Teorie e storia del restauro
Nomenclature (prima parte)
Monumento bene culturale: Termine derivato da monere, ricordare, ammonire, conferito a tutto ciò che si configura come testimonianza storica, artistica, archeologica. Atto giuridico del proteggere dall’eventualità di danni, oggetti o beni.
Tutela conservazione: Collettivi che, senza di esso, sarebbero esposti al rischio di degradazione o, addirittura, di estinzione. Cioè l’insieme di leggi atte a proteggere quei beni ritenuti culturali o patrimonio collettivo. Mantenimento di un edificio in stato di efficienza, ovvero in condizioni di essere usato o valorizzato culturalmente. La conservazione è il risultato delle azioni impiegate nella ricerca delle funzioni appropriate e compatibili con una struttura architettonica e/o urbana.
Manutenzione consolidamento: Insieme di operazioni idonee al mantenimento dello stato di efficienza delle parti non strutturali (finiture) di un organismo architettonico o, in generale, di un bene culturale. Insieme di operazioni con cui si migliorano le condizioni di consistenza, relative alle parti strutturali, di un organismo architettonico o, in generale, di un bene culturale.
Restauro valorizzazione: Operazione che si avvale di mezzi tecnico-scientifici, impiegabili compatibilmente con le finalità della conservazione dei beni architettonici. Cioè il complesso di interventi intesi a garantire, nell’ambito di una corretta metodologia storico-critica, la continuità temporale di un’opera d’arte. Conferimento di valore, generalmente inteso come riconoscimento di pregi spesso non sufficientemente considerati. Cioè operazione che tende ad accrescere il valore culturale di un bene architettonico e/o urbano.
Rianimazione rifunzionalizzazione: Operazione tendente alla conservazione attraverso l’utilizzazione di edifici o parti di esso (ruderi o frammenti) come memoria di testimonianza storica. Processo di utilizzazione di un edificio, per lo svolgimento di funzioni originarie o di altre compatibili con le caratteristiche architettoniche (formali, distributive, strutturali, materiche) del costruito storico.
Età classica
I metodi di conservazione adottati dagli artisti dell’arte classica vengono testimoniate da tre opere letterarie:
- Vitruvio, De Architectura - Fa una storia dell’architettura e dà una serie di suggerimenti a proposito. In mezza pagina riesce a dirci che il restauro viene eseguito attraverso l’aggiunta di parti nuove ma al tempo stesso si considerano le parti antiche.
- Plinio, Naturalis Historia - Nella sua opera descrive tutti i fenomeni naturali e quali agenti atmosferici danneggiano l’architettura e le opere d’arte. Dedica un intero capitolo al restauro, strutturandolo in quali sono i materiali con cui si descrive l’architettura e le loro caratteristiche. Per conservare le opere d’arte afferma che bisognasse passare una mano di atramentum (una sostanza che proteggeva la statua dalla polvere e dal sudiciume), questo valeva per le statue e per le parti decorate degli edifici.
- Pausania, Periegesi - Sono otto volumi dove descrive tutto il suo viaggio in Grecia ("periegesi" significa “viaggio attorno a”), e in alcuni casi descrive gli interventi di restauro. Uno degli argomenti che parevano una novità era la descrizione di paesaggi antropizzati e del rapporto che ha con l’architettura. La considerazione dell’architettura non fa altro che aggiungere valore al paesaggio e viceversa. Descrive inoltre diverse tecniche manutentive per le opere d’arte; e che gli interventi di “restauro” condotto nel mondo classico risponde ad una precisa volontà di ripristinare l’aspetto originale alterato dall’opera d’arte. I ruderi assumono valore simbolico e quindi dovevano essere conservati.
L’opera d’arte era considerata tale nel momento in cui si rispettavano i tre requisiti della Teknè:
- Scelta dei materiali, deve essere il migliore in assoluto (es. marmo, bronzo, oro, avorio…)
- Perfetta esecuzione
- Durabilità
Quando un’opera era particolarmente distrutta allora si poteva eseguire una copia che avrebbe avuto lo stesso dell’originale, ma l’importante è che rispettasse i requisiti della teknè.
