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RIASSUNTI LETTERATURE COMPARATE

CHE COS'E' LA LETTERATURA COMPARATA?

Le letterature comparate sono la pratica di studio letterario che analizza i rapporti tra

letterature in diverse lingue aperta al confronto Transculturale ( tra culture distinte sia

spazialmente che cronologicamente), Sovranazionale e Interdisciplinare -> Non a caso

Brunel la definisce la "disciplina dei passaggi": nello specifico 3: i passaggi ATTRAVERSO

i confini delle culture delle diverse nazioni ( campo dei RAPPORTI LETTERARI), quelli AL

DI SOPRA ( campo della LETTERATURA GENERALE: questioni comuni a più letterature)

e quelli LUNGO gli stessi confini ( tra letteratura e altri/ campo

dell'INTERDISCIPLINARITÀ)

D'altra parte ogni classico è tale perché attraversa i confini storico-culturali, li supera

e li scardina. Le letterature comparate ritrovano il classico in tutto il loro orizzonte e, con il

loro "pensiero mobile" (Guillèn) lo seguono e lo comprendono.

STORIA DELLA DISCIPLINA

Le letterature comparate nascono nella seconda metà dell'Ottocento con i corsi di storia

letteraria comparata tenuti presso alcuni atenei francesi. Nel corso del Novecento la

comparatistica conosce due grandi stagioni: la 1 ( a cavallo fra 8 e 900) ha per

protagonista la Scuola Francese, volta allo studio dei rapporti letterari; la 2 ( 50s-70s) ha

per protagonista la Scuola Americana, interessata essenzialmente a questioni di

letteratura generale.

A partire dagli anni '70 si susseguono orientamenti diversi caratterizzati dagli approcci

interdisciplinari e interculturali

1.1 Le origini

a) Nella seconda metà dell'Ottocento, in alcune università francesi nasce la letteratura

comparata che originariamente si presenta in forma storiografica. I pionieri della

comparatistica: Villemain, Ampère, Chasles. I primi 2 mirano a individuare il

particolarizzarsi in senso nazionalistico di temi, motivi, miti, forme letterarie comuni nel

Medioevo, secondo un'ottica “intraculturale”, mentre gli studi di Chasles hanno un

carattere più di “storia intellettuale” comprendente riferimenti a letteratura, filosofia,

religione, vicende politiche. Insomma l'opera dei pionieri si rivela di fondo un ambizioso

progetto di sintesi storica, culturale e letteraria di tipo plurinazionale che si radica nel

clima di “cosmopolitismo romantico” che genera una volontà d'integrazione tra molteplicità

e unità.

b) Goethe, illustre padre spirituale della disciplina, definì Weltliteratur l'insieme delle

letterature del mondo, considerandole patrimonio comune a tutto il mondo. La

consapevolezza nazionale che sorregge la goethiana “letteratura del mondo” è

alimentata anche dalla Stoffgeschichte, ossia la “storia dei materiali/contenuti” →

manifestazione dell'interesse per il folclore inaugurato dai fratelli Grimm.

Gaston Paris è il capofila di una scuola filologica che promuove ricerche sulla circolazione

di materiali della tradizione popolare delle letterature europee medievali

1.2 La SCUOLA FRANCESE

Con l'etichetta di “scuola” francese si fa riferimento al periodo in cui le letterature

comparate si affermano all'interno del sistema universitario francese, sulla scia dell'eredità

positivista. La disciplina, infatti, abbandona ben presto la forma originaria di storia

letteraria comparata per diventare una vera e propria ricerca scientifica riguardante i

rapporti tra le letterature che si serve di un metodo induttivo, dal dato di fatto alle leggi

che lo spiegano.

Le caratteristiche metodologiche di fondo sono: DOCURAPPOSCIEFFOFFO

- l'accurata documentazione storica dei rapporti tra autori, opere e letterature

- l'interesse per i soli rapporti letterari “di fatto”

- l'attenzione esclusiva riservata ai rapporti “binari” che intercorrono tra due au,op,let.

- la fede nell'applicabilità di spiegazioni scientifiche

- la indagine estrinseca delle fonti e alla fortuna di autori,opere letterature (cause ed

effetti)

Principali esponenti:

- Joseph Texte, titolare della prima cattedra intitolata alla Litérature comparée in Francia,

a Lione, considera prioritaria la ricerca di fonti e fortuna con estremo rigore filologico e la

sua è ancora una storia comparata della letteratura.

