(RIASSUNTO STORICO DELL'800 → 1a metà: Romanticismo e borghesia al
potere; dopo la sconfitta di Napoleone restaurazione dell'Ancièn Regime →
monarchia assoluta pre-rivoluzione francese )
IL 1800: L'ETA' NAPOLEONICA
Nel 1796,per opera di Napoleone, crollano in Italia i vecchi Stati assoluti e si
formano organismi politici nuovi: le repubbliche Giacobine (o Sorelle) prima, poi
strutture statali più vaste come la Repubblica cisaplina,quando la Lombardia viene
liberata dagli austriaci … Nel triennio giacobino vanno distinte 2 tendenze:una
democratica, che aspira a un radicale ed utopistico cambiamento della struttura
politica e sociale; l'altra,di orientamento moderato, mira a graduali riforme che
salvaguardino il principio della proprietà privata. Nel triennio giacobino
l'intellettuale fu investito di un nuovo ruolo sociale, quello di elaborare e
diffondere le ideologie della trasformazione democratica. Le scoperte
archeologiche di Pompei ed Ercolano sollecitano la curiosità e l'ammirazione
per le forme dell'arte classica → l'arte e la letteratura devono mirare al bello
ideale.
Negli ultimi decenni del Settecento e nei primi dell'Ottocento si riscontrano nella
cultura italiana anche tendenze opposte a quelle neoclassiche: l'esasperazione
passionale e soggettiva, l'amore per il primitivo, il barbarico e l'esotico. Simili
suggestioni penetrano in Italia grazie a Goethe; il suo romanzo epistolare I dolori
del giovane Werther scaturisce dal movimento letterario tedesco dello Sturm und
Drang, preannuncio del futuro Romanticismo: la passionalità primitiva e selvaggia,
l'ansia di assoluta libertà da ogni legge e convenzione sociale. Neoclassicismo e
Preromanticismo nelle caratteristiche che li individuano,appaiono come tendenze
culturali fra loro antitetiche e a prima vista inconciliabili, eppure convivono negli
stessi anni: in fondo sia Neo che Pre si presentano come ricerche di
un'alternativa all'esistente che delude: per il primo l'aternativa è l'iperuranio
ideale della bellezza e dell'armonia; per il secondo sono le profondità dell'io, la
natura con la quale vivere in comunione.
UGO FOSCOLO
E' il poeta che meglio testimonia il complesso disagio di una cultura
combattuta a inizio secolo fra romanticismo e classicità.
Nacque nel 1778 nell'isola greca di Zante da madre greca → ciò lo fece sempre
sentire l'ideale erede della tradizione classica. Egli mutò il proprio di Nicolò in Ugo
nel 1795, per simpatia verso Ugo Bassville, un rivoluzionario francese ucciso a
Roma. Due i filoni tematici su cui si basa il nucleo di riflessioni di Ugo Foscolo: il
primo è la costante tendenza dello scrittore a offrire un autoritratto ideale da
trasmettere ai posteri (Ortis); il secondo l'esaltazione del ruolo della poesia come
unico mezzo per opporsi alla forza distruttiva del tempo (sonetti,Sepolcri,
Grazie). Le tendenze romantiche sono espressione diretta della delusioni
storiche ; quelle neoclassiche sono il tentativo di opporre a questi conflitti un
mondo alternativo di equilibrio, armonia e bellezza.
1) Il colloquio con Parini: la delusione storica (dalle Ultime lettere di Jacopo Ortis)
[p.104 B.4]
Nell'Ortis si trova la costante tendenza dello scrittore a offrire un autoritratto ideale
da trasmettere ai posteri. L'Ortis è un romanzo epistolare, in cui il racconto si
costruisce attraverso una serie di lettere che il protagonista scrive all'amico Lorenzo
Alderani. Il modello è certamente quello de I dolori del giovane Wether di Goethe:
ad esso è ispirato non solo il nodo fondamentale dell'intreccio ( un giovane si
suicida per amore di una donna già destinata come sposa a un altro) ma anche il
nucleo tematico profondo, la figura di un giovane intellettuale in conflitto con un
contesto sociale in cui non può inserirsi. Il dramma di Jacopo è soprattutto il non
avere una patria; le speranze politiche tradite dall'evolversi della parabola di
Napoleone portano l'Ortis al suicidio.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Jacopo,nel suo peregrinare per l'Italia, è giunto a Milano, capitale della Repubblica
cisalpina. Qui incontra il vecchio poeta Parini.
