Estratto del documento

I luoghi dell'arte

Nascita e sviluppi dell'arte del XX secolo

Postimpressionismi e avanguardie storiche

Lenta fin de siècle e laboratorio per il '900

Le teorie positiviste e la fiducia nel progresso che caratterizzano la seconda metà dell'800 si riflettono nelle correnti del Naturalismo e del Verismo. Contemporaneamente, l'emergere sulla scena della civiltà europea e americana di un pubblico di massa porta molti artisti ad elaborare un’arte più raffinata e d’élite; si affermano così un interesse analitico per le componenti strutturali del linguaggio artistico e un operare orientato in senso soggettivo → Simbolismo e Decadentismo. Si consolida inoltre l’idea secondo cui è impossibile porre la ragione a fondamento della creazione artistica = concezione di opera d'arte totale (R. Wagner) = cogliere per analogia la pluralità e l’inafferrabilità della realtà.

La ridefinizione della città

Le aspirazioni a una regolazione dello sviluppo delle città si scontrano con la loro crescita incontrollata; l’organismo urbano e i singoli edifici vengono allora connessi e definiti dal piano regolatore → spostamenti, redistribuzione, risanamento… Salubrità e innovazione sono le parole d'ordine, decentramento di vaste zone residenziali e zonizzazione i due fondamentali temi urbanistici. Sono tre i principali orientamenti: attenzione al rapporto fra i nuovi mezzi di trasporto e la forma della città; la città giardino anglosassone; la città contemporanea come opera d’arte unitaria.

Artisti e mercato nel postimpressionismo

Negli ultimi decenni dell'800 alla scuola si affianca una serie di liberi raggruppamenti di artisti, una frammentazione che rispecchia una situazione culturale ricca di stimoli differenti ma anche legata alla liberalizzazione del mercato dell’arte. Si delinea una nuova figura di artista, che diventa imprenditore di se stesso; accanto all’Accademia vediamo affermarsi numerose scuole private, ambito in cui ancora una volta Parigi si mostra all’avanguardia (es. l’Académie Suisse). Nel 1884 viene aperto il Salon des Indépendants, che ammette artisti di ogni indirizzo e scuola senza porre limiti d’ammissione, giurie e premi; da ricordare anche il Salon d’Automne, palcoscenico privilegiato degli artisti d’avanguardia.

Tra il 1883 e il 1886 si assiste alla crisi dell’Impressionismo: Pissarro si avvicina alla tecnica compositiva di Seurat, Monet si dedica a un’analitica ricerca personale, Renoir riscopre l’importanza del disegno... Principali esponenti del Neoimpressionismo sono Pissarro, Seurat e Signac; Seurat parte dalla teoria del contrasto simultaneo elaborata da Chevreul (che chiarisce le possibilità d’influenza reciproca dei colori) e dagli studi di Rood, da cui apprende la distinzione colore materia – colore luce.

Gli altri grandi indipendenti di questa stagione sono Gaugin e Van Gogh: la pittura di Gaugin è caratterizzata da un simbolismo primordiale, da forme semplici, colori arbitrariamente scelti e campi cromatici piatti = visione sintetica, soggettiva e simbolista; Van Gogh, inizialmente influenzato da Millet, decide di seguire poi la scia impressionista: la sua pittura è caratterizzata da un segno libero e antinaturalistico che sembra direttamente trasmettere i moti dell’anima.

I Simbolisti invece si ricollegano agli aspetti più visionari della pittura romantica, riproponendoli attraverso soluzioni stilistiche personali; è una pittura d’idea ben lontana dall’impressionismo, che al contrario mantiene una stretta relazione con il mondo reale; le atmosfere sono oniriche, inquietanti, mistiche. Le tendenze simbolistiche che si diffondono in Europa si esprimono attraverso figure isolate come Munch o Hodler, o attraverso piccoli raggruppamenti, come il Gruppo dei XX. Il Salon de la Libre esthétique (1894-1914) segna invece il passaggio dal clima simbolista a una produzione artistica più propriamente d’avanguardia.

