo religioso del sovrano, e di fatto la cella dei templi greci manterrà lo schema del mègaron che esaltava il ruolo di aggregazione del focolare.
Origini del tempio greco
L'architettura monumentale ebbe origine da edifici in argilla e legno derivati dalla prima capanna dell'epoca eroica. L'origine del tempio greco è stata meglio precisata dallo scavo della tomba di Lefkandi, in Eubea, datata all'inizio del 10 secolo. La grande capanna, poi coperta da un tumulo di terra, terminava ad abside ed era suddivisa in 5 vani, con 67 sostegni esterni per il tetto. Il vestibolo era enostilio e le pareti erano in argilla e legname. Al centro fu sepolta una coppia con 4 cavalli. In questo memoriale abbiamo il primo esempio certo di peristasi a colonne, la prestigiosa caratteristica di tutti i templi antichi. Con sedili ed eschàra, questi primi templi accoglievano riti destinati ad una cerchia ristretta. Lo sviluppo dell'altare sollevato da terra e posto di fronte al tempio, riflette l'evoluzione della società greca verso la società detta polis. La capanna che fino ad ora era dei sovrani, con una solida precisione e l'utilizzo del marmo, si evolverà ad ideale abitazione della divinità.
Nel santuario di Apollo a Thermo, sono stati riconosciuti edifici sacri dall'età del bronzo fino alle distruzioni di Filippo di Macedonia. Del tempio periptero realizzato intorno al 625 a.C. rimangono le fondazioni della cella (7x32m), in mattoni crudi su un crepidòma ad un solo gradino. All'interno correva una fila centrale di colonne, allineate con quelle della peristasi e distanziate di 2,60m tra loro e dalla cella. Il tempio fu costruito senza pronao e con un profondo opistòdomo.
Artemision a Corfù
Una significativa tappa, è rappresentata dall'Artemision a Corfù. Il tempio in pietra fu impostato su una planimetria quasi modulare, 8x17 colonne, poste ad interassi di 3m, con i muri esterni della cella allineati sull'asse delle terzultime colonne, con il colonnato distaccato di due intercolumni. La cella, divisa in 3 navate, da un doppio ordine di colonne a sostegno della copertura, si concludeva in un ambiente chiuso, definito adyton. Il capitello dorico, presenta una corona di foglie a raccordo con la parte superiore della colonna.
Sviluppo dell'ordine ionico
Con l'evoluzione dell'architettura greca si hanno numerose innovazioni.
A livello tecnologico
- Si avvale degli utensili in ferro nella lavorazione della pietra;
- Abbandona progressivamente le strutture murarie in argilla;
- Si diffonde l'uso di pietra e marmo;
- Ferro e piombo verranno largamente utilizzati per ancorare i blocchi di pietra tra di loro;
- L'utilizzo del legno è circoscritto alle coperture.
A livello tipologico
- Si predilige il modello periptero a base rettangolare;
- La peristasi non sta più a protezione della cella;
- La copertura del tetto passa da 2, a 3, e successivamente a 4 falde.
I tratti distintivi dello ionico
- Trabeazione con origine araba;
- Capitello;
- Base con modanature alternate;
- Crepidoma con molti scalini;
- Base e colonna scanalate, non sono presenti spigoli vivi;
- Trabeazione con architrave a fasce;
- Pesante cornice con dentelli.
Tempio di Hera a Samo
Tra i grandi santuari della Ionia ricordiamo quello di Hera a Samo, dove, nella prima fase, possiamo vedere un Kekatompedon di 100 piedi ionici, diviso in 2 navate dai sostegni del tetto e posto su un'ampia piattaforma, già interpretata come base di una peristasi. Verso il 670 a.C. l'edificio danneggiato da inondazioni, fu ricostruito con muri di pietra coronati da un fregio figurato. All'esterno, ancora senza peristasi, un pronao a 4 colonne proteggeva la facciata distila in antis. Intorno al 570 a.C. Rhoikos e Theodoros realizzarono un grandioso tempio coprendo l'area dell'antico tempio. Un doppio colonnato con 8x21 colonne abbracciava la cella divisa in 3 navate. La trabeazione ed il tetto erano in legno, coperto da tegole corinzie. Il crepidoma a due soli gradoni, lasciava un ampio spazio di circa 3 m, forse in previsione di frequenti impaludamenti. Il grande diptero di 132 colonne, fu chiamato labirinto. Questo nuovo tempio però, andò presto in rovina a causa del cedimento delle fondazioni della facciata. Policrate verso il 530 a.C. aveva iniziato la costruzione di un tempio ancora più grande, la precedente planimetria fu estesa a circa 55x112m, con tre file di colonne su tutto il perimetro. Sebbene il progetto di Rhoikos e Theodoros ebbe vita breve, lasciò il segno e fece scuola per i templi a venire.