La situazione negativa dell'Italia napoleonica. E' un episodio chiave del
romanzo: punto di partenza del dialogo è la situazione negativa dell'Italia
napoleonica. I due interlocutori, il giovane Jacopo e il vecchio poeta,
rappresentano due atteggiamenti possibili dinanzi ad essa: la rivolta generosa e
appassionata ma astratta / l'analisi lucida e puntuale, ma consapeveole
dell'impossibilità. Parini apre il colloquio con un esame delle condizioni dell'Italia
presente: le componenti del quadro sono:1) la licenza,degenerazione della libertà
rivoluzionaria in arbitrio; 2) la vendita della cultura in favore del potere 3) spegnersi
dello spirito eroico ;4) scomparsa di benevolenza ,ospitalità e amore
Di fronte a questo quadro Jacopo reagisce con un'eroica smania d'azione che il
vecchio Parini disillude con pessimismo: l'eroe infatti, agendo in quel contesto
degradato, non può evitare di subirne la contaminazione.
Le alternative fuori e dentro la storia: Se alla situazione presenta non si possono
dare alternative sul piano della storia, non resta che un'unica via d'uscita:la
morte. (“non veggo più che il sepolcro”) E il suicidio finale di Jacopo è coerente con
questa conclusione → ma la prospettiva di Foscolo non è identica a quella di
Jacopo: Foscolo non si uccide come Ortis e, seppur criticamente, continua a
operare all'interno del regime napoleonico. Il nichilismo di Jacopo è uno dei
momenti in cui l'autore cerca le basi per la partecipazione alla storia.
2) A Zacinto (dai Sonetti) [p.134 B.4]
Nei sonetti si trova l'esaltazione del ruolo della poesia come unico mezzo per
opporsi alla forza distruttiva del tempo. I sonetti sono vicini alla materia
autobiografica e alla passionalità romantica dell'Ortis: in essi prevale un forte
impulso soggettivo. In Alla sera, A Zacinto e In morte del fratello Giovanni
ricompaiono i temi centrali del romanzo epistolare, sia il motivo nichilistico sia la
ricerca di valori (la famiglia, rapporto con terra materna..)
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il sonetto fu composto tra il 1802 e il 1803 ed è dedicato all'isola dove il poeta
nacque,Zante, nel mar Ionio (chiamata qui con il nome greco antico, Zacinto)
La sintassi: grazie ai continui enjambements il discorso si presenta come flusso
appassionato e ininterrotto
L'eroe classico e l'eroe romantico: si profila una contrapposizione tra il poeta e
l'eroe omerico; Foscolo non toccherà mai più le rive di Zante – Ulisse baciò la sua
petrosa Itaca. Le loro peregrinazioni sono volute dal fato, ma con esito diverso:ad
Ulisse gli dei concessero il ritorno, a Foscolo lo negano. L'eroe esule ed errante è
un tema tipicamente romantico: un errare senza approdo che si conclude con la
morte in terre lontane e sconosciute. Questi viaggi errabondi degli eroi letterari
sono la proiezione simbolica di una condizione di smarrimento, di mancata
identificazione con un dato sistema sociale e i suoi valori. L'eroe romantico ,
sentendosi sradicato da una società in cui non si riconosce, ama rappresentarsi
condannato a un perenne vagabondare.
Il ritorno alla madre. La frustrazione della sconfita inevitabile genera un bisogno
di regressione, alla ricerca di una sicurezza. Di qui scaturisce il tema dell'isola. Vi
è una relazione segreta tra Zacinto e Venere, sottolineata dalla collocazione dei
due nomi all'inizio di verso, dall'enjambement e del fatto che sia l'isola sia la dea
emergono dalle stesse acque. La dea Venere, la terra natale e la madre si
fondono in un'unica immagine, quella della Grande Madre. Il ritorno sognato
all'isola natia per esservi sepolto sarebbe un ritorno al grembo materno. Foscolo
era orgoglioso di aver avuto la “culla” in quel “mare.
Ma poiché Zacinto e Venere sorgono dalle acque, l'immagine materna è
l'immagine dell'acqua. L'acqua miticamente è datrice di vita, la morte è
privazione di acqua (‹‹illacrimata sepoltura”). Compare direttamente in vari termini
ma anche attraverso termini che hanno con essa un rapporto di vicinanza. In tutte
le rime del primo blocco compaiono suoni che compongono le parole “onde” e
“acque”.
