Estratto del documento

Lezione 1: Sistema finanziario

È un contesto in cui un soggetto che vuole iniziare un'attività di business non dispone di fondi, ma può recuperarli da un secondo soggetto che dispone di fondi in eccedenza. Ogni soggetto avrà un saldo finanziario positivo o negativo a seconda che il risparmio sia maggiore o minore dell'investimento. Il risparmio è dato dalla differenza tra reddito e consumi.

I soggetti risparmiatori (soggetti in surplus) sono le famiglie, i soggetti e i governi esteri, mentre le unità in deficit sono le imprese, pubblica amministrazione e soggetti e governi stranieri. Il sistema finanziario è il canale attraverso il quale avviene il trasferimento di fondi da soggetti con un’eccedenza di fondi (in surplus) a quelli in carenza di fondi (in deficit).

Trasferimento di fondi

  • Canale diretto: le unità in deficit prendono in prestito dalle unità in surplus direttamente nei mercati finanziari vendendo loro strumenti finanziari (mercati finanziari). Agire nei mercati finanziari significa quotarsi o emettere strumenti finanziari (azioni, obbligazioni).
  • Canale indiretto: le unità in deficit prendono in prestito dalle unità in surplus indirettamente ovvero tramite intermediari finanziari. Vi sono due operazioni: la prima tra il soggetto in surplus e l’intermediario e la seconda tra la banca e il soggetto in deficit.

Nei paesi anglosassoni il canale prevalente è quello mercatocentrico (canale diretto). Gli altri paesi come ad esempio l’Italia sono paesi bancocentrici (canale indiretto). Gli elementi che determinano il comportamento delle aziende bancocentriche/mercatocentrico è la tipologia di azienda che opera all’interno di un sistema economico e il tipo di proprietà: in USA l’azionariato delle aziende è fortemente diffuso mentre in Italia sono molto diffuse le aziende familiari o più in generale piccole-medie aziende che hanno tendenzialmente la proprietà concentrata. La piccola-media azienda ricorrerà al canale indiretto perché per accedere ai mercati finanziari sono richiesti determinati requisiti.

I mercati finanziari sono fondamentali per un’efficiente allocazione del capitale e così facendo riescono a stimolare i consumi e gli investimenti, incidendo significativamente sul PIL. Se il sistema finanziario non funziona in maniera efficiente allora vi possono essere significative ripercussioni sull’economia reale.

Funzioni finanziarie

  • Trasferimento e allocazione delle risorse finanziarie: dalle unità in avanzo alle unità che hanno necessità di finanziamenti per investimenti produttivi.
  • Funzione monetaria: il sistema finanziario interviene nella fase di scambi di beni e servizi fornendo gli strumenti e i servizi di pagamento necessari.
  • Funzione gestione dei rischi: il sistema finanziario pone a disposizione degli operatori strumenti di gestione dei rischi finanziari, che scaturiscono da operazioni finanziarie (derivati) e non (intermediari assicurativi).
  • Funzione di trasmissione di politica monetaria: il sistema finanziario trasmette gli impulsi di politica monetaria decisi dalle banche centrali, volti a influenzare la capacità di spesa e le decisioni di consumo e di investimento degli operatori economici.

Lezione 2: Teorie dell'intermediazione finanziaria

Il sistema finanziario è costituito da mercati finanziari, intermediari finanziari, strumenti finanziari e norme e istituzioni che lo disciplinano. Ipotizzando uno scenario privo di intermediari e mercati finanziari possiamo individuare delle teorie che dimostrano 3 imperfezioni che descrivono l’inefficienza di questo sistema:

Costi di transazione

Costi associati agli scambi creditizi, come ricerca della controparte, produzione e comunicazione di informazioni, redazione dei contratti, valutazione e controllo dei crediti erogati e altri che limitano gli scambi. La presenza dell’intermediario riesce a ridurre tali costi tramite il vantaggio ottenuto con le economie di scala e grazie alla specializzazione del personale. Inoltre, grazie ai mercati mobiliari con adeguata struttura organizzativa, si riesce a rendere più agevole e meno costosa la compravendita di titoli.

