Estratto del documento

Management - Capitolo 1: Pensare per sistemi

Negli ultimi decenni del secolo scorso e nei primi anni di quello attuale, numerosi modelli, consolidati sia in ambito scientifico sia in ambito operativo, sono stati oggetto di una rivalutazione metodologica di portata diffusa e generalizzata. Dunque, principi ritenuti universali sono stati messi in discussione. Da ciò ne è derivata un'inevitabile propensione a immaginare nuovi paradigmi di riferimento in cui il focus d'indagine è incentrato non solo sulle componenti del fenomeno osservato, ma anche sulle relazioni intercorrenti tra tali componenti (nel caso di un'organizzazione imprenditoriale si tratta di porre attenzione non solo sulle risorse impiegate, ma anche sui comportamenti dei diversi attori e sul contesto nel quale si esplica la loro azione).

Hanno così preso forma e consistenza i concetti di sistemi e di visione sistemica nell'ambito delle analisi e delle ricerche finalizzate allo studio di organismi e organizzazioni. Si è di fatto giunti alla formazione di una nuova modalità di rappresentazione non solo della realtà fenomenica, ma anche e soprattutto della metodologia di indagine da utilizzare per la conoscenza di tale realtà, e quindi all'introduzione di un nuovo paradigma.

Le iniziali sistematizzazioni teoriche a carattere sistemico interessano la struttura e il funzionamento dei sistemi viventi, nonché il loro rapporto con l'ambiente. La comprensione della forma biologica viene così a rappresentare l'aspetto fondante del pensiero sistemico. Con lo sviluppo dell'ecologia (scienza che studia le interazioni tra i processi naturali caratteristici del nostro pianeta) si sono introdotti elementi di sostanziale novità che intervengono a modificare lo scenario delle metodologie di conoscenza della realtà: rivisitazione dell'approccio basato sulla ricerca della causa di un fenomeno e nel tentativo di riprodurla artificialmente per osservare il conseguente verificarsi dell'effetto, mediante l'introduzione di un nuovo schema interpretativo della realtà, basato sulla constatazione che i comportamenti delle cose possono risultare indeterministici, soggetti cioè ad alterazioni irregolari; l'introduzione del concetto di retroazione, inteso come la possibilità di recuperare parte dell'effetto di un fenomeno e di riproporlo come causa dello stesso.

La prima opera significativa in cui è possibile individuare una formalizzazione del pensiero sistemico è la Tectologia, opera di 3 volumi risalente al 1920 di Aleksandr Bogdanov. Tale opera illustra il tentativo di dar vita a una scienza delle strutture, basata quindi sulla formulazione di principi di organizzazione che spiegano le modalità possibili di connessioni interne tra le diverse componenti di una struttura. L'intento di Bogdanov era quello di pervenire ad una proposta di scienza universale, capace di unificare scienze naturali e scienze sociali, enucleando principi organizzativo-comportamentali di ogni possibile sistema.

Nei successivi anni '50 ci fu uno studio sul rapporto tra ambiente e sistema (di Ross Ashby), giungendo alla conclusione che un sistema è in grado di rimanere in equilibrio, cioè di ricercare l'omeostasi o l'auto regolazione, e quindi di sopravvivere, se è in grado di comprendere e rispondere alla complessità e alle turbolenze dell'ambiente esterno. Rilevante è anche il contributo di Valerio Tonini, il quale ritiene necessario qualificare una netta distinzione tra i concetti di struttura e di sistema: considera la struttura come una entità spaziotemporale in cui le relazioni tra le parti sviluppano successioni di processi, processi che vengono intesi come entità che trasformano relazioni qualsiasi in corrispondenze univoche e, quindi, vengono interpretati come sistema.

L'approccio sistemico, a differenza di una teoria, non costituisce una disciplina strutturata e formalizzata; esso piuttosto si propone come pensiero pervasivo ed interdisciplinare, come modalità di approccio comune alle varie discipline, in grado di dare vita a un modello utile per rileggere qualsiasi fenomeno, sia esso biologico, fisico o socio-economico. Nei diversi contributi teorici che hanno concorso alla diffusione del pensiero sistemico si può cogliere il passaggio da una visione analitico-riduzionistica della realtà a una visione olistica.