3) Dei sepolcri [p.141 B.4]
Nei Sepolcri si trova l'esaltazione del ruolo della poesia come unico mezzo per
opporsi alla forza distruttiva del tempo I Sepolcri sono un poemetto (Foscolo
usa il termine “carme”) di 295 endecasillabi sciolti sotto forma di epistola poetica
indirizzata ad Ippolito Pindemonte. Questi sosteneva il valore della sepoltura
individuale, mentre Foscolo lo aveva negato, poiché la morte produce la
dissoluzione dell'essere. Questa occasione fu lo stimolo per concludere la ricerca
di un superamento del nichilismo, cominciata già nell'Ortis. Viene infatti superata
l'idea che la morte sia solo un nulla eterno. La sepoltura assume un valore
fondamentale nella civiltà umana: è al centro degli affetti famigliari e la garanzia
della loro durata dopo la morte, perchè conserva le tradizioni di un popolo e
stimola a mantenersi fedeli ad esse. La tesi che le tombe siano indizio di civiltà si
traduce nella rievocazione di diversi tipi di civiltà, il mondo classico, il Medioevo,
l'Inghilterra e Italia contemporanee; l'idea secondo cui le tombe dei grandi spingano
a grandi imprese è l'avvio all'inno delle tombe di Santa Croce in Firenze. Diversi i
toni dall'inizio problematico, alla polemica veemente e poi la pacata
argomentazione... Il linguaggio è estremamente aulico ed elevato, ma la parola è
sempre densa di suggestioni ed echi personalissimi.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Foscolo stesso divide il carme in 4 parti
La prima parte: il valore affettivo delle tombe: Il poeta ribadisce le tesi
materialistiche dalle quali dovrebbe discendere l'inutilità delle tombe e
l'indifferenza per il modo di seppellire i defunti. La morte è distruzione totale
dell'individuo e non lascia possibilità di sopravvivenza. Queste posizioni sono
ribadite con convinzione ma non lo soddisfano più interamente → quelle idee
hanno portato a un vicolo cieco, la tirannide napoleonica;quindi no, non bastano
più. La sopravvivenza dopo la morte, indispensabile stimolo alla partecipazione
attiva e alla storia diviene possibile grazie all'illusione → l'illusione della
sopravvivenza è affidata alle tombe. Tutta la prima parte si incentra dunque
sull'utilità delle tombe sul piano privato e affettivo, che permettono di mantenere
vivo il ricordo e il rapporto con famigliari e amici. [ritmo incalzante, poi più spezzato
e poi scorrevole e di nuovo incalzante]
La seconda parte: la funzione civile delle tombe: Le tombe e la pietà per i defunti
sono tra i più importanti segni distintivi delle civiltà: Medioevo età di barbarie e
ossessionata dal terrore della morte=usanza di seppellire i morti nelle chiese/
Civiltà classica età luminosa e armoniosa=fiori e piante sempreverdi, acque limpide
a proteggere le tombe/Inghilterra es. positivo vs. Italia napoleonica, che manca di
spirito eroico e valori civili. [argomentativa,tono solennemente uniforme]
La terza parte: il valore storico delle tombe: il poeta passa dalle tombe in genere
alle tombe degli uomini grandi, il cui ricordo dura nei secoli; esse stimolano gli
animi generosi a compiere grandi azioni e rendono sacre la terra che le accoglie.
Rispetto al Colloquio tra Ortis e Parini, dove il vecchio poeta gli offriva come unica
soluzione la morte, qui l'azione sul terreno politico non è più esclusa. [vasto
movimento lirico,oratorio ed epico,ricco di variazioni tonali]
La quarta parte: la funzione della poesia: Se le tombe hanno il compito di
vincere l'opera distruttrice della natura e del tempo, anch'esse, in quanto oggetti
materiali, sono sottoposte a quest'opera di distruzione. Ma quando esse saranno
scomparse, tale funzione sarà raccolta dalla poesia. [
volontà di riprodurre il
modello di Omero,mirando a un tono sublime]
4) Proemio (delle Grazie) [p.160 B.4]
Anche nelle Grazie si trova l'esaltazione del ruolo della poesia come unico
mezzo per opporsi alla forza distruttiva del tempo.
A questo progetto Foscolo lavorò a più riprese; il progetto originario di un unico inno
viene ad articolarsi in 3 inni dedicati a Venere, a Vesta e a Pallade.Le Grazie
sono divinità che “mediano” tra il cielo e la terra, che hanno il compito di
suscitare negli uomini i sentimenti più puri ed elevati attraverso il senso della
bellezza. In queste figurazioni devono prendere corpo i concetti: Foscolo mira a
costruire una poesia
-
Riassunti Letteratura Italiana dal 1600 al 1700, libro consigliato 3° Baldi , con analisi dei testi, introduzione a…
-
Riassunti Letteratura Italiana dalle Origini al 1300, libro consigliato 1° Baldi , con analisi dei testi, introduzi…
-
Riassunti Letteratura Italiana dal 1400 al 1500, libro consigliato 2° Baldi , con analisi dei testi, introduzione a…
-
Riassunti Letteratura Italiana dall'Età postunitaria al Decadentismo + Riassunto extra Divina Commedia, libro consi…