I Greci e i Romani cambiarono l’atteggiamento: inizialmente, nei confronti delle preesistenze, prevalse l’operazione di recupero dell’antico con particolare attenzione alla conservazione della memoria storica, ovvero che nel momento architetti cercavano sempre di conservare la parte più antica e sacrale del tempio o santuario, attorno alla quale il nuovo organismo cresceva e si trasformava. Esempio Tempio di Marasà a Locri.
Nel periodo tardo-imperiale la concezione della conservazione dell’antico cambiò: si rimpiego di elementi degli edifici preesistenti per la realizzazione di altri edifici ex novo. Oppure cambiavano la destinazione d’uso di un edificio (Damnatio Memoriae).
Esempi
- Teatro di Marcello, dove la decorazione sul frontone era appartenuta al tempio di Eretria in Grecia ed era stata adattata all’edificio romano. Le tre colonne sono ciò che resta del tempio precedente.
- Arco di Costantino, dove molte sculture appartengono a monumenti precedenti e vengono sostituite le immagini di Adriano con quelle di Costantino. Analogo procedimento viene fatto sulla statua dell’Imperatore Domiziano alla quale fu sostituita successivamente la testa di Nerva.
Pompei ha permesso la presenza di un “cantiere aperto” dove è stato possibile vedere le diverse tecniche che utilizzavano per restaurare gli edifici dopo il terremoto.
- Sarcitura, intervento sulle lesioni e consiste in una catena di ricucitura di quelle strutture murarie che non erano crollate del tutto.
- Catene di concatenamento, impiegate per irrobustire e collegare i cantonali e gli incroci murari. Esempio: Villa di Diomede, oltre a consolidare l’angolo dell’edificio i pilastri sostengono il muro lungo tutto il vicolo. Le colonne vengono restaurate tramite le rinzeppature che vengono ancorate alla base mediante la colatura di piombo liquido in modo tale da scaricare il carico delle coperture alle strutture di fondazione.
Età medievale
Inizia dopo la caduta dell’Impero Romano 476 d.C. e finisce con la scoperta dell’America 1492. Durante questo periodo gli edifici furono trasformati per servire a nuovi usi o per adeguarsi semplicemente al cambiamento del gusto e delle funzioni.
Tale fenomeno viene accentuato con l’Editto di Milano emanato dall’Imperatore Costantino (311-313 a.C.) e il riconoscimento della religione cattolica come unica religione dell’Impero, grazie agli Editti Teodosiani del 391-392. Tutto questo portò alla distruzione degli edifici o la rimozione dei simboli legati al paganesimo per poi essere riutilizzati ad uso cristiano o come uso per prendere pezzi per la costruzione di nuovi fabbricati (usati come cava di materiale). Si autorizzavano i saccheggi e l’eliminazione degli idoli pagani, sostituiti dalla croce cristiana.
- Leggi di Arcadio e Onorio: ordinano da una parte la conservazione degli edifici pubblici romani e dall’altra permettono la distruzione dei templi delle campagne in modo tale da limitare il paganesimo. L’adattamento a chiese cristiane viene dettato da ragioni di tipo liturgico dove si comincia con il tamponamento dei colonnati esterni, delineando uno spazio al centro e due laterali. Viene aperto il naos attraverso la presenza di arcate adeguando di conseguenza lo spazio templare a una tipologia basilicale.
Esempi di trasformazione
- Cattedrale di Siracusa dedicata a S. Lucia. Ricavata dal Tempio di Atena e la sua conservazione fu quasi totale: si conservano tutti gli elementi architettonici fatta eccezione delle metope perché raffiguravano immagini pagane.
- Partenone ad Atene - Trasformato nella basilica Nostra Signora di Atene nel VI secolo. Infatti, usano la figura di Atena per rappresentare la Madonna. Successivamente l’edificio fu trasformato in moschea dai turchi.
- Tempio della Concordia ad Agrigento - Trasformato in basilica cristiana dedicata ai santi Paolo e Pietro. Viene tamponato il colonnato esterno e l’apertura con le arcate dei muri della cella consentono la creazione di una navata centrale e di piccole navate laterali. Ha conservato le sue conformazioni fino alla fine dell’800, e l’aggiunta dell’arco rappresenta il momento in cui diventa chiesa dedicata a S. Giorgio e la cella viene forata.