- Baldensperger è il successore di Texte ed è il primo studioso a ricoprire la cattedra alla

Sorbona; egli pubblica Goethe en France

- Paul Hazard, autore di “Crisi della coscienza europea”, si interessa alla storia delle idee

e della cultura focalizzando la sua attenzione sugli scenari storici e in particolare sulle

testimonianze di viaggio in terre lontane dalla civiltà occidentale che concorrono a

minare dogmi, diffondendo un clima di relativismo → ciò acutizza una crisi delle

coscienze e sancisce l'affermazione dell'inquietudine come costante della cultura

moderna (Bauman: la modernità sta basi continuamente fluttuanti, essere moderni

significa rinunciare a delle certezze”; infatti la modernità aveva tradito le promesse fatte di

libertà e autodeterminazione guidate dal progresso)

- Jean-Marie Carrè, autore di Goethe en Angleterre, si occupa soprattutto della letteratura

di viaggio.

1.3 LA SCUOLA AMERICANA

Per scuola americana si intende quel gruppo di studiosi grazie al quale negli anni '50-'60,

la letteratura comparata acquisisce un posto di rilievo nelle università USA, studiosi di

provenienza europea e giunti in America perchè in fuga dai regimi fascisti. La

lontananza favorisce una visione d'insieme della cultura europea → dall'America la

letteratura occidentale appare un tutto unitario e le sue singole parti diventano oggetto

di un'analisi formale accurata.

Le caratteristiche metodologiche fondamentali sono: INTRINSICASTOCO

- l'analisi intrinseca dei testi

- la visione d'insieme e generale della letteratura, considerata sotto il profilo formale

- l' interesse rivolto ai capolavori letterari che formano il Canone della lett. Mondiale.

- l'attenzione per la storia dei movimenti letterali

- l'apertura di un confronto tra la letteratura e la cultura in generale, alla ricerca di

valori universali dalle forti qualità educative

Principali esponenti:

- Wellek contesta il “fattualismo” delle ricerche svolte in Francia, attente a rivelare dati

di fatto riguardanti il contesto anziché ad analizzare il testo letterario in sé. Egli

contrappone all'indagine estrinseca di fonti e fortuna l'analisi intrinseca delle forme e

contenuti testuali (importanza nella critica dei testi della loro valutazione dal pt di vista

formale); non limita la disciplina allo studio dei rapporti binari, ma la estende al campo

della letteratura generale, quindi comprendente anche i capolavori della letteratura

mondiale.

- Levin fa il postulato che i Great Books di grandi autori come Shakespeare, Stendhal e

Joyce esprimano le potenzialità civilizzatrici dell'arte in genere. La riflessione è

approfondita da un discepolo di Levin, Guillén (colui che parla di “pensiero mobile”)

- Remak lascia sconfinare la disciplina facilmente nelle ricerche di estetica: lo studio

della letteratura e le altre arti. Si occupa sia di Romanticismo sia di Realismo e pubblica un

famoso interevento a favore dell'interdisciplinarità

- Greene manifesta nella relazione la preoccupazione che la pur benvenuta

interdisciplinarità possa determinare un relaxing, un rilassamento della disciplina, che

così, in qualità di “studio ibrido” rischia di diventare approssimativo.

4.2 LETTERATURA E STUDI CULTURALI

I Cultural Studies sono studi interdisciplinari che coniugano il sapere umanistico e il

potere (politico,economico,sociale). Oggetto privilegiato dei cultural studies è la cultura

intesa anche in tutte le espressioni e pratiche del quotidiano. I cultural studies sono nati in

Inghilterra verso la metà degli anni '50, quando si cominciano a svolgere ricerche attente

alle espressioni della cultura di massa e alla componente politica della cultura,

ricerche che riflettono anche sulle “sottoculture” giovanili, la musica popolare,ecc.

Dall'Inghilterra i cultural studies si sono rapidamente diffusi negli Stati Uniti. Nelle

università USA ciò ha comportato anche una specializzazione nei vari black studies,

subaltern studies, ethnic minority studies, postcolonial studies.