Incertezza

Limita il trasferimento di risorse, non mediato da intermediari, per via dei rischi legati a oscillazioni del rendimento del portafoglio attività finanziarie e a insolvenza del debitore, variazione dei saggi d’interesse. L’intermediario riesce a ridurre l’incertezza tramite il processo di diversificazione del portafoglio, oppure attraverso la redistribuzione dei rischi tra le parti di un contratto di finanziamento (es. utilizzando strumenti di copertura che trasferiscono a soggetti terzi parte dei rischi connessi alla transazione).

Asimmetria informativa

C’è asimmetria informativa quando una parte non possiede sufficiente informazione sull’altra parte. L’asimmetria informativa genera inevitabilmente maggiore incertezza e maggiori rischi, che a loro volta generano maggiori costi di transazione. Distinguiamo due fenomeni:

  • Adverse selection: si presenta prima della transazione ovvero chi chiede un finanziamento nasconde volontariamente la propria reale situazione economico-finanziaria-reddituale. Problemi simili accadono anche nel settore assicurativo nel momento in cui il soggetto cerca di nascondere le proprie condizioni di salute. Questa forma di asimmetria informativa può portare al fallimento del mercato: scelte di finanziamento sbagliate riducono i soggetti disposti all’erogazione dei prestiti, creando ostacoli alla nascita di nuovi scambi creditizi. In questo ambito, gli intermediari finanziari sottintendono la produzione di informazioni per le concrete scelte sulla composizione dell’attivo e, quindi, l’attività di screening attenua o risolve la diversità informativa ex ante, riducendo o eliminando il problema dell’adverse selection.
  • Moral hazard: si presenta dopo la transazione. I prenditori di fondi hanno incentivo a investire in attività troppo rischiose e a non restituire il prestito. Nelle assicurazioni, ciò accade quando un individuo intraprende attività rischiose dopo essersi assicurato. La nascita degli intermediari finanziari presuppone l’abbassamento dei costi associati all’attività di monitoring, introducendo un vantaggio di costo degli scambi creditizi indiretti su quelli diretti.

La nascita degli intermediari finanziari non elimina la diversità informativa, che si ricrea da un lato fra i prestatori finali di risorse monetarie e gli intermediari finanziari e dall’altro fra i prenditori finali di risorse monetarie e gli stessi intermediari. La prima ritrova soluzioni endogene nella diversificazione e reputazione e, ritrova una soluzione esogena nel contesto delle forme di regolamentazione. La seconda può essere risolta mediante la costruzione di un sistema informativo interno che sia idoneo e adeguato rispetto alle esigenze operative dei singoli intermediari finanziari.

I motivi principali della costituzione della regolamentazione del sistema finanziario sono: migliorare l’informazione per gli investitori e assicurare la sicurezza degli intermediari.

Lezione 3: Circuito diretto

Un mercato finanziario è un luogo in cui avviene la compravendita di strumenti finanziari tra soggetti in surplus e quelli in deficit. Un mercato facilita il trading tra i suoi partecipanti svolgendo le seguenti funzioni:

  • Price discovery: processo di determinazione del livello di prezzo di uno strumento finanziario. Può essere definito in due modi: order driven ovvero in base all’incontro tra domanda e offerta con l’aiuto dei broker che prende gli ordini di acquisto dell’acquirente e cerca di trovare un offerente che soddisfa le sue esigenze. Il broker opera per conto del soggetto ed è un intermediario finanziario. L’altro modo è quello del quote driven dove possiamo notare la figura del dealer (market maker) che si pone come controparte quindi opera per conto proprio.
  • Trading mechanism: il mercato fornisce un meccanismo per facilitare gli accordi collegando acquirenti e venditori (fase di negoziazione).
  • Clearing and settlement arrangements: riguardano le fasi del post trading ovvero in cui il mercato deve garantire il rispetto dei termini di ogni contratto. Nel clearing vengono definiti gli obiettivi e le clausole mentre nel settlement avviene effettivamente lo scambio (strumenti contro risorse finanziarie).

L’efficienza di un mercato finanziario può essere vista sotto diversi aspetti:

Efficienza allocativa

È efficiente quando il tasso di rendimento è lo stesso per tutte le forme di investimento. Si realizza se tutti gli operatori agissero in maniera razionale, ricercando le opportunità di investimento/finanziamento che consentono di massimizzare la loro utilità attesa, quindi se si realizza la condizione di ottimo paretiano (quando in una situazione l’utilità di tutti i soggetti non può essere incrementata senza arrecare del danno all’utilità della controparte).