L’ultimo decennio del secolo è caratterizzato dalle secessioni – i cui tre centri principali sono Monaco, Vienna e Berlino, ognuno caratterizzato da un preciso stile – ossia dal distacco di gruppi di giovani artisti da associazioni consolidate e legate ai sistemi della vecchia cultura accademica. Monaco vede svilupparsi un filone naturalista e uno d’ispirazione classicista e di ripresa del mondo antico. A Berlino, dove la secessione vede le proprie origini nel Gruppo dei XII (nato nel 1892 dall’effetto di una mostra di Munch), si sviluppa una pittura che incrocia il gusto simbolista alla tradizione naturalista/realista. La secessione viennese invece nasce nel 1897 sotto la guida di Klimt, promotore dell’integrazione fra pittura, arti decorative e architettura. Le nuove tendenze sono per lo più sostenute dal mercato privato: Josse e Gaston Bernheim-Jeune, Theo Van Gogh, Ambroise Vollard…

Art Nuveau, Jugendstil, Liberty

Intorno al 1890 si fa strada un nuovo gusto architettonico, il Modernismo, il quale si rifà sia all’idea della natura come prima fonte di ispirazione, sia agli importanti progressi costruttivi raggiunti negli ultimi tempi da ferro, vetro e cemento armato. Dal Belgio prende avvio il linguaggio dell’Art Nuveau, che riprende elementi naturali e li reinterpreta, talvolta ai limiti dell’astrazione. La stessa tendenza in Germania prende il nome di Jugendstil, in Spagna di Modernismo, in Italia di Liberty o stile floreale. L’Art Nuveau ha svolto un’importante funzione di snodo fra l’Eclettismo ottocentesco e il Movimento moderno (= razionalità costruttiva e semplicità formale); essa va ad investire molteplici settori: abbigliamento, arredamento, pubblicità… = premesse per la nascita dell’industrial design. Prende il via un consapevole progetto di conciliazione di arte, artigianato e industria.

Spunti di novità in Italia

Dopo le esperienze dei Macchiaioli e degli Scapigliati, tentativi di aggiornare la scena artistica italiana sono condotti dagli scultori Vela e D’Orsi, con il loro aggressivo verismo umanitario. Alla Triennale del 1891 destano scalpore le esposizioni di Previati, Segantini e Morbelli (tecnica della divisione cromatica). La necessità di una più decisa apertura nei confronti del panorama europeo è ribadita dal progetto di una nuova grande mostra: la Biennale di Venezia.

Il Novecento delle avanguardie

A cavallo del secolo si sviluppa una nuova corrente che sancisce la vittoria del colore sul disegno: l’Espressionismo – cui veicolo di diffusione è il Salon d’Automne. Tendenza difficile da circoscrivere, poiché intrecciata con il Simbolismo, con rinnovate istanze realistiche, con la scomposizione della forma tipica del Cubismo e del Futurismo a seguire. Nelle stesse secessioni non è possibile stabilire una netta cesura nel passaggio dalla fase simbolista – identificabile con Klimt – a quella più propriamente espressionista.

Filiazione dal Postimpressionismo – centralità della componente emozionale – predilezione per il primitivo – uso antinaturalistico del colore – tendenza alla deformazione. Il termine Avanguardia indica l’insieme di quei movimenti che all’inizio del secolo hanno rinnovato radicalmente il linguaggio e le intenzioni dell’arte. I caratteri comuni: il costituirsi in schieramenti rigidamente definiti, la pubblicazione di dichiarazioni teoriche/manifesti, intento di superare la tradizionale distinzione fra le discipline.

  • I Fauve → Matisse, Derain, Rouault… “belve”; apparente rozzezza, brutalità dei contrasti cromatici, semplificazione delle forme e corposa stesura pittorica.
  • La Brücke → Kirchner, Nolde (1903-13); semplificazione formale e cromatica → recupero dell’espressività dell’arte primitiva e arcaica; pittura selvaggia ed immediata, manifestamente anticlassica.
  • Il Cubismo → Picasso, Braque; rappresentazione delle cose che coniuga osservazione e astrazione mentale, giungendo ad una completa scomposizione geometrizzante delle forme; visione policentrica: non è rappresentato ciò che è visibile all’occhio, ma quanto la mente rielabora sulla base dell’esperienza visiva e mnemonica. Due fasi: cubismo analitico (puntigliosa e minuta scomposizione delle forme) – cubismo sintetico (forme più ampie + collage).

Da una base cubista andranno poi nascendo altre correnti ibride, prima fra tutte l’Orfismo (uso del colore più libero, riduzione del volume a puri contrasti e effetti di luce).

Il Futurismo → Marinetti, Balla, Boccioni, Severini…; tentativo di ricondurre i due grandi filoni colore – forma ad una sintesi capace di solidificare Impressionismo e Divisionismo. I temi trattati sono per lo più riconducibili alla modernità; il ritmo è dinamico, travolgente e quasi frenetico, espressione di un entusiasmo artistico-politico promotore dello sviluppo tecnologico.

Dall’Espressionismo all’astrattismo, Il Cavaliere azzurro (Kandinskij, Marc); pubblicate opere di autori contemporanei, esempi di arte gotica e popolare, disegni di bambini = disinteresse per l’imitazione della natura, espressione della “necessità interiore”.

