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Parte 7: I beni e i servizi culturali

I beni/servizi sono culturali quando la loro produzione comporta una certa forma di creatività e il cui risultato implichi una forma di proprietà intellettuale e che sono rivolti alla creazione e comunicazione di significati. Sono imprese culturali tutte quelle organizzazioni caratterizzate da modelli produttivi industriali o artigianali impegnate stabilmente nella produzione di questi beni o servizi.

Tipi di imprese culturali

Questo concetto si applica a tipi diversi di imprese culturali, che si possono basare su:

  • Origine dell'idea creativa: da queste imprese le idee creative si combinano con un numero sempre maggiore di input per produrre un’ampia gamma di prodotti (es. musica, danza, teatro...);
  • Output come bene culturale: queste imprese producono beni/servizi culturali ma anche beni non tali in maniera congiunta (es. radio, televisione, cinema, riviste...);

Parte 8: Imprese culturali no-profit

1. Imprese culturali non profit

Sono tutte quelle organizzazioni che, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del soggetto proprietario, sono caratterizzate dalla presenza di un complesso strutturato e permanente di risorse messe a servizio del raggiungimento degli obiettivi primari di gestione; perseguono una preminente finalità culturale, non hanno scopo di lucro e hanno un tipo di servizio con accesso escludibile. Queste realtà possono essere rappresentate da artisti individuali, da imprese costituite secondo forma giuridica no-profit o sulla base di apposite leggi, ad esempio musei, aree archeologiche, teatri di produzione e fondazioni liriche, archivi e biblioteche.

Sono realtà diverse ma accomunate da:

  • Tipologia di offerta, cioè un insieme di servizi di base a cui si aggiungono altri tipi di servizi, complementari ed accessori;
  • Scarsità di risorse finanziarie, visto che l’erogazione del servizio culturale comporta un utilizzo di risorse maggiore di quello generato dalla loro attività istituzionale, ciò inoltre le rende dipendenti dai contributi erogati da soggetti terzi.

Dibattito sulla necessità dell'intervento pubblico

Il settore culturale è caratterizzato da una produttività “fissa” stabilita dall’autore dell’opera. La Legge Baumol-Bowen: dei salari è in linea con quella di altri settori a produttività “progressiva”, allo stesso tempo deve sostenere una crescita. Questo porta a un deficit permanente e crescente del settore che giustificherebbe il sostegno pubblico. L’unica alternativa all’intervento pubblico sarebbe un’azione riduttiva sui costi, ma ciò causerebbe un abbassamento della qualità del servizio oppure una violazione sulla natura meritoria del servizio culturale (cioè accessibile a tutti).

Inoltre, investimenti in beni e attività culturali generano benefici diretti, appagamento dei bisogni del fruitore, e benefici indiretti, cioè riferibili all’intera collettività e difficilmente quantificabili. Questi ultimi sono un’ulteriore giustificazione all’intervento pubblico. Poiché comunque il pubblico concorre al finanziamento di altre attività (sanità, scuola, …) deve fare una valutazione della quantità di investimenti in attività culturali, che può essere fatta ex-ante, in fase progettuale valutandone l’opportunità e la fattibilità, o ex-post, valutando i livelli di efficienza e di efficacia raggiunti. Le procedure valutative possono essere distinte anche tra: approcci multicriteriali (ricorso ad una pluralità di tecniche) o approcci monetari (Valutazione di Impatto Economico e Valutazione di Impatto Sociale).