- Basilica di San Nicola in Carcere - Ricavata utilizzando lo spazio di tre edifici affiancati che risalgono all’età repubblicana: Tempio della Speranza, Tempio di Giunone e Tempio di Giano. Il tempio di Giunone è il corpo principale della fabbrica cristiana (navata centrale), e attraverso l’uso dei vicoli tra il tempio della Speranza e quello di Giano si sono formate delle piccole navate laterali dove vennero inserite una serie di cappelle. Oggi sono visibili le colonne tamponate del tempio della Speranza e il colonnato e parte delle strutture di copertura del tempio di Giano.
Il ripiego dei materiali sottratti alle fabbriche classiche e riutilizzati per la costruzione di nuovi edifici o per il completamento di quelle fabbriche che necessitavano di particolari elementi costruttivi o decorativi è un uso di materiali da spoglio.
Ciò avveniva anche a Roma dove l’utilizzo di spoglia provenienti da Roma significava che ci si legava alla memoria della città eterna; accentuava la vittoria del cristianesimo e attribuiva a Roma il ruolo di fonte e modello caricando di spiritualità gli edifici.
Esempi di riuso
- Edificio della Borsa Valori a Roma - Le colonne appartenevano al tempio dedicato ad Adriano. Subì quindi una trasformazione d’uso, diventando quindi un magazzino per gli alimenti. Tale funzione continua ad essere la stessa. Viene liberato dalle sue decorazioni e rappresentavano tutte le provincie dell’Impero Romano. Alla base del tempio stavano le formelle del Tempio di Adriano con una serie di fanciulle avente una serie di attributi e le loro armi tipiche (per il cristianesimo rappresentano le provincie romane che si sono convertite).
- Colonne di S. Lorenzo a Milano - Viene edificato utilizzando ciò che restava di un edificio tardo-imperiale: Palazium Imperiale. Aveva conservato il colonnato e il muro di fondo del colonnato. Negli anni ’40 decidono che questo colonnato ha una grande importanza e che bisognasse solo esaltare la parte in aggiunta, di conseguenza rimase solo il colonnato.
- Tempio di Antonino e Faustina a Roma - Antico tempio romano che viene trasformato in basilica Cristina di S. Lorenzo. È un tempio con una cella il cui muro appare all’esterno e un grande pronao d’ingresso il quale viene usato come nartece mentre la cella come spazio liturgico. Guardando la facciata, l’ingresso della chiesa era posto più in alto rispetto al piano di calpestio del piano di arrivo: questo probabilmente perché la parte del tetto era crollata e anziché rimuovere le macerie si crea su di esse un nuovo livello. In questo caso le decorazioni (tutto il fregio) vengono conservate perché tutti gli elementi rappresentati non erano in contrasto con il cristianesimo.
Costantinopoli assume il ruolo di nuova capitale, fondata nel rispetto sia della memoria storica della precedente capitale d’Occidente, sia delle maggiori culture.
- Foro di Costantino a Istanbul - Colonna proveniente dal tempio di Apollo a Roma che inizialmente era caratterizzata dalla presenza della statua di Apollo, poi sostituita da una nuova statua che rappresentava l’imperatore Teodosio ed infine sostituita da una croce cristiana. Questo riuso rappresenta lo stretto legame tra la nuova capitale e Roma, ribadisce la morte del paganesimo e afferma il potere imperiale.
L’Asia Minore risentì dello spoglio e del riutilizzo di materiale antico per le nuove costruzioni: furono trasformate in chiese tutti gli edifici pagani che non subirono una totale distruzione.
- A Elaiussa vi è la trasformazione di un'intera agorà in un luogo di culto cristiano. Si individuano tre fasi di trasformazione: quella ellenistica, quella romana (con la costruzione della piazza porticata e di un tholos centrale) e quella cristiana, in cui la costruzione della cattedrale e del battistero inglobano gran parte del materiale di spoglio presente nell’agorà. Il riuso del materiale di spoglio è presente anche nelle fortezze, per quanto l’aspetto statico ciò consente nella migliore distribuzione del carico e creavano dei punti di solidità con il loro posizionamento in orizzontale.
- Fortezza di Korykos - Viene inglobato l’arco di Adriano a Roma, vengono inoltre usati dei fusti di colonne inseriti nelle strutture murarie; vengono posizionati in orizzontale in modo tale da comprendere tutta la sezione muraria distribuivano meglio. I fusti inoltre apparivano nella cortina muraria creando un valore estetico creavano una sequenza di dischi marmorei.