Artemision di Efeso
In questa colossale struttura di marmo, gli assi dei muri della cella e delle colonne furono posti su di una maglia ortogonale. Gli interassi delle 8 colonne anteriori si ampliavano gradualmente verso il centro. Sul timpano furono aperte finestre che, oltre a contenere immagini sacre, servivano ad alleggerire il peso dell'enorme copertura. Il profondo pronao era diviso in 3 navate da colonne con alti plinti quadrati. Nel grandioso diptero fu mantenuto un naiskos sui resti del tempietto originario, all'interno di un sekos scoperto con un adyton chiuso. Con questo tempio, che a lungo verrà considerato come il prototipo dell'ordine ionico, quest'ultimo trovò piena realizzazione.
Santuari panellenici
Herarion di Olimpia
Questo santuario, realizzato intorno al 600 a.C. circa, testimonia la transizione dalle costruzioni in legno e mattoni alla pietra. Le pendici del monte furono spianate per realizzare una peristasi di 6x16 colonne doriche. La cella, 6x32m, terminava in pronao e opistodomo distili in antis, le cui facciate erano svincolare dalla peristasi. Furono invece allineati alle colonne laterali il muro d'ingresso, quello al fondo della cella e le colonne interne. Una base di 4x1,5m accoglieva le statue di Hera e Zeus. Una contrazione angolare degli intercolumni, suggerisce un fregio dorico. Le 40 colonne in legno furono gradualmente rinnovate in seguito alle donazioni con diverse proporzioni, pietre e capitelli. Le 5 nicchie presenti in ogni muro, dimostrano le incertezze degli architetti che ancora non sono in grado di gestire le proporzioni.
Tempio di Zeus
L'importanza del santuario di Olimpia, fu esaltata nel 470 a.C. dalla costruzione del tempio di Zeus. Sul terreno spianato e rialzato di 3m, un crepidoma a 3 gradoni sosteneva uno stilobate 27x64m. Le proporzioni erano date da un modulo impostato sull'interasse tra le colonne pari a 8 piedi dorici. La peristasi pari a 6x13 colonne fu definita da 5x12 interassi adattati alla contrazione angolare. Il lieve accostamento e ingrossamento delle colonne angolari, comportava anche maggior stabilità e compattezza visiva. Le colonne laterali convergono verso il centro dell'edificio di 6,2cm mentre erano verticali sui frontoni con fusti rastremati verso l'alto. La navata con 7 colonne per lato su due livelli, la statua di Zeus realizzata in oro e avorio, era così grande che pur essendo il tempio di dimensioni rilevanti, dava l'impressione che il dio alzandosi avrebbe potuto scoperchiarlo. Il pavimento di fronte alla statua era in pietra nera, non bianca.
Santuario di Apollo a Delfi
Tempio con una peristasi 6x15 colonne, pronao ed opistodomo distili in antis. Sul fondo della cella vi era un adyton che si affacciava sulla roccia dove usciva il vapore. L'attuale tempio, realizzato sulle rovine dei precedenti, conserva la planimetria e buona parte dei materiali. I resti mostrano i blocchi di fondazione in calcare grigio posti in maniera modulare.
La magna Grecia
Se nella madrepatria si erano sviluppati culti che esaltavano l'aspetto apollineo della religiosità olimpica, in occidente ebbero maggior successo i culti legati alla madre terra. Sicilia → il tempio richiese ampie peristasi e vani interni spaziosi e liberi da colonne, poiché parte del culto veniva svolta all'interno. Assai diffuso era l'uso dell'adyton interno alla cella e chiuso, soprattutto nell'epoca arcaica. Inoltre in città come Paestum, Agrigento o Selinunte, gli architetti poterono sperimentare anche effetti scenografici allineando più templi.