Gli studi culturali si occupano di letteratura specialmente a proposito di alcune questioni: la

società e la sua complessità culturale (Françoise Lionnet ricorda che ogni società

esprime tante culture:una cultura “alta” a cui appartengono le grandi opere letterarie, e

poi varie “sottoculture” e “controculture” che circondano e intaccano l'”alto”), la cultura e

l'imperialismo (Edward Said individua un forte nesso tra i progetti espansionistici

commerciali, militari e politici e i romanzi europei dell'epoca dell'espansione coloniale che

erano mezzi di propaganda per affermare il dominio europeo [ad es. i romanzi di

Kipling celebrano la missione civilizzatrice del colonialismo britannico] ), l' eurocentrismo

e il canone letterario (secondo Harold Bloom il canone tradizionale negli Stati Uniti non è

solo eurocentrico, ma anche anglocentrico: non solo vi sono ammessi quasi

esclusivamente gli scrittori euro-americani, ma tra questi prevalgono gli scrittori di lingua

inglese [Bloom non propone di sostituire Shakespeare con qualche autore anglo-

indiano,bensì di affiancare gli uni agli altri] , la letteratura e la migrazione (per

“letteratura italiana della migrazione”, Gnisci intende la produzione letteraria degli

immigrati, venuti in Italia da vari paesi in cerca di lavoro a partire dall'ultimo decennio del

Novecento: dapprima scritti di testimonianza [es. Chiamatemi Alì] , poi testimonianze

drammatico-avventurose dell'approdo in Italia → la nuova espressione invita a rileggere la

tradizione letteraria come un corpus di testi vario e composito che include gli scritti degli

autori dialettali e degli italiani che hanno scritto in altre lingue; uno di loro è lo stesso

Dante, appartenente alla fazione dei guelfi bianchi ed esiliato da Firenze perchè accusato

di baratteria durante il dominio della Signoria da parte dei Neri; la Divina Commedia è

perlopiù scritta nel corso dell'esilio, quindi perfino l'opera fondatrice della cultura

italiana è legata agli spostamenti del suo autore, esule per cause politiche. )

4.4 LETTERATURA E STUDI FEMMINILI

Gli studi femminili sono una sorta di critica femminista, o comunque particolarmente

attenta alla componente femminile nella letteratura e nella cultura. Lo sviluppo degli studi

femminili risale agli anni '70-'80 ed è dato soprattutto dai women studies americani e

dagli studi della différence sexuale francesi. I women studies intendono smascherare

l'ideologia maschile che domina nei testi letterari, opprimendo la dimensione

femminile. Negli '80 questi studi evolvono verso i gender studies che contemplano

anche i generi omosessuale,bisessuale,transessuale. Gli studi della “differenza sessuale”

condotti in Francia si rivolgono invece al linguaggio e alla scrittura delle donne,

osservando come scrivano in un linguaggio differente da quello degli uomini

L'interesse degli studi femminili per la leteratura si manifesta a proposito di varie questioni:

il canone femminile (Virginia Woolf ricorda la lunga tradizione delle autrici, molte delle

quali dimenticate, che, in una società dominata dagli uomini, sono riuscite a scrivere

le loro opere, come Jane Austen. Le opere letterarie delle donne meritano un

riconoscimento per il contributo dato alla cultura, superando vari ostacoli) gli stereotipi

delle donne nei testi letterari (immagini rigide e riduttive frutto dell'ideologia deli

uomini e di una classificazione delle donne in facili categorie:la madre, la santa,

l'amata, l'amante, la prostituta), il linguaggio e la scrittura delle donne (questione

affrontata soprattutto dalla différence sexuale francese: il linguaggio femminile viene

pensato come a un anti-logos; mentre il logos, il ragionamento logico degli uomini procede

lineare e monodirezionale, l'antilogos femminile procede fluido e sinuoso come il

corpo delle donne) i miti letterari femminili (riguarda figure come Antigone, Elettra,

Medea;la studiosa Bassnett rivela i cambiamenti della condizione femminile nella storia

occupandosi del mito di Ginevra: moglie di re Artù nella materia di Britannia → Chrétien

de Troyes è tra i primi a riferire di una particolare simpatia di Ginevra per sir Lancillotto,

che l'ha salvata dal malvagio Maleagaunt risaltandone quindi l'amore per due uomini

nobili e valorosi; sempre nel Medioevo, però, la Divina Commedia allude a un'altra

versione della figura di Ginevra → emblema di peccato e perdizione, sorta di “novella

Eva” esclusa dal Paradiso, tanto che nel canto V dell'Inferno, la lussuriosa Francesca

menziona la lettura......Dante testimonia così una certa censura morale nei confronti della

figura femminile.