Vi sono anche delle conversioni ad uso abitativo dei teatri:
- Piazza Lucca - La forma della piazza dipende dal fatto che tutti gli edifici nel suo intorno furono costruiti, a partire dal Medioevo, approfittando della sezione delle gradinate dell’anfiteatro chiaramente visibile dalla pianta catastale. Ogni particella catastale rappresenta un cuneo, uno spazio delineato da due setti murari i quali erano i setti murari che reggevano le arcate dell’anfiteatro. Sempre grazie alla toponomastica, è intuibile che la vicina Piazza degli Scalpellini è così chiamata perché gli artigiani e gli scultori non avevano bisogno di recarsi nelle cave per avere il materiale da lavorare, perché c’era l’anfiteatro che veniva saccheggiato e usato proprio come cava di materiali e gli scalpellini mettono proprio qui le loro corporazioni, vicino alla cava.
- Piazza Navona a Roma - Dalla sua forma è intuibile che in precedenza fosse lo Stadio di Domiziano all’interno del quale si svolgevano i giochi e le corse dei cavalli che venivano ammirati dall’imperatore dal suo palco posto in uno dei due lati del monumento. Proprio il palco viene scelto da Borromini per erigere la sua chiesa di Sant’Agnese in Agone. Attualmente la piazza è rimasta perfettamente della forma del precedente stadio, anche le tre fontane inserite nel ‘600 vogliono evocare gli elementi che generalmente erano posti al centro dello stadio per dare direzione alla corsa. Ancor più incredibile è il fatto che la sezione degli edifici corrisponda esattamente alla sezione delle gradinate dello stadio e questo indica una continuità temporale.
Split/Spalato - Croazia - Si tratta di una città medievale circondata da mura con una serie di ingressi e all'interno molti monumenti tra cui una cattedrale etc... Prima di essere la città medievale era il Palazzo Imperiale di Diocleziano: diamo davanti ad un caso in cui un edificio romano non viene trasformato ma diventa una città, un intero spazio urbano. La città ha conservato perfettamente tutti gli elementi romani con tutta una serie di successive stratificazioni, cioè la continuità temporale. Diocleziano si era fatto costruire un mausoleo all’interno del proprio palazzo e in età medievale lo stesso mausoleo diventa la prima cattedrale primo nucleo religioso poi ampliato che però mantiene tutte le tracce del mausoleo.
Età rinascimentale
La data corrisponde a due concorsi banditi tra il 1409 e il 1411 (concorso per le formelle bronzee nel Battistero di San Giovanni). Partecipano Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi. Nel 1418 competono per il completamento del Duomo di Firenze, a tale concorso vincono entrambi ma dopo un po’ viene affidato a Brunelleschi.
Durante questa corrente storica l’uomo viene rivalutato e si pone al centro dell’universo (umanesimo). Vi è una forte attenzione al passato (si riscopre il De Architectura di Vitruvio) che porta ad un senso di continuità che consente all’artista di aggiungere con disinvoltura i segni del presente a quelli del passato. Lo studio dell’antico è anche finalizzato come nuovo strumento per la costruzione di un nuovo fare architettonico e non solo per la sua conoscenza punto di partenza per ricercare nuove soluzioni.
Leon Battista Alberti - Scrive il De re aedificatoria che lo dedica interamente al restauro, dove sostiene che l’intervento deve essere preceduto da attente analisi diagnostiche. Distingue danni operati nel tempo da quelli dovuti dall’incuria degli uomini. Paragona l’architettura ad un corpo e il restauratore al medico che ha il compito di guarire il paziente.
Gli elementi che garantiscono la conservazione sono:
- La bellezza
- La solidità strutturale
- La qualità dei materiali
- La funzionalità che consente di continuare ad apprezzare nel tempo gli edifici per le loro qualità distributive
- Il rapporto con la città
Concinnitas, ovvero l’armonia delle parti - che garantisce un perfetto incontro tra nuovo e antico.
Quando si associa la Concinnitas albertina con il completamento degli edifici gotici si arriva alla affermazione di Panofsky dove afferma che:
- Le parti preesistenti possono essere modellate secondo i principi della maniera moderna
- L’opera può essere continuata in uno stile volutamente goticizzante
- Si può arrivare a un compromesso fra queste due possibilità
Tempio Malatestiano a Rimini
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