Siracusa – Apollonion
Costruito intorno al 580 a.C. presenta caratteri del dorico corinzio e novità occidentali. Il periptero di 6x17 colonne su un crepidoma a 4 gradoni, superava il successivo Apollonion di Corinto. Il colonnato orientale era raddoppiato da un propteron profondo due intercolumni. Un pronao distilo in antis dava accesso alla cella forse tripartita da due file di colonne e all'adyton.
Selinunte
Selinus fu fondata nel 628 a.C. come avamposto occidentale verso i Cartaginesi. Gli ampi assi stradali erano scenograficamente conclusi verso il mare da ampi terrazzamenti delle aree sacre. Il baricentro non era l'Acropoli, bensì l'Agorà.
Tempio C
Realizzato dopo il 550 a.C. è il primo dei grandi templi di Selinunte. Le colonne frontali e le 8 adiacenti erano monolitiche, mentre le 12 del prospetto nord furono abbattute da un sisma. La pianta è particolarmente caratteristica con una cella allungata che appare indipendente dalla peristasi ed ampiamente separata da quest'ultima. Le colonne doriche appaiono più rastremate e snelle dell'Apollonion ma anche più irregolari.
Tempio G
Attribuito ad Apollo, appare ispirato al Didymaion, con una planimetria pseudodiptera di 8x17 colonne, pronao prostilo tetrastilo e un sekos coperto affiancato da portici, con un naiskos per la statua di culto. L'edificio fu iniziato verso il 520 a.C. ma rimase incompleto nel 409 a.C. Il progetto poi fu considerato troppo ardito ed alle snelle colonne della facciata orientale ne furono aggiunte altre sempre più tozze, aumentando il diametro. Nella prima metà del 5 secolo, in sostituzione all'adyton fu realizzato l'opistodomo e la cella fu conclusa ad un naiskos.
Agrigento – Tempio della Concordia
Realizzato intorno al 430 a.C. presenta dimensioni e proporzioni questi uguali a quello di Giunone, facendo ritenere che fosse progettato sul modello del tempio precedente. Le colonne sono spesse per la friabilità della calcarite. Le aperture sopra la trabeazione all'interno della cella alleggerivano il peso sugli architravi di pronao ed opistodomo.
Paestum – Tempio di Atena
Aveva una peristasi dorica di 6x13 colonne (proporzione classica) ed un pronao ionico, prostilo tetrastilo, profondo due intercolumi e concluso da colonne addossate sulle ante. Due scalinate affiancano il portale della cella senza colonnato interno né adyton.
Paestum – Tempio di Hera
Realizzato circa nel 530 a.C. è contemporaneo al tempio di Zeus. Testimonia la volontà di avere proporzioni severe. Vi è un pieno in asse e non è possibile individuare un ingresso centralizzato. Vi è un pronao e la cella è suddivisa in 2 navate da una fila interna di 7 colonne.
La Grecia Classica
Acropoli
Nel 480 a.C. i persiani distrussero l'acropoli di Atene che verrà poi ricostruita dopo circa 40 anni. Di fronte alle rivali poleis del Peloponneso, gli ateniesi esaltarono la propria discendenza realizzando insediamenti intorno alla fortezza naturale dell'acropoli. Nel 440 a.C. dopo la pace con i persiani, sotto Pisistrato, vi è un'intensa attività ricostruttiva che iniziò la costruzione di un primo tempio dedicato ad Atena. Una grande rampa rettilinea (che poi diventerà una spezzata) ed un altare consacrato ad Atena Nike, erano forse legati alla riorganizzazione delle feste panatenaiche. Quando i persiani distrussero l'acropoli, il pre-partenone era ancora in costruzione. Il muro che corre intorno al perimetro di tutta l'acropoli è detto temenos. L'acropoli, comunque, va vista e studiata come un insieme di recinti sacri accostati l'uno all'altro, recinti che hanno dei margini e sono legati tra loro in modo da dare senso all'acropoli intera. L'intera acropoli è dedicata ad Atena, protettrice della città. L'acropoli è un luogo sacro fin dalla preistoria, quando qui si trovava un palazzo reale miceneo. L'Atene di Pericle è divisa in spazi sacri e spazi pubblici, cosi era anche in età arcaica. Il periodo governato da Pericle è il più preciso per quello che riguarda date e eventi, inoltre l'architettura sacra, occupa un ruolo molto importante. Nell'acropoli si trovano sia tempi che santuari. L'acropoli era divisa in due versanti, uno a nord verso l'Eretteo ed uno a sud, verso il Partenone. Questi due spazi sacri, hanno due modi per esser visti molto diversi. Il Partenone è un prisma bucato ma compatto, l'Eretteo è un insieme di vuoti e pieni, il suo insieme ed è più frastagliato.