3. Attori non profit del settore culturale (in Italia)

  • Teatri e fondazioni liriche: istituzioni che producono e distribuiscono eventi connessi alle performing arts, organizzati e proposti al pubblico nell’ambito di un determinato cartellone, presso strutture stabili. Il sistema di offerta si compone di:
    • Un servizio base (rappresentazione);
    • Dei servizi complementari: integrano i contenuti del servizio di base e ne agevolano il processo di fruizione (es. prenotazione, prevendita, accoglienza, newsletter);
    • Dei servizi accessori: legame meno intenso con il servizio base ma la loro presenza per il cliente costituisce un fattore discriminante (attività di ristorazione, servizi educativi...)
    Il settore teatrale opera in teatri stabili, teatri d’opera o altri operatori come teatri d’ospitalità, imprese di produzione teatrale o enti locali. Ci sono delle criticità nella gestione dei teatri connesse alla scelta di direzione artistica, alla definizione di cartellone, all’allestimento, alla rappresentazione e alla commercializzazione.
  • Biblioteche: istituzioni attive nella conservazione, catalogazione e messa a disposizione di libri al pubblico in forma gratuita per soddisfare un’esigenza di informazione, documentazione e cultura, promuovendo così la lettura nella prospettiva della crescita culturale della collettività. Anche qui abbiamo un servizio di base (consultazione dei volumi e prestito interbibliotecario), servizi complementari (ricerca, servizi informativi e riproduzione dei documenti) e servizi accessori (caffetteria, mostre, visite guidate).
  • Archivi: raccolgono, conservano e offrono alla consultazione i documenti prodotti da uno o più organismi per conservare la “memoria storica”, questi documenti hanno origine riconducibile a specifiche finalità di carattere giuridico e/o amministrativo, a seconda delle competenze delle istituzioni che li hanno nel tempo prodotti o ricevuti, determinando una platea ristretta di utenti interessati. Gli archivi possono essere storici quando conservano documenti rilevanti storicamente oppure correnti quando sono gestiti dall’organismo che produce tali documenti per la loro anzianità, che costituiscono ancora uno strumento di lavoro. Il servizio base degli archivi è la conservazione dei documenti e la loro consultazione, mentre i servizi accessori sono quelli di assistenza, attività promozionale didattica, valorizzazione dei documenti…
  • Musei e aree archeologiche: istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico e che compie ricerche riguardanti le testimonianze materiali dell’uomo e del suo ambiente, le raccoglie, le conserva, le comunica e le espone ai fini di studio, educazione e diletto. I servizi base sono la conservazione ed esposizione delle opere, mentre i servizi accessori sono tutti quei servizi di divulgazione e accoglienza del pubblico.
  • Festival: manifestazioni distribuite in un arco temporale delimitato e realizzate all’interno di uno specifico contesto geografico che realizzano un insieme di spettacoli dal vivo sulla base di un progetto artistico e culturale che catalizzi l’attenzione e stimoli il coinvolgimento del pubblico. Gli aspetti peculiari dei festival sono il forte radicamento territoriale, la promozione/patrocinio da parte di un ente pubblico e la realizzazione affidata a soggetti privati, tipicamente no profit.

Parte 9: Industrie culturali

1. L'industria culturale

Il concetto di industria culturale sottolinea il potenziale economico che la produzione culturale ha nel generare output e ricavi e nel soddisfare le richieste dei consumatori, indipendentemente da qualsiasi altro più nobile scopo possa essere assolto dalle attività degli artisti. Si possono individuare dei caratteri che evidenziano la natura “industriale” dei processi di gestione delle imprese culturali, e sono: natura capital-intensive, importanza alle tecnologie e riproducibilità su grande scala degli output.

Le industrie culturali sono importanti in quanto determinano la formazione delle fantasie, delle emozioni e dell’identità individuale della collettività, quindi i loro prodotti devono essere considerati molto di più di semplici passatempi. Inoltre, queste imprese sono fonti importanti di occupazione e di profitto in molti sistemi economici. Queste imprese si sono caratterizzate per la loro importanza durante il XXI secolo per il contenuto che portano sia informativo che tecnologico, per la promozione di pensiero e di espressione creativa, per l’impatto sui livelli di occupazione e per il cambiamento dei modelli di consumo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta.checcucci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Management delle imprese culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Becagli Claudio.
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