Tecnico-operativa

Viene analizzata rispetto a tre elementi:

  • Spessore: caratteristica di un mercato in cui si hanno molti ordini effettivi o potenziali di acquisto o vendita di strumenti finanziari a prezzi prossimi a quelli negoziati in un determinato istante.
  • Ampiezza: un mercato è ampio quando su di esso sono presenti ordini di acquisto o vendita per importi elevati (rilevanza sul piano quantitativo).
  • Elasticità: capacità di reazione della domanda e dell’offerta rispetto a variazione di prezzo.

Efficienza informativa

Attitudine dei prezzi ad incorporare le informazioni disponibili. Un mercato è efficiente quando si verifica l’uguaglianza tra il prezzo di mercato di un’attività finanziaria e il suo valore intrinseco con il conseguente annullamento dei profitti anormali tramite trading perché il prezzo sconta già le informazioni presenti sul mercato. La teoria di Eugene Fama (1970) ha individuato 3 diverse classificazioni:

  • Efficienza in forma debole: i prezzi osservati sul mercato riflettono tutta l’informazione contenuta nella serie storica dei prezzi stessi. In questo caso è possibile fare extra profitto tramite analisi fondamentale.
  • Efficienza in forma semi-forte: i prezzi di mercato riflettono non solo l’informazione contenuta nella serie storica dei prezzi, ma anche qualunque altra informazione pubblica. Sia coloro che utilizzano l’analisi tecnica che quella fondamentale non sono in grado di fare extra profitto. Gli unici che possono fare extra profitto sono gli insider ovvero coloro che detengono informazioni privilegiate.
  • Efficienza in forma forte: i prezzi di mercato riflettono anche qualunque altra informazione privata. È impossibile realizzare extra-profitto.

Modi per operare

  • Analisi tecnica: si basa su informazioni statistiche.
  • Analisi fondamentale: si basa sull’analisi economica dell’azienda.

Lezione 4: Classificazioni

La classificazione generale dei mercati finanziari è:

  • Mercato primario: è rappresentato dagli scambi in sede di emissione dei titoli e quindi tra emittente e investitore iniziale (mercato IPO). Gli investitori devono rivolgersi alle banche che aderiscono all’IPO per effettuare le negoziazioni.
  • Mercato secondario: è costituito dalle negoziazioni che hanno ad oggetto i titoli mobiliari trasferibili già in circolazione. Gli investitori possono agire in autonomia per le negoziazioni. Esempi di mercati secondari sono borsa di Milano, New York stock exchange.
  • Mercato fisico: in termini di luogo fisico in cui avviene l’incontro dello scambio di strumenti finanziari tra acquirente e venditore.
  • Mercato telematico: considerato sia come canale di diffusione dell’informazione sia come strumento attraverso cui gli ordini sono inviati al mercato per l’esecuzione. La distinzione tra luogo fisico e luogo telematico non è puramente diffusa perché oggi come oggi i mercati sono ibridi.
  • Mercati regolamentati: la distinzione fa riferimento alla presenza di forme di mercato che l’ordinamento riconosce espressamente e che sono oggetto di autorizzazione a operare e di regolamentazione in ordine ai requisiti minimi della società che li gestisce alle regole organizzative e di funzionamento. Inoltre, si fa riferimento a sistemi di scambi organizzati per i quali si applica un principio di informazione a tutela dell’investitore. Sono caratterizzati da una regolamentazione specifica che riguardano i soggetti che possono accedere al mercato, requisiti di informativa, caratteristiche delle negoziazioni; per questo vi sarà un’organizzazione di controllo che andrà a vigilare sul rispetto della normativa degli intermediari. In questi mercati è prevista la camera di compensazione (clearing house, clearing and settlement) che ha il compito di far andare a buon fine la transazione. Esso per questo è meno rischioso rispetto al mercato non regolamentato.
  • Mercati non regolamentati: mercato non soggetto a regolamentazione specifica relativa all’organizzazione e al funzionamento del mercato stesso (mercato over the counter). Degli esempi sono ad esempio i mercati dei derivati finanziari o il forex (mercato in cui lo scambio di valute avviene al di fuori dei mercati borsistici). Lo svantaggio principale nell’operare nei mercati over the counter è l’aumento del rischio dato che non è presente l’organo di clearing and settlement. Tra i vantaggi di operare nel mercato non regolamentato è la riduzione dei costi, vi è il libero accesso ma soprattutto la possibilità di creare degli investimenti personalizzati e non standardizzati di strumenti finanziari: è possibile quindi effettuare libere negoziazioni che permettono di soddisfare al meglio le proprie esigenze.
  • Mercati domestici: vi è una stretta relazione tra il mercato e il contesto geografico ed economico del paese di riferimento.
  • Mercati internazionali: caratterizzati dall’assenza del legame tra mercato e il contesto del paese di riferimento. La distinzione non è più molto chiara a causa della globalizzazione.
  • Mercato monetario: avvengono negoziazioni di strumenti finanziari che hanno scadenza inferiore a 12 mesi.
  • Mercato dei capitali: avvengono negoziazioni di strumenti finanziari che hanno scadenza superiore a 12 mesi e a scadenza indefinita.
  • Mercato dei derivati: avviene la negoziazione degli strumenti finanziari derivati (features, options).