Il Partenone
Sotto la tirannia di Pericle, nel 480, Ictino progetta il Partenone come lo conosciamo oggi. Il riuso di fondazioni e rocchi di colonne e la ripresa della planimetria, suggeriscono una precisa volontà di riconfermare i significati simbolici accentuati dalla vittoria sui persiani. L'allargamento del periptero, da 6x16 a 8x17, portò un notevole ampliamento dello spazio interno, contornato da un doppio ordine 10x5 colonne, legate tra loro da una terza fila, posta trasversalmente, creando una forma a Π, per creare un passaggio continuo ai piedi della statua di Atena. Il Partenone, è orientato verso una direzione nord in alto e sud in basso. Due finestre sul pronao, in corrispondenza delle navate laterali, dovevano contribuire ad una miglior visibilità nella cella, oltre che legare la stessa con l'esterno. L'opistodomo cambia forma, da quadrato come nel pre-partenone, lo vediamo ora rettangolare, sempre prostilo. La pianta presenta una doppia cella come per il tempio di Apollo a Corinto con la principale che ha ingresso ad est, e la minore che ha ingresso ad ovest. Il Partenone è stato soggetto a numerose correzioni ottiche, che avrebbero dovuto renderlo teoricamente perfetto. In corrispondenza degli spigoli dell'edificio, si può notare una fortissima contrazione dell'ultimo intercolumnio rispetto ai precedenti.
I Propilei
Sono un complesso di edifici che fanno da accesso all'acropoli. La scalinata di accesso è sicuramente un'aggiunta romana, che peraltro introduce una direzione longitudinale che non ha molto a che fare con la visione greca. In età greca, non sappiamo come si salisse fino alla roccia sacra. La via sacra, è un punto di grande sacralità, è il punto attorno al quale ruotano gli edifici laterali dei propilei. Il progetto non fu completato, a causa delle mura sacre che non poterono essere abbattute, che quindi intralciavano il completamento dei lavori. Oggi i propilei presentano un corpo centrale e sue ali laterali, una a nord più grande ed una a sud più piccola. Il punto di cambio di quota della zona centrale, all'altezza del tetto, non era visibile da alcun punto, ciò nonostante, in questa parte del tetto i dettagli sono rifinitissimi. Nei propilei possiamo vedere sia colonne ioniche, che colonne doriche, unione già vista a Paestum nel tempio di Cerere. Guardando da ovest, ci si rende conto che Propilei e Partenone, sono due edifici complementari. I primi sono frastagliati e chiusi, mentre l'altro è compatto e forato.
Tempietto di Atena Nike
Venne iniziato da Callicrate nel 448 e sarà uno degli ultimi edifici ad essere completato. Questo tempio ionico si erge su un bastione miceneo a cui si accede dal portico sud dei propilei. Nell'Atene di Pericle, di solito si usava l'ordine ionico per gli interni, mentre il dorico era usato per gli esterni. Questo tempio si trova all'interno dell'area sacra, quindi è un tempio costruito in un interno, quindi di ordine ionico anche se a cielo aperto. Davanti al tempio è posto un piccolo altare. L'edificio è posto in maniera tale da rispettare il muro miceneo. È anfiprostilo con le ante ridotte al minimo, con un timpano che poteva anche non essere presente.
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