Analisi d'opera

La Francia

La crisi successiva alla sconfitta nella guerra franco-prussiana e alla tragedia della Comune si ripercuote anche nella pittura: gli artisti di formazione accademica virano verso l’evocazione di un nuovo classicismo edenico, cercano la fuga dalla realtà immediata in un immaginario onirico; il puntinismo di Seurat si fa tecnica sempre più intellettuale e astratta.

  • Fanciulle in riva al mare, P. Puvis de Chavannes (1879)/Musée d’Orsay – Parigi: un classicismo fuori dal tempo e dalla storia, in cui rivive il mito virgiliano dell’età dell’oro: all’ideale progressista egli contrappone il ritorno ad una dimensione primordiale. Per Puvis de Chavannes è centrale il ruolo della pittura su grande scala, affrontata per tutta la vita in importanti cicli pubblici: il prestigio dell’arte murale deriva dalla sua destinazione pubblica, che ne fa un mezzo d’espressione nobile e popolare. I maestosi nudi femminili, seppur realistici, sono ridotti all’essenziale e delimitati da un netto contorno alla Ingres; il colore invece è distribuito attraverso il diretto accostamento di tinte polverose e cromaticamente discordanti. Riferimenti iconografici: il peplo della Venere di Milo e la Venere Anadiomene. Ciascuno dei tre personaggi resta come isolato, in una sistematica scansione architettonica dell’insieme.
  • L’apparizione, G. Moreau (1876)/Musée Gustave Moreau – Parigi: dedito ad una pittura di carattere storico – mitologico e di influenza rinascimentale, nei suoi ultimi 25 anni Moureau cambia profondamente il proprio stile, all’estremo di risvolti fantastici ed inquietanti. Il quadro in questione costituisce una sorta di libera rilettura dell’episodio biblico di Erode e Giovanni Battista: vera protagonista è Salomè, il cui gesto coreografico è pietrificato nel braccio che indica la testa mozzata di Giovanni, la quale levita magicamente al centro dello spazio, irradiando di luce mistica l’intera scena. Significato allegorico: la santità vittima della lussuria rappresenta l’intellettuale/genio vittima della società borghese in cui non riesce ad integrarsi. Nuovo archetipo femminile: Salomè esercita il proprio fascino come strumento di una potenza occulta. Impiego di una stesura pittorica libera e sommaria → chiaroscuro visionario e teatrale.
  • La Porta dell’inferno, A. Rodin (1880-1917)/Musée Rodin – Parigi: la feconda produzione scultorea di Rodin segue di pari passo il dibattito Postimpressionismo – Simbolismo in pittura. La sua è una scultura monumentale carica di richiami al passato che non rinuncia ad apporti decorativi e sensuali. La Porta dell’inferno vuole esprimere la forza e l’intensità della prima cantica della Commedia attraverso le forme di Michelangelo. Rodin immagina per i due battenti uno spazio unitario intorno a cui le anime vorticano liberamente; rinuncia però a ogni particolare storico – descrittivo (riconoscibili solo Ugolino e Paolo e Francesca); più in alto Il Pensatore = il genio/artista. Il fascino dell’opera sta nella volontà dello scultore di considerarla per molti anni un’opera in fieri: così molte delle sue componenti negli ultimi vent’anni di Rodin vengono riprese, rielaborate ed esposte come opere a sé. Il rilievo doveva essere diviso in sezioni e i gruppi di figure già scolpite erano smembrati e appoggiati su un piano: ogni personaggio veniva così decontestualizzato e si prestava a essere ricongiunto agli altri in nuove configurazioni (Uomo che cade + Donna accovacciata = Je suis belle; Tre ombre).
  • Une baignade (Asnières), G. Seurat (1883-84)/National Gallery – Londra: opera innovativa per la ricerca sulla luce e per la definizione delle forme, ma allo stesso tempo profondamente radicata nella tradizione. Il rifiuto di questa tela al Salon determina l’avvicinamento del pittore agli Indépendants. La costruzione geometrica e l’atmosfera sospesa rimandano alla tradizione del classicismo e del Rinascimento italiano filtrata da Ingres e Puvis de Chavannes; l’ambientazione quotidiana e contemporanea e la resa pittorica dei colori luminosi rimandano invece all’Impressionismo. Personaggi appartenenti alla classe popolare in contrasto con i borghesi che si intravedono sulla barca in lontananza – probabilmente stanno lasciando le rive della Grande Jatte.
  • Il Circo, G. Seurat (1890-91)/Musée d’Orsay – Parigi: contraltare della fase preparatoria rappresentata dai bagnanti di Asnières. Tutto in questo quadro rinnega la rappresentazione immediata del reale: dinamismo di linee spezzate, prospettiva appiattita e rovesciata verso chi guarda, il pagliaccio in primo piano che svela lo spettacolo circense; anche i colori sono artificiali: caldi e squillanti per quanto riguarda i saltimbanchi, freddi e sordi nel caso degli spettatori.