L'approccio analitico-riduzionistico ebbe origine dalle teorie formulate da Copernico e da Galileo ed ha trovato espressione nella matematica cartesiana e nella meccanica newtoniana, conducendo a una visione meccanicistica della dinamica dell'universo e dei fenomeni connessi. La visione analitico-riduzionistica ha pervaso la scienza, suggerendo un approccio alla conoscenza basato sulla scomposizione di un determinato fenomeno o entità in singoli elementi o parti, ritenendo sufficiente l'analisi delle caratteristiche di queste ultime per risalire alle generali caratteristiche del fenomeno o entità nel suo complesso.

L'interpretazione del pensiero sistemico, invece, tende a individuare una prospettiva d'insieme dei fenomeni (visione olistica) la quale mira a evidenziare i legami tra gli elementi di un medesimo fenomeno, i legami tra fenomeni diversi, nonché i legami tra gli elementi che compongono fenomeni diversi. Tuttavia, l'approccio sistemico non coincide con l'approccio olistico e, inoltre, non si contrappone all'approccio analitico-riduzionistico. Piuttosto, esso rappresenta un percorso che, ponendosi all'interno di un continuum che ha nel riduzionismo e nell'olismo i suoi estremi, sia in grado di conciliare entrambi gli approcci.

In tale prospettiva, le proprietà individuali dei singoli attori dei fenomeni, costituenti il fenomeno stesso, divengono indistinte, mentre assumono rilevanza le relazioni tra gli stessi attori e gli eventi che questi generano tramite l'interazione. Nell'ambito di tale metodologia, l'evento, inteso come il manifestarsi di un fenomeno, viene percepito non più come manifestazione fine a se stessa, bensì come risultato di una serie di relazioni dinamiche, di cause e concause fortemente interconnesse tra loro. In ragione di ciò è possibile affermare che qualsiasi sistema, in sostanza, è identificabile come un subsistema di un sistema più esteso e che qualsiasi fenomeno, non identificandosi in un evento isolato, è interpretabile grazie alle interazioni tra gli elementi che lo compongono e con l'ambiente di riferimento.

Tale ultima affermazione conduce dunque a un cambiamento significativo di prospettiva d'indagine, ossia lo spostamento dell'attenzione dalle componenti alle loro relazioni. Una immediata conseguenza di tale cambiamento di prospettiva è l'affermarsi di una visione che non può più essere antropocentrica bensì dev'essere ecocentrica: in altre parole, non si considera più la singola componente o il singolo sistema come centro dei fenomeni indagati, bensì l'intero ecosistema, composto da più sistemi strettamente connessi tra loro.

Avere una visione ecologica dell'impresa significa individuarne la collocazione nel suo ambiente naturale e sociale oltre che economico, avere la possibilità di rilevare la rete di connessioni in cui essa è inserita (percepire cioè il sistema cui partecipa) e riuscire a concepire l'obiettivo del profitto come uno tra i possibili e non l'unico possibile che le imprese possono perseguire.

Grazie al pensiero sistemico si è sviluppata una metodologia di rappresentazione e di analisi delle organizzazioni denominata Approccio Sistemico Vitale (ASV). Secondo tale approccio, non esiste una realtà oggettiva in quanto essa viene costruita dal soggetto conoscente, ogni entità capace di azione (ossia un sistema vitale) può essere osservata nella sua configurazione (struttura) e nel suo agire (sistema), l'azione è costituita sia da fasi del decidere sia da fasi dell'agire, il sistema vitale provvede attraverso la propria capacità di auto-organizzazione a riqualificare le caratteristiche proprie in un contesto adeguato alla propria sopravvivenza.

Costruttivismo e pensiero sistemico

Per quanto riguarda il costruttivismo, il pensiero costruttivista risale al filosofo Giambattista Vico che, nel sedicesimo secolo mise in discussione il metodo scientifico introdotto da Descartes, suggerendo che la conoscenza razionale deriva dalla costruzione della realtà operata dalla mente che organizza l'esperienza e che, in base ai concetti acquisiti di cui dispone, ne definisce i caratteri. Agli inizi dello scorso secolo, il pensiero costruttivista diviene tema di interesse per numerosi studiosi italiani.