PARADISI ARTIFICIALI - BAUDELAIRE

Ispirato dal “fascino quasi fraterno” di Edgar Allan Poe e dalle personali esperienze con

gli allucinogeni, Baudelaire affida ai Paradisi artificiali le sue riflessioni sul rapporto tra la

creazione artistica e le droghe, considerate “mezzi di moltiplicazione dell'individualità”.

L'opera raccoglie il saggio Del vino e dell'hascisc (1851) e gli scritti Il poema dell'hascisc

e Un mangiatore d'oppio, traduzione delle Confessioni di un mangiatore d'oppio di Thomas

de Quincey. Attraverso queste sostanze che alterano la percezione, dilatano l'io, lo

vaporizzano, intensificano l'immaginazione creatrice e trasfigurano in modo

fantasmagorico la realtà, l'uomo appaga il proprio “gusto per l'infinito” e cerca di sfuggire

ai propri limiti, alla prigione del corpo, alla schiavitù del tempo. Ma di tutte le voluttà

artificiali, l'unica davvero capace di aprire le porte del paradiso è la poesia, che traduce i

geroglifici del mondo e coglie le sottili e misteriose corrispondenze della natura.

In Paradisi artificiali c'è l'insistenza del comparare sulla doppia natura del poeta,homo

duplex, angelicità e satanicità + “padronanza delle somiglianze”, cioè la metafora.

DEL VINO E DELL'HASCISC

1) VINO: Del vino egli sa solo dire“è un liquore che si estrae dal frutto della vigna”, ma ben

presto definisce il vino “linfa dell'immaginazione” capace di metaforizzare il rapporto

concretezza/astrazione e scatta la prima analogia, tra musica e vino: è Hoffmann di

Keisleriana cha renderà acuta la passione musicale di Baudelaire per Wagner. Il vino

inoltre corrisponde all'ironia, alla fusione dell'essere con la natura; è il perno metaforico

di una vitalità che è prefigurazione del dionisiaco.

Contrapponendosi ai sociologi bepensanti che condannano il vino come vizio, Baudelaire

difende l'ubriachezza “domenicale” asserendo che il vino è moralizzatore e

moralizzante. La “perdita dell'aureola” fa il poeta simile all'uomo.

Nei “tentennamenti e dondolii armoniosi” dei 2 ubriachi proletari, colti dallo sguardo del

flaneur Baudelaire, si intravede la coreografia del vino: come il fuoco evoca per via

genetica la creazione e l'amore, lo stesso movimento pulsionale si trova nella coreografia

del vino che si muove dallo “stomaco” al “cervello” del bevitore per farne un poeta

Il vino inoltre rivela una tonalità affettiva: la mente inebriata crea e sviluppa l'ardore

dionisiaco rivissuto ironicamente nell'ubriaco

2) HASCISC: L'hascisc è l'altro potente fattore di divinità: già lo scenario introduttivo in cui

viene narrata la preparazione per l'assunzione della “marmellata verde” sottolinea la

ritualità solitaria dell'uomo dell'hascisc, il carattere “antisociale” di questa droga.

Gioie e angosce dell'hascisc: esasperazione della personalità, conseguente dilatazione

e sprofondamento nel mondo magmatico degli opposti, percepito come ossimoro della

mente: gioia e angoscia. Ma la prosa di Baudelaire rallenta il corso, diviene obliqua, il

procedimeno del racconto si fa anaforico, vengono condensate e ripetute qualità e effetti

dell'hascisc. L'hascisc è un tramite per un altro mondo, quello “meraviglioso e

fantastico”.

L'assunzione dell'hascisc provoca un'irresistibile ilarità che evidenzia la doppia realtà

dell'animo del succubo dell'hascisc: il “malessere nella gioia”, Dio e Satana proprio nel

riso lottano e si manifestano

Se il vino e gli ubriachi erano segnali di creatività, l'hascisc, più solitario e più dandy è

l'anima della poesia. Nessun uomo dell'hascisc è saggio, perchè il saggio se ride, ride

tremando e nessuno può riconoscere l'estaticità; il riso cela una piega malefica. Il

movimento del riso è un feticcio perchè procede dallo spazio in cui il diabolico piega alla

Babele del male, a quel peccato in cui l'Angelo e Satana intrigano i segni del linguaggio.

Figura della disillusione e della paura, il comico nasce dal sen

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alex1395 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Vitacolonna Luciano.
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