  • Una domenica alla Grande Jatte, G. Seurat (1884-85)/Art Institute of Chicago – Chicago: manifesto del nuovo orientamento neoimpressionista in pittura; interesse per l’approfondimento dell’effetto e per l’armonizzazione del particolare all’interno di uno schema già delineato nei tratti principali ma sempre suscettibile di modifiche (27 tavole, 3 tele, 27 disegni). In primo luogo viene messo a punto il fondale naturale, studiato dal vivo; in esso vengono poi calati i personaggi, orientati ortogonalmente, le cui pose pietrificate rimandano a dei manichini o a delle statue primitiviste. La stesura del colore è svolta a punti separati e fondata sul principio del “contrasto simultaneo”. La presenza fisica dell’elemento luminoso rimanda al primo Rinascimento italiano (v. Piero della Francesca). Seurat si rifà alla trattatistica ottica di Chevreul e Rood, ma anche alla ricerca sulla divisione del colore già prospettata da Delacroix. Alla morte di Seurat sarà l’amico Paul Signac a divenire portavoce della corrente del pointillisme.
  • La visione dopo il sermone, Paul Gaugin (1888)/National Gallery of Scotland – Edimburgo: nella Bretagna degli ultimi anni del secolo l’artista trova nuovi valori autentici da contrapporre alla fatuità delle mode culturali parigine. Il quadro in questione conferma con incisività il suo definitivo orientamento simbolista: la descrizione naturalistica dei personaggi è sacrificata allo stile; il disegno si appiattisce e il colore evoca un’atmosfera/uno stato d’animo = sintetismo. Gaugin affronta esplicitamente per la prima volta un tema religioso: il soggetto in alto a destra è tratto dall’episodio biblico della lotta fra Giacobbe e un angelo = confronto paritetico fra l’uomo e Dio; ma vere protagoniste sono le donne di Pont-Aven in primo piano: Gaugin indirizza la propria indagine sul significato culturale e antropologico del sacro così come viene vissuto in Bretagna.
  • Ia orana Maria (Ave Maria), Paul Gaugin (1891-92)/Metropolitan Museum of Art – New York: realizzato durante la permanenza a Tahiti; consacrata una pittura esotica dal valore simbolico e interiore; l’artista vuole evocare un’isola meravigliosa e primitiva, un mito letterario. L’intervento di Gaugin non si limita alla riproduzione di sensuali e idealizzate figure femminili: egli si confronta con l’impossibilità di farne rivivere la purezza attraverso il linguaggio civilizzato dell’arte. Il riferimento evangelico di Ia orana Maria si collega alla concezione dell’artista per cui la dimensione religiosa naturale e vitalistica è caratteristica imprescindibile di questo nuovo Eden: l’angelo e la figura di Maria con il bambino richiamano l’iconografia cristiana medievale, mentre le donne sorprese e adoranti derivano dal rilievo del tempio giavanese di Borobudur. L’immagine di una forza religiosa primaria ritorna anche nell’opera Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? (1896-97), quadro dal forte impatto simbolista e onirico.
  • I mangiatori di patate, Vincent van Gogh (1885)/Rijksmuseum Vincent van Gogh – Amsterdam: all’inizio del proprio percorso van Gogh si dedica ad una pittura di carattere realistico-sociale; il quadro in questione deve dimostrarsi un “vero quadro contadino”, ritraendo i personaggi nella loro rozzezza. L’artista si ispira alle scene notturne e di interno tipiche della tradizione olandese del Seicento; ma da un punto di vista stilistico egli vuole distaccarsi drasticamente dalla tradizione: l’intento è quello di coniugare la libertà e la passionalità di Delacroix con la poetica naturalista di Zola, mentre la gravità e l’oscurità dell'ambiente rimandano a una dimensione esistenziale profonda.
Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 23
Riassunto esame Arte, prof. Bignami, libro consigliato I luoghi dell'arte 6, Negri, Nova Pag. 1 Riassunto esame Arte, prof. Bignami, libro consigliato I luoghi dell'arte 6, Negri, Nova Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Arte, prof. Bignami, libro consigliato I luoghi dell'arte 6, Negri, Nova Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Arte, prof. Bignami, libro consigliato I luoghi dell'arte 6, Negri, Nova Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Arte, prof. Bignami, libro consigliato I luoghi dell'arte 6, Negri, Nova Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Arte, prof. Bignami, libro consigliato I luoghi dell'arte 6, Negri, Nova Pag. 21
1 su 23
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola_fr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bignami Silvia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community