Nel 1940 nasce la scuola operativa italiana su iniziativa di Silvio Ceccato, Vittorio Somenzi e Giuseppe Vaccarino che provarono ad analizzare i processi di determinazione dei costrutti mentali e a individuare i meccanismi attraverso cui il pensiero sfocia nella determinazione della realtà.

Negli stessi anni, in Svizzera, lo psicologo dello sviluppo Jean Piaget pubblicò i primi risultati degli studi riguardanti la modalità di costruzione della realtà nei bambini, sostenendo che l'apprendimento viene a stratificarsi durante l'intero percorso esistenziale in ragione di due differenti attività, ossia l'assimilazione (riconduzione di un evento ad uno schema comportamentale o cognitivo precedentemente acquisito) e l'accomodamento (ossia il processo di modifica di una determinata struttura cognitiva o di uno specifico schema comportamentale). Secondo tale prospettiva l'essere umano seleziona e interpreta in maniera attiva le informazioni del suo ambiente, qualificandosi non come un recettore passivo di conoscenze, bensì come un costruttore attivo del processo di rappresentazione della realtà.

In anni più recenti è il filosofo e psicologo von Glasersfeld a dover essere annoverato tra i principali esponenti del pensiero costruttivista. Il modello di costruttivismo radicale sviluppato da von Glasersfeld è alla base dell'approccio sistemico vitale. L'autore ritiene che tutti gli schemi di cui un soggetto dispone per interpretare gli eventi siano derivati da un personale percorso di attività costruttiva basato su una verifica di viabilità che consente di eliminare tutto ciò che risulta inadeguato e di mantenere quello che è risultato effettivamente adoperabile. Il costruttivismo radicale, quindi, ipotizza che la conoscenza non riguardi una realtà oggettiva, bensì le nostre rappresentazioni derivate dall'esperienza e basate su personali criteri di ordine e organizzazione (schemi).

Elementi del pensiero sistemico

Ogni organizzazione deve intendersi tanto come struttura organizzativa quanto come processo o sistema organizzativo. Le strutture sono realtà date, con una loro persistenza nel tempo. I processi o sistema sono invece realtà in corso che attraversano varie fasi. Struttura e sistema riguardano, quindi, la rappresentazione statica e la rappresentazione dinamica di una stessa realtà. La struttura è intesa come un insieme in cui gli elementi sono componenti alle quali viene attribuita la capacità di compartecipare alla realizzazione di determinate funzioni, nel rispetto di determinati vincoli (regole).

Nelle organizzazioni imprenditoriali, la struttura è definita dall'insieme di componenti umane e tecniche poste tra loro in relazione, in vista del raggiungimento della specifica finalità. La struttura implica l'esistenza di due concetti: la struttura logica (ossia un insieme di componenti logiche [capaci di svolgere un determinato ruolo] con capacità di collegamento con altre componenti) e la struttura fisica (insieme di componenti fisiche di cui si conosce il funzionamento, dotate di collegamento con altre componenti).

È possibile poi identificare una ulteriore categoria concettuale, ossia la struttura ampliata: la struttura ampliata è la struttura fisica aggiuntiva di un insieme di componenti esterne in modo da completare l'intero set di risorse utilizzabili dall'organo di governo per l'attivazione del sistema. Le diverse componenti sono in collegamento tra loro: tale collegamento nonché le modalità relazionali tra tali diverse componenti sono definite dallo Schema organizzativo di massima. Esso è un disegno progettuale in virtù del quale sono appunto definiti i collegamenti da instaurare tra le componenti della struttura ampliata per consentire l'attivazione di relazioni tra esse.

Per far si che venga attivato il sistema occorre selezionare i processi da attivare: per fare ciò viene perfezionato lo schema organizzativo di massima che dunque diviene Schema organizzativo definito. L'organo di governo, dunque, selezionerà un sottinsieme di componenti (ossia la struttura specifica) dalla struttura ampliata e le assoggetterà allo schema organizzativo definito così da renderle adeguate a sviluppare una rete di interazioni da cui potranno emergere le dinamiche di un sistema.