Lezione 5: Mercato monetario

Comprende gli scambi creditizi a brevissima e breve scadenza basati sull’emissione e sul rimborso di strumenti finanziari a basso rischio e alta liquidità e vicini alla moneta. La motivazione che spinge i soggetti ad effettuare investimenti in questo mercato è il trasferimento delle risorse monetarie per aggiustamenti nelle rispettive posizioni di liquidità. Per i soggetti in deficit le entrate e le uscite monetarie non coincidono (il governo riscuote le tasse periodicamente ma dovrà sostenere dei costi giornalmente quindi potrà trovarsi in deficit di liquidità). La convenienza ad investire a breve termine è che altrimenti trattenere liquidità per durate maggiori comporta costi elevati.

La funzione principale di questo mercato è quella di rendere più efficiente la trasmissione dei fondi a breve e a brevissimo termine tra gli operatori economici in temporaneo avanzo e quelli in temporaneo disavanzo al minor costo possibile. Tutto ciò tramite la negoziazione di strumenti quasi-monetari caratterizzati da:

  • Alta liquidità: determinata dallo sviluppo dei mercati secondari molto attivi.
  • Scadenza nel breve e brevissimo periodo.
  • Bassi rischi di insolvenza: in quanto i principali operatori sono banche centrali e investitori istituzionali, con presenza di strumenti di garanzia/protezione. Il basso rischio è determinato dalla breve durata degli strumenti e dalle caratteristiche dei soggetti operanti sul mercato monetario. Tali soggetti sono caratterizzati da un alto standing creditizio (rating elevato) ovvero tutti quei soggetti che sono in grado di restituire le somme prestate.
  • Negoziati in grossi tagli: tipicamente le negoziazioni che hanno per oggetto questi strumenti finanziari hanno un grosso taglio (situazione tipica del mercato statunitense: transazioni che cedono anche 1 milione di dollari).

I principali operatori sono:

  • Governi;
  • Banche centrali: strumento di controllo della moneta, principalmente con operazioni che coinvolgono titoli di stato finalizzate ad influenzare i tassi;
  • Banche: attive sia su titoli di stato, sia su certificati di deposito (CD), accettazioni, mercato interbancario dei depositi;
  • Imprese non finanziarie: di maggiori dimensioni;
  • Altri operatori del mercato mobiliare e del credito: società di brokeraggio (market maker o dealer), imprese finanziarie (raccolta mediante commercial paper), assicurazioni e fondi pensione (in particolare, settore danni) e fondi comuni del mercato monetario (offrono l’accesso per il segmento retail).

Strumenti negoziati

Titoli del tesoro: obbligazioni emesse dagli stati per la copertura dei disavanzi e il rimborso dei debiti pregressi. Quando si parla di obbligazioni si parla di debiti. Tale debito comporta che il soggetto emittente (in questo caso lo stato), in cambio di risorse monetarie, si impegni a restituire le somme prestate a una determinata scadenza e al pagamento di cedole di interesse. Nel sistema italiano le principali obbligazioni sono rappresentate dai BOT (scadenza 3, 6 o 12 mesi, vengono acquistate nelle aste pubbliche e la remunerazione è data da...

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 38
Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 1 Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunti Economia degli intermediari finanziari Pag. 36
1 su 38
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher catbru25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Martino Pierluigi.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community