In altre parole, il sistema emerge dunque dalla selezione, operata dall'organo di governo, di una struttura specifica nell'ambito di una struttura ampliata, nel rispetto dello schema organizzativo definito che consente di disegnare i processi necessari al funzionamento del sistema emergente. È inoltre fondamentale tener presente che una determinata struttura logica può concretizzarsi in una molteplicità di strutture fisiche e che da una stessa struttura ampliata l'organo di governo può estrarre una numerosità di strutture specifiche e che, infine, attivando la struttura specifica si determina l'emersione del sistema. Il fine dell'organizzazione viene dunque raggiunto attraverso l'interazione delle componenti (della struttura specifica) in una successione di processi o relazioni e nel rispetto delle regole. Il sistema è dunque una struttura specifica orientata al raggiungimento di un fine.

È possibile aggiungere poi i concetti di relazione e interazione. Il concetto di relazione si collega alla struttura (in particolare, nella struttura le componenti sono in relazione) ed è un concetto che ha carattere statico e che si qualifica come oggettivo, cioè non dipende da quanto può emergere alla relazione stessa. Il concetto di interazione invece è collegato al sistema (nel sistema le componenti interagiscono) ed ha un carattere dinamico, dipende cioè dall'osservatore.

Capitolo 2: L'impresa come sistema vitale

Da sempre nelle discipline economico-tecniche e manageriali si cerca di applicare conoscenze, concetti e modelli teorici originati in altri contesti scientifici, nell'intento di comprendere meglio i principi che regolano il funzionamento delle imprese e, in particolare, l'attività del loro governo. Lo sforzo e l'impegno di tanti studiosi hanno trovato espressione in una concettualizzazione che cerca di proporre un modello inclusivo ed esplicativo capace di rappresentare l'essere e il divenire delle organizzazioni imprenditoriali.

Tra le proposte più significative al riguardo è da annoverarsi l'approccio sistemico vitale. I fattori di novità di tale approccio rispetto ai precedenti approcci sono dati dalle due premesse concettuali alla base dell'approccio sistemico: la prospettiva di osservazione è quella del soggetto preposto al governo dell'impresa (organo di governo); la concezione di contesto adottata è quella di una rappresentazione della realtà realizzata dall'organo di governo che interpreta l'ambiente in cui l'organizzazione agisce, come un luogo virtuale popolato da entità sistemiche e da tale luogo l'organo di governo estrae una selezione di entità sistemiche che risultano essere determinanti per il perseguimento dei propri obiettivi in quanto capaci di esprimere criticità ed esercitare influenza sull'impresa.

Un sistema, come tale, non esiste in maniera oggettiva nella realtà. Esso è frutto di un'operazione cognitiva che un osservatore compie distinguendo una determinata entità da uno sfondo indistinto e attribuendo a tale entità un significato proprio. Di fronte alla stessa struttura, dunque, osservatori diversi possono osservare sistemi diversi e lo stesso sistema può essere descritto in forme differenti. Queste affermazioni confermano che non è dunque possibile giungere a una conoscenza oggettiva e completa, ma solo a una conoscenza soggettiva e approssimativa.

Il concetto di sistema vitale si propone come nuovo paradigma per l'analisi dei fenomeni economico imprenditoriali. Tale categoria di sistema (sistema vitale) si riferisce a qualsiasi organizzazione che, attraverso modificazioni nei propri assetti logico-fisici, si adopera per poter sopravvivere e, dunque, identificando nella vitalità la modalità esistenziale capace di caratterizzare la natura degli organismi sociali. Il sistema vitale è un sistema che sopravvive, rimane unito ed è integrale. Esso è omeostaticamente equilibrato sia internamente che esternamente e possiede meccanismi e opportunità per crescere e apprendere, per svilupparsi ed adattarsi, e cioè per diventare sempre più efficace nel suo ambiente.

Il concetto di vitalità dev'essere inteso in termini di autonoma esistenza del sistema nel proprio contesto. Esso è, pertanto, strettamente collegato al concetto di sopravvivenza. Tuttavia vitalità e sopravvivenza non devono essere confusi: la vitalità di un sistema sussiste nel momento in cui sono contemporaneamente rispettati i 5 principi dell'approccio sistemico vitale, dei quali la sopravvivenza ne è solo uno. Da ciò si evince che un sistema vitale non sopravvissuto ad un determinato evento è un sistema vitale non più esistente e che un sistema in grado...

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 77
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 1 Riassunti Management, 9 cfu Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 77.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 77.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 77.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 77.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 77.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 77.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 77.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 77.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Management, 9 cfu Pag. 41
1 su 77
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LorUni95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Barile Sergio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community